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IL SINISTRO PROFUMO DELLE MUMMIE, IN SALSA DI MELODRAMMA ALL’ITALIANA

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI
Libero pensiero

E’ tutto Falso.
O meglio, mi correggo: è tutto Finto.
Il che è diverso.

Questa, in sintesi, la mia personale interpretazione e opinione sull’attuale scenario teatrale, squallido quanto miserevole, che gli oligarchi planetari hanno allestito per il pubblico, italiano e non.
Si sa che, tra i paesi dell’Unione Europea, noi vantiamo la paternità di una innegabile ricchezza in tutto il mondo e mai messa in discussione: siamo gli inventori del melodramma.
Di conseguenza, nei momenti di turbolenza, ciascuno usa le proprie armi migliori.
Noi abbiamo il teatro con urla, allarmi, piagnistei e cori. Ma la vicenda è fittizia.

E’ tutto Finto.

Non è vero nulla.
Non esiste nessuna opposizione da parte di Berlusconi –e di chi lo rappresenta, lo guida, lo controlla e gli dà specifiche disposizioni- contro Mario Monti & co. Nada de nada.
O meglio: nicht!
Non esiste nessuna sorpresa, nessun cambiamento, nessun problema. Per nulla.
Anzi.
E’ stato concertato nel più abile dei modi, in maniera sfacciata e anche un po’ volgare, ma questo è un paese ormai sfiancato e si beve qualunque cosa.
E’ stata una mossa ingegnosa, devo dire, ma non sorprendente.

Non esiste nessuna opposizione perché se l’atto ufficiale di Berlusconi, sancito da Alfano con la frase “consideriamo esaurita la parentesi del governo Monti” fosse stato vero, cioè autentico, l’inevitabile conseguenza si sarebbe manifestata nel rifiuto da parte del PDL e della Lega Nord di votare le quattro determinanti e fondamentali leggi che devono A TUTTI I COSTI passare entro la fine dell’anno, e quindi assumendosene la responsabilità, ovverossia: 1) Legge di stabilità con la quale si avvia la sanzione della definitiva schiavitù italiana ai colossi della finanza speculativa; 2) Legge sui provvedimenti relativi alla riforma delle forze armate; 3) Sequestro dei beni di tutte le società legate alla famiglia mafiosa Corallo che deve qualcosa come 70 miliardi di euro all’erario perché gestiscono la totalità delle “concessioni statali relative alla distribuzione, allocazione, controllo e sfruttamento” delle slot machine, sale bingo, e gioco d’azzardo legalizzato sul territorio italiano (unica nazione in tutto il mondo occidentale) e richiesta all’interpol di arresto per una ventina di persone: sono 6 anni che non pagano le tasse all’erario; 4) Rispetto dei parametri europei che impongono –senza deroga alcuna- di obbligare lo Stato del Vaticano a pagare entro il 31 dicembre 2012 gli svariati miliardi di euro che deve al Tesoro della Repubblica Italiana, pena una multa immediata da parte nostra (nel senso soldi delle nostre tasse) pari a 1 miliardo e 256 milioni di euro, perché questo chiede l’Europa: l’IMU (ricordate il “ce lo chiede l’Europa”) va applicato a tutti. E in Europa, come ben sappiamo, la voce forte la fa la Germania, che non è cattolica, e con il Vaticano ha un conto aperto ben 500 anni fa e su questo punto ha chiarito per ben sette volte all’Italia che non avrebbe più consentito nessun rimando.

Febbraio 2010, novembre 2010, marzo 2011, ottobre 2011, febbraio 2011, novembre 2011, marzo 2012: regolarmente gli ispettori della BCE, della Troika, ecc, comunicavano al governo italiano di far mettere il Vaticano in regola (pena multa salatissima che ogni volta aumentava dei rispettivi interessi dovuti a dilazioni supplementari) e gli italiani rispondevano sempre e immancabilmente all’italiana “sì certo, ci pensiamo noi” sapendo che tra Cicchitto, la Bindi, Buttiglione, Formigoni, Maroni, Rutelli, Franceschini, i gemelli Letta –nel senso di zietto e nipotino- ci avrebbero messo una pezza e sarebbe finita come sempre accade in Italia: nulla di fatto e tutti benedetti dal vescovo di turno.

