IN DIFESA DEL LICEO CLASSICO, SCUOLA MODELLO PER L'OCCIDENTE

IN DIFESA DEL LICEO CLASSICO, SCUOLA MODELLO PER L'OCCIDENTE
DI NICOLA GARDINI ilsole24ore.com

Il liceo classico è sotto accusa, anzi, sotto assedio. Il problema è squisitamente italiano, e non solo perché una scuola del genere è tutta italiana. Gli attacchi al liceo classico, infatti, non vanno presi – se non come concomitanza storica – per parte della diffusa crisi delle humanities che caratterizza le accademie anglo-americane; e non solo quelle. In India, per citare una grande democrazia, il sapere umanistico è stato smantellato. Lì trionfa la matematica. Ecco una delle ragioni per cui i migliori matematici sono indiani. Non parliamo della Cina.

La corsa precipitosa alla monetizzazione del sapere, insomma, sta facendo piazza pulita degli insegnamenti letterari e linguistici un po’ dovunque. Ci sono università in Inghilterra in cui le humanities sopravvivono solo se chi le vuole insegnare va a cercarsi fondi fuori, con laboriose, kafkiane domande, il successo delle quali porta soldi non solo alla persona che ha fatto la domanda, ma allo stesso ateneo che impiega la persona. La cosa si commenta da sola. In poche parole: i soldi diminuiscono (ne sono spariti tanti con gli ultimi disastri finanziari) e i dipartimenti di studi umanistici si contraggono, si sciolgono, spariscono. La carriera umanistica per moltissimi ormai è solo un’illusione distruttiva.

L’Italia tutto questo, in pratica, non lo subisce. L’Italia ha il liceo classico. Avendo una certa familiarità sia con l’istruzione italiana sia con quella di vari paesi stranieri, non esito a dire che il liceo classico è l’esperimento di pedagogia più geniale e più fruttuoso che un governo occidentale abbia mai messo in piedi: una scuola che fonda principalmente la formazione dell’individuo sullo studio delle lingue antiche, il greco e il latino. Chi esce dal liceo classico – se circostanze slegate dal tipo di studio non si frappongono – conosce la Grecia e Roma e quello che queste civiltà hanno inventano e tramandato e grazie a tale conoscenza sa parlare, sa scrivere, sa pensare, ma soprattutto sa interpretare, mettere in rapporto, relativizzare, confrontare, distinguere, riconoscere il duraturo e l’effimero, dare un nome a fatti diversi, capire la libertà, la bellezza, la varietà e la concordia.

Ma il liceo classico per alcuni non serve più. Questi alcuni sono persone che del liceo classico non hanno un’idea. E se l’hanno, pretendono che venga negato ai giovani in nome di un falso concetto di modernità, che dovrebbe promuovere esclusivamente le scienze. Una simile visione delle cose è limitata da un grave errore: la convinzione che lo studio del greco e del latino non sia cosa scientifica; e che scienza siano solo la fisica, la matematica e la biologia.

Lo studio delle lingue classiche, invece, è scienza tanto quanto lo studio delle leggi della materia o della gravitazione universale. La stessa fisica è un sapere storico, perché analizza campioni di realtà che viaggiano e si trasformano nel tempo. Scienza, indipendentemente dall’oggetto esaminato, è tutto ciò che richiede osservazione, comparazione, sistematizzazione, speculazione là dove i dati mancano, proiezione in avanti. In termini assiologici o gnoseologici non esiste differenza tra lo studio di un frammento di papiro e quello di un neutrino. E questo è così vero che sul latino e sul greco si sono addestrati e si possono ancora addestrare informatici, fisici, ingegneri, medici ed economisti. Solo una lesiva e grottesca riduzione della realtà e della vita umana può negare importanza ai reperti dell’antichità e all’apprendimento di due miracolosi sistemi cognitivi, arrivati fino a noi grazie a un’amorosa e raffinatissima opera di trasmissione, come il greco e il latino. In particolare, eliminare la traduzione (sulla centralità della quale in questo giornale già si è pronunciata Paola Mastrocola) sarebbe un gesto di irresponsabile, gravissimo immiserimento: come sostituire tutti gli originali degli Uffizi con riproduzioni formato poster.

