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INDIPENDENZA DEL KOSOVO, UNO SCENARIO INQUIETANTE

DI MASSIMO FINI
Il gazzettino

Prima di Natale gli albanesi kosovari sono decisi a proclamare l’indipendenza del Kosovo. A prescindere da come vadano a finire le stanche trattative che si tengono da mesi a Vienna con la intermediazione della Ue. Del resto la proposta ultimativa che la Ue ha fatto ai serbi è che Belgrado firmi un trattato dove non si parla formalmente di indipendenza del Kosovo ma a quest’ultimo viene dato un seggio all’Onu (che è la soluzione adottata nel 1972 per la Ddr). Se non è zuppa è pan bagnato.

E’ giusto che il Kosovo diventi indipendente? Per capirlo bisogna rifarne la storia. Alla fine degli anni ’90 in Kosovo si confrontavano due ragioni: quella dell’indipendentismo degli albanesi kosovari, diventati nel tempo, la maggioranza, perchè più prolifici, e quella della Serbia a mantenere la sovranità su un territorio che da secoli era, storicamente e giuridicamente, serbo, che era anzi considerato “la culla della Nazione serba”. Il braccio armato dell’indipendentismo kosovaro, l’Uck, foraggiato dagli Stati Uniti, faceva guerra di guerriglia e uso, com’è in tutte le lotte partigiane, del terrorismo. La Serbia rispondeva con una dura repressione, poliziesca e militare. Ne aveva diritto? Facciamo un’ipotesi fantapolitica, ma neanche troppo.

Poniamo che, fra cinquant’anni, in Piemonte gli islamici diventino la maggioranza e pretendano la separazione di quella regione dal nostro Paese e la sua indipendenza. Avrebbe l’Italia il diritto di difendere, anche con le armi, l’integrità del suo territorio? Io credo che non ci siano dubbi. Perchè un territorio non appartiene solo a coloro che lo abitano e ci vivono in quel momento, ma anche alle generazioni che lo hanno abitato, vissuto, lavorato nel passato e reso quello che è. E’ vero che in un anno e mezzo c’erano stati, ad opera di gruppi paramilitari serbi, due eccidi di civili, a Racka e in un’altra cittadina kosovara, in cui erano morte 205 persone. Una brutta vicenda, ma niente di nemmeno lontanamente paragonabile a quanto avviene da decenni in Palestina o al genocidio perpetrato dai russi in Cecenia (un quarto della popolazione eliminato). Non importa, gli americani avevano deciso che il torto stava solo dalla parte dei serbi.

Nella primavera del 1999 la Nato, con l’Italia di D’Alema nella poco dignitosa parte del ‘palo’, violando il principio di diritto internazionale fino ad allora mai messo in discussione, della non-ingerenza negli affari interni di uno Stato sovrano, bombardò per 72 giorni una grande capitale europea come Belgrado. Finchè i serbi furono costretti a cedere. In Kosovo fu imposta un’amministrazione neocoloniale, a guida Nato, che avrebbe dovuto garantire la convivenza fra le due etnie. Il progetto è miseramente fallito. In Kosovo si è realizzata (dopo quella del presidente croato Tudjman: ottocentomila serbi cacciati, in un sol giorno, dalle “Krajne”) la più grande ‘pulizia etnica’ dei Balcani: di 360 mila serbi ne sono rimasti sessantamila, 150 chiese e monasteri ortodossi sono stati dati alle fiamme. Una guerra, quella scatenata nel 1999 dalla Nato contro la Serbia, che oltretutto ha favorito nei Balcani quella componente musulmana che oggi provoca tante reazioni “Fallaci style”. Ma i serbi continuano ad essere “i cattivi”.

In un recente discorso a Tirana, Bush ha promesso agli albanesi l’indipendenza del Kosovo. Il presidente americano non sembra rendersi conto delle conseguenze. Con quale dirittto e con quale faccia ci si opporrà, d’ora in poi, all’indipendentismo dei curdi di Turchia che, a differenza degli albanesi kosovari, abitano una regione che è da sempre loro tanto che si chiama Kurdistan? O all’indipendentismo ceceno? O corso? O basco? O agli indipendentismi, serbi, bulgari, rumeni, valacchi, che serpeggiano in varie zone dei Balcani dove queste etnie sono minoranze all’interno dei rispettivi Stati ma maggioranze nelle loro specifiche regioni? L’indipendenza del Kosovo può essere il detonatore di una gigantesca polveriera in Europa. Gli Stati Uniti se ne possono fregare. Noi europei no.

Massimo Fini
Fonte: http://www.massimofini.it/
Uscito su “Il gazzettino” il 09/11/2007

Pubblicato da Davide

  • myone

    E pensare che al tempo, come pure oggi, il fatto che si chiami Kosovo, e non si chiami Serbia-Kosovo, ha fatto e fa pensare, che sia una regione, uno stato, a se’, e non sia una parte del territorio Serbo. Un semplice articolo cosi, fa aprire gli occhi, sia sulla legittimita’ Serba, di opporsi a una illegittima appropiazione di territorio albanese, anche se i mezzi erano a dir poco infami, ma non so, forse consoni, alla medesima pressione di ingerenza. Fatto sta’, come al solito, che raramente popoli si prendono la briga di azioni cosi ecclatanti, se non sono mossi o sospinti dall’ alto, da politiche e poteri che ne fumentano dissesti a fini che sappiamo tutti. Chi comanda e fumenta illegali appropiazioni, fa agire di pari passo, e in modo incomprensibile, chi le azioni da subire, le capisce, e non pone termini di mediazione ai loro diritti, ed e’ per questo, che spesso, a chi agisce di conseguenza, scarica odio e determinazione, che agli occhi delle cose viste non con profondita’, sembrano assurde e ingiuste. Allora, il cappio va alla corda degli USA, che destabilizzare e essettare come gli conviene, e’ pane per i suoi denti, e sopratutto, qui da noi, al baffetto finocchio, che si crede saputo del tutto, con la sua diplomazia marcia, e che invece non e’ altro che aria dell’ aria che tira in giro, troppo succube e faziosa, che determina movimenti ed eventi, che alla fine, letti in un modo piu’ equo, pongono la storia al rovescio della medaglia.

    Non ci sara’ da stupirsi, se sommosse e guerre civili, sono e saranno all’ ordine dei nostrri giorni, quando, per gli stessi motivi e stesse azioni, si vuole imporre un modo, che di fondo e’ errato e prevaricatore.

    Non credete, che il tutto, si svolga e si alimenti solo in determinati strati e modi. Anche in un paese in se’, l’ alimentazione di una mala politica, faziosa, insoluta, e iniqua, per ben altri motivi e altre vie, fa aggravare nell’ etico pensare e muoversi, della societa’ di un paese, sommosse e disappunti, che sfociano in azioni naturali, e che spesso, vengono definite, per comodo e per principio di perseguibilita’ legale e militare, terroristiche. [vedi fatti del 11-11-2007 arezzo-milano-brescia-roma]

    E’ pure incredibile, come, chi abbia creato e mosso, nella scacchiera di turno internazionale e di un altro paese, modi ed eventi, abbiano fatto perseguire in tribunali faziosi, giudizi che si separano nei loro contesti veri, e che si fermano ad azioni di responsabilita’ criminale personale, e che, vari personaggi, come Milosevic, Saddam, e altri, non abbiano potuto avere voce davanti ai loro accusatori, e loro accusati, e che siano stati sradicati dal e nel vero contesto delle cose, non dovendo spartire colpe con chi, alla fine, sono gli untori e i carnefici, di storie, di popoli e sopratutto, di gente civile, che la colpa loro, e’ il solo fatto di esistere, in terre di contesa, di pochi, malati, e maledettamente iniqui di sempre.

