Home / ComeDonChisciotte / IL MOVIMENTO DI PROTESTA. LA FRODE FINANZIARIA IN ISLANDA

IL MOVIMENTO DI PROTESTA. LA FRODE FINANZIARIA IN ISLANDA

DI RADY ANANDA
globalresearch.ca/

Mentre si incominciano a prendere provvedimenti contro l’ex premier islandese, Geir Haarde, per la crisi bancaria del 2008, almeno 2000 islandesi si sono riversati nelle strade per due giorni di protesta il week end scorso. L’Islanda si unisce ad oltre 12 nazioni per protestare contro le misure economiche prese sul pubblico mentre le banche e le grandi compagnie ricevono prestiti. È in atto una guerra di classe e sta diventando globale.

Si sono tenute proteste di massa anche in Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda, Germania, Italia, Francia, Slovenia, Lituania, Lettonia, Repubblica Ceca, Cipro, Serbia, Romania, Polonia e Stati Uniti, secondo quanto riportato da diverse fonti. Gente di tutto il mondo sta rifiutando le pratiche delle banche corrotte ed i prestiti, mentre ci sono tagli ai servizi sociali e milioni di persone sono stati costretti a restare senza lavoro e senza fissa dimora.

Dori Sigurdsson, un blogger islandese, riporta che quando i parlamentari sono rientrati dalle ferie il primo ottobre, sono stati accolti da una folla arrabbiata e chiassosa che gli lanciava contro uova, pane, latticini e chiavi. La gente ha dormito fuori dal palazzo del Parlamento la notte prima della sua sessione di rientro. Sigurdsson ha postato video e diverse immagini.

Dori nota: “A causa della mancanza di un aiuto del Governo al pubblico, molti stanno perdendo le loro case e le loro macchine”. In una nazione con soli 317.000 abitanti, il 12% (cioè 40.000 persone) hanno perso o stanno per perdere le loro case, afferma. Gli islandesi condannano l’ingiustizia delle grandi compagnie ed i loro presidenti ai quali il governo ha rimesso i debiti, ma non quelli della gente.

Altri tre funzionari sono stati accusati di “cattiva amministrazione verso, durante ed in seguito la crisi bancaria”, riporta Ice News. Il Parlamento ha votato per intentare un’azione per negligenza solo contro Haarde, con una legge vecchia di cent’anni mai usata prima.

Gli islandesi sono anche arrabbiati per il fatto che solo l’ex premier è stato accusato. Un commentatore dell’articolo dell’Ice News ha notato: “Questo non è un tradimento totale nei confronti del popolo?”. E criminale, per chi è ragionevole.

Le uova hanno colpito il premier Jóhanna Sigurðardóttir, salita al potere come leader politico più amato d’Islanda, con un tasso di approvazione del 75%. Si è insediata nel gennaio 2009, dopo una coalizione di socialdemocratici e verdi di sinistra, formata per rimpiazzare il governo guidato dal Partito dell’Indipendenza, capeggiato da Haarde, ormai terminato. Le altre nazioni dovrebbero far finire i loro governi corrotti?

The Guardian evidenzia una protesta diffusa in tutta Europa “tra la furia crescente contro le misure di austerità che vengo imposte… questa rottura in più di dodici paesi nella scorsa settimana include uno sciopero nazionale in Spagna ed una betoniera fatta scontrare contro i cancelli del Parlamento irlandese”. Anche Press TV ha riportato delle proteste organizzate nei diversi paesi nel corso della settimana. (Per vedere il video della betoniera, clicca qui ).

Persino negli Stati Uniti, in migliaia hanno recentemente protestato a Washington per avere posti di lavoro invece che guerre. Brian Becker, della Coalizione ANSWER, ha detto ai giornalisti che gli USA spendono un miliardo di dollari ogni due giorni per le loro invasioni militari. È molto meno del trilione di dollari all’anno calcolati da Robert Higgs dell’Indipendent Institute. Sappiamo che il Congresso spende il 58% del suo budget discrezionale nel campo militare.

Molti economisti notano che la disoccupazione negli Stati Uniti è da due a tre volte più alta di quanto riportato dal Dipartimento del Lavoro. A luglio, gli economisti hanno fissato il numero al 28%, in confronto al 9.5% riportato dai federali. Per settembre, il Christian Science Monitor ha mostrato che la disoccupazione è al 16.7%, mentre i federali hanno riportato il 9.6%.

Negli Stati Uniti, dove il 95% del pubblico ha rifiutato entrambe i prestiti a Wall Street (sotto Bush e sotto Obama), apprendiamo che i banksters [contrazione di banker e gangster, ndt] si sono poi ricompensati con bonus di milioni di dollari. L’audacia della loro depravazione avrà di sicuro un effetto di rimbalzo. È tempo di porre fine anche a questo governo?

Anche The Guardian ha riportato che “un’agenzia dell’ONU ha messo in guardia sulla crescente agitazione sociale a causa di una lunga ‘recessione del mercato del lavoro’ che potrebbe durare fino al 2015”. 2015!

Grazie al cielo le ipoteche degli squatters (occupatori abusivi) stanno aumentando negli Stati Uniti. Questo persino prima che venisse scoperto che “le fabbriche di pignoramento” producevano documenti per impossessarsi delle case della gente. Alcune di quelle fabbriche non hanno neanche un titolo legale, riporta Ellen Brown.

In Islanda, The Guardian nota: “Birgitta Jónsdóttir, uno dei tre membri del Parlamento che si sono uniti ai manifestanti, ha detto: ‘C’è il sentore che il FMI spazzerà via le nostre classi medie’.” Questo è vero per ogni nazione risucchiata nell’avidità dei banksters, Stati Uniti inclusi.

I manifestanti sono di nuovo all’esterno ora, mi ha detto Dori lunedì sera (6:00 pm all’Est, 10:00pm in Islanda). “la Protesta è ancora accesa ed è pacifica – ma con un rumore tale da farsi sentire all’interno del palazzo del Parlamento”.

Rady Ananda
Fonte: www.globalresearch.ca
Link: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=21308
5.10.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ROBERTA PAPALEO

Pubblicato da Davide

  • grilmi

    Mi sarò distratto un attimo, ma non mi ricordo che in Italia ci siano state grandi o piccole manifestazioni contro le banche…

  • nettuno

    in italia si dorme , merito di mamma TV e di una sinistra che non c’è , e se ha qualcosa , ha nel suo interno esponenti massoni.

  • Barambano

    x esempio Grillo, Santoro, Travaglio hanno mai parlato delle banche?

  • AlbertoConti

    E’ vero, in Italia si “dorme” ancora, ma questo non significa che il “risveglio” sarà lento e indolore. Ma dobbiamo farci dire da un americano che l’Islanda è un esempio tanto piccolo nei numeri quanto grande nel dimostrare la truffa che ci tiene tutti sotto scacco?!?! Troppi fattori, e troppo importanti, concorrono nel costringerci ad aprire gli occhi, sembra quasi un percorso obbligato, fino alle estreme conseguenze (quando ti ruberanno anche il tostapane “tutto questo non lo sopporterai più!!!”) – Da queste considerazioni dobbiamo aprire un discorso serio, altro che battutine da blogger scazzati!

  • sovranidade

    Sono curioso Alberto, potresti spiegare meglio cosa intendi, nel concreto, con la seguente frase: “Da queste considerazioni dobbiamo aprire un discorso serio, altro che battutine da blogger scazzati!” ?