IN QUALE STATO ?

DI TEO LORINI
Il primo amore

È più desolante che ministri e sottosegretari confondano la diplomazia con la partecipazione a una partita di pallone o che la redditizia macchina del business calcistico si produca lambiccati equilibrismi per giustificare la suddetta partecipazione senza contraddire il Governo di cui beatamente s’impipa?
È più fuorviante che in Brasile Cesare Battisti rilasci a una rivista l’ennesima intervista inopportuna e confusa o che gli articolisti italiani la confondano ulteriormente? Sono più inappropriate le parentesi d’espunzione -(…)- dall’arcano sapore d’omissis con cui il Corriere dissemina ogni singola citazione di Battisti o i salti mortali con cui il Giornale ricava al solito una frase mai detta per darci pure oggi il pane quotidiano di un titolone («Battisti spara sull’Italia: Mafiosi») che avveleni gli animi dal parrucchiere e scateni le discussioni sull’autobus?

Nella foto: Cesare Battisti È più doveroso ricordare che il povero Alberto Torregiani, brandito e strumentalizzato da giornalisti di ogni colore, è stato reso invalido da una colpo esploso dal padre, e che quest’ultimo è stato ucciso da un commando in cui Battisti non c’era e i cui quattro membri sono stati identificati, catturati, processati e hanno scontato le rispettive condanne? O magari segnalare l’incongruenza per cui a suon di inesattezze e distorsioni della realtà si sollecita la collera dell’Italia intera contro il “mostro” Battisti e si tralasciano invece i motivi per cui la Francia approvò un protocollo politico (ribattezzato popolarmente e impropriamente “dottrina Mitterrand”) in un’epoca di processi sommari e confessioni estorte con la tortura?
È accettabile sorvolare sul criterio dei due pesi e delle due misure adottato da un’intera classe politica? Accogliere senza una piega la disinvoltura con cui il ministro degli esteri Frattini resta in costumino alle Maldive durante il vertice internazionale sul conflitto armato Russia-Georgia, in tutina da slalom gigante in piena crisi di Gaza, ma s’affretta a indossare il doppiopetto per parlare dell’ambasciatore italiano richiamato da Brasilia? Glissare sulla sproporzione per cui su Battisti si martella da anni mentre il neofascista Delfo Zorzi, membro di Ordine Nuovo ai tempi di Piazza Fontana, attualmente imputato nel processo per la strage di Piazza della Loggia, da decenni riparato in Giappone (paese con cui l’Italia non ha trattato di estradizione) con tanto di passaporto farlocco fornito dai servizi segreti italiani, non solo non si disturba a intervenire alle udienze ma si può permettere di acquisire cittadinanza nipponica con l’accusa di strage che gli pende sul capo, e diventare in più miliardario col commercio di capi d’haute couture e persino proprietario della lussuosa boutique Oxus in Galleria Vittorio Emanuele?
È scortese menzionare il fatto che il rifiuto di chiudere i conti con la propria storia moltiplica a cascata le iniquità, paralizza l’evoluzione della dialettica e impedisce al Paese di addivenire a una parvenza sia pur minima di omogeneità e condivisione che non sia basata su calcoli di opportunità? -le mie intercettazioni in cambio del tuo sbarramento elettorale? il mio federalismo per il tuo aeroporto? e così via ad nauseam-

O non è forse necessario porre con lucidità il problema del contesto in cui è maturata la vicenda di Battisti e di un’intera generazione che ha violato leggi, rapinato, sparato perché coinvolta in una dinamica e in una dimensione di scontro che è stato anzitutto e sopra ogni altra fattispecie politico e storico?

Battisti non riscuote le simpatie di chi scrive e, con buona probabilità, si aliena quelle di chiunque lo difenda ogni volta che apre bocca per rilasciare l’ennesima dichiarazione in cui si fondono faciloneria e disprezzo, boria e superficialità. Ma questo non giustifica che si calpestino i fatti, la memoria, la capacità critica, la ragione e il diritto che di quella ragione dovrebbe essere espressione. Né che si taccia sul fatto che su di lui, si combatte ora l’ennesima, cinica battaglia d’immagine e di rendite politiche.

