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IL VERO SIGNIFICATO DEL NOBEL PER LA PACE ALL’UE

DI PAOLO FRANCESCHETTI
paolofranceschetti.blogspot.it

La notizia è recentissima:
Nobel per la Pace all’UE, un riconoscimento delle attuali politiche adottate dall’istituzione europea.

Le parole di Thorbjorn Jagland, il presidente del comitato, sono state:

“E’ un messaggio all’Europa perché si faccia di tutto per mantenere quanto ottenuto e si vada avanti.”
E sottolinea che anche nei paesi europei in crisi: “una grande, grande maggioranza sia a favore di rimanere nell’Ue“.

Molti si scandalizzano di questo Nobel per la Pace, ma in realtà non c’è niente da scandalizzarsi e si tratta di un premio ampiamente meritato. Tutto sta intendersi sul significato del termine “pace”.

Dal momento che questi eventi hanno un profondo significato simbolico, vediamo di decifrare il messaggio sotteso al conferimento del premio, cercando di ripercorrere dal punto di vista storico il valore della parola per l’élite di comando.

Punto primo. Un primo indizio lo abbiamo sol che pensiamo al fatto che colui che ha istituito il Premio Nobel è famoso nel mondo per aver inventato la dinamite; il che dal punto di vista simbolico è un primo riferimento.

Per capire poi a quale pace alludano basta partire dai romani, che portavano la pace nei territori conquistati, e il significato della loro pace è ben descritto da Tacito: “Ubi desertum faciunt, pacem appellant” (“Dove fanno il deserto, lo chiamano pace”).

La pace era poi l’augurio che Michele Greco rivolgeva ai giudici quando lo processavano (nel video che vi proponiamo), e si capisce chiaramente a quale pace allude.

La pace tra lo stato e la mafia si è avuta in particolare dopo la morte di Falcone e Borsellino; Falcone muore infatti a Capaci (Ca paci, qua la pace) e dopo la morte dei due PM lo stato ha dichiarato che ormai la mafia è sconfitta (lo dichiarò il procuratore Grasso al Maurizio Costanzo Show, e lo disse con altre parole il ministro Lunardi che disse testualmente “con la mafia bisogna convivere”).

Il significato del termine pace per coloro che governano il mondo è poi abbastanza chiaro se si tiene presente che il Nobel per la Pace è stato dato ad Obama, che tra i primi atti della sua presidenza ha annoverato lo schieramento del più grosso contingente americano in Afghanistan dall’inizio dell’invasione.

Un grosso sostenitore della pace nel mondo è Bush, che infatti ha portato la pace in Iraq; una guerra per la libertà e la pace, ha dichiarato prima di sferrare l’attacco all’Iraq; infatti grazie a lui oltre un milione e mezzo di persone hanno trovato la pace (eterna).

Quanto all’Europa, non ha forse contribuito con ingenti contingenti di truppe (in missioni di pace) alla pace in Iraq, in Afghanistan, in Libia?

E grazie alla creazione della BCE, che ha indebitato a dismisura gli stati, non hanno portato la pace a centinaia di imprenditori che si sono suicidati per il tracollo economico (portandogli quindi una pace a loro sconosciuta nella loro frenetica vita di industriali in carriera, sempre di corsa, sempre affannati) ?

E l’ONU non è un’istituzione di pace, non promuove iniziative per la pace, e non è stata creata forse per promuovere la pace tra i popoli? Infatti i risultati del lavoro per la pace effettuato dall’ONU sono sotto gli occhi di tutti: Cecenia, Indonesia, Filippine, Nepal, India, Kashmir, Sri Lanka, Uganda, Burundi, Sudan, Somalia, Costa d’Avorio, Congo, Libia, Afghanistan, Iraq, Palestina e Israele, presto l’Iran…Decine di milioni di persone hanno lasciato il corpo fisico grazie all’incessante lavoro per la pace effettuato dall’ONU.

