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IL RIBALTAMENTO DEI VALORI

DI EZIO PETRILLO
molecoleonline.it

La nascita della “mentevalanza”. Ovvero come l’istruzione non paga nel nostro paese

Sono giovani (ma non troppo), neo-laureati, titolari di specialistiche, master, corsi di alta formazione.
Ma anche 600 euro al mese vanno benone. Come si è arrivati a tale cambiamento percettivo?

Meno di un anno fa, nel corso di un colloquio di lavoro presso un importante multinazionale del settore recupero crediti, salta fuori il ribaltamento dei valori. La diversa prospettiva che ti impone il “sistema”, dopo anni e anni di erosione delle coscienze. D’altronde il potere deve esistere e cibarsi in qualche modo, anche se ci si ostina a chiamare democrazia la semplice accettazione dell’esistente e non la possibilità che qualcosa cambi. I fatti. L’offerta di lavoro in questione prevede uno stage retribuito a 600 euro al mese per sei mesi, con possibilità di proroga a 800 per i successivi sei. La giornata lavorativa è completa (ora si dice full-time) con pausa pranzo di un’ora. Il colloquio è di gruppo. A parecchi non pare vero il fatto che “si tratti di un semplice lavoro di “ufficio” e non di vendere qualcosa per strada o porta a porta”. E poi “la paga è buona, ormai gli stage non sono nemmeno retribuiti”. Sono i commenti principali dei candidati, ognuno dei quali deve presentarsi e motivare la sua scelta, perchè ha voluto partecipare alla selezione, ecc. ecc. Il 99% dei partecipanti al colloquio ha una laurea, quasi la metà addirittura un master, qualcuno ha partecipato a percorsi di formazione o stage all’estero, insomma, un potenziale “mentale” piuttosto alto. C’è un unico ragazzo che non è d’accordo e lo dice platealmente, nel corso della sua presentazione. “Non capisco questo entusiasmo per un posto da impiegato a 600 euro al mese” dice chiaramente. “Io sono un neo-laureato in ingegneria gestionale col massimo dei voti e francamente trovo eccessivo essere contenti di un’occupazione del genere. Per questo intendo rinunciare alla mia candidatura”. La selezionatrice, che non si aspettava una risposta del genere, quasi a voler stroncare ogni polemica replica “Quanti anni hai?” E lui “28”. Lei a quel punto trova l’asso nella manica e ribatte “Beh…dal tuo curriculum risulta che non hai esperienze, secondo me non ti conviene rifiutare così su due piedi questa proposta. Ormai il mercato del lavoro è questo. La nostra azienda è una delle poche che paga uno stage in maniera così elevata”. E poi, ammette “esercita un turn-over ampio anno dopo anno”. All’improvviso, poi, la domanda che non ti aspetti. “Senti, ma per parlare così starai ancora in casa con i tuoi genitori, vero?”. E lui, intimidito, quasi inorridito da quel quesito inatteso, risponde con un flebile “Si”. L’avesse mai detto. La selezionatrice gonfia i muscoli del suo orgoglio e afferma “Vedi, anch’io sono laureata in filosofia, da parecchi anni ormai, ma ho accettato un lavoro che non ha nulla a che fare col mio percorso di studi perchè nel nostro Paese funziona così. Intanto ora non sto più a casa con i miei”. Dopo l’ora e mezza di colloquio ascolto le voci e i commenti degli altri candidati. Tutti d’accordo con la responsabile delle risorse umane.

La colpa è di chi non si adegua al sistema e non di chi consente al sistema di esistere. Conviene, insomma, pagare a poco a poco il pizzo della propria dignità ai nostri legislatori, pur di “sopravvivere” e stare al posto con la coscienza. Ebbene si. Sopravvivere. Perchè ovviamente nessuno è tanto pazzo da pensare di poter campare, prendersi anche una stanza, con 600 euro al mese. Questa breve narrazione è lo specchio di una società fragilissima. Dove, come molti dicono, la generazione dei 25-30enni starà peggio della precedente, ma perchè è figlia di una sperimentazione legislativa e universitaria iniziata subito dopo l’avvento del nuovo millennio. 2001 e 2003 sono gli anni di grazia che ribaltano l’inconscio collettivo, i valori dominanti. Il 2001 è il primo anno di applicazione di una riforma universitaria bi-partisan, che introduce anche da noi le lauree specialistiche e magistrali, oltre a quelle triennali. A caldo la nuova legge fa acqua da tutte le parti. I programmi rimangono quasi inalterati rispetto alle lauree quinquennali e le “cavie della riforma” in pratica impiegheranno in media, quasi cinque anni, per una laurea triennale e tre anni per una laurea magistrale che ne prevede due.

