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INCONTRI RAVVICINATI DI QUALCHE TIPO

DI GUSTAVO PIGA
gustavopiga.it

Ieri ero a Verona. La bellissima Verona. Ho assistito per la prima volta, in diretta ed in presenza, ad un discorso di Monti.

L’occasione era ghiotta per ascoltare un collega che era diventato così importante per i destini contingenti e forse duraturi del mio Paese.

E’ piaciuto molto alla platea, specie ai molti giovani presenti, un elemento che mi ha stimolato ed incuriosito ancora di più a cercare di comprendere.

E’ piaciuto il suo discorso o la sua persona? Direi più la seconda. In fondo gli applausi sono venuti più all’inizio, alla fine e quando si arrestava e con leggiadria elegante, spontanea, ironica, interagiva con la platea. Durante il discorso e le sue risposte alle domande la platea era piuttosto annoiata o distratta.

Io non ero distratto. Ero attentissimo. Pendevo dalle sue labbra. Cercavo di capire il modo di ragionare, le enfasi retoriche, la comunicazione, il modello economico che sosteneva il suo pensiero. Ovviamente non è vero, come diranno alcuni miei lettori, che non c’è un modello economico o addirittura che c’è il modello economico dello sfruttamento “funzionale all’espansione del regime germanico”. Anzi, lui stesso ridicolizza tale visione in un passaggio specifico, rivendicando le sue origine nordiste ed il suo spasmodico interesse per i destini delle imprese del Nord.

*

C’è una visione dell’Europa cauta. Attenzione. E’ cauto nel comunicare, non so invece quanto sia cauto nel progetto che ha in mente. Parla di una graduale, coordinata e condivisa cessione di sovranità, ma soprattutto gli sfugge, ma è solo un secondo: un “più la si sbandiera, meno la si riesce a fare”. Ecco una divisione fondamentale con il mio modo di vedere. In effetti questa Europa in questo anno è stata costruita nel segreto. Ma non per complotto, credo, per timore della democrazia. Un fallimento che genera altri fallimenti, a catena.

*

Lo hanno ripreso i giornali, l’opinione di Monti è che i numeri di recessione e disoccupazione avrebbero potuto essere più bassi, ma solo al costo di “ripresentarsi successivamente, peggiori”. Quindi un Monti che è conscio che le sue politiche sono recessive ma che nel lungo periodo l’economia se ne gioverà.

Ci sono due modi di razionalizzare questa visione del Presidente.

a) “L’isteresi non esiste”: gli effetti di breve non hanno ripercussioni di lungo periodo. Non siamo d’accordo, ovviamente. Questa disoccupazione giovanile, tanto più si protrae, tanto più espellerà giovani dalla forza lavoro, per sempre. Senza il minimo dubbio. Questa crisi, tanto più si protrae, tanto più probabile renderà l’uscita dall’euro. Senza il minimo dubbio, a maggior ragione vista la tentazione di “non sbandierare” quali siano i piani futuri dell’Unione.

b) “Io sono come la Thatcher e Reagan”.  Ovvero crisi oggi per espansione domani. Qui c’è una confusione drammatica. Quello per cui Monti si accomuna ai due leader degli anni ottanta immagino siano le politiche economiche restrittive sulla domanda: ma quelle furono fatte per ridurre le aspettative prima, e il valore attuale poi, dell’inflazione. Ed ebbero successo. Monti nel tagliare la domanda ha come obiettivo quello di stabilizzare il rapporto debito-PIL, e, al contrario di Maggie e Ronnie, sta fallendo pienamente in ciò. Monti potrebbe interrompermi e dirmi, no, in realtà io intendo fare le riforme, agire sull’offerta, come fecero Thatcher e Reagan, combattendo i sindacati nella pubblica amministrazione, riducendo le tasse, abbattendo i costi per le imprese. Appunto, neanche in questo il paragone tiene, nemmeno un po’: imparagonabile. E, attenzione, quando mi si dice che “lui ha avuto un solo anno”, ricordo che le cose più importanti di Thatcher e Reagan avvennero appunto il primo anno. Sì, non era un anno di elezioni, ma nemmeno per il tecnico Monti.

*

C’è poi l’incredibile contraddizione, stridente, dei tanti giovani seduti accanto a lui, sorridenti, intenti a costruirsi un futuro che appare credibile, in fondo tanti di loro sono giovani brillanti laureati. Una parte del Paese è qui, mi dico, un’altra non è rappresentata.

E’ sempre così: quando si parla ad una platea spesso vi è un gruppo che ascolta, molto omogeneo. Se non è un discorso partitico, la bravura del relatore è quella di aprire spazi, far entrare nella sala la diversità, l’esigenza di comprendere ed accettare “gli altri”.

