Home / ComeDonChisciotte / IL PROCESSO SHOW DEL SECOLO

IL PROCESSO SHOW DEL SECOLO

DI GHALI HASSAN

Il processo a Saddam è una messinscena. È uno show hollywoodiano per deviare l’attenzione dalla distruzione dell’Iraq e dai massicci crimini di guerra commessi contro il popolo iracheno. Il “tribunale” è illegale come l’invasione e non ha legittimità nell’Iraq occupato. Il “processo” del presidente Saddam Hussein, di fronte ad una Corte Kangaroo orchestrata dagli Stati Uniti, è salutato come il “processo del secolo”.

Quelli che hanno commesso i crimini sono riveriti e protetti, mentre le loro vittime sono sottoposte ad un giudizio farsa.

Non è Saddam ad essere sotto giudizio; è il sistema legale internazionale.

Secondo il professor Charif Bassiouni, dell’Università DePaul, esperto in Diritto Penale Internazionale ed ex osservatore dell’Onu per i diritti umani in Afganistan: “E’ stato fatto ogni sforzo per avere un tribunale il cui ordinamento giudiziario non sia indipendente ma controllato – e per controllato intendo che i manipolatori politici del tribunale devono assicurare che gli Stati Uniti e le altre potenze occidentali non siano portati in causa. Questo rende il giudizio simile alla vendetta del vincitore: mirato, selettivo ed ingiusto. È un raggiro.”
Questa è la precisa definizione di una Corte Kangaroo. Uno degli avvocati di Saddam ha detto “Gli americani sono intenti a fare questa pura messinscena, un processo show”. Il processo a Saddam è una mistificazione. È una rappresentazione hollywoodiana per deviare l’attenzione dalla distruzione dell’Iraq e dai massicci crimini di guerra commessi contro il popolo iracheno. Come l’invasione, il “tribunale” è illegale e non ha legittimità nell’Iraq occupato. È una schiacciante evidenza a condannare George W. Bush e Tony Blair di crimini contro l’umanità piuttosto che condannare Saddam Hussein. Per la Convenzione delle Nazioni Unite, Bush e Blair sono colpevoli di crimini contro l’umanità, di torture e della distruzione arbitraria dello stato dell’Iraq.

Questa è la realtà; gli Stati Uniti ed i loro alleati non sono interessati al processo in sé; sono interessati all’umiliazione di tutti gli arabi. Saddam è un arabo ed un musulmano. Egli è usato come un simbolo per demonizzare ancor più arabi e musulmani. Il processo è visto in Occidente come se tutti i leader arabi fossero sotto giudizio. È orchestrato e controllato dall’imperialismo occidentale. È un arrogante processo show per intimidire.

I leader o despoti arabi autonominatisi non solo non sono riusciti ad ottenere un’economia forte, ma nemmeno a costruire una difesa contro l’imperialismo occidentale e restano vulnerabili alla sua collera ad ogni occasione. Oggi, gli arabi sono stretti in mezzo tra sionismo ed imperialismo. I loro eserciti esistono solo allo scopo di proteggerli dalle masse senza diritti. Essi hanno tradito tutto il mondo arabo e musulmano e non sono riusciti a capire il pericolo dell’ideologia imperialista-sionista.

Il processo show offre a giornalisti, esperti, organizzazioni dei diritti umani e Ogn occidentali (soprattutto con sede negli USA) l’opportunità di mostrare la loro lealtà all’occupazione e all’imperialismo. Per più di 15 anni Saddam è stato demonizzato come l’epitome che rappresenta tutto il male di oggi. Nonostante la totale mancanza di conoscenza dell’uomo, ogni giornalista ed esperto ha qualche cosa da dire su Saddam. Saddam è riesumato per diventare parte dei programmi delle scuole occidentali. (Ma sarebbe auspicabile che i programmi includessero i conseguimenti di Saddam, come il miglior sistema di istruzione ed i migliori servizi sanitari nel Medio Oriente. Saddam diede diritti compiuti alle donne, prima che gli Stati Uniti distruggessero ogni cosa).

Ricordo che durante il governo di Saddam, le organizzazioni dei diritti umani e i giornalisti non avevano alcun problema ad andare in Iraq e a riferire sulla condizione dei diritti umani là. Sempre negativamente, è ovvio. Essi visitarono le carceri di Abu Ghraib ed altrove, con ampio accesso. Comunque, dall’invasione e dall’occupazione dell’Iraq da parte delle forze degli Stati Uniti, le organizzazioni dei diritti umani e i giornalisti hanno quasi completamente smesso anche solo di menzionare il grande abuso dei diritti umani del popolo iracheno da parte delle forze US e dei loro collaboratori. Le stesse organizzazioni che prima dell’invasione visitavano liberamente l’Iraq, oggi non hanno nessun diritto ad andare dove vogliono in Iraq. I loro scarni rapporti sono stati fatti per falsificare.

Non è sorprendente sentire Amnesty International (AI) e Human Right Watch (HRW) criticare il così detto “tribunale” dell’Iraq. Questo è il modo di lavorare dell’imperialismo. “Noi abbiamo forti preoccupazioni che il tribunale non offrirà le garanzie di un processo equanime richieste dalla legge internazionale”, ha detto Richard Dicker, di HRW. Riusciamo ad immaginare “le grandi preoccupazioni” di HRW per i diritti di centinaio di migliaia di iracheni – uomini, donne e bambini – che sono stati arrestati, imprigionati, vessati e torturati senza alcun addebito?