Il risultato? La riforma del 2001 non ha fatto altro che “allungare” il percorso formativo, per cui un ragazzo che ha finito di studiare, si è laureato in maniera “completa” ha un’età molto superiore rispetto a quando esisteva solo la laurea quinquennale e quadriennale. Uscito dal mondo dell’università si ritrova con un mondo del lavoro che ha totalmente altre priorità. Un po’ come imparare certe cose a scuola guida per poi scoprire che nella pratica funziona tutto diversamente. Ma perchè? Perchè nel frattempo, nel 2003 entra in vigore la Legge Biagi che, a detta di molti, per evitare che un male endemico della nostra società, ossia il lavoro nero, si infiltri ovunque, legalizza rapporti di lavoro “atipici”, ossia priva un’intera classe sociale, i giovani per la maggior parte, ma non solo, di quelle garanzie e protezioni sociali conquistate anni addietro. Voci come tredicesima, malattia, ferie, spariscono dai contratti. Stage e cocopro vanno per la maggiore. Sono le tipologie contrattuali più usate perchè in qualche modo permettono di poter “utilizzare” un lavoratore alla stregua di un dipendente, risparmiando tantissimo sui costi aziendali. Nonostante magari chi, nella stessa azienda, svolge esattamente le stesse mansioni, ma con un contratto a tempo indeterminato. Ed ecco che, anno dopo anno, le offerte di lavoro diventano come un gioco al ribasso. Come una gara truccata di appalti pubblici vince chi offre il prezzo più contenuto. Le lauree triennali, intanto, sfornano un numero sempre maggiore di “dottori”, di menti e non più di braccia, disposte a tutto pur di “lavorare”. Le stesse università si rendono complici di questo meccanismo, obbligando, in molti casi, lo studente a svolgere uno stage per acquisire punti necessari per la laurea. Oppure propongono, in accordo con molte aziende, all’interno dei loro uffici di tutorato, stage a 150-200 euro al mese, quando, con tutto il rispetto, per pulire le scale offrono molto di più. Insomma, gli anni zero verranno ricordati per l’enorme sfruttamento di “menti” di “neo-laureati” che negli annunci vengono equiparati a “neo-diplomati” con una facilità disarmante. Come se anni e anni di sacrifici, di libri comprati, di esami, fossero nulla. Una sorta di “mente-valanza”, di manodopera o “mentedopera” a basso costo, a disposizione del potere. E poi ci sono i dati a parlar chiaro.

Secondo l’Istat, l’occupazione non è affatto aumentata a partire dal 2004 a oggi. Era all’8,3% nel 2004, primo anno successivo all’entrata in vigore della Legge 30, era tornata all’8,4% nel Dicembre del 2009. In pratica della precarizzazione dei rapporti di lavoro non ne ha beneficiato l’economia, ma soltanto quegli imprenditori che solamente “applicando la legge” hanno avuto uno strumento fenomenale di controllo dei propri dipendenti. Spesso giovani, spesso neo-laureati che con la scusa del “tanto non si trova nulla”, accettano di lavorare al pari degli altri colleghi, ma con molti meno diritti e molto meno salario.

Tutto questo genera nient’altro che una società di “frustrati”.

Di persone che per 8-10 ore al giorno non fanno quello che vorrebbero fare e si “adeguano a lavorare quasi gratis, perchè il mondo va così”. Da qui forse deriva quell’appiattimento e quell’assenza di desideri di cui parla l’ultimo rapporto Censis sulla società italiana. E chiunque tenta di far aprire gli occhi, come quel ragazzo che si descriveva all’inizio, viene tacciato di “bamboccionismo”. Se non si prende coscienza dell’enorme sfruttamento a cui è stata sottoposta un’intera generazione, la “proletarizzazione delle menti e dei saperi”, sarà una conseguenza inevitabile.