Questo Nobel per la Pace, quindi, è un messaggio ben preciso.

E l’UE è a tutti gli effetti un’istituzione di “pace”, nel senso con cui normalmente, nei rapporti internazionali, si intende questo termine. E nei prossimi mesi, ne siamo sicuri, la pace si estenderà a macchia d’olio nella maggior parte delle nazioni dell’UE.

Lo ha detto chiaramente il presidente del comitato Thorbjorn Jagland:E’ un messaggio all’Europa perché si faccia di tutto per mantenere quanto ottenuto e si vada avanti.

E’ un messaggio quindi. Un messaggio (in codice) all’UE.

Più chiaro di così!

Paolo Franceschetti
Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.it
Link: http://paolofranceschetti.blogspot.it/2012/10/notizie-flash-il-vero-significato-del.html
12.10.2012

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Dopo il Nobel “preventivo” a Obama nel 2009, oggi viene premiata l’Ue. Una decisione che lascia allibiti: incapace di arginare la crisi, Bruxelles non fa altro che complicarci la vita

    Qui non si tratta di essere filo o anti europeisti. Tuttavia, il premo Nobel per la Pace all’Unione europea nel migliore dei casi ingenera una certa incredulità.

    Nei peggiori un marcato sdegno. Vuoi perché i tecnici, gli economisti e i vari ministri dell’Ecofin si sono rivelati del tutto incapaci e impreparati a superare il primo vero problema che gli si è parato dinnanzi dalla formazione dell’Ue: la crisi economica. Vuoi perché le norme, i trattati e le leggi partorite dagli euroburocrati non hanno fatto altro che complicarci la vita anziché semplificarla. Vuoi perché ogni anno gli italiani pagano ancora di tasca propria la scelta più nefasta presa dai tecnocrati europei: l’unione monetaria.

    Dopo il Nobel per la Pace conferito a Barack Obama, fresco di nomina alla Casa Bianca, quello all’Unione europea risuona ancora più assurdo. Nel 2009 la decisione di premiare preventivamente il presidente degli Stati Uniti aveva spiazzato l’opinione pubblica: non si celebravano le gesta di un grande della Terra, ma si strizzava l’occhio a quel We can che si è, poi, rivelato fallimentare per l’America e per il resto del mondo.

    Oggi a Stoccolma riescono a far ben di peggio. Dagli inizi della crisi economica, infatti, la percezione negativa degli europei nei confronti dell’Ue si è infatti acuita. Da Bruxelles a Strasburgo, i palazzoni del potere del Vecchio Continente sono sempre più lontani dai bisogni dei cittadini, delle imprese e dei territori.

    L’Unione europea? Un’entità astratta, un insieme di poteri economici e un ammasso di politici che legiferano sulla lunghezza delle carote e sulla circonferenza delle zucchine, che negli ultimi hanno si è rivelata incapace di far fronte e arginare la crisi economica che, partita con la bolla dei mutui subprime americani, ha contagiato i Paesi dell’Eurozona fino a incancrenirsi in una recessione che sta portando la disoccupazione a livelli da record e le imprese ad andare a gambe all’aria. Dopo aver a lungo temporeggiato senza prendere decisioni forti, Bruxelles si è diviso in un braccio di ferro tra i Paesi a rischio default (i cosiddetti Pigs) e i panzer guidati dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. Un braccio di ferro che non è ancora finito e le cui conseguenze hanno trascinato la Grecia nel baratro e esposto pericolosamente la Spagna al rischio default. Anche l’Italia paga le conseguenze dell’immobilismo e dell’impreparazione dell’Unione europea che, in questi anni, ha dimostrato di essere unicamente un’unione economica e tutt’altro che culturale.

