IMMIGRATI, L’UNICO OBBLIGO: RISPETTARE LA LEGGE ITALIANA

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DI MASSIMO FINI

Il gazzettino

Nella liberale e liberissima Olanda una stimata professoressa di economia, Samira Dahru, musulmana, è stata sospesa dall’insegnamento perché, seguendo i dettami della propria religione, si rifiuta di dare la mano agli uomini. Samira ha fatto ricorso in giudizio ma il Tribunale diUtrecht le ha dato torto.

È l’eterno dilemma se gli immigrati debbano integrarsi nei Paesi in cui vanno a vivere, adottarne gli usi, i costumi, la mentalità, di cui discutevo l’altra sera, in un dibattito televisivo, con Magdi Cristiano Allam e l’ex ministro Paolo Ferrero, attualmente segretario di Rifondazione comunista. Pur partendo da sponde opposte sia Allam che Ferrero sostenevano il dovere, anzi l’obbligo, dell’immigrato di integrarsi, di imparare la nostra lingua, di introiettare i valori della nostra Costituzione, di adottare i nostri usi e costumi.
Io sono di tutt’altro parere. L’unico dovere di un immigrato è quello che ha, o dovrebbe avere, ogni cittadino italiano: rispettare le leggi del nostro Paese. Integrarsi è una possibilità, non un obbligo. Se uno vuole mantenere integralmente la propria cultura è libero di farlo tranne che negli aspetti in cui questa cultura contrasta con le leggi dello Stato. Stringere la mano, per tornare all’episodio da cui abbiamo preso spunto, è una pratica, una prassi, un’abitudine, un costume occidentale, come, per gli uomini, portare la cravatta, non una disposizione di legge. In Russia gli uomini, salutandosi, sono (o erano) abituati a baciarsi sulla bocca. Ma nessuno, nemmeno Stalin, ha mai preteso che gli occidentali in visita in Unione Sovietica facessero altrettanto.



Del resto generazioni di italiani hanno vissuto a New York, a Brooklin, senza spiccicare una parola di inglese, e ancora oggi, fra i più anziani, esistono persone che non parlano la lingua di quel Paese, ma nessuno dubita che siano cittadini americani a tutti gli effetti, con gli stessi diritti, e gli stessi doveri, degli altri americani.
E voler obbligare gli immigrati (di qualsiasi tipo e non esistono, grazie a dio, solo i musulmani), significa sottoporli a una doppia violenza. La prima è stata quella di sradicarli dal loro Paese d’origine. Perché, come ho cercato di spiegare tante vole, è stato il nostro modello di sviluppo a disintegrare l’economia e la socialità di quasi tutti i popoli di quello che chiamiamo, con sottinteso disprezzo, Terzo Mondo, costringendo quelle genti, che per secoli e millenni avevano vissuto, e spesso, a loro modo prosperato, su un’economia di sussistenza, alla fame. La seconda violenza è che si pretenda di fatto, che rinuncino alla propria identità per omologarsi alla nostra. È un concetto totalitario, quello che io ho chiamato, in un libro che ha avuto molta fortuna, "Il vizio oscuro dell’Occidente", la sua incapacità di accettare "l’altro da sè". Io, immigrato, ho il diritto di conservare intatta la mia cultura, di non aver nessuna considerazione dei valori, individualisti, della nostra Costituzione, ciò che solo conta è che rispetti le leggi che da questa discendono anche se non l’approvo e anzi la disprezzo. Peraltro se un occidentale va a vivere in Mali, non gli viene richiesto di adottare i costumi maliani, di vestire come gli abitanti del luogo, di aderire ai loro valori e di credere, magari, alla stregoneria. Può conservare integra la propria identità occidentale, vivere in quel Paese pur non comprendendone e accettandone i valori, deve solo rispettarne le leggi. Che è lo stesso obbligo, ma nulla di più, che ha l’immigrato in Italia.



