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IN DIFESA DI SILVIO BERLUSCONI

(E TUTTA LA SUA BANDA DI RUFFIANI PREDATORI E TAGLIAGOLE)

DI FRANCO BERARDI BIFO
th-rough.eu

Introduzione

Una banda di criminali sapientemente organizzati si è impadronita del potere mediatico, finanziario e politico, e lo detiene con coraggioso sprezzo del pericolo da quasi un ventennio. Un altro ventennio italiano. 
La banda si difende assai bene, da ogni punto di vista. Dispone di enormi capitali coi quali è possibile comprare non solo ville, televisioni, giornali, giudici e favori sessuali, ma anche quel che più conta alla distanza: il voto di una parte consistente del Parlamento e il voto di milioni di elettori.  Dispone di avvocati ben pagati, preparati, pronti a tutto. La linea di difesa, in generale è la seguente: non intendo rispondere, non me ne importa niente delle accuse che mi rivolgete, delle rivelazioni giornalistiche e di quel che si pensa di me.

Continuo a fare quel che ho sempre fatto, e nessuno ha la forza di fermarmi. Perciò la banda resta salda in sella ancor oggi, autunno 2011. Magari meno solida di un tempo, ma solida abbastanza per continuare a governare sul nulla mentre il paese sprofonda con ogni evidenza in una crisi catastrofica di cui, per essere onesti, la banda non è affatto responsabile, checché ne dica il povero Bersani.  La crisi è stata infatti provocata da sommovimenti tellurici di portata planetaria, e la banda per lungo tempo ha deciso che il problema non la riguarda, il che non è del tutto riprovevole dato che non c’è alcun modo di venirne fuori finché la dittatura finanziaria non sarà stata abbattuta, checché ne dica il povero di Bersani.

Anche se sono solide le difese politiche mediatiche e giudiziarie, c’è un punto in cui la banda appare un po’ scoperta: la difesa ideologica, se posso dire così. Il Mammasantissima ha saputo scegliere bene gli avvocati, che son pronti ad azzannare la carotide, ma quanto agli ideologi non sembra aver comprato quelli giusti. A questo regime quasi perfetto mancano gli intellettuali, e per quanto si possa ritenere che non c’è un gran bisogno di parole quando disponi di pacchi di denari, alla lunga l’assenza di senso produce un vuoto. E in quel vuoto la banda rischia di sprofondare.

Non che manchino gli uomini di lettere, ma questi non son proprio presentabili, non dispongono degli strumenti concettuali atti a legittimare l’azione di governo della banda. C’è ad esempio un tipo come Ferrara Giuliano, noto fra i picciotti perché scrive senza errori di sintassi. Ma è rimasto un vecchio stalinista che sventola bandiere imbarazzanti, e grida a perdifiato: siam tutti americani, come un tempo osannava Leonid Brezhnev, mentre invitava gli operai di Mirafiori a denunciare alla polizia i loro compagni se avevano l’aspetto da autonomi. Ora dice che lo sfruttamento della prostituzione è culturalmente utile al paese perché aiuta a dissipare il moralismo. Ma come? Non si era presentato alle elezioni come capo di un partito anti-abortista? Chi può prendere sul serio un fregnacciaro simile?

E poi c’è l’invasato fascistoide Sgarbi Vittorio, che crede di essere un intellettuale provocatorio perché ripete da anni un paio di frasette prese in prestito, e lo fa ad alta voce come se questo desse senso alle stronzate. E poi c’è Vespa Bruno, leccaculo notissimo, autore di libroni dedicati al Cavaliere che non servono ad altro che incensare. Non c’è bisogno di incenso, ma argomenti, e fin qui gli argomenti son deboli. A che serve ripetere che Silvio è bravissimo, e i giudici porci? Occorrerebbe un po’ di fantasia, leggere qualche libro, ed informarsi un po’ sull’evoluzione del mondo, per dimostrare in maniera inconfutabile che Silvio Berlusconi è la perfetta espressione del potere globale nell’epoca presente. Di conseguenza è innocente, e vi spiego perché.

 

Carnage

Carnage. Un bambino è stato ferito da un altro bambino con una bastonata. I genitori del ferito (John Reilly rappresentante di casalinghi e Jody Foster aspirante scrittrice che ha appena scritto un libro sul Darfur) incontrano i genitori dell’aggressore (Christoph Waltz avvocato, e Kate Winslet operatrice finanziaria) per discutere dell’accaduto. La loro discussione dura esattamente settantanove minuti, quanto dura il film che non stacca per un solo secondo la presa dal flusso travolgente di parole, taglienti insinuanti sprezzanti offensive imploranti, che dicono semplicemente una cosa. Non c’è più alcuna speranza di intendersi fra esseri umani, perché la sottile pellicola della civiltà che negli ultimi cinquecento anni avevamo steso a coprire il massacro, è lacerata.