I sostenitori del liceo classico, per fortuna, non mancano. Sono i giovani stessi, e sono persone dei più vari tipi, compresi gli scienziati. Una petizione di un gruppo di professoresse fiorentine dello storico liceo Michelangiolo (http://taskforceperilclassico.it/t/) ha già raccolto circa cinquemila firme, tra cui riconosciamo un Salvatore Settis, una Eva Cantarella e un Luciano Canfora, per citare solo alcuni celebri rappresentanti del sapere umanistico, ma anche due insigni fisici come Guido Tonelli e Carlo Rovelli.

Basta con proposte di riforma boomerang. Basta con questa cecità. Un paese che vuole vivere ha il dovere di sapere prima di tutto dove già eccelle.

Nicola Gardini

Fonte: www.ilsole24ore.com

Link: http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2016-08-26/scuola-modello-l-occidente--170513.shtml?uuid=ADQLW76

28.08.2016

Commenti (36)

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Nascondi area commenti 16 caricati
    1. Denisio 1 settembre 2016

      Mi sembra assurdo generalizzare, ci sono laureati in filosofia capaci di dirti il tutto e il contrario di tutto e proprio per questo non assumono nessun tipo di posizione, non si prendono la briga di fare indagini o si accontentano di dare il loro autorevole parere da imbeccati e da yes man. Viceversa ce ne sono altri più capaci in grado di capire e spiegare a se stessi molte cose che i più non conoscono. Nell ambito scientifico tanto per citare un esempio documentato si è creato dopo l'11 settembre il comitato di ingegneri e architetti che sbugiardano le tesi ufficiali, un bel numero di soggetti:2363 che chiedono al congresso una nuova indagine indipendente dei fatti. Tanto per fare un nome qualsiasi, Natalino Balasso pur essendo un laureato in ingegneria si occupa frequentemente di temi a sfondo filosofico e morale e mai prende le difese dei tecnocrati. Questo non toglie che molti professionisti tecnici siano ben lontani dal capire le dinamiche nascoste della società, assorbiti come sono dai loro impegni quotidiani e da interessi personali di altro tipo.







    1. gaia 1 settembre 2016

      Mi scusi? Se non ho capito male lei sostiene che il classico e quindi le materie umanistiche formano l'UOMO, mentre quelle scientifiche il lavoratore?

      Perché proprio con la locuzione finale sostiene questa versione e non è un contro senso.
    1. gaia 1 settembre 2016

      Che il classico sia un'ottima scuola sono d'accordo ma che tristezza che lei vada fiero di una figlia laureata in giurisprudenza, vive in Italia? Se si quale insegnamento trae da quel mondo?

    1. gaia 1 settembre 2016

      Ciò che qui sostiene in parte smentisce quello che ha dichiarato nel precedente commento.
      I politici vecchia maniera ed una buona fetta dell'attuale posseggono una formazione "classica" e per ciò la società italiana è alfabeta per oltre il 50%, a detta dell'Istat.
    1. gaia 1 settembre 2016

      Che non abbia frequentato il liceo classico lo si capisce leggendola, ma cosa c'entri il metodo Waldorf solo lei lo sa.

    1. gaia 1 settembre 2016

      Ha quasi fatto centro!!

    1. whugo 1 settembre 2016

      Mi trovo ogni giorno a discutere con persone di formazione scientifica, ingegneri, geometri, professori di matematica, ma anche periti e diplomati in scuole professionali e per la stragrande maggioranza di loro, non è mai giusto generalizzare, posso tranquillamente affermare che la loro capacità di comprendere le più semplici dinamiche sociali, di proporre un pensiero critico a quanto letto o sentito in televisione, di "sgamare" le frottole propinate a piene mani da social e mass media è prossima allo zero.


      Sono tutte persone degnissime, alcune sfiorano o sfioravano,essendo molti in pensione, pure livelli di eccellenza nel proprio lavoro ma non hanno quel senso critico necessario per unire i puntini e capire cosa succede intorno a loro.
      L attacco alle materie umanistiche e a quegli istituti che le insegnano, a mio modo di vedere, parte proprio da questo concetto, inibire il più possibile alla maggior parte della popolazione la capacità di sviluppare un pensiero autonomo, valutativo, ostacolare quegli studi che per loro natura forniscono i mezzi per interpretare la realtà odierna partendo dalla conoscenza del passato e dei suoi pensatori più illustri.

