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IMMIGRATI, L’UNICO OBBLIGO: RISPETTARE LA LEGGE ITALIANA


DI MASSIMO FINI
Il gazzettino

Nella liberale e liberissima Olanda una stimata professoressa di economia, Samira Dahru, musulmana, è stata sospesa dall’insegnamento perché, seguendo i dettami della propria religione, si rifiuta di dare la mano agli uomini. Samira ha fatto ricorso in giudizio ma il Tribunale diUtrecht le ha dato torto.
È l’eterno dilemma se gli immigrati debbano integrarsi nei Paesi in cui vanno a vivere, adottarne gli usi, i costumi, la mentalità, di cui discutevo l’altra sera, in un dibattito televisivo, con Magdi Cristiano Allam e l’ex ministro Paolo Ferrero, attualmente segretario di Rifondazione comunista. Pur partendo da sponde opposte sia Allam che Ferrero sostenevano il dovere, anzi l’obbligo, dell’immigrato di integrarsi, di imparare la nostra lingua, di introiettare i valori della nostra Costituzione, di adottare i nostri usi e costumi.
Io sono di tutt’altro parere. L’unico dovere di un immigrato è quello che ha, o dovrebbe avere, ogni cittadino italiano: rispettare le leggi del nostro Paese. Integrarsi è una possibilità, non un obbligo. Se uno vuole mantenere integralmente la propria cultura è libero di farlo tranne che negli aspetti in cui questa cultura contrasta con le leggi dello Stato. Stringere la mano, per tornare all’episodio da cui abbiamo preso spunto, è una pratica, una prassi, un’abitudine, un costume occidentale, come, per gli uomini, portare la cravatta, non una disposizione di legge. In Russia gli uomini, salutandosi, sono (o erano) abituati a baciarsi sulla bocca. Ma nessuno, nemmeno Stalin, ha mai preteso che gli occidentali in visita in Unione Sovietica facessero altrettanto.

Del resto generazioni di italiani hanno vissuto a New York, a Brooklin, senza spiccicare una parola di inglese, e ancora oggi, fra i più anziani, esistono persone che non parlano la lingua di quel Paese, ma nessuno dubita che siano cittadini americani a tutti gli effetti, con gli stessi diritti, e gli stessi doveri, degli altri americani.
E voler obbligare gli immigrati (di qualsiasi tipo e non esistono, grazie a dio, solo i musulmani), significa sottoporli a una doppia violenza. La prima è stata quella di sradicarli dal loro Paese d’origine. Perché, come ho cercato di spiegare tante vole, è stato il nostro modello di sviluppo a disintegrare l’economia e la socialità di quasi tutti i popoli di quello che chiamiamo, con sottinteso disprezzo, Terzo Mondo, costringendo quelle genti, che per secoli e millenni avevano vissuto, e spesso, a loro modo prosperato, su un’economia di sussistenza, alla fame. La seconda violenza è che si pretenda di fatto, che rinuncino alla propria identità per omologarsi alla nostra. È un concetto totalitario, quello che io ho chiamato, in un libro che ha avuto molta fortuna, “Il vizio oscuro dell’Occidente”, la sua incapacità di accettare “l’altro da sè”. Io, immigrato, ho il diritto di conservare intatta la mia cultura, di non aver nessuna considerazione dei valori, individualisti, della nostra Costituzione, ciò che solo conta è che rispetti le leggi che da questa discendono anche se non l’approvo e anzi la disprezzo. Peraltro se un occidentale va a vivere in Mali, non gli viene richiesto di adottare i costumi maliani, di vestire come gli abitanti del luogo, di aderire ai loro valori e di credere, magari, alla stregoneria. Può conservare integra la propria identità occidentale, vivere in quel Paese pur non comprendendone e accettandone i valori, deve solo rispettarne le leggi. Che è lo stesso obbligo, ma nulla di più, che ha l’immigrato in Italia.

In questa già grottesca vicenda olandese si è inserito il Comitato Pari Opportunità il quale ha difeso il diritto di una donna musulmana di non stringere la mano “purché non faccia differenza fra uomini e donne”. Una sorta di “par condicio” al contrario.
Così l’ineffabile Comitato per difendere Samira da un obbligo gliene ha appioppato un altro.

Massimo Fini
Fonte: http://www.massimofini.it/
Uscito su “Il gazzettino” il 15/05/2009

Pubblicato da Davide

  • marimari

    Lasciamo stare gli olandesi che hanno nel DNA l’invenzione dell’apartheid in Sudafrica, concordo che l’immigrato ha il diritto di mantenere intatta la sua cultura, ma ciò non lo esime secondo me dall’imparare la lingua del paese di accoglienza, anzi secondo me sarebbe un obbligo altrimenti non si capisce come uno straniero possa capire e rispettare le leggi di un paese di cui non conosca la lingua.

    Per cui sono d’accordo ma a condizione che sia ben chiaro dove finisce la libertà di cultura e dove inizia la nostra cultura/legalità, perché l’interpretazione crea non pochi problemi, soprattutto quando integralisti del rispetto delle culture etniche difendono a spada tratta il burqa alla donna (che in molti casi è una violenza alle donne), dimenticando opportunamente che il burqa come qualsiasi coprivolto è vietato dalla legge italiana. Stessa cosa per la poligamia che subdolamente si sta introducendo in Europa. O il divieto per le bambine di mescolarsi agli altri bambini a scuola e di fare ginnastica – visto che tali divieti fanno parte della loro cultura, io penso che però sia di una violenza inaudita non fare fare la ginnastica alle bambine musulmane. E’ vietato vietare la ginnastica alle bambine? No. Dov’è che finisce la loro libertà di cultura e che inizia la nostra? Questo è da chiarire. A meno di fare andare i bambini in scuole speciali musulmane…

    Per i fatti citati sopra, io in quanto donna, sarei intransigente al massimo e sono scioccata ogni volta che in paesi come il nordeuropa vedo passare delle donne COMPLETAMENTE COPERTE cosi come sono ugualmente scioccata quando vedo DONNE SEMINUDE IN VETRINA per vendersi come merce nell’odiata Olanda per ritornare a quel paese, scioccata in quanto anche quel mercantilismo che si applica alle persone non sarebbe nella nostra cultura ma ci è stato sempre piu imposto dal modello economico dominante.