Teo Lorini
Fonte: www.ilprimoamore.com
Link: http://www.ilprimoamore.com/testo_1311.html
30.01.2009

10 Commenti
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Tao
Tao
30 Gennaio 2009 11:39

CASO BATTISTI FONTE: http://WWW.RINASCITA.INFO Caro direttore, permettimi di esprimerti la mia opinione personale sul caso Cesare Battisti, opinione che in buona parte discorda dall’articolo apparso ieri su Rinascita. Premesso che come mazziniano mi sento ideologicamente e culturalmente lontano anni luce dalle idee di Cesare Battisti, tuttavia ed appunto perchè la penso in maniera diversa da lui, mi sono limitato a scandagliare, leggendo i giornali, i risvolti politici e giuridici di questo affaire italo-brasiliano. Prima di scriverti ho fatto un giro di telefonate tra alcuni conoscenti nella numerosissima comunità italiana in Brasile comunità che nessuno, tra i media e gli ambienti culturali, si è sentito in dovere di consultare: ebbene, devo dirti, che l’orientamento emerso va dall’indifferenza (la maggioranza) all’approvazione dell’operato del governo brasiliano. Credo di conoscere molto bene la realtà brasiliana e della comunità italo-brasiliana, ho insegnato all’Istituto Italiano di Cultura di San Paolo, ho avuto contatti in quel periodo con i nostri ambienti diplomatici a San Paolo e a Brasilia e ti posso assicurare che dell’articolo apparso ieri su Rinascita mi sento di condividere solo l’ultima frase che è la seguente: “Insomma, fermo restando la necessità di assicurare Battisti alla legge italiana, siamo di fronte alla solita Italia debole… Leggi tutto »

nessuno
nessuno
30 Gennaio 2009 12:27

Ma perchè tutto sto casotto non lo hanno fatto a sarkosi?
Berlusca e i suoi compagni di merende si sono ben guardati dal dare aut aut alla francia.
Eppure battisti era qui a 4 passi in una nazione amica il presidente della quale è amico del ns. eroe berlosco(dice lui)……Semmai ce ne fosse bisogno questa è l’ennesima dimostrazione che i ns. politi sono dei gran buffoni

afragola
afragola
30 Gennaio 2009 13:38

Ha commesso inoltre un errore di immagine: le sparate dell’ex-missino La Russa di fronte al cinema Odeon di Roma contro gli squadroni della morte (non sa l’on.le La Russa che gli squadroni della morte sono considerati di destra ed appoggiarono le dittature militari finanziate dalla CIA?) .

se è per questo la ruzzola fino a pochi giorni fa’ inneggiava a Pinochet a Videla e a altri stinchi di santo …..con quella faccia mefistofelica ..che si ritrova ..

myone
myone
30 Gennaio 2009 15:08

Se si spara a chi cambia lo statuto dei lavoratori, si e’ quasi eroi in francia, a tal punto che ti fanno espatriare. Chi invece con lo statuto dei lavoratori si pulisce il sedere e ci mangia di brutto, praticamente tutti, allora quelli li eleggete. E’ uncredibile che lo si voglia far venire in italia solo perche’ deve essere processato per crimini contro la costituzione, di cui uno statuto sembra sostenerla ( quello del lavoro), e come omicida, sei libero di andare come vuoi. L’ Europa euro, ha voluto esistere per concorrenziare il dollaro, mettendosi alla stessa strenua dell’ imperialismo chiamato – adeguamento commerciale-, e nello stesso tempo, ma mangiato soldi agli europei, e sopratutto agli italiani, perche’ io sono italiano, e ancora ne mangiano, con tutte le fregnacce chi dicono e fanno, e come affonda l’ economia glibale, affondera’ anche l’ europa. I grandi temi di cui l’ europa falsamente si tinge, come popolo della cultura, ha ancora da cominciare ad orientarsi e risolvere il caos post societa’ moderna del consumo e dei numeri, e lascia una societa’ allo sbando, senza riorganizzazione di un futuro che sara’ diverso, molto diverso da ora. Penso che alla fine, nulla cambiera’, perche’… Leggi tutto »

nessuno
nessuno
30 Gennaio 2009 22:20

Faccia mefistofelica? Guardalo bene io la definirei in altra maniera….

Tao
Tao
31 Gennaio 2009 2:18

ALLORA BOICOTTIAMO IL CAMEMBERT DI MARCO BASCETTA Il manifesto Tutti ricordano una lunghissima e sanguinosa guerra scatenata dal rapimento di una certa Elena. Da allora, tuttavia, è trascorso qualche millennio e le relazioni internazionali, pur mantenendo una crescente ferocia, hanno prudentemente imparato a sorvolare su una serie di casi singoli. La vicenda di Cesare Battisti fa eccezione e viene ora agitata dal governo italiano, da esponenti politici di entrambi gli schieramenti e dalla maggior parte dei media, come un decisivo casus belli (per fortuna senza chiamata alle armi), una faccenda che mette in questione l’onore della nazione, la sua credibilità nel mondo, l’infallibilità della sua giustizia. Si richiamano ambasciatori, si rimbrottano presidenti e ministri, si decreta la crisi diplomatica, si minaccia di interrompere le relazioni amichevoli con il Brasile. Si chiede addirittura di sospendere gli incontri sportivi con gli atleti brasiliani (neanche si trattasse del Sudafrica ai tempi dell’apartheid)e chissà che qualcuno non si spinga fino a invocare boicottaggi e sanzioni internazionali. I rapporti tra stati sono una cosa seria, non un pretesto propagandistico o l’occasione per sventolare bandiere ideologiche e far da sfondo alle esibizioni dell’onorevole La Russa. Il Brasile è il più grande paese democratico dell’ America latina,… Leggi tutto »

adriano_53
adriano_53
31 Gennaio 2009 9:56

la russa e la faccia mefistofelica. concordo con nessuno che mefistofele non può avere quella faccia. propenderei per una faccia pubica con vagina orizzontalizzata e vaneggiamenti estetici per la rasatura del pelo.

