Home / ComeDonChisciotte / IL PD: LETTERA D'AMORE BCE

IL PD: LETTERA D'AMORE BCE

DI FRANCESCO PATERNO’
ilmanifesto.it

Centrosinistra Enrico Letta e l’ex premier plaudono ai contenuti della missiva per difendere Draghi. Il partito d’opposizione e Prodi: ripartiamo da Draghi e Trichet

Caro Partito democratico, ma è così che pensi di andare alle elezioni? Enrico Letta e Romano Prodi hanno risposto con una lettera d’amore alla lettera con cui il 5 agosto scorso, la Bce ha costretto il governo Berlusconi a riscrivere per l’ennesima volta la manovra. Eppure, la pubblicazione sul Corriere della Sera della missiva da Francoforte, firmata dal governatore Jean Claude Trichet e dal suo successore Mario Draghi, rivela come alla Bce pensino di far sistemare i conti italiani anche entrando a gamba tesa sui contratti di lavoro e sulle norme che regolano assunzione e licenziamenti , meglio se di corsa con un decreto. Una opposizione decente vi avrebbe letto quantomeno uno sconfinamento di Draghi, ma è successo esattamente il contrario.Il Pd insieme a Romano Prodi ha fatto quadrato intorno alla Bce e dunque intorno a Draghi, in difficoltà dopo che il suo candidato alla direzione di Bankitalia Fabrizio Saccomanni è stato «azzoppato» dal no del ministro dell’economia Giulio Tremonti. La manina che ha passato la lettera al giornale, con certo non nobili intenzioni nei confronti di chi l’ha firmata, è assai sospetta.

Il più stupefacente è stato il vicepresidente del Pd. «I contenuti della lettera di Draghi e Trichet rappresentano la base su cui impostare politiche per far uscire l’Italia dalla crisi – ha tirato dritto Letta – è siderale la distanza tra quelle analisi e ciò che il governo ha concretamente fatto, o meglio non fatto in queste settimane. Qualunque governo succederà al governo Berlusconi, si dovrà ripartire dai contenuti di quella lettera». Davvero un bel viatico alla campagna elettorale, se mai si voterà prima del 2013. E per non essere frainteso nelle sue vere intenzioni, Letta in serata ha aggiunto una nota a margine, sposando il «manifesto della crescita» con cui la Confindustria di Emma Marcegaglia sta martellando il governo. «Il manifesto è una svolta importante per la situazione di stallo che sta vivendo il paese», dice Letta, pronto insieme al suo partito «a confrontarci e a fare lunga strada insieme agli estensori del manifesto per dare, ognuno nella sua responsabilità, un contributo all’uscita dell’Italia dalla crisi».

Da compagni di strada nuovi a quelli vecchi (non anagraficamente) come Romano Prodi. Per il quale la lettera è un «atto dovuto» e nulla più. «Quella lettera è tutto. È una lettera che mette le cose in chiaro ed è poi anche un atto dovuto, d’altronde al mondo ognuno fa il suo mestiere», dice l’ex premier, anche se non si capisce perché da Francoforte due governatori di banche centrali debbano sollecitare nuove regole sui licenziamenti saltando il parlamento, invece di occuparsi di politiche monetarie come da statuto.

A conferma che il Pd sia fuori di testa basterebbero le parole euforiche dei due ministri più zerbinianamente berlusconiani.

Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, si è detto infatti «molto soddisfatto» della pubblicazione della lettera, perché dimostra che «avevo ragione, nella lettera c’è l’indicazione sull’art.18. Nel testo viene chiamato in inglese ‘dismissal’ ma a a casa mia, si chiama articolo 18». Già che c’è, Sacconi aggiunge del suo, sostenendo che «la richiesta della Bce, peraltro è coerente con quanto da noi fatto con l’art.8, sia a livello di contrattazione aziendale sia nel rendere più agevole l’uscita dal lavoro». «Se confrontiamo gli ultimi provvedimenti presi dal governo da maggio ad agosto, corrispondono al 95% delle indicazioni date dalla Bce», plaude il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, «noi abbiamo bloccato in maniera intelligente la contrattazione proprio per far convergere la dinamica retributiva rispetto al privato nell’arco di tre anni». Chissà se Letta li ha sentiti: nel dubbio, il capogruppo del Pd ha chiesto un’audizione di Draghi alla Camera sulla lettera.
Repetita iuvant?

