IL VIOLENTO CHE E' IN NOI

IL VIOLENTO CHE E' IN NOI

DI MASSIMO FINI

ilfattoquotidiano.it

Alessandro Magno catturò un pirata che infestava i mari. E civilmente, come usava in quei tempi barbari che non conoscevano ancora la "cultura superiore" né gli odierni "eroi della libertà" che si fan liberare dalle armi straniere e poi si dedicano al linciaggio sotto gli occhi compiaciuti del mondo intero o alla caccia sistematica al nero, gli concesse l'ultima parola prima di impiccarlo. Il pirata disse: "Vedi Alessandro, noi due facciamo le stesse cose. Solo che io le faccio con trecento uomini e tu con trecentomila. Per questo io sono un pirata e tu un grande Re".


I cinquecento che l'altra domenica hanno messo "a ferro e fuoco" Roma sono oggi, oggettivamente, dei teppisti, ma se diventassero cinque milioni sarebbero dei rivoluzionari, come è accaduto in Tunisia dove una rivolta violenta ma non armata ha cacciato in due giorni il dittatore Ben AlìE il coro unanime di indignazione, da destra a sinistra, dai fascisti mascherati del PDL, ai fascisti propriamente detti come Ignazio La Russa (che nel 1974 organizzò a Milano una manifestazione dove due giovanissimi militanti dell'MSI, Murelli e Loi, uccisero un poliziotto buttandogli una bomba sul petto) all'estrema sinistra, ai sindacati, ai Pierluigi Battista che in sintonia col premier ha lanciato il diktat "chi non si dissocia anarcoinsurrezionalista è", al Presidente Napolitano, dimentico che era già un alto dirigente del PCI quando il suo sodale Secchia preparava la rivolta armata, significa proprio questo: il timore di questa classe dirigente, che ha la coscienza sporca e nera come la pece, che quei cinquecento decerebrati, smaniosi di distruggere tanto per distruggere, possano diventare cinque milioni che decerebrati non sarebbero.



Nei giorni successivi ai fatti ero a Roma, "la capitale ferita", e parlando con amici, conoscenti, taxisti, personale d'albergo, gente incontrata al bar non ho notato una dissociazione così netta dai teppisti, ma un'oscura, sottaciuta, vergognosa soddisfazione. Come se quell'esplosione di violenza li avesse vendicati, anche se per interposta persona, dalle umiliazioni, dalle frustrazioni, dal senso di impotenza che il cittadino subisce ogni giorno. Il fatto è che è diventato sempre più difficile tenere le mani a posto, facendo un tremendo sforzo su se stessi, assistendo quotidianamente allo spettacolo di una classe dirigente, politica, economica, intellettuale, autocostituitasi in una nuova oligarchia nobiliare, con noi cittadini normali retrocessi a sudditi, senza dignità e senza onore, pecore da tosare, asini al basto ad uso di "lorsignori", che mentre "la città brucia" (non Roma, l'Italia), continua nelle solite manfrine, nei soliti giochetti, nelle solite sordide lotte di potere senza tenere in minimo conto quel "bene comune" con cui si sciacqua quotidianamente la bocca.



Certo che ci vorrebbero, noi del ceto medio, buoni, civili, educati, rispettosi delle buone maniere, come siamo sempre stati, per poter ruminare in tranquillità i propri privilegi. Ma, come tutte le cose, anche la pazienza ha un limite. E, come dice la Bibbia: "terribile è l'ira del mansueto" o, per dirla più modernamente con Peckinpah del “Cane di paglia". Ed è proprio questo che i politici, gli economisti, gli intellettuali ben sistemati nel regime, temono. Ma questo vulcano che potrebbe esplodere da un momento all'altro è un fatto. Un fatto che si misura attraverso la violenza patetica di tutti i discorsi che vorrebbero cancellarlo.

Massimo Fini

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/

22.10.2011

Commenti (25)

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    1. mendi 23 ottobre 2011

      Sono completamente d'accordo con Massimo Fini.

    1. sidellaccio 23 ottobre 2011

      Il pirata è come Alessandro e tutti i violenti sono come i violenti che vogliono sterminare. Ma anche tanti uomini non violenti hanno avuto importanti risultati. E spesso hanno lasciato dei segni nella storia, più buoni e duraturi, aiutando l’umanità a diventare un po’ più umana, bella e civile. Sta a noi scegliere, se vogliamo essere come i pirati e Alessandro, oppure come Gandhi, Cristo, Buddha, Lao-Tse, ecc.. www.silviodellaccio.it

    1. Ghibli 23 ottobre 2011

      Non avrebbe potuto esprimere meglio ciò che io stesso avrei voluto rispondere a Fini. Aggiungo peraltro che le vere rivoluzioni del passato, quand'anche violente, non hanno poprio nulla in comune con i fatti di Roma. Il giorno che davvero ci dovesse essere una rivoluzione ci accorgeremo tutti della sua diversità, nel bene come nel male.

    1. PINOZ6700 22 ottobre 2011

      Salve sig. Fini,mi scusi tanto ma devo proprio dirle che commette un grande errore di fondo quando dice che: I cinquecento che l'altra domenica hanno messo "a ferro e fuoco" Roma sono oggi, oggettivamente, dei teppisti, ma se diventassero cinque milioni sarebbero dei rivoluzionari, come è accaduto in Tunisia..........
      Vede un cittadino onesto che decide per un qualche gesto "rivoluzionario" mira all'obbiettivo che si è posto,o che si è prefissato in comunione d'intenti l'intero gruppo di cittadini stufi,in questo caso la famigerata casta.
      Quanto detto avviene SENZA mettere a ferro e fuoco macchine,vetrine,cassonetti,case private,facciate di edifici privati,ecc,la cui proprietà è poi casuale e certamente slegata dall'obbiettivo preposto.
      Casomai il suddetto cittadino esercita eventualmente tutta la rabbia e/o la violenza che ritiene necessaria contro il nemico che si è prefissato,cioè lo stato divenendo così,e accollandosi le conseguenze ...diciamo un rivoluzionario.
      Al contrario un teppista,una bestia,un vandalo è e resta tale a prescidere dal numero,poi che i vandali siano 500 oppure cinque milioni ha un effetto di sicuro sull'entità dei danni,sulla programmazione becera delle tv,su tutta quella carta stampata finanziata dallo stato,ecc,ecc,ma finisce lì.
      Infatti se mai dovesse esserci un effetto "sociale" su quanto già detto non si tratterebbe di rivoluzione ma di anarchia,non le pare?
      Vorrei anche aggiungere che i cittadini onesti (e del tipo senza richieste personali) manifestarono il 12/10 con tuttaltro esito,e che quest'ultimo tipo di cittadini soffre una maggiore difficoltà a fare i numeri che servono per molteplici e ovvie ragioni,diversamente la casta avrebbe smobilitato da tempo,e non solo!

    1. sheridan 22 ottobre 2011

      Solito grandissimo Fini.

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