IMPOTENZA DEL POTERE

DI FRANCO BERARDI BIFO
Rekombinant

Quando nacque, in un piccolo incontro parigino del 1975, quello che oggi si
chiama G8, era un organismo capace di prendere decisioni e di agire di
conseguenza. Oggi il vertice G8 e` un pachiderma spettacolare e gigantesco
che mobilita un numero strabiliante di giornalisti, guardie del corpo
poliziotti elicotteri e costa una somma spaventosa, ma le sue capacita` di
decisione e di azione efficace sono ridotte praticamente a zero. All`ombra
del vulcano, metafora di un mondo ingovernabile, hanno deciso che fra
quarantadue anni le emissioni inquinanti saranno dimezzate. Avrebbero potuto
decidere con la stessa credibilita` che fra cinquemila anni saremo tutti
belli come Nicole Kidman.

Nessun impegno sull`anno prossimo, ne` sul prossimo
decennio. Le discussioni sull`Africa non fanno passi avanti per
l`impossibilita` di un accordo sulla questione Zimbabwe. Di crisi alimentare
non si e` trovato il tempo di parlare. Il rumore delle esplosioni che arriva
dal Pakistan e dall`Afghanistan e` la vera preoccupazione del gruppo di
falliti che si e` riunito in Hokkaido.


Mai si ebbe piu` chiara evidenza dell`impotenza attuale della politica.
L`ossessione capitalista della crescita ha prodotto effetti che sono
irreversibili, e la complessita` dei sistemi globali supera di gran lunga le
capacita` di comprensione e di analisi dei sofisticatissimi ma impotenti
sistemi di controllo degli Stati. Solo gli automatismi ciechi dell`economia
di profitto governano il mondo. Solo il caos governa i sistemi sfuggiti alla
volonta` razionale degli umani. La politica recita i suoi mantra e mostra i
muscoli contro la societa`. C`e` infatti un solo piano sul quale gli
impotenti rappresentanti di un potere rituale sono in grado di agire: la
repressione contro la societa`, la violenza sistematica contro chiunque
agisca alla luce del sole per denunciare la demenza del potere.

Ieri, otto luglio, mentre gli otto signori della terra si scambiavano gli
ultimi saluti dandosi appuntamento in Sardegna per l`anno prossimo (quelli
che l`anno prossimo ci saranno ancora) il movimento si convocava nel
villaggio di Date, a venti chilometri di distanza dal vulcano, per una lunga
marcia sotto il sole. I convenuti sono poche centinaia. L`apparato di
sicurezza giapponese schiera in compenso ventunmila poliziotti. Io non posso
seguire la marcia, non ho il fisico per reggere una prova come questa.
Rientro in citta` nel pomeriggio, e dalle parti della stazione, mentre mi
dirigo in albergo mestamente, mi si presenta una scena impressionante. La
stazione e` circondata da camion carichi di poliziotti. Agenti in tuta da
combattimento con lunghi bastoni bianchi pattugliano le strade. Mi chiedo
perche` stanno facendo questo, dato che i pochi contestatori stanno
marciando, molto lontano dalla citta`, in un gesto sacrificale sotto il sole.
Ad un tratto, mentre sono fermo al semaforo in compagnia di ragazzine dai
calzettoni neri e le trecce dipinte di viola, di anziane signore con la borsa
della spesa e nervosi impiegati con cellulare all`orecchio, un gruppo di
poliziotti blocca il traffico con cavalli di frisia ipertecnologici. Un
elicottero ruota minacciosamente sulle nostre teste volteggiando tra i
building di acciaio bianco. Una folla ipnotica si immobilizza davanti ai
bastoni luminescenti di agenti in tuta azzurra. Mentre il viale centrale e`
una pista deserta, nelle vie laterali file ordinate di automobili attendono
silenziose: nessuno protesta, nessuno fiata, nessuno si chiede ne` cosa ne`
perche`. I minuti passano, ed il lugubre flap flap dell`elicottero e` l`unico
rumore dell`universo. Poi finalmente due moto affiancate a velocita`
pazzesca, poi un`auto scura veloce, con un invasato che sporge tutto il busto
fuori dal finestrino, e infine, con bandierine al vento, sfila una limousine
dai vetri azzurrati.

E` passato il potere. La vita riprende. Ognuno per la sua strada. La guerra
di sempre, sorda, solitaria, triste, senza speranza.

Franco Berardi Bifo
Fonte: www.rekombinant.org/
Link: http://liste.rekombinant.org/wws/arc/rekombinant/2008-07/msg00012.html
9.07.08

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Tao
Tao
9 Luglio 2008 7:44

La migliore l’ha scritta il corrispondente della Bbc : «Se riaffermare impegni vecchi di 16 anni è un progresso, indubbiamente il G8 giapponese è stato un successo». In effetti la dichiarazione su “Ambiente e cambiamento climatico” uscita dal vertice di Toyako è l’esatta copia dell’accordo sottoscritto da 200 paesi nel 1992 a Rio de Janeiro. Per di più peggiorato. E’ sparito infatti ogni riconoscimento del debito storico che il Nord del mondo ha nei confronti del Sud – cosa ben diversa dagli spiccioli ai più poveri che, oltretutto, sono i più colpiti dagli effetti delle variazioni climatiche – e dunque si aprono ampi spazi per la solita melina di Washington che, prima di accettare obiettivi vincolanti, pretende il coinvolgimento delle nuove potenze economiche emergenti. Insomma, visto che negli ultimi quindici anni buona parte delle produzioni più inquinanti del Nord sono state trasferite a Sud, in Cina, in India, in Messico, in Brasile e in Sudafrica, causando un prevedibile aumento delle emissioni inquinanti a carico di questi paesi, Bush si può permettere di utilizzarli come scusa per non sottoscrivere alcun impegno vincolante. Il taglio del 50% delle emissioni entro il 2050 – ancora si discute se il calcolo va fatto su… Leggi tutto »