IN MENO DI 5 MINUTI TI MOSTREREMO CHE SEI VEGANO

IN MENO DI 5 MINUTI TI MOSTREREMO CHE SEI VEGANO

DI GARY L. FRANCIONE

theeuropean-magazine.com

Il veganismo senza i diritti degli animali

Stiamo per difendere quella che può sembrare una posizione controversa: che il nostro rifiuto morale di mangiare carne, latticini, uova, e tutti gli altri prodotti di origine animale sia necessario secondo la nostra eticità convenzionale di rispetto per gli animali. Cioè, se se tu rifiuti l'idea che gli animali sono cose che non hanno alcuna sorta di valore morale, ti senti in dovere di adottare una dieta vegana. Senza neanche il bisogno di abbracciare una teoria dei diritti degli animali.

Ipotesi: Incontri Fred, che gode nel provocare dolore e sofferenza agli animali. Fred ha un certo numero di animali nella sua cantina , dove scende regolarmente e li induce a soffrire il dolore fisico, la paura, e la angoscia, per poi ucciderli. Oppure, Fred è una persona adorabile; il suo debole per uccidere gli animali non riguarda in alcun modo i suoi rapporti con gli altri esseri umani. Alla domanda sul motivo per cui lo fa, Fred spiega che lui trae piacere e divertimento dal compiere queste azioni.

Potrebbe qualcuno non considerare ciò che Fred stava facendo come moralmente riprovevole e, davvero moralmente offensivo? Ovviamente no. Si potrebbe supporre da tale reazione che l'obiettore abbia accettato l'uguaglianza degli esseri umani e non umani? No. Anche se pensiamo che gli animali hanno un valore morale inferiore a quello degli esseri umani, ci sarebbe ancora da obiettare la perversione di Fred, fintanto che si crede che gli animali abbiano un certo valore morale.

Ogni anno uccidiamo quasi 60 miliardi di animali in tutto il mondo

La maggior parte delle persone credono che gli animali hanno un certo valore morale, ma che di per sé non è censurabile usare e uccidere animali per scopi umani fintanto che non vengano loro imposte sofferenze inutili. E la necessità deve escludere la sofferenza inflitta per il piacere, il divertimento o la convenienza. Se il dolore che viene imposto per il piacere, il divertimento, o la convenienza può essere considerato come necessario, allora non c'è nulla che possa essere considerato come inutile. Se il piacere, il divertimento, o la convenienza possono essere considerati come "necessari", di conseguenza il giudizio convenzionale riguardo agli animali dice che possiamo usare gli animali finché non imponiamo loro inutili sofferenze o sofferenze gratuite. Quindi, nel caso di Fred, il giudizio convenzionale direbbe che Fred non dovrebbe imporre più male di quanto sia necessario per lui nel trarne il piacere e il divertimento che cerca. Ma nessuno permetterebbe a nessuno di considerare ciò come una comprensione plausibile di "necessità".

Questo è precisamente il motivo per cui la maggior parte delle persone protestano contro gli sport sanguinari come la caccia alla volpe e la corrida: perché impongono troppa sofferenza e morte agli animali per il solo fine del piacere e del divertimento.

Quindi la domanda è: su quali basi possiamo legittimamente uccidere quasi 60 miliardi di animali ogni anno in tutto il mondo (senza contare i pesci)? Nella migliore – la più "umana" delle circostanze - la quantità di sofferenza che viene imposta agli animali perché considerati alimenti è sconcertante. Se crediamo che la sofferenza inutile sia sbagliata, come possiamo giustificare un tale livello di sofferenza? In effetti, anche se avevamo reso l’agricoltura animale molto più "umana" di quanto non lo sia attualmente, ci sarà ancora sofferenza, paura, angoscia, e morte. E non c'è distinzione moralmente coerente fra la carne e gli altri prodotti animali, come il latte e le uova. Tutti implicano sofferenza, angoscia, e morte.

L’agricoltura animale è un disastro ecologico

Dato che abbiamo criticato Fred, che cosa dobbiamo dire in nostra difesa, se Fred punta il dito sui suoi critici come ipocriti che consumano prodotti di origine animale? Fino a poco tempo, la maggior parte delle persone hanno creduto che fosse necessario consumare alimenti di origine animale e che, senza quei cibi, gli esseri umani sarebbero morti. È una credenza di molti ancora oggi.

Questa convinzione non è giustificabile. Abbiamo saputo per secoli che l'uomo può vivere senza consumare proteine ​​animali. Nella misura in cui chiunque sostiene che la fede oggi è una testimonianza della potenza combinata di pubblicità e un mezzo corporativo controllato per rafforzare il nostro desiderio di mangiare quello che siamo abituati e ciò che ha un buon sapore rispetto alla nostra esperienza passata.

