Home / ComeDonChisciotte / IMPUNITA' E SALVACONDOTTI

IMPUNITA' E SALVACONDOTTI

DI GIULIETTO CHIESA
ilfattoquotidiano.it

Parafrasando Bettino: da oggi siamo tutti un pò più mafiosi. Anche se, dopo la decisione della Cassazione, si può affermare che la mafia non esiste. Perché se non esiste il concorso esterno (o se “non ci crede più nessuno”), ciò equivale a dire che non esiste nemmeno la mafia, che è tutta un “concorso esterno”, salvo quando ti fa saltare in aria con le bombe, o ti spara un colpo in bocca e ti incapretta.

Certo, nostro malgrado, ma è così.

Parafrasando Pasolini potremmo dire che, pur non avendo le prove, sappiamo quasi tutto quello che si deve sapere.Qualche giornale ha scritto che ieri il cellulare di Dell’Utri parlava spagnolo, lasciando intendere che, forse, il braccio destro di Berlusconi stava aspettando la sentenza fuori dai confini patrii. Io penso che quella segreteria telefonica fosse una interferenza casuale. Volete che non sapesse come sarebbe andata a finire? Quello, citando Leonardo Sciascia, è un “vero uomo”, mica un “quaqquaraqquà” qualunque.

L’eroe del nostro tempo, liberato dalla mafia, è un signore, Francesco Iacoviello, che, nella sua qualità di Procuratore Generale delle Cassazione, (grazie alla ferrea memoria di Travaglio, che ha fatto l’elenco) ha nel suo curriculum “la richiesta e l’ottenimento dell’annullamento delle condanne di Squillante per IMI-Sir e di De Gennaro per il G8, e la conferma dell’assoluzione di Mannino e della prescrizione per Berlusconi nel caso Mondadori”. Giustizie sono state fatte.

Resterà nei libri di storia, meritoriamente. Nei libri di storia scritti dai vincitori. Solo in quelli, naturalmente, ma poiché sono quelli che contano, buon per lui. Arriverà alla pensione con tutti gli onori.

Noi, che siamo saltati in aria – moralmente – insieme a Falcone e a Borsellino, non dobbiamo lamentarci o piangere. Questo è il risultato dei rapporti di forza politici in cui si trova questo nostro disgraziato paese. L’unica cosa che dobbiamo proporci è di rovesciare questi rapporti di forza, sempre che ne abbiamo ancora l’intenzione e il coraggio.

Giulieto Chiesa
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/impunita-salvacondotti/196467
10.03.2012

Pubblicato da Davide

  • Tao

    LA MAFIA NON ESISTE

    DI MARCO TRAVAGLIO
    ilfattoquotidiano.it

    La Cassazione che annulla una condanna con rinvio ad altro processo d’appello rientra nella fisiologia del sistema giudiziario italiano. Non comporta affatto una bocciatura delle accuse,ma solo della sentenza d’appello, che qui presentava più di un’incongruenza. Del resto, chiunque lo conosca un po’ sa bene che il processo Dell’Utri è il più solido fra tutti quelli celebrati per concorso esterno in associazione mafiosa. Il meno dipendente dai mafiosi pentiti. Il più ricco di prove autonome, documentali e testimoniali, di intercettazioni, addirittura di ammissioni dell’imputato: insomma il meno legato alle parole e il più ancorato ai fatti. Se nel nuovo appello Dell’Utri fosse assolto, significherebbe che non si potrà mai più condannare nessuno per aver servito la mafia dall’esterno, cioè senza farne parte. Una jattura dalle proporzioni incalcolabili, in un paese infestato dalle mafie proprio grazie ai loro rapporti esterni con politici, pubblici funzionari, finanzieri,professionisti, magistrati, avvocati.

