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IL NOSTRO INVIATO AL BILDERBERG: NON PUOI FOTOGRAFARE I POLIZIOTTI

…”Quest’anno sembra che la polizia greca abbia fatto un errore. Più di uno anzi: pedinare, molestare, minacciare, arrestare tre volte e poi rilasciare Charlie Skelton (nella foto, ndr), scrittore e attore britannico, mandato a Vouliagmeni dal quotidiano The Guardian, che ha puntualmente pubblicato tutti i suoi articoli, dal 13 al 19 maggio. Pedinare, molestare, minacciare e farsi scoprire. Gli articoli di Skelton sembrano «I tre giorni del Condor», «Syriana», «Spy game» o qualcosa di simile. Skelton racconta per filo e per segno come, arrivato a Vouliagmeni animato da uno spirito di goliardica contestazione contro un summit che non avrebbe dovuto esserci e armato di una buona dose di scetticismo per le fantasiose teorie cresciute sul Bilderberg Group, si sia poi trovato in una sceneggiatura hollywoodiana. Con tanto di agenti segreti, poliziotti, inseguimenti, mosse, contromosse e l’incontro con altri segugi che hanno fatto del Bilderberg la propria ossessione professionale. È una lettura appassionante e inquetante. “
Enzo Mangini, “Carta”

Charlie Skelton è così intimorito, nervoso e infastidito dallo stato di polizia costruito intorno al Bilderberg. Così infastidito in effetti, da chiedere alla polizia di smettere di pedinarlo. Una cattiva mossa.

DI CHARLIE SKELTON
guardian.co.uk

Devo ritornare indietro di un giorno per potervi dire esattamente come sono finito nella stazione della metropolitana di Atene alle 8 di mattina, alle prese con due tipi strani con cui lottavo e urlavo a squarciagola: “Aiuto! La security! Per favore! Che qualcuno chiami la security! Chiamate la polizia!” Mi fa ancora male la gola. Mi sta per esplodere il cervello.

Ma questo è oggi. Il giorno di ieri si può dividere in due metà: la prima in cui sono fuggito dal resort del Bilderberg, tanta era la paura e l’agitazione per poterci rimanere, e la seconda metà in cui me la sono dovuta svignare sul primo taxi diretto all’ambasciata britannica per la mia sicurezza personale.

Mi stanno dando la caccia. E tutto perché ho osato riferire sul Bilderberg. Perché ho osato puntargli il dito contro, proprio lì, nell’oscurità di una penisola. Ecce Bilderberg!

Non sto dicendo menzogne. Non sto esagerando. Non mi sto immaginando niente. Non sono isterico. Al contrario, sono diventato estremamente calmo quando ho finalmente smesso di essere io il criminale, la lepre e ho acciuffato uno degli uomini che mi hanno pedinato. Stavo ribaltando la pazzia su se stessa afferrandogli i polsi e facendo sprofondare tutti noi ancora più sottoterra.

Sì, allora, per amor di chiarezza, mi sono azzuffato con due uomini nel cupo atrio di marmo di una stazione del metrò di Atene. Ma è successo stamattina. Non ho ancora fatto colazione. Ve lo devo raccontare domani.

Ho scritto le parole qui sotto mille o più anni prima di tutto quello che mi è successo al centro di Atene. Guardatemi adesso, di nuovo a Vouliagmeni, seduto in una caffetteria in riva al mare, osservato (certamente) mentre sorseggio un succo d’arancia. È un’altra splendida giornata sulla riviera greca…

Ecco fatto, ho finito, me ne sono andato.

Credetemi quando vi dico che mi sento fisicamente intimidito; ho paura. Ho fatto il mio bagnetto personale in uno stato di polizia e l’acqua mi sta sommergendo.
Se siete mai stati vittima di bullismo sapete esattamente quello provo: un peso sullo stomaco, guardare in entrambe le direzioni nei corridoi, odiare la paura, odiare la propria mente perché ti fa domandare “sto al sicuro qui? Sono al sicuro?” Sono stato costretto and andarmene da Vouliagmeni, costretto da Bilderberg per aver osato di avvicinarmi.