      Ps. Lessi tempo fa, ma non ricordo il libro in questione, che il fu PCI forniva i mezzi economici ai figli dei quadri dirigenti che scegliavano le facoltà di studi classici al contrario non faceva lo stesso con quelli che si orientano su quelli scientifici.

    1. Servus 1 settembre 2016

      Sono perfettamente d'accordo con l'autore. Tanto che ho fatto frequentare il classico anche a mia figlia, nonostante già da tempo venga screditato da tanta gente che posso definire tranquillamente 'ignorante', e mia figlia ora che è laureata in Giurisprudenza ne è ben contenta.


      Io ho fatto lo scientifico perché portato a studi scientifici, ma non posso che rimarcare che il classico porta ad una maturazione umanistica più completa.
    1. whugo 1 settembre 2016

      Perfettamente d accordo falkenberg.

    1. Fischio 1 settembre 2016

      Da un pò di anni il percorso scolastico segue gli ordini di chi ha l'interesse a uniformare il pensiero delle masse. Negare la diversità, via tutto ciò che fa riflettere. Di fatto chi interrompe lo studio s'annienta nel trabagai della società post-moderna, chi invece si laurea, o si trova a spasso, o diventa una tessera da inserire in una qualche squallida fessura.
      Materie umanistiche (in primis filosofia e storia) e materie scientifiche si nutrono a vicenda, diversamente un popolo resta ai margini del sapere.

    1. falkenberg1 1 settembre 2016

      Bravissimo Denisio! Lo smantellamento culturale è quello cui punta, in primis, in neo-potere politico attuale! La cultura primo nemico da distruggere, distrutta quella potrai far credere (come stanno facendo da tempo) che i veri valori sono rappresentati dalla tecnologia che è il primo nemico della vera scienza, dal calcio, dalle slot, e da tutto ciò che sfalda la società in nome solo del vile denaro e dei suoi disgustosi, putrescenti, mascalzoni adoratori!
      La cultura, primo nemico da distruggere!!!

    1. falkenberg1 1 settembre 2016

      Finalmente! Non vedevo l'ora di leggere qualcosa del genere su CDC! Era ora!
      Ci sentiamo più tardi!
      Grazie!!!!!!!!!!!!!!!

    1. falkenberg1 1 settembre 2016

      Non è così, per niente!! Lo studio del latino e del greco, e aggiungo anche del sanscrito, dovrebbe essere OBBLIGATORIO in un paese civile, progredito, saggio! Solo quella cultura imposta quale obbligo scolastico dalla più tenera età consente l'acquisizione ed il possesso della CULTURA, QUELLA VERA CHE IL POTERE POLITICO DEI MALINTENZIONATI TEME PIU' DELLA MORTE! A cittadini colti, istruiti, preparati non puoi raccontare frottole di ogni genere e tipo perchè ti sputtanano in tempo reale. Quella cui lei fa riferimento, e che imperversa letale e mortifera per ogni dove, al servizio di soli poteri malsani, criminali e da abbattere, è TECNOLOGIA che è l'esatto contrario della VERA SCIENZA! Per cortesia non confondiamo lo sterco con la cioccolata!

    1. Denisio 1 settembre 2016

      La conoscenza è infinita dunque non si può generalizzare, la matematica
      insegna un metodo che può essere applicato in svariate discipline
      comprese quelle umanistiche ma non significa che si debbano escludere queste ultime. Nella storia e nella vita reale ci sono e ci saranno sempre
      brillanti uomini che a scapito dell'istituto che li ha formati hanno
      nella vita un rapporto polivalente senza possedere titoli che certificano tutto quello che fanno. La capacità di sapersi destreggiare in svariate situazioni credo che sia in parte innata e legata al patrimonio famigliare e culturale.
      Non si può assolutamente generalizzare, non si può nemmeno escludere
      l'educazione di tipo parentale sia come coudiuvante oppure come forma
      alternativa di formazione. Siamo tutti diversi da un punto di vista genetico e dunque dovremmo poter
      scegliere anche in itinere che cosa fa per noi, compresa la possibilità
      ad una certa età di continuare gli studi magari abbinandoli ad una
      riduzione dell'orario lavorativo. Questa meravigliosa idea di togliere
      le materie umanistiche, di non dare sbocchi lavorativi ai laureati umanistici parimenti retribuiti a quelli di altri professionisti mi sembra una mossa politica che mira allo smantellamento culturale in un paese dove certe professionalità sarebbero preziosissime. Un altro effetto della politica liberista.

