IL RITORNO DI POUJADE, OVVERO QUESTA NON E’ LA MIA GENTE

IL RITORNO DI POUJADE, OVVERO QUESTA NON E’ LA MIA GENTE

FONTE: IRRADIAZIONI (BLOG)

La memoria qualche vantaggio ce l’ha. Impedisce di scambiare il già visto per una novità. Ed il movimento dei forconi (e lasciatecelo chiamare così visto che un altro nome non c’è) è già successo da un’altra parte, in un altro tempo. Era il 23 luglio 1953 nella remota provincia francese una ventina di persone capitanate da un tal Pierre Poujade, impedirono agli agenti delle tasse di effettuare una verifica fiscale in un negozio. Mesi dopo nacque L’Unione di Difesa dei Commercianti e degli Artigiani (UDCA) che, diretta da Poujade, organizzò le proteste di quelli che definiva “uomini comuni”. Si era nella Quarta Repubblica, un periodo economicamente difficile per la Francia afflitta dall’inflazione e dalla trasformazione economica. Poujade presto trasformò il movimento da una protesta contro le tasse sul piccolo commercio e l’artigianato in qualcosa di più complesso. Si aggiunsero nuovi temi.

Il primo fu quello della identità nazionale. Poujade sosteneva che questa era minacciata dalla “americanizzazione” (incarnata dai primi grandi magazzini).

Il secondo tema era la classe politica. I politici – tutti indistintamente – erano ladri e truffatori e il parlamento era “il più grande bordello di Parigi”.

Il terzo tema erano gli intellettuali, classe parassita ed inutile accusata di aver sostenuto la perdita dell’Indocina e di voler favorire l’indipendenza dell’Algeria. Poi si individuarono i nemici esterni, le altre nazioni europee e gli Stati Uniti che avevano deciso di smembrare la Francia. Persino gli italiani erano sospettati di volersi riprendere la Corsica. Nel 1956 il movimento si presentò alle elezioni e conquistò 53 seggi parlamentari. Tra i deputati eletti c’era un giovanissimo Jean-Marie Le Pen.


Poujade e il suo movimento sopravvissero sino al 1958 e scomparvero abbastanza velocemente con l’avvento della Quinta Repubblica di De Gaulle. Alla base di tutto il ragionare di Poujade e dei suoi c’era l’idea che il popolo (e dal popolo si escludevano i salariati e si includevano solo commercianti, artigiani e liberi professionisti) avesse la capacità di risolvere i problemi economici e politici attraverso il “buon senso” opposto alle elucubrazioni degli intellettuali. Il mondo di Poujade era semplice, ogni soluzione netta e senza sfumature ma dettata dal “buon senso”. Roland Barthes in un famoso articolo contenuto nel suo libro Mythologies (tradotto in italiano con il titolo “Miti d’oggi”) ridicolizzò la favola del buon senso scrivendo: “il buon senso è come il cane da guardia delle equazioni piccolo-borghesi: tappa tutte le uscite dialettiche, definisce un mondo omogeneo, in cui si sia a casa propria, al riparo dai disordini e dalle fughe del «sogno» (s’intenda una visione non contabile delle cose) Poujade non è ancora arrivato a definire il buon senso come la filosofia generale dell’umanità; ai suoi occhi è ancora una virtù di classe, già data, è vero, come un ricostituente universale. È proprio quello che c’è di sinistro nel poujadismo: che abbia preteso dalla nascita a una verità mitologica e posto la cultura come una malattia; una posizione che è sintomo specifico dei fascismi”.


