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IMPARATE DA BOLOGNA


DI BIFO
Il Manifesto

All’inizio venne Cofferati. Nell’autunno del 2005 il sindaco di Bologna lanciò una campagna contro i lavavetri. Secondo lui c’era un racket e bisognava colpirlo. I carabinieri si misero alla ricerca del racket, e dopo qualche tempo dovettero smentire la tesi del sindaco. Non c’è nessun racket, sono solo poveracci che chiedono danaro in cambio di un lavoro utile: lavano vetri e se vuoi puoi dargli mezzo euro. Ma la gente si incazza. L’automobilista che alle sette di mattina, incolonnato in una fila eterna respira gas di scarico è triste, rabbioso, aggressivo. E come non capirlo? Va al lavoro. I prezzi salgono. I salari scendono. E quando sei incazzato hai bisogno di prendertela con qualcuno, possibilmente più debole e più povero. Il lavavetri è perfetto. In Italia sta nascendo un nuovo partito. Anche se si chiama democratico quel partito ha deciso di presentarsi sulla scena con una campagna che non si può qualificare altrimenti che razzista.

Per conquistare il consenso della gente troviamo qualcuno che sia più miserabile di tutti e scarichiamogli addosso la miseria di tutti quanti. Ha funzionato, può funzionare ancora.

Chi sono i lavavetri? Scocciatori, risponde il benpensante irritabile che è in ciascuno di noi. Arresteremo tutti gli scocciatori? Quella di lavavetri è una definizione di tipo razziale.Perché perseguitare un poveraccio che fa il gesto di lavarti i vetri della macchina? Invece di chiedere l’elemosina propone uno scambio normale. E’ il libero mercato, no? Ma ai lavavetri è precluso.

A Bologna adesso si parla di mandare in galera coloro che scrivono sui muri: non piacciono al sindaco della città.. Keith Haring e Basquiat, Rammelzee e Chamberlain e Dash sono considerati grandi artisti e le loro opere adesso si vendono nei musei, ma prima hanno sporcato con i loro segni i muri delle strade di tutte le città americane. E le paperette di Pea Brain, e le facce digrignanti di Cane k8, non sono forse l’arte più interessante che si sia vista a Bologna negli anni ’80? Ma per Cofferati gli artisti sono da mettere in carcere. Forse Cofferati odia i graffitisti perché ce n’è uno che scrive sui muri: Cofferati mi fa pena, e un altro che scrive Bologna non merita un sindaco fascista. Il suo amico Dominici sindaco di Firenze dice che ha riletto Lenin prima di lanciare il suo pogrom. Bravo. Che gli dobbiamo fare a questi lumen proletariat, caro compagno Vladimir Ilic? Noi che siamo il partito della classe operaia mica possiamo tollerare questi straccioni. Già che c’è il bolscevico Dominici dovrebbe dirla tutta. Il compagno Vladimir nel 1918 non esitava a invitare allo sterminio, quando si trattava di raddrizzare le gambe ai lunpen e ai kulaki. E la Kolyma, compagno Domenici, la tua Kolyma la metti a Scandicci?

Dicono che questo è il solo modo per ottenere un po’ di consenso. Incitare al pogrom contro i poveracci è un modo per avere quel consenso che il centrosinistra non sa ottenere altrimenti.

Però io ci penserei due volte. Ad esempio, il primo di questi democratici amanti dell’ordine, il sindaco di Bologna di cui dicevo poc’anzi, nel primo anno del suo mandato aveva un consenso così maggioritario che qualcuno diceva pare bulgaro. Dopo tre anni di stress ininterrotto ha talmente scassato le scatole che Renato Mannheimer ha fatto un sondaggio nel mese di giugno. Il consenso è sceso al 39%: Cofferati ha perso. La sinistra ha perso Bologna. La perderà, alle prossime elezioni, accetto scommesse, e non la riconquisterà mai più.

Bifo
Fonte: http://www.ilmanifesto.it
06.09.2007

Pubblicato da Davide

  • Tao

    LENINISTI, LAVAVETRI E FUGHE

    DA KELEBEK

    L’incontro sull’Isola Polvese si è svolto, mentre sulla terraferma dilagava la campagna di “Tolleranza zero” contro i lavavetri: un altro episodio nella grande tragedia dei Rom [www.kelebekler.com].