  • malanimo1

    Caro Massimo,

    tutta l’analisi fila benissimo e ci sarebbe pure da ridire sulla “strage di Racka” poiché la commissione finlandese sollevò forti dubbi sulla sua autenticità e ipotizzò l’ammucchiamento artificioso fatto dall’UCK di cadaveri frutto di combattimenti.

  • mallakastrioti

    Egr. sig. Massimo Finni.

    Prima di tutto chiedo scusa a Lei e a tutti i lettori riguardo il mio italiano.
    Ho letto attentamente il suo intervento riguardo il tema scottante del Kosovo e in generale ai Balcani.
    L’ho trovato molto interesante in alcuni asspetti, e molto provocatorio in altri.
    Alla sua domanda:E’ giusto che il Kosovo diventi indipendente?
    Direi propio di si.Kosovo oppure Kosova merita l’indipendenza prima di tutto per un fatto storico.Lei mi scusera se mi azzardo oppure cercho di fare luce indietro nei secoli.Kosovo(Kosova) storicamente non e mai stato territorio Serbo,ma fu data allo stato Serbo dopo la Conferenza degli ambasadori agli inizi del 900.
    Quella famosa “bataglia” del campo dei merli(dove parteciparono anche degli albanesi) e l’unico punto dove il nazionalizmo e ripeto il nazionalizmo serbo cercha di agrapparsi come un fatto storico realmente esistito.
    Dovrebe sapere che il popolo eroico albanese del Kosova vive da molti secoli in Dardania.Potrebe trovare molte fonti al riguardo.
    Riguardo al UCK sarei molto interesato a sapere il suo oppinione per esempio alla lotta partigiana in Italia oppure altrove,per carita non che io voglia fare dei paragoni,forse esistono dei modi o metodi molto piu pacifici a diffendere i propri figli,la propria famiglia e la terra dei tuoi avi da qualquno che cercha di annientarti.
    Lei fa un paragone con il Piemonte,che questi fantomatici “musulmani” tra cinquantanni doppo essersi “riprodotti” a centinaia e migliagia cerchono l’indipendenza dal Italia.
    Gli albanesi del Kosova come tutti gli albanesi nei Balcani e’ e rimarra sempre una popolazione autoctona,nonostante tutte le religioni che li siano imposte.Non dimentichi che Herotodo per questo gli chiamava “barbari”.
    Nei cuori albanesi esisste prima di tutto la Patria (forse lei lo chiamera nazzionalismo) famiglia ,la fratellanza e forse alla fine la religione.Ogni albanese dice:La fede degli albanesi e’ l’albanesita!Puo essere certo di questo,come io sono certo che nessuno ha diritto di offendere un popolo o di mettere in discussione la sua esistenza.
    Non voglio entrare nel merito riguardo”Fallaci style” in quanto non merita molto commenti la cosi detta “Guerra degli Dei” oppure il mio dio e’ piu forte o grande del tuo.Semplicemento perche sono ateo,e penso che non esistono guerre religiose ma sempre guerre economiche e la religione e’ sempre stata sfruttata a tali scopi.
    Riguardo gli americani nei Balcani…non saprei cosa sarebbe sucesso ai Bosniaci o ai Croati o ai albanesi del Kosova se non fossero intervenuti(come del resto durante la seconda guerra mondiale in Europa).
    I Balcani sono problema sopratutto europeo.Il posto dei tutti paesi Balcanici deve essere nella famiglia Europea.L’Europa non deve essere solo di interessi economici.

    Distinti saluti.

  • mallakastrioti

    Salve.

    Al suo commento vorrei rispondere solo con una breve cittazione:

    “E’ vero che a volte il cinismo supera se stesso”

  • Mangudai

    Commento volentieri.
    Riguardo alle ragioni storiche non mi permetto di commentare nulla, sono assolutamente privo di informazioni.
    Per quanto riguarda le ragioni politiche dell’indipendenza del Kosovo sono molto scettico sullo spirito di “libertà e democrazia a stelle e striscie” voluto fortemente dagli USA e dalla comunità miliardaria albanese residente negli USA.
    Una semplice domanda come mai ora (ormai sono quasi 10 anni) che raggiunta l’agognata democrazia l’albanese é il secondo popolo in Italia per “fuga” dall’Albania?
    Secondo lascerei perdere l’intervento americano in Europa durante il conflitto con il nazismo, che (a quanto pare gli Ustascia si sono ben distinti) ci porterebbe molto lontano.

  • Mangudai

    Sarebbe opportuno leggersi l’analisi Finlandese che di cinico non ha assolutamente nulla.
    Conoscere per deliberare.

  • mallakastrioti

    Assolutamente si.
    Comunque credo che Lei in internet
    puo trovare certe imaggini di bambini,donne,anziani trucidatti e uccisi in modo piu inumano!E’ non credo che nessun raporto o analisi puo provare il contrario.
    Si potrebbe analizzare il libro di un cosi detto “storico” europeo (forse inglese) di pocco tempo fa,che cerco di negare l’olocausto?Oppure le dichirazioni di Ahmadinejad?
    Forse non e vero che in Bosnia morirono migliaia e migliaia di persone?
    Si potrebbe fare una revizione a Stalin,forse?

    No signore!

    Bisogna essere sempre responsabile delle proprie azioni,non cerchando di seguire sempre la politica dello struzo con analisi o quantaltro come vorrebero certi ambienti in Europa.

  • mallakastrioti

    Se non conosci il tuo pasato non ce futuro(ragioni storiche) e credo sia valido sia per un popolo anche per un individuo.
    Ragioni politiche puoi sempre guardare la storia italiana sotto il Patto Atlantico.
    Tutti i paesi Balcanici hanno sempre avuto un “fratello maggiore “per i propri interessi,diffendersi,aiuti economici,etc…
    sempre in cambio di qualcosa.
    “Fuga” dall’Albania…?Una domanda che avrei fatto anch’io 50 anni fa agli italiani….

  • pelly

    Sono daccordo con il sig. Massimo Fini su molti punti e finalmente che c’è qualcuno che scrive dalla parte giusta, perchè sembra sempre che chi stà dalla parte degli americani sia nel giusto.
    Credo soprattutto che il kosovo sia un territoio serbo abitato da alcuni albanesi che si sono appropriati del potere nella zona solo perchè spalleggiati da noi occidentali. La cosa più giusta da fare è dare una autonomia (vedi Alto Adige) ma nel territorio serbo. Se indipendenza deve essere comunque non può essere dichiarata unilateralmente. Spero soprattutto quest’ultima cosa non succeda perchè sarebbe un disastro e una vergogna.
    Comunque parliamo sempre dei genocidi (?) dei serbi, ma quello che fanno gli albanesi dal 1999 in poi al popolo serbo che vive in kosovo? Come mai sono dovuti quasi tutti scappare? Non sono più sopportabili certi commenti sul popolo serbo.

