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IL TRUCCO LIBICO

DI MIGUEL MARTINEZ
kelebeklerblog.com

Se ho capito bene, le cose stanno così.

In Libia, c’è un governo.

A me, questo governo non ha mai fatto particolare simpatia, perché conosco storie non belle di migranti che sono passati per quel paese, e perché comunque un governo dopo quarant’anni al potere inizia sempre ad andare a male. Inoltre, da traduttore, ho spesso a che fare con chi lavora in Libia, e ho raccolto molte lamentele sulla natura piuttosto capricciosa e imprevedibile dell’amministrazione.

Ma queste mie considerazioni emotive non c’entrano con quelle del diritto. Il governo della Libia è indubbiamente legittimo nel senso più freddo, cioè può emettere passaporti riconosciuti in altri paesi, e l’uomo più in vista del paese – che curiosamente non riveste alcun incarico governativo – viene ricevuto con sorrisi e strette di mano da altri capi di stato. Tra cui non solo Silvio Berlusconi, ma anche Obama e Sarkozy.

In particolare, il nostro paese è vincolato al governo della Libia da un “Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra la Repubblica italiana e la Grande Giamahiria araba libica popolare socialista” firmato “dall’onorevole Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi e dal leader della Rivoluzione, Muammar El Gheddafi”.

Tale trattato garantisce

“il rispetto dell’uguaglianza sovrana degli Stati; l’impegno a non ricorrere alla minaccia o all’impiego della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica della controparte o a qualunque altra forma incompatibile con la Carta delle Nazioni Unite; l’impegno alla non ingerenza negli affari interni e, nel rispetto dei princìpi della legalità internazionale, a non usare né concedere l’uso dei propri territori in qualsiasi atto ostile nei confronti della controparte; l’impegno alla soluzione pacifica delle controversie.”

Un trattato che nel giro di qualche ora, ha fatto la stessa fine che fece nel 1915 il trattato che vincolava l’Italia a non pugnalare alla spalle l’Austria. Per motivi espressi con disarmante sincerità da Italo Bocchino.

Il legittimo governo libico è stato oggetto di una vasta ribellione armata. Su questa ribellione, si è detto di tutto – “è al-Qaida”, “no, sono i giovani cinguettatori di Twitter”, “no, sono i fedeli della vecchia monarchia”.

Non solo io ignoro chi siano i ribelli; lo ignorano anche tutti gli editorialisti che pure li esaltano. Due ipotesi sembrano comunque abbastanza ragionevoli. Ciò che i ribelli appartengano  ad alcuni clan tradizionali esclusi dalle rendite petrolifere; e che esprimano il fortissimo risentimento di gran parte della popolazione contro l’immigrazione dall’Africa Nera, tanto che la rivolta è stata accompagnata da alcuni sanguinosi massacri di migranti.

La ribellione ha però incontrato, a quanto pare, l’ostilità della maggioranza del paese e certamente delle sue forze armate, e nel giro di alcuni giorni ha subito alcune decisive sconfitte.

Tutto questo è avvenuto in concomitanza con due sommosse nel mondo arabo – quella dello Yemen e quella del Bahrein.

In un giorno, i cecchini dell’esercito yemenita hanno ucciso 72 manifestanti (non sappiamo quanto rappresentativi della società yemenita nel suo complesso), mentre nel Bahrein è intervenuto direttamente l’esercito saudita per sopprimere una rivolta promossa dalla schiacciante maggioranza della popolazione. Anche gli Emirati Arabi, che partecipano alla coalizione anti-Gheddafi, hanno contribuito alla repressione della rivolta in Bahrein con “ almeno 500 poliziotti“.

Mentre cadevano le ultime fortezze dei ribelli libici, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione 1973, che  esige dalla Libia il cessate il fuoco e la fine di “attacchi contro i civili”.

E qui, se ho capito, sta tutto il trucco.

In Libia, lo scontro non è infatti – come invece in Tunisia, Yemen, Bahrein o Egitto – tra le forze armate da una parte, e masse di manifestanti pacifici dall’altra. In Libia, i ribelli hanno armi, carri armati e persino un caccia (che hanno esibito tra l’altro subito dopo l’imposizione della No Fly Zone).

