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IL PROBLEMA DELLA FIDUCIA NELLA SCIENZA COMPLESSA


DI GEORGE MONBIOT
guardian.co.uk

Non c’è un modo semplice per combattere la pubblica ostilità verso la ricerca climatica. Come ci fanno vedere gli psicologi, in ogni caso non sono i fatti che ci fanno cambiare idea.

C’è una domanda alla quale nessuno di quelli che negano il riscaldamento globale causato dall’uomo vuole rispondere: che cosa ci vorrebbe per persuaderti? Nella maggioranza dei casi, la risposta sembra essere nulla. Nessun livello di evidenza può scuotere la credenza in crescita che la scienza del clima è un gigantesco complotto messo insieme dalle teste d’uovo e dai governi per tassarci e controllarci. Il nuovo studio del Met Office che dipinge un quadro anche più oscuro di quello del Pannello Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC) non farà niente per cambiare questa visione.

L’attacco contro gli scienziati del clima si sta oggi allargando a una guerra totale contro la scienza. Scrivendo recentemente per il Telegraph, l’opinionista Gerald Warner ha trattato gli scienziati con i termini di “Narcisisti e Prime Donne, teste bacate in camice bianco [che] hanno ripreso il loro ruolo di pazzoidi…. Il pubblico non ha più rispetto per gli scienziati. Come le chiese evangeliche in continuo litigio fra loro nell’800, possono formare tutte le sette scismatiche che vogliono, tanto nessuno gli da più retta.”

Opinioni di questo genere possono essere spiegate in parte come una rivincita degli umanisti. Ci sono poche eccezioni al fatto che non ci sono editori o dirigenti in una ditta di media – e pochissimi giornalisti – che abbia un titolo di studio scientifico, tuttavia tutti sanno che i nerd stanno conqustando il mondo. Ma il problema è reso più difficile dalla complessità. Arthur C. Clarke ha detto che “ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia”. Avrebbe potuto aggiungere che ogni conoscenza sufficientemente avanzata non è distinguibile dalle ciarle senza senso. La specializzazione scientifica è oggi così estrema che anche persone che studiano campi vicini all’interno della stessa disciplina scientifica, non si capiscono più fra di loro. Il dettaglio della scienza moderna è incomprensibile per quasi tutti, il che significa che dobbiamo accettare sulla fiducia quello che gli scienziati dicono. Eppure la scienza ci dice che non bisogna fidarsi di niente. Questa contraddizione è fatale per la fiducia del pubblico.

La sfiducia è stata moltiplicata dagli editori delle riviste scientifiche, le cui pratiche monopolistiche fanno si che i supermercati sembrino degli angioletti, e che sono dovute da tempo per un’inchiesta da parte della Commissione alla Competizione. Gli editori non pagano per la maggior parte del materiale che pubblicano eppure, a meno che voi non siate membdi di un’istituzione accademica, vi fanno pagare 20 sterline o più per accedere a un singolo articolo. In certi casi, fanno pagare alle biblioteche decine di migliaia di sterline per un abbonamento annuale. Se gli scienziati vogliono che la gente provi perlomeno a capire il loro lavoro, dovrebbero far partire una rivolta su larga scala contro le riviste che pubblicano i loro lavori. Non è più accettabile per i guardiani del sapere di comportarsi come dei guardiacaccia dell’800, che cacciano via i proletari dalle grandi tenute dei ricchi.

Ma c’è un sospetto più profondo qui. La mitologia popolare, da Faust al Dr. No, attraverso Frankenstein – propone gli scienziati come sinistri cospiratori, che utilizzano le arti oscure per avanzare i loro poteri diabolici. Alle volte, questo non è così lontano dalla verità. Alcuni scienziati hanno usato il loro genio per trasformare l’antrace in armi per i governi della Russia o degli Stati Uniti. Alcuni isolano geni assassini per le ditte di biotecnologia, allo scopo di impedire ai coltivatori di propagare i loro semi. Alcuni cedono i loro nomi per articoli scritti segretamente dalle ditte farmaceutiche con lo scopo di imbrogliare i dottori riguardo alle proprietà delle medicine che vendono.

