IL VERO PIANO B DI SCHAUBLE: FUORI TUTTI I PIIGS

IL VERO PIANO B DI SCHAUBLE: FUORI TUTTI I PIIGS

DI MAURIZIO BLONDET

maurizioblondet.it

Aggiornamento -

Messo con le spalle al muro dalle rivelazioni di Blanchard e Varoufakis, Schauble ha scelto la prova di forza: fuori la Grecia dall’euro per cinque anni, ha proposto (con che moneta sopravviverà?), durante i quali la Grecia si ristrutturerà il debito da sé con la vendita di attivi per 50 miliardi ad una fiduuciaria, mentre Berlino fornirà aiuto umanitario.

E’ un diktat assurdo, demenziale, non previsto dalle regole di Maastricht che Berlino ingiunge a tutti noi di rispettare come il Vangelo. Però questa non è più la fase in cui vige il diritto; è la forza a dettare la sua legge. Bisognerà vedere quanti nell’Eurogruppo si accoderanno, magari passivamente, a questa riscrittura delle regole. Con Schauble, ossia per cacciare la Grecia, si sono subito schierate – udite udite – Finlandia, Estonia, Lituania, Slovacchia, Slovenia ed Olanda. La Troika, ovviamente, ha detto che il programma di riforme presentato da Tsipras (ed elaborato dai francesi) “Non è sufficiente”: il solito gioco al rialzo.

Con questo, Berlino dichiara: sull’Unione, comando io. E voi obbedite. E’ difficile a caldo vedere tutte le conseguenze. Fra le prime, sembra di riconoscere il fatto che Berlino non ascolta più i “consigli” di Washington, né del FMI.

La seconda, sembra la decisione di spaccare la zona euro, col riconoscimento della sua insostenibilità, e l’accettazione delle responsabilità politiche che ne derivano. Il piano Schauble può essere l’attuazione del progetto di Otmar Issing, ex di Goldman Sachs, nonché capo economista della BCE: nel 2012 costui ha scritto un libro per propugnare la cacciata dall’euro non solo della Grecia, ma anche di Portogallo, Italia, Irlanda e Spagna. Insomma tutti i Piigs. E naturalmente, mettere paura alla Francia.

schauble issing

In questa foto i protagonisti: Wolfgang Schauble, il ministro delle finanze, ferocemente anti-Mosca, sostenitore della guerra in Irak (filo-americano, fino a ieri). Poi Angela Merkel, la ex responsabile della propaganda nella Repubblica Democratica, pugnalatrice alla schiena di Kohl per prenderli la poltrona, sotto costante ascolto della Cia. Infine a destra, Otmar Issing, quello del progetto di espulsione di tutti i cinque Piigs dall’euro.

(Poco decifrabile il silenzio della Markel in queste ore cruciali).

Consiglierei di ritirare dalle banche quanti più depositi possibile, da lunedì… anzi meglio dal bancomat, al più presto.

Jacques Sapir, l’economista che caldeggia l’uscita dall’euro della Grecia (e della Francia), commenta a caldo

sapir16———————

Allacciare le cinture

Dietro il Grexit la guerra franco-prussiana

“Schauble vuole il Grexit per mettere il timor di Dio nei francesi e far accettare loro il suo modello di eurozona disciplinare” : così Yanis Varoufakis in un suo fondo sul Guardian, peraltro interessantissima in altri punti

http://www.theguardian.com/commentisfree/2015/jul/10/germany-greek-pain-debt-relief-grexit

Un’affermazione “stunning” per Zero Hedge, che non si fa’ scrupolo di esercitarsi anch’esso nella derisione del personaggio (dà proprio sui nervi, questo Varoufakis). Probabilmente per la scarsa conoscenza della lingua, non sa che la stessa cosa ha appena detto Olivier Blanchard: nientemeno che l’econonomista capo del Fondo Monetario Internazionale. Docente di economia al MIT, Blanchard è noto per aver ammesso, nel 2013, che il FMI si è sbagliato a prescrivere le ricette di austerità come volute da Berlino: la restrizione fiscale di 1 euro ha prodotto una recessione di 1,5, anzichè come previsto dai modelli (sbagliati) dello 0,5. Aggravando la depressione dei paesi del Sud Europa.