Per risolvere tutto ciò, ovverossia: far passare la Legge di stabilità senza nessun problema; regalare decine di miliardi di euro alla mafia e seguitare a diffondere il gioco d’azzardo; far varare la nuova riforma sulle forze armate che lancia l’aumento delle spese militari trasformando l’Italia nel più forte produttore e venditore di armi al mondo tra le nazioni che non sono iscritte come potenze nucleari; e infine trovare un sistema per non far pagare le tasse al Vaticano, bisognava allestire un melodramma convincente.

La pantomima messa su dalla cosiddetta classe politica italiana è perfetta, cade a fagiolo in tutti i sensi e garantisce la BCE che le cose –per ciò che riguarda l’Italia- vanno a meraviglia e possono proseguire nella attuale medioevalizzazione del nostro paese senza problema. Per far ciò ci voleva un teatrino sicuro: il nostro consueto burlesque.

Tutti a parlare di banche, spread, il mondo che insorge contro Berlusconi, la credibilità internazionale, ecc., ecc., e così facendo il Berluska gestisce la destra sociale e consente a Monti (idea melodrammatica degna del miglior Puccini) di poter entrare “ufficialmente” in politica alla grande.
Nell’ottobre del 2011, infatti, Berlusconi aveva accettato l’ordine del suo capo-ufficio di mettersi da parte per lasciar passare un suo collega ben più strutturato, il nostro baldo ragionier vanesio. Aveva posto un’unica condizione che Monti aveva accettato sottoscrivendola pubblicamente “accetto il mandato tecnico e garantisco che non mi candiderò a nessuna carica politica istituzionale e non parteciperò in alcun modo alle elezioni” tranquillizzando così il PDL e il PD (nella sezione gonzi infantili, tipo Fassina and co. ecc.). Così aveva ottenuto l’appoggio di entrambi.

Davanti a una ipotesi elettorale, attuale e probabile, che vede in grandissimo spolvero M5S e PD pieno di vendoliani e renziani che scalpitano e pretendono, era chiaro anche a un bambino che le cose potevano mettersi in maniera non facile da gestire. E così, Berlusconi tira la volata a Mario Monti per salvare in cambio le proprie aziende: lo regala su un piatto d’argento a chi di dovere (che sia Caltagirone, la Unicredit, Casini, Montezemolo, Giannino, Fini, Bersani, Alfano o altri ancora, è irrilevante) perché rompendo “ufficialmente” il patto di non belligeranza, autorizza “legalmente” e “davanti alla nazione” Mario Monti a poter dire a tutti: “io mi sarei anche tenuto fuori, ma come vedete non è stata rispettata la parola e quindi attaccato devo pur rispondere”.

Era l’unica possibilità pratica per Mario Monti per poter impossessarsi delle leve elettorali. Non ce n’era nessun’altra che fosse plausibile.
Davvero non ce n’erano altre.

Tutti d’accordo, quindi.

Altrimenti, la borsa italiana avrebbe perso (a quest’ora) circa il 15%, le azioni Mediaset e tutte quelle delle aziende berlusconiane avrebbero visto (essendo decotte) un ribasso del 20/30% e lo spread sarebbe schizzato intorno ai 400/450 punti. E invece nulla. Per aggiungere un pizzico di thrill (altrimenti che melodramma sarebbe) hanno fatto credere che i “mercati” avevano reagito male (e ci avete probabilmente creduto anche voi) che adesso stavamo tutti sulla graticola e quindi stiamo calmi per evitare il peggio, e invece non è accaduto proprio nulla. Vi garantisco che è bene fidarsi dell’opinione di analisti professionisti di borsa, tutti –nessuno escluso- concordi all’unanimità nel sostenere “è tutta robbetta, sono tutti contenti a fare milioni a palate; avevamo già ricevuto ordini specifici di acquisto e vendite a specifiche ore per lunedì e martedì” (basta andare a chiedere i tabulati del volume d’affare svoltosi, roba da comiche).