Ezio Petrillo, pubblicista free-lance
Fonte: www.molecoleonline.it
Link: http://www.molecoleonline.it/2011/01/05/la-nascita-della-mentevalanza-ovvero-come-listruzione-non-paga-nel-nostro-paese/
5.01.2011

Pubblicato da Davide

  • stefanodandrea

    Molto bravo. Complimenti.
    Soltanto direi che la Biagi ha svolto, ampliato ed esteso principi della legge TREU.
    Perciò, la rivoluzione sociale che si è verificata, mediante l’adeguamento ideologico e giuridico al cambiamento della base economica è tutto imputabile, in primo luogo, al centrosinistra con dentro gli ultimi rimasugli dei comunisti italiani. Con colpe di tutti coloro che non si accorgevano di nulla e, dando rilievo primario a “valori” (talvolta veri e talvolta ipocriti) come la legalità, la diversità, l’immigrazione, la pace, ecc., anziché ad altri valori, più veri e più autentici, hanno permesso ai leader del centrosinistra di fare leggi per le quali essi avrebbero meritato….. Meglio tacere.

  • radisol

    Vabbè, tutto comincia con la Treu …. anzi comincia ancora prima … e la colpa è del centrosinistra …. anche se poi la Biagi ha peggiorato ulteriormente la situazione …. nè del resto Prodi nei suoi 18 mesi si è posto minimamente il problema di rivedere la Biagi …..ma adesso cosa vogliamo fare ? ci teniamo questa situazione in eterno ? siccome c’è il peccato originale della pseudosinistra qualunque cosa fa il Berlusca va bene ? Cerchiamo di non essere ridicoli …. a me di mandare al governo qualcun’altro non me ne frega niente ….. ma bruciare tutto per ribellarsi a questa situazione mi sembra cosa buona e giusta …. a prescindere ….
    ed invece vedo molti qua sopra, in buona o mala fede, che dando giustamente le sue colpe alla pseudosinistra …. poi rispetto agli embrioni di ribellione a questo stato di cose che qua è là si cominciano a vedere, stanno fatalmente dalla parte del governo e delle guardie …. e magari sono gli stessi che mesi fa inneggiavano alla rivoluzione di piazza in grecia o in francia …. c’è qualcosa che non quadra ….

  • stefanodandrea

    Di importante, fino ad ora, ho visto una certa rabbia. E questo elemento, se confermato e se aumentarà è estremamente positivo: “Persino la barba di quell’uomo ,era arrabbiata” (George Steiner, rivolto a Marx).
    Ho avuto l’impressione, tuttavia, che la rabbia fosse indirizzata verso il governo e non verso il partito unico delle due coalizioni. Può darsi che mi sbagli. Altrimenti è una rabbia mal indirizzata.
    Poi dietro la rabbia non vedo dottrine molto profonde. E tantomeno ideologie capaci di conquistare l’egemonia. Constato inoltre una maggioranza di gente che a tutti i livelli accetta e ricerca i lavori servili; e non verifico contrasti tra lumpen e gente con la coscienza.
    In ogni caso, senza una dottrina non può accadere nulla. Una dottrina sbaglliata può provocare il male. L’assenza di una dottrina conduce per forza al nulla.La dottrina può essere sostiituita talvolta da un uomo dotato, che in qualche modo riesce a promuoverla sperimentandola
    In ogni caso la crisi (l’incertezza) sarà lunga, almeno dieci anni; le possibilità di crollo esistono e tutto dipende da innumerevoli variabili. L’europa può disintegrarsi da un momento all’altro. Perciò sono ottimista, anche perché intravedo qualche passo verso i primi barlumi diffusi della dottrina. L’uomo con le capacità rivoluzioarie, infine, può arrivare in ogni momento.
    Insomma è una situazione in cui mi sembra che domani sia ppiù facile che oggi. Spesso la situazione è inversa: ora o mai più.

  • backtime

    I laureati di oggi sono come le puttane, solo che le puttane dopo una settimana di marchette sanno vendersi aumentando il prezzo, mentre i laureati pieni della loro boria, il famoso pezzo di carta che non per tutti riporta il 110 più la lode, costato ai genitori fior di quattrini, no!

    Le fabbriche, le multinazionali, le banche e la P.A. cercano laureati? fatevi valere ragazzi! loro hanno bisogno di voi quanto voi di loro, la strategia è non sottomettersi, anche perché chi pecora si fa, il lupo se la mangia e non fa sconti dicendo avanti il prossimo.

  • ottavino

    Hai creduto nella scuola, hai studiato, hai creduto nelle promesse di questa società….e ora vorresti un buon lavoro…e il buon lavoro non c’è. Sei proprio un fesso….

