Il trionfo dei quattro cavalieri dell’apocalisse-covid

Cosa ci raccontano i voti sulle regionali di ieri? Che affrontare il covid a fucile spianato rappresenta una certezza elettorale.

Le vittorie di Zaia, De Luca, Emiliano e Toti hanno mostrato come avere il pugno duro contro il covid sia stata politicamente una scelta che premia. Si sa da sempre, e non datemi del negazionista, che “paura” è la parola magica che apre tutte le porte dal punto di vista politico.

La pandemia ha dato agli sceriffi una grande visibilità mediatica, e cavalcare la paura premia sempre.

I quattro presidenti di regione hanno sempre anticipato di DPCM in termini di prudenza e scelte politiche. Come fa notare Stefano Baldolini su Huffpost, i quattro hanno mostrato una prova di forza rispetto al potere centrale. Nonostante l’apprezzamento di Conte sia alle stelle, i quattro sceriffi hanno sfruttato questa sorta di “federalismo di fatto” per anticipare i DPCM e guadagnare apprezzamento elettorale, in un Italia terrorizzata.

Uno degli scontri maggiori è proprio arrivato riguardo alla consultazione elettorale: mentre il consiglio dei ministri di aprile spostava il voto in autunno, i quattro sceriffi firmavano una nota congiunta in cui chiedevano di “garantire agli elettori l’inalienabile diritto ad esprimersi nel tempo più rapido possibile, compatibilmente con l’andamento della epidemia” e ribadivano la volontà di non chiudere la finestra elettorale di luglio, considerato che “l’estate la stagione più sicura dal punto di vista epidemiologico”.

La paura del covid ha travalicato le distinzioni tra destra e sinistra, cosa sempre più frequente di questi tempi, e chi è capace di sfruttare il fenomeno porta a casa la poltrona. La potenza di fuoco scaturita da questa situazione è mostrata bene, come racconta Baldolini, da ciò che è accaduto a maggio, quando alcuni comuni campani e veneti, ex zone rosse covid, erano rimasti esclusi dal governo nella lista dei di destinatari di un fondo di 200 milioni di euro. Zaia e De Luca applicarono la loro strategia aggressiva, vincente: “Sconcertante”, “Decreto imbarazzante, va cestinato e riscritto”, dichiararono come delle vere e proprie “Star del Covid”, etichetta appropriata data dalla candidata 5 stelle in Campania, Valeria Ciarambino, inesorabilmente sconfitta dallo sceriffo De Luca.

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uparishutra choal
uparishutra choal
22 Settembre 2020 , 17:40 17:40

Questo è sicuramente un effetto che la cupola non aveva previsto..
E che si frappone tra una normalizzazione e un’epidemia a oltranza..
In fin dei conti il progetto covid puntava a una spogliazione del ceto medio ..un’educazione alla distanza..e una compressione delle nascite ottenuta come conseguenza..
Ma i politici hanno visto che il popolo gradisce il confinamento..e come Macron..adesso vogliono imporlo per suscitare consenso..
C’è solo da sperare che i popoli nordici non siano così beoti come i popoli latini..anche se una crisi totale di questi ultimi provocherebbe una reazione a catena pure verso di loro..
I politici..usati per imporre il confinamento..invece di venire odiati vengono amati..e possono diventare un intoppo verso gli obiettivi finali..e danneggiare irrimediabilmente il progetto finale..che è quello di potare e non distruggere l’albero..