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IL TRATTATO DI LISBONA. ALTRO CHE IL CAVALIERE


DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

E così, mentre tutti guardano da quella parte, da quell’altra accade il nostro destino, ma non c’è nessuno a osservare. Accade per esempio il Trattato di Lisbona, il quale, come tutte le cose che ridisegnano la Storia, che decidono della nostra esistenza, che consegnano a poteri immensi immense fette del nostro futuro, non è al centro di nulla, passa nel silenzio, non trova prime pagine o clamori di alcun tipo, nel Sistema come nell’Antisistema.

Pensate: stiamo tutti per diventare cittadini di un enorme Paese che non è l’Italia, governati da gente non direttamente eletta da noi, sotto leggi pensate da misteriosi burocrati a noi sconosciuti, secondo principi sociali, politici ed economici che non abbiamo scelto, e veniamo privati nella sostanza di tutto ciò che conoscevamo come patria, parlamento, nazionalità, autodeterminazione, e molto altro ancora. E’ il Trattato di Lisbona, vi sta accadendo sotto al naso, qualcuno vi ha detto nulla? Ribadisco: fra poco Montecitorio potrebbe essere un palazzo dove qualche centinaio di burocrati dimenticati si aggirano fingendo di contare ancora qualcosina; fra poco la Costituzione italiana potrebbe essere un poemetto che viene ricordato agli alunni delle scuole come un pezzo di una vecchia storia; fra poco una maggioranza politica che non sa neppure cosa significa la parola calzino potrebbe trovarsi a decidere come noi italiani ci curiamo, se avremo le pensioni, cosa insegneremo a scuola, come invecchieremo, o se dobbiamo entrare in guerra, e così per tutto il resto della nostra vita. Altro che Cavaliere, altro che Brunetta o Emilio Fede.

Bene, vado per gradi. Nel primo, vi fornisco un breve riassunto delle puntate precedenti; nel secondo vi spiego il Trattato di Lisbona in sintesi; nel terzo l’approfondimento per chi lo desidera.

LE PUNTATE PRECEDENTI

L’Italia è parte dell’Unione Europea (UE), che è la versione moderna di un vecchio accordo fra Stati europei iniziato nel 1957 col Trattato di Roma, il quale partorì la Comunità Economica Europea (CEE), divenuta nel 1967 la Comunità Europea (CE). Si trattava di una unione prettamente commerciale, non politica, ma presto lo divenne: nel 1979 eleggemmo infatti il primo Parlamento Europeo, e fu lì che prese piede l’idea che questa vecchia Europa poteva dopo tutto diventare qualcosa di simile agli Stati Uniti (sempre per fini soprattutto economici). Nel 1993 nacque l’Unione Europea col Trattato di Maastricht, che sancì una serie di riforme eclatanti, fra cui dal 1 gennaio 2002 quella dell’Euro come moneta comune ai suoi membri. Nel 1957 erano sei le nazioni disposte a legarsi fra loro, oggi siamo in 27 membri nella UE, tutti Stati sovrani che sempre più agiscono secondo regole e principi comuni. Infatti, l’Unione Europea si è dotata già da anni di una sorta di proprio governo sovranazionale (che sta sopra ai governi dei singoli Stati dell’unione), chiamato Commissione Europea e Consiglio dei Ministri, di un Parlamento come si è già detto, e di un organo giudiziario che risponde al nome di Corte di Giustizia Europea. La UE ha persino una presidenza, che viene assegnata a rotazione agli Stati membri, e che si chiama Consiglio Europeo. Quindi: questo agglomerato di nazioni che da secoli forma l’Europa, si è lentamente trasformato in una unione che ha già un suo presidente, un suo governo, un suo parlamento e un suo sistema giudiziario. Cioè, quasi uno Stato in tutta regola. Fin qui tutto fila, poiché comunque ogni singolo Paese come l’Italia o la Germania o l’Olanda ecc. ha finora mantenuto la piena sovranità, e i suoi cittadini sono rimasti italiani, tedeschi, olandesi, gente cioè del tutto propria ma che ha accettato sempre più una serie di regole comuni nel nome dell’essere europei uniti e moderni.

Ma a qualcuno non bastava. Nelle elite politiche del Vecchio Continente sobbolliva sempre quell’idea secondo cui questa Europa degli Stati sovrani poteva, anzi, doveva diventare gli Stati Uniti d’Europa, ovvero un blocco cementato di popoli sotto un’unica bandiera, leggi comuni, governo comune e soprattutto un’economia comune. Una potenza mondiale. Ma la litigiosità che ci ha sempre caratterizzato come singoli Paesi, l’individualismo nazionalista, e l’attaccamento ciascuno alle proprie regole e tradizioni, erano l’ostacolo fra gli ostacoli. Infatti l’evidenza dell’andamento dell’Unione suggeriva che pur essendoci adeguati a una ridda di leggi europee, regolamenti e sentenze, ancora ciascuna nazione era ben salda negli interessi di casa propria, e in quel modo gli Stati Uniti d’Europa erano impossibili da realizzare. Occorreva qualcosa di unificante, di potente, più potente degli Stati e dei loro capricci. Cosa? Una Costituzione europea in piena regola, con tutto il potere proprio di una Costituzione.

Ed ecco che quei signori importanti che fanno politica fra Strasburgo, Bruxelles e il Lussemburgo si riunirono nel 2001 nell’anonima cittadina belga di Laeken, e decisero: scriveremo una Costituzione per tutte le genti d’Europa. Fu fatto, sotto la supervisione dell’ex presidente francese Valéry Giscard D’Estaing e con la figura in evidenza del nostro Giuliano Amato. Ma quei burocrati in doppiopetto fecero un ‘errore’: furono aperti e democratici, cioè permisero alle genti d’Europa di conoscere i contenuti della nuova Carta. Nel 2005, mentre noi italiani attivi giustamente perdevamo il sonno per le Tv del Cavaliere, i francesi e gli olandesi bocciarono la Costituzione in due referendum, accusando i burocrati europei di aver redatto un testo scandalosamente ignorante dei temi sociali e altrettanto parziale a favore dei grandi interessi economici. In altre parole: con quella Costituzione, gli Stati Uniti d’Europa sarebbero diventati il parco giochi dei falchi miliardari e terra dolente per le persone comuni, per me e per voi e per i vostri figli.

Fu uno shock per i doppiopetti blu, e soprattutto per i loro sponsor nelle corporate rooms d’Europa. Ricacciati nelle loro Mercedes blindate a suon di voti franco-olandesi, essi decisero la momentanea ritirata, ma non la resa. Infatti, la mattina del 13 dicembre 2007, mentre noi italiani attivi giustamente perdevamo il sonno per la scelta fra PD o Beppe Grillo, ventisette capi di governo europei si riunirono a Lisbona e decisero: ci si riprova, ma stavolta col cavolo che permetteremo ai cittadini di esprimere un parere. Nacque così il Trattato di Lisbona, scritto in segreto, firmato in segreto, segreto nei contenuti che sono praticamente impossibili da leggere, e segretamente persino peggiore della defunta Costituzione. Nel Trattato è sancito il nostro futuro con mutamenti così sconvolgenti da lasciare a bocca spalancata. La mia e la vostra vita, quella dei vostri figli, viene destinata lungo corsie d’acciaio che se definitivamente ratificate saranno quasi impossibili da mutare. Ma quelle corsie dove portano? Al nostro interesse di persone? Al nostro benessere? Alla nostra pacifica convivenza? Ce l’hanno chiesto? Abbiamo voce in capitolo? No, nessuno ce lo ha chiesto e voi non ne sapete nulla.