Volano in borsa le aziende strategiche del gruppo Finmeccanica coinvolte nelle inchieste della magistratura perché sanno che, a governo dimesso, non se ne farà più nulla. Vola in borsa il titolo Lottomatica che raggiunge il proprio massimo storico trascinando tutta la borsa italiana perché non se ne farà più nulla e il gioco d’azzardo dilagherà ancora di più. Volano in borsa tutte le aziende legate alla produzione di armi, in quota Lega Nord e PDL. Tutti felici, quindi. Con Mario Monti che deve soltanto scegliere, se farà il presidente della repubblica o del consiglio. Basterebbe pensare alla spaesata tranquillità di tutti, da Berlusconi a Vendola, da Bersani a Fassina, nella giornata di oggi: questa mattina, infatti, si decideva alla Camera dei Deputati il voto definitivo che affidava all’esecutivo la “definitiva revisione dello strumento militare in vista dell’applicazione del memorandum of understanding (ndr. vedi post scriptum)”. Basterebbe pensare che il Ministero della Difesa ha ottenuto, negli ultimi quattro mesi grazie alla spending review un aumento di 1 miliardo e 450 milioni di euro nei prossimi 30 mesi. Poiché tale investimento aveva sforato il budget è stato deciso di sottrarlo alla sanità e all’istruzione.

Questa è l’Italia di Berlusconi-Monti-Bersani: meno soldi alla Sanità e alla Cultura, più soldi per il varo della (la chiamano così) “nuova configurazione dell’esercito smart che trasforma il nostro esercito in una forza moderna, flessibile, avanzata”. Un vero delirio.

Volano i titoli della Beretta, di cui immagino sappiate il più importante azionista è lo Ior, dato che la fonte principale di guadagno dello Stato del Vaticano proviene dalla vendita di armi d’assalto.

Tutto qui.

Per oggi, basta così.

Volevo soltanto aggiungere la mia come parte della valanga di opinioni su ciò che sta accadendo.

E il mio punto di vista mi sembra sia molto chiaro: non è accaduto nulla.

Hanno trovato il modo per far passare la Legge di stabilità “come compromesso tra Monti e il PDL per salvare il quadro istituzionale”; allo stesso tempo, poiché il governo se ne va, non ci sono più i tempi per occuparsi dell’evasione di chi gestisce le slot machine, si arriva verso il 10 gennaio con il Vaticano non tassato e “automaticamente” il Tesoro dovrà pagare la multa di cui a nessuno verrà data comunicazione e quindi aumenterà il disavanzo pubblico e Monti potrà dire che è colpa dello spreco della sanità e dell’istruzione.

Berlusconi non è tornato, non se n’è mai neppure andato.

Idem per Monti.

Non è cambiato nulla.

Se avesse vinto Matteo Renzi, ci saremmo risparmiati quantomeno l’attuale burlesque.

Ci sarebbe stato un grave sussulto, carte rimescolate, dibattiti, accesi confronti.

Perché le mummie sarebbero andate in pensione, questo è poco ma sicuro. Ma è un discorso divenuto tabù e non si può parlare di questo oggi in Italia: è finito come Di Pietro, entrambi cancellati in un baleno perché stavano esagerando. Chi osa, oggi, parlare di Di Pietro è considerato un mentecatto e chi osa oggi ricordare il programma di Renzi è considerato un ignobile conservatore servo della Merkel al soldo di Berlusconi. Basterebbe questo dettaglio per comprendere il melodramma che hanno mandato in scena. Pensate che nel programma di Renzi i primi cinque punti sono gli stessi identici del programma di Beppe Grillo: 1) Abolizione immediata del finanziamento pubblico ai partiti; 2) Abolizione delle fondazioni bancarie; 3) Abolizione del finanziamento statale e sussidiario all’editoria e all’informazione; 4) Abolizione di cariche cumulative nelle banche, istituzioni finanziarie, società immobiliari per impedire il consociativismo nel mercato a scapito della libera concorrenza; 5) Immediata apertura di un negoziato con l’associazione dei sindaci per rivedere i parametri della legge di stabilità e consentire ai singoli comuni di investire le risorse nel territorio locale per rilanciare l’occupazione autoctona residente.

Questo era ciò che Renzi prospettava. E’ stato considerato un mascalzone fascista.

Il bello è che i sostenitori (di sinistra) dell’idea, anzi “dell’informazione” per cui Matteo Renzi era un vero e proprio fascistone all’arrembaggio, sono gli stessi che oggi (tipo vendoliani e la nostalgica truppa al seguito) accettano di buon grado l’idea di accordarsi con Casini, che probabilmente tra una ventina di giorni ci presenteranno, forse, come l’emulo di Lenin.

Fatti fuori Di Pietro e Renzi, per le mummie il tutto è diventato un gioco da bambini.