Mi lascio alle spalle l’orbita tossica del Bilderberg per poter riprendere a respirare liberamente. Per poter camminare in una strada secondaria senza essere pedinato da poliziotti in borghese. Sono stanco degli uomini all’ingresso, degli uomini sulle scale, degli stessi uomini in diverse entrate o agli angoli ovunque io vada. Delle auto che si spostano dal lato della strada quando mi avvicino. Le stesse auto, le stesse sensazioni. Sono stanco di reclamare alla stazione. Ho fatto tre segnalazioni fino ad ora, e l’ultima è stata aspra. Hanno negato completamente che fossi pedinato. “È un’idea che hai in testa!” Gli ho mostrato una foto che ho scattato oggi, quando ho portato il mio pedinatore in una strada che forma una grande curva sulle colline, ho aspettato dietro un angolo, e ho scattato la foto mentre non se ne accorgeva. Non sono molto bravi in questo campo, il che rende tutto più difficile. Se fossero un po’ più sottili potrei anche far finta che non ci fossero.

Mi hanno fatto sentire debole, ma sepolta nella mia debolezza c’è una furia. Come osano farmi sentire così. Come osano! Hanno trasformato questo angolo della riviera greca in Berlino est (un elicottero mi sorvola intorno mentre scrivo queste parole, lo giuro) e io non ho la fermezza di far finta di niente. Checkpoint Charlie eccomi.

Di tutte le cose che mi infuriano, quella che scotta di più è il fatto che sono diventato nervoso. È pazzesco che tengo la porta della camera aperta mentre faccio le valigie, nonché la porta del terrazzo. Due vie di uscita. È pazzesco che ho cominciato a controllare il bagno e l’armadio quando entro. Che faccio foto del mio portatile quando esco dalla camera, e lo ritrovo spostato. Voglio stare all’aperto, alla luce del sole, in mezzo alla gente. Ho voglia dell’ aria fresca del centro di Atene, e non è poco da dirsi.

E non sto neanche immaginando niente – questa non è un’ “idea nella mia testa”. Ed è straordinario che lo debba scrivere. È scioccante e mi turba profondamente dover giustificare la mia stessa sanità mentale, difendere le mie percezioni e stare in una stazione di polizia mentre mi viene detto che immagino le cose. Gli ho mostrato la fotografia dell’uomo che ho sorpreso dietro l’angolo. Uno degli ufficiali mi chiede assurdamente: “come fa da questa fotografia a dire che la stava seguendo? Io vedo solo un uomo”. Faccio un respiro profondo. “Beh, sì, non porta un cartello con su scritto ‘sto pedinando Charlie Skelton’ quindi presumo che dobbiate credermi sulla parola”.

Entra il comandante. Bossios Hoggios. “Qual è il problema?” Gli dico che la polizia mi sta pedinando, e che vorrei che smettessero, o che me ne spiegassero la ragione. “Perché sei qui?” sbraita lui. Gli dico che sono qui per la conferenza del Bilderberg all’Astir Palace. “Ma è proprio quella la ragione! Ecco perché! Abbiamo finito!” Se ne lava le mani di me, salutandomi con un gesto e ritornandosene in ufficio. “Idiota,” mormoro io, non sentito.

Tornando alla fotografia.

“Come fa a sapere che è un poliziotto?”

“Lo so perché l’ho visto parlare con i vostri colleghi al posto di controllo”.

“Non è consentito fare foto ai poliziotti”.

“Quindi sono pedinato da poliziotti?”

Fa un gesto indicando fuori dalla finestra.

“Dov’è adesso quest’uomo che dici ti stia pedinando? Fammelo vedere.”

Sono in una stazione di polizia. Non so che dire. Mi dicono di chiamare la polizia se li dovessi rivedere. Chiamare la polizia se vedo che la polizia mi segue.

Non avrei dovuto chiamare l’ufficiale un idiota. Non avrei dovuto alzare la voce e riso dell’assurdità della situazione. Non sono più in una stanza amica, quindi decido di andarmene. Applaudo con altrettanta derisione e rabbia, e grido: “Siamo finiti!” Me ne lavo le mani della polizia greca.

Ma non ho finito con Bilderberg.

Finisco il succo d’arancia, prendo lo zaino, e cammino per la strada per fermare un taxi. Quando vengo fermato per la terza volta. Sono lontano ben oltre mezzo chilometro dal Bilderberg, cercando di lasciare il resort, stanco di tutto, ma Checkpoint Charlie mi ha già sbattuto in faccia:

“Ha fatto fotografie!”