IL TRATTATO DI LISBONA IN SINTESI

E’ un impianto di regole europee raccolte in un Trattato che non è così come ce lo immagineremmo (un unico testo), ma è formato da migliaia di emendamenti a centinaia di regole già in essere per un totale di 2800 pagine. E’ stato fatto in quel modo con intento truffaldino e anti democratico, come spiego fra poco. Se ratificato da tutti gli Stati, esso diventerà di fatto una Costituzione che formerà la struttura per la nascita di un super Stato d’Europa, come gli Stati Uniti d’America, con una Presidenza, con un governo centrale, un Parlamento, un sistema giudiz
iario. Questo super Stato diventerà più forte e vincolante di qualsiasi odierna nazione europea. Tutti noi europei diverremo cittadini di quello Stato e soggetti più alle sue leggi che a quelle dei Parlamenti nazionali, pur mantenendo la cittadinanza presente (italiana, tedesca ecc.). Infatti le leggi fatte da questo super Stato d’Europa saranno vincolanti sulle nostre leggi nazionali, e saranno persino più forti della nostra Costituzione. Ma al contrario degli Stati Uniti, tali leggi verranno scritte da burocrati che noi non eleggiamo (es. Commissione Europea), mentre l’attuale Parlamento Europeo, dove risiedono i nostri veri rappresentanti da noi votati, non potrà proporre le leggi, né adottarle o bocciarle da solo. Potrà solo contestarle ma con procedure talmente complesse da renderlo di fatto secondario. Il Trattato di Lisbona infatti offrirà poteri enormi a istituzioni che nessun cittadino elegge direttamente (Consiglio Europeo che sarà la presidenza – Commissione Europea e Consiglio dei Ministri che sarà l’esecutivo – Corte di Giustizia Europea, che sarà il sistema giudiziario), le quali avranno persino la facoltà di far entrare in guerra l’Europa senza il voto dell’ONU. I poteri di cui si parla avranno principi ispiratori pericolosamente sbilanciati a favore del business, con poca attenzione per i bisogni sociali dei cittadini. Tutto il cosiddetto Capitolo Sociale del Trattato di Lisbona (lavoro, salute, scioperi, tutele, leggi sociali, impiego…) è miserrimo, con gravi limitazioni e omissioni, mentre sono sanciti con forza i principi del Libero Mercato pro mondo degli affari. Dovete ricordare mentre leggete queste righe, che stiamo parlando di un Trattato che potrebbe molto presto ribaltare la vostra vita come nulla da 60 anni a questa parte: nuovo Stato, nuova cittadinanza, nuove leggi, nuovi indirizzi di vita nella quotidianità anche più banale, sicuramente meno democrazia, e nessuno che ci abbia interpellati. Come sarà questa nuova esistenza? Migliore, o un salto indietro nella qualità di vita? Saremo più liberi o più schiavi degli interessi delle elite di potere? Anche nel Capitolo Giustizia il Trattato pone seri problemi. Ci sarà un organo superpotente, la Corte di Giustizia Europea, che emetterà sentenze vincolanti sui nostri diritti fondamentali e sulle leggi che ci regolano; la Corte sarà superiore in potere alla nostra Cassazione, al nostro Ministero di Giustizia, ma di nuovo sarà condotta da giudici nominati da burocrati che nessuno di noi ha scelto. Come interpreteranno i nostri diritti di uomini e di donne? Ci hanno interpellati?

Ed è qui il punto. Un Trattato col potere di ribaltare tutta la nostra vita di comunità di cittadini, viene scritto in modo da essere illeggibile ed è stato già ratificato (manca solo la firma dell’Irlanda, che terrà un referendum il 2 ottobre) dai nostri governi completamente di nascosto da noi, e volutamente di nascosto. Questo poiché una versione simile di questo Trattato (la Costituzione Europea) e con simili scopi fu bocciato da Francia e Olanda nel 2005, proprio perché scandalosamente sbilanciato a favore delle lobby di potere europee e negligente verso i cittadini. Scottati da quell’umiliante esperienza, i pochi politici europei che contano (il 90% non ne sa nulla e firma senza capirci nulla) hanno architettato una riedizione di quelle Costituzione bocciata chiamandola Trattato di Lisbona, e la stanno facendo passare in segreto dietro le nostre spalle.

Il Trattato di Lisbona contiene anche clausole di valore, che come ogni altra sua regola sarebbero vincolanti su tutti gli Stati, dunque anche su questa arretrata e cialtrona Italia, e limitatamente a ciò per noi non sarebbe un male. Tuttavia, la mole dei cambiamenti cruciali che porterebbe è tale e di tale potenza per la nostra vita di tutti i giorni e per i nostri diritti vitali, da obbligare chi vi scrive a lanciare un allarme: il Trattato di Lisbona va divulgato alle persone d’Europa e da queste giudicato con i referendum. Pena la possibilità di un futuro molto, ma molto più gramo di quello che qualsiasi Cavaliere potrà mai regalarci.

L’APPROFONDIMENTO

Cosa è.

Il Trattato di Lisbona (di seguito chiamato il Trattato) non è una Costituzione europea, ma ne mantiene esattamente tutti i poteri. Esso non è neppure un trattato in sé, visto che nella realtà si tratta di una colossale mole di modifiche apportate ai due trattati fondamentali della UE, che sono: il Trattato dell’Unione Europea (TEU) e il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFEU). Ad essi viene aggiunto il Trattato di Nizza del 2003. Ogni singolo articolo del Trattato, inclusi gli annessi e i protocolli, assume una forza enorme, spessissimo sovranazionale, cioè più potente di qualsiasi legge nazionale degli Stati membri della UE.

L’astuzia e l’inganno.

L’intera opera è stata architettata in modo da essere incomprensibile e letteralmente illeggibile dagli esseri umani ordinari, inclusi i nostri politici. In totale si sta parlando di 329 pagine di diversi e disconnessi emendamenti apportati a 17 concordati e che vanno inseriti nel posto giusto all’interno di 2800 pagine di leggi europee. Questo labirinto non è accidentale. Come spiega il parlamentare europeo danese Jens-Peter Bonde “i primi ministri erano pienamente consapevoli che il Trattato non sarebbe mai stato approvato se fosse stato letto, capito e sottoposto a referendum. La loro intenzione era di farlo approvare senza sporcarsi le mani con i loro elettori”. Il nostro Giuliano Amato ribadì il concetto appieno, in una dichiarazione rilasciata durante un discorso al Centro per la Riforma Europea a Londra il 12 luglio del 2007: “Fu deciso che il documento fosse illeggibile, poiché così non sarebbe stato costituzionale (evitando in tal modo i referendum, nda)… Fosse invece stato comprensibile, vi sarebbero state ragioni per sottoporlo a referendum, perché avrebbe significato che c’era qualcosa di nuovo (rispetto alla Costituzione bocciata nel 2005, nda)”. (fonte: EuObserver.com). Il sigillo a questo tradimento dei principi democratici fu messo dallo stesso Valéry Giscard D’Estaing in una dichiarazione del 27 ottobre 2007, raccolta dalla stampa europea: “Il Trattato è uguale alla Costituzione bocciata. Solo il formato è differente, per evitare i referendum”. I capi di Stato erano concordi questa volta: no al parere degli elettori, no ai referendum.

In Italia, il Parlamento ha ratificato il Trattato l’8 agosto del 2008 (già la data la dice lunga), senza alcun pubblico dibattito, senza prime serate televisive, e senza che fosse letto dai parlamentari votanti. Nel resto d’Europa le cose non sono andate meglio, data la natura semi clandestina del Trattato e la specificata intenzione di nasconderlo agli elettori. Ma in Irlanda è successo qualcosa di particolare. Lo scomparso politico Raymond Crotty denunciò la procedura presso la Corte Suprema del Paese, ed ottenne modifiche tali da imporre all’odierno premier Brian Cowen un referendum popolare finale sul Trattato (uno già ci fu nel 2008), che si terrà il 2 ottobre di quest’anno. Si tenga presente che un no irlandese affonderebbe anche questa impresa.

Preciso, ma poi continuo.

Una precisazi
one è di dovere a questo punto. Ciò che è sotto accusa non è il processo di armonizzazione dei popoli europei, né la possibilità di fonderci in un grande Paese federale europeo alla stregua degli Stati Uniti, né il fatto di avere una Costituzione e leggi comuni in sé. Anzi, per una nazione di cittadini cialtroni e incivilizzabili come l’Italia, il ‘bastone e la carota’ dell’Unione potrebbero essere l’unica speranza di rimanere all’interno del circolo dei Paesi evoluti, e di non sprofondare del tutto nei Bantustan del mondo cui oggi apparteniamo (non per colpa di Berlusconi, ma nostra). Ciò che invece è gravissimo, è rappresentato dal fatto che un cambiamento di portata storica come sarebbe la nascita degli Stati Uniti d’Europa e la perdita del 90% della nostra autodeterminazione come popoli singoli, sta avvenendo secondo principi politici, economici e sociali che nessuno di noi conosce, che nessuno di noi ha discusso o votato. E un’analisi attenta del Trattato ci dice che quei principi sono pericolosamente contrari ai nostri interessi di persone comuni. Ci stanno riscrivendo la vita, nientemeno, e ci potremmo svegliare fra pochi mesi in un mondo che non abbiamo scelto e che ci potrebbe costare lacrime e sangue. Senza ritorno. Altro che “regime dello psiconano”.

Il potere al super Stato, e gli Stati odierni esautorati.

Il Trattato crea le basi legali per la nascita di un grande Stato unico europeo con poteri sovranazionali a tutto campo, cioè con leggi che saranno superiori a qualsiasi legge degli Stati membri (dichiarazioni 17 & 27). Questi poteri del nuovo super Stato d’Europa saranno estesi a 68 nuovi settori dove oggi gli Stati singoli hanno la possibilità di veto, che sarà perduta. Il Trattato sottolinea il ruolo subordinato dei Parlamenti nazionali nella nuova Europa, dove essi dovranno fare gli interessi dell’Unione prima che i propri (Art. 8c, TEU). Nel Consiglio Europeo, che sarà la sede della presidenza del nuovo super Stato, i partecipanti di ciascuna nazione dovranno rappresentare l’Unione presso gli Stati membri, piuttosto che rappresentare gli Stati membri presso l’Unione come accade ora. Essi poi, dovranno “interpretare e applicare le loro leggi nazionali in conformità con quelle dell’Unione”. La Commissione Europea assieme al Consiglio dei Ministri sarà l’esecutivo del super Stato d’Europa. Vi sarà come oggi un Parlamento e la Corte di Giustizia Europea sarà il sistema giudiziario.