    1. PietroGE 1 settembre 2016

      Sono contentissimo di aver frequentato lo scientifico e non credo proprio che l'apprendimento del greco e del latino sia equiparabile al ragionamento scientifico. Lo studio della classicità, secondo me, dovrebbe essere facoltativo, la priorità deve essere riservata alla visione del mondo, e qui la scienza ha un posto di primo piano.

    1. GioCo 1 settembre 2016

      Provengo addirittura da un Professionale, l'ultimo gradino delll'istruzione e poi un tecnico serale, forse perché serale persino a un gradino più basso.
      Non avrei mai potuto frequentare alla mia epoca il classico, eppure non c'era niente di me che lo desiderava di più: la mia memoria e la mia parziale disabilità in lettura, mi impedivano comunque di frequentare un licelo di quel tipo, già fatico con l'inglese, figuriamoci come sarei andato male con greco e latino.

      Eppure, anche se non ho potuto usufruire dell'eccellenza di questo paese mi sento di difenderla a spada tratta: il fatto che non abbia avuto la fortuna che avrebbero potuto altri, non mi da il diritto di parlare male di questa istituzione che ha formato e forma l'eccellenza senza ombra di dubbio.
      Noi non possiamo competere con la formazione scientifica e tecnica che troviamo all'esterno, banalmente perché le risorse in denaro e in mezzo disponibili sono tutt'altre. Nemmeno quella economica, medica o di giurisprudenza, perché abbiamo sbocchi chiusi da pletore di servilismi di varia natura che ci vincolano: il nostro è un mercato troppo piccolo. Chi è interessato a fare questo tipo di carriera è bene studi le lingue e vada all'estero. Meglio l'alberghiero, ma poi comunque conviene migrare.

      Il classico è l'unico che ci fornisce flessibilità di pensiero sufficiente per adattarci alla bisogna come sempre abbiamo fatto, eccellendo in ogni campo decidiamo poi di spenderci nella vita. Non a caso era l'unico percorso che dava accesso all'università un tempo. A me piacerebbe comunque che i percorsi potessero diventare flessibili. Cioè che gli atenei avessero al proprio interno (tutti) un percorso classico e umanistico centrale e poi lezioni differenziate un po' come all'università: ti iscrivi e frequenti non dove ti dice l'ateneo ma dove ritieni che sia per te meglio. In questo modo percorsi obbligatori e facoltativi sarebbero poi quelli che nel loro insieme permettono l'accesso agli esami finali per le differenti maturità classica, tecnica e scientifica. Ci metti un anno o dieci sono fatti tuoi, basta che paghi le tasse. Per gli esami dei corsi basterebbe un attestato di presenza (appello) o di idoneità con i bruttissimi test a crocette, non x rilasciare voti ma solo l'idoneità. Accumuli gli attestati e quando ne hai abbastanza ti presenti per gli esami.

      Questo darebbe ai frequentanti la possibilità di recuperare, di capire quale percorso è meglio senza dover cambiare scuola, di adattarsi nel tempo e per l'istituzione potrebbe essere un risparmio.
      Inoltre credo che manchi da sempre un incentivo serio per i docenti di fare carriera. Troppo isolati, troppo incatenati alle rigidità burocratiche, anche quando "finalmente" conquistano la cattedrà: un docende frustrato non serve ad altro che a dimostrare che la scuola italiana fa schifo.
      La scuola non dovrebbe essere solo il luogo dove si formano individui, ma dove si fa esperienza e dove si mettono in pratica modelli di insegnamento. Per ciò le scuole non dovrebbero avere orientamenti differenti (tipo tecnico o scientifico) ma modelli di insegnamento differenti e adattati a tipologie di persone. Non si può avere come unica alternativa al "più o meno si fa così" la staineriana, è semplicemente folle!!!

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