INTERNAZIONALISMO 0.0

INTERNAZIONALISMO 0.0

DI CLAUDIO MARTINI

il-main-stream.blogspot.it


Troviamo in rete un notevole articolo a firma di Giulietto Chiesa, e ne constatiamo i toni sorprendentemente duri, al limite (anzi, oltre il limite) dell'insulto. "Schizzi di stupidità", "robaccia di scarto", "gramigna, spazzatura, rifiuti". Ecco gli epiteti che Chiesa riserva agli oppositori dell'Euro. Mai nessuno dei Marescialli del PUDE (che pure sappiamo essere usi alla menzogna, che è una forma di violenza) aveva finora adoperato un simile linguaggio.




Ma sorvoliamo (bontà nostra) sulla forma, e concentriamoci sulla sostanza. Chiesa dice di volere un'Europa democratica e solidale, giusta e pacifica. Grazie tante, chi non la vorrebbe.Dopodiché chiarisce che la vorrebbe anche abbastanza forte per contare nell'arena mondiale. "Nessuno dei nemici giurati dell'Europa e dell'euro dice queste cose" conclude Chiesa, probabilmente perché si tratta di nazionalisti xenofobi che vogliono "un'Europa fatta di staterelli più o meno grandi, che chiudono le frontiere interne, che cominciano a disputarsi territori contesi, che deportano gl'immigrati, che segregano le minoranze etniche e linguistiche al loro interno".




Ora, qui sono almeno tre cose che non vanno.


  • Chiesa crede negli Stati Uniti d'Europa. Ciò lo pone in ritardo di almeno un secolo. Chi segue il percorso politico di Chiesa sa che lui vorrebbe un'Europa un po' più vicina a Putin, alla Cina e all'Iran, e un po' più lontana dagli USA e da Israele. Un progetto squisitamente geopolitico dunque, e in quanto tale destinato alle élite (a meno che non si creda che i lavoratori siano pronti a lottare per la costruzione di un nuovo polo geopolitico). Non si capisce però su quali élite una simile costruzione dovrebbe poggiare. Le classi dirigenti europee sono tutte fortissimamente filo-USA, e tutto hanno in mente tranne cercare di costruire un nuovo ordine mondiale.
  • Chiesa vuole cambiare i Trattati europei, così da costruire l'Europa "buona". Ma non indica la strada da seguire per arrivare a quel cambiamento. Eliminando a priori l'uscita dall'Euro, sottrae alla sua stessa piattaforma politica l'unico mezzo di pressione concretamente esercitabile, condannandosi alla demagogia.
  • Chiesa si sbaglia. È vero che ci sono vari fascisti e altre schifezze che predicano l'uscita dall'Euro, anche in Italia. Tuttavia, il nostro sa benissimo che ci sono parecchi soggetti che si oppongono all'Euro da posizioni democratiche e progressiste. Lo stesso Bagnai, vero bersaglio di questo articolo, è europeista e per nulla xenofobo, come sa qualunque suo lettore. In quanto a noi, tutti i nostri lettori possono capire quanto sia assurdo assimilare le nostre posizioni a quelle della destra xenofoba.

E questa può rappresentare la nostra critica al pezzo in esame. C'è però un altro elemento che lo rende davvero interessante.

L'articolo ha ricevuto 19 (finora) commenti da 19 persone diverse. È un numero superiore alla media dei commenti di quel sito. Tra questi troviamo due apprezzamenti, una critica, e sedici sberleffi. Leggere per credere.

Un'accoglienza così rovinosa per un articolo è abbastanza insolita, tanto più sul sito curato direttamente dall'autore dell'articolo (ecco cosa si dice su altri siti). Il che pare autorizzare una conclusione: Chiesa sta perdendo, o ha già perso, il consenso del proprio pubblico.


Viene da chiedersi il perché. Avanzo un'ipotesi. Giulietto Chiesa, come molti altri, predica il cambiamento, la difesa dei diritti, la giustizia sociale, ecc ecc. I suoi lettori ne condividono la visione del mondo. Discorsi simili vengono fatti anche da personaggi come Stefano Rodotà, Maurizio Landini, Gustavo Zagrebelsky; in una parola gli organizzatori della manifestazione del 12 ottobre. Tuttavia, questi ultimi partivano dal presupposto che l'Euro non debba essere messo in discussione. Invece la principale organizzazione che ha contribuito alle manifestazione del 18-19 ottobre, il sindacato USB, parlava di rompere con l'Unione Europea.


Come siano andate le cose è noto. La manifestazione del 12 è scivolata nel nulla, come se non fosse mai avvenuta: non ha avuto alcun impatto politico percepibile. Quella del 18-19 ha occupato la scena dei media per giorni, e in molti ambienti la si descrive con un evento di svolta. Ciò è stato determinato dalle posizioni di alcuni organizzatori in tema di UE? Certo che no. Queste posizioni, e i diversi esiti delle due manifestazioni, sono due effetti della medesima causa: la coerenza imposta dalla radicalità. Quando si affermano certe cose con serietà, convinzione e la giusta dose di intransigenza, è naturale accogliere tutte le implicazioni logiche di quanto si dice.

Nello specifico, se si afferma di volere, senza compromessi, difendere i diritti e la giustizia sociale, e si riconosce (e tutti lo riconoscono!) che l'Euro le minaccia entrambe, allora segue logicamente che è necessario combattere l'Euro. As simple as that. Chi è radicale nella difesa di certi valori non ammette deviazioni dal percorso logico su descritto. La radicalità e la coerenza premiano chi le fa proprie, ed è abbastanza evidente che la manifestazione del 18-19 ottobre è stata percepita come molto più radicale e coerente di quella del 12.


