IN ITALIA SERVE UNA GUERRA CIVILE !

IN ITALIA SERVE UNA GUERRA CIVILE !

DI PIOTR

farfalleetrincee.wordpress.com



A prescindere da quale parte uno poi si voglia schierare, oggi una guerra civile in Italia è necessaria ed augurabile. Si certo, so benissimo quante anime belle potranno scandalizzarsi per queste parole, e quante persone in buona fede scrolleranno la testa non volendo che sull’Italia si abbattano lutti e sofferenze, ma non c’è nulla da fare, oggi in Italia una guerra civile serve, ed una guerra civile seria mica una rissetta da strapaese.

Agli inizi del ‘900 molti intellettuali, spesso futuristi, volevano la guerra, e non solo loro. Ma era tutto diverso, era una voglia di mazzate ottimista, si voleva un conflitto che sistemasse le cose in Europa, e forse nel mondo, riequilibrando potere reale e potere nominale delle nazioni. Insomma una bella guerretta che desse all’Italia il suo posto nel concerto europeo, perché nell’italia si credeva, le si voleva bene, si era anche ottimisti e pieni di voglia di fare, che poi l’energia diventasse violenza era dovuto ad una pluralità di fattori strutturali; oggi le cose stanno molto diversamente. Oggi mancano le basi per una guerra, manca la fiducia negli obiettivi, bisogna tirare a campare mica si possono fare progetti. Oddio, il fatto che parte della popolazione sia ormai priva di spirito critico potrebbe essere utile, ma per fare la guerra servono i comandanti e quelli no, non ci sono mica.

Oggi l’Italia è in agonia, con la pistola dell’egoismo puntata alla testa. Dopo decenni di assistenzialismo il benessere ha insegnato agli italiani che è meglio chiedere che fare. Ed oggi con la crisi, ma in Italia la gente mangia ancora quindi crisetta con buone possibilità di sviluppo, gli italiani esigono, pretendono, vogliono che uno stato centrale ma che non sia centrale fornisca loro assistenza, ma a titolo gratuito. E il popolo italiano mica esiste più, le logiche di categoria, unite all’atomizzazione sociale portata dal consumo hanno distrutto quel pochetto di spirito collettivo che vagava per l’Italia. Il conto in banca ha preso il posto della carriera scolastica, creando masse di arricchiti ignoranti, di fronte a cittadini per bene ma non benestanti. Che senso ha la convivenza tra gruppi sociali con ottiche profondamente diverse e con interessi assolutamente non convergenti? Meglio risolverla con una bella guerra civile.

Teoricamente il compito di armonizzare i conflitti spetta al potere, centrale o meno, quindi in Italia siamo a posto! Nel nostro paese una democrazia bloccata ha creato generazioni di funzionari, mica di politici, ma i funzionari sono persone e quindi nell’egoismo generale hanno usato la loro funzione per approfittare di un po’ di benessere spremendo l’incarico come fosse una mucca da latte, stremandola. Oggi siamo arrivati ad avere una parte politica che per interessi personali del suo capo/padrone arriva al punto di ricattare le istituzioni, ponendo le basi del non rispetto della legge da parte di ogni cittadino. A questo punto meglio prendere tutto il potere e scatenare una guerra civile, sarebbe molto meno ipocrita delle minacce quotidiane all’altra parta politica.

Altra parte politica che invece è incapace di agire, parlare, pensare. Una parte politica talmente incapace di darsi una linea, pur essendo al governo, da attaccarsi alla sua poltrona con le unghie, i denti ed i diritti degli altri, decisamente imbarazzante. Anche per loro una guerra civile sarebbe davvero molto utile, obbligandoli (insieme ai loro elettori) finalmente a fare delle scelte. In una guerra civile non si possono fare dichiarazioni contrastanti e distinguo infiniti, o spari o sei morto. E sei hai sbagliato a sparare pazienza, hai fatto il danno, capita; ma almeno hai fatto qualcosa. Anche questa parte politica per l’Italia è deleteria, per il suo tentativo di sviare ogni discorso serio e importante, che minerebbe il suo potere, utilizzando slogan retorici e vuoti. Con buona pace dei diritti e della democrazia.

