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INCHIESTA DELLA MARINA SU NUOVE FOTO DI PRIGIONIERI IRACHENI

CORONADO – L’esercito degli Stati Uniti ha aperto un’ inchiesta sulle fotografie che mostrano i Navy Seals in Iraq seduti su detenuti incappucciati ed ammanettati, ed altre foto di quelli che sembrano essere prigionieri insanguinati, uno con una pistola alla testa.
Alcune foto riportano la data risalente al maggio 2003, il che le renderebbe il primo abuso su prigionieri iracheni. Ancora prima delle pratiche piu’ brutali fotografate nella prigione di Abu Ghraib qualche mese dopo.
Un reporter dell’ agenzia di stampa Associated Press ha scoperto piu’ di 40 foto tra le centinaia contenute in un album pubblicato su un sito web commerciale da una donna che ha dichiarato che il marito le aveva portate dall’ Iraq. Non e’ chiaro chi abbia fatto le foto. La Marina ha dichiarato che e’ stata avviata un’ indagine dopo che l’ Associated Press ha fornito copie per ottenenere un commento su questa storia.Queste ed altre foto trovate dall’ AP mostrano le conseguenze immediate dei raid sulle case dei civili. Un uomo giace a terra con uno stivale sul petto. Un’ altra foto mostra un uomo con un fucile automatico puntato alla testa ed un pollice di guanto conficcato nella gola. In molte foto, i volti sono coperti. Teste insanguinate di alcuni. Ed ancora,una famiglia ammassata in una stanza o altre mostrano rifiuti ed attrezzatura in disordine.
“Queste fotografie sollevano un numero di gravi interrogativi riguardanti il trattamento dei prigionieri di guerra ( POWs) e dei detenuti, “ cosi’ ha affermato il comandante della Marina Jeff Bender, il portavoce del comando delle forze speciali navali a Coronado, “ Posso assicurarvi che il materiale sara’ attentamente esaminato.”
Le foto sono state fatte girare all’ interno del Servizio di Investigazione Criminale della Marina, il quale ha ordinato al comando del SEALs di determinare se mostrano prove di seri crimini, ha dichiarato Bender scorso venerdi’. L’ indagine avra’ anche lo scopo di rivelare le identita’ dei soldati e cio’ che essi stavano facendo nelle foto.

Alcune foto richiamanole immagini di Abu Ghraib, che misero sotto accusa sette soldati per le umiliazioni e le offese ai prigionieri. In alcune scatti ottenuti dall’AP, degli uomini sorridenti indossano bandiere statunitensi sopra la loro uniforme, uno di loro con un tatuaggio del tridente dei SEAL, e fanno a turno nel sedersi o sdraiarsi sopra tre uomini incappucciati e ammanettati aòò’interno di una camionetta.

Da quando il reporter ha scoperto le foto esse sono state rimosse dal sito pubblico mentre continua il procedimento giudiziario per identificare il gruppo dei SEALs che allegramente colpiva i prigionieri e fotografava uno di loro in posizioni umilianti. Queste foto, fatte con una personal camera dei SEALs non sono state rese pubbliche.
Gary Solis, ex pubblico ministero e giudice del Corpo dei Marines ed anche insegnante all’ Accademia Militare degli Stati Uniti, ha affermato che le immagini mostrano un comportamento “stupido” ed “ infantile “ – ma non necessarimente un crimine.
John Hutson, un ammiraglio in pensione che ha operato come Giudice Difensore della Marina dal 1997 al 2000, ha detto che tali azioni suggeriscono possibili violazioni della Convenzione di Ginevra. Questa legge internazionale proibisce di conservare foto di prigionieri di guerra.
“ E’ chiaro che queste foto sono state scattate come trofei di guerra, “ha detto Hutson. “ Una volta che inizi a consentire questo tipo di comportamento, il passo successivo sarà

iniziare a mettere in posa i prigionieri di guerra per fare foto anche migliori.”
Come minimo, le immagini violano i regolamenti della Marina che proibiscono di fotografare i prigionieri eccetto che per scopi amministrativi o di indagine, secondo quanto afferma Bender, il portavoce dei SEALs.
Hutson ha inoltre affermato che a tutto il personale delle Forze Speciali Navali era stato detto di attenersi agli ordini ma è ovvio dalle fotografie che questo non e’ stato fatto.

Le immagini furono inserite sul sito Internet
Smugmug.com .La donna che le ha pubblicate ha dichiarato all’Associated Press che le foto si trovavano nella macchina fotografica che il marito riportò con se’ dall’ Iraq. Ha aggiunto che il marito e’ ritornato in Iraq e non appare nelle foto con i prigionieri.

La Marina prende tempo per proteggere l’identita’ e la provenienza dei suoi 2.400 SEALs – che fanno parte di reparti di aria, terra e mare – molti dei quali hanno preso parte a missioni anti-terrorismo attorno al mondo.
Bender ha detto, “ chiaramente alcune di queste foto mostrano i volti e i nomi del soldati dei corpi speciali, e questo potrebbe metterli in pericolo cosi’ come i loro familiari”.

L’ Associated Press non sta procedendo all’ identificazione della donna che ha pubblicato le foto la quale si e’ rammaricata che un reporter ha potuto vedere l’ album delle foto, che includeva delle istantanee di famiglia. Centinaia di altre foto rivelano la vita militare di tutti i giorni in Iraq, alcune mostrano commandos intorno a mucchi di armi….[…] Alcuni uomini nelle foto indossano decorazioni che li identificano come membri della Quinta Squadra Seal, con sede in Coronado, e l’ unita’ V-shaped decorata durante la celebrazione del 4 Luglio. Le suddette foto provano anche il caso di abuso su un prigionierio che coinvolge membri di un’ altra squadra con base a Coronado, una citta’ vicino San Diego.
A seguito delle prove e delle testimonianze fornite durante un’ udienza militare lo scorso mese i pubblici ministeri della Marina hanno accusato diversi membri della Squadra SEAL per il bombardamento delle strutture della Croce Rosa cosi’ pure i componenti dei SEALs che praticarono, secondo quanto si dice, umiliazioni su Manadel al-Jamadi (Foto )il quale mori’ alcune ore dopo ad Abu Ghraib.
La testimonianza di questo caso suggerisce che la macchina fotografica divenne sempre piu’ comune in alcune missioni dei SEALs dello scorso anno.

Fonte:www.infowars.com/articles/iraq/navy_investigates_iraqi_photos.htm
5.12.04

Traduzione per Comedonchisciotte a cur di Manrico Toschi

LE FOTO

Pubblicato da Davide