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IL NEMICO POLITICO, IN QUESTA FASE, E' IL PD

DI EUGENIO ORSO
pauperclass.myblog.it

Ci sono sempre nella storia nemici principali e nemici secondari.

Ambedue si devono combattere, ma in determinate contingenze, prima di attaccare il nemico principale, è necessario “sgomberare il campo” dai nemici secondari, liberando spazi limitati (come quelli nazionali) per aggredire poi aree geopolitiche più vaste..

Ciò non significa che la lotta contro nemici di “rango” inferiore è tanto più agevole, e meno cruda, di quella che si svilupperà contro il nemico principale, ma è chiaro che si tratta di nemici più “prossimi” a noi, con maggiori punti deboli, e perciò attaccabili con maggiori speranze di successo.

Nell’Italia di oggi, paese occupato e soggetto al governo direttoriale euro-globalista affidato a Mario Monti, il nemico secondario locale, che si muove su un piano politico di sub-dominanza e supporta la dittatura globalista, è senza ombre di dubbio il Partito democratico.

Dopo l’inizio di una rapida dissoluzione del cosiddetto centro-destra, con la liquefazione del PdL “abbandonato” da Berlusconi ed il crollo dei consensi registrato dalla Lega, travolta con singolare tempismo dagli scandali, resta soltanto il Pd all’interno del sistema, con tutte le forze di contorno, in rappresentanza di una sinistra neoliberista, filo-globalista, antipopolare ed “antipopulista”, che dovrebbe neutralizzare ipotetiche proteste di massa (per ora soltanto temute), imbrogliando i dominati e supportando le politiche applicate da Monti.

Infatti, il puntello al momento più saldo del governo direttoriale globalista – non eletto, non richiesto, non amato – che sta saccheggiando l’Italia e uccidendo la popolazione (letteralmente, dati i continui suicidi per ragioni economiche), è rappresentato dalla B del terzetto politico ABC di sostegno all’esecutivo, e cioè da Pier Luigi Bersani.

Questo piccolo funambolo della politica degenere, che “parla come mangia” (ed evidentemente mangia molto male, nutrendosi di cibo-spazzatura), ha stretto un patto di sangue con il grande capitale finanziario e con la classe neodominante che lo controlla, o meglio, si è proposto come servitore politico, ed ha accettato, in qualità di kapò di quel grande campo di concentramento sperimentale che è diventata l’Italia, di supportarne fino in fondo gli interessi.

Bersani – rappresentante di una squallida camarilla politico-burocratica che si annida in parlamento, collocata a sinistra nell’emiciclo, dietro la quale non sembra che ci sia un vero e coeso blocco-sociale – ha rinnegato il paese, ha ripudiato la bandiera, ha supportato Napolitano, ha appoggiato Monti, ha contribuito a svendere gli ultimi scampoli di sovranità, di socialità, di patrimonio pubblico, permettendo che si calpesti la residua dignità nazionale, in cambio del mantenimento, per lui e i suoi, di una posizione di sub-potere e dei benefit che questa comporta.

La consorteria politica della sinistra, alimentata dalla corruzione materiale ed etica, preda del cinismo che ha fatto seguito alla fine della Grande Narrazione marxista – della quale già il PCI “eurocomunista” figlio della svolta berlingueriana, prima di essere soppresso nel febbraio del 1991, cercava di sbarazzarsi definitivamente – è composta di un coacervo di forze del tutto subalterne al neocapitalismo e al neoliberalismo, a partire dall’informe alleanza fra apostati del comunismo e catto-democristiani “di sinistra,” chiamata Pd, e dai comunisti individualistici postsovietici del SEL, completamente fagocitati negli immaginari capitalistici, fino ad arrivare ai patetici resti di formazioni che ancora, impropriamente, si chiamano comuniste, come Rifondazione e il PdCI.