  • nestor

    Ho la sensazione che i commenti, le risposte siano un improntate al sarcasmo, della serie “ben vi sta”. Certo, condivido il “ben vi sta” insieme, però, a “ben ci sta”. Al solito ve la prendete con i ragazzi dandogli addosso con “bamboccioni”, “i vostri genitori hanno pagato fior di quattrini…”, e tutta la fiera degli ipocriti sensi di colpa da far ridondare fra subalterni, come desiderrato dai non subalterni. Una vaga solidarietà no? Qualche spiraglio di comunanza nella frustrazione? Giammai … il solito clichè dei subalterni: zero comunanza proprio con chi si trova nelle stesse situazioni. Bene, alla luce di quanto sopra, non sarà meglio che a mio figlio, quel giorno fatidico, io gli dica: “Lasciamo perdere la scuola. Affrontiamo le cose con realismo. Ecco caro figlio, questa è una 7,65 e queste sono due scatole di munizioni. Non è stato facile per me trovarle in nero. Comunque sia: quelle sono le banche e quelle le case sfitte. Fai come credi e buona fortuna, figlio mio!” Un abbraccio. Lacrime della mamma …

  • Kazonga

    Le aziende (il padronato, gli imprenditori) sono riuscite a ribaltare completamente l’egemonia culturale (che era anche morale) della sinistra.

    Diceva Gramsci: “Una classe è in grado di imporre la propria egemonia culturale quando è in grado di imporre ad altri gruppi, attraverso pratiche quotidiane e credenze condivise, i propri punti di vista fino alla loro interiorizzazione, creando i presupposti per un complesso sistema di controllo”. Perfetto.

    Il proletario/operaio/impiegato che aspira al SUV, al TV plasma da 60 pollici, ad entrare nel jet set delle feste con troie, yacht e cocaina è stato completamente egemonizzato culturalmente, col beneplacito del sindacalismo confederale e di una “sinistra” che di sinistra non ha più nulla, e che ha smesso di lottare da almeno 30 anni. E che ha sposato valori, comportamenti, tecniche di comunicazione assolutamente coincidenti con quelle della destra.

    Ed ora siamo arrivati a questo punto. Dove il dramma non sono tanto le proposte dei lavori a 600 euro/mese a detentori di master o dottorati, quanto il fatto che la gran parte di questi ragazzi accetta bovinamente questa condanna al macello.

  • Rossa_primavera

    Non c’e’ alcun dubbio sul fatto che la legge Biagi nel suo complesso sia
    una legge “ideologicamente”criminale perche’ di fatto cancella d’un sol
    colpo tutte le conquiste faticose fatte dai lavoratori italiani nel dopoguerra e questo e’ evidente anche agli occhi di chi non e’ marxista.
    Essa rende di fatto i lavoratori,oltre che sottopagati,ostaggi veri e propri
    delle aziende che possono deciderne il destino a loro piacimento in
    trenta secondi,il che e’ ingiusto,immorale e credo anche anticostituzionale.Detto questo non stupisce nemmeno che la destra in
    Italia veda di buon occhio l’approvazione di tali leggi,la destra fa il suo
    mestiere,cioe’ difende gli interessi del capitale e degli imprenditori a
    scapito dei lavoratori.Quel che stupisce e’ la complicita’ accidiosa della
    sinistra che,come molti hanno ricordato,ha aperto le porte a questa strada vergognosa con la legge Treu e negli anni successivi non ha fatto
    nulla per modificare questo stato di fatto pur essendo al governo ma
    anzi ha aggiunto al danno la beffa:un suo ministro,pace all’anime sua,
    si e’ permesso vergognosamente di chiamare “bamboccioni”questa
    pletora di disperati costretti a vivere coi genitori fino a 40’anni perche’
    il mondo del lavoro li costringe a lavorare in condizioni da servi della
    gleba.Nemmeni i partiti che portavano nel loro emblema la falce e il
    martello hanno protestato piu’ di tanto:una sinistra seria avrebbe
    paralizzato l’Italia a furia di scioperi fino a che la legge infame non
    fosse stata ritirata.Appunto una sinistra seria,quella che in Italia non
    esiste piu’ da tempo

  • caterinazanivan

    Quando si capira’ che forse e’ meglio studiare cio’ a cui si e’ realmente interessati anziche’ studiare, sino alla laurea, per ottenere un bel posto – un buono stipendio – un po’ di potere, allora si finira’ di andare all’universita’. Allora di laureati ce ne saranno di meno.

    A quel punto, visto che anche il “lavoro” e’ soggetto alle regole del mercato quel giorno a quel colloquio si sarebbero trovati solo in pochi, forse pochissimi e avrebbero avuto modo di alzare il prezzo, il prezzo del loro lavoro.