Nel capitolo immigrazione le cose staranno così: la nuova Unione avrà frontiere esterne comuni, e deciderà a maggioranza chi potrà entrare e risiedere nei nostri territori, mentre i singoli governi perderanno il potere di decidere su ciò. Di nuovo, nessuno di noi cittadini potrà influenzare i criteri di quelle politiche, che potranno essere troppo permissive oppure disumane.

Si comprende già da questi primi aspetti del Trattato in quale misura drastica i poteri che oggi appartengono ai governi e ai Parlamenti che eleggiamo saranno trasferiti al nuovo super Stato europeo. Non è eccessivo dichiarare che siamo sulla strada per rendere Montecitorio e Palazzo Madama delle marginali rappresentanze di facciata. Le uniche aree dove ancora i Paesi europei manterrebbero autonomia decisionale sono la politica estera comune e la sicurezza. L’europarlamentare danese Jens-Peter Bonde ha dichiarato: “Non ricordo un singolo esempio di legge nazionale che non potrà essere influenzato dal Trattato di Lisbona”.

Dunque, super leggi vincolanti. Ma chi le farà?

Sarebbe naturale pensare che nei nuovi Stati Uniti d’Europa, verso i quali il Trattato ci spinge, saranno i rappresentanti eletti dal popolo a fare le leggi, come ovvio. Invece no. Il potere legislativo del nuovo super Stato, come accade già oggi nella meno vincolante UE, sarà ad esclusivo appannaggio di 1) La Commissione Europea che proporrà le leggi, ma che non è direttamente eletta da noi, 2) Il Consiglio dei Ministri che voterà le leggi, neppure esso direttamente eletto dai cittadini. Tenete presente che il ruolo del Consiglio è quasi un proforma, poiché funge praticamente da timbro alle leggi proposte dalla Commissione, visto che solo il 15% di esse viene discusso dai Ministri, e questo non cambierà col Trattato. Insomma, la Commissione Europea non direttamente eletta diverrà potentissima. Tutto ciò è grave. Il Trattato, inoltre, darà alla Commissione un elevato potere di legiferare per decreto, e le sue decisioni saranno persino vincolanti sulle Costituzioni dei Paesi membri. E così le leggi che potrebbero condizionale tutta la nostra vita futura saranno pensate da circa 3000 gruppi di lavoro della Commissione composti da oscuri burocrati che, ribadisco, nessuno ha eletto. Inoltre, questa istituzione non avrà più un Commissario per ogni Stato membro, ma solo due terzi dei Paesi saranno rappresentati a ogni mandato, per cui potrà accadere che una legge sovranazionale e vincolante cancellerà di fatto una legge italiana senza che neppure un italiano l’abbia discussa o pensata.

E allora il Parlamento Europeo? Il Parlamento Europeo non ha e non avrà alcun potere di proporre le leggi né di adottarle o di bocciarle da solo, non potrà votare sul PIL dell’Unione né sulle tasse, e sarà escluso del tutto dal deliberare su 21 settori essenziali su un totale di 90, anche se la sua sfera di competenza è stata estesa ad un numero maggiore di aree. Ciò che ho appena affermato sembra una contraddizione, ma non lo è. Infatti, il Trattato da una parte taglia le gambe al Parlamento (i 21 settori da cui viene escluso), e dall’altra gli dà un contentino (ampliamento aree di competenza), che contentino è visto che nel secondo caso i parlamentari potranno solo decidere ‘assieme’ al Consiglio dei Ministri, dunque non da soli come accade in tutte le democrazie del mondo. Oltre tutto, se anche i nostri eletti rappresentanti in Europa si impuntassero per contestare le leggi della Commissione, avrebbero una vita durissima. Il Trattato stabilisce in quel caso che: se i parlamentari vogliono contestare una legge proposta dalla Commissione dovranno ottenere una maggioranza qualificata nel Consiglio dei Ministri (cioè il 55% degli Stati) o una maggioranza assoluta di tutti i deputati europei. Si avrebbe così il paradosso di politici regolarmente eletti che devono sgobbare per contestare le decisioni di un ‘governo’ che nessuno ha eletto. Già oggi la Commissione si può permettere di snobbare persino i parlamenti nazionali degli Stati membri, come dimostra il fatto che fra il settembre 2006 e il settembre 2007 questi ultimi avevano spedito a Bruxelles ben 152 bocciature di leggi proposte dalla Commissione, col risultato di essere ignorati nel 100% di casi.

Un’ultima stortura insita nell’impianto legislativo europeo si chiama Principio di Sussidiarietà. Stabilisce che nel caso di non chiarezza su chi deve fare che cosa fra l’UE e gli Stati membri, il diritto di agire ricade su chi garantisce la maggiore efficienza. Ma che significa? E chi stabilisce che cosa sia efficiente per noi
persone? Ve l’hanno mai chiesto? Ce lo chiederanno?

Il quadro che emerge dal progetto del Trattato vede in primo piano il macroscopico e sproporzionato potere della Commissione Europea, che, bisogna ricordarlo ancora, nessuno di noi elegge. Pensate che occorrerà un terzo dei Parlamenti nazionali europei per, non dico bloccare le proposte della Commissione, ma per ottenere che essa le riconsideri, senza alcun obbligo di altro. Nel frattempo, i Parlamenti nazionali perderanno ben 68 poteri di veto in Europa. Una esautorazione immensa, che, a prescindere dai meriti, nessuno di noi cittadini ha votato e approvato.

Cittadini… di che?

Siamo italiani, tedeschi, olandesi o spagnoli, ma col Trattato diventeremo “in aggiunta” cittadini del super Stato d’Europa (Art. 17b.1 TEC/TFU). Attenzione qui: finora, le regole della UE stabilivano che noi eravamo cittadini europei “come corredo” alla nostra cittadinanza nazionale. Il termine “aggiunta” è usato nel Trattato per esprimere una doppia nazionalità a tutti gli effetti, con però un gigantesco ma: dovete sapere che i diritti e i doveri di questa nostra nuova nazionalità saranno superiori a quelli stabiliti dalle nostre leggi nazionali in ogni caso dove vi sia un conflitto fra di essi, e questo per la sancita superiorità delle leggi dell’Unione rispetto a quelle nazionali e persino rispetto alle nostre Costituzioni. Al di là del merito, è inquietante sapere che potremmo essere obbligati a fare cose non previste dalle nostre leggi, senza aver avuto alcuna voce in capitolo, come al solito.

In campo internazionale.

Il Trattato creerà uno Stato superiore agli Stati membri esattamente come gli Stati Uniti sono superiori ai singoli Stati americani. Esso avrà il potere di firmare accordi internazionali con altri Paesi del mondo, e questi accordi saranno vincolanti su ogni Paese membro anche se i suoi parlamentari sono contrari, e avranno precedenza sulle sue leggi. Avrà il potere di entrare in guerra come Europa e senza l’autorizzazione dell’ONU, lasciando ai singoli Stati il solo potere di “astenersi costruttivamente” (che significa poi collaborazionismo), e imporrà inoltre agli Stati membri un aumento delle spese militari. Il Presidente della nuova Unione non sarà eletto dal popolo come negli USA, ma potrà rappresentarci nei rapporti con Paesi cruciali come l’America, la Russia o la Cina, che non dialogheranno più con i nostri attuali governi su una serie di importanti affari internazionali.

I padroni del vapore.

Uno dei motivi per cui i francesi e gli olandesi bocciarono la Costituzione europea nel 2005, fu che essa magnificava i diritti del business lasciando le briciole ai diritti dei cittadini. Quella Carta fu infatti definita “socialmente frigida”. Il Trattato di Lisbona non altera in alcun modo questo stato di cose, ed è grave. Il problema, gridarono allora i detrattori della Costituzione, era che essa sanciva con forza il principio economico della “libera concorrenza senza distorsioni”, un principi che all’orecchio del profano può anche suonare giusto, ma che nel gergo delle stanza dei bottoni di tutto il mondo significa: privatizzazioni piratesche (ovvero svendite a poche lire ai privati) di tutto ciò che fu edificato con le nostre tasse, speculazioni selvagge nel commercio, precarizzazione galoppante del lavoro e dei diritti di chi lavora, tagli elefantiaci alle nostre tutele sociali e poi… ipocrisia sfacciata, con la notoria regola del ‘capitalismo per i poveri e socialismo per i ricchi’. Cioè: meno salvagenti sociali alla popolazione, ma poi ampi salvataggi di Stato quando è il business a finire nei guai. Infine, la ‘libera concorrenza senza distorsioni’ applicata al commercio europeo significa nessuna tutela di Stato nei Paesi svantaggiati ma sovvenzioni statali miliardarie per le economie opulente dei Paesi ricchi.

Quindi, la ‘libera concorrenza senza distorsioni’ sarà di nuovo sancita nero su bianco dal Trattato, nonostante fosse stata bocciata nella Costituzione. La si trova infatti in una dichiarazione vincolante del Protocollo 6. Come dire: ciò che fu cacciato dalla porta di casa, rientra dalla finestra. Ma c’è molto altro.