Il tutto integrato dalla CGIL di Camusso e dalla Fiom apparentemente ribelle, che indicono scioperi “parafulmine” a protezione del sistema neoliberista, impedendo che le proteste dei lavoratori trovino uno sfogo concreto, pericoloso per il potere e per i sindacati stessi.

Bersani viene dal PCI del crepuscolo, già socialdemocratico, poi eurocomunista (conferenza di Berlino del 1976), filoamericano e filo-NATO, e in qualità di “politico di professione” ha attraversato, facendo carriera e diventando ministro, tutta la concatenazione trasformistica successiva, PDS-DS-Pd, a ribasso, anzi, a precipizio, per quanto riguarda la rappresentanza politica effettiva delle classi subalterne, la tutela dello stato sociale e dei diritti dei lavoratori, la stessa legalità costituzionale (se mai si è veramente affermata, almeno per qualche anno, in Italia).

Bersani, burocrate trasformista e servo dell’Aristocrazia globale, prima comunista e poi liberista (autore, nel recente passato, di una “lenzuolata” di liberalizzazioni), non è un leader, non ha carisma, non esprime una linea politica chiara – infatti, il servile Pd non ha un programma, né è necessario che lo abbia, vista la sua funzione subalterna e di “ruota di scorta” del potere neocapitalista.

Bersani non è neppure un oratore apprezzabile, per quel che può contare, esprimendosi confusamente, non disdegnando discorsi ed espressioni da “bar sport”, pur di non dare l’impressione, davanti alle telecamere e ai microfoni, di usare il “politichese”.

La caduta del muro di Berlino, del 1989, non è stato soltanto un evento di grande portata storica, che ha aperto la strada al neoliberismo, alla globalizzazione e alla successiva caduta del “muro di Pechino”, con lo sdoganamento di un Golem neocapitalistico, cioè della potenza commerciale Cinese.

Un simile evento, dalle conseguenze socioeconomiche e geopolitiche epocali, qui, in Italia, in quella che oggi sta diventando periferia del sistema globale, ha rappresentato la fortuna per individui come Bersani (e D’Alema, e Veltroni, ed altri ancora), consentendogli finalmente di liquidare anche il ricordo del PCI, già edulcorato e interno al sistema della cosiddetta prima repubblica (arco costituzionale, unità nazionale, eurocomunismo), per riciclarsi e creare sulle sue rovine nuovi cartelli elettorali, di sostanza liberaldemocratica e liberista, adatti a servire la nuova classe dominante postborghese, razza padrona del ventunesimo secolo.

Consideriamo che se tutto fosse dipeso dal centro-destra, Lega compresa, anzi, soprattutto da quella Lega, oggi in rapido declino, che sapeva che con la fine del Cav. per lei sarebbe finita la “cuccagna”, Berlusconi sarebbe ancora lì dove si trovava fino al 16 novembre 2011, e per quanto sbilanciate verso alcuni gruppi sociali, per quanto raffazzonate ed elettoralistiche, le politiche attuate da un esecutivo berlusconiano non avrebbero potuto portare, in pochi mesi, alla drammatica situazione sociale che viviamo attualmente.

L’accelerazione delle politiche di de-emancipazione e il diffuso impoverimento si sono manifestati nel dopo Berlusconi, ed ora, a distanza di alcuni mesi dall’insediamento di Monti, cominciamo a sentirne in pieno gli effetti.

Queste ultime elezioni amministrative hanno dato inizio alla dissoluzione del PdL, hanno segnato il declino irreversibile della lega, ma hanno “graziato”, o colpito in misura minore, il Pd.

Per tale motivo Bersani ha potuto cantare vittoria “senza se e senza ma”, mentre l’esecutivo Monti-Napolitano da lui appoggiato e difeso a spada tratta, attraverso Fornero prepara il terreno per togliere il sussidio agli invalidi proprietari della loro casa, privandoli di assistenza e condannandoli così a morire di fame, e si lava le mani dei danni subiti dalle popolazioni dell’Emilia colpite dal terremoto, perché in seguito alla riforma della protezione civile, lo stato non ha più il dovere di ricostruire gli immobili distrutti o lesionati, e ci si deve arrangiare con assicurazioni private.