    Un’ultima cosa, l’apertura alle altrui culture nel nostro paese deve sempre essere cosa reciproca, altrimenti non si capisce come mai una donna musulmana che sposa un cittadino italiano diventi direttamente italiana mentre l’uomo debba convertirsi all’islam altrimenti non si può sposare… Se la donna ottiene un documento del tutto utilitario per potere rimanere nel nostro paese e goderne i diritti, in questo caso l’uomo deve fare un voto di fede e una conversione religiosa che è qualcosa di piu pesante
    di un semplice documento…. Da riflettere

  • Hassan

    Come ha detto giustamente Fini, l’unica cosa che si può chiedere è quella di rispettare le leggi. Se la cultura di origine di una persona va a cozzare in alcuni punti con le leggi del paese in cui si vive, allora ci si deve “correggere” per non violare alcuna legge. Riguardo alla poligamia, esiste in natura, e per tantissime altre culture è sempre stata una cosa normalissima:

    http://blogghete.blog.dada.net/post/1206938867/I+LADRI+DI+BAMBINI#more

    Per la questione delle bambine che non dovrebbero mescolarsi con i bambini durante l’ora di ginnastica, molti genitori (musulmani e non, vedi anche caso negli USA), decidono così. Non dev’essere lo Stato ad obbligarli a scegliere un modo di educazione per i loro figli che non ritengono adeguato.

    La questione del burqa (il velo che copre completamente, anche la faccia) o del niqab, da non confondere con l’hijab, è la stessa questione di sicurezza per cui una persona non potrebbe andare per strada con un passamontagna. I ladri e i delinquenti vari ci andrebbero a nozze. Quindi va bene il divieto per il burqa e il niqab, ma no al divieto dell’hijab.

    La reciprocità nell’apertura alle altre culture è già stata smontata da Fini: si devono solamente rispettare le leggi, niente di più. Anche i naziskin italiani e europei hanno una cultura che non è più mainstream: solo che a loro non viene chiesta nessuna “reciprocità”, solo perchè non immigrati. E’ pieno di gente con idee totalmente contrarie alla “cultura corrente” (europea o occidentale chiamatela come volete), e hanno ogni diritto a mantenere fede alle proprie idee, finchè non violano le leggi. E’ stupido oltre che ipocrita chiedere di “uniformarsi” solamente agli immigrati, quando in giro è pieno di “autoctoni” con idee ben più radicali e “fuori dal mondo” di quelle degli immigrati.

    Non ho capito l’ultima parte del tuo post… una donna musulmana di quale paese ? L’Islam non è una “razza”, e non è un “luogo geografico”: è una religione. In Italia ci sono circa 20’000 musulmani italiani, quindi dire “una donna musulmana che sposa un italiano” non ha senso. E’ come dire “una donna bhuddista che sposa un italiano”. Avrebbe senso invece dire “una donna pakistana/saudita/iraniana/etc. che sposa un italiano”.

    Comunque se esistono leggi che fanno sì che una pakistanA (esempio) ottenga subito la cittadinanza italiana in caso di matrimonio, mentre un pakistanO no, probabilmente dev’esserci lo zampino di quelle malate di mente del “Ministero per le (non)Pari Opportunità”.

  • Hassan

    Come ha detto giustamente Fini, l’unica cosa che si può chiedere è quella di rispettare le leggi. Se la cultura di origine di una persona va a cozzare in alcuni punti con le leggi del paese in cui si vive, allora ci si deve “correggere” per non violare alcuna legge. Riguardo alla poligamia, esiste in natura, e per tantissime altre culture è sempre stata una cosa normalissima:

    http://blogghete.blog.dada.net/post/1206938867/I+LADRI+DI+BAMBINI#more

    Per la questione delle bambine che non dovrebbero mescolarsi con i bambini durante l’ora di ginnastica, molti genitori (musulmani e non, vedi anche caso negli USA), decidono così. Non dev’essere lo Stato ad obbligarli a scegliere un modo di educazione per i loro figli che non ritengono adeguato.

    La questione del burqa (il velo che copre completamente, anche la faccia) o del niqab, da non confondere con l’hijab, è la stessa questione di sicurezza per cui una persona non potrebbe andare per strada con un passamontagna. I ladri e i delinquenti vari ci andrebbero a nozze. Quindi va bene il divieto per il burqa e il niqab, ma no al divieto dell’hijab.

    La reciprocità nell’apertura alle altre culture è già stata smontata da Fini: si devono solamente rispettare le leggi, niente di più. Anche i naziskin italiani e europei hanno una cultura che non è più mainstream: solo che a loro non viene chiesta nessuna “reciprocità”, solo perchè non immigrati. E’ pieno di gente con idee totalmente contrarie alla “cultura corrente” (europea o occidentale chiamatela come volete), e hanno ogni diritto a mantenere fede alle proprie idee, finchè non violano le leggi. E’ stupido oltre che ipocrita chiedere di “uniformarsi” solamente agli immigrati, quando in giro è pieno di “autoctoni” con idee ben più radicali e “fuori dal mondo” di quelle degli immigrati.

