IL PRESIDENTE DELLA PARTITOCRAZIA E DELLE BANCHE. IN ARRIVO LA VIOLENZA DI STATO

IL PRESIDENTE DELLA PARTITOCRAZIA E DELLE BANCHE. IN ARRIVO LA VIOLENZA DI STATO

DI MARCO DELLA LUNA

signoraggio.it

“Tutto ciò che fa il parlamento è democratico” rassicura Stefano Rodotà, dall’alto delle sue rendite pubbliche. “Soprattutto se quel parlamento è un parlamento di nominati, nominati da non più di venti persone delle segreterie/cda dei partiti” – ha dimenticato di aggiungere.



Napolitano, già sottoscrittore, col Prodi, della privatizzazione di Bankitalia nel 2006 e corresponsabile politico del governo Monti, si conferma garante, all’interno, della coesione della partitocrazia necessaria alla tutela degli interessi della partitocrazia stessa; e all’esterno, garante della obbedienza dell’Italia a una politica economico-finanziaria che avvantaggia il capitalismo bancario straniero a danno degli italiani. E’ a questo che deve il suo successo e la sua ri-elezione, a questa capacità di duplice e congiunta garanzia, che gli assicura il sostegno “delle cancellerie che contano”.Ci manca solo che ora anche Bersani faccia il sacrificio di rimanere in carica e che Berlusconi accetti un Amato a Palazzo Chigi.

La partitocrazia, traballante per la sua delegittimazione e i disastri delle sue scelte, rinuncia a ogni finzione di cambiamento invocato dalla gente, modifica quanto serve la costituzione, e si prende qualche mese aggiuntivo ricompattandosi e mummificandosi. Ha un anno e mezzo al massimo, per realizzare due cose:



-o rilegittimarsi attraverso un rilancio dell’economia e dell’efficienza del sistema paese,



-oppure allestire un apparato autocratico di repressione e di intimidazione poliziesche dell’inevitabile rabbia di popolo, che potrebbe sfociare nella prima rivoluzione italiana (la quale sarebbe anche la prima azione collettiva unificante e fondatrice di una unità nazionale italiana, sinora n on realizzatasi).



Qualcuno pensa che, fra altri sei mesi di peggioramento economico quale stiamo avendo da anni, si potrà governare gli italiani col loro consenso e con le buone, senza ricorrere alla violenza di Stato? Ricordo che in Italia la ragion di Stato è ricorsa alle stragi terroristiche per delegittimare il dissenso radicale su temi socio-economici.



Vorrei poter pensare che un governissimo di scopo possa rilanciare l’Italia, ma so che gli strumenti per la prima possibilità mancano, essendo stata ceduta la sovranità non solo monetaria, ma anche fiscale e finanziaria, ed essendo stato eretto a norma costituzionale il dogma monetarista. Gli strumenti per la seconda, invece, ci sono tutti, grazie al MES, al Trattato di Lisbona e all’Eugendfor, che è il sistema di polizia europea, composta esclusivamente di corpi militari e non civili, sottratta alla normale responsabilità e giurisdizione, e senza limitazioni nei tipi di armi che può usare contro i civili – vedi gas letali ed armi elettromagnetiche e acustiche subletali.



Sapendo che l’economia italiana non ripartirà, è ovvio che il governo delle larghe intese avrà come asse portante l’organizzazione dell’apparato autoritario e repressivo, iniziando con un adeguato battage mediatico preparatorio.

“Il dissenso può essere espresso solo nelle forme della legalità”, continua la rassicurazione di Rodotà, dall’alto dei suoi redditi. Ma che fare se le forme della legalità vengono svuotate e calpestate dal palazzo che difende i suoi interessi contro quelli di un popolo che non rappresenta, anzi tradisce? Emigrare o insorgere o aspettare che lo schifo marcisca del tutto e cada da sé?



Marco Della Luna

Fonte: www.signoraggio.it

Link: http://www.signoraggio.it/marco-della-luna-il-presidente-della-partitocrazia-e-dei-banchieri-in-arrivo-la-violenza-di-stato/

20.04.2013

Commenti (23)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. lucamartinelli 24 aprile 2013

      Santo cielo gentile signore, è solo questione di buona educazione. E' una consuetudine su tutto il web scrivere in minuscolo. Se dobbiamo provocare come ha fatto l'amico sopra, su queste cose, figuriamoci il resto. Saluti.

