DI FENRIR
hescaton.com
Sono molto interessato agli articoli che trattano di deflazione tecnologica cioè di quel processo grazie al quale, attraverso nuove innovazioni, usufruiamo di più ricchezza con meno costi e meno lavoro. Rischio Calcolato è un sito che segue approfonditamente questo processo ed ho letto con interesse uno degli ultimi articoli a riguardo: Lavorerete per qualcosa di meglio. Voglio però citare una parte dell’articolo con cui non mi trovo d’accordo: Sono ridicole le urla da checche isteriche contro l’automazione industriale, piuttosto bisognerebbe cominciare a pensare a politiche di ricollocamento della forza lavoro in eccesso mentre il periodo di crisi da un passaggio di paradigma industriale non abbia già creato i nuovi mestieri.
Ecco, è questa ultima parte che non mi convince per niente. Funny King (l’autore di Rischio Calcolato), basandosi su cosa è avvenuto nelle precedenti rivoluzioni industriali e tecnologiche, pensa (giustamente) che quando cambia un paradigma produttivo, molte persone vengano colpite e i loro mestieri eliminati e progressivamente nascano nuovi mestieri. Ma attenzione che la Storia fa rima, ma non si ripete. Mai. E il futuro è sempre diverso da come uno se lo possa aspettare guardando al passato.
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poisonedtooth 9 marzo 2016
La sostituzione delle macchine all'uomo è un processo inarrestabile e la finalità primaria di ciò che chiamiamo progresso: la creazione di artefatti meccanici e tecnologici che sostituiscano l'attività materiale e cogntiva dell'uomo.
Viene da se che quando le macchine avranno raggunto un'efficienza ritenuta superiore a quella umana, l'umantà stessa sarà utile al Sistema, solo in quanto massa consumatrice.
E man mano che grazie al "progresso" le possibilità di sopravvivenza dell'uomo diminuiscono proporzionalmente al depauperamento delle risorse essenziali come aria e acqua, le macchine potrebbero essere le uniche a rimanere in attività nel deserto inevitabile che la crescita/progresso porta con se.
Ritengo del tutto ridicolo l'uso nell'articolo del termine Libertà: secondo l'autore vivremo in una società libera perchè l'uomo sarà liberato dal lavoro, quando in realtà sarà completamente schiavo e dipendente dal Sistema che lo mantiene in vita, perderà ogni capacità di auto-determinazione e gli individui presi singolarmente diverranno entità inutili e completamente sostituibili.
Insomma più questo tipo di futuro prende forma, più sembra di vivere in quel "Mondo Felice" descritto da Huxley nel secolo scorso, e le caratteristiche di questa umanità sempre più corrispondenti ai principi del transumanesimo dove l'Uomo sarà "più che umano".
Insomma un bel futuro di merda.