Dichiarare che abbiamo bisogno di alimenti di origine animale per l'alimentazione umana è chiaramente e inequivocabilmente falso. E' ormai riconosciuto da quasi ogni organizzazione professionale che si rispetti, tra cui l'American Heart Association e la Mayo Clinic, nonché da agenzie governative di tutto il mondo, che una dieta composta di soli cibi vegetali, non può essere perfettamente sana, ma è quasi certamente più sana di una dieta ricca di carne, latticini e uova. Ma se una dieta vegana è più sana, certamente non è meno sana e gli alimenti di origine animale non possono essere considerati necessari per la salute umana. C'è anche un ampio consenso riguardo al pensiero che l’agricoltura animale sia un disastro ecologico.

Così, alla fine, qual è la migliore giustificazione che abbiamo per imporre sofferenza e morte a miliardi di animali ?

I cibi animali hanno un buon sapore.

Ci piace il gusto della carne animale e dei prodotti di origine animale.

E’ una convenzione quella di mangiare alimenti di origine animale. E' un'abitudine.

Come può il nostro consumo di prodotti di origine animale essere diverso dal caso di Fred ? Non lo è. Il piacere del palato non è moralmente diverso da qualsiasi altro tipo di piacere.

Hai adottato una dieta vegana

La classica risposta a questo punto è quella di dire che c'è una differenza morale tra Fred e qualcuno che va al negozio e compra prodotti di origine animale. Ci può essere una differenza psicologica, ma non c'è nessuna differenza morale - non più di quanto vi sia una differenza tra chi commette un omicidio e qualcuno che paga per avere l'omicidio commesso. E non c'è differenza - psicologica o morale - tra Fred e un cacciatore.

Quindi, se ci opponiamo a quello che fa Fred, stiamo agendo in modo incoerente, a meno che non smettiamo di mangiare cibi animali e diventiamo vegani, almeno nei casi in cui non stiamo morendo di fame su di una proverbiale isola deserta o una scialuppa di salvataggio. In tali situazioni, ci sono diverse considerazioni. In effetti, ci sono stati casi in cui gli umani hanno mangiato altri esseri umani in date situazioni e abbiamo considerato la condotta immorale (e illegale), ma giustificabile, date le circostanze.

Alcuni sostengono che il nostro consumo di alimenti di origine animale sia tradizionale e che molti alimenti di origine animale siano culturalmente significativi. Se qualcosa è moralmente sbagliato, il fatto che si tratti di una tradizione o che sia culturalmente significativo non può essere altrimenti. Non c’è niente di più duraturo in una tradizione che il sessismo e la misoginia, aspetti ai quali viene accordata una grande importanza sociale.

E le piante? Questa è la prima domanda fatta ad ogni vegano durante una cena. Le piante sono vive; essi non sono senzienti. Non hanno le esperienze soggettive degli animali che consumiamo come cibo.

Reagiscono agli stimoli; non rispondono. Non hanno interessi; non c'è nulla che vogliano, desiderino, o preferiscano. E anche se le piante fossero senzienti, il veganismo sarebbe ancora un imperativo morale, dato che ci vogliono molti chili di piante per produrre un chilo di carne.

Si prega di notare che vi abbiamo mostrato che, a meno che non abbracciate l'idea che gli animali sono solo cose al di fuori della comunità morale, siete vegani. E non abbiamo mai nemmeno accennato ai diritti degli animali. Questo perché non ne abbiamo bisogno di questo concetto se non stiamo parlando di situazioni in cui vi è una richiesta plausibile di necessità e abbiamo bisogno di un analisi dei diritti per capire e risolvere il conflitto. Ma il 99% del nostro uso degli animali, tra cui il nostro uso numericamente più significativo degli animali come alimento, non comporta alcun tipo di necessità o qualsiasi reale conflitto tra gli interessi umani e non umani. Se gli animali sono una questione morale per tutti, quindi, anche senza accettare una teoria dei diritti degli animali, l’uso degli animali non può essere moralmente giustificato.

Gary L. Francione

Fonte: www.theeuropean-magazine.com

Link: http://www.theeuropean-magazine.com/gary-l-francione/10366-the-morality-of-eating-meat-eggs-and-dairy

13.07.2015

Traduzione per www.comeonchisciotte,org a cura di ELENA ALBERTI

Commenti (47)

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Nascondi area commenti 20 caricati
    1. gaia 3 gennaio 2016

      Lei mi ha attinto con messaggi privati adducendo la giustificazione che in CDC non si possono trattare certi argomenti pubblicamente.

      Come temevo l'ignoranza (non conoscenza) è illimitata!!

      Cosa sono gli spaghetti se non l'elaborazione di un frutto, così pure l'olio?