    “La decisione del Comitato norvegese del Nobel per il vincitore del premio per la pace 2012 è stata unanime”, ha assicurato il presidente Thorbjorn Jagland al quotidiano Aftenposten poco prima di annunciare il premio. “L’Ue ha contribuito all’avanzamento della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa”, si legge nelle motivazioni del Comitato secondo cui “la Caduta del Muro ha reso possibile l’ingresso dei Paesi dell’Europa centrale e orientale, così come la riconciliazione nei Balcani e il possibile ingresso della Turchia rappresentano un passo verso la democrazia”.

    Eppure l’Ue resta un’entità vaga, distante dal sentire comune dei cittadini, identificata nei palazzoni dove vengono prese decisioni che, in molti casi, complicano la vita anziché renderla più semplice. E, per di più, un’istituzione costosa. Basta dare un’occhiata alle cifre spese per la nuova sede della Bce a Francoforte per capire di cosa parliamo. Inizialmente la spesa totale dell’opera al Grossmarkthalle avrebbe dovuto raggiungere gli 850 milioni di euro, ma le stime presentate qualche giorno fa sono più alte di almeno 350 milioni di euro. Costi che si aggiungono ad altri costi ormai incancreniti nel tempo.

    Infine, viene da chiedersi: perché mai per la Pace? Forse il Comitato si è dimenticato dei recentissimi bombardamenti in Libia? Forse non ha fatto caso che l’Unione europea ha preferito chiudere due occhi sui massacri in corso in Siria? La decisione (prettamente politica) di conferire il premio Nobel a Bruxelles la dice lunga sullo stato di salute di un continente sempre più vecchio, disunito e logoro.

    Andrea Indini
    Fonte: http://www.ilgiornale.it
    Link: http://www.ilgiornale.it/news/esteri/nobel-pace-allue-cosa-ha-fatto-meritarlo-846058.html
    12.10.2012

  • wld

    Il Nobel per la pace è stato assegnato oggi all’unione europea, Martin Schulz e José Manuel Durão Barroso, commossi hanno dato l’annuncio per ai 500 milioni di europei, per aver contribuito a 60 anni di pace.

    Pace? Hanno la memoria corta, se per loro partecipare insieme agli angloamericani a tutte le iniziative di peacekeeping camuffate da democrazia è pace… chissà cosa intendono loro per guerra.

    Questo è un elenco a tutto il 2011 solo per gli italiani:

    Quanti uomini sono coinvolti negli interventi dell’Italia all’estero?
    Ad oggi sono circa 9.100 i militari italiani nelle zone calde del globo.

    La gran parte è in Afghanistan (2.800 soldati), in Libano (missione Onu Unifil, 2mila 470 militari) e nei Balcani (Kosovo, Bosnia, Macedonia ed Albania, circa 2mila 700 militari).

    Contingenti meno numerosi sono però all’opera anche nell’ambito di altre missioni sotto l’egida delle Nazioni Unite o dell’Ue in Marocco, nel Congo, al confine tra India e Pakistan, in Sudan, a Malta, in Israele, a Gaza, in Georgia.

    Alla faccia della pace!

    Un amico su un altro blog mi ha dato il suo punto di vista su questo premio ipocrita:

    Orwell insegna che nel suo ‘New World’ i termini utilizzati vanno intesi alla rovescia e, come ben sai, in simile contesto la guerra corrisponde alla pace e viceversa.
    Ciò posto il Nobel per la pace è in realtà un premio alla guerra che la criminale UE ha menato e continua a menare contro ile Nazioni ed i popoli della Terra.

    Ovviamente dimenticano di dirci che i principali fautori di tale combriccola catto-massonica alla base di essa furono alcuni personaggi pilotati fin dall’inizio dal Vaticano. Fra questi De Gasperi, Schumann, Adenauer ed altri rimasti nella penombra.
    Pensa un pò, chi l’avrebbe detto solo qualche lustro fa!