    Due anni fa, il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, ha buttato giù un villaggio di muratori [kelebek.splinder.com], con tutto quello che c’era dentro. I muratori hanno ricostruito subito il loro villaggio a pochi metri dai ruderi, ma intanto Cofferati è diventato un eroe nazionale.

    Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, sta organizzando la deportazione di 5.000 Rom in quattro enormi insediamenti-caserma (con il nome orwelliano di “Villaggi della Solidarietà”) situati, come le discariche dei rifiuti, oltre il Raccordo Anulare: per altri 10.000 Rom, da cacciare dai loro insediamenti in città, non ci sarà nemmeno questo.

    Dovranno evaporare: visto che il genocidio fisico non è al momento proponibile, vuol dire che andranno a costituire la “emergenza zingari” di qualche comune limitrofo, che a sua volta sognerà un Grande Deportatore.

    La bonifica a Roma “ riguarda zingari [www.tesseramento.it] ma anche spostati, espulsi dalla vita di comunità per ragioni economiche, senza casa sull’orlo del baratro. Mano dura, promette il ministro Amato, che ci esorta a non lasciare la questione sicurezza nelle mani della destra”.

    Il sindaco di Firenze [saidatun.splinder.com], Leonardo Domenici, ha invece lanciato una campagna contro i lavavetri ai semafori, seguito subito dopo da Veltroni: “Lavavetri: blitz vigili Roma, 40 identificati, 6 denunce” precisa il sito di Repubblica. [news.kataweb.it].

    Ora, i lavavetri probabilmente svolgono un lavoro non previsto dalla legge (per avere un permesso per fare il lavavetri regolare, dove ci si deve rivolgere?).

    Sono fuori dalla legge, comunque, anche le macchine che parcheggiano in doppia fila, o quelle che si fermano direttamente sulle corsie preferenziali degli autobus (fenomeno molto diffuso a Firenze); e dovrebbero essere fuorilegge (anche se non lo sono) i SUV che si infilano negli stretti vicoli del centro storico.

    So benissimo che dire “il problema è ben altro” non è un motivo per non agire.

    Ciò che però è interessante è come la “tolleranza zero” verso uno dei fenomeni più innocui della vita urbana, abbia creato un immenso consenso attorno alla giunta fiorentina.

    Se avessero iniziato applicando la “tolleranza zero”, ad esempio, a chi parcheggia in doppia fila, o a chi usa il telefonino mentre è alla guida, ci sarebbe stata una reazione opposta: come dice una scritta vicino casa, che esprime bene il pensiero del fiorentino medio, “meglio la mamma zoccola che vigilessa”. Ma se il vigile, invece di multare l’italiano, se la prende con lo zingaro…

    Tutti e tre i sindaci appartengono, in termini calcistici, alla squadra di “sinistra”. La loro elezione è stata festeggiata allegramente da folle di identitari di sinistra.

    Proprio perché appartengono alla squadra calcistica di sinistra, possono permettersi di realizzare i sogni incompiuti di Mario Borghezio in termini di “sicurezza individuale”, cioè della fissazione principale dei nostri tempi.

    A differenza di Borghezio, riescono a dare una veste di “sinistra” ai loro comportamenti. Incommensurabilmente spudorato Leonardo Domenici che, intervistato da Repubblica, fa la seguente, fantastica affermazione [www.repubblica.it]:

    “Ma se i lavavetri, decaduta l’ordinanza, dovessero ricomparire?
    “Se ne farà un’altra. In fondo si tratta di un’ordinanza leninista”.

    Leninista?
    “Certo. Lenin diceva: il problema è l’analisi concreta di una situazione concreta. Questo stiamo facendo, vorrei far osservare a chi ci critica da sinistra. D’altra parte Lenin diceva anche che l’estremismo è la malattia infantile del comunismo…”.

    Non c’entra un tubo, ovviamente, ma il nome Lenin suscita dolci ricordi nelle Case del Popolo. E così, mentre incassano l’adorazione dell’elettorato di destra, non perdono il sostegno di quello di sinistra.

    Quando un Borghezio inveisce contro gli zingari, non fa finta di mettersi dalla parte degli zingari stessi.

    Quando lo fa la sinistra, invece, vince il campionato di faccia tosta, dicendo di voler aiutare gli stessi Rom.

    Il signor Tarzan Caldarasi, quattro figli vivi e due morti di stenti, che vive su un mucchio di cartoni lungo gli argini dell’Arno, prende il suo secchio, pulisce i vetri, un lavoro che notoriamente non è in mano ad alcun “racket”.