    Eppure ieri il Pg della Cassazione Francesco Iacoviello, ex pm a Ravenna, già celebre per aver chiesto e ottenuto l’annullamento delle condanne di Squillante per Imi-Sire di De Gennaro per il G8, e la conferma dell’assoluzione di Mannino e della prescrizione per Berlusconi nel caso Mondadori, non si è limitato a criticare la criticabilissima sentenza d’appello che condannava Dell’Utri fino al 1993 e lo assolveva per il periodo politico. Ha preso in contropiede persino i difensori e ha liquidato 15 anni di lavoro di investigatori, pm, periti e giudici come cosa da niente,lanciandosi in una sprezzante lezione di diritto ai pm che hanno indagato Dell’Utri, al gup che l’ha rinviato a giudizio, ai tre giudici del tribunale che l’han condannato a 9 anni e ai tre giudici d’appello che l’han condannato a 7 anni. Già che c’era, ha aggiunto che il concorso esterno non esiste, “è un reato a cui non crede più nessuno”. In realtà al concorso esterno non credono i mafiosi e i loro amici.

    Ci credono le sezioni unite della Cassazione (9 giudici), che nelle sentenze Carnevale e Mannino hanno confermato che il concorso esterno esiste eccome, delimitandone i confini. Ci credono decine di giudici della Suprema Corte, che hanno confermato condanne per concorso esterno di politici (Gorgone e Cito), imprenditori (Cavallari) e funzionari infedeli (Contrada e D’Antone).Devono averci creduto anche quelli del processo Dell’Utri, altrimenti ieri avrebbero annullato senza rinvio. Ma soprattutto ci credevano Falcone e Borsellino che, non avendo avuto la fortuna di lavorare a Ravenna, configurarono per primi quel reato nella sentenza-ordinanza del processo maxi-ter a Cosa Nostra e poi la mafia li ammazzò anche perché al concorso esterno ci credevano. Il processo Dell’Utri non si basa su “frequentazioni e conoscenze con mafiosi”, come sostiene Iacoviello paragonandolo al caso Mannino. Di Mannino i giudici ritennero provate le conoscenze e le frequentazioni mafiose, ma non i favori alla mafia. Su Dell’Utri, invece, ci sono montagne di prove sui favori alla e dalla mafia. Anche limitandosi alla carriera pre-politica di manager berlusconiano, è stranoto che B. fosse succube dei mafiosi (al punto di pagarli o di dirsi pronto a pagarli) proprio perché Dell’Utri gli aveva infilato Mangano in casa e mediò per riportare la pace dopo ogni minaccia e attentato. Dire che questo non è concorso esterno e soprattutto che il concorso non esiste è un salto indietro, culturale prima che giuridico, agli anni bui in cui per certi giudici Cosa Nostra era solo un coacervo di bande disomogenee e disorganizzate.

    Insomma la Cupolaera un’invenzione di Falcone, il “teorema Falcone” che “non capisce niente” e vuole solo “fregare qualche mafioso”, come diceva nel 1994 Corrado Carnevale al collega Aldo Grassi, che non faceva una piega e ieri presiedeva il collegio che ha annullato la condanna di Dell’Utri.

    Anni fa Dell’Utri disse che “la mafia non esiste” e un’altra volta concesse: “Se esiste l’antimafia, esisterà anche la mafia”. Non immaginava che un giorno, in Cassazione, avrebbe dovuto chiedere il copyright.

    Marco Travaglio
    Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it
    10.03.2012

  • AlbertoConti

    Azzeccagarbugli, carnevale, iacoviello, la storia si ripete, come un orologio svizzero. Spiace dirlo, ma questa è una misura del paese, molto precisa e confermata dalla non-reazione di sempre.

  • radisol

    Ricordo perfettamente il fatto che, nelle convulse ore delle dimissioni di Berlusconi …. ci fu un incontro a due a Palazzo Grazioli tra lui e Monti … e ricordo pure che, durante il Tg de La7, la corrispondente che riferiva da fuori Palazzo Grazioli di quell’incontro parlò esplicitamente del fatto che si stava, su impulso di Napolitano, discutendo di un “salvacondotto” per Berlusconi ed i suoi in cambio delle dimissioni … e che quella corrispondente, che peraltro poi da allora non ho più visto in video, fu praticamente azzittita ed incenerita per questo da Mentana in piena diretta televisiva ….