  • kozma

    due cose:
    1. non ci fu nessun massacro di Racak(e non Racka,non è da giornalisti seri equivocare su dei toponimi;altrimenti la torre di Pisa diventa torre di Pizda o Pissa,etc),basta consultare libri di Juergen Elssaser in italiano-“Bugie di guerra” ed altri,reperibili su http://www.resistenze.it. Il numero di “vittime” citato da Fini non è esatto pure. Per quanto riguarda un commento sulla commisione finlandese,anche li ci fu la longa manus della CIA(William Walker,assassino sudamericano). Tutto quanto era una messinscena per bombardare e distruggere la Serbia(Jugoslavia) e uccidere più gente possibile,presentando gli USA come Angelo Misericordioso. Solita storia,con un sacco di crimini UCK presentati quale giusta vendetta ed albanesi nel ruolo di “nuovi ebrei”-narco
    atlantici e giusti. Altre commisioni confermarono,sbugiardando i soliti albanesi,il ritrovamento di alcune migliaia di cadaveri,orribi-
    lmente mutilati,tutti civili serbi,cristiani ortodossi. Basta leggere John Kleeves in italiano e si capisce subito il funzionamento della mentalità criminale americana. Certo,i nostri politicanti-servi(D’Alema,Prodi) dovranno presto rendere conto sulla loro attiva collaborazione nelle guerre di sterminio nei Balcani,Iraq e Afganistan.
    2. La questione albanese…Basta ricordare il fatto recente,brutale assassinio dentro un TRIBUNALE della Repubblica Italiana e fare confronto con pestaggio e rapina di una signora a Roma,ad opera di un zingaro rumeno. Qualcuno ha chiamato il governo albanese,faccendo rimpatriare migliaia di banditi albanesi,spaccia-
    tori,magnaccia,terroristi kossovari? Nessuno.
    La criminalità albanese in Italia è protetta,è nessuno può obbiettare niente contro il degrado nelle nostre città,la corruzione
    ,prostituzione,spaccio di droga,addescamento di minori,etc…Altri-
    menti scatta l’accusa di “razzismo”,”antialbanismo”,etc…
    Antropologia insegna che i popoli sono diversi.alcuni sono miti ed ospitali(come i serbi),altri crudeli e sangunari(croati ed albanesi),
    tutto il contrario del politicamente corretto-“il mondo è paese” e “siamo tutti uguali”…

  • Mangudai

    Il mio passato credo di conoscerlo e dove non lo capisco cerco di informarmi e conoscerlo, appunto per non ripetere gli stessi errori perché consapevole dell’assenza di futuro, diciamo meglio, come ha detto un personaggio molto più illustre “chi non conosce il suo passato é destinato a ripeterlo”.Ora secondo lei l’indipendenza del Kosovo é giustificata perché da secoli abitato da popolazione albanese, questa é un’opinione legittima ma credo che non porti da nessuna parte ( e questa E’LA MIA opinione). Penso solo al fatto che se le popolazioni slave reclamassero il territorio padano solamente perché abitanti in questo territorio prima ancora dell’impero romano, ci sarebbe da divertirsi. Ora però, non mi venga a dire degli italiani di 50 anni fa che emigrarono dall’Italia per eccesso di democrazia, emigrarono solamente per mancanza di lavoro e quindi nessuna aspettativa di futuro per loro e per le proprie famiglie e questo é ciò che accade anche oggi in qualsiasi paese sottosviluppato e sfruttato, non a caso la regione con il più alto numero di emigranti in quel periodo (1950, stando ai suoi suggerimenti)
    é stato il meridione italiano (ed anche quì andremmo molto lontano con la discussione).Se vuole possiamo continuare riguardo la storia italiana e dei vari eventi che hanno segnato questo territorio nei secoli…sino al Patto Atlantico, una cosa sola mi sfugge, quali sarebbero gli altri motivi, secondo lei, del perché il Kosovo dovrebbe essere indipendente?
    I “fratelli maggiori” gli hanno avuto tutti, Italia compresa per cui non dice nulla di nuovo al riguardo, comunque possiamo continuare il discorso anche riguardo i fratelli maggiori.

  • kozma

    sta parlando ad un’albanese….serve poco parlare con loro

  • kozma

    serve poco parlare con albanesi e con turchi…Guardacaso,grandi alleati di Israele ed USA…

  • mallakastrioti

    forse siamo stati fatti della stessa pasta?(forse mi puo dare un indizio riguardo le sue origini)

  • mallakastrioti

    Beh…il Antiamericanismo o Antiisraelismo a volte non c’entra quando le persone crescono nutritti sempre di odio o rabbia…

  • mallakastrioti

    Probabilmente tu vedi come una minaccia la nuova “mafia” albanese con la paura che piazzera quella “autoctona”.Comunque non preocuparti,al mio aviso rimarra sempre l’ultimo arrivato.
    Basta leggere i tuoi punti per capire che la disinformazione oppure L’IGNORANZA del individuo a volte diventa un arma efficace per non voler’ guardare oltre oppure LA VERITA!
    Se essprimi con franchezza “Si,io sono un razzista”…beh secondo me avrai il risspetto di molta gente,forse anche da coloro che ODII!

  • mallakastrioti

    Secondo me, con tutto il rispetto dovuto,dovrebe informarsi meglio su certe realta.Basta essere una persona che vuole la VERITA!

  • MilosObilic

    Alora visto che sai tutto ,alzati e vai in bagno ad osservarti nello specchio.Indovinato!Sei proprio tu! L‘ODIO E RABBIA

  • Mangudai

    Guardi, sig.mallakastrioti, contraccambio il rispetto dovuto, se il suo ultimo post é in riferimento al mio ultimo del 13/11/2007 le dico di essere abbastanza informato a tante realtà e per mia fortuna (o sfortuna) non solamente lette, ma vissute di prima persona. Le potrei citare il mio “curriculum vitae” che lo porterebbe dalle pianure del Golan, passando per Tashken per approdare al lago Titicaca e tutto questo in trent’anni di attività medica.
    Le ho fatto un cortese e semplice invito che qui lo ribadisco nel farmi conoscere quali sarebbero gli altri motivi validi, secondo lei, per una futura indipendenza del Kosovo.
    Sono in attesa di VERITA da lei.

  • mallakastrioti

    Mahhhh….. sig.Milloshevic…ops…mi scuso,volevo dire sig.MilosOblic(un lapsus, facio “mea culpa”).
    Il problema dei specchi…non e’ un problema guardarsi,si posono osservare molte cose di se stessi…il guaio e’ quando la gente cercha di arrampicarsi su i specchi(quello che fanno a “CITTA BIANCA” dei Balcani).

    P.S:Forse gli occidentali non sanno le verita(oppure fingono),ma noi due lo sappiamo e fin troppo bene!
    Zdravo.