Finché non avremo un codice di comportamento globale o un giuramento Ippocratico che costringe gli scienziati a non fare danni, la reputazione della scienza sarà trascinata nella polvere da ricercatori che inventano sempre nuovi modi di farci del male.

Ieri, Peter Preston ha scritto sul Guardian un appello per un profeta che potesse tirarci fuori dalla selva oscura. “Abbiamo bisogno di uno scienziato appassionato e persuasivo che può stabilire una connessione con il pubblico e convincerlo…. Abbiamo bisogno che un credente ci insegni a credere.” Funzionerebbe? No, guardate all’odio e alla derisione che l’appassionato e persuasivo Al Gore ha generato. Il problema è non solo il fatto che la maggior parte degli scienziati non sono in grado di parlare in un linguaggio umano riconoscibile, ma sta anche nell’aspettativa che la gente sia sensibile alla persuasione.

Nel 2008, il Washington Post aveva riassunto i risultati di alcune recenti ricerche nella psicologia della disinformazione. Queste ricerche dimostrano che, in certi casi, smentire una storia falsa può aumentare il numero di persone che ci credono. In uno studio, il 34% dei conservatori ai quali era stato detto che l’Iraq aveva armi di distruzione di massa, tendevano a crederci. Ma fra quelli ai quali si faveva vedere che le affermazioni del governo erano completamente smentite dal rapporto Duelfer, il 64% aveva finito per credere che l’Iraq aveva armi di distruzione di massa.

C’è una spiegazione possibile in un articolo pubblicato su “Nature” in gennaio. L’articolo dimostra che la maggior parte delle persone tendono a “prendere spunto per quello che devono provare come sentimento, e quindi credere, dalle esclamazioni di approvazione o disapprovazione della propria platea”. Quelli che si considerano indivualisti e quelli che rispettano l’autorità, per esempio, “tendono a trascurare l’evidenza di rischi ambientali, perché l’accettazione generalizzata di questa evidenza porterebbe a restrizioni al commercio e all’industria, attività che loro ammirano.” Quelli che hanno una visione più centrata sull’uguaglianza sono “più soggetti a credere che queste attività portano a rischi inaccettabili e quindi dovrebbero essere limitate.

I ricercatori hanno trovato che queste divisioni spiegano meglio di ogni altro fattore le differenti risposte alle stesse informazioni. I nostri filtri ideologici ci incoraggiano a interpretare nuove evidenze in modo tale da rinforzare quello che già crediamo. Come risultato, i gruppi che hanno valori opposti diventano più polarizzati, e non di meno, quando sono di fronte a informazioni scientificamente corrette. I conservatori nell’esperimento sull’Iraq potrebbero aver reagito contro qualcosa che loro percepivano come associato al rapporto Duelfer, piuttosto che alle informazioni che esso conteneva.

Per quanto questa analisi possa suonare giusta, la descrizione di dove si trova la linea di divisione non è completamente corretta. Non descrive la strana posizione in cui mi trovo. Nonostante i miei sentimenti iconoclastici e anti-corporazioni, sto spendendo molto del mio tempo a difendere il “sistema” scientifico contro quel tipo di fomentatori di disordini con i quali mi trovo spesso associato. Il mio cuore si ribella contro questo progetto: vorrei piuttosto tirare uova marce agli scienziati che cercare di capire i loro dati. Ma i miei principi mi obbligano a cercare di capire la scienza e spiegarne le conseguenze. Questo progetto è risultato il più settario nel quale mi sia mai trovato a lavorare. Più mi concentro sui fatti, più virulenta diventa la loro deformazione.

Tutto questo non mi da fastidio – ho una pelle da dinosauro – ma rinforza l’impressione terribile che nulla funziona. La ricerca pubblicata nell’articolo su Nature mostra che quando gli scienziati si vestono sobriamente, si tagliano la barba, e danno dei titoli conservativi ai loro articoli, riescono a comunicare con l’altra parte. Ma nel fare in questo modo sicuramente si allontanano da persone che sarebbero inclini ad aver fiducia in loro. Come mostra la saga del vaccino contro il morbillo, le persone che non hanno fiducia nell’autorità possono prendere a calci la scienza altrettanto bene di quelli che invece ne hanno.