Saddam è responsabile per lo sterminio di centinaia di migliaia di iracheni innocenti, soprattutto donne e bambini? Ma HRW ed AI non esprimono preoccupazione per la morte di fame intenzionalmente causata dalle forze US alla popolazione irachena.

Solamente quando il cattivo è alla sbarra, si sente il brusio delle organizzazioni dei diritti umani e delle Ong. Il processo show di Saddam costituisce un’opportunità per HRW, AI ed il resto delle Ong occidentali per occultare i crimini di guerra commessi dalle forze di occupazione. In questo modo, essi si fanno strumenti dell’imperialismo occidentale.

Si dovrebbe tenere presente che tutte le dichiarazioni contro Saddam sono non confermate e non c’è prova che Saddam sia personalmente responsabile per i crimini addotti. L’accusa “è totalmente vacua… in Francia nessun giudice licenzierebbe il caso. Non si andrebbe nemmeno al processo”, ha detto Andre Chami, un avvocato francese nella squadra di difesa di Saddam. Effettivamente, alcune delle dichiarazioni contro il regime di Saddam sono state confutate dall’Onu e da funzionari occidentali credibili. Le dichiarazioni contro Saddam e l’Iraq furono fatte da giornalisti occidentali, truffatori espatriati ed organizzazioni dei diritti umani e Ong occidentali. Inoltre, anche se Saddam commise crimini, quei crimini furono commessi con la piena complicità ed appoggio dei leader e dei media occidentali.

Non è Saddam che è colpevole di crimini contro umanità; Bush e Blair lo sono. L’invasione e la distruzione dell’Iraq costituiscono un atto illegale di aggressione “che contravviene alla Carta dell’Onu e alle leggi internazionali”. “Solamente i legalitari più incorreggibili possono fingere di essere scioccati dalla conclusione che l’autore di un’azione aggressiva di guerra rischi di essere punito per il suo comportamento, anche se nessun tribunale ha mai deciso prima che l’azione di una guerra aggressiva sia un crimine”, scrisse Telford Taylor, assistente del capo dell’accusa americano, Robert H. Jackson, al Processo di Norimberga. Il giudice del Tribunale di Norimberga disse “Iniziare una guerra di aggressione, non è solo un crimine internazionale; è il supremo crimine internazionale, che differisce solamente dagli altri crimini di guerra in quanto contiene dentro di sé l’accumulo del male intero”. A Bagdad, purtroppo, sono alla sbarra le persone sbagliate.

Nessuno ha accusato di crimini di guerra e crimini contro l’umanità George Bush meglio di Franis A. Boyle, professore di Legge ed esperto in Diritto Internazionale all’Università dell’Illinois. In innumerevoli documenti, il professor Boyle mostra come il principio di Norimberga possa essere usato per accusare l’amministrazione Bush. Boyle scrive: “In termini legali internazionali, la stessa amministrazione Bush Jr. ora dovrebbe essere vista dalla legge criminale internazionale come parte di una cospirazione criminale in corso, in violazione della Carta di Norimberga, del Tribunale e dei Principi di Norimberga, a causa della sua formulazione e dell’attuazione di politiche aggressive di guerra che sono giuridicamente simili a quelle perpetrate dal regime nazista”.

Inoltre l’articolo 6(b) della Carta di Norimberga del 1945 usò il termine “crimini di guerra” per definire: “… la distruzione arbitraria di città, paesi e villaggi, o la devastazione non giustificata da necessità militare…” Così la distruzione di città irachene come Fallujah Ramadi, Hillah, Tel Afar Bagdad ecc. costituisce una distruzione arbitraria di città e “non è certamente determinata da ‘necessità militari’, che sono sempre definite e c contemplate dalle leggi di guerra”, scrive Francis Boyle.

Il professor Richard Overy, del King’s College di Londra, un’autorità preminente sul Processo di Norimberga e il diritto internazionale, descrive accuratamente come opera il sistema legale internazionale. Scrive: “Il Diritto Internazionale opera solamente contro gli stati più deboli. Le grandi potenze hanno un’immeritata e inammissibile immunità [auto-indotta]. Ciò che é accaduto in Iraq è un grande crimine contro l’umanità, e Bush e Blair dovrebbero essere alla sbarra” ed i principi del sistema legale internazionale dovrebbero essere applicati nel processare loro. La giustizia non si realizza con un processo show; si realizza con un processo equo.

Il permanere di truppe e di mercenari US in Iraq è contro la volontà del popolo dell’Iraq, in contravvenzione alle leggi internazionali. L’azione più urgente è porre fine al crimine dell’occupazione in corso. Le vite irachene ed i diritti umani sarebbero meglio serviti dal pieno e immediato ritiro delle forze US dall’Iraq.

Ghali Hassan
Fonte: www.globalresearch.ca/
Link: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=viewArticle&code=HAS20051020&articleId=1116
20.10.05

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di B.F.

Pubblicato da Davide