INDIPENDENZA VENETO. UNICO MOTIVO: GLI SCHEI

ALESSIO MANNINO
ilribelle.com

In Veneto l’aspirazione all’indipendenza è una costante da venti o trent’anni. Patrimonio di una minoranza fissa e robusta, l’idea di staccarsi dall’Italia riprova oggi a conquistarsi una visibilità mediatica e politica attraverso il web, con un plebiscito.eu che ha macinato centinaia di migliaia di click (mentre scrivo 700 mila *, ma, per stessa ammissione dei promotori, risulteranno meno dopo la scrematura di burloni e forse qualche furbetto che hanno votato con false identità on line, e ce ne sono stati).

Su quasi 5 milioni di abitanti, anche fossero la metà sarebbe un segnale da non sottovalutare, in questi tempi di referendum secessionisti. Ma, a differenza della Crimea, neppure da valutare come chissà che evento geopolitico.

Dopo il ventennio di deludente Lega Nord, che ha incanalato e istituzionalizzato la spinta indipendentista (subordinandola al centralismo lombardo-centrico di Bossi e seguaci), il separatismo veneto ha vivacchiato nella semi-clandestinità di formazioni e partitini dai nomi sempre diversi ma dagli esiti uguali: l’inconcludenza.

E non solo per una banale mancanza di consenso maggioritario nella popolazione, ma per una ragione più profonda, antropologica: il diffuso ceto medio, fatto di partite Iva, piccole e microimprese e lavoratori autonomi non ha mai avuto né ha alcuna voglia di mettere in gioco quel che gli sta veramente a cuore e per cui invocano la libertà da Roma, e cioè il benessere economico. Prova ne sia, al di là delle pur simpatiche e interessanti rassegne e rievocazioni sulla gloriosa Serenissima Repubblica di Venezia, che la motivazione di fondo che anima i venetisti va sempre a parare lì: sulle tasse.

Se il Veneto si autogovernasse, sarebbe uno Stato ricco, ricchissimo, un’Austria felix come ai bei tempi di Maria Teresa, ricordata ancor oggi da qualcuno con nostalgia. La cultura storica, le radici, le tradizioni, il mito – in buona parte autentico – dei Dogi, la forte percezione di un’identità particolare e differente dagli altri popoli “italici”: tutto questo, che pure c’è, è nettamente secondario rispetto alla frustrazione economica e fiscale di produrre tanto e ricevere indietro, come servizi pubblici, poco, o comunque non abbastanza.

Niente di male: i grandi cambiamenti della storia moderna hanno sempre avuto una causa o concausa nella tassazione usuraia di Stato. Però oltre a questo, fra i patrioti veneti, non si va. Non c’è un progetto alternativo di società e nemmeno di organizzazione politica: c’è solo un vago rifarsi ad un passato di grande valore che finì prima ancora dell’Unità d’Italia, con il cinico Napoleone che regalò Venezia e l’entroterra all’Impero Austriaco con la pace di Campoformio nel 1797, e per il resto il sogno di tenersi i proprio sudati quattrini anziché girarli all’Italia spendacciona e grassatrice. Che tale lo è stata sempre un po’, ma una volta ingabbiata nel sistema sovranazionale della Nato, dell’Ue, dell’Fmi e della finanza mondiale (il tutto noto come “globalizzazione”), in concomitanza con il boom industriale della regione fabbricatrice di schei e manufatti d’esportazione, l’aumento di gabelle e l’esplosione del debito italiano ha provocato l’acutizzarsi dell’insofferenza. Il padroncino veneto tanto più ha sgobbato e si è arricchito, tanto più si è visto spogliare del frutto del suo lavoro per sostentate le greppie e i pozzi senza fondo della politica che nel frattempo ha via via abdicato per dare il potere decisivo ai poteri extranazionali.

Il problema è che si guarda come nemico solo a Roma, ma una volta indipendenti si starebbe benissimo, a sentire gli aspiranti secessionisti, sotto il gioco di un’Unione Europea longa manus delle banche e sotto tutela militare degli Stati Uniti. Concediamo pure che non si dovrebbe girare una buona percentuale di imposte per finanziare il Centro-Sud, e sia. Ma l’addio all’Italia per cambiare soltanto padrone a Bruxelles e tenerci l’altro a Washington, e non cambiare di un ette lo stile di vita in tutto e per tutto occidentalizzato, iperconsumista, forsennatamente global e pago di vivere per lavorare.