Forse dobbiamo accettare il fatto che non esiste una soluzione semplice alla pubblica sfiducia contro la scienza. La battaglia sul cambiamento climatico suggerisce che più chiaramente spieghi qual’è il problema, più allontani la gente. E addio a una vita di lavoro, la mia.

Versione originale:

George Monbiot
Fonte: www.guardian.co.uk
Link: http://www.guardian.co.uk/commentisfree/cif-green/2010/mar/08/belief-in-climate-change-science
8.03.2010

Versione italiana:

Fonte: http://ugobardi.blogspot.com/
Link: http://ugobardi.blogspot.com/2010/03/tirare-uova-marce-agli-scienziati-del.html
17.03.2010

Traduzione a cura di UGO BARDI

Pubblicato da Davide

  • grilmi

    Dopo la bufala suina e la mercificazione in generale della salute(con perdita di fiducia nell industria farmaceutica), dopo il climategate(con perdita di fiducia nelle urla di pericolo per lo scioglimento dei ghiacci), dopo aver letto gli studi sugli effetti delle sementi ogm e dopo aver visto che gli stessi che gridano al disastro sono quelli che si adoperano di piu per inquinare la terra, beh non si puo proprio dare torto agli sfiduciati. Si ritorni a fare le cose per il bene dell umanità e non contro, solo allora la fiducia tornerà, ma ci vuole tempo, molto tempo.

  • Tonguessy

    C’è una domanda alla quale nessuno di quelli che negano il riscaldamento globale causato dall’uomo vuole rispondere: che cosa ci vorrebbe per persuaderti?
    Risposta: dati sensati, verificabili. Non fuffa scremata dal “peer-review” che funziona da censura.
    Questi sono dati non manomessi.

    Adesso la faccio io una domanda: che cosa vogliono i baroni dell’Hadley Center per convincersi che il trend che vogliono sostenere (per convenienza economica e grazie ai dati taroccati) è un’insulto alla scienza, oltre che all’intelligenza?
    Il Dott. Tim Ball, già professore di climatologia all’Università di
    Winnipeg (Canada) afferma: “Adesso sappiamo dai files ottenuti dal
    Climatic Research Unit in East Anglia (Climategate) che tutte le
    informazioni messe in circolo erano false, manipolate e
    deliberatamente sbagliate. La commissione Nobel non ha fatto i compiti
    per casa e hanno operato una decisione politca. Questo premio dovrebbe
    essere revocato, esattamente come vengono ritirate le medaglie d’oro
    olimpiche a chi si è reso colpevole di doping “.
    http://canadafreepress.com/index.php/article/17481
    Perchè a Rebellin è stata revocata la medaglia olimpica ma nè a Pachauri nè ad Al Gore nessuno si sogna di revocare il Nobel?

  • Earth

    Perche’, a qualcuno interessa la tua fiducia?

  • Earth

    Bisogna negare tutto, sempre, fino all’evidenza, senno’ la gente poi pensa veramente che han fatto un cattivo lavoro, cosi’ hanno solo dubbi, tu pensi che la massa vada a cercarsi i grafici? Infine come hai gia’ citato tu c’e’ di mezzo la nuova green economy che sta crescendo, un passo falso e addio guadagni.