    Arrivano i vigili e mentre gli consegnano la multa, gli dicono che lo stanno “salvando dal racket”; lui dovrebbe pure ringraziare.

    Poi cosa farà domani Tarzan Caldarasi non è affare dei politici.

    Un sito ci presenta un censimento parziale [coopofficina.splinder.com] (si parla solo delle notizie arrivate sulla stampa nazionale) degli sgomberi che hanno colpito i Rom in Italia durante il mese di agosto, quello in cui sono morti bruciati vivi quattro bambini Rom a Livorno: che si sia trattato o no di un attentato razzista, si resta colpiti dal fatto che i genitori, arrestati per negligenza, non abbiano potuto godere degli arresti domiciliari, perché non avevano casa.

    Ogni “sgombero” significa svegliarsi la mattina, circondati da una folla di uomini in divisa, raccogliere velocemente quello che si può e correre via, mentre vedi le ruspe che ti demoliscono casa, il tutto nel giro di poche ore.

    Poco importa, poi, dove vanno a finire – i problemi globali, ai nostri tempi, si affrontano a livello locale.

    – venerdì 3 agosto: circa 90 rumeni “sgomberati” a Monza.

    – sabato 4 agosto: 200 Rom sgomberati a Borgo Segezia (Foggia): ogni mezz’ora, le forze dell’ordine ripasseranno, perché i Rom non possano ritornare, come già successo in passato.

    – 9 agosto: a Genova, ignoti danno fuoco a un dormitorio di rumeni (a luglio c’era già stato un attacco da parte di alcuni giovani, roghi dolosi e una molotov contro una roulotte).

    – 14 agosto: a Roma, un’operazione congiuta di polizia, carabinieri, vigili ubrani e forze dell’ordine romene (coinvolte secondo un accordo tra Veltroni e il primo ministro romeno) cacciano 1.300 Rom da un immenso campo vicino al Tevere.

    – 15 agosto: 40 Rom cacciati da Rosolina (Rovigo).

    – 16 agosto: sgomberi di romeni a Genova

    – 17 agosto: sgombero di Sinti, sempre a Genova

    – 22 agosto: scgombero di dieci rumeni a Civitanova Marche (Macerata).

    – 24 agosto: alcune centinaia di Rom vengono cacciati da un campo a Forte Bravetta (Roma)

    – 26 agosto: 200 Rom cacciati dal loro insediamento in una fabbrica abbandonata a Pavia

    – 28 agosto: a Firenze, sgomberato un piccolo accampamento all’Olmatello.

    – 30 agosto: a Brescia, viene sgomberato un insediamento di una trentina di “nomadi di nazionalità rumena”; nessuno dei quali era in possesso “dell’attestazione di residenza, nè della certificazione di domicilio o dei redditi legittimamente acquisiti, come richiede la direttiva europea per la libera circolazione.”

    Fonte: http://kelebek.splinder.com/
    Link [kelebek.splinder.com]
    04.09.207

  • marzian

    DI LONAN HISTA

    Le contraddizioni della sinistra. Qualche tempo addietro il sindaco di Bologna Cofferati, fece sgomberare e demolire diverse baracche usate come rifugio temporaneo da decine e decine di extracomunitari, site lungo gli argini del fiume Reno. Il sindaco di Bologna per questa sua decisione fu aspramente criticato dalla sua stessa parte politica perché consideravano un abuso- lo sgombero e la demolizione delle baracche-simile all’esproprio di una casa di proprietà, come se per certa sinistra intellettualoide e qualunquista una baracca e per di più abusiva, fosse un diritto acquisito per quei poveri disgraziati.Un simbolo di conquista delle nuove masse povere e diseredate. Ovvero per essere rappresentati e difesi dei propri diritti, per certa sinistra, bisogna essere dei disgraziati assoluti ai quali la dignità è stata calpestata 2 volte: la prima quando sono stati costretti a vivere nelle baracche fatiscenti con pareti di cartone e tetti di lamiere, la seconda quando questa vergogna- per un paese che si dice civile- cioè il vivere in una baracca è stata difesa a spada tratta e reclamata come un diritto acquisito innegabile.