Ma non appartenendo a un esercito regolare, potrebbero essere definiti in effetti dei “civili”. Anche quando vengono addestrati da truppe straniere. Nei lanci di agenzia ripresi da Repubblica, ad esempio, leggiamo stamattina:

“11:49
Stampa Gb: Forze speciali inglesi a fianco dei ribelli da settimane

Centinaia di soldati delle forze speciali britanniche Sas sarebbero in azione da almeno tre settimane in Libia al fianco dei gruppi ribelli, afferma oggi il quotidiano Sunday Mirror. Due unità di forze speciali soprannominate “Smash” per la loro capacità distruttiva, avrebbero dato la caccia ai sistemi di lancio di missili terra aria di Muammar Gheddafi (i Sam 5 di fabbricazione russa) in grado di colpire bersagli attraverso il Mediterraneo con una gittata di quasi 400 chilometri. Affiancate da personale sanitario, ingegneri e segnalatori, le Sas hanno creato posizioni sul terreno in modo da venire in aiuto in caso in cui jet della coalizione fossero stati abbattuti durante i raid.”

La risoluzione dell’ONU evita di citare o definire l’avversario armato dell’esercito libico, e non dice nulla su come l’esercito libico debba comportarsi nei riguardi di combattenti nemici.

L’omissione è talmente evidente, che possiamo immaginare che i suoi autori abbiano voluto una fatale ambiguità.

Se “civile” vuol dire chi non porta armi, allora si potrebbe chiedere all’esercito – e anche alla parte avversa – di lasciare in pace i civili.

Ma se “civile” vuol dire combattente, nemico dell’esercito governativo…

se l’esercito libico cessa di combattere con le armi questo particolare tipo di “civili”, sarà costretto a subirne passivamente gli attacchi armati; cioè è destinato alla sconfitta militare.

Cosa che nessun esercito potrebbe accettare.

Ma se l’esercito continua a combattere, verrà accusato di violazione della risoluzione. E quindi verrà annientato ugualmente, ma dall’estero.

Non c’è via di uscita.

E così leggiamo tra i lanci di agenzia di Repubblica di stamattina qualcosa che non appare affatto nel testo della risoluzione, ma che sospettiamo fosse nella mente dei suoi autori:

09:03
Il generale Clark: “Tutto lecito per difendere i civili”

“La risoluzione dell’Onu è nettissima riguardo all‘obiettivo finale: sbarazzare la Libia del dittatore Muhammar Gheddafi. Per questo il Consiglio di sicurezza ha autorizzato il ricorso a ogni mezzo, salvo l’occupazione militare del Paese. In breve tutto è lecito, o quasi”.

Lo dice a Repubblica il generale Wesley Clark, ex comandante supremo delle forze Nato durante la guerra del Kosovo.”

Comunque, la risoluzione semplicemente impone il divieto di voli sul territorio libico, impone un embargo sulle armi e congela i beni di alcuni esponenti del governo libico.

Il governo libico dichiara subito di accettare in pieno la risoluzione e chiede l’invio di osservatori, e infatti non ci risultano voli libici, militari o non, dopo la sua approvazione.

Alcune ore dopo l’approvazione, Sarkozy convoca a Parigi un vertice cui partecipa anche Silvio Berlusconi. Il quale, prima di partire, ha promesso a quanto pare al proprio consiglio dei ministri di non lanciare l’Italia in avventure pericolose, tali da attirare su questo paese centinaia di migliaia di profughi o qualche missile.

Parola d’imprenditore…

Il vertice finisce verso le 15. A questo punto, uno si immagina una delegazione che vada in Libia, spieghi in modo chiaro le richieste, risolva in maniera diplomatica i conflitti, apra le vie agli aiuti umanitari. Dando ovviamente qualche giorno di tempo per permettere a un esercito non certamente prussiano di coordinarsi e di capire cosa deve fare.

No.

Due ore dopo la fine del vertice e poche ore dopo l’approvazione della risoluzione 1973, gli attaccanti dichiarano che la Libia “non ha rispettato” le loro istruzioni: in cosa consista tale violazione, non ci è dato sapere; comunque a partire dalle 17.40, scaricano sulla Libia un intero arsenale.