  • Altrove

    L’intero sistema solare si sta riscaldando. Che siano le nostre macchine?
    Non voglio negare molte gravi attività che più che nuocere al pianeta, nuociono prima di tutto a noi, ma non posso negare nemmeno che certe dichiarazioni sanno più di propaganda che porta con sè terribili implicazioni (capitalismo verde?). Diciamoci la verità, a pochi fregava qualcosa del riscaldamento globale fino a quando non si è capito che poteva avere gravi ripercussioni sulla nostra vita. Penso anche che ci sia un motivo ben preciso per cui i nostri “potenti” se ne sono fregati del clima, del protocollo di kyoto, dell’inquinamento, ecc… Se il pianeta va a puttane, sono fottuti anche loro, e paranoici come sono per la ricerca dell’immortalità (vedi cryo-bare, transumanisti, logge massoniche e santi graal) il quadro si fà sospetto. Che ci sia qualcosa che noi non sappiamo? Con tutto questo non intendo assolutamente minimizzare i problemi dell’inquinamento di cui siamo artefici e vittime, ma se ci interessava la salute del pianeta bastava un bel suicidio di massa… Apologia del senso di colpa e del moralismo… niente di più…

  • ventosa

    Se sono ancora capace di interpretare un grafico, prendere in considerazione il best fit dal 2002 è fuorviante. Mi pare invece evidente che sia i valori minimi, che i picchi massimi, dal 1979 tendono a salire, pur con intervalli che sembrano denotare periodi di assestamento, si vede anche l’ultimo valore nel grafico che tende ancora all’aumento di temperatura. Dato che ogni sostema tende ad auto-equilibrarsi, nei limiti imposti dalla reale possibilità di farcela, questo potrebbe spiegare i valori riferiti a quegli intervalli che ho prima definito “di assestamento.
    Se poi il trend sia generato o comunque in qualche misura influenzato dall’attività umana, resta da dimostrare.
    Saluti.

  • castigo

    infatti non capisco, dopo il climate gate, che senso abbia pubblicare ancora questi articoli deliranti (perché solo così li si può definire).
    in parole povere: BASTA CON LE PRESE PER IL CULO!

  • Paxtibi

    Eh, Monbiot aveva messo su un bel business, e ora rischia di veder sfumare tanti bei milioni di dollari…

    La soluzione? Un “codice di comportamento globale”, ovvero la possibilità di fare alla luce del sole quello che finora era costretto a fare di nascosto, almeno finché un hacker non ha scoperchiato il vaso di Pandora: costringere al silenzio gli scienziati che non si allineano e offrono la loro garanzia alle sue trovate per spillare denaro alla gente.

    WWF hopes to find $60 billion growing on trees [www.telegraph.co.uk]

  • Paxtibi

    Ooops, dimenticato il link: Climategate: George Monbiot, the Guardian and Big Oil [blogs.telegraph.co.uk]

  • ventosa

    Ma petrchè la gente si ostina a a coltivare sospetti riguardo alla scienza ufficiale! GNORANDIi!!

  • Fabriizio

    concordo pienamente

  • Fabriizio

    concordo pienamente (con Grilmi, ovviamente)

  • Fabriizio

    concordo Tonguessy e Castigo

  • Tonguessy

    Hai ragione: parlare di picchi relativi a pochi decenni in climatologia è come dare lo scudetto a chi vince le prime 3 partite di campionato.
    Se non è sufficiente l’andamento degli ultimi decenni consideriamo allora l’andamento degli ultimi secoli. Ci rivolgiamo quindi alla Central England Temperature (CET) che ha la più lunga serie di registrazioni delle temperature mai effettuate dall’uomo.
    Qui trovi il grafico di 351 anni di misurazioni che partono dal 1659.

    Noti qualche andamento tendenziale?

  • Tonguessy

    Religione che si dimostra insensibile verso i nostri figli, politica che si dimostra insensibile verso gli elettori, scienza che si dimostra insensibile verso le nostre capacità intellettive, economia che si dimostra insensibile verso le famiglie, teconolgia che si dimostra insensibile verso l’ambiente.
    Ciò che manca nei quadri e nelle elites “specialistiche” è solo la compassione, il comprendere i problemi altrui.
    Perchè dovremmo mai continuare a nutrire fiducia verso quei scellerati?
    Come conseguenza sta prendendo sempre più piede il complottismo tout-court, che vede intrighi anche dove non ce ne sono. Proprio perchè non abbiamo più fiducia negli “specialisti”.