Oggi stanno facendo affari d’oro in borsa.

Quindi, per concludere: chi si sta mettendo paura perché pensa che adesso succede chissà che cosa, può dormire sogni tranquilli: non accadrà nulla.

Nessuno porterà via i vostri soldi, non arriverà nessuna speculazione e se accade un giorno o due è tutto finto e non dovete preoccuparvi. A loro è sufficiente seguitare a portare avanti la tenuta dello status quo, l’abbattimento dello stato welfare, l’annullamento degli ammortizzatori sociali, la definitiva cancellazione della classe intellettuale, salvo coloro che partecipano all’esecuzione del melodramma. Per le mummie al comando ciò che conta è salvaguardare il loro consociativismo e seguitare a spingere verso la definitiva trasmigrazione dell’Italia da “nazione imprenditoriale” a “nazione puramente prenditoriale”. Quindi, il ritorno a un concetto pre-capitalista, che rifonda il rentier aristocratico come era sempre stato fino alla fine del XVIII secolo. Ben aiutati e sorretti dalla truppa mediatica asservita e dai cosiddetti intellettuali italiani che hanno coniato il termine di società post-capitalista. Anche questo è un Falso. Da noi stanno semplicemente riproponendo il Medioevo: si tratta infatti di regressione sociale, psicologica, economica, lavorativa, esistenziale. Soprattutto culturale.

Dunque, non cambierà nulla.

Caso mai, il punto è proprio questo.

Questo sì, è il vero problema di questo paese.

E per cominciare a poter fare qualcosa che odori di cambiamento, il primo passo consiste –se non altro- nel non applaudire al melodramma, nel non seguirlo, e se è possibile, sottrarsi alla sua esecuzione. Basta smascherarlo e l’ansia se ne va.

Buona giornata a tutti.

P.S.

Il “memorandum of understanding” è un accordo strategico ufficiale firmato dal direttore generale militare delle forniture del Ministero della Difesa e acquisizione degli armamenti, nel 2001, fortemente voluto in quella carica da Silvio Berlusconi e Ignazio La Russa, il quale garantì al Pentagono il varo di una nuova “duttile configurazione dell’esercito italiano” che avrebbe giustificato l’investimento di circa 12/15 miliardi di euro da parte del governo italiano. Tempo necessario di esecuzione intorno ai 12 anni. Tutto come previsto, quindi. Questo funzionario si chiama ammiraglio Giampaolo Di Paola, in teoria sarebbe “il tecnico” che Mario Monti ha scelto come Ministro della Difesa nel novembre del 2011.
No comment.

Sergio Di Cori Modigliani
Fonte: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it
Link: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/12/il-sinistro-profumo-delle-mummie-in.html
11.12.2012

Pubblicato da Davide

  • mincuo

    Tutto questo articolo serviva a Di Cori Modigliani per la sua calunnietta kosher quotidiana sul Vaticano. Questa era sullo IOR che è “….immagino sappiate che il più importante azionista è lo Ior, dato che la fonte principale di guadagno dello Stato del Vaticano proviene dalla vendita di armi d’assalto.”.
    La Beretta fa parte della Beretta Holding SPA, di cui unica azionista da 15 generazioni è la famiglia Gussalli Beretta.
    Questa è la copia del verbale di assemblea della FAPB (Fabbrica Armi Pietro Beretta)
    La copia del verbale dell’ultima assemblea pubblica della Beretta Holding, tenutasi il 7.6.2011, nella parte che cita le quote presenti e con diritto di voto così si esprime:
    n° azioni % partecipazione
    UPIFRA S.A. 77.690.529 97,1132% delega a Monique Poncelet (moglie di Ugo Gussalli Beretta)
    Cadeo Pietro 760.489 0,9506% in proprio
    Lorenzo Moretti 412.219 0,5153% in proprio
    Luigi Moretti 358.230 0,4478% in proprio
    Aldo Allevi 12.000 1,24% in proprio
    TOTALI 79.233.467 99,0419%
    Per la composizione azionaria della UPIFRA S.A.
    GUSSALLI Beretta UGO 49,86%
    GUSSALLI Beretta PIETRO 17,25%
    GUSSALLI Beretta FRANCO 17,25%
    CATTURICH Anna 7,52% (moglie di Piergiuseppe Beretta)
    BREDE DI CECINA INTERNATIONAL SA 6,92
    PONCELET Monique 1,24% (moglie di Ugo Gussalli Beretta)
    Chissà come mai non si occupa invece delle fabbriche d’armi mondiali Modigliani? Se chiede gli posso dare una mano anch’io forse. Di Vaticano magari ne trova poco, ma di altri invece….
    Poi gli posso dare una mano anche per banche, hedge funds, multinazionali, materie prime, media…. Anche qui in Italia. Se gli piace così tanto l’argomento quote me la cavicchio. Se gli piace invece l’argomento Presidenti e ammministratori Delegati anche un pochino.
    Può farci articoli fino all’anno prossimo, se vuole. Meglio di no eh?