Tra cui anche 110 missili Tomahawk, prodotti dalla Raytheon Company: ricordiamo che Obama ha nominato ben tre dirigenti della Raytheon a funzioni chiavi dell’amministrazione degli Stati Uniti, tra cui il signor William Lynn, che passa direttamente dallla gestione della lobby ufficiale a Washington della Raytheon, al posto di vicesegretario alla Difesa con il potere di decidere le spese che farà il Pentagono.

Un solo missile Tomahawk costa 1,5 milioni di dollari, comprensive di ammortamento delle spese di ricerca.

Moltipicato per 110 farebbe 116 milioni di Euro. All’incirca quello che costano allo Stato italiano 15.000 alunni del sistema scolastico pubblico per un anno (dati Ocse 2008, citati in Mila Spicola, La scuola s’è rotta. Lettere di una professoressa, Einaudi, p. 172).

Io non so per quale motivo Francia, Inghilterra e Stati Uniti (l’Italia non conta) abbiano deciso di attaccare la Libia. Non so per quale motivo, fino a  qualche mese fa accoglievano Gheddafi con tutto il suo pittoresco seguito e oggi lo vogliono morto.

Il petrolio ovviamente c’entra; ma era necessaria proprio una guerra? Si sarebbe speso infinitamente di meno per corrompere quattro politici, o per pagare il medico di Gheddafi a mettergli il veleno in una bevanda.

Le continue guerre americane, quasi sempre contro nazioni indifese, vengono in genere spiegate con considerazioni geopolitiche: vogliono, ad esempio, il petrolio iracheno o quello libico, prima che cada in mano ai cinesi.

Credo che l’ipotesi sia perfettamente ragionevole, ma non escluda un’altra – cioè che il sistema socio-economico statunitense abbia bisogno delle guerre in sé, perché finanziano il sistema militare-industriale, perché danno un senso alla vita di milioni di persone, dal clandestino messicano che vende panini ai muratori della base militare nel deserto dello Utah, all’insegnante di arabo sovvenzionato dal Pentagono per formare persone che si occupino della “sicurezza nazionale”.

Può darsi che gli Stati Uniti riusciranno a scippare il petrolio libico ai concorrenti; ma sappiamo con certezza che la Raytheon è riuscita a guadagnare 116 milioni di Euro in un pomeriggio con questa storia.

Miguel Martinez
Fonte: http://kelebeklerblog.com
Link: http://kelebeklerblog.com/2011/03/20/il-trucco-libico/
21.03.2011

Pubblicato da Davide

  • mozart2006

    Sarkozy muscolare, Obama ipocrita, politica italiana unita solo per questa follia.
    Napolitano, dopo avere ascoltato O sole mio a Milano (vero!) ha detto che non siamo in guerra…i cacciabombardieri umanitari, the real Italy. Appuntamento al prossimo convegno sul perché gli arabi ci odiano.
    Vomitevole il 90 per 100 dei media, con editoriali confindustriali del genere ‘Facciamo parte di un’alleanza, quindi’…
    Vorrei sapere quanti di quei direttori hanno fatto almeno il servizio militare.

  • ROE

    Condivido pienamente Martinez. Nulla di nuovo sotto il sole. Cìè saolo una differenza di forma: oggi, gli opportunisti si chiamano “responsabili” e dgli invasori si chiamano “volonterosi”. Partecipate alla Repubblica della Terra (www.asmad.org) se volete che cambi. Altrimenti, inutile lamentarsi.

  • Tonguessy

    Obama ha nominato ben tre dirigenti della Raytheon a funzioni chiavi dell’amministrazione degli Stati Uniti
    Se è per questo sarebbe utile ricordare che la lobby nucleare ha aiutato Obama nella sua campagna presidenziale. E gli effetti sono chiari: 54 miliardi di dollari in via di approvazione per sostenere la “energia pulita” tra cui spicca quella nucleare. Hmmm….. Vogliamo poi parlare della Goldman Sachs e di quanto sia stata utile alla sua elezione?