In questa già grottesca vicenda olandese si è inserito il Comitato Pari Opportunità il quale ha difeso il diritto di una donna musulmana di non stringere la mano "purché non faccia differenza fra uomini e donne". Una sorta di "par condicio" al contrario.
Così l’ineffabile Comitato per difendere Samira da un obbligo gliene ha appioppato un altro.

Massimo Fini

Fonte: http://www.massimofini.it/

Uscito su "Il gazzettino" il 15/05/2009

Commenti (46)

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    1. marcello1950 22 maggio 2009

      Caro Hassan, sarei dacordo con te se I mussulmani non si considerassero la UMMA, cioè una comunità di tipo familiare, che considera estranei tutti quelli che non appartengono alla UMMA,
      -Quello che non ha detto Fini è che la democrazia non si basa solo sulle regole da rispettare ma anche sulla condivisione di VALORI (SE TU MI DICI CHE NON TUTTI GLI ITALIANI HANNO I VALORI DEMOCRATICI DI RISPETTO DEGLI ALTRI E DI FIDUCIA RECIPROCA ALLORA SONO DACORDO CON TE) il problema è che anche noi italiani (o almeno dove alligna la mafia) abbiamo una cultura familistico-tribale, ma questo è una aggravante del rischio che in italia scoppino progrom anti islamici con eventuali arrivo a una guerra civile, ora o si pongono le basi ora di trovare una integrazione, (e i mussulmani addirittura devono essere migliori degli italiani nell'avere una cultura aperta che accetti elaborandoli il rispetto della donna e delle donne uguaglianza tra uomini e donne e commistione nei luoghi di studio, di lavoro e di svago ), quelli che non sono in grado di mischiarsi con la comunità italiana devono essere rispediti nel loro paese di origine) in maniera che la comunità itlaiana non vi consideri degli estranei oppure si andra incontro per le cose che ho detto a una guerra civile vedi uccisione di extracomunitari da parte della mafia, (anche perchè gli italiani non sono "civili" come gli olandesi.
      -

      e gli articoli di FINI invece di essere uh aiuto per l'integrazione (e quindi un aiuto per la presenza mussulmana in italia) possono divenire un alibi e illudere i MUSSULMANI CHE nelle pieghe del sistema formale si possa imbrogliare la comunità italiana ok penso che vi sbagliate noi non siamo una società formale, siamo (o sembriamo di di cuore ma poi siamo anche feroci, non fidatevi delle apparenze se la xomunità mussulmana fara degli sforzi immani per integrarsi pur tra difficoltà riusciremo a creare una società cristiana e mussulmana altrimenti io VEDO NUBI NERE E SCENARI DI SANGUE NEL NOSTRO E NEL VOSTRO FUTURO.
    1. marcello1950 22 maggio 2009

      Caro Hassan, sarei dacordo con te se I mussulmani non si considerassero la UMMA, cioè una comunità di tipo familiare, che considera estranei tutti quelli che non appartengono alla UMMA,
      -Quello che non ha detto Fini è che la democrazia non si basa solo sulle regole da rispettare ma anche sulla condivisione di VALORI (SE TU MI DICI CHE NON TUTTI GLI ITALIANI HANNO I VALORI DEMOCRATICI DI RISPETTO DEGLI ALTRI E DI FIDUCIA RECIPROCA ALLORA SONO DACORDO CON TE) il problema è che anche noi italiani (o almeno dove alligna la mafia) abbiamo una cultura familistico-tribale, ma questo è una aggravante del rischio che in italia scoppino progrom anti islamici con eventuali arrivo a una guerra civile, ora o si pongono le basi ora di trovare una integrazione, (e i mussulmani addirittura devono essere migliori degli italiani nell'avere una cultura aperta che accetti elaborandoli il rispetto della donna e delle donne uguaglianza tra uomini e donne e commistione nei luoghi di studio, di lavoro e di svago ), quelli che non sono in grado di mischiarsi con la comunità italiana devono essere rispediti nel loro paese di origine) in maniera che la comunità itlaiana non vi consideri degli estranei oppure si andra incontro per le cose che ho detto a una guerra civile vedi uccisione di extracomunitari da parte della mafia, (anche perchè gli italiani non sono "civili" come gli olandesi.
      -