Il Trattato, per esempio, dà priorità all’aumento della produzione agricola europea che già oggi è sovvenzionata dall’Unione a suon di 1 miliardo di euro al giorno, ma non spende una parola sulle condizioni di lavoro dei braccianti né sull’impatto ambientale dell’espansione di quel settore, che è fra i più inquinanti del mondo (idrocarburi, pesticidi, consumo acqua…). Ancor più grave è il capitolo del Trattato sul diritto di sciopero, dove si prevede un assoluto divieto se esso ostacola “il libero movimento dei servizi”, una clausola che sarà aperta a interpretazioni selvagge; scioperare sarà altrettanto vietato quando colpirà un’azienda straniera che paga salari da miseria in Paesi europei dove il salario medio per lo stesso lavoro è del doppio; si immagini a quali sfruttamenti si andrebbe incontro, col corredo di gravi instabilità e tensioni sociali. Infine, diventa illegale pretendere nei pubblici appalti il rispetto di alcune contrattazioni salariali già acquisite, altra voragine. In tema di salute, il Trattato ha in serbo un pericolo non minore: il capitolo sui diritti del paziente è inserito fra le regole del Mercato Interno, e non in quelle dedicate alla sanità. Innanzi tutto questo significa che per decidere sui diritti di noi ammalati (perché lo saremo tutti nella vita) sarà necessaria solo la maggioranza qualificata dei voti e non l’unanimità, ma soprattutto spaventa trovarsi da ammalati nell’ambito del Mercato, che con la salute non ha proprio nulla a che vedere, come già sappiamo drammaticamente dalla nostra vita quotidiana.

Verremo privati anche del diritto di favorire certi settori della nostra economia anche se chiaramente svantaggiati. Se uno Stato membro deciderà di offrire un trattamento di favore ai propri cittadini in certi aspetti del vivere comune, potrà essere sanzionato. Se deciderà di aumentare l’occupazione pubblica a spese dello Stato per superare una crisi occupazionale (alla New Deal di Roosevelt) sarà sanzionato. La Banca Centrale Europea (BCE) ha il potere di imporre a tutti la stabilità dei prezzi a scapito della piena occupazione. E la BCE sarà arbitro assoluto e incontrastabile delle politiche monetarie, che non di rado significano per noi cittadini indebitati lacrime e sangue (mutui, tassi ecc.). Il Trattato non prevede alcun meccanismo per ridistribuire la ricchezza fra i cittadini ricchi e quelli in difficoltà all’interno dell’Unione; non prevede una politica comune in tema fiscale, salariale e sociale. Non prevede infatti alcun metodo per finanziare il già misero Capitolo Sociale del nuovo super Stato europeo,
poiché fra le migliaia di articoli pensati con oculatezza, guarda caso manca proprio quello che armonizzi le politiche fiscali/monetarie/economiche con quelle sociali. Guarda caso.

Scorrendo queste righe, risulta chiarissimo il perché i bravi francesi e olandesi hanno bocciato queste stesse regole quando furono presentate nella Costituzione europea. Qui di sociale c’è poco più del nome. E il sociale è la rete di sicurezza nella mia e nella tua vita di tutti i giorni.

La Giustizia. I Diritti.

In questo settore, il Trattato adotta appieno la Carta dei Diritti Fondamentali, che diventa vincolante per tutti i cittadini del nuovo super Stato d’Europa (Art.6 TEU). Chi deciderà interpretando di volta in volta questi diritti con potere unico sarà la Corte di Giustizia Europea con sede nel Lussemburgo. Infatti, secondo le regole già spiegate in precedenza, anche qui le decisioni della Corte avranno potere sovranazionale e dunque saranno più forti di qualsiasi legge degli Stati membri. Esse poi avranno potere di condizionare ogni singola legge esistente nella UE. Ma chi impedirà alla Corte di interpretare un diritto odierno di un singolo Stato membro in senso più restrittivo? Vi do un esempio: in Svezia, una legge permette ai burocrati di Stato di fare ‘soffiate’ ai giornalisti, per cui il governo non può pretendere che il reporter sveli poi le fonti di uno scandalo pubblicato. Se la Corte decidesse che ciò è illegale, addio avanzatissima legge svedese. E vi ricordo che quando il collega tedesco Hans-Martin Tillack fu arrestato per aver denunciato lo scandalo Eurostat (fondi neri dell’agenzia di statistica della UE), la Corte di Giustizia Europea approvò l’arresto.

Ma chi nomina quei giudici? Nessuno dei cittadini europei, è la risposta. Li eleggono i governi, e questo li rende di fatto a loro soggetti. In altre parole, le sentenze sui nostri diritti fondamentali e sulle leggi che ci governano saranno nelle mani di magistrati del tutto fuori dal nostro controllo e secondo leggi, non lo si dimentichi, fatte da burocrati non eletti. Questo prevede il Trattato di Lisbona, all’apice di almeno duemila anni di giurisprudenza ‘moderna’. Inoltre, ciò che viene deliberato in seno alla Corte di Giustizia Europea avrà precedenza su quanto deliberato dalle nostre Corti Supreme, Cassazione, e da altre Alte Corti europee. Essa ha il potere persino di influenzare la tassazione indiretta (IVA, catasto, bolli ecc.).

Tutto questo è improprio, irrispettoso del diritto dei cittadini di decidere del proprio vivere, visto che siamo e ancora rimaniamo in teoria gli arbitri finali delle democrazie. Qui siamo completamente messi da parte, ingannati e manipolati, con rischi futuri colossali a dir poco. Ma il realismo di cittadino italiano mi impone di aggiungere un altro distinguo. In un Paese come il nostro dove la nostra inciviltà ha portato in Parlamento dei bifolchi subculturati e violenti come i seguaci di Bossi e altri, il fatto che in futuro gli articoli della Carta dei Diritti Fondamentali e del Trattato di Nizza (diritti di prima, seconda, terza e quarta generazione; dignità umana; minoranze; diritti umani; no pena di morte; diritti processuali ecc.) saranno vincolanti in Italia potrebbe essere la salvezza, nonostante i pericoli che ho delineato. E queste considerazioni mi portano a dire che la critica al Trattato di Lisbona fatta dalla prospettiva italiana è un affare ambiguo, poiché se è vero che quel Trattato potrà da una parte travolgere in negativo le nostre vite e drammaticamente il futuro dei nostri figli, è anche vero che certa barbarie e mediocrità a tutto campo degli italiani rendono impossibile capire dove sia la padella e dove la brace, ovvero se ci farà più male entrare nell’Europa di Lisbona o rimanere l’Italia sovrana di oggi. La risposta sarebbe né l’una né l’altra, certo, ma il rischio per noi italiani di combattere e vincere la battaglia contro l’inganno del Trattato, è poi di ritrovarci qui a soffocare nella melma italica senza neppure l’Europa a mitigarla. Questo va detto per onestà.

Conclusione.

Se ripercorrete i capitoli principali che vi ho esposto, non potrete non rendervi conto che come sempre i grandi giochi che regoleranno ogni futuro atto della vostra vita di cittadini si decidono altrove e in segreto, mentre nessuno nell’Italia che protesta contro il secondario berlusconismo vi aiuta a capire cosa e chi veramente aggredisce la democrazia, e chi veramente tira le fila della vostra esistenza. E’ scandaloso che si sia pensato agli Stati Uniti d’Europa come a un colosso di potere in mano a oscuri burocrati non eletti e massicciamente sbilanciati verso il business, con le briciole lasciate a quel fastidioso ‘intralcio’ che si chiama popolo. E il tutto di nascosto. Questa macchina va fermata e la parola va restituita a noi, i cittadini, attraverso i referendum, come accade in Irlanda. Il Trattato di Lisbona pone 500 milioni di esseri umani in bilico fra due possibilità: un dubbio progresso, o la probabile caduta in un abisso di dominio degli interessi di pochi privilegiati su un oceano di cittadini con sempre meno diritti essenziali. Sto parlando di te, di me, di noi persone.

Ma noi italiani attivi siamo giustamente impegnati a discutere di Tarantini, di Papi, di “farabutti” e di “psiconani“. Giustamente.

Paolo Barnard
Fonte:www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=139
25.09.2009

Le fonti di questo articolo:

Il Trattato di Lisbona, http://bookshop.europa.eu/eubookshop/bookmarks.action?target=EUB:NOTICE:FXAC08115:EN:HTML&request_locale=EN

From the EU Constitution to the Lisbon Treaty. The revised EU Constitution analysed by the Danish member of the two constitutional Conventions, Jens-Peter Bonde.

The Treaty of contempt Robert Joumard, Michel Christian and Samuel Schweikert (Commission for European Integration, Attac Rhône) September 7, 2007

An analysis of the Lisbon Treaty by Prof. Anthony Coughlan, The Brussels Journal. European and constitutional law by Anthony Coughlan, Secretary of the National Platform EU Research and Information Centre, 24 Crawford Avenue, Dublin 9, Ireland.

The Reform Treaty: Treaty of Lisbon: di Giuseppe Bronzini – Magistratura Democratica,

da Budgeting for the Future, Bulding Another Europe, Sbilanciamoci 2008.

From Constitution to Reform, or from bad to worse. Susan George – Chair of the Transnational Institute.

