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IL PRINCIPE EREDITARIO ABDULLAH ACCOGLIE LA FERMA E NON NEGOZIABILE RICHIESTA

DI BUSH CHE L’AMERICA MANTENGA L’ALTO RANGO DI “ZOCCOLA CIUCCIAPETROLIO FAVORITA DELL’ARABIA SAUDITA”

Documento Diplomatico Ufficiale [dal sito satirico whitehouse.org]

IL PRESIDENTE: Principe Ereditario Abdullah, benvenuto a Crawford (1), Vostra Altezza Reale, Signore.

(si stringono la mano)

PRINCIPE ABDULLAH: E’ un vero piacere incontrarti, figlio di un Bush. Ma anche se hai una mano snodatissima, vorrei ricevere una pioggia di avidi baci sulla mia regale bocca.

IL PRESIDENTE: Sissignore, Vostra Altezza Reale, Signore!

(Profondi baci bocca a bocca)

PRINCIPE ABDULLAH: Bush? (Si lecca le labbra, è accigliato) Non sarà mica un lardellato retrogusto di carne suina, quello che ho assaporato nel tuo orifizio? (Sputa)

IL PRESIDENTE: Nossignore, Vostra Altezza Reale, Signore! Ho solo mangiato un po’ di pancetta di tacchino, stamattina, con le uova e i cereali… Ha lo stesso sapore di quella vera, eh?

PRINCIPE ABDULLAH: Faresti meglio a trattenerti dall’insinuare una mia familiarità con la puteolenta gastronomia degli infedeli.

IL PRESIDENTE: Vi chiedo scusa, Vostra Altezza Reale, Signore. Vorreste entrare, ora?

PRINCIPE ABDULLAH: No, prima vorrei passeggiare insieme a te, Bush, immerso in questo dilettoso fiorame. Abbandona la tua morbida e rosea mano nella mia.

IL PRESIDENTE: Non potremmo aspettare di essere lontani dalle telecamere, Vostra Altezza Reale, Signore? Dico, si è già visto il bacio.

PRINCIPE ABDULLAH: No. Dato che quest’incontro per discutere sul prezzo del petrolio è stato una tua idea, ho dovuto percorrere un intero emisfero soltanto per evitarti una certa e scontata eliminazione nella mia patria. Quindi, come risarcimento per l’inestimabile tempo che sto sprecando in questa tua chiavica di nazione, ti femminiellerò sotto gli occhi dei tuoi schiumanti e omofobici concittadini, imperciocché siano obbligati a vederti per quello che tu (insieme a loro) sei veramente: l’equivalente petrolchimico di una scrofa fatta di crack, una drogata schiava del pappa, disposta a rottamare l’ultimo brandello di dignità in cambio di un’altra tirata.

IL PRESIDENTE: Mi sembra splendido, Vostra Altezza Reale, Signore! (Fa’ la riverenza) Ciò significa che avete intenzione di abbassare i prezzi, così i miei amichetti potranno continuare a scarrozzarsi coi loro gipponi?

PRINCIPE ABDULLAH: (Ride) Certo che no. Ma comunque, nella mia illimitata magnanimità, ti darò il permesso di comunicare la mia “intenzione” di incrementare la produzione di una quisquilia, quantunque solo tra parecchi anni. Questo creerà l’ilusione che ci sia la vaga prospettiva di un raffreddamento dei prezzi, dandomi così carta bianca per farli schizzare ancora più su, magari fino a 100 dollari il barile.

IL PRESIDENTE: Ma, Vostra Altezza Reale, Signore, questo non farà arrabbiare di brutto tutti quanti?

PRINCIPE ABDULLAH: Oh, Bush, come è tremula e traspirante la tua manina, avvinta nella mia stretta prepotente! Effettivamente, la plebaglia americana di sicuro sobbollirà di inane frustrazione. Che guardino ai lati positivi: a differenza dei miei compatrioti, molta della tua gente ha sviluppato ALTRE abilità oltre quella di pompare untume nero fuori dalla terra. Per cui, quando avremo spinato tutte le nostre riserve fino a far implodere la crosta terrestre, trasformando quella che una volta era la mia riarsa e nativa terra desolata in un risonante abisso non più pregno di petrolio, voi americani riuscirete a campicchiare lo stesso.

Nel frattanto, o Bush, trai conforto dalla consapevolezza del labirintico intrico di conti bancari che permetterà ai milioni di profitti del petrolio del Carlyle Group di fluire nei forzieri della tua famiglia allargata. In breve, non mancherai di nulla (2), finché mi obbedirai senza esitazioni.

IL PRESIDENTE: Grazie infinite, Vostra Altezza Reale, Signore!

(Si inginocchia e bacia le regali mani)

PRINCIPE ABDULLAH: Ma ti pare, Bush.

IL PRESIDENTE: Come posso ringraziarvi? Vorreste gradire un po’ di deliziosa cocaina, o magari qualche pulzella dagli occhi azzurri delle scuole medie di Crawford da portare a casa con voi?

PRINCIPE ABDULLAH: Femmine?! Il mio harem di già ne trabocca. E poi, sono così esigenti. Così poco resistenti. Così disgustosamente carenti di peluria! Infatti è per questo che le teniamo insaccate sotto velo.

No, Bush, desidero negoziare ancora con TE, per tutta la notte, noi due soli nei tuoi appartamenti.

IL PRESIDENTE: Ma… E Laura?

PRINCIPE ABDULLAH: Possibile che in questa squallidissima e feculenta piantagione non ci siano baracche per gli schiavi? Confinaci il tuo baldraccone cristiano, mentre noi ci ritireremo per svolgere un duro lavoro da uomini.

IL PRESIDENTE: Sissignore, Vostra Altezza Reale, Signore!

Fonte:http://whitehouse.org
link:http://whitehouse.org/news/2005/042505.asp
25.04.05

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da DOMENICO D’AMICO

note del traduttore:

Siamo nel ranch texano di Bush.

(2) E’ una citazione quasi letterale del Salmo 22 (23 nella Bibbia masoretica), conosciuto a memoria da tutti gli americani: “Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla, su pascoli erbosi mi fa riposare, ecc.”

Pubblicato da Davide