  • Mangudai

    Ma tu non rispondi con dati di fatto. L’ignoranza e la disinformazione é la stessa che ha sterminato migliaia di Serbi nella guerra del 1999 e centinaia di migliaia di Serbi nella seconda guerra mondiale con l’ausilio dei taglia-gole Ustascia e che tutt’ora tramite l’UCK continuano la loro opera di bonifica anti serba in Kosovo.
    .Nel 1997, poco tempo prima dell’intervento NATO in Kosovo, una commissione d’inchiesta del governo presevo aveva definito l’UCK come un’organizzazione umanitaria. Ma in seguito, nel 1998, quando gli americani e la NATO si dovranno appoggiare all’UCK nella conduzione della guerra contro la Serbia, lo cancellarono dalla lista delle organizzazioni criminali e terroristiche, tacendo i tanti crimini che sono stati commessi dai guerriglieri prima e durante la guerra del Kosovo.
    É quasi certo che l’UCK si sia finanziato, soprattutto prima dell’appoggio americano, con il traffico di eroina. Se si fosse affrontato il problema della “via della droga”, si sarebbe evitata la guerra, ma i narcotrafficanti USA seppero cogliere per tempo l’occasione di inserirsi nel mercato europeo, appoggiando i guerrafondai.
    Attualmente l’UCK, secondo molti osservatori internazionali, detiene il controllo del paese tramite milizie clandestine ancora armate, il traffico di stupefacenti, di armi e lo sfruttamento della prostituzione.
    Molti ufficiali e soldati dell’UCK sono stati accusati di crimini contro l’umanità, perpetrati contro civili serbi e collaborazionisti albanesi.

    [http://it.wikipedia.org/wiki/Ushtria_%C3%87lirimtare_e_Kosov%C3%ABs]

  • Mangudai

    Ulteriore invito ha manifestare le VERITA’ sig.Mallakastrioti. Sono molto ansioso di conoscerle.

  • mallakastrioti

    Lei mi chiede forse troppo,se per esempio un leone puo convivere con il buffalo che gli ha appena ucciso il piccolo,oppure un luppo con un cervo…credo non sia possibile …

    Prima di tutto, la ringrazzio della sua cortesia.

    Alla sua domanda:

    Secondo me prima di tutto,per poter’ dare un giudizzio verso le ragioni che spinge un popolo contro la tirania,l’oppressione,genocidio,l’umiliazzione…puo essere una ragione piu che valida.
    Per poter’ “giudicare “un popolo(guai se lo facciamo) serve prima di tutto conoscere la sua storia,le sue origini,il suo passato.
    Purtroppo gli albanesi(kosovari e non) e gli serbi si sono sempre odiati e combatutti(questa parte di storia la puo trovare ovunqe)
    e per ironia della sorte qualquno gli ha voluti insieme circa cent’anni fa.Credo che l’odio sta nel semplice fatto:Il grande(Serbia in questo caso)ha sempre cerchato di soprafare e assimilare i piu piccoli,albanesi e non.
    Sarebbe bello ma semplicemente impossibile se due caratteri diversi E FIERI delle proprie convinzioni,possano convivere piu insieme.

  • mallakastrioti

    Se vuole sapere cos’e’ WIKIPEDIA…semplicemente chiunque puo andare a publicare,perfino un semplice raggazino di 16-anni(se questa e’ la sua fonte).
    Poi se Lei ha delle altre fonti molto piu autorevole,allora si se ne puo discutere.

  • mallakastrioti

    Visto che e’ un uomo che conosce il mondo per ragioni proffesionali e non,anch’io sarei molto curioso della risposta che i Bosniaci oppure i Croati le hanno dato al riguardo(Preciso:della Politica criminale dello stato Serbo,senza demonizzare tutto il popolo serbo)

  • Mangudai

    Guardi (non ci provi con questi giochetti) le uso una cortesia…mi sono limitato a citare Wikipedia perché ad “onor del vero” é riconosciuto come affidabile dalla maggioranza dei naviganti. Non é come dice lei sig.mallakastrioti. Si dovrà aggiornare in merito e con tutto il rispetto dovuto io non devo sapere cos’è wikipedia ma bensì lei, a meno che lei non sappia nemmeno di che cosa si stia parlando.
    Inoltre stiamo ancora aspettando le sue fonti di VERITA’ Sig.Mallakastrioti, anche se temo che mai arriveranno e credo che la discussione con lei sia finita qui.
    Una bolla di sapone, null’altro!!!

  • Mangudai

    In verità non ho mai cercato risposte, ho solo osservato e risposte non ne ho ancora.( al contrario di tanti che hanno la fortuna di avere le VERITA’)
    Una cosa é sicura l’INFORMAZIONE non é stata come l’ho vista io, e mancano ancora tanti tasselli, che probabilmente non verranno mai messi al posto giusto.
    Inoltre a distanza di qualche hanno a Urosevac ho potuto ammirare la nuova base militare USA
    Bondsteel di circa 362455 metri quadri e circa 10.000 soldati.
    Spero che gli albanesi abbiano dato “in gentile pronazione” il benvenuto al nuovo “fratello maggiore”.

  • mallakastrioti

    Rispondo con la stessa cortesia:
    Cerchi articoli oppure imaggini!

    http://www.trepca.net/english/2006/serbian_memorandum_1986/greater_serbia_cik_serbian_academy_mem_1986.html

    http://www.hawaii.edu/powerkills/RM1.LYBENIQ.BODIES.HTM
    http://www.reliefweb.int/library/documents/kosovoeng.htm
    http://www.alb-net.com/kcc/18janar.htm
    http://www.rilindja.info/serbian=terror.htm
    http://www.rferl.org/featuresarticle/2006/03/CED2E6D...

    Vaso Cubrilovic
    Expulsion of the Albanians (1937)

    Vuk Karadzic
    Serbs All and Everywhere (1849)

    Nikola Stojanovic
    To Extermination: Ours or Yours? (1902)

    Stevan Moljevic
    Homogeneous Serbia (1941)

    Serbian Academy of Arts and Sciences
    Memorandum 1986

  • Mangudai

    A parte questi siti creati ad arte dal NED non ha nient’altro da citare?
    Alquanto scarna e inaffidabile l’origine delle sue fonti.

  • mallakastrioti
  • mallakastrioti

    …visto che “li volete cacciare via” dalla Sardegna (Maddalena se non sbaglio)…pensavamo di “ospitarli” noi

  • mallakastrioti

    Mahhh…a volte si cercha di mettere in dubbio perfino le TRAGEDIE…nonostante si sentono ancora le urla dei morti…