Pubblicato da Davide

  • Bubba

    De Magistris esorta gli irlandesi ad approvare il Trattato di Lisbona:

    De Magistris: “Un saluto agli italiani in Irlanda. Adesso avete una responsabilità molto rilevante, quello di votare il referendum del trattato di Lisbona… io mi auguro che passi, appunto, il voto positivo dell’Irlanda, in modo che il trattato di Lisbona entra in vigore e sarà un passo in avanti per la democrazia in Europa, perché il parlamento europeo avrà più poteri, avrà più importanza, e non saranno i governi a comandare, ma il popolo attraverso i loro rappresentanti in parlamento.
    In Irlanda, anche gli italiani irlandesi hanno un ruolo fondamentale
    “.

    fonte: http://www.youtube.com/watch
    v=fCpSRgVJy7U&feature=player_embedded

    Al minuto 5:54

  • BarnardP

    Grazie per questo contributo. Le parole di De Magistris ricalcano per falsificazione quelle di George W. Bush che definiva la Guerra al Terrorismo “un passo avanti per la democrazia”. Ma De Magistris è un nostro ‘eroe’ antisistema, uno che “marcia alla nostra testa”. Brecht ha vissuto invano. B.

  • sisifo

    Mi sono fatto un’idea negativa su De Magistris nel momento che decise di candidarsi per le elezioni al parlamento europeo.
    Ora, poi, con questa aperta dichiarazione (grazie Bubba) mi pare che non ci siano più dubbi.

    Piuttosto, sono un po’ preoccupato per l’esito del referendum in Irlanda.
    Questa volta il voto si svolge in un contesto economico che è completamente diverso rispetto alla passata tornata referendaria, e ho l’impressione che i burocrati abbiano gioco facile nel convincere l’elettorato ad approvare il trattato.
    Speriamo bene!

    Ringrazio Barnard per il lavoro di informazione che svolge e che mi faccio subito carico di divulgare.

    Ciao

  • berotor

    Grazie per l’articolo Barnard.
    Il Fine Gael, il Fianna Fail, l’Irish Labour Party, perfino i verdi sono per il si.
    Lo Sinn Féin è per il no, brava gente. Anche il Republican Sinn Féin del manifesto che avete pubblicato in testa all’articolo è per il no, ma non è lo Sinn Féin. Sono partiti molto differenti, da non confondere. Lo Sinn Féin è il grande e famoso partito repubblicano irlandese che tutti conoscono; quello di Gerry Adams, per capirci. Il Republican Sinn Féin è un piccolo partito “intransigente” e “tradizionalista” (che non ha accettato il Good Friday Agreement, non riconosce le istituzioni né repubblicane di Dublino, né ovviamente quelle delle sei contee nord irlandesi, e che continua la tradizionale pratica astensionista).

  • 1sasso

    cè qualcuno che sono anni che si batte contro il trattatato di lisbona e i mezzi di informazione lo hanno descritto sempre come un barbaro terrorista,fascista,nazista ;da chi lo sappiamo;gli stessi poteri che vogliono il popolo appecoronato e distante dai centri di potere;forse è il caso di farsi idee propie su informazioni dirette.
    http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=c1R-YQHntjo
    vi invito a visitare il sito di forza nuova

  • berotor

    Speriamo che almeno il trattato sia rigoroso contro il periodare claudicante, e ferreo in materia grammaticale e ortografica!

  • 1sasso

    che ci vuoi fare!? i popolani spesso parlano male ma le persone intelligenti che hanno studiato dovrebbero capire ugualmente!altrimenti che cazzo hanno studiato a fare?sono forse piu stupidi dei popolani?

  • vic

    Pierino sta osservando il lupo alla fonte.

    Il lupo sorseggia beato l’acqua (apparentemente) fresca, coi suoi complicati vorticelli.
    Poi sbamm, cade a terra stecchito come un sindona dopo il caffe’

    Beh?

    Beh, anche se era un lupo a bere, quell’acqua li’ io non la tocco!
    Neanche Pierino, che sciocco totale non e’, la beve.

    Salutino

  • AlbaKan

    Grazie per questa testimonianza d’ingnoranza…..in fondo dovevamo aspettarcelo da De Magistris…si è candidato nelle liste dell’IDV….e sappiamo quanto Di Pietro predica bene e razzola male… in campagna elettorale ha parlato di Signoraggio come un problema da affrontare….eppoi ha votato SI al Trattato della BCE….(cioè di Lisbona).

  • edo

    Mi chiedo e richiedo dove stia la democrazia, in un sistema che propone un identico referendum poco dopo averlo già votato.
    Barnard, come al solito dividi il mondo con la scure del tuo assolutismo ottico, “mentre TUTTI guardano da quella parte”. Il solito esagerato.

  • Eurasia

    Il regalo di Prodi agli Italiani… prima le privatizzazioni… poi l’Ulivo… poi Presidente del Consiglio… poi Presidente della Commissione europea di Bruxelles… poi di nuovo Presidente del Consiglio… secondo me ha fatto più danni lui, insieme alla volpe D’Alema, che il “guru di plastica” Berlusconi.

  • RobertoG

    L’IDV ha votato il trattato senza fiatare, come il resto della marmaglia in parlamento.

    C’era da aspettarsi che De Magistris non fosse contrario. Colpisce il candore delle sue affermazioni. Quantomeno bisogna riconoscergli di non essere subdolo.

  • marco76

    Tristissimo futuro ci aspetta…
    Anche se, parlando d’Italia ed esclusivamente d’Italia, magari il bastone del nuovo Stato Europeo ci metterà in riga?

  • AlbaKan

    Subdolo no…ma ignorante SI!

  • maristaurru

    Non credo che essere spremuti come limoni e comandati da un gruppo di burocrati al servizio delle oligarchie economiche possa definirsi come “essere messi in riga”.

    Esser venduti
    Esser ” terminati”
    Esser ridotti a “servi”
    Esser traditi

    Questi ed altri termini che evito ,mi paiono più consoni

  • Gariznator

    Credo che questo trattato creerà tanti “delinquenti”, ho ancora fiducia negli irlandesi però…

  • Matt-e-Tatty

    Siam messi molto male… parliamo di signoraggio e della trappola del Trattato… ma azioni concrete non ce ne sono… come dire che conosciamo il problema ma non la soluzione… le uniche proposte sono di certi gruppi New Age che suggeriscono la positività e la meditazione… ma azioni reali? Che facciamo se l’Irlanda “cade”? Quale movimento politico credibile in Italia visto che è evidente che o son tutti daccordo, o non lo ritengono un problema per ignoranza come dite? (più la prima secondo mè). Dobbiamo accettare che tutto si compia senza reagire “sperando” che siano persone corrette quelle che decideranno per noi? (hahaha) Qualcuno ha delle idee?

  • marco76

    La mia era una provocazione visto il nostro stato italico…
    Infatti sono completamente a favore del No … Piu che altro spero che gli irlandesi blocchino di nuovo tutto il meccanismo….

  • operaiomantici

    Direi che posso revocare la mia fiducia a DeMagistris, anche lui ha superato la data di scadenza.

  • berotor

    Non sai cosa darei per capire le tue allegorie!

  • Nellibus1985

    Ottima analisi e, checchè se ne dica, è perfettamente vero che qui in Italia l’attenzione è focalizzata sulle cazzate riguardanti Silvio Berlusconi, che tutto sommato conta quanto il due di coppe, piuttosto che sull’accozzaglia di pescecani che sta divorandoci il futuro. Saluti.

  • berotor

    Libro e moschetto, fascista perfetto!

  • AlbaKan

    Hai perfettamente ragione….siamo messi male, come si può pensare ad alternative e lotte, manifestazioni ecc se la gente non sa nulla?
    Come dice l’articolo: ………..“i primi ministri erano pienamente consapevoli che il Trattato non sarebbe mai stato approvato se fosse stato letto, capito e sottoposto a referendum. La loro intenzione era di farlo approvare senza sporcarsi le mani con i loro elettori”….e ci sono riusciti…hai provato nella vita quotidiana a chiedere a qualcuno se aveva sentito parlare del Trattato di Lisbona? Io si…ti guardano come se venissi da Marte!

  • AlbaKan
  • bardo

    Bisognerebbe incontrarsi, sapete ? Organizzare un atto non-violento di protesta… Tutti insieme… perchè non lo facciamo ? Si vive una volta sola. E vivere una volta sola in questo mondo, dovrebbe fare accendere la fantasia, la passione.

    La ribellione, la rivoluzione, non è ammazzare qualcuno. Ma semplicemente metterci la faccia. In tutte le cose che facciamo.

  • Sokratico

    ma ancora Barnard? non aveva fatto il gran rifiuto? Che palle…

  • marco76

    Giustissimo…
    Basta con le solite manifestazioni inconcludenti…
    Facciamoci sentire per le cose che contano e che potrebbero cambiare significativamente in peggio le nostre vite

  • Matt-e-Tatty

    Idem… pubblicizzo e le risposte sono sguardi stupiti seguite da dei “noooooo ti starai sbagliando” o dei “vuoi che sia proprio cosi?”, cerco di “sensibilizzare” ma mi sembra che tutto ciò non abbia alcun effetto… eppure è il camabiamento radicale per eccellenza, è la “truffa politica” più importante del nostro tempo, non è possibile che non si possa fare proprio nulla… anche quelli che accusano Papi di voler rimaggiare la costituzione a suo interesse e vantaggio trattano con superficialità la questione… mi son sentito rispondere anche:” io mi fido molto di più del parlamento europeo che dei nostri parlamentari mafiosi… la sicurezza, le normative sull’inquinamento…” altri mi dicono di aver letto il trattato e di non averci trovato nulla di strano… che sono solo dicerie…

  • guido

    C’è qualcosa che non mi torna.
    Possibile che il trattato sia incostituzionale (come lo è per la Germania) e nonostante ciò sia stato votato da un parlamento che ha giurato fedeltà alla Costituzione e promulgato da un Presidente garante della stessa?

