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IL PRINCIPE HARRY NELLA TERRA DELLE GAFFES

Terzo nella linea al trono, spedito in Iraq

DI FELICITY ARBUTHNOT
Global Research

Surreale. Il Principe Harry, il 22enne nipote della Regina, il figlio
più giovane dell’ultima principessa Diana e terzo nella linea al trono, è
stato spedito in Iraq, con il suo reggimento, i Blues and Royals. All’idea
d’essere schierato a Bassora, il principe amante dei parties, come viene
riferito, ‘non sta più nella pelle’ ed è ‘eccitatissimo’. Sembra abbia seguito un
corso di consapevolezza culturale e costumi locali (che presumibilmente
comprende dare calci alle porte alle 3 di notte, gettare famiglie giù
dai loro letti, e trascinare ragazzi nelle caserme per picchiarli, con una
strana punta di tortura inclusa)

‘Cornet Wales’, è il suo titolo di ufficiale dell’esercito, equivale ad
un secondo tenente (un cornet è una cialda conica riempita di gelato, che
gocciola copiosamente a meno che non sia mangiato velocemente), della
sua determinazione ad essere schierato, piuttosto che essere stanziato a
casa per motivi di sicurezza ha detto: ‘In nessun caso me ne starò seduto
sul mio culo mentre i miei ragazzi stanno combattendo’. ‘I suoi ragazzi?’ Spero
che conoscano il loro posto sotto il loro novellino Signore Sovrano. Il
professor Michael Clark del London’s King’s College ha detto
all’Evening Standard che “l’erede di riserva”, come alcuni cinici si riferiscono in
maniera disonorevole è “… assolutamente un ufficiale come tutti gli altri…nè più nè meno…”.Il principe ha lasciato l’elitario college inglese di Eton con una ‘B’ in arte…, il che ha portato la sua insegnante d’arte, Sarah
Forsyth,
a ricevere 45 mila sterline di danni, per l’ingiusto licenziamento
dall’università, dato che aveva dichiarato che lei lo aveva aiutato con
il
progetto. Un portavoce del principe ha respinto le sue affermazioni,
ha
riferito il The Scotsman (14 febbraio 2006.) L’uomo che deve condurre i
suoi
‘ragazzi’ nella complessa e spesso (agli occhi occidentali) anonima
provincia mesopotamica di Bassora tra le miriadi di vicoli e le caotiche
complessità dell’antica città di Bassora, ha anche preso una ‘D’ in
geografia.

La storia, eliminata dai suoi esami finali, avrebbe potuto essere
utile. Gli
Iracheni hanno una lunga memoria storica delle invasioni britanniche
che
hanno subito. Bassora è stata occupata dai Britannici per la prima
volta nel
mese di novembre del 1914. Seguirono rivolte, culminate nel 1920,
quando l’Iraq
venne messo sotto mandato britannico (nel 1917, il Generale britannico
Stanley Maude si fermò a Falluja e disse che venivamo come
‘liberatori’, non
come ‘invasori’). Il 13 agosto 1921 la Gran Bretagna installò il suo Re
fantoccio, Faisal I. (‘Alla fine abbiamo incoronato il nostro piccolo
Re ‘,
scrisse Gertrude Bell da Bagdad.)

Successivamente gli Inglesi continuarono la loro riscrittura delle
mappe
della regione (“linee nella sabbia”), nel 1933 Faisal morì e gli
succedette
suo figlio Ghazi che venne assassinato nel 1939 (versione irachena),
ucciso
in un incidente automobilistico (versione britannica). I Britannici
furono
in ogni caso giudicati responsabili dagli Iracheni. Quando scoppiò la
II
Guerra Mondiale, il governo iracheno di Nuri Said si schierò dalla
parte
della Gran Bretagna (finì per essere trascinato lungo le strade finchè
non
ne rimase ben poco). Il 14 luglio 1958 le ultime vestigia di influenza
dei
Britannici morirono con l’esecuzione di Faisal II, quando duecento
‘liberi
ufficiali’ rovesciarono la monarchia. ‘L’indipendenza’ dalla Gran
Bretagna
venne dichiarata nel 1932, in effetti rispecchiava l’attuale falsa
“indipendenza” dell’Irakq dall’America e dalla Gran Bretagna e morì
soltanto con Faisal II.

‘L’intero periodo della monarchia imposta dai britannici vide una
grande
turbolenza in Iraq. la violenza ed il terrore si intensificarono…
‘gli
attentati, gli assassini, le esecuzioni pubbliche, le persecuzioni dei
gruppi dissidenti… la rivolta seguì alla rivolta’ scrive Geoff Simons
(“L’Iraq:
dai Sumeri a Saddam”, Macmillan 1994). Inoltre, allora come ora, gli
elementi
fondamentalisti in Iran hanno cercato di esercitare influenza,
particolarmente a Bassora e nelle province del sud. Tutte le storie si
ripetono inspiegabilmente in Iraq. E si mostravano lo stesso disprezzo
per
la vita e la superiorità verso la sua gente. “Non capisco questa
sensibilità
sull’uso del gas. Sono fortemente a favore dell’uso del gas tossico
contro
tribù non civilizzate”, scrisse Winston Churchill.