Non che nel volgere dell’ultimo decennio la generazione più giovane non abbia allentato i ritmi stakhanovisti degli anni ’80 e ’90, ma il Veneto resta italiano, molto italiano nel mantenersi una landa in gran parte sconciata nel paesaggio e priva di anima nelle abitudini di massa. I filari tristi di capannoni vuoti danno l’immagine plastica del fallimento sostanziale di un “modello Nordest” fondato sull’export andato in crisi con la crisi mondiale, e che non trova di meglio ancora adesso che pensare a nuove strade, nuovi centri commerciali, nuove lottizzazioni, nel delocalizzare all’estero dove si pagano meno burocrazia e manodopera, nell’inseguire una crescita produttiva sempre più difficile in un mercato planetario spaventosamente concorrenziale. Si persegue imperterriti il modo di vivere misurato sul profitto, ed è l’erosione del profitto la molla alla base dello scontento, con relative fantasie di fuga.

Ma un movimento popolare di successo non può affidare le proprie fortune unicamente su razionali bisogni economici. Ci vuole uno scopo più alto, una promessa più grandiosa, una meta immaginata più potente, che parli al cuore e non solo alla pancia o al cervello. Ci vuole, insomma, una identità nazionale, un Popolo che si senta Nazione e sia determinato a farsi Stato. Ecco, questo in Veneto non c’è. Di qui l’assenza di una forza politica organizzata che possa dare un seguito a iniziative puramente simboliche come un sondaggio su internet. Non basta l’oleografia di un passato ormai sepolto come il millennio veneziano, per creare un legame spirituale com’è l’appartenenza identitaria. La marcia trionfale del mondialismo ha livellato anche qui, e mai come qui il credo liberista e privatistico, sia pur temperato da buone dosi di solidarismo di matrice cattolica, permea e condiziona le “idealità” patriottiche. Ho sempre pensato che il buon veneto, bravissimo lavoratore e imprenditore, stringi stringi sogni l’indipendenza per un fatto di soldi. Legittimo, ma le Nazioni non sono mai sorte sui soldi. Ma sul sangue, sul sacrificio, su una fondazione mitica e sul senso comunitario. Comunità di destino, non comunità finanziarie o di fabbrica.

* Aggiornamento: alle ore 23.10 del 18 Marzo i votanti sono 1.062.163

Alessio Mannino
www.ilribelle.com
19.03.2014

Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”

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geopardy
geopardy
19 Marzo 2014 , 14:39 14:39

Qualcuno glielo spiega, ad una delle regioni simbolo dell’evasione fiscale come il Veneto, che almeno 175 miliardi euro di debito italiano lo erediterebbero?

geopardy
geopardy
19 Marzo 2014 , 14:43 14:43

175 miliardi solo dividendo per il numero degli abitanti, ma, probabilmente, saranno molti di più.

siletti86
siletti86
19 Marzo 2014 , 14:51 14:51

Articolo da incorniciare! Il tanto vituperato modello sociale/economico/imprenditoriale emiliano-romagnolo (definito da molti idioti "modello comunista") è infinitamente migliore di quello lombardo-veneto! Se ne facciano una ragione i "libertaristi-indipendentisti veneti". E lo dico a ragion veduta perchè un quarto del mio sangue viene da quelle parti!!!!!

Wotan
Wotan
19 Marzo 2014 , 15:21 15:21

Ennesimo articolo infarcito di luoghi comuni dettato dalla paura che la vacca da mungere se ne vada per conto suo.

"Ho sempre pensato che il buon veneto, bravissimo
lavoratore e imprenditore, stringi stringi sogni l’indipendenza per un
fatto di soldi."
Eccaallà, il veneto e i "schei". Tutto l’articolo si riassume in questa profonda analisi sociologica e storica…

Ma ti pagano pure?

Wotan
Wotan
19 Marzo 2014 , 15:23 15:23

No problem. Se è il prezzo da pagare per andarsene, facciamo due conti e tanti saluti.
Tenete pure il resto.

lanzo
lanzo
19 Marzo 2014 , 16:45 16:45

Dacordo con te al 100% – gli "schei" ma per favore ! E non sono neanche  veneto !

uomospeciale
uomospeciale
19 Marzo 2014 , 17:27 17:27

Magari ALESSIO MANNINO  negli ultimi 6-8 anni  dormiva come quasi tutti gli altri giornalisti, politici, ed economisti, per non essersi reso conto che la secessione del veneto Piemonte e Lombardia è già in atto da un bel pezzo.E non si tratta della secessione finta folcloristica e da operetta, come quella farneticata dalla lega per più di un ventennio.Ma di una secessione VERA E REALE. Una secessione fatta non solo di manodopera ad alta specializzazione, ma anche e sopratutto da  decine di migliaia di aziende, imprenditori, montagne di capitali, catene produttive, nonché tutto il  relativo konw-how imprenditoriale e tecnologico che ogni anno CHIUDONO e se ne vanno PER SEMPRE dall’alitalia,  magari riaprendo appena oltre il confine svizzero austriaco  o  tedesco. Per oltre 25 anni la lega ci ha scassato i coglioni con la favoletta della secessione mentre in realtà volevano solo mangiare fino al vomito, arricchendosi e rubando tutto il rubabile come e peggio degli altri. E’ andata a finire che tutti quelli che non ne potevano più di una certa politica, di una certa mentalità, dei continui scandali e ruberie italiane, delle continue promesse di riforme e pulizia sempre tradite, della pressione fiscale insostenibile, del parassitismo della pubblica amministrazione tutta,… Leggi tutto »