  • radisol

    Ricordo perfettamente il fatto che, nelle convulse ore delle dimissioni di Berlusconi …. ci fu un incontro a due a Palazzo Grazioli tra lui e Monti … e ricordo pure che, durante il Tg de La7, la corrispondente che riferiva da fuori Palazzo Grazioli di quell’incontro parlò esplicitamente del fatto che si stava, su impulso di Napolitano, discutendo di un “salvacondotto” per Berlusconi ed i suoi in cambio delle dimissioni … e che quella corrispondente, che peraltro poi da allora non ho più visto in video, fu praticamente azzittita ed incenerita per questo da Mentana in piena diretta televisiva ….

  • nuvolenelcielo

    …quindi alla fine aveva ragione Berlusconi. Tutti i processi su di lui e sui suoi sono stati politici. L’innocenza o la colpevolezza sono optional di cui è impossibile parlare, non significano nulla in questo contesto, il processo è un’arma politica usata dalla magistratura. A volte vieni prosciolto, a volte vieni processato, a seconda di quello che conviene, non a seconda della giustizia.

  • AlbertoConti

    Lo ricordo anch’io. Ma come faceva, da fuori, a sapere quel che si diceva dentro? Anche la “stampa” ben introdotta nel sistema può commettere delle “gaffe”. Bisogna ammettere però che i dispositivi di sicurezza “preventiva” nella stragrande maggioranza dei casi funzionano bene. Un altro episodio famoso è quello della cronista americana che in diretta TV annunciò l’impatto con la seconda torre prima che fosse realmente avvenuto. Comunque la tragedia italiana è che la magistratura italiana non è ne superpartes ne tantomeno indipendente, come ha da essere in qualunque sistema mafioso, che non è esattamente il modello del Machiavelli.

  • radisol

    Che Berlusconi, a parte le sorie di sesso che mi interessano poco anche se poi se sono coinvolte minorenni il discorso cambia, sia oggettivamente colpevole di corruzioni varie, evasioni fiscali ecc. ecc. non possono esserci dubbi, nemmeno un bambino di passaggio non lo capirebbe …. per non parlare poi di Dell’Utri e dei rapporti con la mafia ….. una volta detto questo, però è vero che anche la giustizia risente fatalmente delle dinamiche politiche … ad una totale indipendenza della magistratura non ho sinceramente mai creduto … e non parlo tanto del pool “storico” milanese, composto di gente come D’Ambrosio, Davigo e Colombo ( Di Pietro contava poco, venne buttato in pasto ai media, proprio perchè allora uomo innegabilmente di destra e quindi non sospettabile di essere “toga rossa”) che anche nei decenni precedenti avevano provato a colpire la corruzione ma erano stati sempre in qualche modo “stoppati” … e poi invece ad inizio anni novanta furono invece improvvisamente lasciati liberi di agire …. quanto piuttosto di personaggi come Caselli, da sempre oggettivamente “fiancheggiatore” del Pci – Pds – Ds – Pd in ogni “emergenza” ( lottarmatismo, mafia, ora i No Tav) …. oppure Violante, in tempi più lontani Calogero, Spataro, Catalanotti …… del resto nei decenni scorsi, sempre in magistratura, non sono certo mancati nemmeno uomini “organici” alla destra …. basti pensare a Carnevale, a Nordio, a Cordova, a Nitto Palma, a Mantovano, ad Alibrandi, a Vitalone, alla Procura di Roma per decenni “porto delle nebbie” ….
    Per cui è senz’altro vero che la magistratura, come tutti i poteri in Italia, risente profondamente di spinte della politica in un senso o nell’altro …. ma questa di oggi è un altra storia … credo proprio che certi pronunciamenti recenti ( la prescrizione, discutibile, per il caso Mills, l’annullamento del processo a Dell’Utri, la bocciatura dei referendum elettorali da parte della Consulta) siano dovuti alla scelta politica concordata e bipartisan di non disturbare il “manovratore” Monti, evitando quindi fibrillazioni nella composita maggioranza che lo sostiene … insomma, un bel salto di qualità anche rispetto ad un pessimo passato ….

