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IL SIGNORE DEI PANNELLI

DI EUGENIO BENETAZZO
eugeniobenetazzo.com

Da alcuni mesi ricevo settimanalmente centinaia di email di lettori e simpatizzanti che mi chiedono se l’investimento in infrastrutture fotovoltaiche sia realmente conveniente oppure rappresenti una moda passeggera o peggio ancora una bolla finanziaria simile alle dot com durante i primi anni duemila. Queste perplessità hanno iniziato ad emergere dopo che si è sparsa in rete la notizia che anch’io a livello imprenditoriale avevo investito nella realizzazione di un parco solare dalle dimensioni considerevoli in Puglia. Nello specifico la preoccupazione dominante che ho potuto constatare è legata alla sostenibilità delle tariffe incentivanti riconosciute per la produzione di energia da FER (fonti di energia rinnovabile) qualora il nostro Paese dovesse affrontare una crisi finanziaria e di credibilità istituzionale simile a quella greca o irlandese.

Già qui si evince molta confusione infatti la copertura finanziaria necessaria al sostegno degli incentivi per le fonti di energia rinnovabile attraverso l’erogazione dei famosi contributi Conto Energia è garantita da un prelievo tariffario obbligatorio (denominato A3) presente sulla bolletta di ogni utenza elettrica (pesa per il 4% in quelle domestiche e per il 6% in quelle industriali). Pertanto non è lo Stato con la fiscalità diffusa che sostiene i contributi al fotovoltaico quanto piuttosto tutti coloro che sono intestatari di un’utenza elettrica e ne pagano il relativo servizio di erogazione. Sino ad oggi gli italiani (generalmente parlando) sono stati molto scettici nell’investire in questo settore, pur considerando che il nostro Paese vanta il miglior irraggiamento solare nelle regioni meridionali di qualsiasi altro paese europeo.

La reticenza degli italiani è stata ampiamente battuta dall’intraprendenza e lungimiranza di una moltitudine di investitori esteri (soprattutto fondi di investimento) che hanno investito sul territorio italiano milioni e milioni di euro, cavalcando proprio la diffidenza italiana. Il fotovoltaico in Italia è forse uno dei pochi settori in cui ha ancora senso investire, non è un caso che il nostro Paese garantisca la migliore reddittività del mondo (tra il 15 ed il 18% su base annua). Persino nella mia regione in provincia di Rovigo è stato recentemente completato uno tra i più grandi impianti fotovoltaici a terra di tutta Europa: sorprende sapere che l’investimento di oltre 270 milioni di Euro è stato effettuato dalla First Reserve, notissima società di investimento statunitense.

Nella mia modesta dimensione imprenditoriale, se rapportata ai numeri di questi giganti del mondo finanziario, attraverso la holding di investimento che amministro sono riuscito a replicare la medesima architettura finanziaria della First Reserve ovvero investire in un sottostante non cartaceo che possa produrre flussi di cassa a prescindere dalle oscillazioni dei mercati finanziari. L’operazione che ad oggi rappresenta un vanto del microcapitalismo italiano, dimostra che anche il piccolo, se si organizza e si aggrega, può spuntare rendimenti finanziari non replicabili dai tradizionali prodotti del risparmio gestito. Rimango invece molto scettico sulla scelta di preferire il diritto di superfice all’acquisto del terreno su cui si è deciso di installare l’intera infrastruttura fotovoltaica.

Nello specifico la stragrande maggioranza di chi investe sul fotovoltaico usufruisce del diritto di superfice a 20 anni concesso dal proprietario del terreno: questa scelta potrebbe generare un dannoso effetto boomerang sulla redditività complessiva dell’operazione alla fine del periodo di concessione, infatti nessuno al momento può sapere se sarà oggettivamente conveniente smaltire i moduli fotovolatici oppure se converrà lasciarli continuare a produrre (variante economicamente possibile e conveniente solo per chi ha scelto di acquisire anche il terreno su cui è sito l’intero parco solare, cosa tra l’altro che io stesso ho preferito).

Per quanto riguarda il cosidetto “impatto ambientale” preferisco di gran lunga trovarmi a vivere di fianco ad un impianto fotovolatico piuttosto che avere come vicino di casa un sito per lo smaltimento dei rifiuti (leggasi termovalorizzatore) o una centrale termonucleare. I moduli fotovoltaici di ultima generazione a distanza di 30 anni subiranno forse un degrado di efficienza di appena il 25 %, pertanto quando il costo dell’energia elettrica sarà abbondamente salito (nel 2040 saremo oltre 9 miliardi di persone), a distanza di anni dalla fine del piano di incentivazione, chi si troverà ad avere un parco solare su terreno di proprietà potrà vantarsi di possedere una piccola miniera a cielo aperto.