poseidone
poseidone
19 Marzo 2014 , 17:38 17:38

ecco un altro ‘statale’ col cervello foderato di crema alle mele cotogne. Il Veneto (o la Lombardia, o l’Emilia Romagna..) la loro parte di debito se la ripagherebbero in qualche anno. Sono le ‘altre’ regioni (rectius: gli apparati parassitari delle altre regioni) che morirebbero di debito dopo qualche giorno… Bene la solidarietà e l’Italia unita e volemose bene. Ma dopo 60 anni di dare senza vedere tornare nulla… un po’ quello che oggi, su scala europea, la Germania non si sogna nemmeno di fare: pagare per quelli che succhiano senza produrre nulla. 

Speriamo finisca presto, ma sappi che è una questione di quando, non di se… ed io sarò lì, a ridere in faccia a tutti quelli che piangeranno.
poseidone
poseidone
19 Marzo 2014 , 17:40 17:40

condivido in pieno quello che hai scritto. Purtroppo qualcuno non s’è ancora accorto di quello che sta succedendo..

Skaff
Skaff
19 Marzo 2014 , 17:53 17:53

Diamogliela quest’indipendenza, tanto il Veneto non è mica Italia?

brumbrum
brumbrum
19 Marzo 2014 , 18:12 18:12

 UNICO MOTIVO: GLI "SCHEI"



tu non hai capito una cippa
Georgios
Georgios
19 Marzo 2014 , 18:14 18:14

Qui viviamo con la paura di essere divisi in "periferie"- ZES perdendo la nostra identità nazionale e insieme, oltre alle libertà civili, anche il patrimonio e i servizi territoriali. Anche il diritto alla proprietà privata. Sono 4 anni che stanno passando leggi, norme e direttive in modo sfacciatamente anticostituzionale in tal senso.E voi gli state facendo il favore gratis. Bravi! E perché poi non suddividere ulteriormente il Veneto in ducati di vassalli? Ci saranno pure alcune zone del Veneto più laboriose di altre. Perfetto. La logica fascista del corporativismo al servizio dello smembramento di un paese: non siamo tutti uguali, ci sono i laboriosi e gli scansafatiche, c’è la testa (intelletto organizzativo) e i muscoli (forza brutta) quindi se i muscoli si rivelano inconcludenti meglio tagliare la testa, non sarà mica una tragedia per il corpo.Lo stato nazione e’ la forma di convivenza più progredita che la società umana abbia elaborato finora. L’unico modo per progredire ulteriormente e’ difenderlo non distruggerlo. Se Roma e’ ladrona questo non e’ dovuto a cause geografiche o razziali. E’ una responsabilità di tutta la nazione cioè di tutti i cittadini. A patto che sappiano che cosa significa essere cittadini, cioè ragionare collettivamente non in… Leggi tutto »

geopardy
geopardy
19 Marzo 2014 , 18:22 18:22

Di cosa parlate che non sapete neanche come funziona questo sistema e qualsiasi cosa dite è autoreferenziata.Stai a vedere che il decentramento produttivo è solo un fenomeno lombardo-veneto.Veramente, è imbarazzante dividere la stessa terra con gente che non vede neanche l’esistenza del resto del mondo (la secessione c’è ed è mentale).Una cosa che non sai, è che i soldi con cui vanno ad aprire all’estero glieli dà Roma ladrona e so quello che dico.Se avessero rischiato i loro soldi non l’avrebbero mai fatto.Nella mia regione, il finanziamento pubblico mascherato, si chiama internazionalizzazione dell’azienda e le aziende sono state decentrate, nè più nè meno che quelle da voi menzionate.Informatevi prima di dare sentenze, il sistema non funziona come dite voi e non è un fenomeno esclusivamente italiano o lumbard o giù di lì.Vanno, per la maggiore, dove i salari sono bassi ed i diritti inesistenti o quasi, semmai, in Svizzera mettono le sedi legali, dal momento che sono quasi completamente defiscalizzate, ma non è un fenomeno solo penisnulare.Anche negli Usa è in atto una secessione a favore della Cina o del Messico?Di cosa parlate che non sapete neanche come funziona questo sistema e qualsiasi cosa dite è autoreferenziata, con l’arroganza tipica… Leggi tutto »

Wotan
Wotan
19 Marzo 2014 , 18:34 18:34

Ma vai va, son passati 150 anni e ancora parliamo di "fare gli italiani".
Gli italiani non esistono.