  • nuvolenelcielo

    colpito affondato

  • jorge

    I soliti pettegolezzi, of course: http://www.nacion.com/2010-09-20/ElPais/NotasSecundarias/ElPais2500976.aspx

    PS Non ho mai visto quotata in borsa Ndrangheta Holding Spa

  • mincuo

    Che significa quella roba del link senza arte nè parte con l’ennesima calunnia di questo signore sempre qui in prima pagina (a proposito come mai? meditate gente, meditate) che lo IOR è il maggior azionista della Beretta e la Chiesa campa sulla vendita di armi? Sai leggere almeno o leggi anche tu bene solo la scrittura bustrofedica? E che c’entra quotata in borsa?

  • haward

    Noto che il pensiero di Sergio Di Cori Modigliani è, ormai, uno dei filoni principali di questo sito. Lo dico, per carità, senza polemica alcuna e solo con spirito di osservazione. La cupa immagine dell’asse Renzi – Di Pietro – Grillo, commiserato come vittima sacrificale sull’altare della politica italiana, è davvero esilarante. Sono totalmente d’accordo con il commento precedente di Mincuo.

  • jorge

    Come mai mi chiedo anch’io. Come mai così sensibile a un argomento così secondario dell’articolo ? Allergia al Cori o allergia al Modigliani ? Per quanto mi riguarda nessuna simpatia in particolare né per i Cori né per i Modigliani, a meno che si tratti del grande Amedeo. Per capire “quotata in borsa” può aiutare cercare nel vocabolario la parola (bustrofedicamente scritta) emonatserp.

  • Servus

    Caro mincuo, ti quoto sempre di più.

    Chissà perchè di Cori poi non sparla mai di Islam e profeti vari, o almeno dei grandi democratici sultani dei paesi arabi che ci stanno comprando a suon di petrodollari, grazie anche a Monti, loro sì grandi azionisti di banca Unicredit, Fiat e altre piccole aziendine.

  • Kvas

    E mi associo anche io al quotare mincuo, Stavo proprio per commentare la frase sul vaticano bollandola come priva di fonti ma mincuo mi ha preceduto.
    Propongo di far scrivere a lui gli articoli invece che a modigliani, visto che viene sputtanato costantemente.

  • RicBo

    Di solito chi usa dati inventati o manipolati come fa SDCM in qualsiasi altro paese sarebbe considerato quanto merita, cioè come una “novelty” priva di importanza, invece questo blog gli dà ampio spazio. Perchè?

  • Highlangher

    Il Modigliani ha il pregio di scrivere molto bene, e il difetto di mischiare verità e bufale. I suoi prediletti sono i sionisti, e non credo gli arabi come dice un commento sopra. Basta leggere il suo blog nei giorni dell’ennesimo massacro a Gaza per capire. Per il resto consiglio sempre di cercare conferme in rete, come fa Mincuo, e non prendere per buone tutte le cose che dice il Sergio. Ma in molte ci azzecca, questa del teatrino mi sembra plausibile e realistica. Cambiare tutto per non cambiare nulla. Tipico italiano.

  • mincuo

    Quella dei prestanome è una specialità più bustrofedica Jorge, da secoli, dal tempo degli orafi. Non lo sapevi Jorge? Ne possiamo parlare se vuoi Jorge. E anche il costume di cambiarselo proprio il nome, Jorge.
    Ma sono altri argomenti quelli Jorge.
    L’argomento non era “un altro” o “in generale” Jorge, quelli dove vuoi arrivare tu, Jorge. Io non sono così sciocco Jorge, e poi ho già detto che avevo una carissima nonna che tutti noi nipotini chiamavamo affettuosamente Chutzpah, che ci ha insegnato tanto.
    Concentrati Jorge. L’argomento qui era una cosa precisa Jorge: le quote della Beretta, Jorge “che tutti voi saprete che il maggior azionista è lo IOR”. E mi ha colpito Jorge, pur essendo secondario Jorge, perchè ho notato che lo infila spesso uno secondario Jorge, ma di un tipo solo però, mentre invece ho notato che ha un’amnesia terribile per altri secondari Jorge. Tu no?