Ma a Bersani tutto ciò non importa, finge di non vedere o borbotta qualche assurdità, e non importa all’infame Pd, che esulta per la “vittoria” nei ballottaggi alle amministrative – elezioni concesse semplicemente perché non incidono sulle politiche strategiche nazionali – incurante delle astensioni e di un’affermazione della cosiddetta antipolitica (M5S a Parma con Pizzarotti sindaco), mentre i suoi giornali, come l’Unità, si occupano delle solite cose che interessano la politica minore, a partire dalla riforma elettorale.

Si procede truffaldinamente su due binari.

Sul primo binario, quello più importante, il direttorio globalista assegnato a Monti, voluto ed appoggiato fino alle estreme conseguenze dalla sinistra spergiura e truffatrice di Bersani, continua con l’applicazione del programma contenuto nella lettera del 5 agosto 2012, di Draghi e Trichet, all’allora esecutivo Berlusconi.

Sul secondo binario, si celebra il rito elettorale in “tono minore”, limitandolo ad una tornata amministrativa parziale, per legittimare i cartelli elettorali che sostengono Monti (a partire dal Pd), per eliminare gli indisciplinati (la Lega travolta dagli scandali esplosi al momento giusto) e per ricomporre in forma diversa il centro-destra, a partire dai pezzi di un PdL da sciogliere e dai rimasugli di un centro inesistente.

Il primo binario è una strada obbligata, tracciata dalle Aristocrazie finanziarie globaliste, e su questo viaggia il treno “blindato” di Monti-Napolitano, il secondo binario, invece, può riservare qualche limitata sorpresa, e serve a distrarre dalle grandi questioni politiche e sociali.

Così, si è avuta l’affermazione del M5S in qualche comune e una forte “diserzione” dell’elettorato nei ballottaggi (oltre il 48% non ha partecipato), riguardanti, se non erro, 4,5 milioni di “aventi diritto”e non certo l’intero corpo elettorale.

Ciò ha dato a Bersani, che oggi rappresenta il puntello più saldo dell’esecutivo Monti, l’occasione per cantare vittoria – con il conforto di Monti – alla Lega lo “sprone” per rinnovarsi (e per cessare una sia pur blanda opposizione in parlamento), e al cosiddetto centro-destra, ormai orfano di Berlusconi, la possibilità di ricomporsi in altra forma, magari mescolando Alfano e Casini, ma continuando ad appoggiare il direttorio globalista al potere.

E’ chiaro che da ora in poi, il nemico politico nazionale, che indubbiamente esiste ma è secondario – quello principale è rappresentato dall’Aristocrazia globale esterna – si identifica quasi per intero in quel infame centro-sinistra che sostiene Monti, supporta il genocidio sociale in atto, e va da Bersani a Vendola, dal Pd fino alla CGIL e alla Fiom “normalizzata”.

Queste forze ascare, corrispondenti ad altrettante strutture politiche e sindacali di sub-potere, lavorano incessantemente contro le masse pauperizzate e i ceti medi declassati, quindi partecipano, sia pur vigliaccamente, nascostamente, senza sporcarsi troppo le mani, alla demolizione dello stato sociale e dei diritti dei lavoratori, al ridimensionamento della struttura produttiva nazionale, al trasferimento di risorse collettive nelle tasche dei “grandi prenditori” finanziari.

Nessuna di queste forze della sinistra degenerata e serva fa eccezione.

Niente di loro può essere salvato, nessuno dei “sinistri” capi-kapò può essere assolto, a partire proprio da Pier Luigi Bersani.