    Mentre nessuno ha dato risalto alla concretezza e all’avvedutezza di questa decisione presa ed attuata da Sergio Cofferati come primo cittadino di Bologna. Evitare cioè una possibilissima disgrazia e perdita di vite umane. Sono frequenti negli ultimi anni fenomeni temporaleschi di grandissima intensità, dove nel volgere di poche ore avvengono precipitazioni con quantità di acqua al di sopra di ogni norma e media rilevata , capaci di ingrossare improvvisamente torrenti ed affluenti ed aumentare vertiginosamente la portata dei fiumi dove affluiscono causando straripamenti ed inondazioni le cui conseguenze spesso sono disastrose e tragiche con perdite di vite umane. Vivere dentro una baracca fatiscente posta negli argini di un fiume , oggi , oltre che indegno è anche pericoloso per la vita umana. Nel malaugurato caso fosse accaduta negli argini del fiume Reno una tragedia di questo genere, la responsabilità civile e penale in chi sarebbe ricaduta? Sicuramente nel primo cittadino del comune di pertinenza e cioè :il sindaco di Bologna Sergio Cofferati.

    In questi giorni è in atto un’altra polemica tra amministratori locali di giunte elette nel csx e addirittura esponenti del governo di csx eletti nelle fila della cosiddetta sinistra radicale. La giunta di Firenze vorrebbe vietare la pratica del lavaggio dei vetri dei parabrezza delle auto che avviene nei semafori durante le soste per l’attesa del segnale verde. Un fenomeno oramai comune in tutte le città del nostro paese, anche quelle meno popolose.. La sinistra soprattutto intellettualoide contesta questo divieto poiché priverebbe migliaia di persone dei mezzi minimi di sostentamento, come se spazzolare i vetri dei parabrezza delle auto nei semafori fosse un diritto acquisito inalienabile da parte di chi lo pratica,che gli garantisce non solo il sostentamento, ma è un aspettativa e prerogativa di vita. Per questa sinistra, che oramai è irriconoscibile, senza una bussola, senza un idea, a caccia di consenso con ogni mezzo, il lavavetri e la difesa del semaforo dove opera,è diventato il simbolo della riscossa del proletariato, delle persone che vivono nell’indigenza, che non hanno alcuna prospettiva per il futuro. Un simbolo, il lavavetri, che va difeso anche scontrandosi con apparati e persone della stessa appartenenza politica,anche con la consapevolezza di andare contro le leggi e le regole vigenti. Nel caso di Bologna le baracche erano abusive ed oltretutto poste in luoghi ad alto rischio di possibili inondazioni.Nel caso di Firenze, il lavavetri rappresenta un intralcio al traffico, è in pericolo la sua incolumità fisica e quella degli altri ,è un disturbo alla quiete pubblica poiché sono frequenti diverbi e risse, vi è un istigazione allo sfruttamento di minori. Ma la sinistra difende questa categoria non solo a sprezzo delle leggi ma andando incontro ad una contraddizione madornale, con rilevanza anche penale, poiché si istiga ad evadere il fisco. Il governo di csx, si è posto come obiettivo principale ed insindacabile la lotta all’evasione fiscale di cui una grande percentuale è derivata dal lavoro in nero, dal sommerso. Ebbene, il lavavetri è di fatto un lavoratore autonomo che opera nel sommerso il quale mediamente incassa 50 euro al giorno, moltiplicato 10.000 lavavetri(sono molti di più) presenti nei semafori delle città(divisi in territori da occupare vendere o affittare da parte di chi per primo lo ha occupato), fanno un incasso giornaliero di 500.000 euro, mensile di 15 milioni di euro, annuale di oltre 120 milioni di euro , tenuto soprattutto conto che le giornate lavorative sono piene per tutta la durata dell’anno solare poiché negli ultimi anni vi è stata scarsità di giornate piovose o estemamente fredde. Abbiamo scovato 120 milioni di euro(per difetto) derivanti dal lavoro sommerso. Ed è un sommerso istigato e difeso proprio da chi nel governo dice di combattere a spada tratta l’evasione fiscale ed il lavoro in nero, e sbatte nella prima pagina in tutti i giornali e telegiornali il mostro che non paga le tasse, l’evasore totale rappresentato da un nostro concittadino che è a sua volta un immigrato dato che risiede in Inghilterra e lavora nei circuiti motociclistici di tutto il mondo. Per questa sinistra senza bussola, l’immigrato povero può ricevere compensi in nero e quindi evadere il fisco, l’immigrato(o emigrato visto dalla nostra prospettiva)ricco deve pagare il doppio di quello che ha percepito. (il paragone è forse azzardato, ma se le regole debbono valere per tutti,il compenso percepito da un lavavetri o da Valentino Rossi va visto nella stessa prospettiva. oppure bisogna accettare anche la prospettiva del ricco che difende il suo capitale e non vuole pagare la tangente allo stato). I sindaci di Bologna e Firenze, hanno solamente applicato le norme vigenti. Nel caso di Bologna la sinistra ha difeso le baracche costruite abusivamente in luoghi dove vige il divieto assoluto di edificazione e tra l’altro possibile oggetto di disastri naturali, nel caso di Firenze difende un lavoratore abusivo che opera nel sommerso dato che riceve compensi in nero e oltretutto opera in un contesto ed in un luogo dove intralcia il normale andamento del già congestionato traffico delle nostre città, con tutte le possibili ripercussioni in primo luogo zuffe e liti.

