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IL SEGRETO DI GUANTANAMO


DI THIERRY MEYSSAN
voltairenet.org/

Pensate di essere informati su ciò che è accaduto a Guantanamo e vi stupite che il presidente Obama non può chiudere questo centro di tortura. Vi sbagliate. Ignorate il vero scopo di questo centro e ciò che lo rende indispensabile all’attuale amministrazione.
Attenzione: se desiderate continuare a pensare che abbiamo valori comuni con gli Stati Uniti e dobbiamo essere alleati con loro, non leggete quest’articolo.

Tutti ricordano le foto delle torture che circolano su Internet. Esse sono state presentate come trofei di guerra da qualche GI. Tuttavia, i media mainstream in grado di verificarne l’autenticità, non osavano riprodurle. Nel 2004 la catena CBS vi ha consacrato un reportage. Questo è stato il segnale di un grande movimento di denuncia dei maltrattamenti agli iracheni. La prigione di Abu Ghraib dimostrava che la presunta guerra contro la dittatura di Saddam Hussein era in realtà una guerra di occupazione come le altre, con lo stesso corteo di crimini. Non sorprende che Washington abbia assicurato che gli abusi furono perpetrati all’insaputa dei comandi, da pochi individui insignificanti descritti come “mele marce”.

Nella foto: Detenuto che esce da una seduta di condizionamento a Guantanamo.

Alcuni soldati sono stati arrestati e processati per esempio. Il caso è stato chiuso fino alla rivelazione successiva. Allo stesso tempo, la CIA e il Pentagono stavano preparando l’opinione pubblica, negli Stati Uniti e negli Stati alleati, a modificare i propri valori morali. L’Agenzia aveva nominato un agente di collegamento con Hollywood, il colonnello Brandon Chase (cugino di Tommy Lee Jones) e ingaggiato famosi scrittori (come Tom Clamcy) e sceneggiatori per scrivere nuovi film e serie televisive. L’obiettivo: stigmatizzare la cultura musulmana e banalizzare la tortura nella lotta contro il terrorismo.

Ad esempio, le avventure dell’agente Jack Bauer nella serie 24 sono state ampiamente sovvenzionate dall’agenzia, affinché in ogni stagione spingesse un po’ oltre i limiti dell’accettabilità. Nel primi episodi, l’eroe intimidisce gli indagati per estrarne le informazioni. Negli episodi successivi, tutti i personaggi si sospettano e si torturano a vicenda, con sempre meno stati d’animo e maggiore certezza nel dovere da svolgere. Nell’immaginario collettivo, secoli di umanesimo sono stati spazzati via e una nuova barbarie si imponeva. Il columnist del Washington Post, Charles Krauthammer (che è anche psichiatra) poteva fare dell’uso della tortura un “imperativo morale” (sic), in questi tempi difficili di guerra al terrorismo.

Poi è arrivata la conferma, da parte dell’inchiesta del senatore svizzero Dick Marty, al Consiglio d’Europa, che la CIA ha sequestrato migliaia di persone in tutto il mondo, di cui decine o persino centinaia, nel territorio dell’Unione europea. Poi è arrivata la valanga di prove sui crimini commessi nelle prigioni di Guantanamo Bay (Caraibi) e di Bagram (Afghanistan).

Perfettamente condizionata, l’opinione pubblica degli Stati membri della NATO ha accettato la spiegazione che gli si è data, e che era coerente con gli intrighi romantici da cui è stata sommersa: per salvare vite innocenti, Washington ha fatto ricorso a pratiche illegali, il sequestro di sospetti, che poi ha fatto parlare per metodi che la morale riprova, ma che l’efficienza comanda.

È a partire da questa narrazione semplicistica, che il candidato Barack Obama si oppose all’amministrazione Bush uscente. Eresse a misure chiave del suo mandato la proibizione della tortura e la chiusura delle prigioni segrete. Dopo la sua elezione, durante il periodo di transizione, era circondato da avvocati di altissimo livello, per elaborare una strategia per chiudere questo sinistro episodio. Una volta installato alla Casa Bianca, ha consacrato i suoi primi decreti presidenziali nell’attuare gli impegni assunti in tal senso. Questo desiderio ha conquistato l’opinione pubblica internazionale, ha suscitato una simpatia immensa per il nuovo presidente e riabilitato l’immagine degli Stati Uniti nel mondo.

Tranne che, a un anno dall’elezione di Barack Obama, se centinaia di singoli casi sono stati risolti, non è cambiato nulla nel merito. Guantanamo è lì e non sarà chiusa immediatamente. Le associazioni di difesa dei diritti umani sono chiare: la violenza contro i detenuti sono peggiorate. Interrogato al riguardo, il vice-presidente Joe Biden ha detto che più si avanzava in questo dossier, più capiva che finora non era a conoscenza di molti aspetti. Poi, enigmatico, ha avvertito la stampa, assicurando che non si dovrebbe aprire il vaso di Pandora. Da parte sua, Greg Craig, consulente della Casa Bianca ha voluto dare le dimissioni, non perché crede di aver fallito nella sua missione di chiudere il centro, ma perché ora crede che gli sia stato affidato un compito impossibile.