I giovani disoccupati, i giovani perplessi, dubbiosi, timorosi, sconfortati, arrabbiati, non sono entrati nella sala. No, non per i carabinieri che bloccavano l’ingresso ai più estremi che protestavano con bandiere, no, non sono entrati nel discorso di Monti.

Perché?

Forse quei giovani non ci sono perché il Presidente non crede nell’isteresi (e dunque non risponde al nostro appello *).

Ma soprattutto non ci sono perché a sorpresa, nel 2013, totalmente inatteso e non dovuto, il Presidente Monti annuncia con squillo di trombe non ripreso dalla stampa: “il 2013 sia l’anno dell’investimento in capitale umano”. Va avanti esaltando l’importanza dell’istruzione e criticando quella parte più corporativa dei maestri. Ma rimango basito.

Come intende rendere il 2013 l’anno dell’investimento in capitale umano? In che modo? Con che politiche? Scuola? Università? Riforme? E quando avrebbe intenzione di avviare le politiche per quella che è probabilmente la più importante delle riforme del settore pubblico?

Incredibile. La verità è che quando una riforma la si annuncia senza crederci e senza renderla credibile, diventa automaticamente non credibile. Il che significa che ieri Monti ha ufficialmente chiuso le porte del 2013 all’investimento in capitale umano. Così, ufficialmente, distrattamente, con garbo ed eleganza.

Gustavo Piga
Fonte: www.gustavopiga.it
Link: http://www.gustavopiga.it/2012/incontri-ravvicinati-di-un-qualche-tipo/
2.12.2012

* http://www.gustavopiga.it/2012/un-appello-per-un-nuovo-rinascimento-guidato-dai-giovani/

Pubblicato da Davide

  • AlbertoConti

    Ma quanti bei salamelecchi. Non è più semplice dire che è un idiota, e che i giovani che gli danno retta sono due volte idioti? Con la differenza che il primo ha tutto da guadagnare a passare per imbecille, i secondi tutto da perdere. I “tempi lunghi” condanneranno Monti e con lui tutti i suoi predecessori che gli hanno spianato la strada, nonno Ciampi compreso e che Dio lo abbia in gloria! Questo becero liquidatore della fiducia e della speranza del Paese si nasconde nel suo impossibile “futuro”, proteggendosi dal presente e dal passato prossimo, tutto contro di lui, con altrettanto puerile scusa: “senza di me sarebbe andata ancor peggio”. Ma quando verrà il giorno che lo si sputtanerà apertamente in pubblico? Ogni giorno di più condanna l’Italia, oltre che nei fatti, anche nel giudizio morale e politico.

  • Tonguessy

    Pendevo dalle sue labbra.

    Non abbastanza. Cerca di pendere di più, la prossima volta, che magari cade giù dal palco

  • nigel

    I condottieri di ogni tempo, pervasi da un superiore ideale messianico, se ne sono sempre strafottuti del dramma individuale delle società e dei singoli individui (anche perchè è relativamente facile fare i sodomiti usando attributi anatomici altrui) ed anzi hanno sempre pianificato con disinvoltura il numero di morti e di invalidi propedeutici al progetto (anche fallimentare) perseguito. E’ tuttavia probabile che Monti & C. sostenendo che “…l’Europa ha bisogno di crisi, di gravi crisi…” perchè si realizzino “… cessioni di sovranità nazionali a livello comunitario…” (v. http://www.youtube.com/watch?v=wifCgI4gagM) abbiano di fatto condannato i giovani (di destra e sinistra) che INSIEME manifestavano all’esterno, nonchè buona parte dei “giovani talenti” in sala, ad un’isterica isteresi che potrebbe essere molto pericolosa. In sostanza: un progetto (EU) di complessa attuazione, minato alla base da intrinseci deficit e contraddizioni strutturali, nonchè da rivalità e conflittualità tra gli Stati membri e comportante per giunta un’elevato grado di sofferenza popolare, non può avere grandi possibilità di successo

  • Petrus

    “Quindi un Monti che è conscio che le sue politiche sono recessive ma che nel lungo periodo l’economia se ne gioverà”…
    A cazzaroooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • A

    “Ma quanti bei salamelecchi. Non è più semplice dire che è un idiota, e che i giovani che gli danno retta sono due volte idioti? Con la differenza che il primo ha tutto da guadagnare a passare per imbecille, i secondi tutto da perdere.” applausi.

  • rebel69

    Non sono furbo come una volpe,ma sento puzza di presa per il kulo

  • haward

    Ricorderete tutti, penso, come l’ispettore di polizia chiamava i replicanti in Blade Runner. “lavori in pelle”. Ora, dimenticate gli statuari Rutger Hauer e Daryl Hannah e guardate negli occhi Monti, Grilli e la Fornero. Lavori in pelle.