  • radisol

    Dici “Ma come faceva, da fuori, a sapere quel che si diceva dentro? ” … semplicemente lo sapevano tutti ….. solo che la tizia, giovane e ingenua, non aveva capito o non sapeva che la cosa non andava assolutamente detta in tv o sui giornali …. e quindi aveva pensato di fare il personale “scoop” in diretta, non avendo evidentemente capito che tipo di “consegna del silenzio” era stata decisa …. e Mentana, solitamente molto “anglosassone”, glielo fece capire in modo molto ruvido e diretto …. se poi non l’hanno addirittura cacciata da La7 o quantomeno relegata in qualche sgabuzzino …

  • nuvolenelcielo

    Tu sei più informato di me, e in linea di massima sono d’accordo. Il punto è che oggi non si può più dire che Berlusconi sarebbe oggettivamente colpevole, perché per dirlo bisognerebbe dire che la giustizia non è giusta (è venduta alla politica), ma allora se sì dice che la giustizia è solo un ramo della politica, si dice esattamente quello che ha sempre detto Berlusconi…, e quindi si dà ragione alla sua difesa. Non se ne esce.

  • radisol

    Si, ma vale più o meno per tutti e tutto, mica solo per Berlusconi … vale per Penati, vale per Lusi … che francamente considero tutti farabutti …. ma il problema di fondo rimane … Berlusconi poi è stato prescritto e grazie a leggi fatte ad hoc proprio dai suoi governi ( ma nemmeno abolite da Prodi nel suo interregno e nemmeno oggi da Monti), mica assolto … ma a questo punto la cosa mi interessa davvero poco … il problema vero a questo punto è decisamente un altro … e cioè che la governabilità di Monti, commissario liquidatore per conto di Bce, Fmi ecc. ecc. di ogni conquista sociale in Italia, va preservata in tutti i modi …. siamo oltre la magistratura “di parte” del passato … ora la “parte” è una sola … compatta e solida come una roccia …

  • Giancarlo54

    Evidentemente il patto Napolitano-Berlusconi, prevedeva, oltre alla salvezza giudiziaria dell’ex premier, anche la revisione dei processi del già condannato Dell’Utri. Dove sono e cosa dicono i “festeggiatori” del “glorioso” Novemvre 2011?

  • castigo

    stanno a casa, da veri “utili idioti” (cit. Lenin), insieme al buon giulietto il quale, dopo aver condiviso il desco insieme alla classe politica tutta, sta tentando da un po’ di rifarsi una verginità politico/sociale……

  • andyconti

    Per rispondere a nuvoleincielo: se parliamo di salvacondotto al cav. parliamo di sentenza pilotata per assolvere, nonostante il reato esista. Ma di sentenze pilotate per condannare, in Italia ancora non le ho viste. Magari hanno selezionato chi condannare (Craxi piu’ bersagliato di altri per esempio), ma sono casi rari. Normalmente vedo accuse giuste che finiscono in fumo per manovre degli stessi magistrati (caso Dell’Utri) o per leggi ad personam. Oppure vedo accuse giuste che finiscono in condanne per eliminare certi personaggi (appunto Craxi). Quello che non vedo sono personaggi potenti innocenti. E non vedo una giustizia funzionante e corretta. In pratica, se la cantano tra di loro. Se parliamo di cittadini senza protezioni importanti, invece, le condanne scattano anche quando non sono giuste. Magari il quadro non sara’ sempre cosi’ catastrofico (non dimentichiamo il malfunzionamento dovuto a burocrazie e risorse carenti) ma sifdo chiunque a dimostrare che il nostro paese rispetta i principi democratici.

  • lucamartinelli

    Veramente mi sarei meravigliato del contrario. Siamo veramente tutti ingenui, perche’ cosi’ vuole la nostra struttura psichica. Sappiamo tutto del funzionamento del potere e delle bande criminali mafioso-massoniche , eppure abbiamo sperato nella condanna di Dell’Utri. Ma cane non mangia cane. Alla cassazione arrivi solo se hai il grembiulino e non farai certo del male a un tuo confratello. Napolitano è massone, Berlusconi anche. Monti e Prodi pure. La mafia è un tutt’uno con la massoneria….infatti abbiamo solo sperato nella conferma della condanna.. saluti “fraterni”.