    Non ho capito l’ultima parte del tuo post… una donna musulmana di quale paese ? L’Islam non è una “razza”, e non è un “luogo geografico”: è una religione. In Italia ci sono circa 20’000 musulmani italiani, quindi dire “una donna musulmana che sposa un italiano” non ha senso. E’ come dire “una donna bhuddista che sposa un italiano”. Avrebbe senso invece dire “una donna pakistana/saudita/iraniana/etc. che sposa un italiano”.

    Comunque se esistono leggi che fanno sì che una pakistanA (esempio) ottenga subito la cittadinanza italiana in caso di matrimonio, mentre un pakistanO no, probabilmente dev’esserci lo zampino di quelle malate di mente del “Ministero per le (non)Pari Opportunità”.

  • ottavino

    Totalmente daccordo con Fini. In particolare rispetto alle cause del problema. Il problema lo abbiamo creato noi con il nostro “sviluppo” e con la nostra supposta superiorità. E’ quello che ci torna indietro per essere dei colonialisti. Il colonialismo si paga.
    Se fossimo intelligenti, fatti come questo ci farebbero riflettere. Ci farebbero riflettere sulla nostra inadeguatezza e sulla nostra arroganza.

  • Lif-EuroHolocaust

    Gli italiani in USA, che non parlano/parlerebbero inglese, non sono statunitensi. Sono solo degli sradicati. Gli USA stessi che esempio di nazione sarebbero? Attacchiamo gli USA per tutto e in particolare il suo individualismo e ci dimentichiamo che una condizione per l’individualismo è anche il non aderire ad una qualche comunità etnico-culturale-religiosa? Inoltre, decidiamoci: se un politico non vuole gli stranieri è razzista, se li lascia entrare li sradica dalla sua terra. Siete parecchio confusi e in tutta questa confusione, come sempre, da alcuni decenni in qua, mai una parola di sostegno all’Italia e agli italiani, prescindendo da governi, partiti, personaggi pubblici, ecc.

  • mendi

    Condivido in toto questo articolo di Massimo Fini.
    L’ntegrazione di usi e costumi è una violenza ed è anche stupida.
    Quello che si dimentica parlando di immigrati è il loro quasi generale disprezzo per il nostro mondo, una volta che l’hanno conosciuto.

  • sultano96

    mendi, mi meraviglia!

  • Eurasia

    Il problema è la quantità… In Italia siamo in 60 milioni più oltre 36 milioni di auto più le quintalate di cemento periodicamente versati a destra e a manca… lo spazio è quello che è… se a quanto sopra ci aggiungiamo la disorganizzazione cronica dei servizi, le mafie e tutto quello che ne consegue… eccovi servito il caos… Poi se ce lo vogliamo stare a scaramellare su quanti angeli possono ballare su una punta di un ago… allora è un altro discorso… resta il fatto che fare poltiche (politici,i intellettuali e opinionisti) di integrazione e a pontificare su nuove strategie di nuovi “mondi economici e culturali” con il fondoschiena degli altri (i “comuni” mortali… ivi compresi gli immigrati) è molto facile nonchè comodo …

  • nessuno

    Se per sbaglio conoscessero mendi altro che solo disprezzo.

  • Borokrom

    E si… in Olanda hanno fatto passi da gigante…

    Pensare che ancora negli anni ’50 esistevano Bar e Ristoranti che all’entrata avevano il cartello che diceva così:

    VIETATO L’INGRESSO AI CANI E AGLI ITALIANI.

  • marcello1950

    Infatti male hanno fatto gli AMERICANI ad accettare i mafiosi italiani così come erano ora si ritrovano ad essere un paese mafioso anche loro

    .PEGGIO SAREBBE SE ACCETTASSIMO I MUSSULMANI COSI COME SONO SAREBBE METTERE LE BASI DI UNA GUERRA CIVILE QUANDO LORO RAGGIUNGERANNO IL 20, 25 % E CERCHERANNO DI IMPORCI LA SHARIA CON UN BAGNO DI SANGUE TRA ITALIANI E MUSSULMANI.

  • 6463

    Centocinquant’anni fa ci fu un’immigrazione forzata: abbiamo portato in italia siciliani, calabresi, campani… e sono centocinquant’anni che aspettiamo che rispettino la legge. Voglio solo dire che per chi vive all’estero e vive alla giornata, le regole del paese ospite sono un impiccio se non la maggiore difficoltà, ed è nell’ambito della propria comunità che trova sostegno o solidarietà talvolta “giustizia”. Solo quando l’immigrato sarà diventato cittadino potrà rispettare la legge dello stato, non a prescindere. Credo che stavolta, Fini abbia messo il carro davanti ai buoi.

  • nonrexnoniusnonmos

    Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

    VORREI RICORDARE A ME STESSO E AI FREQUENTATORI DEL SITO… IL DETTO POSTO ALL’INGRESSO DEL SITO.
    OGNUNO E’ LIBERO DI ESPRIMERE IL PROPRIO PENSIERO IN PIENA LIBERTA’…FINI NON E’ UN MOSTRO SACRO…NE’ L’ORACOLO DI DELFO…!
    BENE FA’ L’OLANDA CHE – NON DIMENTICHIAMOLO – SE E’ GRANDE QUANTO L’UMBRIA GIA’ E’ MOLTO…A DIFENDERE LE PROPRIE RADICI E LA PROPRIA TRADIZIONE.
    CHE POI GLI ITALIANI DELLE PROPRIE RADICI E DELLE SUE TRADIZIONI SE NE PUO’ FREGAR DI MENO…SONO AFFARI LORO (DI NESSUNO)
    SALVO POI PAGARE A DURO PREZZO QUESTA SUA DISSENNATA DISATTENZIONE…
    STIAMO SEMINANDO VENTO A IOSA…NON PRETENDIAMO CHE ANCHE GLI OLANDESI CI IMITINO…!

