IL PRODOTTO DELLA NOSTRA COSCIENZA AMBIENTALISTA...

IL PRODOTTO DELLA NOSTRA COSCIENZA AMBIENTALISTA...

DI NATALINO BALASSO

facebook.com

Potrei dire che è un problema di inquinamento, di rischio ambientale, di cecità progettuale. Potrei dire che, come scrive il Sole 24 Ore, abbiamo basse probabilità d'incassare qualcosa da queste concessioni trivellatrici, non siamo un paese con grandi risorse e le concessioni potrebbero addirittura finire a ZERO incassi. Potrei dire che gli eventuali incassi saranno molto poco locali e molto centrali e quindi a forte rischio di dispersione di liquidi in tutti i sensi. Potrei dire che i posti di lavoro saranno una manciata e che, comunque, anche ripristinando la pena di morte o rendendo legale la tortura si creano posti di lavoro, ma ciò non significa che occorra per forza farlo. Insomma, ci sono un sacco di ragioni per cui questa nuova vecchia idea non può essere definita geniale. E ci sono un sacco di ragioni per andare a votare e votare sì.
Ma c'è un altro fatto abbastanza chiaro.

A referendum di questo tipo ci vanno a votare sempre in meno, e le ragioni non sono tutte ascrivibili a chi invita a non votare. Inutile dire che un certo ambientalismo cialtrone, pressapochista e poco informato, ha tolto forza alle istanze di chi al territorio ci tiene veramente. Il fatto che dagli anni '70 si dica che in 20 anni il petrolio si esaurirà, non depone a favore di chi pensa che il petrolio sia da superare e mica perché si esaurirà. E poi c'è l'atavica tendenza all'insensibilità sociale delle nostre classi politiche per cui i referendum sono puntualmente aggirati da decreti e decretini con varianti millimetriche.

Il prodotto della nostra coscienza ambientalista, diciamolo pure, fa un po' ridere. Se il fotovoltaico deve significare campi seminati a pannelli solari, se il risparmio energetico dev'essere la truffa della casa di classe A o la benzina euro 10, siamo ben lontani da una vera coscienza del rispetto della terra e della gente che ci circonda.

Io insisto a dire che se un cambiamento non è culturale, non è un cambiamento. C'è in giro troppa gente che vuole cambiare il mondo e poca gente che vuole cambiare le proprie abitudini. Ma finché parcheggeremo la macchina accesa con dentro i nostri figli, finché li faremo assistere alle nostre tempeste di cemento, di tralicci e di roba elettronica che imita in tutto e per tutto la roba non elettronica con l'unica differenza che consuma più energia, finché li metteremo di fronte alla nostra infantile infatuazione per le macchine viste non come strumenti, ma come oggetti emotivi, che deriva dall'antica invidia della borghesia per gli aristocratici, non ci sarà referendum che tenga.

Non m'interessa come voterete, è l'energia di cui noi stessi pensiamo di avere bisogno che fa sì che quello della produzione di energia sia un business feroce e mortale. Ma con tutta questa energia, cosa abbiamo prodotto veramente? Quel che mi sembra è che il monte di energia che insistiamo a pensare necessaria partorisca topolini spelacchiati. Se la specie umana si estinguesse l'universo andrebbe avanti senza enormi scossoni; Io mondo non è in pericolo, la nostra intelligenza si.

Natalino Balasso

Fonte: https://www.facebook.com

Link: https://www.facebook.com/natalinobalasz/posts/1221206011230884?fref=nf

16.04.2016

Commenti (27)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 7 caricati
    1. A-Zero 17 aprile 2016

      O cojo' il caffè lo faccio col gasse, come te? Nun c'hai capito un tubo e io nun me so spiegato .

      Nun me serve de annammela a pijà andò sei abituato a annatteal a pià te

      Se ci si capisce è bene e sinnonò vattela a pijà

      (psicolinguaggio per il canale d comunicazione del vattelapijà)

      sema a litigà come li cojioni noi che siamo servi, servi diversi. Vatte a pijjaaààà er caffè. Si voi te regalo la carbonella che c'è mizzio che la venne all'ingrosso. Però noi er caffe se lo famo cor gasse! Come te. Ma nun ho capito perchè per farme er caffè devo tenemme le piattaforme inutili. Seconnome ce stanno a cojonà, e je stai a da na mano.

    1. A-Zero 17 aprile 2016

      Condivido il messaggio di questo post. Anzi me lo appunto per ricordarmi di certe cose (che non sottolineo in quanto morali e me le tengo per me per non aizzare un inutile e squallida contesa morale da blog).

      L'ambientalismo, come il sindacalismo è un terreno scivoloso, ambiguo. In realtà non lo sarebbero tanto di per seè, ma messi in relazione con la politica (cioè la fase separata delle decisioni affidate a qualcun altro da noi spossessati) diventano qualcosa che alla fine ti frega.