Adesso anche Blanchard si dimette (danno sui nervi, questi veritieri), lascerà l’incarico a settembre, e ne approfitta nel suo blog-FMI per lasciare “qualche riflessione”. Ce ne sono molte interessanti.

http://www.imf.org/external/french/np/blog/2015/070915f.htm

Ma riportiamo subito questa:

“Forte della mia esperienza di mesi di trattative, è mia convinzione che il ministro tedesco delle Finanze ha voluto far uscire la Grecia dalla moneta unica allo scopo di spaventare i francesi onde far accettar loro il suo modello di eurozona disciplinare”.

Parbleu. Non solo l’autorevolissimo del FMI dà ragione al risibile Varoufakis, ma lo fa’ usando le stesse parole.

Il fatto è che devono aver ascoltato la stessa intercettazione, o letto lo stesso rapporto di intelligence: della NSA? del FSB? Della DGSE? La storia dirà…

Ora si capisce perché i migliori esperti di Parigi, mandati da Hollande, hanno preso sotto la loro protezione il giovane Tsipras e stilato con lui – che scriveva sotto dettatura – il piano di “riforme” che tutti i media chiamano una capitolazione del greco. Schauble e i suoi satelliti hanno preteso “un piano credibile” di riduzione delle spese pubbliche ed aumenti delle tasse, ossia accettabile dall’Eurogruppo, altrimenti…Altrimenti cosa? Eccolo, il piano. “E’ serio e credibile”, ha già detto Hollande, e ti credo: l’hanno scritto i suoi uomini migliori, dell’ENA, i più versati nella neolingua europoide.

Adesso la palla sta nel campo della Merkel. La quale dovrà convincere il Bundestag che il piano è – ahimé – credibile, e dunque bisogna accettarlo. E cominciare a sborsare i 50 miliardi almeno per l’ulteriore “salvataggio” alla Grecia, o discutere della ristrutturazione del debito. Personalmente, non credo che il Bundestag, gonfio di rabbia del suo elettorato, accetterà; in ogni caso, la rabbia dei tedeschi per dover aprire ancora il borsellino, la responsabilità politica (e di aver mentito ai suoi elettori) ricade su Angela.

La donnetta che comanda la UE dovrà piegare la schiena? La NSA veglia su di lei perché ingoi il rospo. Preparatogli, non dimentichiamo, dall’amico Hollande, il suo grande alleato eccetera eccetera; in risposta alla volontà di Schauble di “insegnare il timor di Dio ai francesi”: Gott Mit Uns. Sicchè ecco uno dei magnifici risultati della Unione a guida prussiana: non solo è riuscita a far sì che i suoi popoli si detestino più che mai, ma ha persino riaperto la frattura storica che De Gaulle ed Adenauer avevano per sempre creduto di sanare.

Dalle ultime notizie, Schauble ha avuto un accesso di furor teutonicus: “La ristrutturazione del debito è impossibile! Tutti sanno che dei greci non ci si può fidare! Non pagano i conti!”, palesemente con la bava alla bocca. Il ministro estone, il viceministro olandese: “No! No Non vale!”.

Saranno giornate interessanti, le prossime, a Berlino e a Francoforte.

