Home / ComeDonChisciotte / IL MOVIMENTO DEI FORCONI IL RISCATTO DEL SUD

IL MOVIMENTO DEI FORCONI IL RISCATTO DEL SUD

FONTE: CADOINPIEDI.IT

Intervista a Pino Aprile

In Sicilia il Movimento dei Forconi blocca la regione. I giornali ignorano il fatto. E c’è chi ipotizza strani legami politici dietro queste proteste. Lei cosa ne pensa?

Ogni volta che il Sud protesta, e vi assicuro che ha tonnellate di ragioni per farlo, si trova sempre qualche motivo per infamare le ragioni della protesta. Io a questo movimento ho dedicato un capitolo del mio ultimo libro “Giù al sud”, quando non ne parlava nessuno. Li avevo incontrati alla scuola di politica di Filaga sui monti Sicani, creata da padre Ennio Pintacuda, e avevo scoperto un mondo di cui l’Italia non sa nulla, perché se il Sud non è mafia, non è camorra, non è notizia.
Mi raccontarono che in 3 anni, su 200 mila aziende agricole, 50 mila erano state sequestrate, messe all’asta; mi raccontarono di gente che da generazioni coltivava quelle terre, che era scomparsa dall’oggi al domani in silenzio per pudore…tragedie vissute nel silenzio, all’interno delle famiglie.
Qualcuno mi si avvicinò e mi disse: noi siamo alla disperazione, pronti alle armi, ci manca solo un leader e io risposi: guardate che non ho fatto neanche il militare!

Questo è emblematico del grado di disperazione di questa gente.

Il Regno delle due Sicilie era ricchissimo. Poi l’impoverimento, la fuga del Sud. Un’emigrazione che continua anche oggi. Perché?

Ci sono almeno tre argomenti enormi nella sua domanda. Il primo, è l’impoverimento del Sud, un territorio che è esistito per oltre 700 anni con quei confini, con quella gente, e che il Regno delle due Sicilie ereditò e poi gestì per 127 anni. Per chi voglia fare dei paragoni, 127 anni è più di quanto è durato il Regno d’Italia, 85 per i Savoia, è più di quanto è durata la Repubblica italiana, è quasi quanto sono durati il Regno d’Italia e la Repubblica italiana messi insieme. Quella era una dinastia divenuta autoctona, perché creò le prime aree industriali in Italia: basta andarsi a leggere i documenti de “L’ Invenzione del mezzogiorno” scritto da Nicola Zitara, e anche tanti altri libri.

L’invasione del sud con annessione comportò la distruzione dell’economia del Sud, la chiusura dei più grandi stabilimenti siderurgici d’Italia che erano in Calabria, l’eccidio, con sparatorie, delle maestranze che volevano impedirlo, la devastazione delle più grandi e efficienti officine meccaniche d’Italia che erano nel napoletano, l’asportazione dei lingotti d’oro, della ricchezza del Regno delle due Sicilie. Tutto questo comportò una ventina d’anni dopo, oltre alla reazione armata di quelli che furono chiamati briganti, che agivano per difendere il proprio paese, l’abbandono della propria terra da parte dei meridionali, un fatto questo che non era mai accaduto in decine di millenni. L’emigrazione dal sud, secondo varie stime, ha portato via 20/25 milioni di meridionali in 90 anni.

Rispetto al passato oggi è cambiato poco o nulla. Un esempio? Il Comitato interministeriale di programmazione economica divide le quote da sbloccare, che spesso sono soldi destinati al sud, per 200 quote e destina 199 quote al nord e una al sud. Con Monti le quote, anche perché i soldi sono diminuiti, sono state circa 40, di cui 39 al nord e una al sud e in tutto il programma di Monti non c’è una parola per il sud. E poi ci si meraviglia delle proteste? I cittadini del Sud vogliono solo rispetto, attenzione ed essere considerati alla pari degli altri cittadini di questo paese.
Del movimento dei forconi fanno parte anche i pastori sardi, guidati da Felice Floris. Ricordo che quando ci furono 100 mila forme di parmigiano invendute, l’allora governo a trazione leghista le fece acquistare con i soldi destinati al mezzogiorno; quando ci fu il pecorino invenduto per i sardi, l’allora governo mandò la polizia a spaccare le teste dei sardi a randellate in Sardegna, e quando i sardi presero il traghetto per andare a Roma, li aspettarono sul molo a Civitavecchia a spaccargli le teste preventivamente, prima ancora che arrivassero nella Capitale a manifestare.