  • nessuno

    Mi hai levato ogni dubbio sei un parente molto stretto della virgo
    ma ti diverte cosi tanto trollare?

  • Alex84

    La sopraccitata Sumira, a dispetto della sua laurea, si rivela essere una persona arretrata e legata a tradizioni discutibili e sessiste. Certo che gli immigrati devono integrarsi, accettando le regole e i valori condivisi, specie se questi sono moralmente migliori e superiori a quelli d’origine. Che non mi si venga a dire che la civiltà musulmana è superiore a quella occidentale in fatto di libertà…

  • ario

    “Riguardo alla poligamia, esiste in natura, e per tantissime altre culture è sempre stata una cosa normalissima.” Forse non lo sai, ma in Italia c’è una legge che la vieta, anche se per te è “normalissima”.

  • Galileo

    Dove stà la logica e la coerenza in questo articolo?

    Fini scrive: “Samira Dahru, musulmana, è stata sospesa dall’insegnamento perché, seguendo i dettami della propria religione, si rifiuta di dare la mano agli uomini”.

    Poi abbiamo un Allam e Ferrero che parlano di tutto, ma non fanno riferimento alla religione. (“Pur partendo da sponde opposte sia Allam che Ferrero sostenevano il dovere, anzi l’obbligo, dell’immigrato di integrarsi, di imparare la nostra lingua, di introiettare i valori della nostra Costituzione, di adottare i nostri usi e costumi”.)

    Poi Fini dice: “io sono di tutt’altro parere”.

    Poi Fini, preso dall’enfasi, mi paragona il rispetto della costituzione con il fatto che neanche Stalin pretendeva, che se andavi in semplice visita in Russia, ti baciassi sulla bocca…non ho capito. Parliamo di immigranti o semplici visite all’estero?

    E poi inizia a sbrodolarsi adosso con L’Amerikka (alla Sordi), descrivendo le orde di immigrati italiani come piccoli cafoni che neanche la lingua abbiamo VOLUTO imparare…e poi la storia del poverello che viene dall’Africa pensando ancora nell’Eldorado e invece, incontrandosi una Italia succursale di Africa Nuova.

    Ma di cosa parliamo di “dettami religiosi” o “leggi del nostro Paese”?

    Che schifezza.

  • Galileo

    ahahahaha

    Mendi torna alle elementari.

  • Galileo

    Io avrei fatto entrare i cani.

  • Galileo

    Sei un “disattento” anche stavolta non ci hai preso. Il tuo pensiero è vuoto come un quadro astratto, sette riche pergiunta scritte in maiuscola per non dire niente…incredibile.

  • SempreIo

    Che circo.
    Fini che sbrodola – grazie Galileo – e i commenti … e che commenti, addirittura sui valori – psesumo “nostri!” eh? – che “sono moralmente migliori e superiori a quelli d’origine”.

    Che schifezza.

  • buran

    Se si parla di obblighi, Fini ha perfettamente ragione, l’unico obbligo è rispettare la legge, e questo vale per tutti. Se si parla di cosa è più opportuno fare per vivere tutti meglio, allora si può discutere. Una comunità completamente isolata e distaccata è legittima, ma forse non è una cosa positiva. Così come non è positivo costringere uno starniero ad abbandonare i propri usi e costumi, la propria cultura. Da quello che si può osservare, le generazioni successive a quelle di prima immigrazione costruiscono una cultura propria, e l’ibridazione con quella del paese ospitante è inevitabile, volenti o nolenti. Credo che una comunità completamente chiusa, composta da soggetti che si confrontano solo all’interno di essa, è destinata ad essere “forzata” di suo, dallo sviluppo stesso delle cose, man mano che passa il tempo e subentrano nuove generazioni.
    PS: A proposito del caso della professoressa olandese, sostengo che essa abbia il diritto (come qualsiasi altra persona) di dare la mano a chi le pare, quali che siano le sue motivazioni, siano esse di ordine religioso o di semplice antipatia. Fra l’altro rilevo la cafonaggine dei suoi colleghi uomini, che teoricamente dovrebbero essere istruiti: ci sono tanti modi per salutare una donna musulmana senza per forza pretendere di stringerle la mano.

  • UNO

    Gli immigranti dovrebbero avere la “curiosità” di capire dove sono. Non si può andare in un’altro paese e non prendere in considerazione che dovrài imparare la lingua del luogo se vuoi comunicare con la gente. Tu IMMIGRANTE, per qualsivoglia motivo sia andato in un’altro paese, hai il DOVERE di adattarmi il pìù possibile, l’OBBLIGO di imparare la lingua sia per comunicare sia per non farti fregare (dettaglio importante) se poi sei fortunato e non stai morendo di fame in paese altrui, credo che non si muoia per una stretta di mano.

  • nonrexnoniusnonmos

    TARDI MA HO CAPITO…!”NESSUNO E GALILEO” SONO DUE QUALITA’ DI POLIPO MA PUR SEMPRE POLIPI…
    PS. SCUSATE SE NON HO UNA INTELLIGENZA PRONTA QUANTO LA VOSTRA…
    ERRARE UMANUM EST!

  • Alex84

    Sai, io non penso che la diversità ci ponga tutti sullo stesso livello. Per quanto gli altri vadano rispettati, riconosco senza vergognarmi che certi aspetti di alcune culture non sono semplicemente “diversi” ma anche inferiori. Per inferiore, intendo non solo “meno sofisticato”, ma anche dannoso.

