L'accordo Mercosur è stato bloccato dal parlamento Ue e inviato al parere della Corte di Giustizia, ed è bella notizia, anche se a metà. La Commissione von der Leyen si è salvata dalla votazione di sfiducia. Per il Mercosur, al momento disinnescato, stiamo parlando di un'intesa che rischia di spalancare un mercato globale da 700 milioni di persone. Una prospettiva drammatica che da mesi e mesi ha scatenato, scatena e scatenerà rivolte in Italia ed in tutta Europa: in vista di tonnellate di prodotti non controllati a basso costo in arrivo sui nostri mercati, concorrenza sleale a prezzi stracciati, con conseguenze disastrose per produzione, occupazione e salari del settore primario.
Per il momento, il testo ratificato dalla Ue è stato bocciato dagli eurodeputati con i voti convergenti di Sinistra e Patrioti, uno schieramento trasversale che ha fatto arenare il trattato. Una vittoria delle opposizioni sulla palude centrista, il porto delle nebbie chiamato "Bruxelles". E' finita quindi in minoranza la Commissione, ma anche i governi favorevoli: in sede Coreper, il Comitato speciale dei rappresentanti per l’agricoltura, quando avevano votato contro Ungheria, Polonia, Irlanda, Austria e Francia. Il Belgio si era astenuto, mentre l'Italia era stata decisiva per far passare l'accordo, che per ora è fermo nelle stanze della Corte di giustizia Ue.
L'Eurocamera non potrà né approvare né respingere l'accordo commerciale finché la Corte non pubblicherà il suo parere, sospendendo di fatto il voto finale. Nonostante lo stop parlamentare, la partita però non è affatto chiusa, perchè il Consiglio Europeo straordinario di ieri 22 gennaio potrebbe aver salvato la Commissione dalla debacle. Tradotto: i leader UE sembrano orientati a "coprire" politicamente la von der Leyen per farle attivare l'accordo in via provvisoria, una "scappatoia" che sa di pugnalata alla schiena del voto parlamentare visto che permetterebbe di forzare la mano applicando il Mercosur con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay fin da subito, ignorando di fatto la richiesta di verifica legale avanzata dal Parlamento.
Da Berlino, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha definito “deplorevole” la decisione del Parlamento europeo, che “valuta erroneamente la situazione geopolitica”, e ha insistito perché l’accordo venga applicato ora in via provvisoria (1).
Sarebbe uno smacco politico non da poco, molto sconveniente nei riguardi dell'opinione pubblica, ormai per buona parte ostile alle politiche di impoverimento Ue. Gli agricoltori, i produttori, i lavoratori del settore primario ed i cittadini europei traditi per l'ennesima volta? La Ue è la patria delle multinazionali della scacchiera euroatlantica, è bene ricordarlo sempre per tenere la guardia alta e non desistere mai.
NOTE
aggiornato alle ore 22.03 del 22.01.2026
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