Non ho fatto niente del genere. Aspettavo un taxi.

“Mi faccia vedere la macchina fotografica! Perché è qui?!”

Vengono intorno. Poliziotti locali, un ufficiale del reparto antisommossa, due uomini della “sicurezza” privata. Ho visto i loro cordoni: Avion Security. Uno dei sicari della Avion mi pungola col suo walkie-talkie. “Perché sei qui?” Gli dico estenuato, che sono un giornalista. Lui si gratta il mento e pronuncia le parole che anche a 30 gradi sotto il sole mi fanno gelare il sangue.

“Favorisca i documenti”.

Fonte: www.guardian.co.uk
Link: http://www.guardian.co.uk/world/2009/may/17/charlie-skelton-bilderberg
17.05.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MICAELA MARRI

Pubblicato da Davide

  • BlackWarrior

    Fatemi un attimo capire: avremmo il Bildrberg, segretissimo gruppo occulto di potere (così segreto che ne parlano tutti…) che tiene per le palle l’informazione mondiale fra le altre cose da una parte, e dall’altra il Guardian, cioè la propaganda di regime appunto che manderebbe un giornalista “indipendente” a indagare?

    Costringendo la polizia a intervenire “incautamente”?

    Ma chi volete prendere per il culo?

    Grazie di aver confermato che il Bilderberg è uno specchietto per le allodole con questa patetica pagliacciata con cui si cerca di far passare il “Guardian” con la su propaganda per “indipendente” così sui siti di propaganda travestiti da controinformazione si possono sbattere impunemente in Home le cagate sul global warming causato dall’uomo o tutta l’altra spazzatura globalista.

    Se telefona Soros o Kissinger mandategli i miei “saluti”, mi raccomando.

  • PaoloYogurt

    Capisco le sue obiezioni, ma mi sembra bizzarro sostituire un complotto, giudicato fittizio, con un altro complotto – quello di Soros e Kissinger – considerato reale. Non so chi tiri le fila degli avvenimenti mondiali, forse non è il gruppo Bilderberg, ma è molto più probabile che non sia nessuno. Il genere umano è troppo litigioso per trovare un accordo anche per ordire congiure.

  • Cornelia

    Insomma.
    Se la stampa mainstream ignora il Bilderberg è perché sono complici e venduti.
    Se invece ci manda un giornalista allora è una presa per i fondelli per darcela a bere.

    Fate venire anche a me la voglia di diventare un debunker…

  • BlackWarrior

    Propaganda di primo livello: media mainstream, destinati alla larga maggioranza che non spinge i suoi neuroni oltre al TG della sera.

    Propaganda di secondo livello: destinata alla minoranza che sfugge al controllo di cui sopra, per cui sono destinati spettacolini di livello più raffinato – e se devi fingere un complotto per depistare dal complotto vero, ovvio che devi fingere di insabbiarlo.

    Fine della lezioncina, se poi vuoi avviare una discussione, meno supponenza e più argomenti.

  • maristaurru

    Bilderberg, insomma di tutto il guazzabuglio di informazioni una cosa mi pare certa e vera: i potenti della terra, gente che ha a disposizione siti ufficiali e ampi in cui incontrarsi e di cui dare , come si usa nelle democrazie, conto di quel che si sono detti, a periodi regolari, si vedono IN PRIVATO ed in sicurezza, lomtano da microfoni , cimidi e telecamere per dirsi?…. Allora che cavolo si dicono in gran segreto capitanati dalla regina di Olanda e sotto il patrocinio di un nobile Belga?

    Forse giocano, forse si dilettano, ma comunque, senza nessun mandato che non sia il proprio potere personale interesse, si vedonoe colloquinano di cose CHE NON VOGLIONO SI SAPPIANO. Indegno e vergognoso.
    Sei Italiani li frequentano abbastanza regolarmente: Franco Bernabè; Mario Draghi; John Elkan; Mario Monti; T. Padoa Schioppa; Romano Prodi.