  • caceduma

    carissimo Massimo Fini,
    sono un tuo seguace per quanto riguarda il persiero anti modernista del quale sei promotore.
    Leggo molto De Benoist e tutto cio che riguarda una nuova prospettiva di economia più umana, libera da interessi bancari.
    Concordo con il tuo Manifesto ma purtroppo non mi è piaciuto affatto il tuo articolo sul Kossovo.
    Il Kossovo (o Kosova) non è vero affatto sia la culla della nazione Serba. Questa è una mistificazione che si è andata propagando per chiari interessi geopolitici Serbi e Russi in funzione anti turca.
    La realtà è che quella regione è abitata da millenni dalla popolazione Illirica popolazione autoctona che si espadeva su tutto il versante adriatico balcanico (gli antichi albanesi). Durante il primo medioevo a seguito delle invasioni barbariche slave (VII-VIII° sec.), si stabilirono le prime colonie di serbi. La coabitazione è stata all’inizio abbastanza pacifica poi si è andata inasprendo.
    Il paragono che tu fai con il Piemonte arabizzato è perfettamente vero MA ALLA ROVESCIA, i Serbi hanno colonizzato il Kossovo e NON viceversa! Premetto, non ho alcuna preferenza tra Serbi e Albanesi, per me conta il singolo individuo al di fuori della sua provenienza o lingua o religione, ma la verità va ristabilita per quella che è effettivamente. Durante il dominio turco gli albanesi si convertirono all’islamismo per evitare di essere annientati come invece era successo ad altri popoli (vedi i Lidi e i Medi anatolici). Quando cadde l’impero ottomano ci furono pogrom ai danni degli albanesi, e un emigrazione di massa dell’ordine di 500.000 persone in Turchia per sfuggire alla pulizia etnica serba. Se un paragone si può fare (in versione ridotta) lo si può con l’espulsione dei nostri compatrioti istriani dall’Istria da parte yugoslava. La situazione in Kosovo è difficilissima e quasi di impossibile soluzione. Il Kosovo Poljie è un posto mitico,( e orribile, lo ho visto di persona, con palazzoni prefabbricati sgarrupati stile sovietico e una terra nera infestata da corvi neri) utilizzato a sproposito per giustificare una sconfitta da parte della coalizione cristiana (dove c’erano sia serbi che albanesi) da parte turca. L’unica soluzione possibile credo sia nella divisione della regione in due province: una a guida albanese La Metoja dove ci sono città di origine solo albanese cioè Pèc , Djacova e Prizren, a gestione locale albanese, con la possibilità di proclamare la pripria indipendenza ma separata dall’Albania. (Prizren tra l’altro fu sede della prima lega degli albanesi che nel 1870 circa furono poste le basi per la creazione di uno stato Albanese, con capitale proprio Prizren, fu soppressa dai turchi. Erano una vera e propria “carboneria” simile a quella tanto mitizzata in Italia nel periodo del risorgimento.) L’altra provincia con Mitrovica, Pristina,Urosevac e Gljine a conduzione mista serbo-albanese, sempre facente parte della Serbia ma con uno statuto simile a quello che gode la provincia di Bolzano, ripartita in proporzione percentuale dei gruppi etnici.
    Questa mia precisazione è solo per riportare un pò di chiarezza e non di polemizzare con te, continuo a stimare le tue idee per quanto riguarda l’economia, meno quando scrivi articoli come questi.
    Cordialmente, Duccio Puliti

  • kozma

    ma a loro non interessa la verità,interessa la conquista dei territori con ogni mezzo,furono prima gli ascari dei turchi,poi servi dei nazisti tedeschi ed ora sempre dei nazisti giudeo-americani…
    purtroppo,è gente antropologicamente diversa da noi,proprio il problema che pone il buon Fini,la futura indipendenza del Piemonte! Povera Italia…

  • kozma

    povero lei…da dove ha appreso queste stronzate?

  • kozma

    mi faccia indovinare…la “Short history of Kosovo”? o sbaglio?

  • kozma

    lei sta discutendo con un’uckappista….tempo perso…

  • kozma

    e come vuole che discuta(e discutere)con un razzista albanese…
    loro discutono con coltelli,per questo hanno clan atavici e sanguinari,dediti al “commercio” kossovaro…armi,droga,esseri umani,organi,prostitute,minori,oro…

  • myone

    La Serbia e’ la terra principale di un’ etna principale che sotto Tito, teneva in comune convivenza tutte le altre etnie, che con la guerra o no, si sono prese la loro indipendenza, usando i sistemi che tutti usano e hanno usato, dalla guerra, alla repressione, alla cacciata oltre confine, e con genocidi ad arte o artigianali, come lo volete vedere. La guerra e’ guerra. Vattene alla pesca, nel tempo, a contendere chi c’era e chi non c’era e a chi aspetta il diritto di un territorio. Nell’ era Tito, il Cosovo fu usato facendola terra di immigrazione albanese, per l’ industria Iugoslava. Forse al tempo precedente, terra di quasi nessuno. Io sto’ con l’ articolo e il paragone del Piemonte. Lo staccamento da Mosca, e il ridimensionare dell’ impero russo, ha fatto si che un potere centrale, si indebolisse, sotto pressione, di etnie e di indipendenza. Nessuno ha voluto, e parliamo dell’ America, far rivendicare uno stato di diritto, alla Aerbia, e questo si sa’, e’ politica Americana, ma non e’ logica di chi ne ha posseduto territori. Ultima azione, un’ indipendenza Cosovara, con maggioranza Albanese, in un contesto e in una situazione, dove l’ espropio era come una manata finale, per la Serbia. Mi sembra, che non fosse nemmeno stato accettato un comune vivere, con controllo Serbo, poiche’, rappresentanti e politici Albanesi, rivendicavano una totale autonomia e un totale possesso del territorio. Una cosa e’ la dirigenza serba, un’ altra cosa, sono i serbi come popolazione, che distribuita in ogni luogo reso indipendende, hanno dovuto subire lavaggio etnico. Cosi in Cosovo, dov el’ etnia serba, manteneva la sua cultura e la sua storia, e persino la sua giuristizione, e’ stata minata sino all’ osso, da un’ altra etnia mussulmana albanese. I capi serbi, non potevano assorbire un untimo smacco cosi. 1, gli usa non hanno bombardato gli stati in cerca di indipendenza nelle loro pulizie etniche. 2, gli eventi diventano legali e no a seconda dei fini e degli scopi di chi puo’, al di fuori del contesto, facendosene padrone in un modo o nell’ altro. 3, rivendicazioni, verita’, modi, colpe o diritti, quando si arriva a dividere, a non considerare o a considerare male, e si arriva alle armi, le hanno tutti, indistintamente, Serbi, Albanesi, Cosovari, Usa, Italiani, e via dicendo. E tutti costoro, sono stati vittime e carnefici, trucidati dagli stessi simili, come risposte e ritorsioni.

    E’ vero che vediamo i Serbi come li vediamo o come ce li hanno fatti vedere, ma e’ altrettanto vero, che non li vediamo come popolazione civile, distrribuita sui territori resi indipendenti, che hanno subito la sorte della stessa etnia mussulmana cosovara.

    Non basta farsi propio un territorio, cosi su due piedi, prima ancora, si destabilizza il potere e i diritti acquisiti sia economicamente e come struttura, e poi, si rivendicano in nome di una storia che non si sa bene dove cominci e dove finisca.
    Quindi, se una maggioranza extracomunitaria, trova sostentamento e prende come possesso, valore demografico , lavorativo, amministrtativo, e con diritti di prelazione sociale, e politica, l’ ovvia conseguenza, e’ primariamente sociale, e poi, se volete, etnica.

    Quindi, se in nome di una crescita demografica, di un urto sociale lavorativo, continuiamo a far entrare e occupare territorio e risorse ad extracomunitari, mentre il popolo stesso territoriale, ne subisce uno smacco e un impoverimento come diritto e ragione, sopratutto economica e sociale, che poi, potra’ pure prevalere come giuristizione, un senso di epèurazione e di riappropiazione del tutto, anche in una guerra etnica, e’ solo scontato, e visto solo come ultimo dato di fatto

    NB= Quando, in un territorio extracomunitario, a parita’ di tolleranza totale, un italiano potra’ fare come loro possono fare da noi, in terra loro, sara’ libero e democraticamente accettato, allora, i medesimi diritti, possono e potranno essere messi in atto pure in Italia. Tutto questo, a misura di come siamo messi noi, e’ lontano anni luce, nei loro paesi, e nelle loro tradizioni culturali e religiose e politiche. Quandi, piano con l’ allargarsi, che poi, i morti ci scappano come ridere, e le sommosse, sono sempre dietro l’ angolo.
    Uno sprazzo di considerazioni che lasciano il tempo e la logica che trovano, senza pretese di nulla che.

  • mallakastrioti

    …e dovremo passare noi come “Uneducated people”????…

  • kozma

    lei,da chi è in cura?