“Se i curdi non avessero imparato dal nostro esempio a comportarsi
civilmente, allora avremmo dovuto sculacciarli sul sedere. Questo è
stato
ottenuto con bombe e pistole”, scrisse il Comandante Gale, del
trentesimo
squadrone della Royal Air Force (Vedi sempre :“L’Iraq:
dai Sumeri a Saddam”, Macmillan 1994)). I britannici in
pratica
non assunsero o istruirono nessun iracheno e, quando se ne andarono,
scrive
Simons, la durata media della vita era di ventisei anni e
l’analfabetismo colpiva il 90% della popolazione.

Aggiungiamo la malvagità della storia recente e l’ancor più recente
embargo
di tredici anni, responsabile d’almeno un milione e mezzo di morti in
eccesso (1990-2003) un’invasione illegale e la successiva carneficina,
il
linciaggio del legittimo presidente iracheno e del suo fratellastro e
questo
è il luogo dove “il principe non troppo complicato” deve guidare i suoi
“ragazzi”.

Bassora è inoltre stata la linea del fronte della guerra negli ultimi
decenni. Nella guerra Iran-Irak (1980-1988), la Guerra del Golfo del
1991 ed
ora nelle incursioni iraniane e nelle aggressioni e disprezzo
britanniche ed
americane per la gente della città antica. “Se ci fosse una guerra fra
Francia e Germania, Bassora sarebbe bombardata”, è un modo di dire
ironico
che gira in città. La famiglia del poeta Siegfried Sassoon all’epoca della Prima guerra
mondiale veniva da Bassora: “Voi folle dalla faccia
compiaciuta con l’occhio scintillante che incoraggiate i soldati in
marcia,
infilatevi di nascosto in casa e pregate di non conoscere mai
l’inferno in
cui andranno la gioventù e le risate”. (Suicidio nelle trincee).

Sinbad partì per i suoi viaggi magici da questa affascinante città che,
con
la regione, produce quasi seicento differenti generi di datteri,
venerati
quasi come sacri, come le olive della Palestina. Gli Inglesi sono
arrivati
a Bassora nel 2003 sventolando la bandiera di San Giorgio – la bandiera
dei
crociati – sui loro veicoli. Quando la mancanza d’acqua, a causa del
bombardamento, si è trasformata in una minacciosa crisi mortale per la
popolazione, la fornitura in dono dell’acqua venne portata dal vascello
della marina britannica “Sir Lancelo”. A quanto pare è diventata una
piccola
piacevole fonte di guadagno. La Marina di Sua Maestà secondo quanto
riferito
era così preoccupata per la popolazione traumatizzata, affamata,
disidratata, che piuttosto di darla direttamente loro, la dettero ai
locali
con autocisterne per venderla ai poveracci. Qualsiasi vecchia
autocisterna,
non importava cosa ci fosse stato dentro. La leggenda vuole che Sir
Lancelot
fosse rapito da bambino e venisse allevato da una fata dell’acqua. Quei
crociati hanno davvero il senso dello humor.

Se il principe Harry desidera misurare il livello di apprezzamento
della
presenza britannica illegale a Bassora e provincia, farebbe bene a far
fare
ai suoi “ragazzi” una deviazione al cimitero di Bassora, che contiene
le
Tombe di Guerra britanniche. (FOTO 1 FOTO 2) Cimiteri degli ex invasori britannici, in
tutto
l’Iraq, sono stati curati da generazioni di Iracheni come se i loro
cari
fossero là, i più vecchi da cento anni. Alla morte, Dio si assume la
responsabilità dell’ingiustizia e Lui giudica. Il luogo del riposo
definitivo deve essere rispettato dai viventi. Al momento
dell’invasione, le
tombe di guerra britanniche furono immediatamente vandalizzate e
rovinate –
compresa quella del General Maude a Bagdad.

Quello, comunque è il destino dei morti. La Gran Bretagna ha seguito
l’America nella crociata, invadendo, macellando, linciando il legittimo
presidente iracheno. Il principe Harry ed i suoi “ragazzi” stanno ora
per
occupare illegalmente palazzi o altri edifici dello Stato. Un crimine
di
guerra. Inoltre lui sarà partecipe del “crimine supremo” secondo il
regolamento del Tribunale di Norimberga: una guerra d’aggressione. C’è
da
domandarsi che cosa stia pensando Sua Maestà. Soltanto un ingenuo
potrebbe
pensare che la cattura, se non peggio, del principe non sarebbe
l’ultimo
rimborso per le numerose ingiustizie storiche britanniche in Iraq,
antiche e
recenti. Inoltre, il principe non può andare nemmeno ad un party
notturno
nell’esclusiva Mayfair a Londra (e finire fuori dalla porta alle 3 di
notte)
senza uno squadrone di guardie del corpo personale. Mentre diventa,
inevitabilmente, l’ultima calamita per la resistenza, si segnala che
un’unità della SAS è stata addestrata per
seguirlo/proteggerlo/recuperarlo.
Anche i suoi “ragazzi” lo diventeranno per premio, a causa della sua
presenza? La logica del suo schieramento è uguale alla recente
rivelazione
che il Ministero della Difesa ha speso 18.000 sterline in esperimenti
per
scoprire se cittadini britannici a caso avrebbero potuto trovare Osama
bin
Laden con la chiaroveggenza. Il principe Harry ed i suoi uomini, mentre
“perlustreranno” o staranno occupando palazzi, saranno un premio oltre
l’oro.