Xe ora de finirla coi concetti risorgimentali, ne abbiamo le palle piene.

Georgios
Georgios
19 Marzo 2014 , 19:33 19:33

Risposta gentile e argomentata. Grazie.

geopardy
geopardy
19 Marzo 2014 , 19:53 19:53

Hai una comprensione delle dinamiche storiche imbarazzante.
Non sono uno "statale", sono uno a cui la storia piace e la studia.
Almeno Massimo Fini, che è una persona di cultura, ha messo delle clausole ben precise, su cui poter ragionare ed ha parlato di macroregioni, non di singole regioni allo sbaraglio, come sarebbe il Veneto se secessionasse da solo ed il tutto in un’Ue veramente indipendente (Uun miraggio per ora).
Te lo dimostra la Crimea, si è subito inserita in un’altra area di sviluppo, mica ha fatto un referendum per stare appesa sola in mezzo al Mar Nero.
Se l’Italia si è unita, non lo ha fatto per sport, ci sono state ragioni storiche ben precise e lo stesso vale per l’Europa.
Il tempo delle repubbliche marinare è finito, di paradisi fiscali ce ne sono anche troppi, di popoli industriosi a basso costo pure.
Quando prenderete 300-400 euro al mese, sarete appetitosi anche voi e quando vi daranno una mancetta, potrete, finalmente, rispondere sa revede.

brumbrum
brumbrum
19 Marzo 2014 , 19:56 19:56

più argomentata di così….

volevi un lucano ?
dana74
dana74
19 Marzo 2014 , 20:10 20:10

come fu ingannato il Veneto durante il Risorgimento non lo ricorda nessuno vero?

Certo, tutti hanno diritto alla autodeterminazione purché non siano veneti. Se non è razzismo.
Ah e visto che sono evasori, vorrei sapere chi le paga le tasse in Italia, le regioni con più alta disoccupazione e scarse attività?
Certamente, quando si dice ragionare per luoghi comuni.
dana74
dana74
19 Marzo 2014 , 20:12 20:12

ed anche fossero gli sghei, caro Fini, ti piacerebbe andassi al ristorante e chiedessi di mettere sul tuo conto? Poi se non vuoi pagarlo ti accusassi di esser attaccato agli sghei come la prenderesti?

Per cui i veneti non hanno diritto ad aspirare all’indipendenza da Roma? 
dana74
dana74
19 Marzo 2014 , 20:14 20:14

"Concediamo pure che non si dovrebbe girare una buona percentuale di imposte per finanziare il Centro-Sud, e sia"

eh già ma è stato fatto e PARECCHIO e SENZA RISULTATI ma immagino siano dettagli
dana74
dana74
19 Marzo 2014 , 20:18 20:18

non è che gli sghei sono quelli dei veneti e rompe le scatole a Roma rinunciarci?

Come mai tanto astio contro chi già fu ingannato al tempo del Risorgimento?
Troppo comodo poter contare sul portafoglio altrui per cui si rigirano i termini, sono loro che sono taccagni e non ROMA che succhia senza dare niente in cambio.
Già il fatto che in Italia esistono regioni a statuto speciale e ciò non venga considerato come favoritismo va bene, ma che si osi poi indignarsi se altre regioni hanno altre aspirazioni è davvero ipocrita
edoxxx
edoxxx
19 Marzo 2014 , 20:24 20:24
Cito:


Ci vuole uno scopo più alto, una promessa più grandiosa, una meta immaginata più potente, che parli al cuore e non solo alla pancia o al cervello. Ci vuole, insomma, una identità nazionale, un Popolo che si senta Nazione e sia determinato a farsi Stato.


Il VENETO è ESATTAMENTE  QUESTO!
Georgejefferson
20 Marzo 2014 , 7:56 7:56

Allora studia un po di macroeconomia,e vedi che tra due parti,spesso non e’ solo una che ci guadagna (che non vuol dire che manchino mangerie al sud)…prova prova,con una lira veneta "forte"e indipendente,vediamo che succede.

