Il mortale pericolo che corre la scienza

Il mortale pericolo che corre la scienza

Di Franco Marino, Il Detonatore.it

Chiunque oggi si definisse “uomo di fede”, godrebbe di un minore prestigio rispetto a chi invece si ritenesse “uomo di scienza”. In generale, la convinzione comune è che la fede sia qualcosa di simile alla superstizione mentre la scienza sia il regno dell’esattezza. Mostrando così, chi accettasse questa visione, di non capirne nulla né di fede né di scienza.
Premettendo che la dimostrazione scientifica di una trascendenza viene già studiata dalla fisica quantistica e analogamente fu già, molti secoli fa, sottoposta ad indagine dagli evemeristi, i due ambiti si muovono separati e questa, paradossalmente, è proprio la ragione per cui non necessariamente debbano confliggere. La scienza ci dice la tecnica per realizzare qualcosa, la fede il senso di quel qualcosa. E poi perché in generale sulla scienza esiste la convinzione che coincida con la verità delle cose. Che si riassume anche nel brocardo di burioniana memoria “La scienza non è democratica”. Tutte cose che non sono mai state vere. E basterebbe snocciolare un lunghissimo elenco di cose che, per secoli, si sono ritenute “scientificamente vere” e alla fine non erano tali. Questo perché la scienza non ci dice la verità, ci mostra una tecnica.

C’è stato, invece, un tempo in cui la fede era la bussola che regolava tutte le dinamiche di interazione umana. La scienza praticamente non esisteva – in generale degli scienziati si pensava che fossero poco più che maghi, fattucchiere e illusionisti – e si tendeva a spiegare ogni fenomeno col volere di Dio. Di conseguenza, la Chiesa era potentissima e poteva, attraverso la terribile Inquisizione, mandare a morte praticamente chiunque. Scomunicando un sovrano – e accadeva spesso – di fatto gli aizzava contro tutta una popolazione che tendeva a credere molto di più in Dio che nel suo sovrano. Le espressioni “andare a Canossa”, o anche “inginocchiarsi sui ceci”, derivano proprio dal terrore che una scomunica papale generava nel sovrano, tanto che quando Enrico IV venne scomunicato da Gregorio VII, per giorni attese al freddo e al gelo che il Papa lo ricevesse e lo perdonasse.

Come era inevitabile che fosse, ad un certo punto i sovrani nel proprio interesse, capendo che il potere temporale della Chiesa andasse limitato, iniziarono a finanziare le scienze, incentivando e proteggendo tutti i filosofi e gli artisti di ispirazione laica. Il risultato fu che grazie ai progressi scientifici che dimostrarono l’origine di fenomeni che prima si spiegavano con Dio, la fede iniziò progressivamente ad indebolirsi e, con essa, il temuto potere del Papa.

Possiamo raccontarla così la cosa e considerarla per quella che è: un progresso. Sfortunatamente però queste scoperte scientifiche non hanno risposto ad una serie di domande: a cosa serve vivere di più? Come gestire l’incremento della popolazione dovuto sia all’aumento della durata della vita che al benessere? Ma soprattutto, qual è il senso della nostra vita?

La scienza non avrà mai una risposta perché non è suo compito rispondere. Sul senso della vita, di solito rispondono la fede o la filosofia. Su come gestire le conseguenze sociali di una scoperta scientifica, la risposta la dà la politica. Quel che è certo è che la scienza non può e non deve rispondere a nessuna di queste domande, altrimenti si approprierebbe di un ruolo che non ha e che non deve avere.

D’altra parte, che questo sia il rischio si evince anche dal profondo mutamento nel linguaggio. “Credi nei vaccini?”, “Credi nel covid-19?”, “Ci rimettiamo agli scienziati”, “la scienza non è democratica”. E potrei proseguire all’infinito, elencando tutta una serie di locuzioni che stanno progressivamente dimostrando la pericolosa deriva totalitaria di chi oggi è chiamato ad amministrare la scienza, tributandole un’aura di infallibilità. Per giunta dimenticando – particolari di non poco conto – che essa è gestita dagli uomini e dunque potrebbe persino spacciare per verità assolute, scoperte che non lo sono affatto.