      e gli articoli di FINI invece di essere uh aiuto per l'integrazione (e quindi un aiuto per la presenza mussulmana in italia) possono divenire un alibi e illudere i MUSSULMANI CHE nelle pieghe del sistema formale si possa imbrogliare la comunità italiana ok penso che vi sbagliate noi non siamo una società formale, siamo (o sembriamo di di cuore ma poi siamo anche feroci, non fidatevi delle apparenze se la xomunità mussulmana fara degli sforzi immani per integrarsi pur tra difficoltà riusciremo a creare una società cristiana e mussulmana altrimenti io VEDO NUBI NERE E SCENARI DI SANGUE NEL NOSTRO E NEL VOSTRO FUTURO.
    1. Beppe_X 21 maggio 2009

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    1. Beppe_X 21 maggio 2009

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    1. Beppe_X 21 maggio 2009

      Premessa

      Dopo vari anni che leggo articoli e commenti sul fenomeno dell'immigrazione ho elaborato una personale teoria sulle cause che la inquadra all’interno di un processo molto più ampio. Proverò ad esporla brevemente cercando di mantenere, per quanto possibile, un tono neutro, come se fosse una teoria scientifica. Spero in questo modo di evitare di iniziare una discussione ideologica, anche se non suona bene considerando che si tratta di persone.

      La teoria è basata su indizi e quindi non la considero un dogma, non avrò nessun problema a modificarla nel caso mi vengano sottoposte valide motivazioni.

      Immigrazione e NWO

      Esiste su internet una immensa collezione di articoli, il cosiddetto filone “cospirativo”, da cui, facendo molta sintesi, emergono alcune macro idee estremamente plausibili, benché non dimostrabili. Trattandosi di sintesi non citerò le fonti, perché sono migliaia e facilmente reperibili.

      1. L’esistenza di alcune elite poco o per nulla conosciute, che riuniscono e a volte creano i potenti del mondo, e nell’ambito delle quali vengono prese decisioni con effetti profondi e globali.
        Gli indizi a favore di questa affermazione sono l’esistenza (accertata) di organizzazioni spiccatamente sovrannazionali e con membri “dichiarati” come: Bildeberg Group, Trilaterale, Aspen Institute, Massoneria (Rito Scozzese), Opus Dei. L’ordine di citazione riflette quello che a mio parere è la potenza ed il radicamento a livello globale.

      2. L’esistenza di un piano/progetto denominato “Nuovo Ordine Mondiale” (NWO), elaborato e portato avanti da una o più di queste organizzazioni. Esso prevede la creazione di un governo globale composto da una comitato ristretto dotato di grande potere, ma non eletto dal popolo, se non in un modo così indiretto, che di fatto lo esenta da qualunque obbligo di rappresentanza.
        Gli indizi non mancano, ma sono più sottili. Oltre alle numerose citazioni più o meno esplicite da parte dei più importanti uomini politici (a tal proposito sono reperibili innumerevoli video su Youtube, tra qui quello del nostro Presidente Napolitano, nonché membro Aspen, digitare “Napolitano NWO”), l’indizio più significativo è che la teoria dell ‘NWO consente di comporre il puzzle della storia contemporanea (e non solo) inserendo tutti i principali eventi in un quadro coerente e predittivo, similmente a quanto fa una teoria fisica nel spiegare e collegare fenomeni apparentemente sconnessi.

      L’agenda NWO

      La realizzazione dell’NWO comporta l’inizio di una vera e propria guerra, silenziosa e non dichiarata, al Vecchio Ordine, caratterizzato essenzialmente dalla presenza delle Sovranità Nazionali.

      L’agenda prevede di combattere questa guerra attraverso tre grandi filoni.