Eugenio Benetazzo
Fonte: www.eugeniobenetazzo.com
Link: http://www.eugeniobenetazzo.com/fotovoltaico-investimenti.htm
15.02.2011

Pubblicato da Davide

  • Hamelin

    Articolo approssimativo che mette in luce solo l’aspetto monetario della faccenda che a parer mio è il vantaggio minore che viene fuori dal fotovoltaico ( A parte nell’ottica ovviamente degli squali finanziari che ci vogliono mangiare sopra ) . Gli aspetti migliori sono l’energia pulita e la possibilità di produrre elettricità independentemente ( ovvero parte di autonomia energetica ) . In un ottica di Peak Oil nella quale ci troviamo , dovrebbe essere un must di ogni cittadino dotarsi di pannelli fotovoltaici in quanto la questione energetica scotta molto e nessuno sa a che cosa andremo incontro … in futuro i rifornimenti energetici di cui disponiamo ora potrebbero anche non essere garantiti… Ma le cicale cantano a primavera senza preoccuparsi dell’inverno …

  • Tetris1917

    allo stato attuale, per esperienza diretta, la cosa migliore e’ installare sul tetto (casa – condominio) giusto i pannelli che rigenerano l’energia consumata. Quindi andare verso l’autosufficienza energetica. Occhio alla manutenzione e alla pulizia dei pannelli, soprattutto al sud dove venti di scirocco spesso, trasportano sabbia del deserto.

  • alvise

    Secondo me no.Benetazzo, specialmente nelle ultime righe, ha specificato, per chi lo ha capito, anche il problema energetico nel tempo che ha descritto.Su questo si potrebbe discutere, ma che abbia parlato solo dello “sterco del diavolo”, non mi pare.

  • RicBo

    L’articolo é confuso e superficiale e confonde idealismo ambientalista con dati reali.
    Il fotovoltaico non é ancora conveniente in termini di rendimento, efficienza e costi rispetto a tutte le altre fonti di energia rinnovabile.
    Si puó discutere finché si vuole ma la realtá é che sopravvive solo grazie ai monumentali incentivi che riceve. Parlo di approvvigionamento di grosse quantitá di energia. Diverso é il discorso per le piccole installazioni ‘casalinghe’, che sono infatti lo sbocco principale, finora, del fotovoltaico. Ma non si puó basare una politica energetica di un paese di 60 milioni di abitanti sulle installazioni casalinghe.

  • cavalea

    La provincia di Rovigo ha la rarissima prerogativa, di essere un territorio non eccessivamente popolato e con poche infrastrutture, tutte cose che lo rendono quanto mai adatto alla produzione agricola nonchè serbatoio naturale di ecosistemi ancora integri.
    L’dea di ricoprirlo di pannelli solari, in modo tale da azzerare le sue importantissime peculiarità, è semplicemente demenziale.
    E’ il caso di ricordare che l’Italia ha decine di migliaia di Kmq. di tetti disposti su abitazioni civili e industriali? Non è il caso di riempire questi di pannelli e non permettere alcuna installazione a scapito della buona, utilissima, sempre più rara, terra agricola?

  • Tonguessy

    Hai perfettamente ragione. Dopo la speculazione del cemento e dell’asfalto sta arrivando la speculazione del fotovoltaico. Negi ultimi 15 anni causa cementificazione sono stati erosi 3 milioni e 663 mila ettari (Lazio e Abruzzo assieme).
    Una delibera della giunta regionale toscana prevede il divieto di installazione di maxi-impianti fotovoltaici a terra in tutto il territorio toscano. Il motivo? Il rischio che, tra pochi anni, grandi estensioni di terreno possano essere sottratte all’attività agricola. Per ovvi motivi di speculazione, quella così cara a Benetazzo
    http://www.greencity.it/news/3257/fotovoltaico-in-toscana-stop-ai-maxi-impianti-a-terra.html