  • Jor-el

    A me sembra mostruoso che uno dica “Io sono come la Thatcher e Reagan” e si prenda anche degli applausi.

  • Tetris1917

    Monti è in campagna elettorale. Guardate lo spread, come lo stanno facendo decadere un pò alla volta, per favorirlo il piu’ possibile, mentre poi tutti i dati macroeconomici indicano una sola cosa: collasso.

    Preso da affaritaliani.it :
    Il dado è tratto. La decisione è presa. Non si torna indietro. Fonti ai massimi livelli del Popolo della Libertà rivelano ad Affaritaliani.it che nel vertice fiume di Arcore di sabato scorso, Silvio Berlusconi e Angelino Alfano hanno deciso di far cadere al più presto il governo Monti. Obiettivo votare per le elezioni politiche il 10 febbraio insieme alle Regionali. Il Pdl, e su questo i due leader sono d’accordo, non intende sentire ragioni: non si può mandare alle urne a fine inverno 15 milioni di italiani (alle elezioni nel Lazio si aggiungeranno infatti anche quelle in Lombardia e nel Molise) e poi di nuovo tutto il corpo elettorale all’inizio di aprile. Ufficialmente il motivo è economico – si parla di un risparmio di circa 100 milioni di euro – di fatto il Pdl non vuole arrivare alle Politiche dopo la probabile batosta che subirà alle Amministrative.

    Su questo punto il Cavaliere e Alfano accolgono la richiesta avanzata da Maroni domenica a Genova. E quindi si rinsalda l’alleanza con la Lega: l’ex ministro dell’Interno sarà il candidato Governatore della Lombardia e poi Carroccio e Pdl insieme alle elezioni generali. Il governo Monti potrebbe cadere o sulla legge di stabilità (molti senatori piediellini hanno già annunciato che non voteranno la fiducia dopo la decisione dell’esecutivo di togliere gli aiuti ai terremotati di Emilia e Lombardia) o subito dopo (con una mozione di sfiducia al Senato) o addirittura prima se la situazione dovesse precipitare. Ma comunque la crisi si aprirà entro Natale. La discussione sul futuro del governo ha prevalso sulle divisioni interne al Pdl. Tanto che per il momento è congelata ogni decisione sull’eventuale spacchettamento del partito (nascita di Forza Italia e di Centrodestra nazionale con gli ex An) e su chi sarà il candidato premier. Ma, spiegano da via dell’Umiltà, la scelta di forzare la mano per votare il 10 febbraio cancella di fatto le primarie del Pdl. Nonostante la conferma di Alfano.

    Alberto Maggi

    su Twitter: @AlbertoMaggi74

  • Tanita

    Indeed.

    Ma cosa sta’ capitando agli europei?

    Questi bankster sono stati cosí abili che nessuno é ormai capace di valutare la storia, la realtá, le conseguenze?

  • Nauseato

    Mio figlio, 18 anni compiuti da qualche mese. Tutto tranne che un iPhone-boy o uno sprovveduto. Sorprendentemente istruito (vista la media dei coetanei poi …) e a suo modo “smaliziato”. Liceo classico ma idee molto poco chiare sul poi, oltretutto non avendo io alcuna certezza lavorativa da potergli passare…
    Questo giusto per inquadrarlo un minimo. Non per altro.
    E capisco che non potendo assolutamente soffrire il cialtrone di Arcore, Monti gli possa apparire sotto una luce perfino gradevole. Sta di fatto che un paio di volte quando c’è stata occasione e liquidavo con parole sprezzanti il nostro presidente del consiglio suoi scherani compresi, lui mi ha detto chiaro “no, a me Monti piace”.

    Non glielo auguro, ma se ne accorgerà,.. purtroppo.

  • Nauseato

    D’accordo come poche volte con qualcuno su questo sito…

  • rebel69

    Esatto,cosa sta capitando a noi europei?Sono fermamente convinto che l’informazione distorce la realtà,manipola e terrorizza,ma anche il più zoticone e analfabeta del mondo se ha un po’ di memoria storica e a questa collega il livello di lire/euro che ha in tasca e di come sia cambiata(in meglio o peggio?)la qualità della sua vita,di ricordarsi di quando sono andati in pensione quelli prima di lui e di quando ci andrà lui e a che condizioni,arriverebbe a capire che qualcosa di apocalittico sta succedendo.L’essere disinformato non è una scusa sufficiente.Sono convinto che i nostri posteri si interrogheranno su questo dilemma antropologico.