      1 - Economia

      La creazione di un sistema economico globale e fortemente interconnesso che renda facile la concentrazione della ricchezza e del potere di controllo nelle mani di pochi. E’ qui molto evidente l’attacco alle autonomie nazionali che ha come importante tassello la sottrazione della sovranità monetaria, per arrivare, immagino ad una moneta unica globale.
      Per quanto riguarda questo punto, mi pare che ci troviamo in stato di avanzata realizzazione.

      2 – Trasferimento di potere verso istituzioni internazionali

      Creazione o rafforzamento di organismi internazionali che appaiano all’opinione pubblica come utili o necessari, ma che in realtà ad essa non devono rendere conto. Qui c’è solo l’imbarazzo della scelta (non esaustiva) fra ONU, WTO, FMI, OMS, NATO. Nonché Commissione UE (soprattutto se verrà approvato il Trattato di Lisbona)
      A questo ci stiamo avvicinando, approfittando anche della necessità di affrontare fenomeni come: crisi economica, terrorismo, pandemie. Guarda caso tutti capitati sulle nostre teste negli ultimi anni.

      3- Immigrazione di massa.
      Questa rappresenta un arma molto potente, in quanto indebolisce gradualmente l’identità nazionale, rendendo molto più facile, alla lunga, convincere la popolazione a rinunciare alla sovranità nazionale.

      E’ però un arma difficile da usare, perché ha effetti diretti visibili e va contro le ancestrali tendenze alla paura per il diverso alla di difesa del territorio. È inoltre la più perversa, perché possiede un esercito di milioni di soldati “volontari” benché tragicamente inconsapevoli, arruolati tra chi, comprensibilmente e legittimamente, aspira a vivere in un paese con standard di vita molto più elevati di quelli da cui provengono. Qui tralascio le altre motivazioni che spingono all’immigrazione, come guerre, fame, persecuzioni, perché sono la minoranza rispetto al motivo predominante che è soprattutto di inseguire il sogno di una condurre una vita impossibile nel proprio paese.

      I “campi di battaglia” su cui viene gestito il fenomeno sono due.

      Dal lato dei paesi poveri viene attuata una politica che mira a mantenerli tali, in modo da alimentare un enorme pressione demografica verso i paesi ricchi. Inoltre nei confronti di queste popolazioni viene effettuata una facile propaganda che mostra i nostri paesi come un eldorado.

      Dal lato dei paesi ricchi, viene effettuata una operazione culturale ed economica più complessa e diluita nel tempo che tende a far accettare una società profondamente multietnica come inevitabile e necessaria al mantenimento di elevati standard di vita. Gli effetti collaterali di questa trasformazione, per lo più avvertiti dai ceti sociali più bassi, vengono deliberatamente minimizzati. I sentimenti xenofobi vengono incanalati verso formazioni politiche con un peso marginale e rette da personaggi “sgradevoli”. Qual’ora dovessero crescere e dotarsi di leader carismatici, verrebbero stroncate sul nascere, vedi Jörg Haider in Austria o Pim Fortuyn in Olanda.

    1. marcello1950 21 maggio 2009

      Mi dispiace per te che non conosci l'arroganza tribale dei mussulmani, ricordati o convincerai i mussulmani a comportarsi in maniera tollerqante o sarai ucciso dai mussulmani (va be c'è una terza ipotesi se accetti la sharia se accetti di odiare gli occidentali oltre a non mangiare carne di maiale non bere vino e picchaire tua moglie allora potrai vivere)

    1. ario 21 maggio 2009

      Appunto!

    1. unoqualunque 21 maggio 2009

      Se è per questo in natura, in qualche paese, esiste anche il cannibalismo !

    1. Alex84 21 maggio 2009

      Io penso che dietro quella mancata stretta di mano ci sia un retaggio molto ampio. Non stringere la mano a un uomo estraneo alla propria famiglia è un tassello di un quadro ben più ampio di (inutili) inibizioni. Inibizioni di cui non vedo l'utilità perché non evitano nulla di dannoso.
      Io mi indigno anche a vedere le donne che portano lo chador e il vestito lungo perché non ritengo che quella sia una semplice usanza, ma un esempio di mortificazione. Infatti, quel genere di donne rimane confinato all'ambiente domestico, non esce quasi mai e di fatto si comportano da schiave, per quanto possano essere trattate bene e con rispetto dai mariti.
      Ma non mi piace fare questi discorsi lacrimevoli. Primo, perché rimangono fini a se stessi. Secondo, perché la libertà per ottenerla bisogna prima volerla.