  • gattocottero

    Falcone era socialista, e Borsellino era dell’MSI.

    Ambedue erano odiati da una magistratura oramai egemonizzata da magistratura democratica, ma Falcone lo era di più in quanto socialista.

    Così in vita.

    Da morto, viceversa, ecco che tutti quelli che lo avevano osteggiato ora lo celebrano arrivando perfino a tirarlo fuori dalla tomba alla bisogna.

    Il reato di concorso esterno NON PUO’ E NON DEVE diventare lo strumento per perpetrare tutti gli abusi possibili contro lo stato di diritto.

    Su Dell’Utri non c’è alcunché, non ci sono prove, ma che dico prove: nemmeno la più lontana somiglianza di una prova.

    In una simile situazione, o si decide fin da subito che l’imputato è colpevole come fossimo di fronte ai tribunali del popolo dell’Unione Sovietica, oppure sono processi che nemmeno devono iniziare.

  • gattocottero

    Falcone era socialista, e Borsellino era dell’MSI.

    Ambedue erano odiati da una magistratura oramai egemonizzata da magistratura democratica, ma Falcone lo era di più in quanto socialista.

    Così in vita.

    Da morto, viceversa, ecco che tutti quelli che lo avevano osteggiato ora lo celebrano arrivando perfino a tirarlo fuori dalla tomba alla bisogna.

    Il reato di concorso esterno NON PUO’ E NON DEVE diventare lo strumento per perpetrare tutti gli abusi possibili contro lo stato di diritto.

    Su Dell’Utri non c’è alcunché, non ci sono prove, ma che dico prove: nemmeno la più lontana somiglianza di una prova.

    In una simile situazione, o si decide fin da subito che l’imputato è colpevole come fossimo di fronte ai tribunali del popolo dell’Unione Sovietica, oppure sono processi che nemmeno devono iniziare.

    ps
    ho immesso due volte il commento perché ho sbagliato, lo volevo mettere qui

  • geopardy

    Non entro nel merito del processo dell’Utri (basterebbe avere una sua biografia del malalaffare, come quella che venne pubblicata su di lui e compagnia briscola più di 20 anni fa dall’allora vero giornale investigativo di Avvenimenti), dico soltanto che 140 miliardi di euro mossi dalla mafia (questi sono dati ufficiali della GdF) ogni anno, oggi fanno comodo più che mai in un mondo drogato dal pil e corrotto da cima a piedi.

    Come si possano stimare certe cifre su qualcosa che “non esiste” non so, ma se esistesse realmente la mafia (lo dico in senso ironico), con tali cifre mi sembrerebbe impensabile che una qualche forma di concorso esterno non ci fosse, ma, se continua così, tra poco saremo considerati complottisti anche nel’usare la parola mafia.

    Altro che revisionismo storico, qui ad essere revisionata è l’a,b,c stesso della ragione.

    Figuriamoci se il curatore fallimentare Monti possa tentare minimamente di arginarli, piuttosto penserà, magari con oculati asccordi (come l’Imu per la Chiesa) consensuali, di farli entrare nel sistema fiscale, sennò che bocconiano sarebbe.

    Falcone e Borsellino, alla luce di ciò, potremmo considerarli due pericolosi terroristi politici ed in più i padri del moderno complottismo, quindi gli ideologi responsabili pure di chi non crede alle odierne versioni ufficiali dei fatti più sconcertanti.

    Terribile la responsabilità di questi due “fanatici”, che ci hanno fatto credere che le persone per bene che da sempre si sono occupate della nostra politica italiana fossero poco chiare nella loro azione di volontariato nazionale, volto soltanto al nostro esclusivo benessere.

    Era ora che si mettesse pace.