    Ma cosa bisogna del resto aspettarsi da questa cosiddetta sinistra? Invece di portare in piazza e far sfilare e protestare: – le milioni di famiglie con prole costrette a vivere ogni giorno sempre di più nelle ristrettezze e nell’indigenza, rinunciando anche alle spese alimentari considerate superflue(es.i tortellini, il prosciutto stagionato la carne i formaggi ed altri prodotti cui bisogna rinunciare per i costi sproporzionati rispetto a ciò che sempre meno si dispone), dopo che da anni si portano gli stessi vestiti le stesse scarpe,lo stesso intimo, dopo che la vecchia auto è stata imbottita di immagini sacre e amuleti antiesfiga, nella speranza che non si guasti e duri ancora a lungo e l’abitazione, la casa cui si deve dire grazie ai genitori verrebbe definita inospitale, nel senso decrepita… TUTTO QUESTO DOPO IL TRIONFALE INGRESSO NELL’EURO AVVENUTO NEL 2001, perché con la lira, ci si poteva permettere anche la pizza per tutta la famiglia una volta al mese! – o i milioni di pensionati cui la maggioranza vive con 500 euro al mese e se riesce a camminare con le proprie gambe va a fare la fila nelle caritas diocesane o nelle ong dove distribuiscono i pasti ai poveri, oppure debbono aspettare i volontari che vanno a consegnarli la busta della spesa gratuita a domicilio, – o i 5 milioni di precari di cui la maggioranza in staff leasing è costretta a lavorare per 2 padroni:l’azienda che lo usa come un auto a noleggio da lasciare per strada appena finito il percorso(in genere una settimana, se va bene un mese), e l’agenzia interinale che prospera e guadagna lo stesso importo che il precario riceve(l’agenzia interinale riceve 15 euro all’ora per la mia prestazione, nella mia busta paga ne percepisco a malapena 7 di euro all’ora e tra l’altro lordi).. La sinistra invece candida e fa eleggere un travestito e sfila in piazza per i diritti delle coppie senza pensieri e problemi , se non quello di scimmiottare e giocare a fare moglie e marito,senza però gli assilli che la vita di coppia normale e naturale comporta:prima di tutto allevare e crescere in salute i figli, nutrirli, vestirli, non fargli mancare nulla di indispensabile, comprare di anno in anno i libri e a partire dalle medie con le solite case editrici e i baroni del ministero dell’istruzione che lucrano e prosperano su questo vero e proprio racket dei libri scolastici usa e getta ogni anno! E non dormire la notte se i figli vogliono fare qualche attività collaterale:sport, musica, danza,viaggi.Dire di no a queste esigenze è un vero e proprio peccato, una violenza e dire di sì, è un grosso grattacapo, perché diventa un impresa ardua e spesso impossibile reperire il danaro necessario. E inoltre la sinistra ed i sindacati difendono a spada tratta l’unica categoria che dispone di tutti i privilegi e le tutele, il lavoro sicuro, il credito a tasso basso con le banche convenzionate, tredicesime e quattordicesime, mutui a tassi ridicoli per la prima casa, ferie e festività, anche i minuti pagati prima e dopo l’orario di lavoro che più che lavoro oramai è uno stress per la maggioranza degli statali che durante l’orario di lavoro non sanno cosa fare, dopo aver letto il quotidiano ed intasare i vari forum su internet, leggere il gossip o chattare con qualche altro scansafatiche privilegiato come loro.(il traffico maggiore su internet nei forum avviene durante l’orario di lavoro, ed è poco certo che ad usare il pc siano dipendenti di aziende private). Rimane un ultima considerazione: forse la sinistra,o meglio la cosiddetta elite, quella con la erre moscia,o anche dal l’accento morsicano, che da sindacalista lo scopo è fare il passo per cui si prende in giro milioni di lavoratori veri,(categoria dove non rientrano i parassiti statali) milioni di precari, cioè arrivare allo scranno a montecitorio o palazza madama e magari si da via pure il culo e l’anima e si diventa presidente della camera o del senato,questa sinistra difende i disgraziati che sono costretti a vivere nelle baracche o lavano i vetri nei semafori perché in futuro milioni di persone avranno questa prospettiva ed aspettativa di vita? Negli anni 20, la sinistra ebbe di queste crisi identitarie e soprattutto elitarie,e sappiamo tutti come andò a finire.Oggi la prospettiva è la stessa, considerato soprattutto che a destra, nella destra sociale c’è un grosso spazio vuoto da occupare. E le prima purghe saranno di vendetta per chi è ingrassato ed ha prosperato alle spalle dei lavoratori senza essere imprenditori o datori di alcun lavoro, ma solo spacciatori di menzogne approfittatori e parassiti.

