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IL PIANO DI MEDVEDEV

DI ANNA ARUTUNYAN
Moscow news

Il presidente russo Dimitri Medvedev ha offerto due progetti a cinque punti su come uscire dalla crisi finanziaria mondiale e forgiare un nuovo trattato di sicurezza per mantenere la pace nel mondo. Parlando con toni che non cercano confronti dato che la crisi economica ha completamente offuscato le controversie causate dalla guerra con la Georgia. Il discorso tenuto mercoledì a Evian per la “World Policy Conference” dal presidente russo è stato improntato sulla ricostruzione dei rapporti di amicizia con l’Europa anche se biasimata non solo per la crisi finanziaria ma anche per la politica Euro-Atlantica al servizio di un mondo “unipolare”. Alla ricerca di più cooperazione e dialogo, con il supporto di Sarkozy, che ha espresso l’urgenza di un G8 di emergenza per uscire dall’odierna crisi economica. L’incontro privato tra i due leader dopo la conferenza suggerisce che Russia e Europa sono ben lontane da una “nuova guerra fredda”.

Medvedev ha sottolineato una serie di punti che potrebbero condurre il mondo fuori da questa crisi, inoltre ha espresso concentrazione sul forgiare un nuovo sistema di sicurezza, commentando che quello creato nel dopo-guerra fredda ha provato di essere un fallimento. Il risultato, ha detto Medvedev, è stato il conflitto in Georgia e la crisi finanziaria mondiale.

I recenti avvenimenti nel Caucaso hanno dimostrato che è impossibile calmare o contenere un aggressore con una politica di “approccio di blocco”, ha espresso implicitamente al riguardo degli USA. “Se azioni irresponsabili e avventurose di un regime di un piccolo paese (la Georgia in questo caso) sono in grado di destabilizzare il mondo, non è questa forse una prova che un sistema di sicurezza unipolare non può funzionare?”.

“Inoltre mi sembra evidente che l’egoismo economico è anch’esso conseguenza di una visione unipolare del mondo e del desiderio di esserne l’unico mega-regolatore. E’ una politica a senso unico nei termini di uno sviluppo economico globale. Credo che le origini della situazione attuale si possano trovare negli eventi accaduti sette anni fa. In conseguenza al ribaltamento del Regime Talebano in Afghanistan, gli Stati Uniti cominciarono un nuovo capitolo di azioni unilaterali che non furono coordinate né dall’ONU né da altri Stati partner. E’ sufficiente menzionare la decisione del ritiro dal Trattato ABM e la conseguente invasione dell’Iraq”.

Un altro Progetto a 5 Punti

Facendo eco a una serie di misure fiscali e monetarie attuate dal Primo Ministro Vladimir Putin, il presidente russo ha sottolineato la “Regulation” (regolamentazione) come sistema per uscire dalla crisi finanziaria.

1- “Credo che allo stato attuale delle cose ci sia la necessità di dare forma e rendere sistematiche sia le Istituzioni regolatorie nazionali che internazionali”.
2- “Bisogna liberarsi della profonda sperequazione tra il numero di strumenti finanziari attuati e un reale ritorno ai programmi di investimento. La corsa alla competizione alimenta le bolle speculative, mentre i conti delle Imprese Pubbliche rischiano l’erosione”.
3- “Il rischio di gestione deve essere rinforzato. Ogni partecipante di mercato deve essere responsabile della sua parte di rischi. Non ci dovrebbero essere illusioni sulle potenzialità di ogni “asset” di crescere infinitamente in valore. E’ contrario alle leggi dell’economia”.
4- “Dobbiamo assicurare massima trasparenza nell’informazione e piena divulgazione dei dati delle imprese, intensificare la supervisione dei requisiti e aumentare la responsabilità delle agenzie di rating e audit”.
5- “Dobbiamo assicurarci che tutti i paesi eliminino i vantaggi di rimuovere le barriere al commercio internazionale e al libero movimento di capitali”.

Più tardi, Medvedev si è concentrato su un nuovo Trattato di Sicurezza Europeo come chiave alternativa all’ordine del mondo unipolare – uno teso a sradicare i conflitti militari. “Il trattato dovrebbe fermamente affermare i principi base per la sicurezza e le relazioni di intergovernabilità nell’area Euro-Atlantica. Questi principi comprendono l’impegno di adempiere in buona fede tutti gli obblighi delle leggi internazionali, rispettare la sovranità, l’integrità territoriale e l’indipendenza politica degli Stati, e il rispetto per tutti gli altri principi avviati nel documento unico e fondamentale della Carta delle Nazioni Unite”.