Francesco Paternò
Fonte: www.ilmanifesto.it
30.09.2011

Pubblicato da Davide

  • Giancarlo54

    Obbiettivamente, perchè cerco sempre di esserlo, mi sembra che tra la dichiarazione fiume di E. Letta e quella, stringata, di Prodi, qualche differenza ci sia. Lo dico leggendo. Cosa poi abbia veramente in testa l’ex premier non lo so.

  • dana74

    riporto l’art di rete dei comunisti segnalato nel forum da radisol.
    Questo euro dissenso che si sta manifestando sempre di più, sarebbe bello poterlo “cementare” in una coalizione trasversale, ma temo che il modo migliore per spaccare un fronte del genere sia proprio quello di cominciare a insinuare etichette del tipo ” ah con loro no che son rosso bruni” a con loro no perché son di sinistra e così via e la finanza avrà gioco molto facile.

    Ci sono ottime ragioni per fare in modo che l’assemblea nazionale del 1 Ottobre al teatro Ambra Jovinelli di Roma convocata dall’appello “Dobbiamo Fermarli!” produca risultati importanti e duraturi. Lo richiede la realtà della crisi economica e lo impone la insostenibile prospettiva indicata dalle forze politiche che si oppongono al governo Berlusconi ma accettano i diktat della Banca Centrale Europea.

    La pubblicazione della lettera segreta della Bce inviata al governo italiano il 5 agosto scorso, scrive oggi l’editoriale del Corriere della Sera che ieri l’ha resa pubblica, indica un fatto storico: un governo viene commissariato da una istituzione sovranazionale e perde la sua sovranità. Fin qui nulla di nuovo. La decisione delle classi dominanti italiane negli anni ’90 di procedere a marce forzate verso l’Unione Monetaria ed Economica europea, si sapeva che avrebbe portato a cessioni di sovranità sempre maggiori, e non solo in termini economici, monetari, fiscali. L’Italia del resto in questo sport era ben allenata. Dal 1949 è un membro subalterno della Nato, il che ne ha determinato non solo la collocazione internazionale e la militarizzazione del proprio territorio ma ha anche permesso “sanguinose ingerenze” nella vita politica interna del nostro paese.

    Ma la lettera della Bce si rivela una serissima rogna non solo per il governo Berlusconi che ne esce ridimensionato nella sua credibilità. Anzi, possiamo dire che il diktat della Bce sta diventando un problema molto più serio per gli oppositori di Berlusconi e in primo luogo per il Pd. Non a caso, sempre oggi, il Corriere affonda il dito nella piaga ricordando i peana del Pd ma anche di Sel verso Draghi come “uomo della provvidenza” e l’evidente imbarazzo di oggi quando lo stesso Draghi mette la sua firma ad una lettera che pretende lacrime e sangue dai lavoratori sui loro salari e i loro diritti, sulle pensioni, sui servizi sociali primari.

    Ed è curioso che oggi il quotidiano più organico al Pd – l’Unità – ometta in ben quattro pagine di articoli le scandalose dichiarazioni dei suoi dirigenti e pubblichi un commento severissimo contro la lettera della Bce definendola come uno “spartiacque tra destra e sinistra”: a destra chi la condivide, a sinistra chi vi si oppone. Riteniamo che ai redattori dell’Unità non possano essere sfuggite le dichiarazioni del vicepresidente del Pd, Enrico Letta che ha affermato testualmente: “I contenuti della lettera di Draghi e Trichet rappresentano la base su cui impostare politiche per far uscire l’Italia dalla crisi, è siderale la distanza tra quelle analisi e ciò che il governo ha concretamente fatto, o meglio non fatto in queste settimane. Qualunque governo succederà al governo Berlusconi, si dovrà ripartire dai contenuti di quella lettera”. Non solo. Enrico Letta in serata ha aggiunto di sposare il «manifesto delle della crescita» con cui la Confindustria di Emma Marcegaglia sta dando il benservito al governo Berlusconi. “Il manifesto è una svolta importante per la situazione di stallo che sta vivendo il paese», dice Letta, pronto insieme al suo partito «a confrontarci e a fare lunga strada insieme agli estensori del manifesto per dare, ognuno nella sua responsabilità, un contributo all’uscita dell’Italia dalla crisi”..