  • Tonguessy

    Il mercato del fotovoltaico è drogato. Così come è stato drogato il mercato dell’auto (ci siamo comprati 3 volte la FIAT, sosteneva Cossiga), e così come è stato recentemente drogato il mercato immobiliare (piano casa), si vuole drogare il mercato (peraltro giustissimo, se non fosse diventato tossico) delle energie rinnovabili.
    Benetazzo ci dà un’ulteriore prova di sè: chissenefrega se la speculazione è demenziale in quanto sottrae ulteriore spazio al settore primario (agricoltura principalmente) già in crisi. Alcune regioni come la Liguria hanno cementificato oltre il 60% del proprio territorio negli ultimi 40 anni? Un buon motivo per proseguire con il trend speculativo. Prima il cemento, poi il fotovoltaico, che problemi ci facciamo?
    Fatevi due conti, comunque. Quando vi fate installare un impianto “chiavi in mano” avete pagato (profumatamente) progettisti, impiantisti ed installatori, banche e speculatori di vario ordine e grado. A voi resta una promessa, a loro i soldi. I vostri soldi, e quelli di tutta l’Italia costretta a subire questo delirante balzello sulla bolletta della luce per sfamare l’esercito di ecomafiosi. Se vi va bene dopo parecchi anni (dieci minimo) entrerete in possesso dell’impianto ubicato nella vostra proprietà, e da quel momento potete sperare di guadagnarci qualcosa. Nel frattempo (repetita juvant) avrete pagato Benetazzo & Co. che intanto si sono goduti il bel mare di Malta.
    A valle di tutto questo una considerazione: avete bene in mente che un’auto consuma molto di più nel ciclo urbano, vero? Perchè? Perchè si parte, si frena, si riparte e si rifrena. Ed questo è cioò che accade alle centrali FISSE convenzionali. C’è sole? si frena. Ci sono le nuvole? Si riparte. Senza poi contare i disastri annunciati dell’eccesso di carico quando a ferragosto tutti sono in vacanza a parte il sole. Reggeranno i vecchi cavi tutta quella potenza?

  • nettuno

    Il mercato del fotovoltaico è drogato. Se con la crisi tolgono gli incentivi sei fottuto.
    Inoltre il contadino smette di fare il contadino per aumentare l’energia di cui non c’è bisogno. Poi sullo smalimento dei pannelli al silicio, non si sa ancora bene come fare a livello europeo, poi detto smaltimento costa il 7% del loro valore . Benettazzo che si informi che è possibile la Fusione /Katalizzazione fredda spendendo solo 400Wh per ottenere 12KW/h, progetto Made a Bologna da due fisici dell’Università con tanto di brevetto internazinale e ora sta scaldando due capannoni Zona industriale Roveri. .??
    Benettazzo vendi le tue azioni fotovoltaiche ???

  • Tonguessy

    interessante la storia Made in Bologna. Hai qualche link? Grazie.

  • vic

    La fusione fredda “stile Bologna”, che e’ poi solo l’inizio (mi sa che ne vedremo ancora delle belle), richiede comunque energia elettrica, almeno inizialmente. E’ un po’ lo stesso discorso delle termopompe, risparmi energia tyermica globalmente, ma ne consumi di piu’ di tipo pregiato, cioe’ elettrico.

    La drogatura del fotovoltaico, o del rinnovabile in genere, puo’ essere corretta dal tariffario. A livello europeo comincia ad avanzare un nuovo modello. Chi e’ favorevole alle energie rinnovabili, puo’ farne richiesta al proprio fornitore di elettricita’, il quale si impegna a fornire a costoro energia “certificata rinnovabile”, in cambio, ehm, di una fatturazione adeguata, c’est-a-dire questa energia viene pagata anche 4 volte l’anaergia elettrica tradizionale.
    Funzionera’, non funzionera’ questo modello? In un paese di furbastri come l’Italia ne dubito fortemente.

    Io resto dell’opinione che le vere energie alternative sono di altro tipo: fusione fredda, nucleare al torio, effetto Searl. Tecnologie a portata di mano, volendo, che richiedono un deciso investimento in ricerca e sviluppo. Investimento comunque sempre inferiore di quello che fagocitano superprogetti tradizionali tipo ITER.

    Occorre anche procedere con un certo tipo di revisionismo scientifico, gia’ in corso, ma ancora un fenomeno di nicchia. Ad esempio, le vecchie equazioni di Maxwell, che descrivono l’elettromagnetismo con doviaiza fin dal tardo 1800, nascondono ancora dei risvolti poco compresi. Ad esempio: i cosiddetti campi di torsione, oppure le onde scalari, oppure l’effetto Searl. C’e’ chi ne sa qualcosa, ma in genere lavora per certi enti che hanno fatto del segreto il loro modus vivendi. Lasciando noi, come sempre, a pane ed acqua.

    Oh, dimenticavo un aspetto del solare ancora poco considerato: l’uso di alghe, che a quanto pare estraggono l’energia incidente in modo molto piu’ efficiente dei pannelli fotovoltaici piu’ efficienti.
    C’e’ dell’altro all’orizzonte: reazioni di tipo chimico, che riescono con l’aiuto dell’energia solare a produrre biocarburante. Dunque senza bisogno di convertire prezioso suolo agricolo alla produzione di carburante invece che di cibo.

    I pannelli solari sono una soluzione di nicchia, valida in circostanze favorevoli. A pensarci bene no, solo in circostanze semifavorevoli. perche’ laddove l’insolazione e’ forte conviene di piu’ il solare termodinamico, anche in piccola scala, diciamo da quartiere. Estrarre energia con un’efficienza del 90% e’ sempre meglio che estrarla con solo il 20% (lo fanno solo i pannelli piu’ costosi, altrimentoi il rendimento e’ di molto inferiore).

