IL TUMORE DELL' UNIVERSO

IL TUMORE DELL' UNIVERSO

DI MASSIMO FINI

ilfattoquotidiano.it/

Grande deve essere stato il raccapriccio dell’Universo all’apparire della vita. La geometrica perfezione siderale, l’esattezza dell’astratto, la cristallina purezza dell’inorganico venivano improvvisamente sconciate da qualcosa dalle forme indefinite e indefinibili, viscida, sbavante, che invece di starsene al suo posto o di spostarsi per eterne, maestose e immutabili ellissi, si agitava scompostamente, lasciando dietro di sé una scia di disgustose deiezioni. E questa cosa si riproduceva, tendeva a moltiplicarsi, a enfiarsi, a tumefarsi.



Questa vita cui noi diamo tanta importanza dall’attribuirle origini divine e dall’aver costruito su di essa infinite e improbabili cosmogonie, potrebbe essere nient’altro che un tumore dell’Universo, un grumo di atomi impazziti che ha perso la direzione, il proprio telos. Del tumore ha l’andamento. Nacque nelle abissali profondità marine e per molto tempo se ne stette in uno stato di apparente quiescenza, invisibile e inavvertibile. Ma intanto lavorava sordamente, incessantemente. Finché comparve alla superficie. Una cosa da nulla, dapprima, un piccolo neo innocuo.Era invece un melanoma devastante. In un battito, rispetto all’esistenza senza tempo dell’Universo, attaccò l’intera superficie del corpo malato e la occupò. E in breve fu metastasi. Lì per lì l’uomo non sembrò che una delle varianti dell’impazzimento, non più pericolosa di quelle che l’avevano preceduta. Era minuscola e insignificante, ma aveva un’attitudine che si rivelò ben presto assai insidiosa: mentre sin lì la malattia si era limitata a stendersi sull’epidermide inorganica senza intaccarla che molto marginalmente, questa nuova forma era invece particolarmente aggressiva, scavava, penetrava in profondità, manipolava, trasformava e si nutriva dello stesso tessuto malato. Era il tumore di un tumore.



Comunque all’inizio questa forma particolarmente maligna si mosse lentamente, con circospezione. Ma man mano che avanzava, autopotenziandosi, si vide che la sua capacità di moltiplicarsi, e soprattutto di corrompere tutto ciò che la circondava, aveva ritmi esponenziali. Nell’ultimissimo tratto del percorso era avanzata molto di più che nell’intero arco della sua esistenza. Un progresso sbalorditivo, un’eruzione spettacolare che era già visibile anche a distanze siderali.
Se ne accorse persino il distratto Creatore, che stava giocando con lo jo-jo. Riunì i suoi Assistenti. Che fare? Distruggere lo spiacevole inquilino con l’esplosione di un paio di galassie? Uno che aveva particolarmente fretta suggerì di far inghiottire tutto da un buco nero e di non pensarci più. La cura sembrò a molti troppo drastica e pervasiva: bisognava distruggere la malattia, non fare a pezzi il malato. Altri proposero quindi di colpire in modo mirato: una dozzina di grossi meteoriti, ben diretti, sarebbero andati a meraviglia. In tal modo c’era però il rischio di non riuscire a raschiar via completamente l’immondo tessuto ed era evidente che lasciarne anche solo un brandello significava essere punto a capo perché la malattia consisteva proprio nella sua capacità di autoriprodursi.

Il Creatore taceva, facendo andare su e giù lo jo-jo con aria annoiata. Detestava le grane. Aveva creato tutto alla perfezione per non averne. Ad un tratto gridò: “Eureka!”. Nella sua infinita sapienza e onniscienza aveva trovato la soluzione. Era, come sempre, la più semplice. Bisognava che la malattia facesse il suo corso fino alle estreme conseguenze. Uccidendo il malato avrebbe ucciso anche se stessa. Non c’era che da lasciar fare. Per fortuna il Caso, benevolo, aveva voluto che il morbo fosse ben isolato, in un campo limitato e circoscritto che non era riuscito a varcare. Avrebbe distrutto una parte infinitesima, ridicola del corpo celeste, un solo, minuscolo, insignificante pianeta. “Quel pianeta si chiamava… si chiamava… Terra” (“Apocalisse di Giovanni”).

Massimo Fini

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it/

Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/11/il-tumore-delluniverso/38767/

10.07.2010

Commenti (42)