La mancanza di radicalità e coerenza, sia in Chiesa sia in Rodotà e simili, si riflette dapprima sulle posizioni ambigue nei riguardi dell'Europa, e poi, quando "si viene al dunque", nella difesa sperticata dell'UE. Evidentemente la difesa dei diritti e della giustizia sociale non è il primo e irrinunciabile pensiero di Rodotà e Chiesa; nel caso di quest'ultimo, il primo pensiero è costruire la fantomatica "Europa dei popoli" in funzione anti-americana. Non si tratta, come è stato scritto qualcuno, di Internazionalismo 2.0.


Questo è Internazionalismo 0.0.


C.M.

Fonte: http://il-main-stream.blogspot.it

Link: http://il-main-stream.blogspot.it/2013/11/internazionalismo-00.html

21.11.2013

Commenti (33)

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Nascondi area commenti 13 caricati
    1. Georgios 22 novembre 2013

      Ti ringrazio. Saluti anche a te.

    1. Georgejefferson 22 novembre 2013

      L'originale e' qua

      http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2011/mese/08/articolo/5225/

      Ciao Georgios

    1. Cartesio 22 novembre 2013

      La tua visione dell'origine del nazionalismo mi trova assolutamente d'acordo. Sono perplesso dalla posizione di Chiesa

    1. Kiddo 22 novembre 2013

      "sarà la vecchiaia." LOL, Chiesa come Oriana Fallaci...

    1. Georgios 22 novembre 2013

      Scusami

      Quando dici "L' economista di sinistra,chiarificò:" ti riferisci a qualcuno in particolare o e' un modo di dire?

      Grazie.

    1. ROE 22 novembre 2013

      Concordo.

    1. radisol 22 novembre 2013

      Debbo ammettere che questo articolo di Giulietto Chiesa mi ha stupito .... se si pensa che è stato spesso accusato proprio lui di "rosso-brunismo" per la smisurata ammirazione che mostra per Putin ed anche per il tirannello della Bielorussia di cui adesso mi sfugge il nome ... ed anche che Chiesa, per storia personale, è certamente difficile assimilarlo a Rodotà e Landini ( che poi vuol dire Vendola ) come fa, come se fosse la cosa più normale del mondo, l'articolista ... lo stupore diventa ancora maggiore ...
      comunque condivido pienamente la conclusione dell'articolo ... questo è Internazionalismo O.O. .... è maledetta "geopolitica" applicata al nulla ... paradossalmente proprio come spesso fanno i "fascisti" che Chiesa dice di temere tanto ... sarà la vecchiaia ...

    1. Fernesto 22 novembre 2013

      grande Giulietto Chiesa

    1. AlbertoConti 22 novembre 2013

      Problema politico o tecnico? Un tratto comune ai "puddisti" di ogni estrazione è il terrorismo sulle conseguenze dell'uscita dall'euro, a prescindere da come venga attuata, che a dir loro sarebbero deleterie per le masse (degli impoveriti, non si sa da chi, o forse s'insinuano altri colpevoli extra-UE). Questo ovviamente tarpa le ali al confronto leale su come gestire il dopo-euro, anche se fosse una calamità naturale. Inevitabilmente si tira allora in ballo il "rapporto di forze", giusto per essere più realisti del re. Quanto mi piacerebbe che si discutesse anche di questo, dei rapporti di forze nell'epoca dei media e di tutto ciò che è diventato "fenomeno di massa". Chissà, forse l'intelligenza ne uscirebbe rafforzata, a cominciare dal curarsi dalla sindrome dei "capponi di Renzo", che non dimentichiamo erano, allora come ora, semplicemente dei galli castrati.

    1. Georgejefferson 22 novembre 2013

      Niente di nuovo sotto il sol dell'avvenire

      Come mai la sinistra italiana rivendicava con tanto orgoglio la paternità dell’euro: non vedeva quanto esso fosse opposto agli interessi del suo elettorato? L' economista di sinistra,chiarificò: “ i costi dell’euro, sono noti, tutti i manuali li illustrano. Li vedevano anche i nostri politici, ma non potevano spiegarli ai loro elettori: se questi avessero potuto confrontare costi e benefici non avrebbero mai accettato l’euro. Tenendo gli elettori all’oscuro abbiamo potuto agire, mettendoli in una impasse dalla quale non potranno uscire che decidendo di fare la cosa giusta, cioè di andare avanti verso la totale unione, fiscale e politica, dell’Europa.”

      Insomma: “il popolo non sa quale sia il suo interesse: per fortuna a sinistra lo sappiamo e lo faremo contro la sua volontà”. Ovvero: so che non sai nuotare e che se ti getto in piscina affogherai, a meno che tu non “decida liberamente” di fare la cosa giusta: imparare a nuotare. Decisione che prenderai dopo un leale dibattito, basato sul fatto che ti arrivo alle spalle e ti spingo in acqua.Questa la democrazia NON FASCISTA in un intellettuale di sinistra!

    1. roz 22 novembre 2013

      Chiesa si è dimenticato un concetto: "il primato dell'economia". Non capisce che è l'economia che determina le scelte politiche e non viceversa. Pensa di condurre una battaglia politica contro l'insorgere di nuovi nazionalismi e non capisce che i nazionalismi nascono come estrema difesa dei popoli che attaccati tendono a chiudersi nelle proprie mura. E non capisce che lo strumento dell'attacco oggi non sono le armi classiche ma quelle finanziarie e l'euro è la punta di diamante di queste.

    1. Tao 22 novembre 2013

      UN GOLPE DI NOME EURO [www.comedonchisciotte.org]


      Eshin

    1. yago 22 novembre 2013

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