Eugenio Orso
Fonte: http://pauperclass.myblog.it
Link: http://pauperclass.myblog.it/archive/2012/05/23/il-nemico-politico-in-questa-fase-e-il-pd-di-eugenio-orso.html
23.05.2012

Pubblicato da Davide

  • Highlangher

    Tribunale popolare che giudichi questi infami e li faccia restituire i milioni indebitamente sottratti alla comunità. Uscire da euro e nato. Recuperare la sovranità monetaria. La lega diceva prima o poi spariamo, nel senso di sparire, ecco cosa dovrebbero fare questi burocrati servi del sistema. Altro che sinistra. Avete non perso? Dovete non farvi più vedere, traditori del popolo.

  • Giovina

    Mettiamo i puntini sulle i.

    C’e’ chi per troppo speculare e pensare ai suoi interessi non seppe prendere una posizione, confidando nel fato mentre si teneva incollato alla sua poltrona, mentendo e tacendo sulla verita’ sinistra che premeva sul paese.

    Prima accuso’ dei traditori come causa della sua caduta , poi in seguito disse che si era dimesso in liberta’ per amore del paese, e per permettere al professor Monti di sanare il Paese. Ora va dicendo sempre che Monti deve fare urgentemente tutte le riforme e rinforzare l’architettuta costituzionale ( chissa’, cosi’ rientra in una casa nuova ristrutturata senza la sua fatica, tutta ammobiliata [e coi telecomandi pure allo sciacquone del cesso, oltre che al suo attributo piu’ usato, ha una certa eta’ ormai] cosi’ come sognava di fare ma non era riuscito a finire in tempo ).

    Quest’altro mento prominente, dalla lingua biforcuta, grande traditore del popolo italiano, dei lavoratori italiani, e’ un emerito collega del pavido opportunista cavaliere, figlio bastardo della stessa filosofia di vita.
  • Giancarlo54

    Orso ha centrato il problema e allora mi chiedo, che senso ha parlare ancorta di sinistra traditrice? La sinistra di oggi è questa che abbiamo sotto gli occhi, è Bersani, è Vendola, è la Camusso. La sinistra che in tanti hanno in mente è finita da almeno 20 anni. Bisognerebbe finalmente prenderne atto e seppellirla definitivamente. Dobbiamo finalmente liberarci dal feticcio di questa parola. Come dice giustamente il prof. La Grassa, il nostro nemico non deve essere la falsa sinistra ma la sinistra, perchè, e ribadisco, questa è la sinistra di oggi, in Italia come nel resto d’Europa. Continuare a parlare di falsa sinistra come ne esistesse un’altra è un errore che non ci permette di uscire dal guado e dal pantano. In Italia, e concordo con Orso, il nemico è la sinistra.

  • Giovina

    Per quel che mi riguarda a fronte di una sinistra astratta esiste pure quella di una destra astratta.

    Comunque non facevo e non faccio questione di colore politico. In origine ogni manifesto politico e’ perfetto, tende ad esserlo nei suoi scopi e programmi.
    Per me, se proprio devo usare il termine di “politica”, questa e’ l’attivita’ in se’, generalmente intesa, chiaramente con la sua somma di intenti e programmi sociali ed economici, che un governo esercita ed applica.

    Percio’ di tradimento possiamo peccare tutti, ovunque ci vogliamo collocare.
    Naturalmente, scusatemi se mi ripeto, attualmente del tradimento Bersani porta la bandiera. E sindacati e contorno gli tergono il sudore.
  • Tonguessy

    Quello che sottolinei è solo lo stato attuale della sinistra in Italia (e altrove).
    Ma esiste anche una lettura storica della sinistra che non va dimenticata. Esistono fatti e uomini che hanno costruito un progetto politico che oggi è miseramente crollato, genuflesso ai voleri atlantisti e/o ai battibecchi interni ma che vantano sulla carta ancora il retaggio di antiche battaglie.
    A questo punto occorre chiarirsi: è sinistra quella storica che difendeva i lavoratori o è sinistra quella odierna che li svende? Perchè sono due progetti politici con modalità e finalità totalmente diverse.
    I casi sono due: è sinistra quella attuale e quella storica è qualcos’altro da ridefinire oppure quella storica è vera sinistra e quella attuale è solo una deriva che non può definirsi tale, è solo una faccia diversa del Partito Unico come negli USA la sono i Repubblicani e i Democratici.