    Tornando all’articolo: neanch’io ho ben capito i motivi della volontà di tirare Gheddafi giù dalle spese. Può essere che Obama trovi un qualche giovamento a scaricare 115 miliardi di euro da qualche parte del globo. Posso anche capire Sarkozy e le sue necessità di far vedere i muscoli (tutti i nani sono onanisti). Ma le motivazioni degli alleati nell’assistere a quei 115 miliardi, dove sarebbe? Volontà di mantenere marrone il colore della lingua grazie a reiterate lappate anali?

  • bysantium

    Spero di azzeccare la risposta al suo interrogativo ipotizzando che quando scoppia una guerra soltanto i forti(v. Germania)possono permettersi di restarne fuori.
    Gli altri,poveretti,sentono la necessità di partecipare per poi spartirsi il bottino:ricostruzione,forniture,diritti di estrazione,etc.
    Nonché la paura di esser respinti dai salotti buoni(sic).

  • vic

    Châpeau Martinez,

    un editoriale da Pulitzer. Chiaro, essenziale, fattuale. Sarebbe da stampare ed appendere in giro, perche’ tutti lo leggano. O da diffondere alla radio.

    Ti propongo come velina dell’anno.
    Mi viene in mente uno scherzetto: ti infili nei palazzi dell’Onu come tecnico microfonista. Prima dell’inizio del Consiglio di sicurezza un test dei microfoni e’ dovuto. Tu vai li’: “prova prova test di prova alba alba prova prova …”
    E leggi il tuo bel discorsetto.

    Chissa’ se lo faranno passare sui telegiornali?

    Lunga vita alla liberta’ di dire quel che si pensa.

  • maristaurru

    A quanto pare il Nobel per la Pace, il Presidente abbronzato che radunava folle ed era oggetto di lodi sperticate anche nel Bel Paese, se ne fotte dei Conflitti di interesse, come tutti e non solo in Italy, dove per il loro numero e mole ci stanno affondando, ma il più importante resta quello del berlusca, perchè è utile paravento dietro cui nascondere tutto il pattume del paese, quell’insieme che sta affondando la barca messa in mano a non si sa chi, ai nochieri veri che ci stanno strangolando. Tutto si tiene insieme e tutto porta al solito intreccio mafio – economico che ha preso il potere vero e che ora sparge tossicità nucleare con i suoi veleni, per il mondo. MAFIA, ma quella vera, fa tanta paura denunciarlo? Mafia è quella che permette disastri come quello della centrale Nipponica, per probabile e da accertare, incuria da parte di una Corporazione potente che sembra esser riuscita ad ammorbidire resistenze e dubbi, controlli e paure. MAFIA sarebbe quella di continuare ad usare uranio impoverto per la convenienza dellle Corpoazioni delle armi che entrano addorittura nel Governo USA.

    Un potere che è avulso dal bene dei popoli, che è autoreferente, che guida il potere politico, che fa morti, che fa vittime innocenti, che affama tramite la speculazione sul cibo, che scommette sul dolore di un popolo in ginocchio, (oggi è il Giappone, domani chi sa)come lo chiamareste voi? Mafia, dico io e se lo facessero in tanti forse un aregolata , una controllata, se la darebbero, visto che non hanno più freni e magari a qualcuno un moto di consapevolezza, di orgoglio ai cervello assopito arriverebbe

  • Tonguessy

    Come correttamente appuntato nell’articolo, l’Italia ha solo da rimetterci ad impantanarsi in questa guerra, visto che aveva appena sottoscritto dei lucrosi affari. Peraltro la guerra non è veramente aperta, il che lascia supporre tutto diventi possibile, compresa la riconquista dell’intera Libia da parte di Gheddafi con conseguenti ritorsioni pesantissime nei nostri confronti. Già oggi Lampedusa è un piena crisi, con il numero di migranti che supera quello degli abitanti. Comunque è una lose-lose situation per noi.

  • martiusmarcus

    Un abbraccio a Miguel, di cui come sempre condivido anche le virgole. A tutti coloro che – una volta ancora – subiscono ferite profonde – nel corpo e nello spirito – dal Regno del Male Organizzato un invito a guardare al di là, nell’Azzurro del cielo. We shall overcome? Chi può dirlo? Di sicuro oggi – per chi vuole avere gli occhi per guardare – il Male arriva da Ovest. Arriva dall’ONU! Che poi a quel tipetto abbiano dato il nobel per la pace, è solo una beffa ulteriore.