    Ora, se le valutazioni di Enrico Letta indicano il percorso e il progetto sul quale il Pd e i suoi alleati (IdV,Sel) intendono sostituire il governo Berlusconi, capiamo bene il significato di opposizione frontale al “governo unico delle banche “ invocato dall’appello “Dobbiamo Fermarli!” che ha convocato l’assemblea del 1 Ottobre a Roma.

    E’ un appuntamento che mette finalmente al centro di una vasta alleanza politica e sociale cinque punti di programma comuni e lancia una campagna di massa nel paese per interdire gli effetti micidiali dei diktat della Bce. Una sorta di programma minimo di fase, “credibile ma non realista” sul quale marcare uno spazio politico indipendente ed una azione sociale, sindacale, culturale e politica conseguente su contenuti completamente rimossi dallo scenario politico esistente, anche a sinistra. L’appiattimento del Pd sugli obiettivi della lettera della Bce e sullo stesso Manifesto della Confindustria, segna uno spartiacque inesorabile e dirimente.

    Sergio Cararo ( Rete dei Comunisti – Contropiano)

    30 Settembre 2011

    http://bellaciao.org/it/spip.php?article29882

  • dana74

    La formattazione nei commenti non consente di distinguere, praticamente l’art comincia da ” Ci sono delle ottime ragioni per…”

  • Giancarlo54

    Questo euro dissenso che si sta manifestando sempre di più, sarebbe bello poterlo “cementare” in una coalizione trasversale, ma temo che il modo migliore per spaccare un fronte del genere sia proprio quello di cominciare a insinuare etichette del tipo ” ah con loro no che son rosso bruni” a con loro no perché son di sinistra e così via e la finanza avrà gioco molto facile.

    Pensavo che l’articolo partisse proprio da dove ho citato e mi era nato un sentimento di speranza. La tua precisazione mi ha rotto il “giocattolo”.

  • Maxim

    Il Manifesto non è quel giornale che tira avanti con i contributi dello Stato , ossia i soldi della stragrande maggioranza che neppure lo legge ?

    Vogliamo continuare con questi sistemi ?

  • MartinV

    Da buon NON lettore del Manifesto, preferisco che lo stato finanzi questo giornale piuttosto che anch’esso finisca nelle mani del potere finanziario, come per esempio, La Repubblica o Il Giornale…

  • luigidifrancesco

    E siamo alle solite.
    Con quello che si tira in ballo nell’ articolo, qualche furbo pensa che l’ importante sia fare le pulci al Manifesto.
    Chi comanda puo’ stare tranquillo, se siamo tutti cosi’!

  • AlbertoConti

    La meraviglia è figlia dell’ignoranza. Che il cugino minore di Letta sia al contempo una nullità e una mina vagante lo si sa da tempo, che il mortadella sia uno dei tanti nipotini di Golman Sachs pure. Come si fa a meravigliarsi della contiguità a draghi e trichet? Di questo passo si meraviglieranno anche di un monti premier a dirigere il massacro finale. Già lerner comincia a sdoganarlo. “Assomigliano a sordi coloro che, anche dopo aver ascoltato, non comprendono, di loro il proverbio testimonia: ” Presenti, essi sono assenti “.”

  • glab

    se questi sono l’alternativa siamo assai ben mal messi!
    …. nemmeno il diavolo se li vuole portare!.

  • Sintesi

    se qualcuno volesse fermare la crisi ci sarebbero un paio di cose da fare ed un migliaio da NON fare.
    Quelle da NON fare sono quelle descritte dalla “lettera segreta” che la BCE ha inviato al governo italiano e che il Corriere della Sera (giornale notoriamente legato ai poteri forti). Solo che loro raccomandano di farle.
    La BCE ci sta “consigliando” di intraprendere tutte quelle misure che ci farebbero finire ancor più nel baratro, e questo è logico dal punto di vista: se svendiamo la nostra ricchezza, gli azionisti della BCE sarebbero i primi a comprarseli ad un prezzo stracciato.
    D’altra parte questo è anche giusto: il sistema va SOSTITUITO, non salvato e nemmeno riformato. Ben vengano riforme disastrose, perchè non si può rinascere se prima non si muore.