  • rocks

    Mah…
    Al di là di tante polemiche, io per esempio sono uno scienziato o meglio un ricercatore. Sono un geologo. Ovviamente non un climatologo, però Al Gore non mi convince. E se mi chiedono di cosa ho bisogno per essere convinto dico una risposta politica credibile.
    Dal punto di vista scientifico ho bisogno che qualcuno mi spieghi che cosa significa temperatura globale. E in particolare un suo innalzamento. Io sono abituato a parlare di volume dei ghiacci. Sono abituato a variazione dei tipi di polline nei sedimenti. Etc. Ma un parametro globale che riguardi solo la temperatura mi risulta difficoltoso da inquadrare. Poi sono anche abituato a considerare il sole un elemento importante del sistema sole.
    Ad ogni modo vi dico: nella complessità ci sta il buono e il marcio. Anche dal fruttivendolo li troverete.

  • Alphaomega

    Oramai gli apprendisti stregoni della ricerca climatica sul riscaldamento globale sono sputtanati….E’ palese!!!
    Al gore e la sua combriccola di lestofanti volevano farci bere la storia( corroborata dal documentario An uncovenient truth) che da qui a pochi anni ci sarebbero state spaventose conseguenze su tutta l’umanita.
    E’ chiaro che i fattori in gioco sono molteplici e l’uomo sicuramente contribuisce per l’uno percento o poco piu’. Basta guardare ai livelli dei ghiacci del polo nord che sono tornati ai livelli del 1979(!!).
    Ci sono scienziati indipendenti (che non sono al soldo delle multinazionali) ched sostengono da tempo che il riscaldamento globale e’ un fenomeno C I C L I C O, come l’inversione dei poli magnetici.
    E ancora ci rompono le balle anche con la Groenlandia…che si sta sciogliendo….Ma anche qua’….Il nome stesso significa Terra Verde, a significare che in passato c’era un clima mite.Basta, e’ ora di finirla!!
    Tutto cio’ e’ stato orchestrato ad arte per spremere altri soldi alla gente,per ingrassare ancora di piu’ le lobbies bancarie planetarie.

  • esca

    La scienza ha trascinato la sua reputazione nella povere con le sue stesse mani, inutile ora addossare la colpa al comune mortale che cerca di districarsi dal groviglio di menzogne che la stessa ha diffuso in ogni ambito (clima, salute, ambiente). Altra specializzazione della scienza è quella di complicare le cose semplici, appositamente, ecco perchè sembra che nessuno o quasi possa capire. Ma di fatto le maschere stanno cascando, miseramente.
    “Abbiamo bisogno di uno scienziato appassionato e persuasivo”: macchè, la persuasione serve in altre circostanze, basterebbe una buona dose di onestà, parola sconosciuta dalla maggior parte dei “big” della scienza (che fa rima con demenza).

  • Paxtibi

    Imperdibile:

    A complete list of things caused by global warming [www.numberwatch.co.uk]

  • ventosa

    In effetti negli ultimi 100 anni non è più di 1°. Thanks a lot

  • ventosa

    Finalmente una relazione seria(anche se non ci sono le unghie incarnite)!

  • jerryio80

    carissimo tonguessy,

    l’inghilterra centrale non e’ il mondo. Non puoi parlare di dati globali vederndo come varia la temperatura a casa tua. Guarda questo link:

    http://laymans-guide.com/temperature-reconstructions/

    e in particolare questo grafico

    http://laymans-guide.com/images/temperature-reconstructions/ar4-reconstructions.jpg

  • Tonguessy

    Punto 1: non mi fido dell’IPCC nè dei suoi grafici. Se proprio vuoi fare un confronto con le temperature vedi il primo grafico sulla troposfera che, come correttamente annotato, osserva un arco di tempo insufficiente per capire un andamento.
    Punto 2: ho preso il grafico della CET perchè non esiste annotazione più antica sulle temperature (si inizia in Inghilterra nel 1659). Puoi comunque vedere i grafici neozelandesi che iniziano a registrare le temperature nel 1850
    http://icecap.us/images/uploads/NZ_RAW.JPG