Tao
Tao
1 Febbraio 2009 1:20

BATTISTI “DELATORE” ? DI VALERIO EVANGELISTI Carmillaonline Ci mancava solo questa. Cesare Battisti sarebbe una spia (per la “grande stampa”, a cui peraltro le spie piacciono tanto, al punto di averle come redattori e persino come direttori) perché avrebbe fatto, “dopo trent’anni”, i nomi dei suoi complici. Le solite cazzate, volte a denigrare il “mostro” in un modo o nell’altro. Battisti, in una lettera alla stampa brasiliana leggibile qui, ha semplicemente parlato del delitto Torregiani (a cui non partecipò direttamente), e detto i nomi di chi fu condannato per l’omicidio, “secondo le autorità italiane”. Quei nomi erano sconosciuti solo ai giornalisti stile “L’asso nella manica” che parlano di un caso di cui non sanno nulla, e ad Alberto Torregiani, che continua a reclamare la punizione dell’uccisore, come non sapesse che i colpevoli erano stati presi poco dopo il crimine. Quei nomi erano fatti nelle nostre FAQ e, prima, nel volume di Fred Vargas La vérité sur Cesare Battisti. Ora i chiamati in causa si ribellano, in parte giustamente. Battisti, intervistato in cella, li definisce “tutti collaboratori di giustizia, pentiti”. Non è vero, l’unico pentito del loro commando di quattro persone fu Sante Fatone. Però sono loro che sbagliano quando sostengono… Leggi tutto »

mystes
mystes
1 Febbraio 2009 6:03

Caro direttore, permettimi di esprimerti la mia opinione personale sul caso Cesare Battisti, opinione che in buona parte discorda dall’articolo apparso ieri su Rinascita. Premesso che come mazziniano mi sento ideologicamente e culturalmente lontano anni luce dalle idee di Cesare Battisti, tuttavia ed appunto perchè la penso in maniera diversa da lui, mi sono limitato a scandagliare, leggendo i giornali, i risvolti politici e giuridici di questo affaire italo-brasiliano. Prima di scriverti ho fatto un giro di telefonate tra alcuni conoscenti nella numerosissima comunità italiana in Brasile comunità che nessuno, tra i media e gli ambienti culturali, si è sentito in dovere di consultare: ebbene, devo dirti, che l’orientamento emerso va dall’indifferenza (la maggioranza) all’approvazione dell’operato del governo brasiliano. Credo di conoscere molto bene la realtà brasiliana e della comunità italo-brasiliana, ho insegnato all’Istituto Italiano di Cultura di San Paolo, ho avuto contatti in quel periodo con i nostri ambienti diplomatici a San Paolo e a Brasilia e ti posso assicurare che dell’articolo apparso ieri su Rinascita mi sento di condividere solo l’ultima frase che è la seguente: “Insomma, fermo restando la necessità di assicurare Battisti alla legge italiana, siamo di fronte alla solita Italia debole con i forti e… Leggi tutto »

virgo_sine_macula
virgo_sine_macula
1 Febbraio 2009 17:28

In realta’ il delitto Torregiani e’ l’unico dei quattro omicidi per i quali cesare Battisti e’ stato condannato cui il bravo rivoluzionario non abbia partecipato direttamente:ve ne sono altri tre che lo vedono implicato in prima persona,in primis l’uccisione di un agente della digos di cui fu l’esecutore principale,colui che premette il grilletto.Tutto questo con sentenza passata in giudicato dopo tre gradi di giudizio:ora il punto non e’ quello che dice un fogliaccio come il giornale su cesare battisti,non sono nemmeno le sue continue sciocche dichiarazioni e nemmeno il famoso “contesto ” citato dall’autore dell’articolo,parola che viene sempre utilizzata a sinistra per giustificare assassini e stupratori della peggior specie;il punto e’ che cesare battisti e’ stato un assassino che ha istigato all’omicidio,ha partecipato ad omicidi,ha ucciso in prima persona un altro essere umano e quindi e’ giusto che passi nelle patrie galere un congruo numero di anni,come del resto molti suoi compagni hanno gia’ fatto.Un assassinio resta un assassinio,sia che a commetterlo siano dei camerati che dei compagni.