Ce lo dicono i bambini armati di bastoni nei parchi della città di New York e quelli armati di mitragliatrice delle guerre africane su cui Jodie Foster scrive libri inutili e terrorizzati come il criceto che è stato lasciato là fuori sui marciapiedi della metropoli. La civiltà è finita, questo dice Yazmina Reza nel suo God of carnage, e ripete Polanski. In scena persone che rappresentano il punto più alto della civilizzazione occidentale: l’avvocato Christoph Waltz parla continuamente al cellulare col suo cliente farmaceutico che si chiede se deve ritirare dal commercio un medicinale solo perché provoca dissociazione dei movimenti nei pazienti che hanno la disgrazia di averlo assunto. Non devi ritirare proprio niente gli risponde l’avvocato, che è anche consulente del Pentagono, anzi denunciamo subito il giornale che ha rivelato la cosa. Il tormentone telefonico non si sospende un attimo, e interrompe continuamente i tentativi patetici della madre del ragazzo ferito di ottenere comprensione dai genitori dell’aggressore. Kate Winslet, la madre operatore finanziario ha un attacco di vomito, poi, dopo aver bevuto un sorso di scotch afferra il cellulare del marito e lo getta in un vaso pieno d’acqua. “Per mio marito quel che è lontano è sempre più importante di quel che è vicino” aveva detto poco prima, sintetizzando con una battuta geniale il senso di un’umanità virtualizzata, un’umanità che ha perduto ogni sentimento del concreto, ogni sentimento dell’empatico, e vive solamente dell’astratta, asintotica, infinitamente rinviata irraggiungibile promessa finanziaria.

Un paio di anni fa Woody Allen fece un film che usciva un po’ dal suo stile, un film d’azione perfetto nel ritmo, avvincente fino allo spasimo, tagliente quasi nella sua crudeltà che non lascia spiragli di speranza, mi si perdoni l’allitterazione. Match point racconta l’uccisione di una ragazza (la bionda Scarlett) da parte di un giovane britannico bello e spietato, povero ma dotato di un certo talento d’arrivista, ben piazzato in un matrimonio con una tennista dell’alta borghesia finanziaria. Scarlett, l’amante, era rimasta incinta, e minacciava la scalata sociale del bel giovane. Ma con perfetta sincronia militare il ragazzo la elimina, dopo avere ucciso una vicina di casa. Il suo destino è salvo, la carriera finanziaria assicurata.

 

L’Inghilterra

Ken Loach, per finire, ha realizzato recentemente The Irish Road, un film in cui si racconta la storia di un giovane disoccupato che accetta di partire per l’Iraq come dipendente di un’azienda di contractor. Nei paesi in cui l’Occidente cristiano ha deciso di portare la democrazia, la guerra la fanno i contractor, civili assunti da aziende che non rispondono né ai parlamenti nazionali né alla giustizia internazionale, né – naturalmente, a dio, per la semplice ragione che non esiste. Uccidono civili per lavoro, preparano la penetrazione delle corporation eliminando chi non è d’accordo o chi semplicemente si trova nel posto sbagliato. Il giovane disoccupato britannico di cui parla Loach, convinto da un amico accetta un contratto e va a lavorare in Iraq. Ma purtroppo lo ammazzano, lungo una strada pericolosa. Capita a chi è pagato per uccidere di essere ucciso a sua volta. Ma il film di Ken Loach non ci racconta la guerra, o l’Iraq. Racconta la vita quotidiana in Inghilterra: mostra il contractor che aveva convinto il giovane disoccupato suo amico a partire con lui e ora si sente corresponsabile di quella morte, la giovane moglie del ragazzo morto, e anche, naturalmente, gli imprenditori se così possiamo chiamarli: i dirigenti dell’azienda che arruola persone e le manda a uccidere perché questo è il business, ed è un business che frutta un bel po’. L’Inghilterra è un paese in cui esistono – legalmente, ufficialmente, onorevolmente – delle aziende che pagano dei giovanotti perché vadano a uccidere. Un posto infernale, spaventoso, inumano, nazista: l’Inghilterra, appunto.

Ero a Liverpool il 26 di ottobre del 2010 quando il giovane George Osborne, Ministro del Tesoro britannico presentò al Parlamento il piano di riforma economica di un paese che ha già subito la frusta thatcheriana e il cinismo blairiano. la sua riforma mi fece inorridire: cinquecentomila licenziamenti nel settore pubblico nell’arco di tre anni, riduzione drastica della spesa per la sanità, tagli sistematici alla scuola pubblica, e aumenti del 300% delle spese di iscrizione all’università. Presentando il suo piano il giovanotto sorrideva e io mi chiesi cos’è successo alla classe dirigente europea. E’ semplice: la vecchia classe dirigente aveva dovuto fare i conti con la realtà dura della lotta di classe, aveva dovuto combattere contro una società viva, vera, intelligente e capace di reagire. Poi, dopo la sconfitta dell’Union Miners nel 1983, dopo la distruzione sistematica delle strutture pubbliche e la finanziarizzazione dell’economia, il mondo era scomparso, sostituito da funzioni algoritmiche, numeri e percentuali. Questi nuovi politici di destra o di sinistra poco importa, sono cresciuti in business school in cui nessuno gli racconta che un tempo esisteva un pianeta di terra e un’umanità di carne. Non sentono il dolore né il piacere degli altri, non sanno nulla del dolore e del piacere proprio. Forse per questo il giovane George Osborne, sniffando cocaina, amava farsi frustare da una dominatrice dalla pelle nera chiamata Mistress Pain. Fatti suoi. Il problema è che Caulson, un giornalista della catena Murdoch lo ricattava per questo e allora per tacitarlo fu assunto dal premier Cameron, l’altro pollo d’allevamento che torna dalla Toscana mentre l’Inghilterra è in fiamme e manda l’esercito contro coloro che per lui sono soltanto criminali. Che ne sa lui della miseria, della rabbia, dello sfruttamento, della disoccupazione? Che ne sa lui della lotta di classe?