  • Santos-Dumont

    Non so chi siano i ribelli, né a questo punto mi interessa (o potrei) saperlo, essendo tutta l’informazione, da qualsiasi fonte provenga, del tutto inaffidabile. Preso atto che: (1) il mio (ex)paese sta tradendo nello spirito e nella lettera il poco di buono esistente nella costituzione, trasformandosi apertamente in una nazione fondata sull’aggressione immotivata e la predazione di paesi indipendenti; (2) i vertici politici bipartisan sono tacitamente conniventi o complici attivi di tale situazione; (3) la popolazione in parte sostiene attivamente questo governo di innominabili, in parte per inerzia non ritiene di dover prendere le necessarie contromisure; ebbene, su tali basi mi ritengo completamente sciolto da qualsiasi vincolo residuo di fedeltà.
    Dovremmo iniziare tutti a mettere in pratica forme di disobbedienza e boicottaggio, forme che lascio volentieri all’imaginazione individuale per evitare ripercussioni legali contro CDC.

  • lucamartinelli

    il sottoscritto sta un po’ preoccupato per un piccolo particolare. Innanzitutto complimenti all’articolista. Allora se gli aggressori capitanati dai criminali yankee useranno bombe all’uranio impoverito saremo nei guai. La Libia è vicina e il suo vento arriva da noi…capito? Presto respireremo polvere radioattiva e tutto per sostenere il Pil dei criminali americani capitanati dalla scimmietta africana e dalla genocida Clinton.

  • stendec555

    è così, il grande carrozzone americano sta in piedi anche grazie all’apparato militare che occupa milioni di persone, non solo direttamente nelle forze armate ma anche in attività di logistica, fornitura equipaggiamenti, cibo precotto prodotto da fabbriche americane che prosperano finchè ci sono guerre etc etc…..come dice martinez. questi non si fermeranno mai, appena una guerra è prossima al termine bisognerà inventarne un’altra, è vitale per l’america. basta vivere un pò in america per capire queste cose, soldati in mimetica li trovi un pò dappertutto e nessuno oserà mai e poi mai sbeffeggiarli o criticare i loro privilegi. questi d’altronde possono anche essere mandati a morire e dunque sono degli eroi, non di certo coglionazzi imbottiti di retorica. la cosa viene girata come difesa, importazione di democrazia o addirittura civiltà (molti americani credono sulo serio che al di là degli oceani ci sia la barbarie), ma in fondo per i più poco importa….quello che conta è tenere in piedi il loro sistema produzione-consumo. parlare agli americani di questi argomenti non è facile, per loro è sempre stato così e sempre così sarà……

  • geopardy

    Ci sta tutto, ma anche il fatto che i tre paesi che partecipano (quelli che contano) hanno tutti dei gravissimi problemi economici interni, con scioperi e manifestazioni e sai, una bella guerra tante volte va a sistemare problemi che in tempo di pace non riusciresti a gestire.

    Ho la sensazione, però, che oggi neanche la guerra sistemerà la situazione.

    Ciao

    Geo

  • Rossa_primavera

    E allo scandalo dell’ennesima guerra illegittima approvata da una risoluzione dell’Onu si aggiunge lo scandalo del parlamento italiano e
    delle forze che lo compongono che,con due eccezioni,hanno approvato
    la partecipazione italiana a questa assurda crociata.Tra queste anche il
    piu’ grande partito d’opposizione che,ricordiamolo,aveva la presidenza
    del consiglio quando mandammo i nostri aerei a bombardare i serbi
    nell’ennesima guerra illegittima capitanata da ONU E Nato.Le sole forze
    veramente pacifiste insomma nel nostro paese sembrano quelle rimaste
    fuori dal parlamento, dunque una sparuta minoranza.Questo testimonia
    che anche il cosiddetto popolo italiano ha enormi responsabilita’ politiche
    e morali nella conduzione di tutte queste guerre assolutamente illegittime dal punto di vista del diritto internazionale, un popolo dunque
    non degno di essere definito tale.