  • paolodegregorio

    Massimo Fini nel suo articolo sul Gazzettino del 15.5.09 sostiene che le sole regole a cui deve attenersi un immigrato nel nostro paese sono quelle della legalità e non deve rinunciare a nulla della sua cultura.
    Teoricamente giusto, ma quanti hanno capito quale funzione abbia svolto e svolge il fenomeno della immigrazione, chi ne trae i massimi vantaggi, chi ne patisce gli svantaggi, e quale strumentalizzazione politica sia stata esercitata proprio da quelle forze sociali e politiche che con doppiezza hanno utilizzato il lavoro dei migranti e nello stesso tempo si associano alla protesta contro i clandestini?
    La classe dominante, la Confindustria, i padroni dell’edilizia, gli agrari, hanno appoggiato i flussi migratori con l’evidente risultato di aver ridimensionato le conquiste dei lavoratori, mettendoli di fronte al fatto compiuto della presenza di milioni di poveracci pronti a sostituirli, hanno goduto e godono di grandi profitti nelle varie situazioni di utilizzo del lavoro nero, mentre la destra cavalcava e cavalca il disagio delle grandi periferie, dove si sono riversate queste masse di immigrati, in senso xenofobo e razziale, ottenendo un vistoso consenso elettorale.
    La Chiesa e la sinistra parlano di accoglienza e diritto di asilo, ma sembrano non rendersi conto della enormità del problema e dei vantaggi che questo fenomeno ha portato alle destre, cosa successa già in Francia.
    Personalmente ho sempre sostenuto che quello della immigrazione, compresa quella d’origine europea, è un fenomeno perverso, legato a squilibri in genere originati dal colonialismo occidentale, e oggi in crisi in quanto la economia italiana e quella europea soffrono di una minore domanda delle loro merci, fenomeno dovuto all’ingresso nella scena globale di nuovi soggetti economici che offrono le stesse merci a prezzi più bassi.
    Questo è un fenomeno strutturale, e se non viene capito e gestito, nel senso di fermare tutta l’immigrazione, ci porrà di fronte a una guerra tra poveri tutt’altro che metaforica.
    Ma l’aspetto principale, per cui è essenziale fermare il fenomeno, è quello, moderno, razionale, colto in senso scientifico, della SOSTENIBILITA’, che dovrebbe essere la pietra angolare da cui far partire ogni ragionamento, per cui si deve raggiungere un equilibrio tra numero di abitanti e risorse di ogni nazione, nel senso misurabile dell’autosufficienza alimentare ed energetica (energia prodotta con le rinnovabili).
    L’immigrazione e la grande prolificità di questa cultura, si scontrano con una minore offerta di lavoro, anche per il futuro, e vi è la necessità vitale di diminuire di numero per entrare nel campo della sostenibilità, spostando verso la piccola agricoltura e la produzione diffusa, decentrata di energia elettrica milioni di individui, famiglie, cooperative, con spazio adeguato per tutti.
    La globalizzazione, con le sue truffe finanziarie, con la evidente crisi ambientale, con la precarietà dei mercati, è fallita e va sostituita dal progetto globale della sostenibilità, della diminuzione delle nascite, della fine delle assurde spese per gli armamenti, della fine del consumismo, del rispetto dell’ambiente e della salute delle persone, di una riconversione economica verso il soddisfacimento dei consumi interni.
    A Massimo Fini chiedo di commentare queste valutazioni inserendo il problema immigrazione di questo ampio quadro.
    Paolo De Gregorio

  • FreeDo

    Quali sono le nostre radici? Celtiche, come le sentono al nord, oppure Etrusche, per gli Italiani del Centro, o ancora Arabe o Spagnole per il sud e isole? Credo che gli unici veri confini, sia culturali che geografici, stiano nelle nostre teste; e’ li’ che dobbiamo abbatterli. E mantenere usi e costumi non mi sembra un crimine.Per una convivenza davvero Civile sarebbe ampiamente sufficiente lasciarsi guidare, tutti, da un principio semplice semplice: il rispetto per l’altro.

  • antsr

    caro 6443, 150 anni fa avete stuprato il meridione, derubato (tutto l’oro del regno delle 2 sicilie) schiacciata un’economia che da voi non esisteva, schiacciato con abberranti leggi (Pica) il tutto per lunghi anni (altro che quelle attuali). Avete fatto capire che eravate voi i primi a non rispettare neppure le leggi universali … e mi scrive di giustizia, solidarietà. Oggi proprio dal nord si vuole dettare la legge. I briganti in parte li avete creati voi, l’immigrazione altrettanto (se non capisce vada un pò a leggersi qualche buon libro di storia, scritto da mani imparziali come quelle di grandi storici non italiani). Prima di scrivere dovremmo tutti noi avere il coraggio di documentarci, non pretendere solo il diritto di criticare, guardi che c’è anche il dovere!!!

  • bluerik3

    “Facile fare i bulicci con il c… degli altri”. Scusate l’espressione , ma é facile parlare quando non si pagano le conseguenze di una situazione sulla propria pelle. Io abito nella riviera ligure di ponente, ed una mia collega non è più libera di tornare a casa da sola, perché sempre importunata da immigrati musulmani, e la polizia afferma che non può farci niente, senza reato.
    Sono favorevole all’immigrazione, ed ho amici musulmani, ma dovrebbe esserci anche un’integrazione nei costumi, nel rispetto della loro cultura e religione.
    Ricordiamoci che se non andassimo nei loro paesi come turisti, in pochi casi vedremmo rispettata la nostra cultura e costumi.
    Informatevi su come gli egiziani trattano gli immigrati africani.
    Secondo me i problemi non si risolveranno mai con una immigrazione incosciente, bisognerebbe invece guardare alla radice della questione:
    decidersi di aiutarli anche nei loro paesi, considerando la chiusura di certi regimi, oppure essere più severi seguendo il detto: “o noi o loro”?