  • renatino

    E menomale che si definisce di sinistra!! Per me De Magistris non esiste più dal momento che si è dato alla politica.

  • renatino

    Perchè a noi italiani ci è stato negato il diritto di scegliere se stare in Ue o no?! E perchè lo stesso per il trattato di lisbona?! Ma è possibile che nessuna forza politica in italia non abbia pensato a consultare il popolo italiano?! Io credo anche che, visto come si comportano i nostri massmedia, in caso di referendum in italia avrebbe vinto il si per il trattato. Conosco i miei polli!!

  • vic

    La questione del trattato e’ piuttosto: come mai l’han redatto in quella forma cosi’ incredibilmente complicata? Mostratemi una costituzione in vigore piu’ complicata, poi mi daro’ pace. La teoria delle stringhe non vale!

    Il nostro trattato l’hanno redatto cosi’ affinche’ nessuno lo legga.
    E dire che a presiedere la commissione di redazione, se non sbaglio, c’era uno che di storia (e di sottane) dovebbe intendersene: Giscard d’Estaing.

    La votazione sarebbe molto piu’ comprensibile se ridotta ai minimi termini venisse formulata nel modo seguente:
    Volete una UE semplice o complicata?

    Tutto li’.

    Che poi quelli abituati da millenni ai bizantinismi vadano in sollucchero per questo trattato, lo si puo’ anche capire. La forma mentis di un popolo e’ quella che e’.

  • g10rdan0

    In effetti. Però guardiamo e leggiamo quello che ha scritto?!

    Lei lo ha fatto o appena ha visto “Barnard” le si è accesa la lampadina del rifiuto?

    Una volta letto quanto sopra, scriva una e-mail a Barnard in cui lo esorta ad usare la stessa coerenza che indica mancante nelle figure dei “paladini dell’antisistema” che lui tanto avversa.

    Se ha già fatto tutto questo, le esprimo la mia totale stima.

  • g10rdan0

    Idem con patate. Si fidano più dell’Europa, i colleghi e le persone a cui ho fatto notare la cosa, da un anno a questa parte, che non di chi ha scritto e ha denunciato questa colossale truffa.

    Sembra di essere intrappolati in un cul-de-sac cognitivo di massa…

  • vic

    “In Italia, il Parlamento ha ratificato il Trattato l’8 agosto del 2008 (già la data la dice lunga), senza alcun pubblico dibattito, senza prime serate televisive, e senza che fosse letto dai parlamentari votanti.”

  • vic

    Mes cheries et mes chers,

    son qui a tagliare il nastro del nostro bello e luminoso sentiero verso il sol de l’avenir.

    Zacc, zacc

    V: Monsieur le Parfait, ops lapsus, le Président, ci dica qualcosa in merito alle trasformazioni che concernono noi tutti, le peuple naif.
    M le P: Vedi caro cittadino naif, tu stai partendo da ici e arriverai la’, voila’!
    V: Mais, mais .. la’ c’e’ scritto cito-Dino!
    M le P: Per forza e’ il sentiero che porta dal cittadino al cito-Dino.
    Mes hommages a tous les naifs.

  • nuovobiopresto

    I tirafili hanno messo da parte molti millenni di esperienza su come fottere il popolino. Loro vinceranno sempre

  • MespE

    Da quel che so io La Destra di Storace e Forza Nuova si sono schierati contro il Trattato. E credo anche PCDL di Ferrando, ma non ci metterei la mano sul fuoco…

  • operaiomantici

    “…io mi fido molto di più del parlamento europeo che dei nostri parlamentari mafiosi….”

    Si potrebbe controbattere che i parlamentari mafiosi italiani hanno approvato all’unanimità il trattato, quindi hanno preso ordine dai capi-mafiosi europei.
    O meglio capi massoni, ma sarebbe un concetto troppo audace da proporre, anche se realistico.

  • giovanni

    Caro Paolo, grazie per l’articolo e soprattutto per le fonti indicate.
    Sarei interessato comunque ad avere ulteriori indicazioni
    su eventuali fonti riguardo al Trattato di Lisbona.
    Avrei solo una domanda: personalmente avevo sentito dire
    che fosse prevista nel Trattato una pena capitale applicabile
    in caso di emergenze sociali o gravi sommosse popolari.
    L’argomento è chiaramente inquietante ed io sinceramente
    non ho trovato granchè su questo punto.
    In ogni caso il tuo articolo non cita affatto questa questione.
    Quando possibile vorrei quindi conoscere la tua opinione e quella
    dei lettori del sito (probabilmente qualcuno se ne è già occupato
    e ne è magari informato).
    Grazie ancora.

  • IVANOE

    Ma a proposito :
    Che fine ha fatto de magistris e le sue battaglie ?
    Si è dipietrizzato pure lui una volta che ha toccato il cielo con un dito della comoda rendita contornata dai privilegi di un parlamentare ?
    Dove è finito tutto il suo ardire la sua grinta alla saviano tanto per intenderci ?
    Bohhh proviamo a chiederlo a chi l’ha visto !!!
    Come sempre capita in italia e adesso anche in europa abbiamo un parlamentare in più un costo di più e un rodomonte o psudo in meno…

  • Sal

    ciao, come da nota http://bookshop.europa.eu/eubookshop/bookmarks.action?target=EUB:NOTICE:FXAC08115:EN:HTML&request_locale=EN

    sono interessato pure io alla lettura diretta del trattato. In fondo alla pagina trovi il pdf in italiano.

  • IVANOE

    Concordo sulla negatavità di scelte che passano sopra la testa dei cittadini ed a questo punto degli europei.
    Ma vedere con pessimismo il fatto che a decidere delle sorti del nostro paese italiota non siano più questa cerchia di nostri politici spudorati, io proprio non lo capisco…
    Il positivo stà prorprio in questo togliere il giocattolo dalle mani dei nostri politci che vuol dire almeno due cose buone : meno mafia e meno camorra ecc. ecc.
    Alla fine per noi italiani cosa cambia ?
    Legnate le prendiamo dai nostri politici e legnate le prenderemo da quelli europei.
    Saranno limitate le libertà e i diritti ?
    Ma perchè oggi in italia cosa succede ?
    Anzi peggio perchè sula carta e con le parole ci fanno vedere che siamo un popolo civile e le istituzioni ci proteggono, poi appena spente le telecamere e girato l’angolo ecco che con la sana corruzione e pastette di ogni tipo corporativo, il povero italiano è cornuto e pure mazziato !!!
    Ben venga allora il trattato di lisbona anche se incomprensibile, almeno la speranza è che spariranno in italia ipocrisia e parrocchie varie che foraggiano la delinquenza intelligente ( così dicono ).

  • dangp

    AHAHAH! Moderate i commenti, Chi cavolo credete di essere? E la libertà di espressione?
    Ok, tra un po’ avrete un utente in meno.

  • Bubba
  • nuunciaafamo

    Ciò che invece ci fà “cornuti e mazziati” è che insieme alla perdita secca di sovranità ci tocca pure tenerci testa di asfalto & co + l’ (in)opposizione !!!
    Oltre al danno anche la beffa …………..

  • vimana2

    Tu nn hai capito proprio niente! Se pensi che gli americani, gli inglesi, gli olandesi, i banchieri, i sionisti ( israele è di fatto nella UE anche se formalmente nn lo sono ) il lussemburghesi, i danesi, i tedeschi, i francesi….e altra fogna ( i politic ovviamente e nn i popoli ) siano meglio di noi nn hai capito proprio ma proprio niente! Chi ha disintegrato il pianeta, con le banche, le multinazionali, le guerre ? Chi usa il mercato degli stupefanceti per finanziare i servizi segreti ( che fanno sempre accordi con le mafie )??? Chi? Chi sta riducendo il mondo in schiavitù con il ricatto atomico? Blah….

  • nuovobiopresto

    Di sicuro sei un bel masochista se ti piace prendere legnate da più parti………
    Io avrei preferito continuare a prenderle solo dai “nostri”

  • operaiomantici

    “……a decidere delle sorti del nostro paese italiota non siano più questa cerchia di nostri politici spudorati………”
    “…….togliere il giocattolo dalle mani dei nostri politci ……”

    E’ stata proprio questa cerchia di “nostri politici spudorati” ad approvare all’unanimità il trattato di lisbona. Mafiosi si, ma fessi da togliersi da soli il giocattolo dalle mani neanche un pò. Hanno solo obbedito ad ordini superiori ed ancora più mafiosi (o meglio massoni) di loro.