    Quindi: se quella odierna è la sinistra, cos’era quel progetto politico che funzionò fino a diciamo tutti gli anni ’80?

  • Mel

    Ottima analisi.

  • IVANOE

    Stupendo. Perfetto !!!

    Le cause romai le conosciamo e gli effetti li stiamo sentendo sulla nostra pelle… purtroppo mancano i rimedi… o forse ci sarebbero… ma non sappiamo ancora usarli… purtroppo…
    Troppo ciarpame leccaculo e tirapiedi hanno questi attorno che mescolati con la loro ignoranza è impossibile al momento scompagginare.
    Prima di arrivare a loro, bisognerebbe riformare, rifondare completamente le forze dell’ordine…

  • lucamartinelli

    Si, buona analisi che pero’ non va a fondo del problema. Pochi si spingono oltre e non so perche’. Infatti è ormai noto a molti che sinistra e destra sono funzionali a un inganno colossale che le menti raffinate dei padroni hanno rifilato al popolo bue, becero e semianalfabeta. Destra e sinistra sono le due facce della stessa medaglia, quindi sono la stessa cosa. 60 anni di finta democrazia sono li’ a confermare quanto detto. Molto raffinata l’invenzione della sinistra da parte degli illuminati. E’ servita a raccattare i pezzenti e a tenerli buoni per tutti questi anni, facendoli sperare in una rivoluzione impossibile.Togliatti, quando venne ferito nel famoso attentato, non incito’ alla rivoluzione ma alla unita’ del partito. Per convincere i piu’ riottosi idealisti ricordo che nel lontano ’76, quando molti dei lettori di questo sito non erano ancora nati, il Pci salvo’ Andreotti da una mozione di sfiducia messa ai voti dalla pattuglia radicale presente in parlamento, facendo mancare i voti che l’avrebbero defenestrato. Nei tempi piu’ recenti l’esempio di Prodi, in realta’ massone di centro-destra ed esperto di sedute spiritiche e ancor piu’ l’esempio di D’Alema che è addirittura entrato nel novero dei criminali contro l’umanita’, autorizzando i bombardamenti sulla Bosnia. Buona giornata a tutti, credo che basti cosi’.

  • Giancarlo54

    Quella del progetto che funzionò fino agli anni ’80 era la sinistra. Quella di adesso è la sinistra. Erano/sono due cose differenti. Bisogna evitare confusioni grammaticali, la sinistra, quella degli anni ’80 è il passato, la sinistra è quella di adesso. Bisogna essere contro la sinistra per questo. Qualcuno ha nostalgia della parola sinistra (quella degli anni ’80)? Orbene ci si metta d’accordo come definire, a posteriori, QUELLA sinistra e la si chiami in un altro modo, che so’, sopra, sotto, giù, sù, chiamatela come volete.

  • Giancarlo54

    E allora vogliamo eliminare per una buona volta questa parola, sinistra, la vogliamo eliminare oppure no?

  • anventur

    Eliminiamola! Non sarà mai presto.

  • Giovina

    Ma dopo come faccio a riconoscere la destra? 🙂

  • Giancarlo54

    Sono quelli che rimangono.

  • Tonguessy

    Mi spiace ma la confusione è tutta di chi confonde quella sinistra con la faccia democratica dell’attuale Partito Unico. Non sono le persone che ancora si ricordano quella sinistra a doverla chiamare in modo diverso. Loro sanno benissimo cosa abbia significato e come vada chiamata. L’errore sta nel volere sovrapporre quel progetto politico a quello attuale chiamandolo nello stesso identico modo. Basta semplicemente non chiamare più sinistra ciò che oggi viene dato come antagonista (!?) all’attuale o precedente governo.
    Esiste una sequenzialità storica. Credo sia doveroso lasciare il nome a chi se l’è conquistato per prima. Gli altri che sono venuti dopo si arrangino. La confusione sulla semantica è stata creata ad hoc, per permettere una svalutazione di quel progetto politico rivalutando nel contempo il progetto opposto. Ed infatti siamo arrivati qui.