MATITA
MATITA
20 Marzo 2014 , 9:32 9:32

effettivamente nell’articolo c’è un senso più profondo che forse non si vuol vedere….. ossia come ripensare e reinvestire in un mondo/paese che non può svilupparsi e cementificare e produrre rottami e rumenta  all’infinito…. Il primo investitore di un nuovo progetto deve essere lo stato se poi iataliota e padano veneto non cambia…. e per far questo, lo stato, ossia il popolo deve avere una propria moneta e essere sovrano su di questa. L’italia è il più grande produttore e esportatore d’agricoltura biologica, settore che non ha conosciuto la crisi, è il più grande paese per bellezze culturali e artistiche, abbiamo mare monti e colline…… abbiamo arte e inventiva, clima sole , neve e acqua…. quindi ? Il padanoveneto non di meno ….un ipotetico stato veneto o padanoveneto dovrebbe avere moneta e banca centrale sovrane, investire solo e esclusivamente nei prodotti biologici e creare infrastrutture che ne consentano una rapida esportazione,(ferrovie e piccoli aeroporti ) , distruggere e smaltire tutto lo scempio di cementificazione compiuto in anni di scellerato sfruttamento,annichilimento e imbruttimento del territorio…, prima si è cementificato e costruito in modo vergognoso e ora si lavora a ripulire,riqualificare e smaltire…. ristrutturare , pubblicizzare e sfruttare tutto l’immenso patrimonio artistico esistente,….… Leggi tutto »

mendi
mendi
20 Marzo 2014 , 9:49 9:49

Questo Mannino non è veneto e non capisce niente dei veneti. Nella nostra lingua veneta verrebbe definito un "poro mona".

robertoz
robertoz
20 Marzo 2014 , 12:28 12:28

Ogni volta che dal Veneto s’alza un motto di indipendenza, c’è immancabilmente un meridionale che s’attacca ai nostri schei, sono tutti articoli copia ed incolla. “indipendenza del Veneto, unico motivo ‘i schei’: ha detto bene signor Mannino sono proprio i schei ai quali voialtri “ve tachè” come sanguisughe, anche l’attuale governo ci considera utili solo per il contante, mi sembra che nella compagine governativa non ci siano veneti. Avete un habitat ambientale e culturale favoloso, però non avete turismo causa il vostro sistema in cui si ha paura ad addentrarsi( mentre sto scrivendo sento per radio dell’ennesimo agguato di mafia in cui muore anche un bambino). Il Veneto è la prima regione d’Italia per il turismo. Zaia qualche mese fa disse che le regioni del nord potrebbero prendere sotto tutela le regioni del sud e fare in modo che anche al sud si operi come al nord, tanto per fare un esempio, un pasto in ospedale veneto costa alla regione 6,5 euro, mentre al sud costa 10 volte tanto, stesso discorso per le siringhe. Qui mi fermo, ma si potrebbe continuare per parecchie pagine. Se fra i presenti c’è qualcuno che fa l’insegnante potrebbe scrivere le pagine di un’intera enciclopedia… Leggi tutto »

Georgios
Georgios
20 Marzo 2014 , 14:59 14:59

Argomentare significa rispondere con delle argomentazioni proprie alle argomentazioni altrui. P. es. io come nazione Veneta (piuttosto che come nazione Italia) sarò capace di affrontare meglio l’attacco neoliberista dei bunksters perché… e scrivere il perché. Oppure io come nazione Veneta avrò una moneta che neutralizzerà l’effetto euro che schiavizza i popoli con il debito, perché… e scrivere il perché. O magari io come nazione Veneta mi tirerò fuori dall’Europa perché… e scrivere il perché. E cosi via.
Argomentare non significa rispondere con degli slogan basati su dei sentimenti o sull’esasperazione.
E naturalmente, e questo vale per te, argomentare non significa fare della banale ironia che mira al sensazionalismo.

brumbrum
brumbrum
20 Marzo 2014 , 15:18 15:18

Se il mondo naviga nella merda è proprio grazie a quelli che hanno tanto da argomentare, come te.

Milioni di libri, ideologie e cagate varie, per essere dove siamo.
Pensa ai vermi che prima o poi si papperanno pure te

Ossimoro
Ossimoro
20 Marzo 2014 , 15:49 15:49

Il link postato di scenari economici è interessante.

A quanto pare la Polonia, luogo in cui si stanno trasferendo molte attività imprenditoriali, non è gettonata solo per i bassi salari che vi si corrispondono.
Dovrebbe forse stupire che molti imprenditori vi si stiano dirigendo in gran fretta… perché non sembrerebbe affatto avere una situazione migliore di quella dell’Italia (vedansi i dati sia del solo sommerso, sia con l’economia criminale).

Con stupore noto anche un tasso di evasione in Liguria superiore alla media, ed una misurazione al di sotto della media nel Lazio, Roma ladrona compresa.