La teoria della relatività, per dire, non mette tutti d’accordo nell’ambiente della fisica. E sfido io qualcuno a saperla riproporre in maniera tale da renderla accessibile a chiunque volesse cercare di smentirla. Parimenti, esistono moltissimi medici che sostengono l’inutilità ed anzi la pericolosità dei vaccini. Ma “credere”, “rimettersi”, “non è democratica”, sono tutte cose che non hanno nulla a che fare con la scienza. Dove non si crede, si analizzano i fatti. Lasciando però alla politica il compito di gestirli. Col nucleare si possono fare tante cose belle e tante altre pericolose che, a volte, possono essere ciò nonostante indispensabili. La minaccia dell’atomica costituisce un freno alla tentazione di un nemico aggressivo di aggredirci.

Se la scienza tenta di sostituirsi alla fede e alla politica, il risultato inevitabile sarà che entrambe la faranno fuori, riversandole il medesimo stigma che da anni percorre la fede. Anche perché prima o poi qualcuno si farà una serie di domande di non poco conto: a cosa serve campare di più se si campa male? A cosa serve vivere se tanto siamo qui sulla Terra per caso? A cosa servono le scoperte scientifiche se il risultato finale è che l’umanità peggiora? A cosa è servito interconnettere un mondo che mai come in questi anni è sembrato incapace di comunicare e vicino al fallimento culturale, economico e sociale? E varie ed eventuali.

Se la scienza non ha queste risposte – e non le ha – ma persegue il potere di governare la vita degli esseri umani, prima o poi verrà fatta fuori esattamente come sono stati fatti fuori altri costrutti sociali prima di essa. E degli scienziati si penseranno le stesse cose che si pensa oggi degli uomini di fede. Qualcosa di bello ma che se lasciato solo a se stesso, diventa un pericolo. Da sopprimere. E, specialmente per ciò che riguarda la scienza, è qualcosa che è già accaduto. Pochi sanno, per esempio, che progetti di automobili venivano costruite già ai tempi dell’Impero Romano.

Soltanto che gli imperatori, fatta la tara tra vantaggi e svantaggi provocati da quel progresso, decisero di soffocare quella scoperta scientifica. Il che spiega anche come mai in molti paesi islamici si censurino l’arte e la scienza: se si smette di credere in Allah, non per questo la propria vita sarà felice. Molti musulmani preferiscono, per quella figura del tutto mitologica, farsi saltare in aria. Se sono felici così, chi siamo noi per impedirglielo? In cambio di cosa? Di una vita contrassegnata da un benessere indebitato, da vivere come polli di batteria per poi concluderla con qualche malattia legata alla lunga anzianità? Che i talebani dicano “no grazie”, visti i mortali pericoli che sta correndo l’Occidente, si può anche capire. Perché è proprio in quest’epoca che sto comprendendo quanto quelle parole in apparenza così insensate e fanatiche di Khomeini siano in realtà profondissime e verissime. “Dio è tutto, l’Islam è tutto”.

Da non credente, mi costa dover riconoscere che senza un senso (e ognuno si cerchi liberamente il suo), un uomo è una zattera senza percorso e dunque senza senso. Un’imbarcazione che aspetta il logorio inevitabile del suo motore e del suo telaio, fino ad una morte più o meno dolorosa che ci consacrerà ad un’eterna inutilità. Cosa ne sarà di me quando non avrò la salute e l’energia di oggi? E quando vedrò il mio corpo reso impraticabile dalla vecchiaia? E quando perderò, ad una ad una, tutte le persone che sono state le colonne della mia vita? Le rivedrò altrove o devo pensare che non rivedrò più il sorriso gioioso di mia madre e le battute di mio padre? Tutto qui è la vita? Sbattersi per una novantina d’anni, perdere le proprie funzioni vitali per poi diventare un mucchio di cenere come la legna che brucia nel camino? A quel punto, che differenza farà morire a quaranta o a novant’anni?

A queste e altre domande può rispondere solo la fede. E può darsi che non abbia risposte o anche che le domande siano sbagliate. Quel che è certo è che non può rispondere la scienza né essa può pretendere di governare il mondo. E se tenta di fare ciò, pretendendo di non dover rispondere delle proprie azioni, quello è inevitabilmente il momento in cui la scienza va messa a tacere.

Il merito della fede è di aver dato, per millenni, un senso alle brutture della vita. Quello della scienza è di darci la prospettiva – non sempre suffragata dai fatti – di campare qualche anno in più, in condizioni migliori ma di smarrirne il senso, tanto che le civiltà più secolarizzate sono, puntualmente, quelle dove dilagano le patologie psichiatriche.

Per dirla con Bellavista di Luciano De Crescenzo, ci siamo fatti bene i conti?

Ci conviene?