    Finitela almeno dopo la laurea di definirvi “ragazzi”, cercate di essere tutti donne e uomini, cosi’ come siete.

    Seguendo la scuola non fate che seguire le regole di questa societa’ che vorreste cambiare ma di cui siete solo figli, poiche’ non fate che seguirne e condividerne sempre le regole. E la regola e’solo quella del “dominio”.

  • Galileo

    Qui continuiamo a ragionare con i confini nel cervello.

    L’Italia.

    Sapete quanto pagano a questi “ostaggi” di lavoratori all’Aeroporto di Barcellona. TRE EURO E MEZZO A LA ORA. Gente assunta per tre mesi e i contributi vengono pagati su 8 ore settimanali indipendentemente da quelle realmente fatte…e quindi come facciamo a pagare le pensioni? nessun problema, aumentiamo l’etá lavorativa…e questo qui e ovunque. Qui dovremmo iniziare a pensare come Nike, McDonald’s, Benetton, George Soros, Goldman Sachs etc etc.

    Oggi non è più una questione di destra o di sinistra, la politica non si puó ridurre a spettacolo tipo Grande Fratello, e se siamo arrivati a questo punto non è solo perché accettiamo bovinamente questa condanna, ma spesso, perché non sappiamo (visto che sono spariti i confini territoriali di azione) dove andare a protestare.

  • ottavino

    “Ben ci sta” è la frase giusta. Ma è più appropriato “ben gli sta” a chi ci ha creduto. Io non ho mai creduto nel ruolo promozionale della scuola e del lavoro. Ma se sei un gonzo e ci credi allora ti prendi “ben ti sta”. A tuo figlio non importa che gli dai la pistola. E’ sufficente che mentre la tv è accesa e c’è Carlo Conti gli dici: “questi sono tutti scemi”. Uno deve fare educazione, altrimenti sei un borghesuccio e ti prendi “ben ti sta”.

  • misunderestimated

    Gruppo Bancario CERCA laureati con Master in Ingegneria finanziaria per fregare i VERI lavoratori lucrando interessi sui loro depositi e polverizzando in conti in rosso tramite cartolarizzazioni e derivati.

    Andrebbe letta così…

  • misunderestimated

    Parole sante, a maggior ragione se, tra tutti i problemi che affliggono la VERA classe lavoratrice, la precedenza deve essere in virtù del più viscido e untuoso politically correct ugualmente ripartita fra operai, immigrati in nero, falsi invalidi, studenti, precari del pubblico, precari del privato, ricercatori in biologia, ricercatori in filologia medievale, aspiranti squali della finanza, chirurghi dalle belle speranze, impiegati, schiacciabottoni ecc.
    Tra chi i soldi allo stato li da e chi i soldi dallo stato li riceve.
    Tra chi la ricchezza la crea materialmente e chi sulla ricchezza altrui è in grado solamente di parassitare.
    Mi dispiace ma non la vedo in questo modo.

  • misunderestimated

    Parole sante, a maggior ragione se, tra tutti i problemi che affliggono la VERA classe lavoratrice, la precedenza deve essere in virtù del più viscido e untuoso politically correct ugualmente ripartita fra operai, immigrati in nero, falsi invalidi, studenti, precari del pubblico, precari del privato, ricercatori in biologia, ricercatori in filologia medievale, aspiranti squali della finanza, chirurghi dalle belle speranze, impiegati, schiacciabottoni ecc.
    Tra chi i soldi allo stato li da e chi i soldi dallo stato li riceve.
    Tra chi la ricchezza la crea materialmente e chi sulla ricchezza altrui è in grado solamente di parassitare.
    Mi dispiace ma non la vedo in questo modo.

  • roberto_fiordaliso

    Oltre al “ben gli sta” a me esce pure un ghigno e anzi invito gli interessati a crederci ancora per qualche altra decina di anni e di farsi qualche altro master, magari riescono ad arrivare a 650 euro!

    Credono nel libero mercato, e poi si lamentano che le “sedute” son diverse solo quando siedono “scomodi”.
    Ma va là; continuate a mandare i figli a scuola da “Maria” e soprattutto continuate a inorgoglirvi quando uno dei vostri figli raggiunge il ruolo della selezionatrice, non è per questo che li avete fatti studiare? (o per i figli: non è per questo che avete studiato?)

    Beh … purtroppo però i posti son limitati, i selezionatori devono essere sempre in minoranza dei selezionati! 😛

    Capriccetti borghesucci ecco cosa sono, non ho nessuna pena, solo ghigni per costoro!