E la terza forza politica? Guerra civile anche per loro! E per una somma delle motivazioni già presentate. Da un lato finalmente potrebbero prendere il potere e riuscire a fare finalmente le riforme che tanto sbandierano, dall’altro farebbero un corso accelerato di vita vera, molto utile vedendo il livello medio dei loro rappresentanti, cresciuti ad ideali e merendine. Purtroppo nonostante questa forza politica creda, o dica di credere, una situazione bloccata si sblocca con la violenza, non con il convincimento. In fondo nessuno ama i Testimoni di Geova, nemmeno i paramilitari sono amati ma almeno a questi ultimi la porta viene aperta! Concludendo, parafrasando un non famoso gruppo Hardcore (gli Oltraggio), forse al punto in cui siamo arrivati è il caso di “distruggere per costruire”, se qualcosa non funziona inutile tentare di ripararlo all’infinito.

Piotr

Fonte: http://farfalleetrincee.wordpress.com

Link: http://farfalleetrincee.wordpress.com/2013/08/09/in-italia-serve-una-guerra-civile/

9.11.2013

Commenti (30)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 10 caricati
    1. oriundo2006 13 novembre 2013

      Ma non era anche l'idea del Gran Maestro De Benedetti ? Cfr. http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=64286. Comunque una soluzione alla 'Yugoslava' è nell'agenda dei poteri forti. Con le buone o con le cattive. Allora si capisce l'ansia di Napolitano nel prevenirla dando assicurazioni sull'adesione piena e totale alle 'ricette' 'jugulatorie' europee. Che non sono puramente 'economiche', avendo a garanzia un 'collaterale' di una 'rivoluzione colorata' a comando. Tout se tien. Per ora. La garanzia sta nell'imbecillità a comando degli italiani e delle italiane.

    1. Hamelin 13 novembre 2013

      La Guerra è già qui.

      Che poi prenda una deriva Civile o altra tipologia poco importa.

      La Guerra nasce quando due posizioni contrapposte sono inconciliabili tra loro ed una cerca di prevaricare la controparte con l'uso della forza ,anzichè dialogare per trovare un terreno comune.

      E' evidente come lo Stato Italiano abbia dichiarato Guerra ai suoi Cittadini di cui non ha piu' rispetto e tratta come schiavi da spremere.

      Che la Guerra in atto sfoci in violenza fisica è a mio avviso ormai una certezza .

      Quando una parte tenta di uccidere l'altra o l'altro si difende con ogni mezzo ... o muore.

      Sul quando , il dove , il come o quale sarà l'evento scatenante chi lo sa.

    1. Hamelin 13 novembre 2013

      Bellissimo Commento!

    1. rocks 13 novembre 2013

      anche a me sembra che si stia a commentare un'opinione di poco conto e poco coscienziosa, una guerra civile, ma pur sempre una guerra è l'ultima cosa che vogliamo.

    1. A-Zero 13 novembre 2013

      Non condivido questo articolo. Toni e tesi grossolane e generalistiche. Una guerra civile tanto per fare è solo una buona scusa per instaurare una versione più fascista del governo e per ammazzare molti oppositori sociali. I fascisti vorrebbero un simile scenario. La popolazione delle classi subalterne sarebbe completamente massacrata e terrorizzata perchè ci arriverebbe troppo impreparata, senza alcuna autonomia. Invece condivido la guerra sociale che scaturisce da percorsi di autonomia, espropriazione e riappropriazione culturale e materiale. la guerra civile è sempre l'ultima spiaggia della borghesia quando vede che la situazione per lei è irrecuperabile. Ma quello che propone l'articolista è solo un sanguinario scenario inutile alle classi sublalterne e utile solo a un massacro fascista. La guerra civile ce la si può aspettare solo come conseguenza di un avviato processo sociale di autonomia e autogestione generalizzata, non come un funghetto piazzato lì solo per motivazioni estetiche, fuori processo culturale di autonomia da parte dei subalterni. sarebeb come in Yugoslavia o in Ruanda. Un bel giorno decidono che bisogna scannarsi a seconda dei colori di simpatia delle quadre ideologiche create ad arte. Non ci sto.