  • Truman

    Riprendo dai forum un post di mincuo, che mi appare dire, concordando con il nucleo del discorso di Modigliani, che lo scontro Berlusconi-Monti sia una recita combinata.

    ———————————————————————–

    Win-win

    Al di là delle finte proteste l’eventuale “discesa in campo” di Berlusconi è una manna per tutti.

    E’ cioè una classica soluzione win-win. E tutti infatti si fregano le mani in privato nel mentre piangono e si stracciano le vesti in pubblico:

    -Il Governo Monti, che così non si fa logorare, dopo aver visto precipitare i consensi al 30%.

    Va detto peraltro che tutti indistintamente si sono subito affrettati a dire che si approva il piano di stabilità in tempi rapidissimi, che poi quella è la ciccia.

    -Berlusconi, che seppure non ha chances può atteggiarsi a vittima di un complotto (il che è anche parzialmente vero) rimenarla con i comunisti, e soprattutto sfilarsi dagli ulteriori, più gravi e iniqui provvedimenti futuri, e dal peggioramento prevedibile di conti ed economia, in previsione quindi potendo solo aumentare i suoi consensi futuri.

    -La sinistra che farà autentici salti di gioia, fingendo orrore e riprovazione democratici.

    Finalmente potrà ricompattare un po’ di elettorato e soprattutto finalmente ha qualcosa da dirgli, facendo ora sempre più fatica a spiegargli come lei difenda i ceti deboli approvando uno dopo l’altro leggi volte a smantellare lo Stato, ad affamarli, a togliergli le pensioni, a gravarli di tasse, a tagliargli i servizi, a ridurgli le tutele.

    Non che avesse fatto nulla di diverso da 20 anni, ma appunto aveva sempre avuto la classica soluzione del nemico da abbattere.

    Ora, visto che comunque anche il Piddino medio (forse) non crederà molto a grandi programmi di sviluppo equità e blablabla potrà però almeno coniarne uno semplice ed efficace: “meglio tagliarsi i co…ni che non Berlusconi”.

    -I cinematografari, i satirici, i registi, gli pseudo scrittori, i poeti della domenica e i polemisti un tanto al kilo che non avendo un’idea che sia una e niente da dire, comunque campavano alla grande da sempre su una fetta fedele di odio-nutriti.

    -Gli editorialisti, i giornalisti, gli opinionisti, i talkshowmen, i commentatori politici e i tuttologi che non sapevano più che salti mortali fare e a che Santo votarsi pur di non parlare di nulla, e occultare la realtà, ora possono tornare a occuparsi finalmente del male assoluto e così non parlare di cosa sta succedendo, nè men che meno di cosa succederà, con ciò rispettando in pieno lo scopo per cui sono stati accomodati su quelle sedie.

    -La Magistratura che potrà dedicare tutte le sue risorse alle lenzuola, ai boudoirs e ai bidè, che danno pure una bella notorietà e forse anche un posto in Parlamento un domani, ed evitare così di occuparsi di sobri ed equi nonché di Presidenti, che quelli invece sono pericolosi se malauguratamente si pestano dei piedi sbagliati, come qualcuno fra loro, ingenuo, ha potuto ben sperimentare a suo tempo.

    -I mitici popoli, gialli, verdi, arancioni, viola e arcobaleno e i custodi della Costituzione e della legalità a giorni alterni che potranno di nuovo moltiplicare associazioni, incontri, girotondi e convegni sperabilmente con qualche biglietto d’ingresso, libro e DVD inclusi, che avevano dovuto un pò tacere finora anche perchè non stava bene protestare contro chi paga, ora potranno finalmente riprendere la loro lotta eroica per la libertà e per liberarci dall’odiato tiranno.