  • mendi

    E’ evidente che il buon Bifo non ha mai avuto a che fare con un lavavetri aggressivo. Beato lui!

  • stimiato

    Immagino che non sia possibile sapere cosa ti hanno fatto questi lavavetri, quali immensi problemi ti abbiano portato. Ad ogni modo non credo che tu possa davvero essere preso seriamente se continui a postare commenti che dicono senza dire niente. In questo modo sembra che il tuo scopo sia quello di attaccare gratuitamente chi non la pensa come te piuttosto che di cimentarti in un confronto tra il tuo punto di vista e quello degli altri. A questo punto mi viene da domandarmi quale vantaggio possano ricavare gli utenti di questo sito da un simile comportamento, ma soprattutto mi domando quale vantaggio possa ricavarne tu.

  • castigo

    evidentemente a te non hanno mai fatto la fiancata della macchina con un chiodo perché ti sei rifiutato di farti lavare i vetri…

    e comunque mi chiedo perché per persone come te non possono esistere problemi con questi “signori”.
    anche tra loro ci sono gli stronzi, sai?? mica solo tra noi occidentali brutti e cattivi……

  • stimiato

    No, in effetti non mi hanno mai fatto la fiancata della macchina. Anzi, in effetti non ho mai visto in vita mia un lavavetri che facesse nulla del genere. Addirittura non ne ho mai sentito parlare da amici o conoscenti. Ora io non voglio assolutamente dire che tu stia raccontando delle fesserie, ti credo se mi dici che un lavavetri ti ha rifatto la fiancata con un chiodo, ma ammetterai che non si tratta di un fenomeno endemico, non è che se uno è lavavetri automaticamente ti rifà la fiancata della macchina con un chiodo. Sarebbe come pensare che tutti i rumeni siano ladri, tutti gli albanesi assassini, tutti i siciliani mafiosi (tra l’altro io sono siciliano e non mi sembra di avere legami con la mafia) e così via, quando sappiamo, o dovremmo sapere, che la schiacciante maggioranza degli immigrati in Italia (lavavetri compresi) si fa un culo a lavorare dalla mattina alla sera per mandare quei 200 euro al mese a casa, con i quali le loro famiglie cercano di condurre una vita migliore di quella che il libero mercato ha destinato loro (e come saprai tu stesso con queste cifre in quei paesi dai da mangiare a una famiglia). Ora io non riesco a non provare una istintiva ammirazione per quella maggioranza di persone che vengono qui a vivere da cani, da ultimi, ammassati in abitazioni invivibili, sempre in bolletta, continuamente e quasi sempre ingiustamente additati come i responsabili dei peggiori mali della nostra società, e quindi continuamente e ingiustamente disprezzati per pregiudizio, e tutto per cercare di offrire una vita migliore non tanto a loro stessi quanto ad altri, a gente che amano.
    Per quanto riguarda quella striminzita minoranza (perché di una striminzita minoranza si tratta) di essi che non rispetta le nostre regole, cioè quelli che ti rifanno la fiancata con un chiodo, che vendono hashish e marijuana per la strada (gli stessi hashish e marijuana che poi siamo noi a comprare), ti rubano nell’appartamento o anche peggio, e ai quali viene puntualmente dato ampio spazio sui media, per quanto riguarda loro non sono così critico come te e come il nostro amico. Premetto che ovviamente non considero giuste le loro azioni, non le condivido e mai le incoraggerei, ma prima di cominciare con la caccia alle streghe rifletterei sul fatto che queste persone, che sicuramente non sono nate e cresciute in un contesto tranquillo come il nostro, si trovano come ultimi della lista in un paese a loro ostile a priori per svariati motivi: molti, come ho detto prima, vengono solo per tentare di offrire una vita migliore ai propri cari, altri fuggono da situazioni insostenibili che qui neanche immaginiamo (altro che fiancate rigate…), altri ancora vengono ammaliati dal mito dell’occidente che noi stessi esportiamo. Molti vengono dalla strada, non