I soldi che hanno usano per il parmigiano erano stati stanziati per il sud! Poi ci si meraviglia se la gente si organizza…In Sicilia il movimento dei forconi ha cominciato a protestare dopo l’ennesimo suicidio di un signore che si è lanciato dalla sua terrazza con una corda legata al collo.

E’ ipotizzabile che la crisi economia spazzi via l’Italia e riporti ad assetti pre-unitari?

Queste sono sciocchezze che tendono a nascondere la serietà e la profondità delle argomentazioni per cui il sud protesta.
Dal Meridione sono andati via negli ultimi 10 anni 700 mila giovani laureati. In qualsiasi paese qualunque governo di destra o di sinistra si sarebbe occupato di questo problema. La verità è che nessuno lo vuole risolvere, perché questo è un affare per una parte del paese. Solo per far studiare i suoi figli e poi regalarli al nord, il sud spende circa 3 miliardi di Euro all’anno. Come dimostrano gli studi fatti sull’argomento, formare un laureato costa dalle scuole materne alla laurea 300 mila Euro, ma per quelli fuori sede la cifra aumenta di circa 100 mila. 23 mila studenti meridionali ogni anno si spostano al nord, fate voi i conti.

Una laurea dura in genere, sono calcoli de “Il Sole 24 ore” circa 7 anni, moltiplicate per 7 e avrete il salasso del sud a favore del nord per regalargli una classe dirigente a proprie spese. Questo solo per l’istruzione. Poi pensiamo ai trasporti: sono stati cancellati da un improponibile, impresentabile amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato tutti, ma proprio tutti, i treni diretti sud – nord, il paese è stato spezzato in due nell’anno del 150° anniversario della cosiddetta unità. E ancora, il 90% degli aerei che partono dal sud deve pagare pedaggio a Malpensa, solo per far vivere un aeroporto che non doveva esistere. Per andare da Palermo a Tunisi bisogna prendere l’aereo per Malpensa e poi da Malpensa andare a Tunisi. Dovrà finire questa porcheria!

Un ultimo aneddoto, che ho raccontato nel mio libro “Terroni”: alcuni miei amici di Bari per andare a Milano si vedevano costretti a pagare all’Alitalia un biglietto più costoso del Bari -New York. Allora, per risparmiare, compravano il biglietto per New York, arrivavano a Malpensa, scendevano, strappavano il biglietto e andavano a Milano! Il sud è il Bancomat d’Italia, continuamente insultato con l’epiteto di “ladro”. In realtà, è l’unico caso al mondo nella storia dell’umanità di un ladro che più ruba e più si impoverisce, di un derubato che più viene derubato e più si arricchisce. Ci sarà qualcosa di strano?

Fonte: www.cadoinpiedi.it/
Link: http://www.cadoinpiedi.it/2012/01/17/il_movimento_dei_forconi_e_il_riscatto_del_sud.html#anchor
17.01.2012

Pubblicato da Davide

  • borat

    Personalmente non sono daccordo quasi su niente. La cosa che mi fa piu’ impressione, ovviamente dopo la malavita organizata, e’ il costo della politica in sicilia (parlamentino, indennita’ principesche, pensioni facili, etc proprio come a Roma…) perche’ non iniziate il vostro riscatto da li’, tanto per dirne una?

  • misunderestimated

    Mi hai tolto le parole di bocca… Finchè Roma distribuiva pane e giochi ai sudditi della Trinacria nessuno aveva alcunchè da obiettare.

    Ora che gli stipendi statali vengono minacciati, invece…

    Magari chi sfila oggi ha pure manifestato occupando i porti per la retrocessione del Palermo, alcuni anni orsono.

    Tra l’altro ho visionato i filmati alla ricerca di questo forcone che spuntasse sopra le teste della folla, non ne ho visto uno.

  • misunderestimated

    Bah, finora i siciliani aveva manifestato solo contro la retrocessione del Palermo.