Al prezioso principe di Gran Bretagna, inoltre sarà permesso andare a
casa
per la commemorazione di sua madre ed un concerto in suo
onore. Ai
soldati britannici figli di un dio minore è permesso di fiondarsi a
casa per
delle commoventi commemorazioni familiari? Dormiteci sopra. Mentre i
privilegiati pregano e fanno feste, i “ragazzi” senza dubbio
pattuglieranno
da soli, e, non voglia il Cielo, forse pagheranno anche il prezzo del
Cornet. “Quando la guerra è finita ed i giovani sono morti stecchiti e
(gli
anziani) si recano a casa e muoiono a letto”, scrisse il figlio di
Bassora,
Sassoon, su chi pianifica la guerra.

Il Primo Ministro Blair di recente ha detto che era “fiero” della sua
guerra. Simon Carr, che scrive della Scena Politica per l’Indipendent,
ha
scritto preoccupato per il Caro Leader: “… attraversando la sottile
linea
fra insanità e pazzia”.

Quando morì la madre del principe Harry, la principessa Diana, Blair
nel suo
migliore Shakespeare scolastico, è rimasto con il labbro tremante ed ha
parlato della “… la principessa della gente”. Bisogna sperare, che
malgrado tutti i migliori sforzi, il capitolo finale in questa follia
storica che sfida la vergogna, non sia lui che procede barcollando nel
tramonto, verso una poltrona nel gigantesco gruppo Carlile (fondato
dalle
famiglie Bush e bin Laden) ricordato per sempre rendendo omaggio al:
“Principe della gente”.

Diana stessa è ricordata in una camminata organizzata molto
attentamente
attraverso un campo minato. Suo figlio si sta dirigendo sia verso un
campo
minato politico che uno reale. L’impiego del principe è stato
ironicamente
annunciato il 22 febbraio, ad un anno dal giorno della distruzione
della
moschea dorata di Samarra. In Medio Oriente, le date sono tutto. Il
secondo
giorno del secondo mese, fu ritenuto sfortunato da Pitagora e venne
consegnato a Plutone. Samarra era il 222.

“Piangi Dio, per Harry, l’Inghilterra e S. Giorgio”.
Shakespeare, Enrico V; Atto Rerzo.

L’umanità non imparerà mai?

Felicity Arbuthnot
Fonte: http://www.globalresearch.ca/
Link
01.03.2007

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di FILMARI

Pubblicato da Davide

  • helios

    Il principino, terzo in linea di successione al trono, sta diventanto un intralcio?
    Dopo aver sistemato a dovere, prima con il divorzio e, successivamente con la sistemazione definitiva Diana Spencer, passando poi a Camilla con un doveroso matrimonio e conseguente titolo di duchessa di Cornovaglia, ora l’attenzione passa al principino che anche se la prova del DNA non è ancora stata fatta, l’esame della somiglianza la dice lunga.Ora visto che Dio salva senza dubbio la regina, tutti gli altri se ne devono guardare bene dalla casa reale.
    Ma gli inglesi hanno così tante sterline da stanziare per proteggere il principe? A chi giova questo? Alla casa reale, appunto.

  • Sven

    E’ forse un modo per far vedere che la “classe dirigente” britannica lotta la fianco delle truppe?
    Si dica quel che si vuole, ma da sempre i britannici hanno una classe dirigente (spietata e calcolatrice) sicuramente pensante, tutto il contrario dell’italiana.

    Come Andrea andò alle Falklands, Harry va in Iraq.Sono tasselli “sacrificabili” in caso di imprevisto (poi occorrerà vedere cosa effettivamente combinano al fronte, io non credo che vadano dove fischiano i proiettili) ma servono a livello mediatico per legittimare la guerra voluta dalla classe dirigente.

    Show must go on!

  • Truman

    Mi pare si tratti di una classica strategia:

    1) Se il principino va in guerra e sopravvive fa onore alla Corona ed all’Occidente in generale

    2) Se il principino disgraziatamente muore è ancora meglio, fa ancora più onore alla Corona e risolve qualche problema di successione dinastica.

  • vraie

    vero

  • helios

    Mi sembra, comunque, che la seconda ipotesi è quella per cui il principino viene mandato in Iraq. Sempre supposto che ancora non sia stata fatta la prova del DNA. E’ un peccato pensar male, però a volte…