 

La Francia

Quando all’aeroporto JFK i poliziotti arrestarono un sessantenne per aver violentato una cameriera di colore nella suite di un hotel cinque stelle, gli intellettuali francesi (un genere che un tempo fu glorioso) seppero solo scandalizzarsi perché quel signore era stato ammanettato come un volgare malfattore. Il fatto è che in America è pratica normale ammanettare le persone e gettarle in pasto ai fotografi, anche prima di sapere se hanno commesso qualche reato.  Ma l’opinione francese se ne fotte se l’America è un paese barbarico, visto che la maggioranza dei francesi ha votato un presidente che vuole imitare George Bush. La Francia, che un tempo era il paese in cui la cronaca si interrogava dal punto di vista della storia e la storia si interrogava dal punto di vista dell’etica – ora è un paese cinico incapace di pensiero. 

Io non so se il sessantenne arrestato all’aeroporto JFK, candidato socialista alla Presidenza francese, e presidente in carica dell’International Monetary Fund, ha violentato la cameriera africana che era entrata per errore nella sua Camera, o semplicemente le è saltato addosso mettendola a tacere. So che un presidente dell’IMF candidato alla presidenza della Repubblica sessantenne che imponga la sua urgenza sessuale per la durata di nove minuti a una donna di colore che fa la cameriera in un albergo è un violentatore. Punto. Non mi occorre la conferma della giornalista Therese Banon, che denuncia di essere stata aggredita sessualmente dall’energumeno dai capelli bianchi. Non mi occorre la conferma della madre di Therese Banon, che rivela di aver dissuaso la figlia dal denunciarlo per paura delle conseguenze. So che Dominique Strauss Kahn è presidente dell’IMF, un organismo che ha sulla coscienza milioni di affamati, di disoccupati, di morti per fame, che ha sulla coscienza la catastrofe politica della Jugoslavia, e la catastrofe sociale dell’Argentina. So che il partito socialista francese come tutti i partiti della sinistra europea è un partito di sfruttatori e di aspiranti assassini. E Dominique Strauss Kahn lo rappresenta come si deve: impadronendosi per nove minuti del corpo indifeso di una donna di trent’anni che è entrata nella sua camera. 

 

Terri

Negli ultimi giorni di questa estate torrida nella rete italiana abbiamo potuto vedere e ascoltare l’intervista rilasciata a un giornalista di Repubblica da una ragazza di Bari che si chiama Terri De Niccolò.

Qui di seguito riporto per esteso la sua intervista. E’ breve, lucida, profonda. Dice tutto quello che c’è da dire:

Tarantini (il ruffiano che procurava giovani donne al Presidente Berlusconi, del quale mi onoro di essere difensore ideologico, NdT) è un imprenditore di grande successo un mito che era riuscito ad arrivare all’apice, beh non è da tutti. Tutti coloro che ora lo calpestano, che lo condannano in realtà sono invidiosi non hanno mai vissuto e secondo me non vivranno mai un giorno come Tarantini. Un giorno da leone, invece gli altri vivono cent’anni da pecora è questa la differenza.
È tutto mosso dall’invidia.
Se chiedi a una donna se vuole andare da Silvio ma ci va a piedi, correndo anche.
Se sei una bella donna e ti vuoi vendere lo devi poter fare perché anche la bellezza è un valore come dice Sgarbi.
Se tu sei racchia e fai schifo te ne devi stare a casa perché la bellezza è un valore che viene pagato come la bravura di un medico. E’ così.
Chi questo non lo capisce e dice: ah il ruolo della donna viene minimizzato beh allora stai a casa ma non mi rompere i coglioni.
Io dico che questa definizione della donna tangente è sbagliata perché dacché mondo è mondo voglio dire tarantini  non ha scoperto l’acqua calda.
Questo sistema esiste da tantissimi anni addirittura dalla prima repubblica.
Se non usa la donna tangente userà le mazzette ma che vuol dire.
Quando sei onesto non fai un grande business rimani nel piccolo secondo me.
Purtroppo è così se vuoi aumentare i numeri devi rischiare il culo. E’ la legge del mercato.
Più alto vuoi andare più devi passare sui cadaveri. Ed è giusto che sia così. Però qui non viene capito perché c’è un’idea cattolica, c’è un’idea morale. Questo mi fa incazzare L’idea moralistica della sinistra che tutti devono guadagnare duemila euro al mese. 
La legge è di chi è leone.
Se sei pecora rimani a casa con duemila euro al mese. Se vuoi ventimila euro ti devi mettere sul campo e ti devi vendere tua madre.
A sinistra è peggio perché sono loffi e non pagano a destra almeno sono più alla grande.
Io mi compro un vestito così e vado con una pezza da cento euro molte donne avevano abiti da due cinque mila euro, vai lì dall’imperatore che fai con un filettino di dodo, vai con cose importanti, lui apprezza perché è un esteta, invece vai da Frisullo…”