    Ma ora veniamo alla visione del comune cittadino: esso vede che sia la “sinistra” che la “destra” cantano le lodi di quelle riforme che ci impoverirebbero ancor di più, peggiorando la crisi.
    I politici ed i confindustri, e spesso anche i sindacalisti invocano “le Riforme” senza dirci che queste sono volte ad arricchire una ristretta cerchia ai danni del cittadino medio e della comunità in generale. Fino alle ESTREME conseguenze come in Grecia.

    Aveva ragione quindi perfettamente Gaber quando cantava “…son sicuro che il bastardo è di sinistra, il figlio di puttana a destra…”

    Io non mi stupisco e non mi arrabbio perchè vedo un disegno che va oltre alla crisi, oltre al sistema, oltre agli speculatori, oltre all’ orizzonte temporale di questa misera vita…

    Però è divertente vedere come quella che convenzionalmente chiamiamo “la sinistra” abbia sorpassato a destra la “destra” tanto che se uno volesse arginare l’avanzata del neoliberismo (tradizionalmente di destra) dovrebbe sperare che Berlusconi resti al suo posto (non scherzo!)… perchè il giorno che tornerà questa “sinistra” al potere, la stessa “sinistra” che mise nelle mani di privati banchieri angloamericani la Banca Centrale del nostro paese, quella del trio “Goldman Sasch” Draghi-Prodi-Ciampi, capirete cosa vuol dire veramente vivere in un paese economicamente di destra. E senza virgolette.
    Roba che scambierete Berlusconi per Fidel Castro.

  • Mel

    Ha ragione Maurizio CROZZA : pur di non vincere le elezioni nel PD sono capaci di tutto, anche di rinnegare le proprie origini a favore del Popolo.
    Come disse Nanni Moretti riferendosi al gotha del PD : con questi qui non vinceremo mai alcuna elezione….ed ha ragione!

  • consulfin

    mi viene in mente una cosa: la lettera, inviata al governo di un Paese in cui si parla ufficialmente (ancora) italiano e scritta dal presidente di un’istituzione europea e dal suo futuro successore ma attuale governatore della banca centrale dello stesso paese del governo cui si rivolge, è scritta in INGLESE. Un ulteriore schiaffo alla sovranità degli stati membri? Lo domando perché non conosco l’etichetta che di solito si segue in casi simili.

  • consulfin

    PS ma chi è quell’odalisca in foto?

  • cardisem

    Io ormai non li ascolto più, siano essi di maggioranza o di opposizione… Alcuni dicono che si dovrebbe impiccarli tutti, io dico invece “impalarli”. Mi sembra frustante ed inutile starli ancora a sentire. Scruto ogni mattina l’orizzonte, per vedere se appare qualcosa di nuovo… Non abbiamo appreso nulla dalle cosiddette “rivoluzioni arabe”… Quella che urge è una “rivoluzione mediterranea” che saldi gli interessi del mondo antico…

  • Affus

    i poteri forti e le varie massonerie finanziarie si servono dei partiti,questi a loro volta usano le varie religioni e fondamentalismi come istrumentum regni .

  • pippo74

    quoto

  • Maxim

    Il discorso è un altro , visto che la BCE chiede tagli io comincerei proprio a tagliare le sovvenzioni statali all editoria .
    non vedo perche’ il cittadino debba finanziare giornali come Il Manifesto , il foglio ed altra roba simile , specie in tempi di crisi .
    il manifesto semplicemente non dovrebbe esistere visto che con i suoi ( pochi ) lettori non tira avanti .
    Tutto qui

  • AlbertoConti

    “…non mi arrabbio perchè vedo un disegno che va oltre alla crisi, oltre al sistema, oltre agli speculatori, oltre all’ orizzonte temporale di questa misera vita… ” == Ti riferisci all’aldilà o alla redistribuzione delle risorse dal (ex)miliardo d’oro verso il resto del mondo?

  • pantos

    condivido al 10000 per 100!!!

    è quello che vado dicendo/scrivendo, attonito, da quando ho letto quella lettera!!!

    per non parlare poi del grado di sbalordimento nel leggere la reazione di prodi e lette.
    la cosa più pazzesca è che prima si nascondevano, adesso lo sbandierano pubblicamente.
    maledetti prodi, ciampi, amato, monti, draghi, profumo, montezemolo, marcegaglia, marchionne, PD!