      Che cos è l'aglio?

      Non ho mancato occasione in questo stallo di trattare il tema, se le sono sfuggite le occasioni si batti il petto.


    1. Teopratico 3 gennaio 2016

      • Nulla da ridire, se é adulta può mangiare quello che vuole. Ancora mi sto chiedendo il senso che custodiscono i messaggi di cui parla visto che lei mi ha contattato in maniera criptica e poco chiara. Non so chi sia o cosa voglia dire un Giano. Saluti e auguri.PS Questa estate ho provato a mangiare solo frutta, ce ne era così tanta in Salento che bastava fermarsi su ogni strada e coglierla dagli alberi. Ho sopportato acute infiammazioni intestinali per una settimana, poi mi sono fatto due spaghetti ajo e ojo come dico io ed è passato tutto.
    1. gaia 3 gennaio 2016

      E' una mia monolitica certezza l'inutilità di partecipare l'internauta Alerighini circa la dentosofia. gli mancano tutti gli strumenti idonei per introiettare detta realtà.

    1. gaia 3 gennaio 2016

      Le risulta che ci siano dentizioni ove manchino i canini? I molari? Gl'incisivi?

    1. gaia 3 gennaio 2016

      Sono fruttariana ha qualcosa da ridire?

      Che senso custodiscono i suoi messaggi privati?

      Avevo il sospetto che si trattasse di un Giano...

    1. gaia 3 gennaio 2016

      Ci sono già i suoi che soddisfano le sue richieste.

    1. gaia 3 gennaio 2016

      Contento lei!

    1. chieppelab 3 gennaio 2016

      MI SEMBRA CHE ABBIAMO MOLTA CONFUSIONE SULL'ARGOMENTO

      un raffronto delle principali tipologie di animali potrà schiarirci le idee


    1. Alerighini 3 gennaio 2016

      e io in 2 secondi ti dimostro che sei onnivoro

      hai canini,incisivi ,molari, la tua dieta è onnivora te lo dice il tuo corpo,

      chiunque voglia ribattere a questa affermazione perfavore glielo chiedo perfavore prima si legga a cosa serve la dentatura nei mammiferi, prima di fare una figuraccia

      tutto il resto delle cose contro i vegani, sono di un ovvietà imbarazzante ma il discorso denti è in più effettivamente incontrovertibile

    1. giannis 3 gennaio 2016

      Tutti gli italiani con meno di 60 anni non l hanno conosciuta , oggi servirebbe per curare la maggior parte dei mali della nostra societa'

    1. makkia 2 gennaio 2016

      Presumo tu intenda riferirti a chi fa affermazioni come questa:
      Cioè, se tu rifiuti l'idea che gli animali sono cose che non hanno
      alcuna sorta di valore morale, ti senti in dovere di adottare una dieta
      vegana


      Questa è un caso classico di fallacia logica detta "del piano inclinato". Cioé spingere all'estremo la posizione che non ti torna comoda e da lì costruire la tua argomentazione.

      Per i "diversamente ragionanti" come colui che ha scritto questo articolo, non è comprensibile che gli animali abbiano sì una qualche sorta di valore morale, ma che questo valore (immagino che con "valore" si intendesse "peso" morale) non è illimitato né assoluto.

      Il problema è che l'argomentazione, costruita a partire da una premessa manichea e logicamente fallace, sia un vuoto cosmico di pensiero, al di là della ragionevolezza delle singole affermazioni.
      Fondare un discorso su una premessa fallace è come dire "posto che la Luna è inequivocabilmente fatta di formaggio, ne consegue che..."
      di tutto quello che ne segue è purtroppo poco rilevante se abbia o meno senso.

    1. giannis 2 gennaio 2016

      La discussione se essere vegani o no e' niente a confronto dell avvelenamento e della distruzione dell intero pianeta perpretata dall umanita'

    1. Teopratico 2 gennaio 2016

      "Le piante sono vive; essi non sono senzienti. Non hanno le esperienze soggettive degli animali che consumiamo come cibo.

      Reagiscono agli stimoli; non rispondono. Non hanno interessi; non c'è nulla che vogliano, desiderino, o preferiscano"

      Non hanno interessi? Reagiscono, non rispondono, non desiderano nulla? Beh allora non desiderano nemmeno morire. M a si possono scrivere e pubblicare certe scemenze? Le piante agiscono, si muovono, sono felici quando parli loro per esempio, desiderano la luce, la cercano in tutti i modi, hanno lo stesso interesse a rimanere vive e prolificare come tutti i viventi, hanno la linfa che scorre come sangue e soffrono se danneggiate. Ma io ho fame e le mangio e a volte mangio pure una bella carbonara e mi piacerebbe mangiarla assieme agli altri, intorno ad una tavola, magari in un giorno di festa. Ma oggi non è più possibile, cucinare ed invitare parenti ed amici é divenuto un inferno, tra allergie, vegani, vegetariani," fruttariani", crudisti nemmeno il piacere conviviale di un pranzo si può a vere. Ma basta vi prego.