Fa comunque riflettere che, praticamente dal dopoguerra, in Italia la composizione delle entrate dovute all’IRPEF riguardi per l’80% redditi da lavoro dipendente. Segno evidente che, alla lunga, se a pagare tasse e consumare prodotti debbano essere sempre gli stessi… prima o poi il giocherello si rompe…

robertoz
robertoz
20 Marzo 2014 , 16:47 16:47

@ Ossimoro- Per quanto riguarda il Lazio, faccio notare che ci sono le sedi italiane di multinazionali come in Lombardia, dove tutto è fatturato, ma che magari pagano meno tasse di me e lei. Per quanto riguarda la Polonia c’è da aggiungere che è la nazione dell’est più simile a noi, e  sono dei lavoratori, io ho avuto bisogno delle badanti e mi spiego solo con le stesse radici cristiane.  probabile che anche per la Polonia come per l’Italia ci siano diverse zone per quanto riguarda la criminalità. La faccenda che l’80% delle tasse viene pagata dai dipendenti non la trovo così scandalosa. Quanti dipendenti pubblici ci sono in Italia, che fra l’altro molti di essi, Roma soprattutto, prendono lauti stipendi, senza lavorare, per cui nel conto ci dovrebbe essere anche lo stato tra i datori di lavoro. Un semplice fattorino o barbiere a montecitorio prende come un dirigente di un industria delle mie parti. Il Veneto è la regione delle partite IVA, sicuramente adesso prendono meno di un dipendente, con la differenza che non gravano sui conti INPS per gli ammortizzatori sociali, in compenso anche dopo 40 di contribuzione, come il sottoscritto, non sa ancora esattamente quando prenderà la… Leggi tutto »

Georgios
Georgios
20 Marzo 2014 , 16:47 16:47

Questo e’ argomentare. Bravo. I vermi saranno entusiasti.
Tu l’inferno non l’hai ancora visto ma noi qui siamo in una posizione privilegiata. Per cui rivolgiti altrove quando parli di vermi.

robertoz
robertoz
20 Marzo 2014 , 17:02 17:02

x geopardy
Qualcuno glielo spiega, ad una delle regioni simbolo dell’evasione
fiscale come il Veneto, che almeno 175 miliardi euro di debito italiano
lo erediterebbero?

Invece io ti spiego che il Veneto in quanto regione che finanzia lo stato assieme ad altre del nord e centro Italia non ha debiti da pagare, semplicemente logico, caso mai son le regioni tipo la Sicilia che hanno debiti pur essendo autonoma al 100% non le bastano i soldi che si tiene, in compenso i dipendenti statali quali le forze dell’ordine, gli insegnanti, i medici, ecc chi glieli paga? comunque non avremmo problemi accollarsi una quota in base al numero degli abitanti. Faccio notare che molti meridionali stabilitisi al nord hanno votato Lega Nord.

robertoz
robertoz
20 Marzo 2014 , 17:06 17:06

Georgios,  un bel discorso, però adesso chiudi i libri ed esci in istrada, di quale stato stai parlando di quello massonico messo insieme da Mazzini, e Garibaldi? Proseguito con l’EU che vuole annettersi anche chi proprio non c’entra?

geopardy
geopardy
20 Marzo 2014 , 17:29 17:29

No cara, non mettere insieme centro e sud, perchè la partita in Italia è stata sempre tra nord e sud, a noi non ha mai riguardato.
La mia regione (le Marche) ha il più alto tasso di aziende pro-capite d’Italia (più del nord est), un’impresa ogni 9 persone, quindi dei vostri soldi non sappiamo che farcene.
Da noi ci sono le casse di risparmio che facevano capo alla Cariplo ed i nostri risparmi (in questo siamo quasi insuperabili) finanziavano le imprese del nord, attraverso, appunto, la Cariplo, mentre ora subentra l’Antonveneta banca.
Certe cose bisognerebbe saperle ed approfondire gli argomenti, altrimenti confonderemmo Crimea e Veneto oppure il Kossovo con la Lombardia.
Non siete le vittime assolute, altrimenti da cesellatori della zolla non sareste diventati industrialotti; la finanza gira in mille maniere e non solo con le tasse e certe decisioni le prende sempre la politica.
Avete costellato il sud di scheletri di cappannoni a migliaia, per prendere i finaziamenti per il mezzogiorno, poi, ve ne tornavate a casetta vostra con il malloppo.
Finitevela con il mito della ricchezza tutta creata dalla padania, che ha sì dato un grosso contributo, ma non come vi illudete che sia.

brumbrum
brumbrum
20 Marzo 2014 , 17:52 17:52

ne vuoi un poco del mio inferno ?

sono 50anni che ci vivo dentro
geopardy
geopardy
20 Marzo 2014 , 19:09 19:09

Non ti sei neanche accorta che l’articolo non è di Fini, pensa te.
Sei infarcita di cose estremamente approssimative e vuoi fare la rivoluzione, ma vai a laura’!