  • Kiddo

    Straquoto in toto.
    Dalle mie parti è lo stesso con i Rom.
    Questi scrivono dalle loro belle ville circondate da mura alte, telecamere e sorveglianti armati con i pitbull, a noi tocca subirla l’immigrazione non appena usciamo di casa.
    BLEAH!!!

  • SempreIo

    Ciao Alex84,
    sono d’accordo con te per il “non penso che la diversità ci ponga tutti sullo stesso livello”, di comportamento, personale.

    Invece, sono un po’ in difficoltà a comprendere cosa intendi per rispetto quando scrivi di “persona arretrata”, “tradizioni discutibili e sessiste” e valori “moralmente migliori”.
    Senza polemica, con quelle parole veicoli assai poco rispetto.

    Ma, se vuoi, torniamo al caso particolare – la mancata stretta di mano – estendiamolo alle due culture e cerchiamo di individuare una presunta superiorità nel comportamento.

    Sono onesto, se mi trovassi davanti ad una collega che non ricambia la stretta di mano rimarrei interdetto, anche turbato.
    Però, quale potrebbe essere il comportamento successivo al fattaccio?
    Alcune ipotesi:
    1. potrei pensare qualcosa del tipo “guarda questa inferiore arretrata sessista a dispetto della sua laurea” e far arrivare il caso in tribunale
    2. potrei guardarla mostrando incredulità, girare le spalle e decidere, per il futuro, di ignorarla
    3. potrei chiederle “perchè cavolo non mi dai la mano?” ed attendere la risposta

    Io scelgo la 3.

    E, con buona probabilità, Samira mi risponderà: “caro collega, la mia religione non mi permette di toccare – quindi anche di stringere la mano – un uomo estraneo alla mia famiglia“.

    Dinuovo, onesto, penserei che sia una sciocchezza, ma, anche per rasserenare l’animo turbato di prima, girerei a lei il compito di trovare una soluzione: “allora come ci salutiamo? strizzando l’occhio, un cenno con la testa, un gesto con la mano, un “buongiorno”?

    Sta certo che l’accordo si trova e, magicamente, le due culture non si scontrano più.
    Anzi, si rischierebbe addirittura il silenzio, perchè gli abili intellettuali – come si sta dimostrando anche Fini – non avrebbero alcun interesse a parlare di incontro di culture. Non venderebbero.

    Ciao,
    Alessio

  • sultano96

    Mi auguro che ciò NON succeda mai!

  • sultano96

    Vale la pena di partecipare ai commenti solamente per leggere persone come lei, anche se si deve sopportare la lettura di asntr.

  • sultano96

    nonrexnoniusnonmos, mi auguro che il suo commento sia indirizzato a Giuseppe Maneggio, visto come si è confrontato con il sottoscritto.

  • sultano96

    Lei ripone troppa fiducia sullo scrittore in nota. Un conto è redare un articoletto da giornale altro affrontare un trattato socio-filosofico-culturale.
    Il suo commento è stato omnicomprensivo e da parte mia quasi totalmente condivisibile, d’altronde lei non ha fatto altro che riassumere ciò che diuturnamente va sostenendo in quest’ospite.
    Sono positivamente meravigliato di quanta curiosità abbia smosso il mio commento sulla materia, dalla partecipazione si evince che è calda e non ancora metabolizzata, cmq non deve meravigliare la partigianeria accomunante la sinistra ed il cattolicesimo, figli di uno stesso dio.

  • Eurasia

    Ho un amico che lavora al CAF, ieri tutto stupito mi ha rivelato che ci sono persone (italiane) che non sono in grado di compilare un modulo… e di fatti quando chiede la CI sul documento dell’utente in luogo della firma compare la dicitura semianalfabeta se non analfabeta del tutto… dicendomi poi che ci sono mattinate che invece di fare i 730 li passa a compilare moduli: nome cognome residenza domicilio … queste ultime due parole ai più risultano misteriose… figuriamoci poi le leggi… l’Italia detiene il primato europeo, se non mondiale, delle leggi… ce ne sono ben 100 mila. Ora l’immigrato, quello “sfigato”, non è che va ad alloggiare nei pressi di un Ferrero o di un Magdi Allam o a “Casa Vianello” dove sono tutti acculturati e per benino… va nelle case popolari o nei tuguri che gli italiani, semianalfabeti, gli affittano o subaffittano lucrandoci sopra… Il punto è che ‘Italia è fatta, bene o male, mentre un buon numero di italiani non lo sono… spesso sono nelle stesse condizioni degli immigrati… se non peggio… l’unica cosa che li contraddistingue dagli immigrati è che hanno la tessera elettorale… lì non serve il CAF per compilarla … basta una croce.

  • sultano96

    Finalmente uno/a che ha preso, o per lo meno lo manifesta, consapevolezza della vera realtà italiana. Complimenti!

  • Alex84

    Io penso che dietro quella mancata stretta di mano ci sia un retaggio molto ampio. Non stringere la mano a un uomo estraneo alla propria famiglia è un tassello di un quadro ben più ampio di (inutili) inibizioni. Inibizioni di cui non vedo l’utilità perché non evitano nulla di dannoso.
    Io mi indigno anche a vedere le donne che portano lo chador e il vestito lungo perché non ritengo che quella sia una semplice usanza, ma un esempio di mortificazione. Infatti, quel genere di donne rimane confinato all’ambiente domestico, non esce quasi mai e di fatto si comportano da schiave, per quanto possano essere trattate bene e con rispetto dai mariti.
    Ma non mi piace fare questi discorsi lacrimevoli. Primo, perché rimangono fini a se stessi. Secondo, perché la libertà per ottenerla bisogna prima volerla.