    – Infine il popolo Italiano che quasi quasi aveva avuto il sospetto che glielo stessero tirando in quel posto non solo gli avversari ma pure i loro beniamini, tutti d’accordo e in allegra compagnia, ma ora finalmente le cose gli torneranno diritte e facili: è tutta colpa di Berlusconi per gli uni e dei comunisti per gli altri.

  • Truman

    Al di là del fatto che nei giochi di potere ognuno cerca di trovare il proprio vantaggio, preferibilmente accordandosi con quello che sembra essere l’avversario e fregando la popolazione, mi sembra che ci siano degli elementi da cogliere nella recente sceneggiata della “fine del cinema dei professori”.
    1) A me appare il riemergere di un conflitto sui temi base: l’Europa, l’euro, chi deve decidere il programma del futuro di governo, chi ha titolo per parlare della politica italiana e chi dovrebbe farsi gli affari suoi. Intendo dire che la Merkel o Liberation dovrebbero intromettersi il meno possibile nella politica italiana, che andrebbe decisa dagli italiani.
    2) Certamente l’Italia non è sovrana e deve tenere conto dell’Europa, ma questo non vuol dire che il programma lo possono scrivere a Bruxelles.
    3) Questi temi qui sono abbondantemente dibattuti, ma adesso stanno entrando nei mass media generalisti, con conseguenze difficilmente prevedibili. In particolare se i temi sono dibattuti apertamente di fronte alle masse, le ingerenze di Golman Sachs o della Merkel, o di Obama, potrebbero avere effetti opposti a quelli desiderati.
    4) Un effetto che non vedo citato di questo finire in putrefazione del governissimo Monti è che la legislatura termina di poco in anticipo rispetto alla scadenza naturale e questo sicuramente non è gradito ai parlamentari, in particolare quelli di prima nomina, i quali non guadagnano il diritto alla pensione (il vitalizio). Presumibilmente potranno integrare i due mesi mancanti, ma dovranno pagare qualcosa di tasca loro.

    In definitiva il gioco è sempre quello di spartirsi la torta all’interno della elite e fregare il popolo con la recita di un conflitto più apparente che reale, ma in questo momento il copione non è chiaro, ci sono troppe variabili in gioco e quindi per noi qualche prospettiva si apre all’interno di questa nuova recita. Le speranze non sono molte, ma un barlume di luce in fondo potrebbe esserci.

  • Truman

    Una variante nel canovaccio

    Nella commedia dell’arte della politica italiana il canovaccio su cui si basavano i due maggiori partiti era rimasto invariato per lungo tempo:

    – nel centro-sinistra (intendo qui il PD) la sceneggiata quotidiana era basata sul “pericolo Berlusconi”, il berlusconismo, le escort, i festini col bunga-bunga e le leggi ad personam.
    – nel centro-destra (intendo il PdL) la recita era basata sul pericolo comunista, con corollario di sindacati fannulloni e coop rosse.

    Adesso il canovaccio sta cambiando nel centro destra ed al posto del pericolo comunista compare frequentemente la truffa dell’euro, l’imbroglio dello spread e l’arroganza della Merkel. Sono temi che sembrano più interessanti e mettono in difficoltà Bersani, che continua ad usare mantra consunti. (Anche le parole si consumano, non c’è dubbio).

  • mincuo

    Penso che Bersani punterà più sulla “responsabilità” e “serietà” in contrapposizione al “populismo” e “avventurismo”, ai “pericoli” e alle “incognite” di un uscita dall’EUR. Io almeno farei così. Paura e rassicurazione e l’implicito senso di protezione sottintesi funzionano sempre. Sono sempre le stesse cose. Il resto lo fanno “le opinioni autorevoli” a ripetizione. E ne hanno di quelle, hai voglia… Poi basta qualche talk show coi professionisti della manipolazione. Da una parte selezioni appositamente uno un pò ignorante, maleducato, scalmanato, contro l’EUR, e dall’altra uno competente ed educatissmo pro EUR.
    Facevano così anche quando presentavano (siamo in democrazia, tutti possono parlare!) qualche antagonista a sistema, beccavano sempre il più esagitato, aggressivo e pittoresco in circolazione, e così ai primi tempi coi Leghisti, prima che si accomodassero a tavola, le cui interviste erano invariabilmente ad analfabeti con forcone.

  • Georgejefferson

    Ballaro e’il top dei professionisti manipolatori.Mai un economista anche solo leggermente non di parte