Perché il Presidente degli Stati Uniti non riesce a farsi obbedire? Se uno ha già detto tutto ciò che riguarda gli abusi dell’era Bush, perché parlare di un vaso di Pandora e che se ne ha paura?

In realtà, il sistema è più vasto. Non si limita solo a pochi rapimenti e a una prigione. Soprattutto, il suo scopo è radicalmente diverso da quello che la CIA e il Pentagono fanno credere. Prima di iniziare la discesa agli inferi, si dovrebbe far piazza pulita della confusione.

Contro-insurrezione

Ciò che è stato fatto dall’esercito ad Abu Ghraib, almeno inizialmente, non aveva nulla a che fare con ciò che ha sperimentato la Marina a Guantanamo e nelle altre prigioni segrete. Si trattava semplicemente di ciò che fanno tutti gli eserciti del mondo, quando diventano una polizia e affrontano una popolazione ostile. Essi la dominano terrorizzandola. In questo caso, le forze della coalizione hanno riprodotto i crimini commessi durante la Battaglia di Algeri, da parte dei francesi, contro gli algerini, che ancora chiamavano loro “compatrioti”. Il Pentagono, ha richiamato il generale francese in pensione Paul Aussaresses, specialista della “contro-insurrezione”, per avere un briefing con gli ufficiali superiori. Nel corso della sua lunga carriera, Aussaresses ha accompagnato gli Stati Uniti ovunque essi hanno scatenato “guerre a bassa intensità”, soprattutto nel Sud-Est asiatico e in America Latina.

Alla fine della seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti installarono due centri di formazione in queste tecniche, il Political Warfare Cadres Academy (Taiwan) e la Scuola delle Americhe (Panama). Dei corsi di tortura venivano insegnati ai responsabili della repressione nelle dittature asiatiche e Latinoamericane.

Negli anni ‘60-‘70, il dispositivo è stato coordinato all’interno della World Anti-Communist League, in cui partecipavano i capi di Stato in questione [1]. Questa politica prese un’ampiezza considerevole con le operazioni Phoenix in Vietnam (neutralizzazione di 80000 persone sospettate di appartenere ai Viet Cong) [2] e Condor, in America Latina (neutralizzare gli oppositori politici di tutto il continente) [3]. Il piano si articolava nella pulizia delle aree ribelli da parte degli squadroni della morte, cosa che è stata replicata anche in Iraq, con l’Operazione Iron Hammer [4].

L’unica novità è la distribuzione ai GI di un classico della letteratura coloniale, The Arab Mind, dell’antropologo Raphael Patai, con una prefazione del colonnello Norvell B. Atkins, direttore del John F. Kennedy Special Warfare School, nuova denominazione della sinistra School of Americas, quando fu trasferita a Fort Bragg (North Carolina) [5]. Questo libro, che presenta con tono scientifico dei pregiudizi stupidi sugli “arabi” in generale, comprende un famoso capitolo sui tabù sessuali, che ha ispirato gli allestimenti di Abu Ghraib.

Le torture commesse in Iraq non sono casi isolati, come pretendeva l’amministrazione Bush, ma sono parte di una strategia di contro-insurrezione. L’unico modo per fermarla, non è condannarla moralmente, ma è quello di risolvere la situazione politica. Ora Barack Obama continua a ritardare il ritiro delle forze straniere dall’Iraq.

Gli esperimenti del professor Biderman

E’ in tutt’altra prospettiva che uno psichiatra dell’aviazione, il Dr. Albert D. Biderman, ha studiato il condizionamento dei prigionieri di guerra statunitensi in Corea del Nord.

Molto prima di Mao e del comunismo, i cinesi avevano sviluppato metodi sofisticati per spezzare la volontà di un detenuto e d’inculcare una confessione. Li avevano usati durante la guerra di Corea e ottennero alcuni risultati: prigionieri di guerra degli Stati Uniti confessavano con convinzione, alla stampa, dei crimini che forse non avevano commesso. Biderman ha presentato i primi risultati nel corso di un’audizione al Senato, il 19 giugno 1956, e presso l’Accademia di Medicina di New York, l’anno successivo (vedi documenti scaricabili qui di seguito). Egli distingue cinque fasi attraverso cui passano i “soggetti”.

1. In primo luogo il detenuto rifiuta di cooperare e si barrica nel silenzio.

2. Attraverso una miscela di brutalità e di gentilezza, si può passare a una seconda fase, dove saranno spinti a difendersi dalle accuse.