    1. sultano96 21 maggio 2009

      Finalmente uno/a che ha preso, o per lo meno lo manifesta, consapevolezza della vera realtà italiana. Complimenti!

    1. Eurasia 21 maggio 2009

      Ho un amico che lavora al CAF, ieri tutto stupito mi ha rivelato che ci sono persone (italiane) che non sono in grado di compilare un modulo... e di fatti quando chiede la CI sul documento dell'utente in luogo della firma compare la dicitura semianalfabeta se non analfabeta del tutto... dicendomi poi che ci sono mattinate che invece di fare i 730 li passa a compilare moduli: nome cognome residenza domicilio ... queste ultime due parole ai più risultano misteriose... figuriamoci poi le leggi... l'Italia detiene il primato europeo, se non mondiale, delle leggi... ce ne sono ben 100 mila. Ora l'immigrato, quello "sfigato", non è che va ad alloggiare nei pressi di un Ferrero o di un Magdi Allam o a "Casa Vianello" dove sono tutti acculturati e per benino... va nelle case popolari o nei tuguri che gli italiani, semianalfabeti, gli affittano o subaffittano lucrandoci sopra... Il punto è che 'Italia è fatta, bene o male, mentre un buon numero di italiani non lo sono... spesso sono nelle stesse condizioni degli immigrati... se non peggio... l'unica cosa che li contraddistingue dagli immigrati è che hanno la tessera elettorale... lì non serve il CAF per compilarla ... basta una croce.

    1. sultano96 21 maggio 2009

      Lei ripone troppa fiducia sullo scrittore in nota. Un conto è redare un articoletto da giornale altro affrontare un trattato socio-filosofico-culturale.

      Il suo commento è stato omnicomprensivo e da parte mia quasi totalmente condivisibile, d'altronde lei non ha fatto altro che riassumere ciò che diuturnamente va sostenendo in quest'ospite.

      Sono positivamente meravigliato di quanta curiosità abbia smosso il mio commento sulla materia, dalla partecipazione si evince che è calda e non ancora metabolizzata, cmq non deve meravigliare la partigianeria accomunante la sinistra ed il cattolicesimo, figli di uno stesso dio.

    1. sultano96 21 maggio 2009

      nonrexnoniusnonmos, mi auguro che il suo commento sia indirizzato a Giuseppe Maneggio, visto come si è confrontato con il sottoscritto.

    1. sultano96 21 maggio 2009

      Vale la pena di partecipare ai commenti solamente per leggere persone come lei, anche se si deve sopportare la lettura di asntr.

    1. sultano96 21 maggio 2009

      Mi auguro che ciò NON succeda mai!

    1. SempreIo 20 maggio 2009

      Ciao Alex84,

      sono d'accordo con te per il "non penso che la diversità ci ponga tutti sullo stesso livello", di comportamento, personale.


      Invece, sono un po' in difficoltà a comprendere cosa intendi per rispetto quando scrivi di "persona arretrata", "tradizioni discutibili e sessiste" e valori "moralmente migliori".

      Senza polemica, con quelle parole veicoli assai poco rispetto.

      Ma, se vuoi, torniamo al caso particolare - la mancata stretta di mano - estendiamolo alle due culture e cerchiamo di individuare una presunta superiorità nel comportamento.

      Sono onesto, se mi trovassi davanti ad una collega che non ricambia la stretta di mano rimarrei interdetto, anche turbato.

      Però, quale potrebbe essere il comportamento successivo al fattaccio?