    Saluti
    Roberto

  • roberto_fiordaliso

    Chi si rende conto di questo ribaltamento culturale sicuramente non è fra i “pignucolosi”, quello che hai scritto per il 99.9% della gente tronfia di lauree e master non ha alcun senso, lasciali pascolare indisturbati, non sanno far altro, non possono far altro.

    Pochi riescono a percepire il funzionamento dei vari meccanismi, infatti i caproni aspirano allo sfarzo e alla mondanità credendo che la chiave per essi sia il master o la laurea e si indignano quando non gli riesce.

    In poche parole dovrei sostenere lo sfruttato perchè non riesce a diventare uno sfruttatore ?

    Ma stiamo scherzando?

    Oltre a non farmi pena mi fanno anche parecchio schifo questi pseudo-poveracci imborghesiti!

  • Allarmerosso

    “”C’è un unico ragazzo che non è d’accordo e lo dice platealmente, nel corso della sua presentazione. “Non capisco questo entusiasmo per un posto da impiegato a 600 euro al mese” dice chiaramente. “Io sono un neo-laureato in ingegneria gestionale col massimo dei voti e francamente trovo eccessivo essere contenti di un’occupazione del genere. Per questo intendo rinunciare alla mia candidatura”. La selezionatrice, che non si aspettava una risposta del genere, quasi a voler stroncare ogni polemica replica “Quanti anni hai?” E lui “28”. Lei a quel punto trova l’asso nella manica e ribatte “Beh…dal tuo curriculum risulta che non hai esperienze, secondo me non ti conviene rifiutare così su due piedi questa proposta. Ormai il mercato del lavoro è questo. La nostra azienda è una delle poche che paga uno stage in maniera così elevata”. E poi, ammette “esercita un turn-over ampio anno dopo anno”. All’improvviso, poi, la domanda che non ti aspetti. “Senti, ma per parlare così starai ancora in casa con i tuoi genitori, vero?”. E lui, intimidito, quasi inorridito da quel quesito inatteso, risponde con un flebile “Si”. L’avesse mai detto. La selezionatrice gonfia i muscoli del suo orgoglio e afferma “Vedi, anch’io sono laureata in filosofia, da parecchi anni ormai, ma ho accettato un lavoro che non ha nulla a che fare col mio percorso di studi perchè nel nostro Paese funziona così. Intanto ora non sto più a casa con i miei”. Dopo l’ora e mezza di colloquio ascolto le voci e i commenti degli altri candidati. Tutti d’accordo con la responsabile delle risorse umane. “”

    «Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!»
    George Orwell

    Dedico agli schiavetti che leccano il culo alla responsabile .. DELLE RISORSE UMANE .. (non persone ma risorse umane) questa bella frase di Silvano Agosti .

    “il vero schiavo non è quello che ha la catena al piede, ma quello che non riesce ad immaginarsi la libertà”
    Silvano Agosti

  • geopardy

    Non è che a chi non abbia studiato stia andando molto meglio, credo.
    Le società che stanno prendendo il sopravvento nel mondo hanno cominciato a pagare profumatamente i propri laureati.
    In India , ad esempio, mi risulta che un ingegnere preparato prenda circa 1600-1800 euro al mese (un’enormità in moneta indiana), in uno stato in cui 100 euro sono un normale stipendio.
    L’india sta diventando un gigante mondiale, l’Italia un insetto mondiale.
    Forse una qualche connessione con il trattamento dei nostri laureti ci dovrà pur essere non credi?
    Ciao
    Geo

  • Kevin

    E’ propriò ciò che dico anche io (sono studente): qui da me ci sono studenti che al terzo anno accettano di buon gusto di essere schiavizzati facendo uno stage di 6 mesi NON retribuito e ne vanno fieri “perchè fa curriculum”. Il problema è che, come già scritto nell’articolo, sono stati completamente ribaltati i valori in questi ultimi anni: se prima hanno convinto le masse che “il lavoro nobilita l’uomo” ora sono riusciti a forzare ulteriormente la mano con una retorica del tipo “lo stage nobilita il giovane”. Bisogna fare un inversione di rotta. Purtroppo penso che la scuola abbia compiuto la sua missione e cioè quella di sterilizzare e rendere completamente docili e passive intere generazioni attraverso la cultura buonista della non-violenza sempre e comunque. La rabbia sarebbe già un buon inizio.

  • Kevin

    Sottoscrivo.