3. Poi, il prigioniero comincia a collaborare. Egli continua a proclamare la sua innocenza, ma cerca di soddisfare i suoi interroganti, riconoscendo che egli può aver commesso un errore involontario, accidentalmente o inavvertitamente.

4. Quando attraversa la quarta fase, il prigioniero è completamente screditato ai suoi stessi occhi. Continua a negare ciò di cui è accusato, ma confessa la sua natura criminale.

5 . Alla fine del processo, l’imputato ammette di essere l’autore delle accuse che gli si rivolgono. Inventa anche ulteriori dettagli per incolparsi e richiede la sua punizione.

Biderman esaminò anche le tecniche utilizzate dagli aguzzini per gestire i prigionieri cinesi: l’isolamento, la monopolizzazione della percezione sensoriale, la fatica, le minacce, i premi, le dimostrazioni di potenza dei carcerieri, il peggioramento delle condizioni di vita, la costrizione. La violenza fisica è secondaria, la violenza psicologica è totale e permanente.

Il lavoro di Biderman sul “lavaggio del cervello” ha acquisito una dimensione mitica. I militari Usa temevano che i loro uomini potessero essere restituiti dal nemico, condizionati a non dire qualsiasi cosa e, forse, a fare qualsiasi cosa. Hanno progettato un programma di addestramento dei piloti da caccia, in modo che essi diventassero refrattari a questa forma di tortura e non potessero essere utilizzati dal nemico, se fossero stati catturati. Questo addestramento si chiamava SERE, che significa Sopravvivenza, Evasione, Resistenza, Fuga (Survival, Evasion, Resistance, Escape). Inizialmente il corso era dedicato alla Scuola delle Americhe, fu poi esteso ad altre categorie del personale militare e fu diffuso presso diverse basi. Inoltre, l’addestramento di questa natura fu stabilito in ogni esercito membro della NATO.

Quello che l’amministrazione Bush ha deciso, dopo l’invasione dell’Afghanistan, fu quello di utilizzare queste tecniche per ottenere le confessioni dai prigionieri che giustificassero, a posteriori, il coinvolgimento dell’Afghanistan negli attentati dell’11 settembre, convalidando la versione ufficiale degli attentati.

Nuove strutture furono costruite nella base navale di Guantanamo e degli esperimenti vi venivano condotti. La teoria di Albert Biderman fu completata da uno psicologo civile, il professor Martin Seligman. Si tratta di un volto noto, poiché è stato il Presidente della American Psychological Association.

Seligman ha mostrato un limite della teoria dei riflessi condizionati di Ivan Pavlov. Si mette un cane in una gabbia, il cui pavimento è diviso in due parti. Si elettrifica, in modo casuale, ora un settore, ora l’altro. L’animale salta da un posto all’altro per proteggersi – finora, niente di sorprendente. Poi si accelerano le cose e, a volte, si elettrifica l’intera gabbia. L’animale si rende conto che non può sfuggire e che i suoi sforzi sono inutili.

Ben presto si arrende, si sdraia a terra ed entra in un secondo stato, che gli permette di sopportare passivamente la sofferenza. Si apre quindi la gabbia. Sorpresa: l’animale non fugge. Nello stato mentale in cui è posto, non è più in grado di resistere. Si abitua a sopportare il dolore.

La US Navy ha istituito un gruppo medico d’assalto. Che fece venire a Guantanamo il professor Seligman. Questo professionista è una star, noto per il suo lavoro sulla depressione. I suoi libri sull’ottimismo e la fiducia sono dei best seller in tutto il mondo. E lui che ha supervisionato gli esperimenti su cavie umane.

Alcuni prigionieri, sottoposti a terribili torture, finivano spontaneamente per mettersi da soli in questo stato psicologico, permettendogli di sopportare il dolore, ma privandoli di ogni resistenza. Manipolandoli così, si arriva rapidamente alla fase 3 del processo Biderman. Sempre basandosi sul lavoro di Biderman, i torturatori americani, guidati dal professor Seligman, hanno fatto esperimenti ed hanno migliorato tutte le tecniche coercitive.

Per fare questo, è stato sviluppato un protocollo scientifico che si basa sulla misurazione delle fluttuazioni ormonali. Un laboratorio medico è stato installato a Guantanamo. Campioni di saliva e del sangue vengono prelevati a intervalli regolari dalle cavie per valutarne le reazioni.

I torturatori hanno reso più sofisticati i loro crimini. Ad esempio, nel programma SERE, hanno monopolizzato con la musica stressante la percezione sensoriale, per impedire al prigioniero di dormire. Hanno ottenuto risultati migliori trasmettendo grida di bambini inconsolabili per giorni e giorni. Oppure, hanno mostrato tutta la potenza dei rapitori con i pestaggi.