Nelle parole d’ordine, nelle dichiarazioni di questo o quel supposto capo dei “forconi” non è difficile vedere esattamente la fotocopia – a distanza di 60 anni – del poujadismo. Ma, come notava due giorni fa Roberto Ciccarelli su Il Manifesto, Poujade e i suoi bloccarono veramente la Francia perché suscitarono l’adesione della maggioranza delle categorie, i “forconi” non sembrano in grado di farlo anche perché (è il caso dell’autotrasporto) a scendere in piazza è un numero circoscritto di persone. Gli episodi inquietanti possono anche essere considerati episodici. Si può anche sorvolare sulle minacce ai commercianti che mantengono aperte le botteghe, ai camionisti che circolano, potremmo persino far finta di non aver sentito le affermazioni antisemite di oggi e la presenza di elementi riconducibili alla estrema destra. Ma anche sorvolando su tutto bisogna essere ciechi o stupidi per pensare che questo movimento sia l’alba di una rivoluzione proletaria. Occorre essere inguaribili romantici o profondamente in mala fede per associare tutto ciò ai movimenti no-global. Giorni fa il Comitato No-Dal Molin che si batte da anni contro l’ampliamento della base americana lo ha detto chiaramente: “che in piazza vi sia la destra, capeggiata dalle formazioni neofasciste italiane e da frange di ultras, è fuori discussione; non solo nei simboli, ma anche nelle parole d’ordine: perché la piazza non è solo contro la “casta”, ma anche contro l’altro: il carcerato, l’immigrato, lo sfrattato, e via dicendo. E, francamente, non è per urlare qualcosa contro qualcuno che, in questi anni, ci siamo mobilitati. Spazzar via un governo per dar spazio alla polizia e all’esercito – come sostiene il leader vicentino di Life, una delle sigle che organizza i blocchi stradali – non solo non ci pare particolarmente interessante, ma ci crea anche un certo disgusto”.




Ed è difficile dar torto a questa osservazione pensando alle manganellate agli studenti e ai dimostranti No-TAV in Val di Susa. All’Università di Roma e intorno ai cantieri dell’alta velocità nessun rappresentate delle forze dell’ordine s’è tolto il casco, anzi l’ha tenuto ben stretto mentre caricava. Allora viene da concludere con maggiore forza quanto si è scritto ieri qui: questa cosa non appartiene alla Sinistra, non appartiene a nessun movimento antimondialista e antagonista che nasce dalla Sinistra. Forse che Lucio Chiavegato, ex leader della LIFE (Liberi imprenditori federalisti europei) che si definisce uno che “combatte per l’Indipendenza del Veneto e la salvezza del Popolo Veneto” e che oggi organizza i blocchi ha qualcosa a che spartire con la Sinistra? Forse che Mariano Ferro, altro leader dei “Forconi, candidato con Forza Italia prima e poi sostenitore del MPA di Raffaele Lombardo ha qualche vicinanza con la Sinistra? Anche Poujade sosteneva di non essere “né di Destra, né di Sinistra” ma nelle sue file fece il suo apprendistato Le Pen. Se c’è chi fa finta di confondere i campi e vuole far credere che ci sia qualcosa che ha un apparentamento anche lontano tra questi “forconi” e le lotte che da Genova sino ad oggi i movimenti hanno condotto mente e sa di mentire. Chi invece pensa di poter cavalcare questa “rivolta di popolo” e dirigerla astutamente guidandola verso l’anticapitalismo ha capito ben poco. Questo movimento ha già i suoi obiettivi e ha già pronti coloro che stanno per poggiarci il cappello ed è un cappello che viene dalla Destra. Ognuno ha il diritto di fare ciò che crede ma non ha il diritto di truccare le carte e far credere che questa roba sia qualcosa che appartiene alla Sinistra.

Fonte: http://irradiazioni.wordpress.com

Link: http://irradiazioni.wordpress.com/2013/12/13/il-ritorno-di-poujade-ovvero-questa-non-e-la-mia-gente/

13 venerdì dic 2013

Commenti (37)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. tersite 17 dicembre 2013

      se sono in piazza..tanto autonomi non sono.

    1. Georgios 16 dicembre 2013

      Sante parole

    1. Georgios 16 dicembre 2013

      Giusto!