    Non sono mai stati propriamente dei benefattori del popolo italiano. Non sono andati in quelle lande nel nome del popolo Italiano, allora in nome di chi o cosa sono andati a prendere abboccamenti tanto segreti? Sono una massoneria? sono una setta? Chi se nefrega: è certo che agiscono in segreto come cospiratori , a me basta per non fidarmi manco un po’

  • PaoloYogurt

    Il discorso sta in piedi, la logica è chiara, ma non vorrei che nel ricercare chi sta dietro a cosa si andasse all’infinito. È evidente che il Guardian non è proprio un giornale di nicchia e che fa parte a pieno titolo del “sistema”, ma seguitando a sfatare falsi miti non si arriva mai alla verità: chi manovra la propaganda di terzo livello, per esempio?

    Per di più i potenti potrebbero effettivamente riunirsi e decidere ai meeting Bilderberg. Attorno si è creata certamente un’aura di mistero e di curiosità morbosa, magari possono trapelare pure delle informazioni. Il brutto è che pur sapendo che cosa fanno lì, nessuno ha il coraggio di mobilitarsi, di organizzare azioni di sabotaggio o di rivolta. “Ci odino, purché ci temano”.

  • Beppe_X

    C’è anche un’altra possibilità, remota ma molto allettante. Il perfetto “matrix” che hanno creato magari non è così perfetto, magari non controllano proprio tutto, magari esiste qualche persona od organizzazione che non sta dalla loro parte e li combatte con i loro stessi mezzi, ossia infilrandosi nei media main stream e nelle istituzioni.
    Non dobbiamo pensare che i “buoni” stiano solo fra i no glogal, ce ne sono anche fra le persone potenti, per questa loro “condizione” se ne stanno ben nascosti, ma non inattivi.

  • ventosa

    Black, la tua opinione, seguita al tuo ragionamento, può essere senz’altro condivisibile. Ho però alcuni buchi da riempire:
    – Se il motivo di esistere oggi da parte dei “Buildy” è il depistaggio, sicuramente non lo era negli anni in cui si è costistuito, dato che per circa un trentennio il suo nome poteva far pensare ad un amaro alle erbe;
    – Non è sicuramente il luogo dove vengono prese delle decisioni, ma credo che sia stato per molti anni una delle occasioni periodiche di allineamento tra i rappresentanti che vi partecipavano(e forse ancora oggi…?);
    Anche se può sembrare anacronistico, con la tecnologia attuale, doversi incontrare in meeting periodici per allinearsi, non credi che sia ancora il modo migliore per non correre il rischio di essere intercettati?

  • mazzetta

    Ho seguito personalmente l’ultima riunione Bilderberg in Italia nel 2004

    Sono stato 3 giorni a Stresa davanti all’hotel dove si riunivano e ho organizzato la prima (mini) manifestazione contro il gruppo, che li costrinse per la prima volta a pubblicare l’elenco degli invitati
    purtroppo la stampa richiamata dal casino se la cavò con un paio di box nelle pagine economiche, a parte la Prealpina che si dilettò sul tema “guarda che turisti importanti vengono sul lago”

    dall’esperienza ho ricavato che una misteriosa visita al mio appartamento (mentre ero a Stresa) e alcune sensazioni, tra le quali quella che buona parte dei cacciatori di Bilderberg non abbia tutti i venerdì a posto

    il primo commento al post è abbastanza indicativo di quel che voglio dire, sembra proprio che in occsioni del genere ci sia sempre qualcuno pronto a colpire alle spalle chi si impegna su certi temi, menandola con acrobazie insensatte come quella sopra che parla di doppi e tripli livelli
    accogliendo sciocchezze del genere si potrebbe concludere che tutto è inutile e forse è proprio questo lo scopo di queste scomposte esibizioni che spesso mi sembrano fake di gente come Filippo Facci e compagnia.

    ovviamente questi duri e puri non si vedono mai, esattamente come i “rivoluzionari” che incitano alla rivolta violenta dalla loro comoda postazione computerizzata non si sono mai visti in piazza

  • Beppe_X

    C’è una possibilità, remota ma molto allettante. Il perfetto “matrix” che hanno creato magari non è così perfetto, magari non controllano proprio tutto, magari esiste qualche persona od organizzazione che non sta dalla loro parte e li combatte con i loro stessi mezzi, ossia infilrandosi nei media main stream e nelle istituzioni. Non dobbiamo pensare che i “buoni” stiano solo fra i no global, ce ne sono anche fra le persone potenti, per questa loro “condizione” se ne stanno ben nascosti, ma non inattivi.