A Guantanamo, hanno creato la Forza di reazione immediata. Questo è un gruppo di punizione dei prigionieri. Quando questa unità entra in azione, i suoi membri sono rivestiti di un’armatura di protezione, tipo Robocop. Estraggono il prigioniero della sua gabbia e lo mettono in una stanza le cui pareti sono imbottite e rivestite in compensato. Gettano la cavia contro il muro, per fratturarli, ma il legno compensato smorza parzialmente lo shock, così da inebetirli, ma le sue ossa non vengono rotte.

I principali progressi sono stati compiuti con la punizione della vasca. Una volta, anche la Santa Inquisizione immergeva la testa del prigioniero in una vasca da bagno e, lo ritiravano poco prima della sua morte per annegamento. La sensazione di morte imminente cause la massima ansia. Ma il processo era primitivo e frequenti erano gli incidenti. Ora, il prigioniero non è più immerso in una vasca da bagno piena, ma viene fatto giacere in una vasca vuota. Lo si annega versandogli acqua sulla testa, con la possibilità di fermarsi istantaneamente.

Ogni sessione è stata codificata per determinare i limiti della sopportazione. Degli assistenti misurano la quantità di acqua utilizzata, i tempi e la durata del soffocamento. Quando ciò accade, recuperano il vomito, lo pesano e l’analizzano per valutare l’energia e la stanchezza prodotte.

Come riassumeva il vice-direttore aggiunto della CIA, davanti alla commissione parlamentare: “Non ha nulla a che fare con quello che era l’Inquisizione, tranne l’acqua” (sic). Gli esperimenti dei medici americani non sono stati condotti in segreto, come quelle del dottor Josef Mengele ad Auschwitz, ma sotto il controllo diretto ed esclusivo della Casa Bianca.

Tutto è stato riportato al processo decisionale del gruppo, composto da sei persone: Dick Cheney, Condoleezza Rice, Donald Rumsfeld, Colin Powell, John Ashcroft e George Tenet, che ha testimoniato di aver partecipato a una dozzina di questi incontri.

I risultati di questi esperimenti, tuttavia, sono deludenti. Poche sono le cavie che si sono dimostrate ricettive. E’ stato possibile inculcare una confessione, ma la loro condizione è rimasta instabile e non è stato possibile eseguire, in pubblico, incontri con contradditori.

Il caso più noto è quello del pseudo-Khalil Sheikh Mohammed. Questi è un individuo arrestato in Pakistan e accusato di essere un islamista del Kuwait, anche se non è chiaramente la stessa persona. Dopo essere stato torturato a lungo e, in particolare, esser stato sottoposto 183 volte al bagno mortale durante il solo mese di marzo del 2003, l’individuo ha riconosciuto di essere Mohammed Sheikh Khalil, e si è autoaccusato di 31 diversi attentati in tutto il mondo, dal WTC di New York nel 1993, alla distruzione di una discoteca di Bali e alla decapitazione del giornalista Daniel Pearl, fino agli attentati dell’11 settembre 2001. Lo pseudo-Sheikh Mohammed ha continuato la sua confessione davanti ad una commissione militare, ma non è stato possibile, per gli avvocati e i giudici militari, interrogarlo in pubblico, poiché si temeva che, fuori dalla gabbia, si rimangiasse la confessione.

Per nascondere le attività segrete dei medici di Guantanamo, la Marina Militare ha organizzato viaggi-stampa dedicati ai giornalisti compiacenti. Così, il saggista francese Bernard Henry Levy, ha detto che ha giocato volentieri il ruolo del testimone della moralità, visitando quello che si voleva fargli vedere. Nel suo libro ‘American Vertigo’, ha assicurato che questo carcere non è diverso da altri penitenziari degli Stati Uniti, e che le prove di abusi praticati vi “erano piuttosto gonfiate.” (sic) [6]

Le Prigioni offshore dell’US Navy

In definitiva, l’amministrazione Bush ha stimato che pochissimi individui sono stati condizionati a tal punto da confessare di aver commesso gli attentati dell’11 settembre. Essa ha concluso che era necessario testare un gran numero di prigionieri per selezionarne i più reattivi.

Tenuto conto della controversia che si sviluppò attorno a Guantanamo, e per essere sicura di non essere perseguita, la US Navy ha creato altre prigioni segrete, poste al di fuori di qualsiasi giurisdizione, in acque internazionali.

17 imbarcazioni a fondo piatto, del tipo usato per le truppe da sbarco, sono state trasformate in prigioni galleggianti, con gabbie come quelle di Guantanamo. Tre sono state identificate dall’associazione britannica Reprieve. Queste sono la USS Ashland, USS Bataan e USS Peleliu.

Se aggiungiamo tutte le persone che sono state fatte prigioniere in zone di guerra, o sequestrate in qualsiasi parte del mondo, e trasferite in questa serie di carceri, negli ultimi otto anni, un totale di 80000 persone sono transitate nel sistema, di cui meno di un migliaio sarebbe stato spinto alla fase finale del processo di Biderman.