    1. Black_Jack 13 novembre 2013

      Ma no, l' "immaginario" del '68 era un'altra cosa. era l'immaginazione liberata", se vuoi era la "fantasia" e all'epoca aveva un senso profondo. Anche adesso, ma oggi non è più la cosa gioiosa e un po' solipsistica degli anni passati.


      l'immaginazione che si deve liberare in questi anni terribili dovrà essere una dolorosa presa di coscienza; non la vedo per adesso, anzi vedo una specie di esitazione in questo rifugiarsi in "sparate" velleitarie come quelle di questo articolo e di tanti altri.


      insomma l'immaginario a mio modo di vedere non si contrappone, come fai tu, alla realtà; al contrario oggi più che mai è necessaria la capacità di immaginare schemi diversi e nuovi perche' l'arma del nemico è precisamente la violenta imposizione di una visione del mondo in cui è obbligatorio accettare la (pretesa) razionalità ineludibile dei fatti. razionalità basata su dei presupposti che non possono essere dimostrati ma che non possono nemmeno essee falsificati dato che vengono stabiliti da una spinta della volontà (sia quelli buoni che quelli cattivi, intendo)


      il coraggio di risvegliarsi "tutti insieme" è una ribellione contro un nemico molto più potente; lo puoi fare solo credendo che si possa realizzare ciò che allo stato dei fatti appare come assurdo. solo in seguito apparirà la possibilità razionale di realizzare il mondo nuovo, ma il primo passo non sarà "logico"


      non è un caso che nonostante la situazione non siano ancora nate alternative politiche al sistema, se ci pensi. e come si fa se le persone sono convinte che lo scopo della vita è il (fantomatico) profitto personale?


      ma come fai a convincerli razionalmente che non è così? razionalmente non si può, occorre un moto dell'anima, una atto indipendente della volontà (quindi a-razionale) che ti dica "non ci sto più costi quel che costi". e lo fai solo se la tua immaginazione è talmente libera da contrapporsi a quella che al momento è l'unica realtà "razionale"

    1. ROE 13 novembre 2013

      «La violenza è la levatrice di ogni vecchia società, gravida di una società nuova. » (Karl Marx). Ma, almeno in Italia, la società nuova non è ancora stata concepita.

    1. Truman 13 novembre 2013

      @radisol: la mia sensazione è che da lungo tempo tempo sia già cominciata una guerra civile a bassa intensità tra i poveri.
      Ormai è passato diverso tempo da quando una mattina i giornali di Roma aprirono con tre diversi omicidi nella stessa giornata a Roma.

      Ma credo l'autore intenda una guerra per bande più che la guerra civile già in corso.



      Con un'apertura un po' maggiore, guardando a cosa succede più che ai problemi che si presentano, io vedo un collasso di immaginario.


      L'immaginario collettivo è un assieme di desideri, sogni, bisogni, deliri di potenza. L'immaginario collettivo è oggi prevalentemente economico, il feticcio del denaro diventa il dio ordinatore della società. Ma il denaro è immaginario, se ne può creare senza limiti, ormai sono solo cifre all'interno dei computer.



      Eppure questo feticcio immaginario dà potere di vita e di morte sulle persone. L'immaginario uccide il reale.



      Dicevamo nel '68 (o forse era il '77) che l'immaginazione doveva andare al potere. Una colossale cazzata. L'immaginazione è sempre stata al potere. Chi sa manovrare l'immaginario domina la vita degli altri. Con denaro immaginario stampa altro denaro immaginario, compra le persone, le aziende ed i governi, aumenta il suo potere.



      Ma la realtà alla lunga si vendica sempre di chi si affida troppo all'immaginario. Il collasso dell'immaginario prima o poi fa riemergere la realtà. La realtà prende il volto di Nemesi, dea di una giustizia vendicativa.



      Non necessariamente Nemesi si presenta come una rivoluzione, ma certamente la sua faccia sarà feroce.

    1. radisol 13 novembre 2013

      Certo, messa così come nell'articolo iniziale, la cosa appare infantile e velleitaria ... e pure semplicistica .... però credo proprio che questa "guerra civile" sia necessaria ... e pure inevitabile ... tanto, se non succede nulla, questi ci ammazzano lo stesso ... tutti i giorni ....

    1. Black_Jack 13 novembre 2013

      "oggi una guerra civile in Italia è necessaria ed augurabile"


      ormai ognuno se ne esce con la sua sparata a gratis

Visualizzati 10 di 30 commenti approvati.