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    1. consulfin 14 luglio 2010

      molto interessante. Corrisponde in parte alla mia idea sulla nascita degli organismi, piccoli e grandi. Mi ha sempre solleticato l'idea che, ad esempio, le cellule che compongono le tuniche vascolari o gli osteoblasti o gli osteoclasti ecc ecc siano disposte in quel determinato modo per un certo opportunismo e, inconsapevolmente, fanno sì che quel progetto che è scritto in quella catena proteica che l'uomo ha chiamato DNA si realizzi, raggiungendo dimensioni talmente più grandi rispetto alle dimensioni delle stesse cellule che lo sostengono che queste non hanno e non avranno mai la possibilità di conoscere la figura finale che assume il loro "ammasso" complessivo (il corpo intero). Ripeto, interessante. Naturalmente, come fa notare qualcuno, la metafora è già stata usata. Così come è stata avanzata un'altra ipotesi affascinante (anche se un po' fuori tema) secondo cui l'organismo si sarebbe sviluppato a partire da un originario occhio attorno al quale si sono costruite appendici utili a raggiungere ciò che l'occhio vedeva. Non capisco però l'avversione un po' superficiale e sbrigativa dei lettori autori dei primi post.
      Un'altra cosa: non mi riesce di immaginare un capitalismo in assenza di un essere umano. Forse potrebbe esistere il capitalismo delle formiche, o dei topi ma... francamente non mi sembra altrettanto distruttivo

    1. stonehenge 14 luglio 2010

      Tutti che odiano Fini, basta postarlo, ecc,ecc...ma chissà com'è è sempre il più commentato.GRANDE :)

    1. Santos-Dumont 14 luglio 2010

      Stavo giusto leggendo su Luogocomune un articolo di Marco Cedolin relativo alla costruzione dell'inceneritore a Torino... Possibile che questo pessimismo cosmico di Fini abbia la stessa origine?

    1. AlbaKan 14 luglio 2010

      ;)

    1. dana74 14 luglio 2010

      anche a me è piaciuto.
      Non è che una razza che causa la propria autodistruzione purtroppo coinvolgendo altri esseri loro malgrado sia proprio tanto intelligente che meriti stima e di essere salvata...eh

    1. sandrez 14 luglio 2010

      questa storia l'ho già sentita ;)

      "Naturalmente io non sono un ingenuo e scuso il dottore di vedere nella mia vita stessa una manifestazione di malattia. La vita somiglia un poco alla malattia come procede per crisi e lisi ed ha i giornalieri miglioramenti e peggioramenti. A differenza delle altre malattie la vita è sempre mortale. Non sopporta cure. Sarebbe come voler turare i buchi che abbiamo nel corpo credendoli delle ferite. Morremmo strangolati non appena curati.
      La vita attuale è inquinata alle radici. L'uomo s'è messo al posto degli alberi e delle bestie ed ha inquinata l'aria, ha impedito il libero spazio. Può avvenire di peggio. Il triste e attivo animale potrebbe scoprire e mettere al proprio servizio delle altre forze. V'è una minaccia di questo genere in aria. Ne seguirà una grande chiarezza... nel numero degli uomini. Ogni metro quadrato sarà occupato da un uomo. Chi ci guarirà dalla mancanza di aria e di spazio? Solamente al pensarci soffoco!
      Ma non è questo, non è questo soltanto.
      Qualunque sforzo di darci la salute è vano. Questa non può appartenere che alla bestia che conosce un solo progresso, quello del proprio organismo. Allorché la rondinella comprese che per essa non c'era altra possibile vita fuori dell'emigrazione, essa ingrossò il muscolo che muove le sue ali e che divenne la parte più considerevole del suo organismo. La talpa s'interrò e tutto il suo corpo si conformò al suo bisogno. Il cavallo s'ingrandì e trasformò il suo piede. Di alcuni animali non sappiamo il progresso, ma ci sarà stato e non avrà mai leso la loro salute.
      Ma l'occhialuto uomo, invece, inventa gli ordigni fuori del suo corpo e se c'è stata salute e nobiltà in chi li inventò, quasi sempre manca in chi li usa. Gli ordigni si comperano, si vendono e si rubano e l'uomo diventa sempre più furbo e più debole. Anzi si capisce che la sua furbizia cresce in proporzione della sua debolezza. I primi suoi ordigni parevano prolungazioni del suo braccio e non potevano essere efficaci che per la forza dello stesso, ma, oramai, l'ordigno non ha più alcuna relazione con l'arto. Ed è l'ordigno che crea la malattia con l'abbandono della legge che fu su tutta la terra la creatrice. La legge del più forte sparì e perdemmo la selezione salutare. Altro che psico-analisi ci vorrebbe: sotto la legge del possessore del maggior numero di ordigni prospereranno malattie e ammalati.
      Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po' più ammalato, ruberà tale esplosivo e s'arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un'esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie."
      da "La coscienza di Zeno" di Italo Svevo

    1. anonimomatremendo 14 luglio 2010

      Quando non si vede un palmo dal naso si cade sempre in pessime generalizzazioni : siccome il tumore é vita,allora la vita é tumore.

      Che é come dire,io sono una metastasi,io sono uomo,tutti gli uomini sono metastasi.

      Se uno si sente cosí,che vo fa.

      NB:non sono gli uomini che vampirizzano il pianeta,é il capitalismo che-lo ricordo a tutti i faciloni che eternizzano il presente-É SEMPLICEMENTE LA FASE STORICA IN CUI VIVIAMO ,e non il fine della storia.O vogliamo dire che il capitalismo é l´uomo?

      PS:Bella la foto.