    Sulla base di ciò, credo che nè Falcone nè Borsellino siano morti, è stata tutta una montatura, saranno andati sicuramente ad infestare con la loro opera terroristica paesi come l’Afganistan, l’Iraq, la Libia ed ora la Siria, magari passando pure per Tunisia ed Egitto.

    Saranno mica loro i veri dirigenti di Al-Qaeda?

    PORGO LE MIE PIU’ PROFONDE SCUSE ALLA MEMORIA DI FALCONE E BORSELLINO, per ciò che la rabbia indotta dai recenti fatti mi ha ispirato ironicamente a scrivere su di loro.

    Ciao

    Geo

  • radisol

    Falcone “socialista” non è stato mai.
    Di sinistra certamente ma lontano mille miglia dai socialisti.
    Certamente essendo un pizzico più disposto al compromesso ( lecito ) di quanto lo fosse Borsellino, ad un certo punto accettò la proposta di Martelli ( ma anche di Andreotti) di venire a Roma a creare dal nulla la superprocura antimafia.
    Sia Martelli che soprattutto Andreotti avevano avuto i loro bravi rapporti di scambio con la mafia ma dopo gli omicidi dell’esattore Salvo e dell’europarlamentare Lima si erano resi conto che con i corleonesi non era più possibile “impattarsi” ed avevano deciso di creare le condizioni, appunto con Falcone, di almeno ridimensionare il potere di ricatto dei corleonesi medesimi.
    L’accettazione di Falcone di questo incarico provocò le ire non solo di Magistratura Democratica ( cui Falcone aderiva, anche se poi si era spostato nella corrente Movimenti, sempre di sinistra) ma soprattutto dei movimenti antimafia palermitani, allora soprattutto diretti dalla Rete del sindaco Orlando.
    Ma adesso aggregare Falcone al carro di Craxi e Martelli mi sembra veramente una notevole forzatura …
    Borsellino aveva militato da giovane nel Fuan, scherzosamente Falcone era uso salutarlo col saluto romano, ma pure lui era lontano mille miglia dalle correnti di destra della magistratura ( all’epoca a dir poco asservite) ed era casomai vicino proprio ai movimenti antimafia palermitani, dove peraltro gli ex missini abbondavano ….

  • gattocottero

    Lei non è bene informato.

    Falcone era socialista. Lo confermo, e lo stesso Martelli non lo ha mai negato. Martelli offrì tale incarico a Falcone per via del totale boicottaggio che egli stava subendo da parte della stragrande maggioranza dei suoi colleghi.

    In altre parole Falcone PRIMA fu ostracizzato da Magistratura Democratica, e quindi Martelli gli diede perciò una mano.

  • antiUsrael

    R:”Lei se ne deve andare ormai l’Italia ha perso credibilità” B:”Ma io sono un bravo presidente! in Italia c’è un problema di strapotere della magistratura!” R:”Ma non sia infantile! Che non lo sa che quando nei governi democratici occidentali dobbiamo rimuovere qualcuno lo facciamo braccare dalla magistratura?” Tratto dall’incontro tra Edmond Rothschild e S.B. a palazzo grazioli qualche giorno dopo il linciaggio satanico di bravehert Gheddafi e qualche giorno prima dell’11-11-11. Qualcuno penserà che non è vero perchè non si citano fonti,ma non importa.
    Nessuno più dovrà rimmeterci la vita.

  • antiUsrael

    R:”Lei se ne deve andare ormai l’Italia ha perso credibilità” B:”Ma io sono un bravo presidente! in Italia c’è un problema di strapotere della magistratura!” R:”Ma non sia infantile! Che non lo sa che quando nei governi democratici occidentali dobbiamo rimuovere qualcuno lo facciamo braccare dalla magistratura?” Tratto dall’incontro tra Edmond Rothschild e S.B. a palazzo grazioli qualche giorno dopo il linciaggio satanico di bravehert Gheddafi e qualche giorno prima dell’11-11-11. Qualcuno penserà che non è vero perchè non si citano fonti,ma non importa.
    Nessuno più dovrà rimetterci la vita.