    1. Vocenellanotte 2 gennaio 2016

      Mi dispiace dirlo perché ho un vegano in famiglia e non immaginate quale profondo dolore da padre tale situazione mi provochi, ma ritengo con cognizione di causa che si tratti solo di psicopatici che approfittano dell'equivoco ambiente/dolore/rispetto per elemosinare amore.

    1. GioCo 2 gennaio 2016

      Questo mondo
      corre come un aeroplano
      e mi appare
      più sfumato e più lontano.
      Per fermarlo
      tiro un sasso controvento
      ma è già qui che mi rimbalza
      pochi metri accanto.
      [G.Gaber, dall'album "Io non mi sento italiano" (2003) - "Tutto è falso"]

      Torniamo ogni volta sull'argomento Vegano ma scordandoci che la visione Americana del cibo è quella del fast food. Cioè l'americano medio non ha proprio alcuna cultura del cibo. Ma viene a insegnarci come mangiare, ad esempio con le diete o con le etichette che riporterebbero secondo le intenzioni la capacità o meno del cibo di ingrassare. Poi però la media del peso americano rimane "un tantino" sopra la nostra. Tant'è che 100 Kg non è ancora grasso.
      Però poi fa muro se nell'etichetta vogliamo metterci gli inquinogeni presenti o l'origine e tutta la strada dalla fonte che ci dice qualcosa sulla provenienza del cibo.
      Oggi è l'era della carne e l'America vive un problema di fondo granitico, cioè inattaccabile con l'attuale econocrazia, quello degli allevamenti intensivi che di fatto costituiscono l'elisir con cui la stessa econocrazia sta in piedi. Problema gravissimo (quello degli allevamenti) sul piano ambientale e sociale, dato che è il primo fattore mondiale di inquinamento ma che (come ogni stupidaggine creativa americana) viene esportata insieme alla demoniocrazia. Cioè imposta con la forza se non viene accettata con le buone maniere, che poi si riducono sempre alla propaganda.

      La soluzione Vegana può abbassare la richiesta generale di carne del mercato Americano, quindi ben venga, ma spostare la questione sul piano morale in modo così grezzo, è fortemente inopportuno oltre che ancora e solo pura propaganda. Ad esempio questa specie di Freddy Krueger amante della violenza fine a se stessa, non credo abbia molto da dirci a parte il fatto che il personaggio potrebbe avere un passato da bestia in gabbia seviziata e che la sua rabbia preferisce sfogarla altrove, per non penalizzare i suoi simili. Per quanto riguarda il parallelo con la caccia è come paragonare la guerra Punica con l'invasione in Iraq recente degli USA. E' facile fare gli eroi in una specie di videogame dove solo le vittime si fanno male, mentre chi preme i bottoni al massimo perde un drone. Eppure si riesce a farla passare dietro la retorica dell'Epica Eroica.

      Ma questo problema è anche ampiamente osservato nelle scienze povere o anche dette umane, riguarda la distanza posta dalla tecnofrenia tra la realtà vissuta e virtuale, l'impossibilità di costruirsi una coscienza critica e le ricadute facilmente antiumaniste che questo comporta.

    1. Tashtego 2 gennaio 2016

      In cinque minuti ho avuto la conferma della superficialità ed arroganza di certi personaggi e delle loro argomentazioni.

    1. roberto4321 2 gennaio 2016

      stasera ho mangiato agnello. Devo ammettere che ho provato dispiacere per quel povero cucciolo sfortunato, ed il mio pensiero è andato a lui prima di addentare il primo boccone, ma poi il piatto è diventato cibo e me lo sono mangiato di gusto. Lo stesso dicasi quando mangio qualsiasi piatto di carne o pesce (faccio eccezione per i polli dei quali non me ne po fregar de meno). Non riesco a rinnegare la mia natura carnivora/onnivora, ma almeno ogni volta che mangio carne penso che prima apparteneva ad un essere vivente..

    1. blobbb 2 gennaio 2016

      per curiosità, ma commenti un po piu sensati non riesci a farli??

    1. luiginox 2 gennaio 2016

      avete mai conosciuto la fame? non l'appetito dei pseudointellettuali chichì, la vera fame.

      chi non ha avuto questa triste esperienza parla senza conoscere completamente l'argomento
    1. dancingjulien 2 gennaio 2016

      Ottimo commento che sottoscrivo in pieno avendo avuto come lei nonni contadini

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