  • Giancarlo54

    Ho capito. Ma se io dicessi che sono di sinistra, per intendersi ad esempio il PSI di Nenni, e lo dico ad un giovane, quello pensa che io sia di Bersani o di vendola o di Di Pietro o……..orrore di Monti o di Napolitano. E’ una questione semantica e grammaticale, tutto qui.

  • lucamartinelli

    Compagni, camerati, amici! E’ questo sistema che va abolito o quanto meno cambiato…tornare alla democrazia, quella vera, dovrebbe essere un imperativo per tutti…saluti

  • Giovina

    Rimanere e’ un conto…..fare i fatti un altro……:) Comunque se non esiste sinistra la destra diventa un girotondo.

  • Giovina

    ITALIANI!

    🙂 🙂 🙂
  • Tonguessy

    Vero. Cui prodest? Chi può trarre giovamento da questa confusione? Chi ha interesse che il progetto di Nenni sia confuso con quello di Bersani? E’ incredibile che nell’era delle superspecializzazioni che crea neologismi in continuazione per definire meglio ogni aspetto del settore, la politica soffra di questa totale ed irreversibile confusione. Temo ci sia sotto una precisa volontà. E non è la volontà della sinistra di Nenni.

  • Aloisio

    dopo anni di giusto , ma facile, antiberlusconismo constato che qualcuno incomincia a svegliarsi sui nemici interni .Non è mai troppo tardi…speriamo.

  • sheridan

    Mi e’ sembrato di vedere un asino fra i ragli festanti di tanti somarelli.

  • AlbertoConti

    Berlusconi, Monti, Bersani …. e poi la IV fase: que se vajan todos!.

  • bdurruti

    Basta rivedersi Gaber o Corrado Guzzanti nelle vesti di padre Pizarro per capire la mistificazione delle paroline magiche ‘destra’ e ‘sinistra’

  • Jor-el

    Concordo sostanzialmente con la tesi dell’articolo, anche se non mi sento di assolvere l’ultimo governo Berlusconi, il quale alla famosa lettera rispose con un pronto “obbedisco!” e che fu cacciato solo perché la variegata “opposizione” aveva chiesto la sua testa in cambio di un consenso parlamentare ecumenico ai diktat comunitari.
    I tradimenti dei PD sono molti: antichi e moderni. E’ dagli Anni Settanta che il PCI si era candidato come il partito americano in italia. Berlinguer, Napolitano, Veltroni e Dalema sono stati uomini della Nato negli ultimi 25 anni. L’ultimo, in particolare, è stato servile fino all’umiliazione di fronte al suo padrone, Bill Clinton, che lo prese per i fondelli quando andò a frignare per il massacro della funivia di Cavalese e alla fine non portò a casa altro che la vergognosa partecipazione dell’Italia alla guerra contro la Serbia. Un crimine, ma che non fu il solo. Quasi contemporaneamente il trio Prodi-Ciampi-Draghi (sponsorizzati dall’ex PCI che non mi ricordo in quella fase come si faceva chiamare) portavano l’Italia nell’Euro è in un colpo solo dimezzò il reddito delle classi lavoratrici del nostro paese e di mezza Europa. Giova ricordare che l’Euro fu commissionato dall’America a Prodi e Mitterand in cambio dell’unificazione tedesca, e che Prodi, sapendo di mentire, non appena firmati gli accordi dichiarò che ci sarebbero voluti ANNI prima di arrivare a una parità euro/dollaro, cosa che fu smentita meno di sei mesi dopo l’entrata in vigore della prima moneta europea, che segnò, di fatto, la fine del sogno dell’unità politica del vecchio continente e della sua autonomia politica e militare.