  • SentieroIndiano

    Obama e UE: ormai il premio Nobel ha perso ogni credibilità ed è stato ormai superato in autorevolezza dal premio Ignobel.
    Il prossimo anno a chi? Forse un premio postumo all’inventore della bomba atomica oppure a Gengis Khan: ne stanno discutendo.

  • Ercole

    fintanto che esiste l,imperialismo forse converra inventarsi il premio nobel per le guerre , per la fame , per la corruzione,peri i genocidi e la distruzione del pianeta,che diamine…..un po di coerenza ……chiamiamo le cose col vero nome.ah dimenticavo che questo gli e riconosciuto… tutti i giorni.

  • BaronCorvo

    E’ inutile almanaccare troppo. Questo premio Nobel significa solamente l’ammissione ufficiale della fragilità della costruzione europea e della gravità della crisi che sta per affrontare nei prossimi mesi. E’ un brutto segno questo incoraggiamento poco convinto.

  • Tanita

    Ammessa la tesi dell’autore, forse la cosa che fa rabbrividire di piú é questa:
    “Lo ha detto chiaramente il presidente del comitato Thorbjorn Jagland:E’ un messaggio all’Europa perché si faccia di tutto per mantenere quanto ottenuto e si vada avanti.

    E’ un messaggio quindi. Un messaggio (in codice) all’UE.”

    ==> Chi sono loro, a quale titolo possono “avvertire” che si deve far tutto per andare avanti (con l’Euro, ovviamente e tutte le sue conseguenze perché di ció é di cui si tratta). E a chi é rivolta l’avvertenza?

    Sarebbe esilarante se non fosse tragico.

  • Mattanza

    Esatto,forse sono alla frutta…

  • Tao

    Disapprovo con convinzione la decisione di attribuire all’Unione europea il Nobel per la pace. Le motivazioni sono risibili, il contesto improponibile, la realtà in cui viviamo antitetica. Innanzitutto i dati oggettivi: l’Unione europea, in politica estera, non ha alcun peso, non ha mai contribuito alla soluzione di un conflitto, non è ascoltata, nè ricercata; serve solo a mandare qualche Casco Blu quando la soluzione l’hanno trovata altri. Negli anni Novanta l’ex Jugoslavia è esplosa a la Ue è rimasta passiva, ora l’Africa e il Medio Oriente sono i fiamme e la Ue assiste impotente o, al più distratta. Che ruolo …

    Il Nobel non solo non è meritato, ma ingiustificato. Anche perchè l’Unione europea non è una realtà viva, scaturita dalla libera e convinta partecipazione dei popoli, ma è frutto di una costruzione dall’alto, élitaria, mai suffragata dalla sovranità popolare. Ma questo, ai parrucconi norvegesi, poco importa o forse a loro va bene così.

    Marcello Foa
    Fonte: http://blog.ilgiornale.it
    Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2012/10/12/nobel-alleuropa-provocazione/
    12.10.2012

  • anglotedesco

    Semplice:chi lascia lavorare in pace la criminalità finanziaria,viene premiato…

  • Silvio_DellAccio

    Ottimo articolo, grazie! http://www.silviodellaccio.it

  • bstrnt

    Credo che il Nobel per la pace all’Europa sia centrato: tutti i cimiteri sono luoghi di pace!
    In questo particolare cimitero riposano in pace: dignità, libertà e democrazia!
    Meglio di così …

  • AlbertoConti

    no, no, è già deciso: il prossimo premio Nobel per la pace va a Israele, dopo che avrà massacrato gli iraniani e fatto scoppiare la III guerra mondiale!

  • eresiarca

    Nobel -> dinamite (J)
    Oppenheimer -> bomba atomica (J)
    Fate un po’ voi…

  • surfgigi

    il nobel per la pace è un marchio d’infamia.basti pensare ai personaggi che ne sono stati fin qui insigniti.forse chi lo assegna sa quel che fa.questa certificazione potrebbe essere un avvertimento destinato a chi sa decodificare questo tipo di messaggi.