Gariznator
Gariznator
20 Marzo 2014 , 19:13 19:13

E pensa invece come sta la Sardegna… Abbiamo pure una lingua nostra che hanno cercato di toglierci in ogni modo possibile… Abbiamo una caserma per ogni centro abitato manco fossimo criminali incalliti… Eppure anche qui la causa indipendentista ha molte difficoltà. Infiltrano i nostri movimenti e partiti, ci mettono gli uni contro gli altri tramite persone di merda che sono sarde solo perchè sono nate qui… Pensa pure che ci sono "indipendentisti" qui che aspettano il veneto, non scherzo.

Georgejefferson
20 Marzo 2014 , 22:58 22:58

Domanda,i problemi di calo di domanda odierni,per il veneto,hanno qualcosa a che fare con l’euro?

.Se si (ovviamente non in senso assoluto),vediamo se spieghi il perche.

Georgios
Georgios
21 Marzo 2014 , 12:31 12:31

Non saprei quale sia l’età media dei commentatori qui ma suppongo che sarà ben al disotto della mia. I libri che avrei dovuto leggere (perché bisogna pure leggere) li ho letti molto tempo fa.
In ogni caso, e’ dalla strada che ti parlo.
L’avevo scritto qualche mese fa qui, che voi, amici italiani, dovreste fare tesoro della nostra esperienza, della nostra rovina e dei metodi messi in atto dalla propaganda della plutocrazia bancaria per attuarla.
Che e’ la solita: divide et impera. Tra categorie di lavoratori, tra minoranze etniche, tra ideologie, tra credo religiosi e cosi via. E laddove queste divisioni non esistono già, creare le condizioni perché nascano letteralmente dal nulla.
Io cerco, per quel poco che posso, di rendere nota la mia (cioè la nostra) esperienza. Perché mai come adesso i popoli d’Europa non si sono trovati difronte ad un pericolo cosi grande. Due secoli di diritti civili e di conquiste sociali, pagati con sangue, stanno scomparendo nel giro di pochi anni.
Comunque, questa e’ la mia intenzione, con tutta sincerità. Non sottovaluto e non schernisco l’ira e la disperazione della gente perché e’ reale e giustificata date le circostanze.
Tutto qui.

robertoz
robertoz
21 Marzo 2014 , 16:40 16:40

Stiamo parlando di Italia non di euro.Comunque se il Veneto fosse indipendente non avrebbe grossi problemi per competere alla pari con la Germania. In uno stato efficiente non ci sarebbero i problemi che abbiamo in Italia e le crisi verrebbero affrontate con meno disagi o meglio drammi. Cosa fresca SAPUTA STAMATTINA, LEI IMMAGINA SE UN IMPRENDITORE NON PAGA I CONTRIBUTI DEI DIPENDENTI COSA SUCCEDE? eBBENE Da poco l’INPDAP è confluita nell’INPS con tutti i suoi debiti, questo perchè lo stato italiano non ha versato i contributi previdenziali dei dipendenti. Comunque l’euro crea problemi in quanto è sopravvalutato e fa comodo agli americani ed ai giapponesi. Questo perchè i nostri capi in seno alla BCE hanno deciso che bisognava evitare il più possibile fenomeni inflattivi, mentre Alan Greenspan (ex FED) abbassava i tassi americani a livelli minimi, la finanza mondiale si comprava i bond europei. Una regione esportatrice ne risente senzaltro della crisi, tanto più che lo fa con una moneta sopravvalutata. Nel ’92 quando ci fù l’attacco alla lira che venne svalutata forse di un 30% (il marco passò da 750 lire a circa 1000) grazie a Soros, Draghi e Prodi fece il resto con le privatizzazioni a prezzi stracciati,… Leggi tutto »

Georgejefferson
21 Marzo 2014 , 19:11 19:11

Stiamo parlando d’Italia,quindi,sopratutto di euro e quello che rappresenta. Competere al pari con la germania,si infatti la Germania svaluta nei fatti con l’euro SOTTOvalutato per essa almeno del 20/30 %.Pensa senza la lira che era leggera anche in virtu del sud (che non vuol dire SUD TUTTI BRAVI NORD CATTIVO),con una moneta "forte"veneta (se ti comprano tanti beni e servizi all’estero la domanda della tua moneta sale,quindi ne accresce il valore internazionale).. e la Germania che blocca al ribasso il suo cambio artificialmente che bella CONCORRENZA che gli fa il veneto.La retorica dello Stato efficente falla a chi non ha mai preso in mano un libro di macroeconomia (che non vuol dire auspicare uno stato spendaccione) e spiegagli per quale ragione decine di paesi ULTRA corrotti nel mondo crescono economicamente. Le crisi verrebbero affrontate con meno disagi o meglio drammi significa dare "le crisi" come fattori naturali e quindi non conoscere nemmeno una virgola dei rapporti di forza e slealta,quella si,naturale…dei "mercati internazionali". l’INPDAP è confluita nell’INPS con tutti i suoi debiti,fai bene a denunciarlo,ci mancerebbe,ma forse sarebbe opportuno concentrarsi anche sulle cause e non solo sulle conseguenze e…ti do una notizia,e’ molto piu complesso della dimostrazione che la tua… Leggi tutto »