dalle NOSTRE strade, ma dalle LORO strade, a confronto di molte delle quali le strade della peggiore periferia del sud Italia sembrano dei lussuosi e sicuri vialoni (si pensi alle periferie delle metropoli africane, con le squadre della morte, la fame, gli scontri tra fazioni armate). In questi contesti alcuni di loro diventano rapidamente delle belve, e non hanno gli strumenti culturali nè il tempo per fermarsi a riflettere e capire che esistono altre vie per la convivenza oltre alla legge del più forte. Quello che voglio dire è che molti di noi, messi dalla nascita nelle loro medesime condizioni, si comporterebbero esattamente allo stesso modo se non peggio.
    Con questo non voglio affatto dire che dovremmo accettare passivamente tutto quello che succede qui a casa nostra. Dico solo che piuttosto che pensare che il problema siano loro, forse dovremmo farci qualche domanda in più per capire che il problema sono le disuguaglianze di cui noi siamo solo le vittime più privilegiate. Non è una questione di buonismo, ma di buon senso. Possiamo cacciarli, arrestarli, fucilarli, lapidarli, ma al loro posto ne arriveranno altri, ancora più affamati, ancora più brutali, perché agendo su di loro lasciamo intatte le cause che necessariamente li portano qui.
    Naturalmente queste sono mie personali considerazioni, di cui spero di avere chiarito a sufficienza le ragioni. E qui veniamo al punto. Il punto è che alcuni qui hanno l’abitudine di sparare a zero sugli articoli senza poi argomentare. Non mi sembra utile per nessuno. Forse mi sbaglio, e in questo caso gradirei capire perché. Però vorrei che qualcuno me lo spiegasse, chiarendo a sua volta le sue, di ragioni. Altrimenti finiamo per insultarci o, nella migliore delle ipotesi, per contraddirci gratuitamente.
    Con i migliori saluti.

  • castigo

    No, in effetti non mi hanno mai fatto la fiancata della macchina. Anzi, in effetti non ho mai visto in vita mia un lavavetri che facesse nulla del genere. Addirittura non ne ho mai sentito parlare da amici o conoscenti. Ora io non voglio assolutamente dire che tu stia raccontando delle fesserie, ti credo se mi dici che un lavavetri ti ha rifatto la fiancata con un chiodo, ma ammetterai che non si tratta di un fenomeno endemico, non è che se uno è lavavetri automaticamente ti rifà la fiancata della macchina con un chiodo.

    no, certo che no, altrimenti in macchina ci porteremmo il machete….

    Sarebbe come pensare che tutti i rumeni siano ladri, tutti gli albanesi assassini, tutti i siciliani mafiosi (tra l’altro io sono siciliano e non mi sembra di avere legami con la mafia) e così via, quando sappiamo, o dovremmo sapere, che la schiacciante maggioranza degli immigrati in Italia (lavavetri compresi) si fa un culo a lavorare dalla mattina alla sera per mandare quei 200 euro al mese a casa, con i quali le loro famiglie cercano di condurre una vita migliore di quella che il libero mercato ha destinato loro (e come saprai tu stesso con queste cifre in quei paesi dai da mangiare a una famiglia).

    tutto giusto….. peccato però che ci surclassino anche nelle carceri….. sempre che i dati ufficiali siano corretti….. per essere una minoranza sono molto ben rappresentati nelle patrie galere.

    Ora io non riesco a non provare una istintiva ammirazione per quella maggioranza di persone che vengono qui a vivere da cani, da ultimi, ammassati in abitazioni invivibili, sempre in bolletta, continuamente e quasi sempre ingiustamente additati come i responsabili dei peggiori mali della nostra società, e quindi continuamente e ingiustamente disprezzati per pregiudizio, e tutto per cercare di offrire una vita migliore non tanto a loro stessi quanto ad altri, a gente che amano.

    giustissimo anche questo, pure noi abbiamo avuto i nostri alti e bassi, e ricordo i nostri emigranti segregati a ellis island e trattati da paria nella “patria della democrazia”…..