  • unoqualunque

    Se è per questo in natura, in qualche paese, esiste anche il cannibalismo !

  • ario

    Appunto!

  • marcello1950

    Mi dispiace per te che non conosci l’arroganza tribale dei mussulmani, ricordati o convincerai i mussulmani a comportarsi in maniera tollerqante o sarai ucciso dai mussulmani (va be c’è una terza ipotesi se accetti la sharia se accetti di odiare gli occidentali oltre a non mangiare carne di maiale non bere vino e picchaire tua moglie allora potrai vivere)

  • Beppe_X

    Premessa

    Dopo vari anni che leggo articoli e commenti sul fenomeno
    dell’immigrazione ho elaborato una personale teoria sulle cause che la inquadra
    all’interno di un processo molto più ampio. Proverò ad esporla brevemente
    cercando di mantenere, per quanto possibile, un tono neutro, come se fosse una
    teoria scientifica. Spero in questo modo di evitare di iniziare una discussione
    ideologica, anche se non suona bene considerando che si tratta di persone.

    La teoria è basata su indizi e quindi non la considero un
    dogma, non avrò nessun problema a modificarla nel caso mi vengano sottoposte
    valide motivazioni.

    Immigrazione e NWO

    Esiste su internet una immensa collezione di articoli, il
    cosiddetto filone “cospirativo”, da cui, facendo molta sintesi, emergono alcune
    macro idee estremamente plausibili, benché non dimostrabili. Trattandosi di
    sintesi non citerò le fonti, perché sono migliaia e facilmente reperibili.

    1. L’esistenza di alcune
      elite poco o per nulla conosciute, che riuniscono e a volte creano i potenti
      del mondo, e nell’ambito delle quali vengono prese decisioni con effetti
      profondi e globali.
      Gli indizi a favore di questa affermazione sono l’esistenza (accertata) di
      organizzazioni spiccatamente sovrannazionali e con membri “dichiarati” come: Bildeberg Group, Trilaterale, Aspen Institute,
      Massoneria (Rito Scozzese),  Opus
      Dei. L’ordine di citazione riflette quello che a mio parere è la potenza
      ed il radicamento a livello globale.

    2. L’esistenza di un
      piano/progetto denominato “Nuovo Ordine Mondiale” (NWO), elaborato e
      portato avanti da una o più di queste organizzazioni. Esso prevede la
      creazione di un governo globale composto da una comitato ristretto dotato di
      grande potere, ma non eletto dal popolo, se non in un modo così indiretto,
      che di fatto lo esenta da qualunque obbligo di rappresentanza.
      Gli indizi non mancano, ma sono più sottili. Oltre alle numerose citazioni
      più o meno esplicite da parte dei più importanti uomini politici (a tal
      proposito sono reperibili innumerevoli video su Youtube,
      tra qui quello del nostro Presidente Napolitano, nonché membro Aspen, digitare
      “Napolitano NWO”), l’indizio più significativo è che la teoria dell ‘NWO consente di comporre il puzzle della storia
      contemporanea (e non solo) inserendo tutti i principali eventi in un
      quadro coerente e predittivo, similmente a quanto fa una teoria fisica nel
      spiegare e collegare fenomeni apparentemente sconnessi.

    L’agenda NWO

    La realizzazione dell’NWO comporta l’inizio di una vera e propria
    guerra, silenziosa e non dichiarata, al Vecchio Ordine, caratterizzato
    essenzialmente dalla presenza delle Sovranità Nazionali.

    L’agenda prevede di combattere questa guerra attraverso tre
    grandi filoni.

    1 – Economia

    La creazione di un sistema economico globale e fortemente
    interconnesso che renda facile la concentrazione della ricchezza e del potere
    di controllo nelle mani di pochi. E’ qui molto evidente l’attacco alle
    autonomie nazionali che ha come importante tassello la sottrazione della sovranità
    monetaria, per arrivare, immagino ad una moneta unica globale.
    Per quanto riguarda questo punto, mi pare che ci troviamo in stato di avanzata
    realizzazione.

    2 – Trasferimento di potere verso istituzioni internazionali

    Creazione o rafforzamento di organismi internazionali che
    appaiano all’opinione pubblica come utili o  necessari, ma che in realtà ad essa non devono rendere conto. Qui  c’è solo l’imbarazzo della scelta (non
    esaustiva) fra ONU, WTO, FMI, OMS, NATO. Nonché Commissione UE (soprattutto se
    verrà approvato il Trattato di Lisbona)
    A questo ci stiamo avvicinando, approfittando anche della necessità di affrontare
    fenomeni come: crisi economica, terrorismo, pandemie. Guarda caso tutti
    capitati sulle nostre teste negli ultimi anni.

    3- Immigrazione di massa.
    Questa rappresenta un arma molto potente, in  quanto indebolisce gradualmente l’identità nazionale, rendendo molto più
    facile, alla lunga, convincere la popolazione a rinunciare alla sovranità
    nazionale.

     E’ però un arma difficile
    da usare, perché ha effetti diretti visibili e va contro le ancestrali tendenze
    alla paura per il diverso alla di difesa del territorio. È inoltre la più
    perversa, perché possiede un esercito di milioni di soldati “volontari” benché
    tragicamente inconsapevoli, arruolati tra chi, comprensibilmente e
    legittimamente, aspira a vivere in un paese con standard di vita molto più
    elevati di quelli da cui provengono. Qui tralascio le altre motivazioni che
    spingono all’immigrazione, come guerre, fame, persecuzioni, perché sono la minoranza
    rispetto al motivo predominante che è soprattutto di inseguire il sogno di una condurre
    una vita impossibile nel proprio paese.