Di Franco Marino, Il Detonatore.it

20.12.2021

link fonte: http://www.ildetonatore.it/2021/12/20/il-mortale-pericolo-che-corre-la-scienza-di-franco-marino/

Scelto da Jacopo Brogi, pubblicato da Giovanna Pagani per ComeDonChisciotte.org

Commenti (39)

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Mostra commenti 39 caricati
    1. sbregaverse 24 dicembre 2021

      Scienza e filosofia usano l'intelletto per cercare il vero.
      Lo strumento è inadeguato.
      Le fedi si basano su credenze ,comò e suppellettili, forniti da qualcuno degno di fede.
      In ogni caso:

      TUTTO È PERFETTO COSÌ COM'È.

    2. Astronauta 24 dicembre 2021

      Purtroppo non è cosi.
      Tutto nell' universo di basa sul continuo movimento e "tutto è perfetto così come è " e una illusione.
      Quello che è perfetto così come è rimane il mondo che esiste al di là della materia.

    1. IlContadino 24 dicembre 2021

      C'è il mondo percepito dai sensi, che è importante, per carità, quello è il mondo della scienza. C'è poi il mondo al di là dei sensi, il mondo oltre la scienza. Quando dai più importanza a quel mondo lì, a quello oltre la scienza, al di là dei sensi, ti dicono che hai fede, che credi in Dio. Ok, credo in Dio, sono uomo di fede, persona che stima i sensi, ma ne percepisce tutti i limiti.
      Preferisco l'aldilà;-)

    2. sbregaverse 24 dicembre 2021

      Sì aldilà del bene e del male.

    3. LuxIgnis 24 dicembre 2021

      Al di là delle idee di cattive azioni e buone azioni,
      c'è un campo. Ci incontreremo lì.
      Quando un'anima si sdraia su quell'erba,
      il mondo è troppo pieno per parlarne.
      Idee, linguaggio, persino la frase "l'un l'altro",
      non hanno alcun senso.

      Rumi

    4. sbregaverse 24 dicembre 2021

      PERFETTO

    1. Rnamessaggero 23 dicembre 2021

      Parole scontate, tanto sono giuste, quelle sulla scienza e la fede, le trovo incomplete ma trovo giusto lasciarle così, ognuno se le completi come vuole. Attribuire entità alla scienza lo trovo ridicolo, scienza è metodo e analisi, gli scienziati sono entità non la scienza, fra l' altro aveva metodo e analisi anche mio nonno che non era scienziato, oggi direbbe che la scienza è democrazia, perché se non hai un gruppo di maggioranza che ti sostiene, la tua scienza va a farsi friggere. Anche la morale è scienza perché dimostrabile ma tra scienziati e ominidi di fede non se ne trova uno che la capisca.
      Leggere questa bella esposizione di pensiero, mi ha fatto tornare a quando ero spermatozoo, curavo solo l' essenziale, non avevo idea di dove stessi andando, la maggioranza intorno a me capiva molto più di me e si fermava per trattare temi filosofici sulla vita, oggi non sono più spermatozoo e non ho idea del perché, scienza, fede, non me ne può fregar di meno dell' una più dell' altra, le valuto su binari paralleli, continuo ad andare dritto verso, come un treno o uno spermatozoo. Molti li vedo nati sotto ai cavoli ma è un problema mio, sulla fede credo a chi dice che ne basta veramente poca.

    1. GioCo 23 dicembre 2021

      Sinceramente mi ha sempre incuriosito la totale assenza di coerenza tra scienza e religione (monoteista) nel valutare l'una la posizione dell'altra. Non che riconosca privo di incoerenza anche altro pensiero attribuito all'umana cultura, ma in particolare è l'assurdità della contrapposizione di queste che mi perplime.