  • Kevin

    “Chi, per rimanere padrone di ciò che possiede, deve contare sulla mancanza di volontà di altri, è una cosa fatta da questi altri, così come il padrone è una cosa fatta dal servo. Se venisse meno la sottomissione. il padrone cesserebbe d’essere.” (Stirner)

  • backtime

    Fintanto che non toglieranno la Legge, che permette agli imprenditori di ricevere aiuti di stato per assumere, gli imprenditori non si prenderanno mai le responsabilità di investire, e poi diciamocelo, non si può diventare tutti avvocati e dottori o dentisti solo perché percepiscono di più, togliendo soldi a chi lavora anche per loro, perché senza il muratore il medico non avrà la sua clinica, senza un medico che sbaglia un avvocato non avrà un cliente che fa causa, ed un dentista senza un’odontotecnico che gli fa il lavoro di base, in bocca ti metterà solo i ferri (costruiti anch’essi da un’operaio).

    Non solo la vita è una ruota, è ora di cominciare a capirlo!

    Il lavoro come la vita, ha bisogno della presenza di tutti, perché tutti sono a tutti utili, per cui se tengo bassi i salari, quelli che vogliono guadagnare di più non lo faranno se mancano i clienti, ed in effetti è possibile notare come gli operai odierni non potendosi permettere il dentista, evitano anche il solo vezzo della pulizia interdentale.

    Chi ha senso di imprenditorialità, potrebbe inventare un nuovo ramo, riempire le zucche dei politici che si fanno eleggere senza dare prova di capire un [email protected] o impiantare coglioni a giornalisti che non avendo il coraggio di fare le domande giuste si azionano come pecore.

  • backtime

    Caro ragazzo la rabbia non paga, la presa di coscienza si.

    Non si può chiedere ad uno stagista di produrre con l’unico premio di fargli da curriculum, mentre l’imprenditore si mette i soldi in tasca per il lavoro svolto. Ti do quando mi dai! non a caso la saggezza popolare esplica – tanto dare, tanto avere – se vogliono, hanno da rimettere come fanno tutti! anche una caramella sfusa ha il suo costo non solo lo stick, allora perché io stagista devo darti il mio sapere gratuito?

    Dentro le Università deve sorgere quella coscienza, che manca poi alla politica che impone concetti irrealizzabili. Non esiste un sistema di stato che copra il gratuito che regala, qualsiasi corpo dopo una giornata lavorativa ha fame e questo lo avevano capito anche i faraoni con i schiavi a cui in mancanza di salario passavano gli alimenti ed i giacigli, certo non erano di lusso, ma erano di base, perché senza una base non si innalza nulla.

  • wiki

    sono abbastanza d’accordo…

  • wiki

    bei commenti…

  • wiki

    condivido…

  • wiki

    aggiungo però che se le “riforme” Treu potevano, in un contesto mondiale concorrenziale , aver la funzione di smuovere le acque di un mercato del lavoro, un po’ ingessato e per lo più basto su familismi o nepotismi vari, e incentivare taluni bamboccioni a darsi da fare, le successive riforme dei governi di destra hanno invece contribuito ad inquinare il mercato del lavoro con forme di schiavitù…

  • wiki

    ottime osservazioni…veramente !

  • mandal2010

    Non è che a chi non abbia studiato stia andando molto meglio, credo.Corretto,sono uno di quelli e conosco un marea di gente come me,solo pochi si salvano.

  • Monarch

    uhhh ma come siamo dotti… abbiamo la laurea.. e pure il “master”… ma andate a cagare il 99% delle lauree di oggi non valgono un cazzo e quelli che spendono 10000 euro di master mi fanno pisciare dalle risate…magari dopo averne spesi 10000 l’anno per laurearsi alla bocconi.

    VI(ci) meritate(iamo) anche meno di 600 euro per essere cresciuti senza un valore che non fossero i soldi,per aver svenduto qualsiasi ideale in cambio della promessa di un posto d’onore in questo bel mondo, per aver creduto che dare qualche esame farlocco all università potesse darvi una qualche competenza e un qualche spessore umano.

    Oggi siamo 50 milioni di dottori e gli immigrati nei campi e a fare i muratori, a guadagnare meglio di noi e a fare 4 figli a testa…stiamo per estinguerci, speriamo che chi ci ha colonizzato sappia fare meglio di noi.