Era chiaro a Parigi che la Germania voleva brutalizzare la Grecia, ridurre i greci al mettersi in fila alle mense dei poveri, rovinarli accuratamente, per dare una lezione a loro. Per spaventarli, dicono Varoufakis e Blanchard. Perché proprio la Francia e non l’Italia, la cui uscita sarebbe davvero una bomba per la Germania? Ma è ovvio: l’Italia è sottomessa, anche se qui si è schierata con Hollande, tutte le sue oligarchie vogliono l’euro, e gli oppositori sono poco significanti (Salvini) o comici (Beppe). In Francia, invece, c’è “Madame Frexit”: Marine Le Pen. Che apertamente vuole che la Francia esca dall’euro, anzi (parole sue) “uno smantellamento ordinato della moneta comune, con Francia e Germania che si siedono a un tavolo per scioglierla”. Ora, la Le Pen prende i voti dei francesi. Evidentemente i tedeschi hanno ragione di temere che – nonostante tutti i trucchi messi in atto da 40 anni per sbarrare la via al Front National, Madame possa davvero arrivare all’Eliseo. Ed attuare il programma. Quindi, facciamo paura ai francesi facendo vedere come finiscono i greci che hanno sfidato la concezione disciplinare dell’eurozona.

Nel frattempo, il governo di Atene potrebbe denunciare Goldman Sachs per i costosi trucchi che consigliò al governo precedente onde farlo entrare nell’euro; anzi dovrebbe, secondo un “importante consulente”, ex alto banchiere di Goldman Sachs, che adesso ha messo la sua esperienza a disposizione di paesi indebitati e vittime dell’ingegneria creativa con cui Goldman li ha convinti a mutare i loro debiti in qualcos’altro, nascosto sotto derivati e swaps. Si valuta che Goldman, per il servizio, abbia ottenuto dai greci 500 milioni di dollari; la banchiera che impapocchiò l’affare, la greca (ma laureata ad Oxford) Antigone Loudiadis, avrebbe intascato quell’anno un 12 milioni di dollari.

Il personaggio che vuole farsi dare il mandato per trascinare Goldman in tribunale si chiama Jaber George Jabbour, faceva per Goldman il “progettatore di derivati”, e adesso ha fondato la Ethos Capital Advisor. Ha già aiutato il Portogallo a recuperare qualcosa delle cifre spese “ingenue” transazioni a cui era stato convinto da importanti banche d’affari di Londra. Ne nacque un’inchiesta parlamentare in cui vari politici portoghesi lasciarono le penne. Speriamo.

Maurizio Blondet

Fonte: www.maurizioblondet.it

Link: http://www.maurizioblondet.it/sotto-il-grexit-una-piccola-guerra-franco-germanica/

11.07.2015

Commenti (26)

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Nascondi area commenti 6 caricati
    1. makkia 12 luglio 2015

      Veramente è la Germania che chiesto la riunificazione: non era mica scritto da nessuna parte che il blocco più pericoloso d'Europa (due guerre mondiali) dovesse per forza ricompattarsi. Gli avevano già condonato il debito di guerra, adesso chiedevano UN ALTRO favoruccio da niente!

      Mitterrand ha messo come condizione una "mordacchia" che tenesse sotto controllo il mostro di Frankestein che si andava creando.
      E i tedeschi hanno accettato, MA ANCHE LORO hanno posto una condizione: la deindustrializzazione della temibile Italia.

      I francesi (e QUESTO è stato l'errore di grandeur, non l'euro in sé) hanno abboccato, pensando che l'Italia fosse un concorrente fastidioso anche per loro.
      Il che era pure vero, li avevamo raggiunti. Ma non tennero conto del fatto che la doppia concorrenza delle nazioni alpine frenava i tedeschi più dell'euro.

      Inoltre i tedeschi avevano un altro asso: nessuno avrebbe mai pensato che sarebbero stati così spietati da trattare i loro "fratelli" dell'est come peones e macellarli economicamente e socialmente.
      Con un enorme serbatoio di mano d'opera altamente specializzata a basso costo, senza il problema del tenore di vita e del costo del lavoro che aveva il resto d'Europa, il mostro di Frankenstein ha velocemente strangolato il mercato col suo surplus e ha preso possesso delle istituzioni europee che lo avrebbero dovuto impastoiare (approfittando anche della loro struttura federale, che permette varie scappatoie contabili alle "ferree" regole di Maastricht)

      Molto efficenti, i tedeschi. Soprattutto nel maciullare gli altri popoli. Peraltro, se lo fanno ai loro, che ti aspetti?