Quindi il problema dell’amministrazione Obama è il seguente: non è possibile chiudere Guantanamo senza rivelare ciò che è stato fatto. E non è possibile riconoscere quanto è stato fatto, senza ammettere che tutte le confessioni ottenute sono false e sono state deliberatamente inculcate sotto tortura, con le conseguenze politiche che ciò implica.

Alla fine della seconda guerra mondiale, dodici processi furono istruiti dal tribunale militare di Norimberga. Uno era dedicato a 23 medici nazisti. 7 furono prosciolti, 9 furono condannati a pene detentive e 7 furono condannati a morte. Dal momento che esiste un codice etico che disciplina la medicina a livello internazionale. Esso vieta proprio ciò che i medici statunitensi hanno fatto a Guantanamo e in altre prigioni segrete.

Thierry Meyssan
Fonte: http://www.voltairenet.org/it
Link :http://www.voltairenet.org/article162599.html
28.10.2009

Traduzione a cura di ALESSANDRO LATTANZIO

[1] «La Ligue anti-communiste mondiale, une internationale du crime», di Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 123 mai 2004.

[2] «Opération Phénix», di Arthur Lepic, Réseau Voltaire, 16 novembre 2004.

[3] Cfr. Operación Condor, Pacto penale, della nostra collaboratrice, la storica Stella Calloni. «Stella Calloni presentó en Cuba su libro “Operación Cóndor, Pacto criminal”», 16 février 2006. Si veda anche su Red Voltaire: «Berríos coletazos y los del Piano Condor», di Gustavo González, 26 Aprile 2006. «Los militares latinoamericanos no saben hacer otra cosa que espiar», di Noelia Leiva, 1 aprile 2008. «El Plan Cóndor universitario», di Martin Almada, 11 marzo 2008.

[4] «Opération “Marteau de fer”», Paul Labarique, Réseau Voltaire, 11 septembre 2003.

[5] The Arab Mind, di Raphael Patai, foreword di Norvell B. Atkins, Hatherleigh Press, 2002.

[6] American vertigo, di Bernard-Henry Lévy, Grasset & Fasquelle 2006.

Pubblicato da Davide

  • myone

    Il vero vivere non lo portiamo neppure piu’ nel nostro dna,
    lo azzittiamo, lo facciamo morire, lo condizioniamo, ed acettiamo l’ effimero,
    assendo capaci di farlo pure esistere esagitatamente.
    Guantanamo, non e’ la’, ma qui, tutti i giorni e in tutti i modi.
    E ci facciamo morire dentro, e lo coltiviamo fuori.
    Siamo come i gamberi, piu’ guardiamo a una meta, e piu’ ci incamminiamo nel verso opposto.

  • Tonguessy

    E’ sempre un piacere leggere Meyssan.
    Scopro così che “esiste un codice etico che disciplina la medicina a livello internazionale”.
    “Gli esperimenti dei medici americani non sono stati condotti in segreto, come quelle del dottor Josef Mengele ad Auschwitz, ma sotto il controllo diretto ed esclusivo della Casa Bianca.”
    “Biderman ha presentato i primi risultati nel corso di un’audizione al Senato, il 19 giugno 1956, e presso l’Accademia di Medicina di New York”
    La domanda fatale: ci si possono pulire il culo gli internati di Guantanamo con quel codice etico? Si, ma solo se è stampato su carta

  • AlbaKan

    [1.bp.blogspot.com]
    Che la chiusura, vera o finta, di Guantanamo fosse solo un’operazione di facciata, si era capito fin dall’inizio, cioè da quando Obama ha ripreso nelle sue mani la stessa politica estera di Bush. Quanti campi di detenzione ci sono (come quello di Guantanamo) in tutto il mondo? Non lo sappiamo, perchè oltre ai pochi ufficiali, ce ne sono molti altri segreti. Nel centro di detenzione di Bagram in Afghanistan succedono le stesse cose, ma sotto la “legalità” di Obama… [www.vocidallastrada.com]

  • Duffy

    grazie mille per la traduzione

  • maumau1

    non c’è molto da dire,sono solo campi di concentramento in cui finiscono tutti quelli quelli che inducono le popolazioni occupate dagli USA a reagire..
    oppositori,ribelli o semplici persone che non vogliono essere conquistate ,patrioti..a vario titoli,Imam o chi organizza la rivolta o la protesta..
    o chi ha informazione pericolose per le strategie terroristiche USA in quei paesi,che ogni giorno fanno decine centinaia di morti da attribuire poi a fantomatici terroristi..
    centri come quelli ce ne saranno operativi a breve,e giò sono presenti sul tutto il territorio USA non appena si scoprirà che le banche si sono mangiati tutti i soldi depositati dai rispamiatori e pure le pensioni sono andate in fumo…basterà nella città che ha deciso di ribellarsi dichiarare una focolaio di pandemia imporre la legge marziale isolarla con un cordone sanitario dove nessun giornalista o telecamera entra(se non embedded prezzolati!)
    e centinaia di persone,ribelli,sobillatori,organizzatori,saranno deportati in questi centri creati ad hoc(una guantanamo per gli americani)e li curati per bene..quelli che muoiono,e ne moriranno parecchi,saranno ufficialmente morti per l’influenza..