Molto scandalo ha provocato questa intervista tra i beneducati ascoltatori di Fabio Fazio. Anime belle, ipocriti che Terri ha messo a posto da par sua. Magari a Terri dovrebbero spiegare che gli sfigati, le racchie e i moralisti che debbono starsene a casa, difficilmente guadagnano “solo” duemila euro come crede lei. Duemila euro in Italia non li guadagna più nessuno lavorando in una scuola, in una fabbrica o restandosene a casa come dice lei. In Italia chi ha vent’anni non solo non guadagna duemila euro, ma non ne guadagna neppure mille, e neppure ottocento. Ne guadagna cinquecento se trova un lavoro precario che dura finché fa comodo a qualche padrone che poi si scopa la Terri col ricavato. 

Perché se vuoi fare il business grosso, come lei dice, devi passare sopra i cadaveri. 

Come i bambini del Congo orientale che per sopravvivere usano il machete e squartano i bambini del Congo occidentale, che problema c’è? Cinque milioni di morti, si calcola, nell’ultimo decennio. Perché se vuoi fare il business grosso devi passare sopra i cadaveri. Ed è giusto che sia così.

Ma la vita così diventa allegra? Perché non c’è qualcuno che lo chiede a Terri? 

Ho guardato il suo sorriso legnoso e mi sono chiesto se la Terri sia felice. Cazzi suoi, risponderebbe Sgarbi. Ma io penso di no, perché anche se ti procura ventimila euro, vendere tua madre non può far bene neanche a te. 

Cara Terri.

Caro Vittorio.

E’ vero, la legge è di chi è leone. Se abbiamo imparato qualcosa negli ultimi trent’anni, è proprio questa cosa qua.  Infatti i bambini si uccidono con il kalashnikov e gli stupri si sono moltiplicati di numero negli ultimi trent’anni (leggere Kat Banyard: The equality Illusion Faber and Faber 2011 che parla di violenza sulle donne).

 

Predatori

Stiamo vivendo un processo di rapida dissoluzione delle basi stesse della civiltà, e la colpa non è di Silvio Berlusconi, ma del capitalismo finanziario, della logica predatrice della classe dei Berlusconi di tutto il mondo.

La borghesia, che era classe dirigente nell’epoca moderna, era una classe territorializzata: il potere borghese era fondato sulla proprietà di beni fisici, e sulla prosperità di una larga parte della popolazione che viveva sul territorio, dato che la crescita e l’espansione della ricchezza erano legate al consumo crescente e al benessere sociale. Per questo il conflitto e l’alleanza di operai e borghesia industriale crearono una forma di civiltà sociale che non era tanto amichevole in generale, ma rendeva possibile forme di solidarietà e talvolta perfino di amicizia.

Ora l’amicizia è bandita, l’amore ridicolizzato, la solidarietà impossibile, perché la vecchia borghesia è stata sostituita da una classe deterritorializzata di predoni, il cui potere si fonda sul continuo spostamento del valore, sulla menzogna sistematica, sulla simulazione e sulla distruzione della ricchezza altrui. La ricchezza finanziaria si fonda su segni, numeri, attese, debiti, promesse.

 

Chiamiamola classe virtuale. In primo luogo perché la produzione e la circolazione di merci semiotiche sono rese possibili dalle tecnologie virtuali. In secondo luogo perché questa nuova classe non si può precisamente definire. E’ polverizzata, elusiva, sfuggente e ubiqua, e in questo senso virtuale.

La partecipazione al gioco finanziario è molto più diffuso di quanto lo fosse la vecchia proprietà borghese. Il net trading ha dato a un vasto pubblico di scommettitori occasionali la possibilità di avere accesso al mercato finanziario, e una larga porzione della popolazione, in modo consapevole o inconsapevole, è obbligata a investire il suo danaro nel rischio finanziario. 

Si pensi all’insistenza con cui qualche anno fa i Giavazzi e gli Ichino – truffatori di professione – hanno cercato di convincere i lavoratori a investire i loro soldi nei fondi pensione privati. Per fortuna in pochi ci sono caduti. L’intera categoria dei tagliaboschi canadesi ha perduto la pensione perché l’agenzia finanziaria che deteneva i loro fondi è stata coinvolta nel crollo della Lehman Brothers.

Lavoratori che non hanno la minima conoscenza del gioco finanziario sono costretti ad affidare il loro futuro a quelli che affettuosamente si chiamano “i Mercati” (mi raccomando, dicono i politici, non fate innervosire i Mercati). Sono questi lavoratori parte della classe finanziaria? In un certo senso lo sono: tutti dobbiamo rischiare, tutti dobbiamo sentirci capitalisti, altrimenti rimani a casa e non ci rompere i coglioni come dice la Terri, raffinata.