  • mallakastrioti

    sarei molto corioso riguardo te!Forse un xenofobo,racista,dove l’ignoranza regna indisturbata?Oltre il calcio e le donne nude,cos’altro hai come passione?Forse la masturbazione mentale nel vedere il prossimo umilato?

  • kozma

    ha ragione,proprio uno sprazzo di considerazioni che lasciano il tempo che trovano…
    vedrà,fra poco tempo…quello che combinerà l’immigrazione selvaggia in Italia,con albanesi in prima fila…

  • mallakastrioti

    ..forse non ci stiamo come fa certa altra gente “Francia o Spagna basta che si magna”

  • mallakastrioti

    …se la tua risposta e tutto qua…mahhhh

  • myone

    E concludo. Il governo Rumeno ha messo sul chi va la i loro cittadini, facendoli desiste di venire in Italia, perche’ hanno il rischio di essere etnicamente epurati.

    Ma come, qui le cose nascono, quando la feccia rumena viene mandata qui perche’ da loro sono recidivi, e vengono qui a delinquere, e fanno proclami come per farci passare da nazzisti. Si vede, che l’ appello, viene fatto ai piu’ dei rumeni, che come sanno loro, godono si vede, di una buona dose di illegalita’, visto che qui, si vuole combattere la delinquenza.

    L’ immigrazione, viene qui a portare via posti di lavoro, ad abbassare il costo del lavoro, a creare lavoro in nero, quando gli italiani stessi sono sotto lo stato italiano, tenuti come quasi schiavi sulle buste paga e sui prezzi del vivere. Se c’e’ un popolo che ha bisogno di lavora e per vivere, questo e’ il popolo itlaiano, se c’e’ un popolo che ha bisogno di non fare immigrazione interna fra itlaiani, questo e’ il popolo italiano. Se c’e’ un popolo, che prima ancora, pensando di fare la democrazia mondiale sull’ accettazione demografica extracomunitaria, a modo del cattolicesimo, procurandosi un posto in paradiso, e per figurare nell’ hit parade mondiale dei borghesi ben pensanti e per bene, ha sopratutto bisogno di trovare un’ equita’ legale al propio interno, e di risolvere i problemi internazionali al propio interno, e di rimboccarsi le maniche, che ancora abbiamo da cominciare a farlo, questo e’ propio il popolo italiano, e la sua subdola classe dirigente-culturale.

    Ogniuno stia a casa sua, che sul propio territorio, ha e puo’ fare quello che si va invece in cerca altrove, dove, non e’ propio oro quel che luccica. Contro l’ immigrazione, contro i conflitti dei poveri, degli indigenti, che vengono e sono mandati, a creare piu’ indigenza, dove l’ indigenza e il non senso di troppe cose, governa e vige.

    Io di extracomunitari ne conosco di tutte le risme e tutti i colori. L’ unica cosa che sanno dire, e’ di ridere delle ingiustizie che ci sono qui, dei non diritti che non sanno avere, e che i loro posti sono fantastici a confronto dei nostri, e che la loro terra, era la terra dell’ edem primitivo. Ma quando gli chiedi, perche’ non sei stato a casa tua? La risposta e’ una sola: Non ci sono soldi, per fare la bella vita o la vita che si vorrebbe fare. E la cosa peggiore, davanti a un procedere che e’ diventato moda e legge, e’ che, uno di loro ne attira altri dieci, e cosi via, ogni anno sempre di piu’.

    Nemmeno gli italiani, sanno essere tolleranti fra di lro, e godono di rivalse e di disuguaglianze ancora medievali, e 4 fenomeni, anziche’ pulire a casa loro e a saper governare a casa loro, si prendono pure la briga, di fare esperimenti genetici sociali.

    Ma gli italiani sono dtati i primi emigrandi internazionali negli usa e in tanti altri posti. Vero. A parte gli USA, nelgi altri posti, sono sempre stati i veri italiani, lavoratori, umili, e famigliari, dove le pretese, non sono mai esistite, se non concesse per forze maggiori, e queste forze maggiori, sono state attribuite , per il carattere del popolo italiano stesso. Per quanto riguarda gli USA, e e’ un mio pensiero come tuti gli altri, facevano comodo, vista la grgande tradizione europea e poi americana, di schiavizzare le persone e renderle produttive per il sistema, altrimenti, col cavolo che in america ci entri, se non a modo loro, e per gli interessi loro, ben precostituiti, congegnati, e mirati. Ora, la storia e’ cambiata, e non si va piu’ per mangiare o per comodo di chi ospita, ora, il problema e’ interno, per ogni paese, dove, il diritto della vita, non e’ garantito nemmeno ai propietari del nome dello stato in cui sono nati, vivono, e ci pagano le tasse e danno i loro voti e consensi di governo.

    Moglie e buoi dei paesi tuoi. E inquando a cultura, democrazia, legalita’, uguaglianza, questa, non ha colore e ne paese, ma prima, bisogna che sia insita in un popolo e in una nazione, prima di espandere contagi, che poi, chi li ha inseminati, nemmeno si prende responsabilita’, e come si vede, rimane nel pubblico, fregandosene, argomentando, e cazzeggiando vanamente.

    Poi, se la crescita economica e produttiva, e solamente la voce del rpoduci che facciamo soldi per il sistema interno e mondiale per galleggiare, allora fottetevi, voi, politici, menti culturali, e cretini di ogni risma. Ecco perche’ il globale demenziale, non ha piu’ argini ormai, e chi sopravvive, deve farlo a scapito di altri, mai di loro stessi, perche’ i fautori di tante cose, fanno e spariscono, mentre i casini, rimangono sempre a coloro che non ne vengono mai fuoti dal bandolo della matassa, che wsi ingarbuglia sempre piu’.

    Cazzate? Vediamo e vedremo, di mano inmano, nel tempo prossimo e futuro, se tutto questo, non diviene un unico nodo, dove il pettine dei dissesti totali e sociali, non mettera’ il suo andare e il suo divenire.

    Impariamo l’ ugualgianza, la cultura, il sostentamento, l’ organizzazione, la salvaguardia della vita e dell’ ambiente, l ordine, e la sopravvivenza, in terra nostra, se non volgiamo essere sommersi, dal niente che annienta.

  • myone

    Le cose sono tante. Non e’ il problema immigrazione. Potrebbero esiteste come vuoi. Ma il problema, e’ che manca un controllo, un’ organizzazione, un bisogno a tutto questo. L’ extraxomunitario, fa giungla qui, e se no nc’e’ controllo, espande il peggio. Pure per gli italiani vale la cose, perche’, non essendo loro in un contesto ordinato e sensato, sono e fanno parte della medesima influenza. Una cosa so’, coem scritto poi. Presa di lavoro dove gli italiani non sono parte e non richiesti, mentre loro si, per lavoro in nero, come se, e gli italiani sono fondamentalmente pure cattolici, questo vuol dire fare del bene e andare in paradiso. Aumento della criminalita’. Non perche’ no ci siano italiani criminali, ma sono sporadici. La droga e’ aumentata inverosimilmente, con guadagni sulla pelle dei coglioni delgi italiani, che non sapendo far lavorare un figlio, lo sodomizzano con il niente che serve, e se lo fanno pure drogare. Piaga sociale. Quando io ho un colgione dai venti ai quaranta anni, come piaga demenziale in un paese, siamo messi male. Si, alla fine, una rivolta e un dissesto del sociale, avverra’, per forza maggiore. E no nti dico che sia solo sugli extracomunitari. Sara’ pure con chi, alla lunga e alla stretta, ha provocato tutto questo, com fosse al libero mercato della svendita dei valoi altrui, e delle liberta’ altrui, alle forze dell’ ordine, alla politica, al sistema, alla vita che viviamo e facciamo, che ormai, e’ piena di numeri, soldi, doveri, intrallazzi, schizzofrenia, logorio, inquinamento mediatico a presa per il culo e incapacita’ di pervenirne a soluzioni. Tutto questo, scopppiera’ inevitabilmente. Ciao per ora.