    1. DaniB 14 luglio 2010

      Concordo. D'altronde l'articolo, sia per lo stile che per i contenuti, ha evidenti fini provocatori, e mi ricorda uno dei discorsi più interessanti e concisi della filosofia occidentale: il monologo dell'agente Smith nel primo Matrix, durante l'interrogatorio a Morpheus.

    1. ulrichrudel 14 luglio 2010

      Ringrazio a nome mio e di tutti quelli che vedono oltre il naso Davide per averci fatto rileggere il grandioso articolo di Max.Fini. Si è vero questo essere vivente e qualche volta pensante ,si è appropriato della Terra,come se fosse cosa sua.Ha fatto disastri,inquinamenti,stermini in nome di ideologie e religioni,e ricchezze.Solo le malattie ,le pesti,la morte riescie a fermarlo.
      Però Massimo Fini,se IL Creatore,avesse spazzato via l'UOMO al suo nascere , non avremmo letto le opere di Omero-Virgilio.-Aristotele-Plotino-Dante-non avremmo avuto la gioia di gurdare i quadri di Tiziano-Giotto- Giorgione-Leonardo-Michelangelo eccc sino a Jean Cau ed anche te.

    1. MATITA 14 luglio 2010

      perchètutto questo astio nei confronti di Fini?,non è forse vero che l'essere vivente umano pur essendo dotato di intelligenza e sentimeni distrugge insensatamente il proprio ambiente e arreca sofferenza miseria e morte ai sui
      simili più di quanto non faccia nessun altro abitante di questo pianeta.
      Non è forse l'uomo che uccide altri esseri viventi per nutrirsi della loro carne,della quale non ha nessun bisogno anzi...?
      Non è forse l'uomo che pur avendo energia illimitata (vedere mitico telsa)
      sfrutta ogni genere di risorsa in nome del dio denaro.
      Non è forse l'uomo che uccide le altre vite (e se stesso )inquinandone l'abitat (golfo del Messico)
      non è forse l'uomo che a fronte di pochissimi che vivono nel lusso piu totale vio sono molti che vivono nelle miseria piu nera?
      Non è forse l'uomo che pur di far denaro non cura le malattie ma le fonenta con firus immaginari e cure costose e inutili (chemioterapia).
      Voi che criticate Fini non è che vi ha toccato qualche nervo scoperto e allora vi risentite?
      l'uomo è l'animale più domestico e stopido che c'è,l'uomo è la causa dei suoi stessi mali........... e del pianeta terra

      GRANDE FINI

    1. yiliek 14 luglio 2010

      A me invece non è dispiaciuto!!!!

    1. Eli 14 luglio 2010

      Albakan, ma E' meglio dell'articolo di Fini!

    1. AlbaKan 14 luglio 2010

      ...chiedo scusa a CDC...ma mi sembrava meglio dell'articolo di Fini....

    1. AlbaKan 14 luglio 2010

      In una tribù di indiani il padre esce nella prateria con il suo figlio minore, che come fanno i bambini piccoli inizia fare un sacco di domande...

      • Papà perchè mia sorella si chiama Aquila Bianca?
      • Vedi figliolo...dunque...quando io e tua madre l'abbiamo "concepita" si è posata sulla nostra tenda una grande aquila bianca e così abbiamo deciso di darle quel nome.
      • Ah, ho capito. E mio fratello perchè si chiama Grande Bisonte?
      • Perchè quando io e tua madre l'abbiamo....concepito abbiamo visto un bisonte gigantesco nella prateria...
      • E l'altro mio fratello perchè si chiama Cavallo Imbizzarito?
      • Perchè quando io e tua madre lo abbiamo...concepito un cavallo selvaggio ha attraversato il campo scalciando e travolgendo ogni cosa.
      • Ah, va bene ho capito...
      • Allora hai capito tutto piccolo Profilattico Bucato?
    1. chieppelab 14 luglio 2010

      bell'artico, un po' strano, cmq è una teoria affascinate (che cmq non condivido pienamente). è bello leggere certe cose al di fuori delle righe. questo sito assicura la libertà di opinione.

    1. Nyarlathotep 14 luglio 2010

      Pessima prova, Fini, patetica quasi, e lo dice uno che ti stima parecchio

    1. Ricky 14 luglio 2010

      Smettetela di pagare Massimo Fini per ogni parola, di riportarlo anche qui su CDC e ci risparmierete esercizi di (brutto) stile come questo.

    1. skeks81 14 luglio 2010

      Fini ritirati...solita vuota retorica da cicisbeo...e per dir cosa?!?
      Forse solo a titolo di sfoggio???
      Risparmiaci...

    1. Terence 14 luglio 2010

      Basta con questi articoli di propaganda, giusto per farci sentire delle merde, "useless eaters", inutili, sacrificabili, carne da macello.

    1. okinawa 14 luglio 2010

      Certo che scrivere queste idiozie e pubblicarle qui , sul fatto quotidiano, ecc ..

      Non vi è molta differenza che aprire vanity fair ...a questo punto ti cadono proprio ...

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