Dobbiamo usare i soldi della tua pensione e della tua liquidazione per coraggiose operazioni speculative.

Un tempo il mercato finanziario era un luogo nel quale si incontravano persone che possedevano denaro con persone che avevano bisogno di denaro per realizzare dei progetti, era luogo di indicizzazione del valore di imprese, individui, prodotti e così via. Le valutazioni finanziarie erano segni che si riferivano a degli oggetti reali: significazioni di valore.

Grazie agli effetti della globalizzazione digitale e alla polverizzazione degli scambi ora il gioco è rovesciato. I segni che un tempo erano indicatori di valore ora sono diventati atti linguistici performativi. Quando un’agenzia di rating è in grado di degradare un paese, o un’azienda, non si limita a funzionare come indicatore, ma diviene un fattore di valorizzazione o di svalutazione. 

L’indicizzazione finanziaria ha sempre prodotto degli effetti di posizionamento e di valutazione degli agenti economici, e le previsioni finanziarie sono sempre state profezie che si auto realizzano provocando euforia panico e veri effetti sull’economia. Ma negli ultimi decenni la pervasività della finanza digitale ha dato un ruolo dominante al fattore finanziario, che ora distrugge risorse, e perfino le condizioni di riproduzione futura.

Sempre più spesso la valorizzazione finanziaria coincide con la distruzione di beni materiali: non la creazione della ricchezza, ma la sua distruzione serve a produrre denaro.

La tecnica predatoria consiste nell’aggredire un territorio, un’impresa, una struttura sociale, una popolazione, dissolvere la sua consistenza produttiva, privatizzare i guadagni e socializzare le perdite, per poi abbandonare quel territorio una volta devastato dallo sciame predatorio.

I partiti politici, i governi e i media sembrano avere solo la funzione di convincere le popolazioni terrorizzate ad accettare lo scambio: lavorare sempre di più per sempre meno salario, allo scopo di ricostituire sempre più in fretta il bene comune che domattina il capitale finanziario verrà a depredare nuovamente. I lavoratori lavorano e i governi procurano carne fresca per i mercati. 

Perché ve la prendete tanto con i ruffiani della corte di Arcore, dal momento che ogni governo fa lo stesso lavoro?

 

Conclusione

La vecchia borghesia sfruttava il lavoro operaio per investire in macchinari e case di cui poi largamente si appropriava. La classe criminale finanziaria non produce più niente, si limita a distruggere ciò che nei secoli moderni operai e borghesi hanno creato. Ma adesso sta per finire, perché si sta distruggendo le condizioni stesse perché qualcuno possa produrre in condizioni civili. 

 

Silvio Berlusconi non sopravviverà a lungo nonostante il cerone sul viso e i capelli piantati sul cranio. A lui che gliene può importare?  Ha passato gli ultimi quarant’anni a preparare la distruzione di un paese che forse merita quel che gli è capitato (o forse no, ma questo è un argomento su cui non sono preparato).  C’è riuscito, gli è andata fatta bene. Si è venduto la madre, ha camminato sui cadaveri, ed ora, bello bello se la svigna, forse senza passare per Piazzale Loreto (non lo so, ora vediamo).

Perché non smettete di perseguitarlo? Siete stati suoi complici. Veltroni ha detto nell’84 che Berlusconi era un uomo di sinistra, D’Alema gli ha aperto la porta della Bicamerale, e tutti i governi di centro-sinistra che si sono succeduti hanno a fatto a gara nel non sollevare l’unico problema che avrebbe avuto senso sollevare: si può consegnare il potere politico a un uomo che possiede già tre televisioni due giornali quattro case editrici, una finanziaria, un’agenzia pubblicitaria e quante altre cose mi dimentico?

Non si può.

Ma non accade lo stesso in Inghilterra e in America, dove spadroneggia nel mediascape un signore che non si faceva scrupolo di far circolare messaggi falsi dal cellulare di una bambina appena uccisa da un violentatore?

Non accade lo stesso in Francia dove il partito della sinistra si sarebbe volentieri fatto rappresentare da un signore che, non contento di presiedere un organismo criminale come l’IMF va in giro violentando ragazzine e cameriere?

E allora perché ve la prendete con il vecchio padrino?

Lasciatelo morire in pace.

E andate all’inferno con lui.

Franco Berradi Bifo
Fonte: http://th-rough.eu
Link: http://th-rough.eu/writers/bifo-ita/difesa-di-silvio-berlusconi-e-tutta-la-sua-banda-di-ruffiani-predatori-e-tagliagole
22.09.2011