  • Mangudai

    Su questo non ci sono dubbi, per il Kosovo l’importante é avere comunque un “fratello maggiore” alla faccia dell’indipendenza. Da qui si rende chiaro quali sono le vostre aspirazioni indipendentiste e democratiche. Complimenti.

  • Longoni

    Premetto di essere un grande estimatore di Fini che considero uno dei migliori giornalisti italiani. Ma in questo articolo ha dimostrato di non essere immune dal influsso di un certo mondo che lui giustamente critica. Quel che è più grave, questo articolo manca di una logica ben fatta ed usa delle forzature infarcite di non pochi pregiudizi che compromettono la capacità di discernimento dell’autore.
    Andiamo con ordine. Alla domanda: “E’ giusto che il Kosovo diventi indipendente?”, Fini autorisponde: ” Per capirlo bisogna rifarne la storia. Alla fine degli anni ’90….” Quindi per Fini, la storia di Kosova inizierebbe nel ’90!!
    Poi continua: “…in Kosovo si confrontavano due ragioni: quella dell’indipendentismo degli albanesi kosovari, diventati nel tempo, la maggioranza, perchè più prolifici….” A quale tempo si riferisce? Il signor Fini si è forse premurato di fare un confronto tra la prolissità dei serbi viventi a Kosova e quelli viventi in Serbia? E poi confrontare questi dati con quelli degli albanesi? Solo un’indagine del genere potrebbe giustificare la sua spiegazione: “…perché più prolifici…” La quale servirà come trait d’union con il suo ridicolo ed inappropriato paragone fantasioso degli islamici in Piemonte.
    Ma andiamo con ordine. Fini continua: “…e quella della Serbia a mantenere la sovranità su un territorio che da secoli era, storicamente e giuridicamente, serbo, che era anzi considerato “la culla della Nazione serba”.” A quali secoli si riferisce l’autore? Come spiega Fini il fatto che nella ex-Jugoslavia il Kosovo aveva lo status di regione autonoma? (soppresso guarda caso da Milosevic) E da chi e da quando in Serbia verrebbe considerata la barbara e inospitale terra del Kosovo “la culla della loro nazione”?
    La Storia ci insegna che i slavi del sud sono “scesi” nei Balcani nei secoli VI-VIII (Paul Garde e Pravalakis, “I Balcani”) o tra il 595 al 1360 (Nunzio dell’Erba “Storia d’Albania”). I serbi sono riusciti a possedere anche tutta l’odierna Albania in alternanza coi bulgari. A chi ha una certa famigliarità con le lingue slave, basterebbe dare un’occhiata a certi toponimi nella carta d’Albania su Googlemap per trovare le tangibili testimonianze di una dominazione slava nei secoli passati. Invece dal 850 al 1200 circa Kosova come buona parte dell’Albania odierna fu posseduta per la maggior parte del tempo dai bulgari (John Fine. “The Early Medieval Balkans”) Questo fatto storico potrebbe dare ai bulgari una buona ragione per reclamare Kosova come una loro “culla nazionale”. Vogliamo ricordare un’attimo il loro compositore nazionale Jan Kukuzeli, nato a Durazzo nel 11° secolo? Però nel 1912 all’atto di dichiarazione dell’indipendenza albanese, l’esercito serbo si trovava di nuovo alle porte di Durazzo dove sarebbe entrato subito dopo. Se guardiamo le vicende storiche dal 595 al 1920, la pretesa “culla della nazione serba” (o perché non bulgara?) potrebbe estendersi facilmente all’Albania odierna. La quale a Berlino nel 1878 compare come semplice “espressione geografica” nella parole del “solito” Bismark. (Fini si ricorderà forse che il Cancelliere riservò lo stesso “onore” all’Italia). E come la mettiamo coi greci fondatori di buna parte delle città portuali albanesi. Potrebbero anche loro inventarsi una altra “culla della nazione” in alternativa all’altra “culla” delle ex-colonie greche nell’Italia del sud.
    Ritornando in quel 1878, come risposta albanese al Congresso di Berlino nacque a Kosova la Lega di Prizren per organizzare la lotta contro la spartizione del territorio albanese. Questa può essere considerata il primo tentativo organizzato di unità nazionale albanese. A quei tempi dal Kosovo ad Atene si parlava ovunque l’albanese e gli albanesi, consci del loro legame antico con la loro terra si illudevano di avere il diritto e di poter “imitare” gli altri europei creando uno stato-nazione approfittando dallo sfacelo dell’impero turco.(Ironia della sorte questo “sogno” si realizzò brevemente solo sotto l’occupazione fascista ed in seguito nazista del ’39-’44)
    Nella storia dei Balcani occidentali è evidente che gli albanesi, insieme ai greci e i macedoni, sono gli unici veri autoctoni. In seguito alle invasioni barbare e slave, solo i greci sono riusciti ad espandersi un po aldilà del loro territorio storico e questo solo dopo la prima guerra mondiale. Invece gli albanesi e i macedoni hanno dovuto contrarsi o assimilarsi davanti all’avanzata slava. I slavi stessi hanno avuto delle espansioni e contrazioni come un’inevitabile processo di stabilizzazione in un territorio dove da barbari invasori si sono trasformati in autoctoni a detrimento delle popolazioni locali. Un’altra evidenza storica è il fatto che i serbi e i bulgari hanno approfittato della “fratellanza slava” con la Russia che gli ha appoggiati, aiutati ed usati in funzione anti-turca. Gli interessi austro-ungarici, inglesi ed in seguito italiani sono riusciti a bilanciare in un certo senso la situazione un po più in favore dei greci e degli albanesi solo all’inizio del ‘900 (escludendo la parentesi dell’indipendenza greca del 1828).
    Ma tornando alle vicende albanesi, per Fini sembra essere un’argomento storico il prodotto della propaganda nazionalista serba della “culla della nazione”. Un’altro curioso prodotto della stessa propaganda è il mito della battaglia persa contro i turchi a Kosovo Polje nel 1389. Curiosamente la stessa propaganda oltre al fatto che la coalizione di Lazar Hrebeljanovic comprendeva albanesi e bosniaci, “omette” anche di raccontare il seguito: lo Tsar Lazar diede in moglie al sultano sua figlia come sigillo di pace mollandoli anche “la culla della nazione”. Invece qualche anno dopo, allo sconfitto principe albanese Gjon Kastrioti il sultano impose come sigillo di non belligeranza il trasferimento coatto dei suoi tre figli come ostaggi in Turchia. Due furono avvelenati invece il terzo riuscì a farsi distinguere nell’esercito ed in seguito “tradì” il Sultano ritornando in patria e combattendo per 25 anni contro i turchi col l’aiuto degli angioini di Napoli mentre i serbi rimasero fino al 1455 dei fedeli vassalli della Sublime Porta. Una lezione storica questa, che gli albanesi in seguito alla loro sconfitta dopo la morte di Skenderbeg nel 1468, impararono e praticarono perfezionandola arrivando ad avere almeno 42 Grand Vezir di loro stirpe nella storia dell’Impero Turco.