  • maristaurru

    Parti dal presupposto che sia “normale” che gente che non è stata eletta da nessuno e che rappresenta se stessa ( vedi Fiat di Agnelli/Elkan ) o dei potenti economici, vedi Bernabè , Prodi per i suo gruppo di affaristi di cui è referente, Monti forse come potere nelle Università, quindi un grande potere visto che ha le mani dell’insegnamento in Economia come super bocconiano ( da tempo nelle nostre Università nelle facoltà di economia si preparano strani tecnici.non tecnici facilmente manovrabili, molto parolai,ottimi parlatori di,.. fuffa) e mi fermo, ci sarebbe molto da dire anche sugli altri Italiani che vanno colà a prendere “accordi segreti”, ma non sono al governo, e non hanno responsabilità verso nessuno Draghi stesso come banca diItalia rappresenta le banche : soggetti PRIVATI, tutti loro sono liì come SOGGETTI PRIVATI.. Nessuno do loro ha meriti verso il Paese Italia, tutti rappresentano precisi interessi PRIVATISSIMI.. tutta gente da evitare come la peste

  • duca

    Bossios Hoggios è una presa per i fondelli vero?!

  • nessuno

    Mazzetta?
    Ma mazzetta quello che imperversa su indy?
    Azz fino a qui sei arrivato?
    Ti scongiuro con ci tediare con le tue solfe, siamo brava gente

  • nessuno

    Il “segreto” dei Bilderberg è durato poco grazie a qualche gola profonda che dopo ne è stata esclusa
    Vi ha partecipato anche emma bonino che non dovrebbe rappresentare nessuna lobby(si fa per dire anche lei ha i suoi santi) e se ricordate per un periodo è stata una possibile candidata per la ue salvo poi non farne più nulla
    Le riunioni dei Bilderberg non sono segrete , ormai, ma è segreto quanto dicono e quanto stabiliscono e sono decisioni che influiscono sulla nostra vita
    Il potere che hanno queste persone è tale da fottersene se un giornalista non inquadrato investiga , hanno tanto potere da renderlo innocuo
    Ripropongo un intervento afussss-galileo.
    Galileo fà il kamikaze e li fa saltare in aria sacrificandosi per la causa e galileo spiana i superstiti a colpi di mitraglia
    Per il finanziamento dell’impresa rivolgersi a sultano che è uno pieno di soldi

  • Galileo

    Bah!

  • Galileo

    A fio de una…che non sei altro “nessuno”.

    Affus sniffa FaceBook e ha perso la capacità di parlare ultimamente, non capisce più niente: come posso fidarmi di lui? e Sultano, che qualche problemino con la giustizia deve aver avuto, (come credo molti in questo sito) mi darà le banconote segnate con l’inchiostro simpatico.
    In ogni caso non prima di lunedì. Domani lavoro tutto il giorno e domenica devo pitturare casa…

  • BlackWarrior

    “menandola con acrobazie insensatte come quella sopra che parla di doppi e tripli livelli accogliendo sciocchezze del genere”

    Prova a dimostrarlo, invece di cianciare, osserviamo come i Guardian è SEMPRE perfettamente allineato alla propaganda del “sistema” quindi che esca da tali binari è come aspettarsi Emilio Fede che dà del mafioso a Berlusconi, per esempio.
    Meno ciance e più fatti che i “cacciatori di Bilderberg” a lorsignori mica hanno fatto altro che ridere mi pare…se esiste una cospirazione e mi pare il presupposto sia quello è chiaro da blog come quelli di Franceschetti che chi dà fastidio o sa troppo viene eliminato all’istante.

    Quindi anche ammettendo la buona fede degli infiltrati è chiaro che le informazioni che trapelano vengono fatte trapelare di proposito. Altrimenti siamo qui a raccontarci favolette da telefilm…

  • BlackWarrior

    “non vorrei che nel ricercare chi sta dietro a cosa si andasse all’infinito.”

    Si ricerca finch non arrivi alla realtà dei fatti.
    Altrimenti si fa altro…se ti costa troppo sforzo ragionarci sopra perchè la realt è più complessa di quanto ti piacerebbe, c’è sempre il TG4.

  • BlackWarrior

    “non credi che sia ancora il modo migliore per non correre il rischio di essere intercettati?”

    Questa è l’unica ragione plausibile.