Pubblicato da Davide

  • cardisem

    Leggo solo il titolo: non ho tempo per leggere con attenzione tutti il testo. Avendo in qualche modo sostenuto (ma non sempre votato) Berlusconi, intervengo per una annotazione: convengo che uno dei maggiori errori di Berlusconi sia stato quello di essersi circondato di una banda di cialtroni, che andavano presi tutti a calci nel sedere… Questi però, fiutando l’odore dei soldi di Berlusconi, ci si sono attaccati come le mosche sulla marmellata… Ed è stato questo l’inizio della rovina di Berlusconi e con lui dell’Italia. Posto che Berlusconi i soldi li aveva di suo, e non aveva perciò bisogno di farli con la politica diretta, “scendendo in campo”, il personaggio malgrado tutti resta migliore dei tanti politici che hanno incominciato con le pezze al culo, per fare fortuna con la politica, riuscendoci alle nostre spalle e sulla nostra pelle… Così la penso, ma ero e resto una persona libera, anche di sbagliare… Non ammetto alcuni attacchi a queste mie posizioni da parte di utenti che mi danno francamente l’impressione di fanatici invasati, che credono di avere la verità in tasca, ma che a me sembra annaspino nel buio…

  • cardisem

    Sui giudici che sono bravi e buoni, ne voglio raccontare una. Dopo aver fatto 6.500 km in macchina, per tornare in tempo il 29 settembre per dare inizio ad una causa contro “La Repubblica”, e che vedo? Sulla porta leggo un foglio con su scritto: “Tutte le cause odierne sono rinviate al 15 maggio”… ed altre simili, che mi hanno convinto che i signori della toga ed i signori dei giornali fanno parte della stessa congrega di potere. Non voglio qui fare la difesa di ufficio di Berlusconi, che ho abbandonato quando ci ha portati in guerra contro la Libia, ma sono del parere che tutti quelli che lo attaccano non sono migliori di lui…

  • Wotan

    CHE

    DUE

    PALLE

    Con l’attacco speculativo che stiamo subendo, c’è ancora qualche imbecille che crede che il problema dell’Italia sia Silvio Berlusconi. Cecità ideologica totale.

    E la nostra sinistra sarebbe l’alternativa? Certo l’alternativa tra stare sull’orlo del baratro e finirci dentro.

    Centrodestra e centrosinistra sono solo dei servi, prima ce ne rendiamo conto TUTTI meglio è.

  • illupodeicieli

    Il punto è che Berlusconi e la destra in generale non hanno fatto le riforme che avevano promesso: se ,come accadrà, il governo cadrà non è detto che il prossimo governo faccia qualcosa. Al massimo si ritornerà a perseguitare i commercianti e le partite iva in generale, si continuerà a far fare affari ai soliti noti che hanno operato in regime di monopolio e così via. Ciò che si rimprovera alla destra è di non aver fatto niente che non sia stato utile e vantaggioso per Silvio Berlusconi e le sue aziende. Ciò porterà ad almeno due legislature consecutive del Pd o di una coalizione di pseudosinistra: mancano nuove persone o meglio ancora persone nuove, non ci sono come evidenziato nell’articolo “intellettuali degni di questo nome”. Non c’è un ideologo, non ci sono progetti da realizzare, idee in cui confrontarsi e discutere: anzi, la discussione è bandita nel Pdl (ma anche nel Pd e ,da ciò che si legge anche nel movimento di Grillo), non si possono “avere” idee diverse da quelle del capo. Ecco il limite di un partito o movimento che fa riferimento a una sola persona, limite che è presente anche nei partiti dove c’è un comitato che decide e gli “altri” possono solo obbedire o andarsene. Appare chiaro che lui, Silvio, abbia volutamente fatto in modo che il partito e lui fossero la stessa cosa: “muore uno muore anche l’altro”. Soluzioni? Non ne vedo ma ricordo a tutti,come diceva Nero Wolfe, che l’inerzia è una grande forza. Sarà sufficiente?

  • Giancarlo54

    Mah, sinceramente Berlusconi ed il suo governo sono indifendibili, non nascondo che avevo provato simpatia per quella che sembrava una politica estera volta alla ricerca di una maggiore indipendenza politica ed energetica. La guerra di Libya mi ha fatto ricredere anche su questa apertura di credito che avevo fatto a Berlusconi per cui, sinceramente, non vedo proprio nessun motivo per difenderlo.

    Questo non vuol dire che i nemici, opposizione, giudici e giornalisti sinistroidi, siano meglio di lui, anzi.

    Ci vogliono persone nuove? Ci vogliono forze politiche nuove che sappiamo mettere al centro della discussione quello che è il problema fondamentale e cioè la SOVRANITA’ NAZIONALE? Certamente, ci vogliono, anzi necessitano urgentemente.
    Ci sono?
    A livello reale direi di no, se per livello reale intediamo fenomeni che sono alla portata e alla conoscenza del vasto pubblico che vota.
    Ci sono a livello di internet. Chi si informa su questo preziosissimo veicolo di informazione alternativo, lo sa, ma quanti elettori lo sanno?
    Chi sa chi è Gianfranco La Grassa? Chi è Monia Benini? Chi è Giulietto Chiesa (per citare rigorosamente solo gli “antifascisti”)?

    E anche se sapessero chi sono, come si organizza un partito, un Movimento, senza mezzi, senza soldi e senza copertura mediatica?

  • RicBo

    come si organizza un partito, un Movimento, senza mezzi, senza soldi e senza copertura mediatica?

    Con la forza delle idee.
    Nel 1937 il sindacato anarchico CNT in Spagna aveva + di un miilione di iscritti e non mi sembra che avesse mezzi, soldi o ‘copertura mediatica’ per come la intendiamo ora.