  • vraie

    lui lavora direttamente per qualcuno che sta molto lontano dalle alpi e noi ne parliamo come se fosse il presidente del consiglio?
    fuorviante!

  • Jor-el

    Un’europeo, che sarà pure stato ebreo (pare forse), ma che sicuramente non era un banchiere:
    “Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694). La Banca d’Inghilterra cominciò col prestare il suo denaro al governo all’otto per cento; contemporaneamente era autorizzata dal parlamento a batter moneta con lo stesso capitale, tornando a prestarlo un’altra volta al pubblico in forma di banconote. Con queste banconote essa poteva scontare cambiali, concedere anticipi su merci e acquistare metalli nobili. Non ci volle molto tempo perchè questa moneta di credito fabbricata dalla Banca d’Inghilterra stessa diventasse la moneta nella quale la Banca faceva prestiti allo Stato e pagava per conto dello Stato gli interessi del debito pubblico. Non bastava però che la Banca desse con una mano per aver restituito di più con l’altra, ma, proprio mentre riceveva, rimaneva creditrice perpetua della nazione fino all’ultimo centesimo che aveva dato. A poco a poco essa divenne inevitabilmente il serbatoio dei tesori metallici del paese e il centro di gravitazione di tutto il credito commerciale. In Inghilterra, proprio mentre si smetteva di bruciare le streghe, si cominciò a impiccare i falsificatori di banconote. Gli scritti di quell’epoca, per esempio quelli del Bolingbroke, dimostrano che effetto facesse sui contemporanei l’improvviso emergere di quella genìa di bancocrati, finanzieri, rentiers, mediatori, agenti di cambio e lupi di Borsa.”
    KARL MARX, Capitale, Libro I, Editori Riuniti, Roma 1974, {pp. 817-818}

  • ProjectCivilization

    Fuorviante ipotizzare che abbia opinioni o una visione compatibile con il rispetto delle persone .Passiamo oltre questa fase di tolleranza . E’ indispensabile .

  • AlbertoConti

    Lo so, la situazione (dis)informativa è drammatica, anche tra gli adulti. Eppure qualcosa si muove, tipo Messora (byoblu) che ogni tanto va in TV. Ma è troppo poco per innescare una contro-tendenza. C’è poi un gap formativo enorme in economia. Con “professori” come Monti è inevitabile che sia così. Alla fine parleranno i fatti, e sarà sempre troppo tardi per rimediarvi in tempo reale. Ma non è detto, può essere che la svolta prenda un’accelerazione improvvisa e inaspettata, lo spero proprio per quei poverio ragazzi. Anche il mio ultimo ha quell’età.

  • luigiza

    Oppure detta in altro modo: Maggiordomi fedeli (ai loro padroni ovviamente)

  • mincuo

    Beh sicuramente parlava con cognizione di causa visto che per parte di madre era pure imparentato con Rothschild.

  • Jor-el

    Cugino di terzo grado di Hannah Cohen, moglie di Nathan Amschel. Gli ebrei tedeschi ricchi sono tutti più o meno imparentati.

  • Jor-el

    pardon, era “moglie di Nathan figlio di Amschel”. Sugli imparentamenti altolocati, occorre fare dei distinguo. Marx ci riuscì per un pelo. Pare che Amschel Mayer, capostipide della dinastia, avesse imposto una regola ai suoi figli secondo cui nessuno di loro avrebbe potuto ritirarsi dalla società. Questo portò a una stranissima consuetudine nella dinastia dei Rothschild, quella di isolarsi dal resto del mondo, anche in termini di parentele acquisite. Tutto cominciò nel 1834, quando James sposò Bettina, figlia di Salomon. Da quel momento i Rothschild presero a sposarsi prevalentemente fra consanguinei (16 matrimoni su 18 fra cugini primi). Tutto allo scopo di non disperdere il patrimonio. Creepy, eh? Varrebbe la pena di cercare un po’ di ritratti e di fotografie per vedere le facce di questa gente…

  • anglotedesco

    Leggete un po quello che scrive Mario Monti sul suo libro, ed è solo una piccola parte…http://www.anglotedesco.blogspot.it/2012/12/mario-monticon-leuro-meno-sovrani-ma.html

  • nigel

    E certo che e’ in campagna elettorale. Come tutti i perfezionisti, per buono che sia il risultato, non si accontenta… eh no!! Lui vuole lo SPREAD a 287. E perché ? Perche’ proprio 287? Ma perché e’ lesatta meta’ del valore di quando scese in campo… Ma che palle che ha quest’uomo. Non so se e’ più ridicolo lui o i pennivendoli che riportano il fatto.

  • Tanita

    Creepy, sick.

  • anglotedesco