    1. bstrnt 24 aprile 2013

      Forse sarebbe bene vedere le credenziali di quello che è stato eletto il peggior presidente della repubblica che si ricordi.
      Ha dato il placet a delle leggi (ad personam) in contrasto con numerosi articoli della costituzione.
      Ha avallato una guerra, contro la Libia, con la quale era stato siglato un trattato di amicizia, dopo che un certo Graziani, generale italiano e criminale di guerra, aveva seminato terrore e morte in tutta la Cirenaica.
      Ha imposto un governo "tecnico" quantomeno di incompetenti se non addirittura traditori del popolo italiano che ha stremato la nazione.
      Adesso gli stessi piromani che hanno incendiato la nazione applaudono alla sua rielezione anelando ad una verginità che non c'è mai stata.
      Il più patetico, Berlusconi, dopo aver letteralmente distrutto l'Italia (ricordiamoci i miliardi buttati con Alitalia, G8 alla Maddalena, le missioni di guerra per compiacere allo zio Sam, eccetera), sproloquiando di tutto e del contrario di tutto sembra, dai sondaggi, avere sempre più credito tra gli italiani, ma siamo veramente così imbecilli?

    1. Tanita 23 aprile 2013

      Il "Primo Mondo" è sprofondato.

      Pepe Escobar su Asia Times, a proposito di ciò che appare come una messinscena a Boston:

      "La scritta è sul muro coperto di sangue. GLi ultimi resti della vigenza della legge stanno scomparendo - persino un comitato bipartisano ha stabilito che George W. Bush e i suoi più stretti collaboratori sono stati tutti, fuori di ogni dubbio, implicati nella tortura; e che la tortura era sistematica, anche se non ha mai condotto a scoprire e prevenire un solo atto terrorista.

      Washington sta raggiungendo le incredibili soglie dell'Egitto di Mubaral, di Bahrain, di Uganda. Come quel sgradevole signore, il Senatore Lindsay Graham, ha esplicitato, "il campo di battaglia é adesso il nostro paese." E tu sei un soldato nemico, se noi vogliamo".

      Gli unici che potrebbero cambiare questo stato di cose sono i cittadini in massa. Ma niente del genere è all'orizzonte. Nè neglli USA, nè in Europa.

    1. Tanita 23 aprile 2013

      Io ti capisco perfettamente. Se fossi un'italiano in Italia anch'io urlerei in maiuscole.

      E non urlerei soltanto.

    1. Fedeledellacroce 22 aprile 2013

      Internauti o semplici persone, ma io la scritta maiuscola la riesco a leggere meglio....
      O perché cotanta contrarietá?
      E' pur sempre italiano chiaro e limpido.
      E se uno volesse scrivere in blue piuttosto che in nero? Oppure in "grassetto".
      Chi e perché dovrebbe gridare alla nefandezza?
      Per favore, commentate il contenuto, non l'involucro!

    1. clausneghe 22 aprile 2013

      Questi qua, chi si trova con le spalle al muro ,lo fanno fuori a colpi di mortaio,altrochè| Volevo dire che solo quando il gigante americano che ci schiaccia con il suo scarpone chiodato sarà sconfitto, come già il terzo reich ,per capirci,allora e solo allora qualche Italiano più coraggiosamente opportunista troverà il coraggio di battersi contro i servi di Golia.

    1. lucamartinelli 22 aprile 2013

      che paura!!!

    1. Santos-Dumont 22 aprile 2013

      Purtroppo, come clausneghe ha già fatto notare poco sopra, noi italiani siamo sostanzialmente indolenti, accomodati tra le briciole di benessere rimasto, ripartiti tra sinistri radical-chic che sanno esclusivamente pontificare e conservatori-approfittatori seguaci del bandana. Pur avendo votato M5S, esclusivamente per il suo potenziale destabilizzatore, nutro seri dubbi sulla coesione della base a causa delle sue varie anime rimescolate, scarsamente compatibili e solidali sulla base di singoli obbiettivi.
      Io credo, e non me ne vogliano gli amministratori di CDC, che siamo arrivati al limite del potenziale propulsivo di siti come questo... Parlare e prendere coscienza dei problemi è OK, come pure sapere che esistono altri con le stesse preoccupazioni. Ma arriva il momento di agire, e libertà significa basicamente libertà di azione... Putroppo mi rendo conto che in molti, ammaliati dalle sirene della libertà di pensiero, ci si limita all'invettiva verbale, a sparlarci addosso. Quando lo si fa notare e si preme verso un "cambiamento di livello", regolarmente appaiono i pompieri spaventati dalla prospettiva di mettere fine alla logorrea e di iniziare a progettare qualcosa di più incisivo.

      Vedremo una vera insurrezione solo quando una grande parte della popolazione sarà ridotta alla fame, quando lo stomaco darà quell'impulso che la mente non ha saputo produrre. Prima d'allora, mettiamoci il cuore in page e limitiamoci a fare resistenza individuale (o di gruppo, se abbiamo la sorte di circondarci con persone simili a noi) con gli strumenti a disposizione: qualsiasi tipo di boicottaggio sarebbe già un buon inizio.

    1. Arcadia 22 aprile 2013

      penso che gli stranieri amano talmente tanto il bel paese da difenderlo, paradossalmente, contro gli stessi italioti, atti al continuo perseguimento di politiche di speculazione selvaggia su tt il territorio nazionale ,cementificandolo in lungo e largo senza più quel pudore, quella sensibilità, quella cultura di riconoscersi in un luogo benedetto dagli dèi . ben presto , il tutto: stabilimenti indusrtriali e balneari, strade insignificani, periferie urbane come le Vele di Napoli, ecc.. saranno tutte bonificate e pronte per accogliere campi agricoli per la nuova economia che ci aspetta.