  • IVANOE

    E invece hai capito tutto te!!
    Ma dove vivi ? Oppure sei nato ieri ?
    L’italia è dal 1946 che stà sotto a tutti quei personaggi che tu citi.
    E non mi sembra che tu e tanti altri come te abbiano avuto idee brillanti per risolvere la questione.
    Tra i due mali il trattato di lisbona se passerà è quello minore.
    E’ vero che a comandare ci sarà ( se è vero poi ) una super elite di sanguinari-perversi ma almeno se ci sarà una reazione vera ai sopprusi che ci faranno saranno interi popoli europei e non il pololino italiano piagnone e opportunista ci cui pure te fai parte.

  • IVANOE

    E ‘probabile che ci terremo tutti questi ruderi che tu dici ma a sovranità limitata, perchè ci sarà qualcuno che lì terrà un bel pò sotto, noi con pochi vantaggi concreti ma sicuramente con il morale alto per vederli comunque abbassare le loro penne e la loro boria a chi è più forte di loro… ti pare poco ?

  • Matt-e-Tatty

    Hai fatto centro… se parliamo di complotto o di “son tutti daccordo” al di fuori di pochi ambienti come per esempio questo quì, ci prendon per farnetici… per visionari… e proseguon dritti per la loro strada senza porsi nessuna faticosa domanda… siamo fregati perchè a cosa fatta è praticamente impossibile uscirne…

  • nuunciaafamo

    certo dovrei risponderti che non è poco; ma non sono sicuro di trarre soddisfazione da ciò.
    Oltretutto non è nemmeno una materia che possa essere sottoposta a referendum…..

  • IVANOE

    Cari amici più che masochista mi sento un pò realista se permetti.
    Pongo una ipotesi: e se il super governo europeo ha capito che ci sono dei poilici locali deficienti ( per usare una parola leggera… ) il italia, in grecia, in portogallo e quindi incapaci e soprattutto obsoleti per reggere il confronto commerciale tra i paesi emergenti asiatici e la zavorra americana e quindi gli tolgono il volante dalle mani ?
    Sarebbe sempre solo e comunque negativo ?

  • IVANOE

    Concordo con te che sarebbe una magra consolazione, ma almeno in modo serio sapremo con chi prendercela assieme ad altri 200 milioni di euopei e non come capita da 15 anni da noi costretti a subirci le elezioni truccate dei nostri politci.

  • Matt-e-Tatty

    Affermi quindi che chi ha votato ha votato con inconsapevolezza?… vorrebbe dire che c’è ancora una minima speranza per l’Italia… una speranza (mal)riposta in pochi politici scaldapoltrona che votano senza conoscere e quindi ci fregano senza il Dolo…. com’è che non mi solleva questa cosa?

  • Allarmerosso

    Provate a parlarne con la gente che vi circonda parenti amici e conoscenti guardate le loro reazioni di fronte a frasi del tipo .” speriamo che il referendum in Irlanda sul trattato di Lisbona non passi ” E’ interessante vedere come la maggioranza delle persone abbia una visione distorta dei fatti …

    e per citare una frase di Bardard “Altro che Cavaliere, altro che Brunetta o Emilio Fede.”

    GRAZIE PAOLO BARNARD questi sono argomenti di cui amo sentirti “parlare”

  • nuovobiopresto

    Vai tranquillo che il volante non glielo tolgono……. al limite gli contano i km

  • EasyGoing

    Come’ possibile che De Magisrtis tace.
    Speriamo che stia leggendo il tratta e ci faccia sapere con un bell’articolo cosa pensa di questo che ha scritto Barnard.

  • Allarmerosso

    Vorrei portare alla vostra attenzione questo articolo notaete le terminologie usate . Esempio , l’Irlanda DEVE o la BCE ha PRESTATO
    ——————————————————————————————–
    DUBLINO (Reuters) – La Commissione Europea oggi ha offerto 14,8 milioni di euro per aiutare i lavoratori lasciati a casa dall’impianto irlandese della Dell, poche settimane prima del voto in Irlanda sul trattato di riforma di Lisbona.

    Il presidente della Commissione Josè Manuel Barroso ha annunciato lo stanziamento nel corso di una visita ufficiale a Limerick, ancora alle prese con il taglio di 2.000 posti di lavoro da parte del principale produttore mondiale di chip.

    “Sono molto felice che la Commissione possa dimostrare concretamente la solidarietà dell’Unione a Limerick… in questo modo”, ha detto Barroso.

    L’Irlanda deve ratificare il trattato di Lisbona, pensato per dare a Bruxelles un ruolo più forte nelle questioni internazionali, perché abbia effetto in tutti i 27 Paesi del blocco.

    Gli elettori irlandesi, che rappresentano meno dell’1% del quasi mezzo miliardo di cittadini europei, hanno respinto il trattato in un referendum lo scorso anno. Un secondo “no” probabilmente metterebbe in crisi l’Unione.

    L’importanza dell’Europa per la martoriata economia irlandese è il tema centrale della campagna del governo a favore della ratifica del trattato di riforma dell’Ue il 2 ottobre, e Barroso ha rafforzato l’argomento.

    “La Banca centrale europea ha prestato oltre 120 miliardi di euro al sistema bancario irlandese, il 15% del totale dei prestiti della Bce”, ha detto Barroso a un pubblico di consiglieri e rappresentanti locali a Limerick.

    “Essere nella zona euro ha dato un’ancora vitale di stabilità all’Irlanda in questo momento difficile”, ha aggiunto.

  • marco76

    Si, anch’io avevo sentito la stessa cosa…Certo se e vero taglierebbero di netto le gambe a probabili nuove rimostranze future…(proprio ora che la crisi economica e al massimo)
    Sembra quasi fatto apposta

  • vic

    Agevoliamo gli Irlandesi,

    si saran detti in Comitato, pardon in Commissione!

    E dire che l’Irlanda e’ uno di quei paesi che c’aveva guadagnato parecchio ad entrare nell’UE! Ma non essendo fessi del tutto, alcuni Irlandesi stan mangiando la foglia, stan diventando cauti.
    E qui interviene il Comitato, pardon la Commissione, con un pagamento stile spot pubblicitario (non e’ detto che esista la foto col Barroso che sorride sostenendo uno cheque verdino da 2m x 5m, magari aiutato da Miss Senone d’Europa ancor piu’ sorridente).

    Qualcuno ferrato in cose legali conosce certamente il termine corretto: io pago te affinche’ tu voti per me. Quale sara’ il termine se l’agente “provocatore” e’ una Commissione?
    Non ditemi che si tratta di agevolazione!

  • francesco67

    Il video in you tube non si carica…controllare link please.

  • BarnardP

    Sì, è prevista ma in modo talmente complesso che non l’ho ritenuto un capitolo da aggiungere alla già complessa esposizione. Il Trattato proibisce la pena di morte, ma prevede un “modulo” d’emergenza estrema dove potrebbe essere riapplicata. E’ certamente grave, ma data la remotissima chance descritta dal modulo, ho ritenuto che fosse vincolante la proibizione piuttosto che la remota possibilità. B.

  • dozio

    Esci fuori dai blog made in Casaleggio?

  • lucamartinelli

    la suprema corte tedesca ha approvato il trattato “con riserva”. significa che lo stesso non puo’ andare contro la legge fondamentale dello stato. il discorso è complesso naturalmente. in sostanza perchè il trattato sia valido in Germania occorrera’ una legge di raccordo che ne stabilisca i limiti quando la Costituzione si trovera’ a stridere col trattato stesso.

  • Bubba

    Il link è quello.

    http://www.youtube.com/watch?v=fCpSRgVJy7U&feature=player_embedded

    Il titolo del video è:
    Mamma TV ti vuole Bene!del Trattato di Lisbona non parla neppure chi Urla:”REGIME!”

  • castigo

    bravo professore!!
    questa sì che è una critica costruttiva e funzionale alla discussione!!!

  • Matt-e-Tatty

    Io ho votato alle ultime elezioni solo per lui e Vattimio… abbandonando la sinistra che ho sempre votato in precedenza… sono proprio un incantato… guarda quà che schifo:
    http://www.youtube.com/watch?v=fCpSRgVJy7U

  • Matt-e-Tatty

    Grazie.

  • MalBianco

    Bravo Bardo… sono con te!!!

  • nuunciaafamo

    Come hai ben potuto vedere la documentazione minima per “capirci qualcosa” comprende circa 3000 pagine (dicesi tremila…) cosa che – e non credo di sbagliarmi – nemmeno tu hai analizzato a fondo.

    E’ possibile che De Magistris si sia pappato stò pacco ?? Non credo che nemmeno lui abbia avuto tutto questo tempo tra cene, pranzi, comizi, serate, aperitivi, digestivi e canarini.

    La stragrande maggioranza della gente pre-suppone che l’Europa sia qualcosa di migliorativo rispetto alle deprimenti giornate della politica locale.

    Del resto la capacità di leggere tra le righe dei proclami della politica sia di destra che di sinistra, è e rimane scadente anche tra le fila della nostra “intellighenzia” la quale ha, – per avviare il motore – bisogno che il Barnard di turno suoni la campanella di fine ricreazione.

    Certo è una questione di importanza straordinaria.
    Ma penso che in questo paese sia stata malintesa dal 99% dei nostri politici che – come è noto al mondo – hanno difficoltà a ricordare persino le date della scoperta dell’ America e della Rivoluzione Francese.