    1. Jor-el 16 dicembre 2013

      L'Italia è il paese al mondo con più lavoratori autonomi... Come mai nelle analisi dei savonarola della sinistra radicale non leggo mai il perchè in Italia ci sia questo esercito di lavoratori autonomi che negli anni sono sempre aumentati? Oggi questi sono in piazza, insieme a un bel po' di precari e di disoccupati. Sarebbe il caso di tirar fuori un po' di intelligenza, invece della solita puzza al naso.

    1. Georgejefferson 15 dicembre 2013

      Infatti,anche letta e scalfari lo dicono,capri espiatori razzisti e nazisti,come chi protesta in piazza,la feccia xenofoba e populista

    1. Georgejefferson 15 dicembre 2013

      Infatti,lo dice anche camusso e sindacati "per i deboli",hai ragione

    1. cardisem 15 dicembre 2013

      L'articolo inizia così:

      « FONTE: IRRADIAZIONI (BLOG) La memoria qualche vantaggio ce l’ha. Impedisce di scambiare il già visto per una novità. Ed il movimento dei forconi (e lasciatecelo chiamare così visto che un altro nome non c’è) è già successo da un’altra parte, in un altro tempo.»

      Confermo quel che ho detto ed obietto: panta rei. Non ci si bagna due volte nella stessa acqua. Non si può ridurre e svalutare ciò che accade, perché sarebbe già accaduto...

      Francamente, non ho interesse ad andare oltre nella lettura dell'articolo...

    1. Fernesto 15 dicembre 2013

      Ma Letta e Saccomanni NON sono ebrei . La Merkel NON è ebrea , è cristiana . Draghi è cattolico , Letta è cattolico , Napolitiano , Monti , Prodi , Ciampi , Berlusconi sono cattolici . Barroso è cattolico . I banchieri e gli scommettitori tuoi vicini di casa non sono ebrei , sono cattolici .
      L’antisemitismo e il razzismo non sono solo indecenti umanamente , hanno anche la funzione di dividere e di creare capri espiatori

    1. tersite 15 dicembre 2013

      Nessuna troika..... è la protesta di chi ha largamente contribuito a trascinarci in questa palude, senza neanche rendersene conto. La protesta di chi ha preferito scendere in piazza... prima di farsi un bell'esame di coscienza.Che mai si farà! ...ci vorrebbe troppo coraggio.

    1. tersite 15 dicembre 2013

      Articolo perfetto. Avrei anche aggiunto che si viene da 90 anni di 'destra' al potere.

    1. Georgejefferson 15 dicembre 2013

      Infatti,diglielo fernesto,altro che la troika e i grandi renditieri e le grandi banche.Ha ragione Letta e saccomanni,reclama lo stesso pericolo.Solo l'Europa ci puo salvare da questi razzisti,nazisti del combloddo demo pluto e paperino.Tornate a casa voi delle piazze a studiare il vangelo,dato che senza lavoro avete anche il tempo