    I “campi di battaglia” su cui viene gestito il fenomeno sono
    due.

    Dal lato dei paesi poveri viene attuata una politica che
    mira a mantenerli tali, in modo da alimentare un enorme pressione demografica
    verso i paesi ricchi. Inoltre nei confronti di queste popolazioni viene
    effettuata una facile propaganda che mostra i nostri paesi come un eldorado.

    Dal lato dei paesi ricchi, viene effettuata una operazione
    culturale ed economica più complessa e diluita nel tempo che tende a far
    accettare una società profondamente multietnica come inevitabile e necessaria
    al mantenimento di elevati standard di vita. Gli effetti collaterali di questa
    trasformazione, per lo più avvertiti dai ceti sociali più bassi, vengono
    deliberatamente minimizzati. I sentimenti xenofobi vengono incanalati verso
    formazioni politiche con un peso marginale e rette da personaggi “sgradevoli”.
    Qual’ora dovessero crescere e dotarsi di leader carismatici, verrebbero
    stroncate sul nascere, vedi Jörg Haider in Austria o Pim Fortuyn in Olanda.

  • Beppe_X

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  • Beppe_X

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  • marcello1950

    Caro Hassan, sarei dacordo con te se I mussulmani non si considerassero la UMMA, cioè una comunità di tipo familiare, che considera estranei tutti quelli che non appartengono alla UMMA,

    Quello che non ha detto Fini è che la democrazia non si basa solo sulle regole da rispettare ma anche sulla condivisione di VALORI (SE TU MI DICI CHE NON TUTTI GLI ITALIANI HANNO I VALORI DEMOCRATICI DI RISPETTO DEGLI ALTRI E DI FIDUCIA RECIPROCA ALLORA SONO DACORDO CON TE) il problema è che anche noi italiani (o almeno dove alligna la mafia) abbiamo una cultura familistico-tribale, ma questo è una aggravante del rischio che in italia scoppino progrom anti islamici con eventuali arrivo a una guerra civile, ora o si pongono le basi ora di trovare una integrazione, (e i mussulmani addirittura devono essere migliori degli italiani nell’avere una cultura aperta che accetti elaborandoli il rispetto della donna e delle donne uguaglianza tra uomini e donne e commistione nei luoghi di studio, di lavoro e di svago ), quelli che non sono in grado di mischiarsi con la comunità italiana devono essere rispediti nel loro paese di origine) in maniera che la comunità itlaiana non vi consideri degli estranei oppure si andra incontro per le cose che ho detto a una guerra civile vedi uccisione di extracomunitari da parte della mafia, (anche perchè gli italiani non sono “civili” come gli olandesi.
    e gli articoli di FINI invece di essere uh aiuto per l’integrazione (e quindi un aiuto per la presenza mussulmana in italia) possono divenire un alibi e illudere i MUSSULMANI CHE nelle pieghe del sistema formale si possa imbrogliare la comunità italiana ok penso che vi sbagliate noi non siamo una società formale, siamo (o sembriamo di di cuore ma poi siamo anche feroci, non fidatevi delle apparenze se la xomunità mussulmana fara degli sforzi immani per integrarsi pur tra difficoltà riusciremo a creare una società cristiana e mussulmana altrimenti io VEDO NUBI NERE E SCENARI DI SANGUE NEL NOSTRO E NEL VOSTRO FUTURO.
  • marcello1950

    Caro Hassan, sarei dacordo con te se I mussulmani non si considerassero la UMMA, cioè una comunità di tipo familiare, che considera estranei tutti quelli che non appartengono alla UMMA,

    Quello che non ha detto Fini è che la democrazia non si basa solo sulle regole da rispettare ma anche sulla condivisione di VALORI (SE TU MI DICI CHE NON TUTTI GLI ITALIANI HANNO I VALORI DEMOCRATICI DI RISPETTO DEGLI ALTRI E DI FIDUCIA RECIPROCA ALLORA SONO DACORDO CON TE) il problema è che anche noi italiani (o almeno dove alligna la mafia) abbiamo una cultura familistico-tribale, ma questo è una aggravante del rischio che in italia scoppino progrom anti islamici con eventuali arrivo a una guerra civile, ora o si pongono le basi ora di trovare una integrazione, (e i mussulmani addirittura devono essere migliori degli italiani nell’avere una cultura aperta che accetti elaborandoli il rispetto della donna e delle donne uguaglianza tra uomini e donne e commistione nei luoghi di studio, di lavoro e di svago ), quelli che non sono in grado di mischiarsi con la comunità italiana devono essere rispediti nel loro paese di origine) in maniera che la comunità itlaiana non vi consideri degli estranei oppure si andra incontro per le cose che ho detto a una guerra civile vedi uccisione di extracomunitari da parte della mafia, (anche perchè gli italiani non sono “civili” come gli olandesi.
    e gli articoli di FINI invece di essere uh aiuto per l’integrazione (e quindi un aiuto per la presenza mussulmana in italia) possono divenire un alibi e illudere i MUSSULMANI CHE nelle pieghe del sistema formale si possa imbrogliare la comunità italiana ok penso che vi sbagliate noi non siamo una società formale, siamo (o sembriamo di di cuore ma poi siamo anche feroci, non fidatevi delle apparenze se la xomunità mussulmana fara degli sforzi immani per integrarsi pur tra difficoltà riusciremo a creare una società cristiana e mussulmana altrimenti io VEDO NUBI NERE E SCENARI DI SANGUE NEL NOSTRO E NEL VOSTRO FUTURO.