    Queste sono le competenze che si addicono loro, altro che fantasiose numerologie su lauree, tratte aeree e forme di parmigiano invendute.

    Se sono stati “derubati” per oltre 60 anni perchè non incazzarsi prima?

  • pingus

    Io faccio parte della corrente opposta: da 8 anni ho dovuto abbandonare la professione informatica che svolgevo da 20 anni, e mi sono stabilito in campagna in Sicilia a fare l’agricoltore. Alla vigilia della guerra in Iraq avevo prefigurato che sarebbe stata la scelta giusta e ora so che ho visto giusto
    E dico che presto ci sara’ da ringraziare e imitare questi movimenti, che guarda caso nella storia italiana sono sempre nati dal sud. Dove magari hanno una impronta di destra invece che di sinistra, ma in un mondo dove la guerra e’ pace’, l’ignoranza e’ liberta’ ecc ecc non fa nessuna differenza

  • vsntnnicola

    E’ la mafia che si riposiziona in seguito al cambio di potere a Roma,
    diciamo che stanno trattando…il sud non si e’ mai ribellato seriamente, e mai
    lo fara’…..come il resto degli italiani.
    Stanno solo contrattando il prezzo a cui vendersi.

  • AlbertoConti

    “noi siamo alla disperazione, pronti alle armi, ci manca solo un leader”
    Come si leggono i passati plebisciti in favore di berlusconi? Non ci sono abbastanza culi da inforcare sul posto prima di fare il passo verso il continente?

  • RicBo

    Balle, caro Aprile. E mi stupisco che questo scrittore che credevo onesto si faccia ingannare così.
    La protesta esprime un disagio reale e ignorarla è stupido ma quello che mostra è semplicemente la solita storia: la mancanza di una coscienza di classe permette a qualsiasi opportunista di metterci sopra il proprio cappello: già hanno iniziato mpa e forza nuova, altri verranno.
    Senza una coscienza di classe qualsiasi movimento di protesta è destinato a soccombere nell’abbraccio mortale del ‘volemose bbene’ e nei finti obiettivi comuni tutti a vantaggio dei potenti. E’ la storia che lo insegna (ricordate la ‘rivolta’ calabrese degli anni 70?).

  • AlbertoConti

    Vale anche per i padani.

  • illupodeicieli

    La cosa che dovrebbe far riflettere è il voler minimizzare o ridicolizzare le proteste e ,ovviamente le ragioni delle proteste. Si fa presto a sfottere il prossimo in stile Paolo Villaggio: il punto è che ognuno pensa per se e non gli importa un tubo se chiude o meno una fabbrica, purchè non sia quella dove lavora lui o qualcuno dei suoi. E questo discorso vale per la maggior parte degli italiani, di qualunque regione siano. Quanto ai costi delle amministrazioni locali,si sa benissimo quanto costano e si sa pure che è sbagliato e che si devono cambiare decisamente le regole che hanno portato consiglieri regionali e personale delle regioni a percepire stipendi e pensioni principesche. Ma ciò non toglie che il Sud potrebbe dare molto alla nazione e che viene sfruttato, poco o molto che sia, è dimostrato: quando viene chiesto e ottenuto il finanziamento per realizzare un’industria, una fabbrica, al sud e poi questa non viene terminata nè produce alcunchè ma i soldi del finanziamento spariscono…oppure quando i macchinari nuovi di zecca vengono dirottati in una fabbrica del nord e la fabbrica del sud viene lasciata fallire, o la si sacrifica chiudendola e mandando gli operai in cassa integrazione o licenziandoli. E questi sono fatti che devon cambiare, per il bene di tutti. Se poi si preferisce pensare solo ai fatti propri e a salvare solo la propria pelle, si corre il rischio ,e c’è a chi piace farlo, di finire male egualmente: le merci prodotte vanno vendute a qualcuno e i primi acquirenti sono nella tua nazione.Per tornare invece a parlare di agricoltori e proprio siciliani, c’è stato un bel servizio su rai 3 l’anno scorso, in cui spiegava come mai l’agricoltura viene pilotata e costretta a distruggere i raccolti o a vendere sottocosto alla grande distribuzione organizzata. Discorso analogo vale per il latte, e per il prezzo che viene pagato ai pastori. Le ragioni delle proteste dovrebbero essere un’occasione per unire il Sud al Nord e non invece per dividere ulterioremente la nazione che, in questo momento si ritrova a essere debole e preda di tecnocrati venduti a società e banche estere.