    1. Georgejefferson 15 dicembre 2013

      @$@&€©®Www

    1. Jor-el 15 dicembre 2013

      Vi ricordo quel che alcuni di noi scrivevano prima delle ultime elezioni: votare per il M5S per rendere l'Italia ingovernabile da parte della Troika. Dopo quasi un anno possiamo dire missione compiuta, il governo Letta è stato costretto a una finta finanziaria e le "riforme strutturali" volute dalla BCE e dal FMI sono ancora nel limbo. Pensate che disastro se i voti del M5S se li fossero divisi PD e SEL!
      Scrivevamo che bisognava dare tempo allo scontro sociale di maturare, ed ora è successo. Dopo trent'anni si riaffaccia in Italia lo stesso scontro sociale che nei primi anni 80 era stato seppellito sotto una colata di cemento. 30 anni in cui non ci sono stati che piccoli fuochi di resistenza impotente in continuo arretramento, mentre il capitalismo è stato in grado di produrre un'ideologia totalizzante e totalitaria, di trasformarsi da cultura a natura, da prodotto dell'attività umana a necessità materiale, come il vento, la gravità, l'aria che respiriamo. Oggi lo scontro di classe si ripresenta, ma sarebbe da idioti pensare che, dopo 30 anni di vuoto, possa raccogliere le stesse bandiere degli anni '70, oppure quelle della nicchia della nicchia che ha dato vita a frammentari e per lo più effimeri episodi di resistenza sociale. Secondo voi le bandiere tricolori di questi giorni sono nazionalismo e fascismo? Vi sbagliate e di grosso, esattamente come si sbagliano Casapound e Forza Nuova. Quelle bandiere sono l'autonomia che riemerge, che cerca di radunare una figura sociale atomizzata e lo fa utilizzando un linguaggio minimo condiviso. Un linguaggio grezzo, immaturo, sgradevole, pericoloso. Ma non c'è né un'altro. Quindi, compagni, o mangiare questa minestra, o saltare dalla finestra. O fare come i compagni di Quaderni Rossi e Quaderni Piacentini, che negli anni '60, di fronte all'emergere dell'operaio massa, ne videro il carattere eversivo a dispetto dei discutibili contenuti di cui era portatore (dal punto di vista della sinistra storica di allora), oppure uniamoci alla propaganda del potere, usiamo le stesse parole del nemico di classe: populisti, fascisti, antidemocratici. E schieriamoci così decisi e convinti, pieni di buoni sentimenti e ottime intenzioni, dalla parte sbagliata.
      Nella lotta di classe i fronti non sono tre, quattro o dieci. Sono due: o con o contro.

    1. Jor-el 15 dicembre 2013

      Bravissimo!

    1. Fernesto 15 dicembre 2013

      Non è una questione di baffi o di animali . E’ una questione di razzismo , antisemitismo ( non di criticare Israele , dove siamo tutti d’accordo ) di slogan tipo “siamo tutti sulla stessa barca” ( lavoro e capitale nazionali ) e di tutti gli altri slogan degli anni ’30 . Le hai viste le bandiere di CasaPound e Forza Nuova ? Sei d’accordo con loro o questi slogan di fanno schifo ?

    1. Truman 14 dicembre 2013

      Ripiglio dai forum un mio commento scritto per un articolo di Repubblica, ma che si applica anche all'articolo qui sopra.


      I sillogismi di Repubblica sono tutti nella forma:



      Hitler aveva i baffi, Hitler era malvagio, tutti gli uomini con i baffi sono malvagi,



      oppure


      Hitler era malvagio, Hitler amava gli animali, tutti gli amanti degli animali sono malvagi.

    1. Fernesto 14 dicembre 2013

      ????

    1. Georgejefferson 14 dicembre 2013

      Giusto gombloddo dei forconi demo pluto,w l'euro e la troika

    1. cardisem 14 dicembre 2013

      Ho dato una rapida occhiata al testo e se non faccio torto a ciò che dice, mi sembra che sia calato tutto sul “già visto”...

      E allora?

      Io intanto sono del pareri di quei filosofi antichi che recitavano:

      "non ci si bagna due volte nello stesso fiume”

      Credo che ogni Movimento che sorge debba essere sostenuto anziché trattato con sufficienza.

      Svilire ogni reazione che viene dalla società, diffamandola, sospettando cose che nessuno vede, sia un modo per mantenere l'esistenza, cioè il governo Letta e quel giovane buffone che si chiama Renzi e dal quale non mi aspetto assolutamente nulla di buono...

      Ho mandato ai Forconi un testo di adesione e di auguri... Mi hanno subito risposto, ringraziando...

    1. Fernesto 14 dicembre 2013

      si si cosa ? Alemanno , CasaPound , MarineLePen , ForzaNuova , Santanchè , Salvini ecc.. cosa sono ?

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