“L’inammissibilità dell’uso della forza o la minaccia di questo uso nelle relazioni internazionali dovrebbe essere chiaramente affermato. E’ fondamentale per il Trattato garantire una interpretazione e una attuazione uniforme di tutti i suoi principi”. “Dovrebbe garantire equa sicurezza, e intendo equa sicurezza e non altri tipi di sicurezza. In questo senso dovremmo basarci su tre non; Non garantirsi la propria sicurezza a spese altrui, Non permettere atti (intrapresi da alleanze o coalizioni militari) che indeboliscono l’unità dello spazio comune di insicurezza. Infine, non sviluppare alleanze militari che potrebbero minacciare la sicurezza di altre parti del Trattato”.

“E’ importante confermare nel trattato che nessuno Stato o Organizzazione Internazionale può avere il diritto esclusivo di mantenere pace e stabilità in Europa. Questo vale pienamente anche per la Russia”.

“Bisognerebbe instaurare un parametro di controllo della proliferazione degli armamenti e costruzioni militari. Inoltre la necessità di nuove procedure di cooperazione e meccanismi in aree come la proliferazione di WMD, terrorismo e traffico di droga”. Medvedev ha anche appoggiato la proposta di Sarkozy per un G8 riguardante la crisi finanziaria, ma ha auspicato una più estesa organizzazione. “Dobbiamo includere anche altre economie chiave: Cina, India, e Brasile”.

La Conferenza di Evian suggerisce che è stato fatto un notevole progresso nel conflitto Caucasico, il quale aveva minacciato le relazioni tra Russia e Europa fin dal suo inizio l’8 agosto. Anche se l’opinione del “Wall Street Journal” di giovedì è stata che Medvedev ha “dumped a truckload of vitriol” (smollato un carico di critiche corrosive) agli USA, la conferenza è servita a solidificare una riconciliazione tra Russia e Europa dopo il criticismo per le azioni in Georgia.

“Le relazioni tra Europa e Russia rimangono su un terreno solido”, ha detto l’esperto di politica estera Sergej Karaganov in una chiamata da Evian a MoscowNews. “I tentativi di trascinare la Russia in una nuova guerra fredda sono falliti”. La fiducia negli USA è scesa a livelli così bassi che non si vedevano dal XX o dal XIX secolo. Anna Arutunyan

Anna Arutunyan

Fonte: www.mnweekly.ru
Link: http://www.mnweekly.ru/news/20081010/55350645.html
10.10.08

Scelto e Tradotto per comedonchisciotte.org da IVAN BALLARIN

Pubblicato da Davide

  • loco

    L’intervento di Medvedev dimosatra la sagacia e l’arte diplomatica dei russi, che sanno benisssimo che il modo migliore per uscire dal mondo a vocazione unipolare deve essere quello di avere con l’Europa rapportti più che mai amichevoli, di collaborazione politica ed econimica. Ancora una volta non posso che ammirare l’intelligenza della dirigenza russa. Anche Medvedev con le sue esternazioni, si sta dimostrando degno successore dell’ ora primo ministro Putin.
    Ora il nodo più importante da sciogliere, sarà quello della crisi finaziaria sistemica e di come Russia ed Europa avranno intenzione di affrontarla.. Una cosa è certa: Aldilà dei nuovi assetti geopolitici planetari, un nuovo ordine economico globale non potrà prescindere da una riappopriazione da parte dei governi nazionali, del potere di applicare insidacabilmente ed indipendentemente, nuove politiche finanziarie.
    Siamo in un periodo che diversi osservatori hanno designato come “Fine del Capiltalismo”. La domanda essenziale è: Dopo la fine del “momento unipolare” Usa o del “Secolo americano” come dir si voglia, sorgeranno nuove concezioni dell’economia? Ci sarà una inversone di tendenza? Riusciranno i nostri politici ad isolare definitivamente quei “Pazzi invasati” dei monetaristi della scuola di Friedman e dei Chiocago Boys?? E per rimanere sul tema Russia, che ruolo avrà in tutto questo?
    Le uniche risposte certe che si possono dare, passano inevitabilmente sotto il timbro di parole come: Decrescita, Redistribuzione ed indipendenza dagli organi bancari-creditizi da parte dei governi nazionali.