  • Tetris1917

    bravissimo RicBo, hai colto alla grande il nodo fondamentale di ogni protesta che nasce da giuste ragioni: lo sbocco di classe. E il fatto che prendi ad esempio la rivolta di Reggio del 1970, e’ illuminante, almeno per chi quella storia la conosce. Riguardo Pino Aprile, avendo letto letto “Terroni”, voglio rimarcare alcune cose:
    1) Lui fa riferimento in tutto il libro, al concetto di una borghesia politica illuminata per il sud, chiaramente concentrata sui suoi interessi di classe, ma e’ proprio quella borghesia riformista (al massimo) ad aver annichilito non il sud soltanto ma l’italia intera, almeno per le classi subalterne. Ad esempio, nelle pagine in cui parla di Liborio Romano, dipinto come illuminato, ma in realta’ il solito trasformista gattopardiano politicante. Ma sono le lotte per la terra, ad aver caratterizzato almeno 80 anni di storia meridionale, dalla formazione dello stato unitario.
    2) I dati del saccheggio del sud, tutti reali; sono presi da un grande studioso calabrese: Paolo Malanima, il quale mette in relazione la caduta del PIL dal dopo unita’ e del superamento del PIL settentrionale nel 1910 in poi. Ma senza spiegare, quale rivoluzione sia tecnologica che produttiva aveva innescato il capitalismo nello stivale, e quali connessioni aveva la borghesia settentrionale in questo.
    3) Le conclusioni del libro sono altamente sconcertanti, e dimostrano la piu’ totale assenza di una analisi legata a una “concezione materialistica della storia”.

    In ultima istanza, per quanto mi riguarda, il piu’ grande libro mai letto sui problemi meridionali, e’ stato scritto nel dopoguerra da Amadeo Bordiga con Il rancido problema del Sud italiano
    Ma staremo a vedere lo sviluppo dei forconi.

  • aquilanera

    perche prima caro amico benomale si andava avanti,si andava al nord a lavorare,lasciando figli e moglie,adesso neanche quello,e smetettela di associare tutte le persone alla mafia,non sapete niente,e sopratutto non conoscete il territorio,

  • aquilanera

    una potenza economica distrutta per favorire il nord,questa e storia,no le barzellette che vi fate raccontare dalla lega

  • aquilanera

    la mafia?dove,ben venga la mafia a questo punto,almeno loro fanno mangiare,i politici invece ci stanno togliendo le mutande,te lo dice un siciliano,quando c’era la vera mafia si lavorava,adesso non si lavora,adesso e lo stato che fa il mafioso legalizzato,questa e la differenza

  • sfruc

    borat, basta leggere con attenzione la voce “Regno delle due Sicilie” su Wiki (quindi, non una fonte anticonvenzionale, anzi decisamente conformista) per capire che quanto dice Pino Aprile nell’articolo è tutto vero. All’epoca della conquista del regno borbonico da parte dei Savoia – pur con gli evidenti limiti e difetti della vecchia dinastia – quel regno: a) era in condizioni economiche uguali spesso assai migliori del resto d’Italia; b) aveva un debito pubblico pari a quasi un quinto di quello sabaudo; c) aveva un avanzamento tecnologico-industriale pari a quello del “triangolo industriale”, superiore comunque al resto del paese; d) vantava un’amministrazione pubblica efficiente, a detta degli stessi funzionari sabaudi lì inviati, nonostante i dipendenti pubblici fossero la metà che al nord (l’opposto di ora). Il sud fu “succhiato” dalla classe dirigente sabauda per rimpinguare i debiti sabaudi e per favorire lo sviluppo industriale del nord, lasciando morire in pochi decenni quello meridionale. Si creò ALLORA, e solo allora, la “questione meridionale” che era prima inesistente al pari dell’emigrazione. Bastano le comparazioni col resto d’Italia sintetizzate da Wiki (la seconda parte, che parla di economia) e non serve leggere i grandi trattati, che pure ci sono.
    Il territorio così depauperato – e ciò ha favorito la “legittimazione” popolare della mafia – è stato tenuto buono introducendo il parassitismo assistenzialista.
    Prima di spararle “alla leghista”, occorre leggere un po’ di storia, magari solo su wiki se non si ha tempo… I problemi sono profondi e da lì nasce il gap strutturale e infrastrutturale nonché tutto ciò che impedisce la “sanezza” del territorio. Non dimenticandolo, si può trovare una soluzione, fuori delle para-antropologie razziste e delle semplificazioni nocive.