    Non c’è molto altro da dire,basta solo aspettare un pò,ammesso che appureremo quello che succederà ,ma penso di si,spacciata sotto altra forma..

    http://www.prisonplanet.com/obama%E2%80%99s-h1n1-emergency-declaration-is-martial-law-unfolding.html

    in Usa esistono più di 800 campi di concentramento in stile Aushwitz(tanto per capirci chi aveva ideato quei campi!)con ferrovie interne dove arrivano treni blindati…
    eccone l’ubicazione di quell noti della FEMA,oguno può contenere più di 20mila persone…
    http://maps.google.ca/maps/ms?msa=0&msid=118210944332627737604.00000111c0c478d93695b

    è escluso che servono per la protezione civile,di cui la FEMA si dovrebbe occupare,nel senso del bene dei cittadini,in quanto durante l’uragano Katrina in Louisiana ,dove pure ce ne sono parecchi circa 7 come si vede dalla foto ,nessuno fu aperto per ospitare la gente..

    http://diarionelweb.blogspot.com/2009/04/lo-sapevate-che-negli-usa-ci-sono-piu.html

    mancano solo le camere a gas..ma siamo nel 3°millennio ci sono armi più sofisticate,basta iniettare un vaccino leggermente più potente..e si finisce stecchiti e chi non si dovesse fidare ed ordina ,a cose fatte,una autopsia,troverà quanto dichiarato ossia il virus pandemico come da copione…

    ciao

  • Nellibus1985

    E poi il vero mostro sarebbe Putin…

  • PIEROROLLA

    GRANDIOSA RISPOSTA DI HUGO CHAVEZ A FOX NEWS

  • lucamartinelli

    nulla di nuovo sotto il sole USA. tutto si ripete. in questo bell’articolo Meyssan ricorda l’operazione Phoenix in Vietnam. è una strategia quindi, un modo di terrorizzare la gente che si inserisce perfettamente nel collettivo del popolo americano che è francamente criminale, in pace come in guerra. il dramma invece riguarda noi da vicino e mi riferisco alla non consapevolezza di questo “stile”. se milioni di Italioti leggessero quest’articolo lo troverebbero esagerato o falso. perche’ 60 anni di propaganda anche cinematografica ci hanno convinto che gli americani sono bravi, liberatori, umani etc etc. ricordate l’orrendo film Berretti Verdi? ecco cosa intendo. nella finzione bravi e nella realta’ criminali. quando emerse la verita’ su quello che accadde veramente a My Lai, sempre in Vietnam, la gente stento’ a convincersi e chi si convinse penso’ comunque che si tratto’ di un fatto isolato, mentre era la regola. e fin qui va bene. ma siccome i miei anni passano, come i vostri, mi chiedo ogni volta che fare, nel senso che va bene denunciare ma andrebbe meglio poter cambiare qualcosa. Non posso combattere gli Yankee da solo, le rivoluzioni non sono piu’ di moda, che fare? fino ad ora ho boicottato tutto cio’ che è made in USA, con scarsissimi risultati. forse dovremmo farlo in milioni, ma è un sogno. mi fermo qui perche’ sono arrivato al punto solito che conosco molto bene: quel sentimento che è un misto tra rabbia e delusione e anche impotenza. saluti a tutti

  • Tonguessy

    Mitico. Il tizio gli chiede se vede la pagliuzza che ha nell’occhio e lui risponde se si rende conto di avere un palo nel culo.