    Per quanto riguarda quella striminzita minoranza (perché di una striminzita minoranza si tratta) di essi che non rispetta le nostre regole, cioè quelli che ti rifanno la fiancata con un chiodo, che vendono hashish e marijuana per la strada (gli stessi hashish e marijuana che poi siamo noi a comprare), ti rubano nell’appartamento o anche peggio, e ai quali viene puntualmente dato ampio spazio sui media, per quanto riguarda loro non sono così critico come te e come il nostro amico.

    ribadisco quanto sopra, circa galere e percentuali…..

    Premetto che ovviamente non considero giuste le loro azioni, non le condivido e mai le incoraggerei, ma prima di cominciare con la caccia alle streghe rifletterei sul fatto che queste persone, che sicuramente non sono nate e cresciute in un contesto tranquillo come il nostro, si trovano come ultimi della lista in un paese a loro ostile a priori per svariati motivi:

    sai, a volte mi piacerebbe essere anche io un “ultimo della lista”, magari danno pure a me un assegno di “sostegno” di 1000 euro ogni mese (ovviamente senza fare una beata), o magari salgo più velocemente nelle liste per le case popolari……

    molti, come ho detto prima, vengono solo per tentare di offrire una vita migliore ai propri cari, altri fuggono da situazioni insostenibili che qui neanche immaginiamo (altro che fiancate rigate…), altri ancora vengono ammaliati dal mito dell’occidente che noi stessi esportiamo. Molti vengono dalla strada, non dalle NOSTRE strade, ma dalle LORO strade, a confronto di molte delle quali le strade della peggiore periferia del sud Italia sembrano dei lussuosi e sicuri vialoni (si pensi alle periferie delle metropoli africane, con le squadre della morte, la fame, gli scontri tra fazioni armate). In questi contesti alcuni di loro diventano rapidamente delle belve, e non hanno gli strumenti culturali nè il tempo per fermarsi a riflettere e capire che esistono altre vie per la convivenza oltre alla legge del più forte.

    soprattutto quando arrivi in un posto che, a livello legale, è il paese del bengodi.

    Quello che voglio dire è che molti di noi, messi dalla nascita nelle loro medesime condizioni, si comporterebbero esattamente allo stesso modo se non peggio. Con questo non voglio affatto dire che dovremmo accettare passivamente tutto quello che succede qui a casa nostra.

    e ci mancherebbe solo questo…..

    Dico solo che piuttosto che pensare che il problema siano loro, forse dovremmo farci qualche domanda in più per capire che il problema sono le disuguaglianze di cui noi siamo solo le vittime più privilegiate.

    io personalmente non mi sento privilegiato, solo vittima.
    di chi queste disuguaglianze le crea e le sfrutta, propinandomi poi la favoletta dei “migranti” che fanno i lavori che noi non vogliamo più fare, o che mi pagheranno la pensione (ma quando mai ci andrò, in pensione…..)

    Non è una questione di buonismo, ma di buon senso. Possiamo cacciarli, arrestarli, fucilarli, lapidarli, ma al loro posto ne arriveranno altri, ancora più affamati, ancora più brutali, perché agendo su di loro lasciamo intatte le cause che necessariamente li portano qui.

    appunto, quindi aiutiamoli a casa loro, ma senza mandargli soldi o “aiuti umanitari”.
    insegnamogli a lavorare e a rendersi liberi con l’istruzione e la conoscenza.
    facciamolo scavare a loro il pozzo che irrigherà il campo che gli avremo insegnato a coltivare…..

    Naturalmente queste sono mie personali considerazioni, di cui spero di avere chiarito a sufficienza le ragioni. E qui veniamo al punto. Il punto è che alcuni qui hanno l’abitudine di sparare a zero sugli articoli senza poi argomentare. Non mi sembra utile per nessuno. Forse mi sbaglio, e in questo caso gradirei capire perché. Però vorrei che qualcuno me lo spiegasse, chiarendo a sua volta le sue, di ragioni. Altrimenti finiamo per insultarci o, nella migliore delle ipotesi, per contraddirci gratuitamente. Con i migliori saluti.

    saluti anche a te