  • Eli

    Bellissimo articolo. E Bifo è sempre un grande!

  • Eshin

    destra-sinistra?????

    il cambio è imminente pare……………………

    E Prodi giuda? Lapsus, guida?

    MONDO NUOVO……..
    La sfida di una moneta unica mondiale
    http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-sfida-di-una-moneta-unica-mondiale_924.html

  • ilpablo

    “Posto che Berlusconi i soldi li aveva di suo”
    Ma dove vivi?
    Anni ’70 Berlusconi fa il palazzinaro con i soldi depositati, per mezzo di fidejussioni svizzere, nella banca Rasini, banca che riciclava i soldi della mafia (Mangano docet).
    Anni ’90, scende in campo per non fallire, la Fininvest allora aveva, nella situazione patrimoniale, un buco spaventoso, debiti che negli anni 2000 non c’erano più (conflitto di interessi ti dice qualcosa?).
    Ma sono tranquillo, perchè sto vedendo che i soldi rubati da lui, e non solo lui, gli stanno scivolando via dalle mani (la borsa da quando è iniziata la crisi, ha perso già più del 30%) e io, come la maggioranza dei miei compatrioti non ha soldi investiti in borsa.
    Non diventerà povero, sicuramente, ma questa crisi sta costando più a lui, e a tanti cialtroni italiani, che a noi.
    Con rispetto, un Italiano non cialtrone.

  • radisol

    Quello che dici sulla CNT spagnola, ma anche l’IWW americana dei primi decenni del novecento, è senz’altro vero …. ma innanzitutto stiamo parlando di sindacati e non di partiti, con regolari quote mensili versati dagli iscritti …. e poi erano certamente altre epoche …. oggi effettivamente chi non ha modo di comunicare non esiste …. e se un sindacato può teoricamente comunicare tutti igiorni, anche solo a voce, coi propri rappresentati ( può, che lo faccia veramente è un altro paio di maniche) sui posti di lavoro ….. un partito, una organizzazione politica, ha invece un bisogno vitalel di comunicazione mediatica … non necessariamente televisiva o a mezzo stampa ….. oggi c’è internet ….. ma i soldi e gli strumenti tecnici sono lo stesso vitali ……

  • superanima

    Ancora con questo mito del Berlusca che i soldi ce li aveva di già e perciò non aveva bisogno di farli con la politica? Ma che siete sempre nel nido?
    Berlusconi avrà anche avuto più soldi di un operaio di miratori, per dire, ma il suo gruppo industriale era sepolto dai debiti, molti dei quali contratti per errate scelte manageriali (vedasi la disastrosa parentesi francese di Berlusconi – e sì, anche il mito di Berlusconi imprenditore eccellente è ridicolo), al tempo della discesa in politica si era sull’orlo del fallimento per il gruppo industriale e della galera per silvietto ed i suoi accoliti di malefatte.

    B. è sceso in politica unicamente per i propri interessi, quel pallido tentativo di politica energetica non basta a rischiarare una storia nera come la pece.

  • lanzo

    @ RicBo
    Nel 1937 la gente si incontrava e parlava e si incazzava. Cio’ e’ stato opportunamente soffocato dalla TV (guarda caso che “invenzione” venuta proprio a fagiolo, che tempistica ! Tutti questi grandi scienziati col dito al culo per trovare un sistema di distrazione di massa… a quel punto la gente era ipnotizzata da Mike Bongiorno (come abbia fatto a sfondare non si sa, “Corrado” Mantoni mi pare lavorasse per gli americani durante la guerra, Sor Mike era “partigiano” e si sistemarono vita natural durante, certo rispetto a Fazi, Conti e Frizzi sono dei giganti, pero’… qualche puzza la intuisco) ed il dialogo “fisico” fra le persone scomparve, tutti mesmerizzati di fronte alla TV in bianco e nero al bar a discettare su lascia o raddoppia mentre in “alto” si studiavano piani trentennali per fotterci piano, piano..

  • Giancarlo54

    Appunto nel 1937. Anche qui, fino a 20 anni fa, le cose erano diverse.

  • GRATIS

    giustissimo: straquoto. Però non posso fare a meno di notare, leggendo i commenti precedenti, che la maggior parte o non ha proprio letto l’articolo oppure, se lo ha letto, non ci ha capito una mazza.

  • radisol

    Mò il problema è l’invenzione della televisione …. e perchè non prendersela pure con quella del telefono, della radio, delle automobili ? Non diciamo cazzate …. il problema non è la tv, è l’uso che se ne fa ….. la Rai democristiana, pur con le sue ridicole censure pruriginose, ha alfabetizzato l’Italia … e non ha certo impedito alla gente di pensare ….. il problema, almeno in Italia, nasce proprio con le tv berlusconiane di cui la Rai è ormai una sostanziale copia ….. poi, certo, il fenomeno è mondiale … ma non è vagheggiando un’improbabile ritorno all’età della pietra che si possono affrontare le questioni che affliggono oggi il mondo …. e comunque Bifo poneva ben altri problemi appunto di tipo globale … e pur dicendo peste e corna del Berlusca intendeva far notare che poi non rappresenta questa particolare anomalia …. e che, al di là delle specificità tragico/patetiche dei berluscones il problema è appunto globale, dell’economia liberista/capitalistica e dei suoi addentellati pseudoculturali …. ….. ma leggendo i commenti sembra che l’articolo di Bifo non l’abbia letto nessuno ….