  • myone

    Sai come sono le cose, quando le dici o si capiscono e si accettano o creano un vespaio. L’ una e l’ altra cosa e’ gia’ qualcosa, anci, sono principi e inizi. Qui da noi, la cosa o le cose scorrono come carezze, come film, da masturbarsi a visione e audizione, e poi tanto non e’ per noi. Ma chi, sta’ nella parte e dalla parte dei consensi civili e di dirigenza e di informaizone, non ne parla, non punta il dito in situazioni che se accettate, sono pure un modo piu’ sottile per accettarna altre. Nessuno nel nostro parlamento, prende un caso a caso e ne fa un cavallo di battaglia, almeno quanto basta perche’ un situazione sia guardata, considerata, e chi di parte, l’ una o l’ altra, sa’ che e’ guardato a vista e si sa’ che ci sono quelli che guardano a vista. Nessuno chiama per nome il reo o le cose scabrose che l’ uomo fa con tutte le ragioni che vuole, ma solo in parte, PERCHE’ TANTE ALTRE RAGIONI NON GLI E LE SI CHIEDONO MAI. NON VEDO MAI GIORNALISTI CHE PARLANO FRANCAMENTE CON QUESTE PERSONE, O PERSONAGGI CHE PARLANO FRANCAMENTE ALLE PERSONE DI COME SONO LE COSE. LA GIUSTIZIA DEVE SEMPRE ESSERE IMPOSTA E LA GIUSTIZIA NON E’ MAI VALGIATA DALLA GIUSTIZIA MA SI ESERCITA SOLO UNA PARTE DELLA MEDAGLIA DELLA GISUTIZIA, DELL’ OPPINIONE, E DI UN FARE.
    Ho visto anno 0 , sempre piu’ a zero, guardo qualche volta programmi di persone che parlano e che sono responsabili di governo e giornalisti ecc ecc. Scusate: tutti finocchi. E si scusino loro per se stessi e per doverli sopportare. Nenie giornaliere su niente, e fosse solo per questo, nenie che fabbricano poco nulla, e nell’ altra parte della medalgia, consolidano, continuano, fumentano, arraffano, e incrementano. (l’ idiozia di credersi ) e noi li votiamo. E ci piace cosi. Un presidente iraniano mi darebbe fastidio in iran, ma un presidente che lascia la gente libera e civilmente giusta, lo vedrei bene nei paesi occidentali.
    Quanti giri. Tutto e’ a portata nostra, e tutto quello che dovrebbe servire, lo mettiamo sotto i piedi, perche’ qui e’ una ottusita’ e una guerra fraticida fra concorrenti, e senza sapere che abbiamo ancora da esprimere e coltivare il piu’ delle cose umane civili dentro e nell’ insieme di un personale e di una societa’. Gozzovigliamo nel poco nulla e lo facciamo tanto, il tanto del melgio, lo trascuriamo, nel vero senso della parola. Gli usa sono dappertutto, e tutti siamo usa. L’ islam pure. COlore di qua o colore di la, l’ altro lato della medaglia, nessuno lo vuole girare.

  • Tonguessy

    Esiste il sogno prima della realtà. Prima si desidera qualcosa, si sogna un futuro e poi lo si realizza. Diceva uno sciamano che ormai il nostro sogno (la modernità che ci concretizza nello stile di vita made in USA e che come annoti ha condizionato il mondo) è ammuffito, stantio e che stiamo già sognando qualcosa di diverso, di nuovo. Quel misto di rabbia e delusione che lamenti è ciò che ha ormai affossato il vecchio sogno dell’uomo occidentale. Io ho un sogno: che l’america latina risorga e che i nativi abbiano sempre più voce.

  • redme

    “ricordate l’orrendo film Berretti Verdi?”..e pensare che Fini ha dichiarato che divenne fascista perche quelli del p.c.i. a bologna gli impedirono di entrare al cinema…….

  • Tonguessy

    e tu gli credi?

  • redme

    a dire il vero me ne fotto….cmq è indicativo della statura del personaggio…saluti

  • MarcoBazzato

    Orami è chiaro che Obama è solo un presidente di facciata, un ottimo populista che ha saputo incantare le masse, senza essere riuscito a porre in atto nessuna delle promesse elettorali che gli hanno valso l’elezione a Presidente della nazione più indebitata del mondo. D’altronde a ben pensarci se solo avesse aperto una vera inchiesta sulle torture di Guantanamo, avrebbe dovuto mettere sotto processo l’intero apparato politico-militare dall’8 settembre 2001 fino ai nostri giorni, e questo gli sarebbe stato politicamente conveniente. Senza contare che anche nei sondaggi internazionali, per quanto riguarda l’influenza, la Clinton lo sovrasta, segno chiaro che il capo ufficio del Dipartimento di Stato è colei che effettivamente tiene le redini del paese.
    Come del resto anche il conferimento del premio nobel per la pace, “sulla parola” è una semplice cambiale in bianco, dove nessuno potrà passare a riscuoterla. Obama e signora ormai sono semplici immagini meditai che, dove l’opinione pubblica viene manipolata, ma nei fatti le vere informazioni di quanto compie l’amministrazione Obama compie, passano quasi sotto silenzio.

  • redme

    e poi rompono le palle al mondo coi diritti umani………da ricordare lo studio pionieristico del criminale psicologo americano Watson e la vicenda del piccolo albert…..

  • Alenov

    Ho visto il video da te linkato…sinceramente non mi ha entusiasmato per nulla la sua risposta.intendiamoci,non ha affermato nulla di falso,le sue affermazioni messe in un altro contesto sarebbero state PERFETTE..il fatto è che rispondendo”L’america non ha fatto vittime?non hai visto la guerra in Iraq?non è l’america ad aver ammazzao gli indiani?ecc ecc”non ha semplicemente risposto alla domanda del giornalista…e ssu questo non ci piove.io odio quando ad una domanda si risponde con un altra domanda,non mi sembrava il caso…e poco pulito.