    1. Santos-Dumont 22 aprile 2013

      Svegliato male o interrotto il carpaccetto?

    1. Santos-Dumont 22 aprile 2013

      Se come affermi siamo un popolo di codardi - deboli con i forti e forti con i deboli, e chi sono io per contestartelo? - quella che prospetti nel finale non sarebbe una rivoluzione. Per la rivoluzione occorre la disperazione totale di chi si trova con le spalle al muro.

    1. Georgejefferson 22 aprile 2013

      Mica difficile da intuire il disegno.Che vada in porto semmai ce la racconteremo

    1. hobie 22 aprile 2013

      CI SPIACE AVERE TURBATO LE SUE NOBILI ORECCHIE MA LA RISPOSTA E' NO. PERCHE' SONO INCAZZATO NERO E STO GRIDANDO. E SAPPI CHE NELLA GUERRA CIVILE NON SOLO SI GRIDA MA SI MUORE ANCHE - E (RI)CAPITERA' PRESTO SE CONTINUA COSI'-
      COSA SEI, UNO DEI CENSORI DI CDC ?
      E SE TU SEI UN AMICO DEGLI USURAI LEGALIZZATI NON CHIAMARMI AMICO. GLI AMICI DELLE BANCHE SONO I NOSTRI NEMICI.
      CONTINUATE PURE A MANGIARE CROISSANT, MENTRE A NOI MANCA IL PANE. QUANDO VRETE I FUOCHI ALLORA CAPIRETE, POSERETE MONOCOLO E BOCCHINO, MA SARA' TROPPO TARDI. LEGGI QUALCHE LIBRO E LO SCOPRIRAI. GLI SPARI SOPRA SONO PER VOI.

    1. carmine_d 22 aprile 2013

      Concordo. Non solo, i risparmi sono calati del 36%, vi è ancora un 60% a cui attingere....poi sono cavoli!
      (Però non è che ci voglia proprio tanto tempo, eh!)

    1. carmine_d 22 aprile 2013

      E cosa dovrebbe fare: twittare e postare sul web mentre corre imbracciando il fucile, sparando sui bancomat?
      Posa il fiasco, va, che ti sta facendo male!

    1. puntoaccapo 22 aprile 2013

      mah...



      non credo che il prossimo governo avra' grossi problemi dal punto di vista dell'ordine pubblico, anzi, e' probabile che si guadagnera' un discreto margine di consenso.



      La politica sara' quella svendita delle ultime realta' produttive del paese
      in cambio della ricontrattazione del "fiscal compact".



      I denari provenienti dalle svendite gli consentiranno un minimo riaggiustamento
      della politica fiscale e un temporaneo freno alla crescita del debito.



      Poi, una volta compleata l'opera iniziata nel 92, quando saremo ormai in un
      deserto produttivo, allora, forse, sara' necessaria la forza pubblica

    1. bdurruti 22 aprile 2013

      Questi personaggi come Della Luna, un economista di estrazione fascistoide e razzista, che parlano di rivoluzione con il c..o degli altri mentre il loro ce l'hanno ben protetto ed al caldo (Palo Barnard direbbe: "mentre mangiano il carpaccetto al balsamico") sono davvero patetici.

    1. Hamelin 22 aprile 2013

      Piu' che rivoluzione io vedo una guerra civile disordinata "tra poveri".

      Le rivoluzioni sono sempre fatte da una classe che ha una coscienza di gruppo , che guida le altre classi alla rivolta.

      In Italia esiste solo un accozzaglia di interessi divergenti piu' disparati che mai , impossibili da unire sotto un unica bandiera.

    1. lucamartinelli 22 aprile 2013

      scusa amico, potresti essere così gentile da scivere in minuscolo? Buona giornata

    1. clausneghe 22 aprile 2013

      La rivoluzione quì da noi, in Italia, non è possibile.
      Primo perchè siamo un popolo di codardi, deboli con i forti.
      Secondo perchè il nostro Paese è occupato militarmente con tanto di basi,mezzi e munizionamento in pianta stabile da 65 anni, questo tarpa le ali a qualsiasi tentativo di alzare la testa. Che rivoluzione sarebbe con l'occupante straniero in casa? Mi chiedo. E mi rispondo che non avremo mai la nostra ri-voluzione a meno che l'Impero crolli, non certo a causa nostra ,di Italiani voglio dire, che al massimo sono disposti ,come già avvenuto nella seconda guerra mondiale, a pugnalare un nemico già amico, in fuga.
      In conclusione ritengo che una rivoluzione sia possibile solo sull'onda di un grande crollo del nostro alleato-occupante Americano, vero Padrone a casa nostra.

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