    Il punto incontrovertibile è che questi somari li abbiamo – anche se non personalmente e con tutte le riserve dovute – votati noi.
    Quando si delegano dei “minus habens” a rappresentare gli interessi del paese, va da sè che poi è il paese a prenderlo nel culo.

    Ora, che questa malaugurata situazione abbia come arbitro la verde Irlanda, è quantomeno paradossale.

    Che dice la legge di Murphy al proposito………??

  • vic

    Cominciamo a capire il cui prodest.

    Il trattato e’ utile ad una categoria molto speciale: la casta degli avvocati costituzionalisti.
    Ci camperanno per generazioni.

    Chissa’ poi perche’ non e’ stato scritto in lingua runica!

    Cordialita’

  • nuunciaafamo

    ……della serie: “io dare soldi – tu mostrare cammello”………………
    semplice no ?

  • bluerik3

    La tua spocchia è tutt’altro che democratica, neanche gli intellettuali nazi sono come te!

  • EasyGoing

    anche io

  • warewar

    Qui potete trovare il video di De Magistris:
    http://www.youtube.com/watch?v=dSOiuUzUWoU

  • berotor

    “neanche gli intellettuali nazi sono come te!”
    Complimenti del genere sono merce rara. Non ho parole… accetta almeno un grazie.

    Su, non vi fate il sangue amaro. Vi ricordo, sempre spocchiosamente, che in internet, nei forum, ecc., l’ironia tende sempre a sembrare sarcasmo.

  • nuovobiopresto

    Per fare una “piccola” modifica al momento opportuno non credo ci voglia molto………….

  • nuovobiopresto

    Forse è meglio dire vorrà………….

  • mikaela

    http://bookshop.europa.eu/eubookshop/bookmarks.action?target=EUB:NOTICE:FXAC08115:EN:HTML&request_locale=EN……..
    Ma ci vuole una vita per leggerlo e tanta conoscenza in materia,i paladini della contro informazione dovevano informare i cittadini. Meno male che lo sta’ spiegandi Barnard.

  • Tonguessy

    Ci siamo cascati in molti, me compreso. Magra consolazione, purtroppo. L’idea di base non era sbagliata però: ridare forza al senso dello Stato, quindi ridare dignità ai cittadini. Peccato sia anche lui un Giano bifronte. E adesso chi si vota? Un altro Giano?

  • Sal

    ci vuole una vita anche per giungere alla verità 😉

    Comunque si hai ragione, è scritto in un linguaggio che per chi non è esperto suona molto strano. La contro informazione è impegnata su altre temi più importanti. Qualcuno in più che leggesse direttamente il trattato non guasterebbe.

  • Matt-e-Tatty

    La domanda del secolo… saltasse fuori un partito di persone corrette e responsabili… criticavo chi non andava a votare fino alle ultime europee in cui scoraggiato ce la stavo dando sù, poi mi sono ricreduto prima del voto… e ho sbagliato di nuovo… ho pensato che non votare non risolve nulla ma adeguarsi a chi riteniamo il menopeggio è tristissimo.
    Sono talmente corrotti, opportunisti e falsi che sarebbero da carcerare… è inutile, tutti hanno un prezzo… i corruttori hanno molto denaro visto che se lo stampano… alla fine della fiera la differenza tra la democrazia come la conosciamo e la dittatura stà nel fatto che in una dittatura non perdiam tempo ad andare a votare…

  • renatino

    D’accordissimo con te!! Ma siamo solo noi di CDC ad essere contrari a questo “trattato”?! Se è si siamo messi maluccio!

  • marco76
  • cardisem

    Correva l’anno 1976 ed io seguivo un corso del Ministero degli esteri. Insegnava anche qui un mio docente: Giuseppe Palomba. Gli insegnanti erano numerosi e illustri. In una di queste lezioni il prof. Palomba, veggente, ci disse a propositù di unificazione europea:

    – Non fatevi illusioni! I ricchi diventeranno più ricchi ed i poveri più poveri.

    Aveva ragione? Già nel 1976!

    Sono entusiasta dell’Europa, ma un’Europa che mi faccia crescere, non un’Europa che mi opprima e mi mortifichi.

    Beh, oggi vado sul depress…
    Me ne esco fuori. Oggi non scrivo altro.

  • renatino

    Mi è piaciuto molto. Grazie per averlo citato.

  • clausneghe

    Bene, questo è il Barnard che mi piace.
    Anche se tratta un argomento “vecchiotto” che però non è ben compreso dalle “masse” distratte , disattente e spesso ottenebrate..
    Quindi ben venga la cassa di risonanza suonata dall’ascoltato maestro..
    Per quanto mi riguarda il problema lo conosco da molto tempo, abbiamo avuto articoli e forum quì e su altri Siti.
    E’ anche per questo che non mi sono recato, ultime europee, al rito pecoraio della crocetta e lo avevo esternato anche in questo Sito.
    Grillo o non Grillo, De Magistris o non De Magistris.
    Non ho votato per questi mostri euro-burocrati e ne sono ben contento.
    Loro puntano al NWO e l’Europa è lo scalone necessario per arrivarci.
    Vogliono: Unico governo mondiale, unica religione,unica moneta eletttronica, unica polizia e la popolazione (dopo congrua riduzione) microcippata.
    Riusciremo a fermarli?

  • mikaela

    Scusa, cosa ce’ di piu’ importante?Credo che un argomento come questo che tratta il futuro dei diritti del popolo italiano abbiano perlomeno un accenno in una prima serata non trovi?mi sembra che siano tutti allineati con il governo che ha fatto le cose senza far sapere niente ma se i nostri paladini e parlo di quelli che hanno sempre la telecamera puntata in faccia e un microfono in mano non dicono niente mi sembra che siano proprio in cattiva fede e ci fanno sapere solo quello che fa comodo a chi li paga.Ma che controinformazione fanno?

    limitare il discorso solo su Berlusconi non basta quando si sa che chi ci sta´soffocando e´la polotica internazionale.

  • operaiomantici

    e x i soldi basta una stampante, mentre per il cammello il processo è più complesso:)

  • mikaela

    ¨¨¨¨Dove è finito tutto il suo ardire la sua grinta alla saviano tanto per intenderci ? Bohhh proviamo a chiederlo a chi l’ha visto !!! Come sempre capita in italia¨¨

    Sicuramente si trova a suo agio nel parlamento EU
    come Saviano si trova a suo agio con il suo amico
    Shimon Peres
    da qui possiamo vedere dove e´finito il coraggio dei due .
    http://www.robertosaviano.it/documenti/9968

  • Tonguessy

    Sono cresciuto in una famiglia PCI, dove politica significava essenzialmente sacrificio. Fintanto che la prassi politica se ne resta ben lontana dal sacrificio ma viene associata al guadagno, prestigio, fama, tornaconto non c’è speranza: il politico farà sempre ed esclusivamente gli interessi propri, quindi di casta e non della gente. Gli americani che di bipolarismo se ne intendono dicono che repubblicani e democratici sono contendenti che dagli angoli opposti del ring urlano gli stessi slogan (per sostenere gli interessi di casta, al solito). Aggiungi questo al già citato Bukowski ed il quadro è completo.

  • Cagliostr0

    poveri noi…
    Barnard complimenti per l’articolo sei uno dei pochi (purtroppo) Giornalisti con la G maiuscola.

  • mikaela

    Per quelli che fanno finta di non capire riporto un pezzo di un’ altra considerazione di Barnard mai pubblicata da CDC
    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=138—————————————————————————
    Continueremo comunque”. Report andrà in onda lo stesso. Ma in quel modo la signora di Report ha per la seconda volta cucinato la sua viltà e la sua paura di perdere la carriera in RAI sfornando un finto eroismo. Quasi tutti ci sono cascati, e sono in tripudio per il ‘coraggio’ di questa donna e dei suoi seguaci nell’andare avanti in ogni caso. Coraggio.L’andare avanti in ogni caso di Milena Gabanelli è l’esatto contrario, è il piegarsi alla logica abietta del ‘padrone’ RAI permettendogli di perpetrare la sua ingiustizia senza conseguenze, senza cioè una ribellione pubblica della redazione del programma, alla stregua di ciò che fece il pool di Mani Pulite nel 1994 contro altri abietti padroni; senza una presa di posizione pubblica di Gabanelli contro i suoi datori di lavoro, che farebbe clamore; senza un incrociare le braccia chiamando a raccolta altri giornalisti per paralizzare i palinsesti in difesa del diritto alla tutela legale, cioè lotta civica, che è ciò che fecero per secoli i veri eroi dei nostri Diritti. Ma quegli eroi, a differenza di Milena Gabanelli, accettavano di pagare il prezzo del coraggio. Un prezzo che lei non pagherà mai e poi mai, perché il rischio per lei e per i suoi vassalli è di perdere ben di più di qualche causa civile. Il rischio è di perdere la carriera, la fama, lo stipendio, le amicizie che contano nel nome di un battaglia per un principio. Meglio di no, meglio chinare il capo e farla passare liscia agli scherani del Cavaliere a viale Mazzini. Questo è il suo ‘coraggio’.