  • Alenov

    Se si parlasse di vere pagliuzze ti darei ragione.ripeto,Chavez non ha detto nulla di falso.ma non si parla di pagliuzze.

  • PIEROROLLA

    E’ vero che non risponde

    Le domande sono tante ma…

    Perchè un giornalista della fox chiede a chavez se va bene o no la sua amicizia con il presidente iraniano

    Quanti presidenti nel mondo hanno buoni rapporti con Ahmadinejad?

    Negare l’olocausto è reato?

    per quanto riguarda i morti dell’Iran

    la sommosa è stata convocata dai verdi l’opposizione iraniana…finanziata da usa e gb…queste sommose (intelligneti) di solito portano a colpi di stato nei paesi del 3 zo mondo.
    Ti ricordi i mass media come davano la notizia?
    Il presidente aveva vinto con il 68%…mai visto in quel paese.
    Fu evidente che i verdi con l’appoggio del occidente hanno voluto fare un bel colpo di stato sacrificando vite innocenti.
    se dobbiamo essere obiettivi il sangue è sempre nostro.
  • AlbaKan

    “che gli hanno valso l’elezione a Presidente”….da come lo dici sembra quasi che se lo sia guadagnato! 😉 😉 😉

  • trotzkij
  • Alenov

    PIEROROLLA hai scritto”Negare l’olocausto è reato?”

    . . .fammi capire,lui nega l’olocausto e non ti sconvolge…?

  • Tonguessy

    Bene, allora parliamo di numeri. Il trave non è solo questo (per carità si figuri) ma va bene come base di partenza: 1.339.771 morti ACCERTATI a causa dell’nvasione irachena. Tu dici che la similitudine è esagerata. Bene, io ti ho portato dei numeri (molto parziali, voglio ricordare), adesso tooca a te portare i tuoi e convincermi che il rapporto pagliuzza/trave è sbagliato.
    Aspetto fiducioso….

  • Alenov

    non sto dicendo che i militari americani abbiano portato gioia e letizia in Iraq,e non solo…non mi confonda(o forse mi sono spiegato male io)la mia era solo una riflessione,intendevo dire che non si parla di travi e pagliuzze,ma di vite umane…che sian meno da una parte e piu’dall’altra questo non mi pare un buon presupposto per””difendere””(si fa per dire)Ahmadinejad.lo dico,perche’in questo forum non ho ancora letto un commento negativo relativo alle sue affermazioni ad esempio”non credo all’olocausto”non amo essere di parte,mai.leggo qui con molto interesse tutto cio’che riguarda la storia,forse quella vera che spesso altrove tentano di nasconderci,o di cambiare.i numeri parlano chiaro,ha perfettamente ragione.

  • Tonguessy

    Beh, se non ti piacciono i numeri del medioriente, guarda i numeri della seconda guerra mondiale: 25 milioni di vittime russe (più della metà civili) e 20 milioni di vittime cinesi (più della metà civili). E nessuno che parli di olocausto cinese, ad esempio, nonostante i numeri dicano tutto. Ammettendo che fossero 6ml le vittime di religione ebraica, qui ne abbiamo 15ml di soli civili cinesi. Se hai letto i miei commenti sulla vicenda sai che ho il sospetto che dietro a certo negazionismo si celi uno sdoganamento del nazismo, cosa che trovo inaccettabile. Ma qui siamo in campo completamente opposto: si usano quei numeri (molto probabilmente gonfiati) per fare da scudo contro le legittime richieste internazionali di porre un freno ai massacri dei palestinesi e contro le politiche imperialiste di Israele. Quest’ultimo ha come prassi consolidata bollare come antisemita (termine che non significa assolutamente nulla, indica i discendenti di Sem e nel medioevo europeo voleva dire gli asiatici, fai un po’ tu…) chiunque osi criticare le proprie criminali politiche.
    Mettere in dubbio l’olocausto significa quindi tentare di scuotere le radici su cui si basa non tanto un crimine passato quanto un crimine attuale. Vedo l’intervento di Ahmadinejad in questo senso. In realtà non sono possibili posizioni “morbide” perchè la questione è volutamente e pesantemente polarizzata. Anche il “nostro” Napolitano ha equiparato l’antisionismo all’antisemitismo. Quindi accusare Israele di genocidio (e le prove sono troppe e schiaccianti in tal senso) diventa, appunto, un negare l’olocausto.
    E adesso il domandone finale: come pensi di venirne fuori da questa forzata polarizzazione? Accettando i crimini di Gaza nel nome del diktat di Napolitano oppure manifestando il proprio dissenso verso quelle politiche criminali e consapevole di essere diventato “antisemita” come Ahmadinejad?