  • cavalea

    Hai ragione, i commenti risentono della lettura fatta attraverso le lenti ideologiche, che non permettono un giudizio lucido e anticonformista dell’argomento trattato.
    Bravo Bifo, qui si tratta di archiviare tutti i politicanti in circolazione, nella consapevolezza che una nuova classe dirigente, presuppone un nuovo e originale approccio ai problemi cruciali che ci stanno di fronte.

  • MespE

    Scusa ma mi pare che il punto dell’articolo non sia affatto considerare Berlusconi il problema dell’Italia, ma “semplicemente” una manifestazione del tempo in cui viviamo. Direi che i riferimenti al governo della finanza speculativa abbondano.

  • Nauseato

    Be’ sai … i “capi” si riconoscono anche e soprattutto da chi si circondano. Come nondimeno da chi li sostengono.

  • sheridan

    Fatevene una ragione cari ragazzi, vi siete lasciati prendere per il cul per un quasi ventennio da un venditore di tappeti usati. La cosa piu’ incredibile e’ che ci sono ancora mandrie di asini che lo difendono, ma tante’, e’ noto che di quelli (i somari) c’e’ molta abbondanza in natura.

  • ranxerox

    Ti è costato, eh Bifo, ‘sto post? Vecchio idealista, ma te lo saresti immaginato? Da Radio Alice alla difesa(si fa per dire) del nano, pensa te. Abbiam creduto, per troppo tempo, di poter sconfiggere il mostro con le idee e la partecipazione. Già le idee mmh, ma è la partecipazione che mi fa, diciamo, sorridere. Ora poi siamo tutti nella rete, virtuali…Mala tempora currunt

  • cardisem

    Che vuoi che ti dica…
    Io la vedo comunque brutta…

  • cardisem

    Si questo l’ho sentito… Il mio comunque è sempre stato un ragionamento teorico… Poi ne sento di tutti i colori… Posso dirti però che all’orizzonte non ne ho mai visto uno buono… Di Agnelli mi chiedo quanti soldi gli abbiamo dati…. con il risultato che abbiamo fatto… Non avendo dati di prima mano, io posso solo fare ragionamenti teorici su dati presupposti, poi posso certo sbagliarmi…. Ma sai, ero studente di un grande economista, e mi ricordo che una mattina disse a lezione: sono stato smentito dai fatti… il giorno prima aveva detto l’opposto… Penso comunque che per il futuro mi astengo dal fare interventi in Come don Chisciotte su temi sensibili… Solo per una forma di onestà intellettuale ho voluto dire perché in qualche misura Berlusconi ha catturato anche il mio consenso… Altrimenti finisce (come per il fascismo) che nessuno è mai stato fascista e così nessuno ha mai votato per Berlusconi… Anzi ti posso – e concludo – che nella mia militanza in FI (poi PdL) ho teorizzato e messo in pratica che si può essere militanti di un qualsiasi partito, e non votare i candidati di questo partito, se proprio li si ritiene inaccettabili: alle ultime elezioni politiche mi sono regolato così. Di più si può fare?

  • bstrnt

    Complimenti, capisco una prima volta dar credito a un soggetto come Berlusconi (quando non lo si conosceva) … errare humanum est, perseverare autem diabolicum ….
    Non che gli altri quisling che impazzano in parlamento siano migliori ….
    Prodi, dopo aver svenduto l’Italia ai poteri anglofoni, ci ha pure stuprato per occultare le sue colpe … altri, comunisti DOC, dal baffetto tremulo, si sono prostrati ai voleri dei fondamentalisti puritani psicopatici, quando si è trattato di cedere il territorio nazionale per permettere democratici bombardamenti alla Serbia.
    Non parliamo poi della vergognosa e criminale faccenda della guerra di aggressione alla Libia …. in cui il parlamento italiano si è dimostrato il verminaio che tutti conosciamo ….
    Il grave è che l’opinione pubblica si stia assuefacendo a questo ritorno alla barbarie, non solo in Italia, ma in tutta Europa!

  • bstrnt

    Siamo alle solite; Berlusconi ha le sue colpe, ma che poi sono le stesse dei papponi, ruffiani e meretrici che farciscono il parlamento.
    La colpa principale di queste larve umane è di rifiutare l’evidenza.
    Ci stanno portando verso il baratro ossequiosi ai dictat dei psicopatici d’oltre oceano, anche se i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
    In Europa i politici si sono dissolti, sono rimasti solamente i quisling, in Italia in particolar modo!
    Se non altro la proposta di Grillo : tutti a casa i responsabili della catastrofe (e senza prebende o vitalizi, visti i danni prodotti) e max. 2 legislature, poi tutti a casa credo possa essere un tentativo per evitare l’occupazione del parlamento da parte dei quisling e il controllo della nazione da parte dei gauleiter a stelle e strisce.