      Sì, i francesi hanno sbagliato i calcoli. Credono ANCORA OGGI che esista "l'asse franco-tedesco", poveri fessi.
      Ma non credo che sia Blondet a "non sentirci da quell'orecchio". Credo che sia tu a semplificare un po' la faccenda.

    1. oriundo2006 12 luglio 2015

      Le cifre che si leggono sono di giorno in giorno diverse e non è facile quantificare esattamente l'impegno dei creditori ( l'Italia è fra i maggiori ) nel caso di default, pilotato o meno. Leggo adesso qui ( http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/06/crisi-grecia-i-rischi-per-i-creditori-il-futuro-delle-banche-e-il-ruolo-della-bce/1848246/ ) che la chiamata in garanzia dei Paesi ( CDS ) che l'avessero a suo tempo sottoscritta ''.. la mancanza di fondi sarebbe coperta tramite la richiesta ai vari Stati aderenti di adempiere agli impegni di garanzia sottoscritti. “Per l’Italia si parlerebbe di una cifra che, stando ai documenti ufficiali dell’Efsf, sarebbe pari a un massimo di 139 miliardi e 267 milioni”..''.

      Mi chiedo queste cifre se siano realistiche e ci siano contabilmente parlando degli scostamenti da quelle finora circolate visto che la Grecia aveva 'truccato ' suoi bilanci. Insomma sono sempre piu' persuaso che ci sia parecchia 'polvere' sotto il tappeto...
    1. AlbertoConti 12 luglio 2015

      Se Schaubel e Issing prevalessero sarebbe la salvezza dei PIIGS.
      Peccato che
      facciano solo finta, o che comunque gli anglofoni lo impedirebbero in qualsiasi
      modo (sono tanto bravini nell'escogitare e mettere in atto i "qualsiasi modi,
      specialmente se son modi criminali"!).

    1. ROE 12 luglio 2015

      Forse servirebbe un atto di orgoglio e di coraggio.


      Uscire da euro, da Unione europea e da Nato.


      Non pagare debito pubblico.


      Concordare con BRICS ed altri paesi disponibili scambi mediante baratto.


      Distribuire beni e servizi essenziali gratuitamente.


      Emettere nuova moneta nazionale (all'inizio solo elettronica).


      Aderire alla banca di sviluppo dei BRICS.


      Impostare piani di sfruttamento delle risorse nazionali.


      Mettersi a lavorare sul serio.


      Sarebbe pura pazzia?


      Od il rifiuto al ricatto ed alla schiavitù?


    1. natascia 12 luglio 2015

      Trovo che far uscire per prima la Grecia dall'unione europea e dall'euro per cinque anni, (ma poi chi ci ritorna), sia corretta sotto tutti i profili. Smorza le tensioni politiche, libera i PIIGS, dopo il sacco, e lascia liberi i paesi piu' forti di dedicarsi al nuovo e futuro "giardino di casa". Sembra quasi incredibile. Renzi sarà iracondo.

    1. PietroGE 12 luglio 2015

      " la guerra franco-prussiana"???

      Beh, se di guerra si dovesse trattare ricordiamo chi l'ha iniziata : Mitterand e chi ha dovuto subire il primo assalto : Kohl. L'euro è nato perché la "grandeur" francese veniva messa in discussione dal Marco tedesco e dalla Bundesbank ed è stato imposto alla Germania come condizione per la riunificazione. Da questo orecchio però Blondet non ci sente.

      I filo-americani Schaeuble e, in misura minore, Merkel stanno opponendosi a pressioni pesantissime in favore della Grecia che arrivano proprio dagli americani. È questa la novità della situazione. Una situazione che potrebbe avere ripercussioni geopolitiche che sono molto più importanti e che vanno al di là dell'avvicinamento a Mosca della Grecia.

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