  • Jor-el

    Io li rispetterei se, alla base delle loro azioni perfide, ci fosse, per quanto bacato e malvagio, un’ideale, un sentimento disinteressato, una convinzione sincera di essere nel giusto (anche se nel giusto non sono in nessun caso). Ma non è così. Pensano solo a guadagnare. Perché gli hanno dato il Premio Nobel? Ma avranno pagato! E una volta compratoselo, se ne serviranno per far su degli altri soldi. Non sono veri esseri umani. Sono i “mercati”.

  • nuvolenelcielo

    non ci posso credere, non la sapevo sta cosa. meglio così, più il mondo è comico e demenziale nella sua seriosità, più è facile fregarsene

  • Tao

    L’altro giorno ad Atene venivano bruciate le bandiere tedesche e la stessa cancelliera, giunta a controllare i compiti a casa del governo greco, ha dovuto essere protetta da 9000 poliziotti in assetto di guerra. Ma basta aprire qualsiasi giornale del continente per toccare con mano come stia impetuosamente crescendo il reciproco astio tra centro e periferia del continente. Il seme dell’odio ha un nome si chiama euro, la moneta unica che serve alla finanza, ma umilia e impoverisce i popoli, non permettendo, come facevano le vecchie monete di ammortizzare scompensi e differenze. In realtà Paesi poveri e ricchi sono vittime allo stesso modo di miraggi e di fumisterie economiche e ai governanti di ciascuno fa gioco scaricare sull’esterno le tensioni.

    Ma forse in Norvegia non ci vedono molto bene oppure hanno un particolare sense of humor. Così, in mancanza di meglio il comitato del premio Nobel per la pace ha pensato di attribuirlo al’Europa per i «progressi nella pace e nella riconciliazione». Straordinario tempismo soprattutto da parte di un Paese che al contrario di Svezia, Finlandia e Danimarca è l’ unico della Scandinavia ostile a entrare nella Ue e dunque in questa atmosfera di pace e riconciliazione. Che magari qualche volta si traduce in lieti bombardamenti. Ma probabilmente anche un po’ sospettoso a godere «la democrazia e i diritti umani» che il continente garantisce, forse perché i commissariamenti a cui stiamo assistendo e la noncuranza verso regimi autoritari come quello ungherese cominciano a volgere i termini di democrazia e diritti umani al passato. Forse perché i drammatici tagli di welfare che vengono richiesti non sembrano molto orientata a difendere i diritti umani quanto quelli delle banche. Senza parlare di strumenti ambigui come l’eurogenfor, la polizia comune praticamente sottratta ad ogni controllo legale. E forse non è un diritto umano curare la salute delle persone? Bè in Grecia non si può più fare e anche in Portogallo siamo limite, mentre fra poco accadrà la stessa cosa in Spagna e Italia.

    Però mi accorgo di essere un po’ ingiusto con i signori del comitato norvegese, anzi a pensarci bene hanno fatto benissimo a concedere un premio per la pace, la democrazia e i diritti umani finché ancora si può farlo senza vergogna. Un Nobel al passato che rischia di essere spazzato via da un presente che si rabbuia. E così mentre il riconoscimento a Obama era stato preventivo quello all’Europa sembra una sorta di epitaffio su un’ ideale massacrato da banche, finanza ed egoismi nazionali sempre in agguato. Ma a Bruxelles saranno in brodo di giuggiole: avuto il Nobel, si preparano per l’Ignobel.

    Fonte: http://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2012/10/12/umorismo-scandinavo-leuropa-nobel-per-la-pace/
    12.10.2012

  • bysantium

    Ottima l’analisi di Franceschetti.
    E tutto previsto dal 1984 di Orwell, un libro ed un autore da riscoprire continuamente.

  • anglotedesco

    Non sarebbe stato meglio darlo a chi va a far del bene nei paesi del terzo mondo?