    Unendo l’utile al dilettevole (la cementificazione al solare), sarebbe da stimare quanti sono i ponti e viadotti autostradali con un lato rivolto a sud. Quanta superficie offrono per la posa di pannelli? Ne varrebbe la pena? Stesso discroso per gli edifici, i tetti in particolare. Ci sono architetti che si ostinano a progettare pareti al sole senza finestre. tanto vale ricoprire queste pareti di pannelli. Anche se il saggio ci farebbe delle belle ampie finestre, che sono il miglior pannello del mondo. Gia’, in inverno ad esempio ci sarebbe un trucchetto per far entrare il doppio di sole dalla finestra. Chissa’ perche’ nessuno lo mette in atto, essi’ che usa lo specchio per radersi!

  • reio

    sulla fusione a freddo di bologna io avevo sentito e letto a giro che era una bufala

  • glab

    in questo forum se ne è gia parlato se ne è già discusso ampiamente e non si è ancora finito.

    http://www.energeticambiente.it/l-e-n-r-trasmutazioni-bassa-energia/14727026-apparato-focardi-rossi.html

  • Tonguessy

    Mah, se è la storia di Rossi, mi guarderei bene dal sostenerla.

    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/

    Relazione di F. Celani (INFN Frascati)
    http://blog.newenergytimes.com/2011/01/18/rossi-and-focardi-lenr-device-celani-report/

    Andrea Rossi anche detto lo Sceicco della Brianza, ha subìto 56 processi nel corso di 17 anni. Fu lui a capo della Petroldragon

    http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon

    Di taglio totalmente diverso invece è la fusione fredda di Preparata-Dal Giudice.
    http://www.appelloalpopolo.it/?p=1672

  • glab

    mah! … non spetta certo a me difendere l’ing. Rossi.

    pensala come vuoi ma tieni conto che la regola del giudizio onesto è di sentire con attenzione ed obiettività le due campane,
    inoltre considera che la dimostrazione di Bologna del 14 scorso era ben frequentata da fior di professori universitari e non credo che costoro siano dei superficiali.

    informati seriamente, c’è un’ampia messe di materiale, cerca “apparato rossi focardi” anche su youtube.

  • Tonguessy

    Quello che so è che Rossi non ha mai voluto sottoporre alla comunità scientifica l’apparato per farlo analizzare. Il che aggiunto al fatto che i suoi risultati sono stati pubblicati dalla SUA rivista di fisica solamente depone gran poco in suo favore.
    Spero tu voglia convenire che tutta questa ambiguità non c’è mai stata nel caso dell’altra fusione fredda (Preparata-Dal Giudice). Questo da solo mi fa preferire quet’ultima soluzione. Perchè quindi non tentare di recuperare quel tipo di generatore (Dal Giudice è ancora attivo) invece che fare pubblicità a Rossi?

  • glab

    per quanto ho appreso seguendo i vari forum Rossi si sta autofinanziando, il suo obiettivo è il ritorno economico di mercato,
    invece la fusione fredda Preparata Dal Giudice è un lavoro accademico;
    i professori hanno lo stipendio e la loro ricerca è finanziata dalla struttura in cui operano.

  • Tonguessy

    Se sarà una scoperta degna di tale nome e non l’ennesima bufala stile Petroldragon sarà il tempo a stabilirlo.
    Su Preparata- Dal Giudice: il loro lavoro NON ERA SVOLTO all’interno della loro attività di ricerca dell’INFN, ma avevano ricevuto un congruo finanziamento da Moratti (!) ed altri magnati per valutare la fisica della fusione fredda. Si dicevano convinti che con un investimento relativamente marginale (quanche milione di euro) la scoperta potesse essere ingegnerizzata, quindi venduta pubblicamente.
    Rossi fa l’esatto contrario: vuole vendere senza far sapere cosa c’è dentro la scatola magica. Mi ricorda troppo la famosa scatola Tucker Energy Saving, ma forse sono solo malfidente. E comunque mi ripeto: perchè non dare più appoggio ad una storia limipida e scientificamente controllata come quella di Preparata-Del Giudice ed affidarsi invece alle improbabili (dati i precedenti) invenzioni di Rossi? Quale oscuro motivo spinge a sostenere una scelta di questo tipo?

  • glab

    Quale oscuro motivo spinge a sostenere una scelta di questo tipo?

    bella domanda, bisognerebbe farla a Rossi.
    a proposito ci si potrebbe domandare perchè i Moratti non hanno provveduto loro.

    ps: non sapevo che il finanziamento era “privato” anche se non dei ricercatori.