    Chiunque abbia studiato la storia della emancipazione fino all’indipendenza della nazione albanese, sa che senza il sangue kosovaro l’Albania forse non sarebbe esistita e a Durazzo oggi si sarebbe parlato il serbo. La maggioranza degli albanesi lo sa, ma non mi risulta che Tirana abbia mai accennato al Kosovo come “culla della nazione albanese”. Certo il vergognoso bagno di folla riservato a Bush nel 2007 non fa onore agli albanesi ma come gli applausi della folla a Belgrado nel ’99 alla colona di mezzi russi che da Bosnia si è precipitata a Pristina per arrivare prima della NATO e fare finta di difendere gli interessi serbi là (sappiamo com’è finita), dimostra che questi due popoli, aldilà delle loro rispettive differenze culturali sono entrambi in cerca di “un grande fratello” che gli aiuti a risolvere una controversia secolare che loro non sono riusciti a maturare abbastanza per poterla risolvere da soli. Simili in questo agli altri “Grandi” popoli europei, dove dovremo dire forse grazie agli americani-inglesi, o ai russi per la relativa stabilità dei confini dei stati-nazione europei?
    All’interno della Jugoslavia creata sotto una dinastia serba ed anche dopo l’avvento di Tito, la Serbia si è trovata in un’ottima posizione. Purtroppo al buon senso secolare Crnjanski, i dirigenti comunisti della cricca Milosevic hanno preferito soffiare sul fuoco del nazionalismo per poter prolungare la loro inevitabile fine. Con questa scelta hanno trascinato alla rovina prima la Jugoslavia ed in seguito la Serbia. La vile e miope politica occidentale gli ha facilitato il percorso. La Serbia ha perso l’occasione storica di diventare una guida illuminata degli slavi del sud. Eppure la sua grande eredità storica e culturale le sarebbe potuta servire da grande supporto. Gli albanesi di Kosova non si sarebbero mai ribellati ad una Serbia-sorella rispettosa della loro identità non slava.
    Potrei continuare con la storia, ma servirà solo ad aumentarci la confusione. Se Fini accetta il principio del diritto di autodeterminazione dei popoli, nel caso di Kosova la volontà della maggioranza è chiara almeno dai tempi della Lega di Prizren del 1878. Ancora oggi non solo Kosova, ma anche buona parte del Montenegro Sud-Orientale e della Macedonia Nord-Occidentale parlano albanese.
    Certo il comportamento delle grandi potenze da sempre rispecchia i loro interessi geopolitici più che la volontà di autodeterminazione dei popoli. I Stati Uniti non fanno eccezione. Il loro intervento da sempre non è finalizzato agli intenti strombazzati ma alla realizzazione dei loro interessi. La permanenza di centinaia di basi americane in Europa (come della stessa NATO), sopratutto nel territorio delle nazioni cosiddette “liberate” come l’Italia e la Germania ce lo dimostra. Ma questa verità, non può farci perdere la capacità di discernimento nel riconoscere il torto storico (o la sua riparazione) fatto a certe nazioni “soccombenti” come risultato delle decisioni del Grande Fratello di turno. Uno come Fini non dovrebbe permettersi un simile errore.
    Lui evoca il rischio(?) Cecenia, Kurdistan, la Corsica, i Baschi e per sostenere la sua tesi comete un altro errore (?) associandoli: “…agli indipendentismi, serbi, bulgari, rumeni, valacchi, che serpeggiano in varie zone dei Balcani dove queste etnie sono minoranze…” Potrei scrivere altri articoli sulle rispettive storie di Cecenia, Kudistan, Corsica e i Paesi Baschi (i quali possiedono anche una loro lingua assai “originale” da essere definita pre-indoeuropea) ma sono certo che Fini può informarsi altrettanto bene con dei buoni libri di storia. E sono sicuro che a chiunque abbai voglia di informarsi un minimo non potrà sfuggire la distinzione tra popoli autoctoni o non e minoranze, che siano storiche o immigrate per svariate ragioni. Almeno per la Cecenia, il Kurdistan e la Corsica è semplicissimo trovare le date esatte dela loro annessione entro i confini degli attuali stati.
    Invece in Calabria si trovano una cinquantina di villaggi albanesi “arberesh” e greci. Ma questi pur abitando quelle terre da almeno 700 anni non hanno mai messo in pericolo l’identità nazionale della regione. Lo stesso vale per i migliaia di zingari di origine valacca (i famosi albanesi di colore), o greci (rappresentati in parlamento come minoranza etnica) dell’Albania odierna. O i bulgari in Macedonia che sono la da almeno 900 anni. O gli zingari, gli albanesi, gli ungheresi e i bulgari che vivono da sempre in Serbia. Queste sono minoranze etniche immigrate per ragioni storiche che non hanno mai creato dei veri problemi di tenuta all’interno dei rispettivi stati-nazione. Anche l’Europa occidentale è piena di minoranze del genere spesso riconosciute, rappresentate e protette. Mai nessuna di queste minoranze si è sognata di chiedere l’indipendenza. Sarebbe ridicolo per loro stessi.
    Purtroppo la storia per essere “superata” dev’essere prima compresa. In seguito si giungerà ad un processo di conciliazione e di riconoscimento delle rispettive identità come patrimonio comune. Questa consapevolezza renderà stupido ed inutile qualsiasi affronto.
    E da queste osservazioni arrivo all’ultima a mio parer logica conclusione: quale sarebbe la soluzione? La fine del concetto di stato-nazione, ha creato danni a sufficienza. Questo non vuol dire livellamento o perdita di identità, ma al contrario massimo riconoscimento all’interno di una cornice di diritti-doveri che tenga conto dell’appartenenza di TUTTI alla stessa specie, quella umana. E se teniamo presente che la terra ci è data in prestito dalle generazioni future, forse riusciremo a capire che ciò che apparentemente ci divide è una grande ricchezza comune, l’unica vera che abbiamo.

  • gianpi

    tra i vari commenti pro Serbia non ne ho trovato uno che accenni alla VIOLENZA DELL’ENORME CRESCITA DEMOGRAFICA ALBANESE, fare 10 figli/utero quando la media serba è +/- come quella europea, vuol dire esercitare VIOLENZA.. da minoranza si diventa maggioranza e con il voto si prende il potere (non solo con le armi.. anche i figli sono ARMI) faccio un esempio banale ma, penso, calzante: in un condominio (dove si vota a millesimi e non a n. di teste) si ospita una roulotte di zingari e si decide (lo sò non si può.. è solo un esempio) di votare non più a millesimi, ma a n. di persone.. nel giro di 20 anni, si diventa schiavi dei rom.. quindi? ai buonisti filo USA, ai cattokom, agli orfani di Stalin (che sterminava però intere etnìe) la soluzione .. “siamo tutti gay con il c… degli altri!” come dice il simpatico comico di savona

  • Longoni

    Lei scrive: “…fare 10 figli/utero quando la media serba è +/- come quella europea,…” Mi potrebbe citare le fonti di questo dato per favore? Grazie.

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