  • misunderestimated

    Dimmi dove avrei associato qualcosa alla mafia…

  • MATITA

    la prima parte è vera,sulla seconda si potrebbe discutere.
    nel senso che il sud è stato reso parassitario cosi come lo intendiamo qui al nord per infangarlo e bloccarne lo sviluppo.
    150 anni fa ai signorotti massoni protestanti giudei anglosassoni un regno delle due sicilie sviluppato e civile nel centro del mediterraneo (crocevia culturale e economico del pianeta) dava parecchio fastidio….
    temevano di perdere il controllo delle rotte e dei commerci e di restare isolati
    e allora ecco l’idea unitaria,i mazzini i cavour,i garibaldini……
    occorrerebbe leggere anche un’altra storia e non solo quella che ci viene spacciata per verita assoluta in una scuola sempre piu inutile e diseducativa.

    complimenti per il razzismo disinformato che regnaa sovrano e piu la cruisi avanza e, dato che il vero nemico è imbattibile e incomprensibile, scanniamoci tra di noi con i soliti luoghicomiuni.

    complimenti

  • lpv

    Ciao Pingus,

    ti ho scritto un messaggio privato. Puoi controllare per favore? Grazie.

  • vsntnnicola

    …..congiura giudaica contro il regno delle due sicilie….vuoi essere piu’ chiaro?

  • aquilanera

    veramente gia ci stiamo scannando fra di noi,vedi la guerra tra i poveri,lasciando stare il nord con il sud,ma mi da fastidio che certi partiti dicono solo quello che gli conviene,quando si dice che il mezzogiorno e inutile per questa italia,direi a questi signori,ma durante il regno delle 2 sicilie il nord dovera?dimenticavo,i partiti politici,conviene tenersi il sud in queste condizioni,vedi la lega che si e alleta con la lega del sud,i voti gli interessano solo i voti,il resto e noia

  • aquilanera

    scusa ma dove abiti tu? vorresti dirmi che qua al sud non c’e malavita organizzata,avete fatto entrare cinesi,albanesi,turchi,altro che malavita,almeno giu in sicilia noi non facciamo entrare nessuno per farci comandare,e lascia stare le pensioni gli stipendi che tutto il mondo e paese

  • Jasmine

    Tanto per dirne un’altra: e se foste voi a togliere il disturbo e lasciaste che fossero i siciliani, senza interventi e protezioni esterne, a regolare i loro conti?

  • Jasmine

    Sarebbe interessante sapere quando ci sarebbero state delle manifestazioni di massa dei siciliani per la retrocessione del Palermo. Anche perché, il vecchio Palermo, non è stato mai retrocesso, ma semplicemente cancellato dalla storia del calcio perché i dirigenti della squadra, fra i quali alcuni esponenti dell’allora partito di maggioranza, si vendevano le partite. E non ci sono state manifestazioni di protesta. Ancora più risibile l’ipotesi che altri siciliani, nello specifico messinesi e catanesi, potessero scendere in piazza in difesa degli intrallazzi di una società sportiva palermitana di cui c’era solo da vergognarsi. La squadra attuale non ha alcun legame con il vecchio Palermo, è ripartita da zero e non è mai stata retrocessa.
    Peraltro, l’ultima manifestazione di massa, ovvero di un intero popolo sceso in strada a Palermo per chiedere un po’ di pane, non pilotata da partiti o sindacati, che ancora non c’erano, risale al novembre del ’44, a qualche giorno dopo il ritorno della Sicilia sotto l’amministrazione italiana. In quel caso, però, la partita fu chiusa quasi subito perché intervenne l’esercito con le mitragliatrici che spararono ad alzo zero.