Home / Spazio utenti / INFORMAZIONI TRAPELATE AD ARTE ?

INFORMAZIONI TRAPELATE AD ARTE ?

DI BONTON

Forse una parte di questa storia iniziò con
l’affaire BBC, quando il governo
britannico trovò il modo di far quadrare il cerchio,
ovvero svergognare la pagliuzza del giornalista a caccia di scoop e nascondere la trave delle
bugie sulle armi di distruzione di massa.
Ovviamente, le informazioni da cui era nato l’affaire trapelavano dalla tv di stato, e nello stesso ambiente
c’erano già i capri espiatori designati.

Poi la storia continuò con le torture di Abu Graib,
quando le informazioni trapelavano attraverso le maglie delle indagini targate Pentagono. E mi
stupisce che ancora non sia saltata fuori la
pagliuzza delle foto manipolate
(quale a mio parere potrebbe essere quel famoso
mucchio di corpi con la
faccia serena di una soldatessa, che pare ben più
colorata dello sfondo,
ma non sono un esperto…..)

Ovviamente il Pentagono
aprì subito un’inchiesta, e i capri espiatori erano tanto predesignati quanto sicuri del fatto loro.
Ed Alberto Gonzales, dopo aver scoperchiato una pentola e aver fatto scottare
gli infedeli (non quelli arruolati nella Crociata,
bensì quanti non credono ad un’America che sa fare giustizia), ora entra “cum laude” nella junta. Negroponte lo ha raccomandato per bene.

Oggi cento Falluja sono stuprate in Iraq, e la gente
da noi comincia a chiedersi perchè mai i giornalisti embedded (gli unici ormai che riusciranno a portarsi a casa la pellaccia) non ci facciano vedere qualche scoop. Ma perchè mai li pagano tutti quei quattrini, si chiedono i loro colleghini impoltronati a Roma o Washigton e costretti a spillare favori al politico di turno per una riga in tredicesima pagina, o a ricavare tre puntate di un talk show
da una scarna velina d’agenzia. E cosa non succede?
Ovvio, tocca a un embedded registrare una crudeltà e spargerla ai quattro venti come scoop. Registrarla,
sottolineo, non mostrarla in diretta: la censura ha
avuto tutto il tempo di decidere se far finta di dormire. E pure a qualcuno resta perfino il
dubbio che sia vera, non perchè “mi sembra
impossibile”, ma perchè la versione
tagliata mostrata dal tg4 non sembra neanche tanto
più taroccata di quella
“integrale” vista altrove. Ancora una volta, la
regola imposta è questa:
se la “civiltà superiore” (cioè i neocolonizzatori)
fa qualche stronzata,
essa trova in se stessa gli anticorpi per non
morirne. Se poi a morirne
sono i “barbari”, chissenefrega….. E se poi si
scopre che la stronzata
forse non puzzava così tanto come l’hanno descritta,
meglio ancora: vorrà dire che possiamo farla ingoiare agli “altri”.

La prossima dove? A Pyong Yang, o a casa nostra?

Destra e sinistra (?????) nel mondo “occidentale”
condividono quest’opinione riguardo ai propri “anticorpi”, soprattutto perchè – a torto, secondo me – si arroccano nel pensarsi tutti in dovere di difendere la stessa nave. Solo
che l’oceano su cui stanno navigando è in tempesta,
e se ne frega altamente
delle loro diatribe annuali sulle finanziarie nei
parlamenti nazionali.
A maggior ragione se ne frega della posizione
nell’emiciclo di un deputatino
di una corrente di un partitino di una federazione
di una coalizione di
uno stato di un’unione europea membro della
NATO….. E certo non va a distinguere
tra una manifestazione di qualche decina di
anarchici ed una sfilata di qualche centinaio di comunisti o ex comunisti.
Solo
qui da noi si fanno
tali distinzioni, e solo perchè temiamo che qualcuno
(la politica, i mass
media, l’opinione pubblica, magari addirittura
un’organizzazione terroristica)
ci incaselli secondo queste categorie.

L’unico vero anticorpo, i pacifisti veri (non quelli
che si vedono solo
quando il loro partito gli dice che è utile portare
il gagliardetto alla
marcia, bensì quelli che ragionano con la loro testa) lo conoscono, anche
se si sentono castrati dalla situazione e
dall’opinione dominante. Sanno
che non dobbiamo aspettare le rivelazioni shock
(sfuggite di mano o trapelate
ad arte) da parte delle voci ufficiali, per gridare
che la prevaricazione,
ben prima di aprire qualche piccola porta al Bene,
ne spalanca mille ad una catena di ingiustizie, violenze, morti e distruzioni.
Io non sono forse propriamente tra le loro fila,
soprattutto perchè di tempo
non ne ho sempre molto, ma l’opinione di costoro la
condivido in pieno.

Ma no, cosa dico….. Mi sembra impossibile…..
Siamo “grandi democrazie”,
e gli USA lo sono più di noi. E non dobbiamo essere
“estremisti”: è più
di moda essere “riformisti”, anche quando ciò
significa tapparci il naso
e votare sempre le stesse facce, anche se ci
raccontano balle e fan finta
di stare con noi. Lasciamoci trascinare da loro,
l’importante è che ci dicano
ogni tanto una cosa “di sinistra” o “di destra”,
giusto per sapere su che
seggiola siederanno a Montecitorio. L’importante è
“l’unità” (ma de che?
contro la bestia nera Berlusconi? contro il diavolo
del terrorismo?).

Eppure, nella mia schizofrenia, mi resta più di un
dubbio sul passato: chi
è che qualche anno fa lottò contro le certezze
assolute imposte dallo stato
repressore, opponendovi una cultura relativista (per
la serie “disobbediamo
perchè la verità non esiste”)? Chi è che gridava
contro la perdita di valore il relativismo? Chi è che oggi ne approfitta,
mescolandoci le carte e
rigirandoci le frittate sotto il naso?

E mi resta anche un dubbio sul futuro: non è che ci
sveglieremo troppo tardi?
O addirittura sonnecchieremo beatamente per sempre,
tanto ormai ci sentiremo
vaccinati alle notizie che diventano balle e alle balle che diventano notizie?
Tanto, a Washington ci sta sempre qualche piccolo
Kerry a salvare la NOSTRA
economia basata sul deficit….. Magari lui si
rimetterà la corazza e sguainerà
la spada per salvarla, ma almeno starà “dalla nostra
parte”. Ma de che?

Bonton
novembre
18.11.04

Pubblicato da Davide