      Alcune ipotesi:

      1. potrei pensare qualcosa del tipo "guarda questa inferiore arretrata sessista a dispetto della sua laurea" e far arrivare il caso in tribunale

      2. potrei guardarla mostrando incredulità, girare le spalle e decidere, per il futuro, di ignorarla

      3. potrei chiederle "perchè cavolo non mi dai la mano?" ed attendere la risposta


      Io scelgo la 3.

      E, con buona probabilità, Samira mi risponderà: "caro collega, la mia religione non mi permette di toccare - quindi anche di stringere la mano - un uomo estraneo alla mia famiglia".

      Dinuovo, onesto, penserei che sia una sciocchezza, ma, anche per rasserenare l'animo turbato di prima, girerei a lei il compito di trovare una soluzione: "allora come ci salutiamo? strizzando l'occhio, un cenno con la testa, un gesto con la mano, un "buongiorno"?"

      Sta certo che l'accordo si trova e, magicamente, le due culture non si scontrano più.
      Anzi, si rischierebbe addirittura il silenzio, perchè gli abili intellettuali - come si sta dimostrando anche Fini - non avrebbero alcun interesse a parlare di incontro di culture. Non venderebbero.


      Ciao,
      Alessio

    1. Kiddo 20 maggio 2009

      Straquoto in toto.
      Dalle mie parti è lo stesso con i Rom.
      Questi scrivono dalle loro belle ville circondate da mura alte, telecamere e sorveglianti armati con i pitbull, a noi tocca subirla l'immigrazione non appena usciamo di casa.
      BLEAH!!!

    1. bluerik3 20 maggio 2009

      "Facile fare i bulicci con il c... degli altri". Scusate l'espressione , ma é facile parlare quando non si pagano le conseguenze di una situazione sulla propria pelle. Io abito nella riviera ligure di ponente, ed una mia collega non è più libera di tornare a casa da sola, perché sempre importunata da immigrati musulmani, e la polizia afferma che non può farci niente, senza reato.
      Sono favorevole all'immigrazione, ed ho amici musulmani, ma dovrebbe esserci anche un'integrazione nei costumi, nel rispetto della loro cultura e religione.
      Ricordiamoci che se non andassimo nei loro paesi come turisti, in pochi casi vedremmo rispettata la nostra cultura e costumi.
      Informatevi su come gli egiziani trattano gli immigrati africani.
      Secondo me i problemi non si risolveranno mai con una immigrazione incosciente, bisognerebbe invece guardare alla radice della questione:
      decidersi di aiutarli anche nei loro paesi, considerando la chiusura di certi regimi, oppure essere più severi seguendo il detto: "o noi o loro"?

    1. antsr 20 maggio 2009

      caro 6443, 150 anni fa avete stuprato il meridione, derubato (tutto l'oro del regno delle 2 sicilie) schiacciata un'economia che da voi non esisteva, schiacciato con abberranti leggi (Pica) il tutto per lunghi anni (altro che quelle attuali). Avete fatto capire che eravate voi i primi a non rispettare neppure le leggi universali ... e mi scrive di giustizia, solidarietà. Oggi proprio dal nord si vuole dettare la legge. I briganti in parte li avete creati voi, l'immigrazione altrettanto (se non capisce vada un pò a leggersi qualche buon libro di storia, scritto da mani imparziali come quelle di grandi storici non italiani). Prima di scrivere dovremmo tutti noi avere il coraggio di documentarci, non pretendere solo il diritto di criticare, guardi che c'è anche il dovere!!!

    1. FreeDo 20 maggio 2009

      Quali sono le nostre radici? Celtiche, come le sentono al nord, oppure Etrusche, per gli Italiani del Centro, o ancora Arabe o Spagnole per il sud e isole? Credo che gli unici veri confini, sia culturali che geografici, stiano nelle nostre teste; e' li' che dobbiamo abbatterli. E mantenere usi e costumi non mi sembra un crimine.Per una convivenza davvero Civile sarebbe ampiamente sufficiente lasciarsi guidare, tutti, da un principio semplice semplice: il rispetto per l'altro.

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