  • Monarch

    Ma soprattutto guardate che cazzo di lavori offrono…lavorare in banca, vendere spazzatura ai vostri simili per fregarli, vendere questo vendere quello SOlo venditori oggi…venditori di merda che producono i cinesi o i cambogiani a un dollaro l’ora…e pensare che solo ai tempi del boccaccio i Mercanti erano socialmente sotto alle puttane e ai morti di fame.
    Chi ha detto che non avere una lira sia peggio di fare il mestiere piu’ viscido che il genere umano abbia mai contemplato?

    Oggi pure gli ospedali non si chiamano piu ospedali ma Aziende sanitarie, e indovinate un po qual’e’ lo scopo di un azienda? il Profitto ovviamente…se non ci puoi guadagnare non serve a niente neanche salvare una vita umana.Lo sapete vero che il ministero della salute, per decidere quanto investire per la cura di una determinata malattia calcola il “costo in ore di lavoro perse”per quella malattia e vede se l’investimento ripaga la spesa?A nessuno gliene frega un cazzo se vivi o se muori, basta che fai lo schiavo per bene finche non muori.La pensione? un ricordo dei nonni..

    Se non iniziamo a cambiare la nostra concezione del mondo o ci estinguiamo o diventiamo come i cinesi, come le api…a lavorare 18 ore al giorno finche non si crepa…come gli insetti del cazzo..Gia’ ci fanno vivere negli alveari, ci fanno mangiare la merda dei supermercati e ci chiamano i Consumatori,i Lavoratori…non siamo gia piu esseri umani da un pezzo…

  • Albertino

    Mi fa pena e rabbia leggere certi commenti di invidia e rancore nei confronti di chi ha studiato e viene sfruttato in maniera schifosa da qualsivoglia datore di lavoro, con la complicità di una legislazione obbrobriosa.
    La stessa legislazione che permette lo sfruttamento più infame di chi NON ha studiato ma è ugualmente in cerca di lavoro.
    E invece di fare fronte comune, ecco le solite divisioni : laureati contro diplomati, diplomati contro chi ha solo la terza media, lavoratori autonomi contro dipendenti, nord contro sud, maschi contro femmine, ecc.
    Solidarietà ? Voglia di capire ?
    No, è molto più facile “essere contro”.

  • stefanodandrea

    Come non darti ragione? Aggiungi, dipendenti privati contro dipendenti pubblici; e dipendenti pubblici e privati contro lavoratori autonomi; detentori di piccoli risparmi contro persone non dotate di risparmi.
    Se non fosse così il capitale sareebbe disciplinato e funzionalizzato, limitandone il potere sui cittadini e nei confronti dei medesimi. Ma non siamo nemmeno più cittadini. Siamo secessionisti, suddisti, menefreghisti e individualisti.
    Ecco perché io spero che la crisi duri i prissimi trenta anni e che periodicamente si produca anche qualche crollo. La situazione che abbiamo creato è la meno idonea a formare e far emergere uomini. L’uomo viene fuori quando ci sono le difficoltà. Speriamo che ne arrivino tante.

  • FrancescaG75

    Per il mio vissuto, la realtà è addirittura peggiore di quella descritta nell’articolo.
    Ho 36 anni, lavoro da quando ne avevo 22. Ho cambiato molti lavori, ma non ho mai visto un contratto in vita mia.
    Nel frattempo ho conseguito una laurea specialistica, e adesso lavoro part time sempre rigorosamente IN NERO a 400 euro al mese.
    Non ho mai voluto scendere a compromessi, ma in un certo senso fino ad ora me lo sono potuta anche permettere, visto che vivo in un appartamento di proprietà della mia famiglia.
    Per fortuna sono una persona che vive alla giornata, perché altri al posto mio non vedrebbero neanche uno spiraglio di speranza.

  • roberto_fiordaliso

    Se confondi disprezzo con l’invidia non hai ben chiari alcuni funzionamenti; la storiella della volpe e dell’uva non vale per ogni cosa.

    Il problema non è la laurea in se, ma il fatto che il laureato cercando un posto da rispettabilissimo sfruttatore e non trovandolo, si lamenti e chieda aiuto per la sua ascesa sociale facendo del vittimismo becero spacciandosi per quello che non è e che non sarà.

    Se ci tieni a continuare un discorso fammi pure un esempio del frutto di alcune università prese a caso e poi vediamo dove va, in genere, a posizionarsi questo “frutto” nel caso che la “legislazione obbrobriosa”, come la chiami tu, funzionasse a dovere.

    Ti prego, per rispetto dell’intelligenza dei lettori di non fare esempi stile:
    1 – università medicina
    2 – risultato medico chirurgo
    3 – va a lavorare con emergency

    😛

    Ciao
    Roberto