    Mi sembra più logico presupporre che i partecipanti al Bilderberg (Draghi, Agnelli e circo annesso) non siano altro che galoppini, e a queste riunioni gli vengono trasmessi gli ordini da chi tira le fila.

    Ottima occasione per fare teatrino e avere argomenti per fare scena su giornalacci come il Guardian e siti come DonChi o LuogoComune – o con fenomeni come Icke (propaganda di secondo livello) per attirare la minoranza meno ebete che anche quella attiva e vendergli i loro piani, tipo puttanate su global warming e carbon tax, tassi negativi e moneta decurtata, per vendere meglio i loro testimonial come Obama…

  • BlackWarrior

    Buh! Un’autentica fontana di eloquenza, comunque.

  • BlackWarrior

    Perchè, il resto no?

    M’è sfuggito di scriverlo nel mio commento, aggiungo qui: se veramente credete che l’elenco de gruppo “segretissimo” dei cospiratori che decidono le sorti del mondo lo trovate su Google – corredato di indirizzo delle riunioni! – beh, buona fortuna…ne avrete davvero bisogno.

  • mazzetta

    semmai la dimostrazione spetta a chi sostiene che esista il complottone multilevel

    purtroppo non c’è mai stato bisogno di nulla del genere per metterla in quel posto alle masse
    di solito basta un apparato repressivo e una buona dose di propaganda ossessiva, più ce n’è della seconda, meno serve il primo

    in ogni caso, trattando di realtà spettacolare, la vera sfida non è capire la realtà sottostante, di solito molto banale, ma riuscire ad imporre uno spettacolo diverso

    l’altro commentatore non si preoccupi, non sento la nostalgia degli apprezzamenti di quelli sul genere, sono arrivato sulla discussione dal motore durante uno dei periodici check sul Bilderberg e su indy non posto più da un pezzo

  • PaoloYogurt

    Eh certo, sul dilemma metodologico che ho citato, che si rifà ad Aristotele, di solito Fede fa un servizio che va in onda prima di quello sul tempo e dopo quello sui successi di Berlusconi. Ma va’ va’.

    Il problema sai qual è? Che se da un lato è vero che la ricerca della verità è potenzialmente infinita, dall’altro è altrettanto vero che gli “sfatatori” di professione come te sono attaccati al loro “bastiancontrarismo” a ogni costo.

    Peraltro, non hai replicato al merito del mio intervento, ma hai soltanto ricavato quello che faceva comodo a te. Prima di intervenire, bisognerebbe ascoltare gli altri, altrimenti si cerca solo un pretesto per qualche scaramuccia da tastiera.

  • BlackWarrior

    Tolta l’aria fritta (4 righe e mezzo su 5) stai dicendo anche se indaghi all’infinito non arrivi mai a scoprire la realtà dei fatti, quindi si può credere qualunque cazzata ti piaccia?

    Ma allora va bene anche Fede…

    Ripeto: se veramente credi che l’elenco de gruppo “segretissimo” dei cospiratori che decidono le sorti del mondo lo trovate su Google – corredato di indirizzo delle riunioni! – beh, buona fortuna…ne avrai davvero bisogno.

  • PaoloYogurt

    Non hai capito niente e ti ostini a non capire niente. Aria fritta? Certo, tu invece sei la verità infusa. Ripeto: di quello che ho scritto non hai capito niente, perché vuoi difendere la tua immagine di “vero autentico anticonformista di Internet guardatemi guardatemi!!!one!!oneone!! sono io quello che sa la verità, tutto quello che leggete qui sono cazzate!!one!one!!”. Per carità, il tutto è pure divertente se vuoi fare una bella e audace litigata da tastiera.

  • PaoloYogurt

    “Tolta l’aria fritta (4 righe e mezzo su 5) stai dicendo anche se indaghi all’infinito non arrivi mai a scoprire la realtà dei fatti, quindi si può credere qualunque cazzata ti piaccia?”

    Questa è la vera aria fritta: una conclusione arbitraria e, permettimi, anche parecchio ignorante. Io non ho mai detto che il Guardian sia la fonte della verità e il Bilderberg sia effettivamente la riunione di cospiratori mondiali che si crede che sia. Ma se ti fa piacere crederlo in quanto astuto e acuto debunker e unico vero e autentico anticonformista del Web!!one!!! fa pure.