Georgejefferson
21 Marzo 2014 , 19:37 19:37

buono il discorso Georgios

robertoz
robertoz
22 Marzo 2014 , 16:10 16:10

Lei afferma quindi che Italia come nazione, come insieme di persone non esiste più, che vale adesso è l’euro, una moneta stampata da banche private che fa esclusivamente gli interessi delle banche alla quale la politica europea più di tanto non può fare? Le do pienamente ragione, l’Italia non esiste più, forse non è mai esistita. Nella guerra del 15-18 c’erano persone che manco capivano gli ordini che venivano impartiti, figuriamoci morire per uno stato che non c’è. Per competere alla pari con la Germania non significa necessariamente dare fastidio a loro, significa anche poter operare alla pari, senza palle al piede come ce le abbiamo noi.  Loro sono circa 80 milioni di persone, noi 5. Comunque non so se le è mai capitato di parlare con persone che girano il mondo per lavoro, a me è capitato sentire più di una ripetere che se noi produciamo cento, tedeschi e americani producono 80-70. Quando ci fu la crisi del 92, dove la lira fu svalutata del 30% circa, i tedeschi continuarono ad esportare da noi con aumenti del 5% , almeno per quanto riguarda i prodotti che io acquistavo. Strategie del momento. Non so dove le risulta che la Germania… Leggi tutto »

Georgejefferson
23 Marzo 2014 , 13:25 13:25

Lei afferma quindi che Italia come nazione, come insieme di persone non esiste più, che vale adesso è l’euro Questo lo dici tu,ragionando dicotomicamente Per competere alla pari con la Germania non significa necessariamente dare fastidio a loro, significa anche poter operare alla pari, senza palle al piede come ce le abbiamo noi. Infatti vedi come sono "leali" gli altri,e sopratutto,"ad armi pari",praticamente una barzelletta mai esistita quella liberale dell’ideale magari giusto "ad armi pari" Non so dove le risulta che la Germania svaluta del 20/30 % l’euro Risulta dal fatto che il marco sarebbe maggiore di quella cifra circa,ma "l’euro fisso"lo impedisce,quindi,di fatto,svalutano un cambio  di 1,35 dollari contro euro non mi sembra tanto svalutato. inizialmente era 1:1 Dipende,prova a pensare a cosa sarebbe dollaro contro marco,ma non lo dico io,e’ di dominio pubblico Io di libri di macroeconomia non ne ho letti, ho letto articoli di persone competenti, esperte, che però abbiano attinenza con la realtà di tutti i giorni I libri di macroeconomia base SONO attinenti alla realta,solo che non ce li spiegano GUARDA IO NON E’ CHE TI DO TORTO IN TUTTO E PER TUTTO (IL MAIUSCOLO E’ PER DIFFERENZIARE I TESTI,NON PER URLARE),LEGGI QUESTO BREVE… Leggi tutto »

robertoz
robertoz
25 Marzo 2014 , 16:21 16:21

Cosa propone?Ho 56 anni e da una vita c’è il problema meridionale, la cassa per il mezzogiorno ha elargito treni di miliardi per far risollevare il sud, risultato: strade che terminavano in campo aperto, ospedali pronti a partire e mai aperti, ecc. e una mafia ancora più forte arrivata dentro le stanze dei bottoni. per non contare i soldi arrivati dall’Europa. Libri o non libri, questi sono problemi mai risolti e che non si risolveranno mai, allora dico io, visto che il problema è meridionale, non ce la faccio più a foraggiarlo, ne va del futuro dei miei figli, che ora come ora non ce l’hanno più. veda lei.  In mercato cosiddetto globalizzato, dove la concorrenza è ai massimi livelli (magari fosse così, come fa a competere una industria italiana con mille norme da rispettare con industrie del terzo mondo o quarto dove non ci sono regole).L’ Islanda che non ha ceduto alle pressioni che ha citato lei  imposte dalla finanza corrotta mondiale, ha ben deciso che le banche non andavano salvate, bensì ha messo in carcere qualche farabutto e gli altri sono scappati. Vogliamo prendere esempi che riscattano la sovranità di una nazione o preferiamo accodarci alla moda del… Leggi tutto »