      Ricordo di aver partecipato un anno fa a un incontro contro le devastazioni ambientali che il sistema (il sistema a cui siamo costretti a far parte, con o senza caffè in tre minuti). Bene c'erano diversi individui di diverso orientamento.

      Da una parte chi esprimeva la difficoltà di proporre a sè e agli altri un discorso di critica profonda, radicale (cioè alle radici delle cause, non nel senso vulgato di 'estremismo' - psicocategoria verbale) partendo dal particolare aspetto (la nocività ambientale specifica) e collegandolo al modo di produzione e ai rapporti sociali. La difficoltà recidere i legami reali e psicologici (il caffè e la carta igienica) che sono i legacci che ci tengono chini agli scalmi del sistema e di far vedere come sia possibile e a portata di mano sbarazzarsi delle nocività e del sistema che le produce.

      Dall'altra parte, tomo tomo cacchio cacchio, dopo due ore di discussione, anche accesa, si alza un para-politico e dice che riguardo alle trivelle si stavano orientando al referendum.

      Morale: un anno e mezzo dopo acco il referendum, un referendum proposto dai politici (presidenti delle regioni) per un giusto problema di tornaconto (cazzo alora pagateci le royalties al 70%, pagateci gli ospedali e i ticket ai 7 milioni di poveracci, ENI del cazzo, ti pare!), una questione enorme, radicale, importante ridotta a un cavillo buricratico che, qualunque sia l'esito del referendum, tale esito può essere cambiato con un altro cavillo legislativo.

      Capito che fanno i para-politici, i politici e la logica politica? (ripeto: intendo per politica non la tua decisione politica personale ma quella sfera separata che rende tutti gli individui spossessati della propria capacità di decisione politica e di azione politica diretta)

      Poi l'ambiguità non finisce mai: adesso che fai? se non vai a votare vedrai che grancassa i signori del caffè-in-tre-minuti faranno insieme allo stato e al capitale ... Ah Ah nenche il quorum avete raggiunto Ah Ah vuol dire che milioni di itagliani (replicanti) non vogliono sapere dell'ambientalismo Ah Ah

      Allora come dobbiamo concepire la lotta? Cosa dobbiamo farcene dei politici e delle loro paludi chiamate sindacalismo e ambientalismo?



    1. AlbertoConti 17 aprile 2016

      " .... decretini con varianti millimetriche"

      Ecco, è questo il punto, per decretinizzare l'italiota medio ci vorrebbero varianti kilometriche.

    1. mazzam 17 aprile 2016

      Tanta roba per dirci che?

      Che te invece ti fai il caffè sulla carbonella?

      Mavattelàpià...
    1. A-Zero 17 aprile 2016

      Ma che bel cortocircuito (nel senzo pavloviano ci ciscuito corto, ma proprio coorto)! Il caffè in tre minuti ... wow! ... la carbonella? wow ... Un'altra esistenza inutile .... wow .... in 2 minuti mi faccio .. che so ... un qualcosa .. dai che poi mi schiaffo due ore al pc/tv/tblet/ a vedere il calcio/porno/gioco .. l'esistenza umana ...che zavorra di tempo sprecato .. l'importante il caffè in 3 minuti ... e la carta igienica? non è il vero simbolo della civilizzazione?

      Problema: come fa Pierino a farsi il caffè in tre minuti?

      Dati:

      Non voglio accendere la carbonella (puzza e sporca e avvelena)

      Non voglio colonizzare i Kazakistan, l'Algeria, metterci regimi dispotici, destabilizzare tutte le aree dove passera il gasdotto (tuttosto casino per il tuo caffè di in tre minuti? bene prenditi òle tue responsabilità perchè se sei tu la causa finale di sto casino allora le tue responsabilità te le devi prendere, insieme a qualche pallottola).

      Soluzione: come si è trovata la soluzione per la carbonella, si troverà quella del gas (gli umani sono capaci di farlo, o almeno ci sono individui che sono capaci di trovare - ovvero inventare - soluzioni) a meno chè .....

      Ammmenochè la più gran massa di individui siano replicanti di BORAT e allora non c'è speranza. La speranza di una vita piena di senso (a anche di un po' di autentica gioia) se la mangiano loro in soli 3 secondi.


      ( a proposito, ma borat non è un kazako?)

    1. Holodoc 17 aprile 2016

      Esattamente! Chi voterà SI a questo referendum come minimo mi aspetto che entro breve venda l'auto e disdica la fornitura di gas altrimenti è solo un IPOCRITA!


    1. borat 17 aprile 2016

      questa mattina ho acceso il fornello a gas e in tre minuti mi sono fatto un caffè: meglio così che bruciando carbonella su un braciere no?

Visualizzati 7 di 27 commenti approvati.