  • stendec555

    in particolare lo stato di guerra permanente fa bene agli americani e probabilmente anche ai britannici. forse per i francesi il discorso è un pò diverso. la guerra è una ottima soluzione per i governanti: un bel pistolotto patriottico e risolvi la disoccupazione. inoltre rendi i sudditi più disposti a tollerare altri problemi (meno diritti e più controllo) e ad accettare sacrifici. united we stand, come dicevano dopo l’11 settembre….il mondo cattivo odia il nostro stile di vita ma noi continuiamo a vivere secondo i nostri criteri, ossia a consumare…per loro ormai è uno stato mentale permanente, poco chiare minacce esterne, patriottismo, guerre, produzione, consumo…

  • Jack-Ben

    Verissimo, purtroppo hanno gli anni contati… sono vuoti a perdere… purtroppo… non si intravede la fine del tunnel… solo democrazia d’esportazione

  • dana74

    i criminali sanguinari dell’Onu, oltre a quanto chiaramente riassunto da Martinez, aggiungono:

    Lun 21 Mar – 18.42

    New York, 21 mar. – (Adnkronos/Xinhua) – L’ex rappresentante permanente libico alle Nazioni Unite e il suo vice “non sono piu’ autorizzati a rappresentare o a parlare per conto delle autorita’ di Tripoli all’Onu”. E’ quanto affermato da un portavoce delle Nazioni Unite.

    http://it.notizie.yahoo.com/7/20110321/twl-libia-portavoce-onu-ex-inviato-non-r-09e26cd.html?printer=1

    DISCONOSCIAMO L’ONU una volta per tutte?

  • RicBo

    Bravo Miguel Martinez.
    Peró mi piacerebbe capire su quali basi dichiara che la maggioranza del paese é ostile alla ribellione, se ammette di non sapere chi sono i ribelli né chi rappresentano. Si dimentica di dire che Gaddafi in 40 anni ha sterminato l’opposizione, letteralmente, e foraggiato e corrotto con i proventi del petrolio i clan della Tripolitania e l’esercito per averne in cambio l’appoggio necessario e anche cosí parte dell’esercito gli si é rivoltato contro.
    Personalmente, maledico il governo e i servizi segreti italiani che all’epoca gli salvarono la vita avvisandolo dell’imminente bombardamento USA. Fosse morto allora ci saremmo liberati di un pazzo senza rimpianti.

  • Tonguessy

    DISCONOSCIAMO L’ONU una volta per tutte?
    Siamo i due. Non mi sembra un grande inizio…..:(

  • Rossa_primavera

    Una sola domanda:se definisci criminali sanguinari quelli dell’Onu,cosa
    su cui possiamo essere concordi,come definiresti Gheddaffi e il suo
    regime?

  • venezia63jr

    E’ sempre la solita storia la minoranza che fa fuori la maggioranza, gli esuli,gente facoltosa, che regola i conti e lo fa sulla pelle della popolazione che a loro dire non ha avuto il coraggio di ribellarsi al dittatore di turno.

  • vic

    Ho messo nella sezione libri i dati su un libro unico nel suo genere: fa la storia della Lockheed-Martin.

    Utile per avere dati precisi su questi mostri industriali che stanno divorando il mondo, ma in primo luogo dissanguano il cittadino americano, senza che questi se ne renda conto.

  • pedronavaja

    Miguel, che è evidentemente più lungimirante e sensato di molti dei tradizionali commentatori di questo blog, notoriamente assai propensi alle tesi complottiste sempre e comunque, compreso nel caso del terremoto del Giappone, provocato artificialmente dai soliti poteri forti (ai quali, guardacaso, è inviso Berlusconi per la note faccende del sistema di oleodotti e gasdotti South Stream) ha dato spazio ha dato spazio ed evidenziato anche ad alcuni commenti controcorrente.

    Mi sembra interessante citarli: http://kelebeklerblog.com/2011/03/20/il-trucco-libico/#comment-12041

  • MartinV

    Potrebbe indicarmi gentilmente dei riferimenti certi sullo sterminio dell’opposizione e una sua quantificazione.

    Vorrei poter rispondere alle malelingue che dicono che non si tratta si una guerra umanitaria… che le bombe che piovono non siano a fin di bene… e che i gloriosi capi della coalizione dei volenterosi abbia secondi fini… cosa ovviamente impossibile perché notoriamente democratici e quindi buoni.