      Non voglio dilungarmi, ci si potrebbe ricavare un libro e non è il caso qui. La prima e più banale è l'incoerenza storica. La scienza nasce da considerazioni religiose, entro istituzioni religiose e da uomini profondamente cattolici. Poi, se la scienza la vogliamo definire un metodo, anche la religione si può benissimo definire in quel modo. L'etimo di scienza è "sapere" nel senso di "conoscere" ed è citata nientemeno che da Dante, Vico, Manzoni e dalla Bibbia nella Genesi. Se quindi sono solo "metodi per conoscere", cosa stiamo cercando con questi "metodi"? Forse meditare è meno "serio" che fare esperimenti con l'atomo? E chi lo stabilisce? Gli indubbi successi di un metodo, sia esso buddista o galileano, ci dicono qualcosa circa la "teoria" sottostante? Allora perché dopo tanti secoli dell'uno abbiamo "varianti" a non finire e dell'altro non sappiamo ancora praticamente niente della "natura" del suo primo obbiettivo di indagine, la Gravità, tanto che non la riusciamo bene distinguere a tutt'oggi da energia (gravitone) o effetto geometrico del "tessuto" spazio-tempo?
      Ci scanniamo per niente. La Mente che mente pretende risposte. Ma tutto ciò che ci rimane tra le dita dopo tanta veemenza nel sostenere le nostre ragioni ragionevoli, siano esse religiose o scientifiche è un pugno di mosche. Un mucchio di ca%%ate. Staremmo così tanto meglio se riuscissimo a rilassarci sapendolo. Ma no, si preferisce la guerra. Allora, guerra (del grottesco) sia.

    2. LuxIgnis 24 dicembre 2021

      La scienza nasce da considerazioni religiose, entro istituzioni religiose e da uomini profondamente cattolici.

      Verissimo questo ed è una cosa che dovrebbe fare riflettere.

    1. Nestor Halak 23 dicembre 2021

      Be, qui mi sembra che si faccia molta confusione. Con tutto il disprezzo per Burioni, quando dice una cosa giusta, mica possiamo ritenerla sbagliata perché l'ha detta lui. La scienza non è democratica, nel semplice senso che se una cosa è vera o falsa non lo si decide a maggioranza. Solo che la scienza non è Burioni. La scienza è un metodo di lavoro, se volete una magia, ma una magia che funziona. Appena smette di funzionare, cioè appena la realtà si dimostra diversa dalla teoria, non è più scienza, sono solo chiacchiere e distintivo. Se pronunciare abracadabra sette volte facesse si che Burioni si rinchiuda in un convento di clausura e funzionasse, sarebbe scienza, ma non funziona, provateci pure.Le verità della scienza non sono mai assolute: sono provvisorie, dipendono dallo stato dell'arte. Chiunque riesca a dimostrare qualcosa di nuovo con dati empirici, ha ragione, anche se è solo contro tutti. Semplicemente non bisogna chiedere alla scienza più di quanto può dare. Se vi aspettate che vi spieghi il senso della via, siete sulla strada sbagliata. Le affermazioni che hanno un senso scientifico, sono esclusivamente quelle suscettibili di smentita. Se dico che la vita è dolore o che la vita è gioia, per la scienza è lo stesso. Nessuna delle due affermazioni ha senso.

    2. LuxIgnis 24 dicembre 2021

      Mi dispiace che anche tu sei caduto nel tranello di confondere la scienza con la misura.
      Ora se la scienza è solo quella matematica, con il quale concordo, allora hai ragione non può essere democratica, poiché una misura è una misura, 2+2 fa sempre 4 e non è in discussione. Ma qui si usa la parola scienza per indicare una serie di campi dell'uomo e non tutte hanno a che fare con le misure anche se le utilizzano al loro interno.
      Quindi solo la misurazione, che è matematica, come la velocità della luce, quella della gravità nel vuoto, ecc. può non essere democratica.
      Tutto il resto e lo dici anche te e qui ti contraddici, è osservazione empirica, dove una verità viene assunta per vera perché la maggioranza degli esperti la ritiene tale.
      Prendiamo il Big Bang. Non vi è una sola prova, e mai ce ne potranno essere, che questo sia accaduto veramente. Vi sono qualche indizio che la maggioranza ritiene portino in quella direzione. Ma vi sono anche alcuni scienziati che non sono convinti di questo, e nemmeno pochi, proponendo teorie varie che anch'esse non hanno uno straccio di prova ma hanno il difetto che non sono supportate dalla maggioranza. Magari sono più vere del Big Bang, non è la prima volta che una minoranza nella scienza ci ha messo secoli per vedere accolta e confermata la sua teoria. Come nella democrazia a volte ci vuole tempo perché un certo modo di vedere le cose prenda la dominanza.
      Ma anche la stessa misura che è matematica in fondo ha un processo democratico o simile alle sue radici. Un metro per fare un esempio è una convenzione assunta dai francesi di Napoleone sulla base del diametro della terra alla longitudine centrale ( quella che passa per i poli - 40000 km.). Un metro è 1/40milionesimo della longitudine. E' una convenzione che, prima imposta da Napoleone, poi è stata accettata da tutti democraticamente.
      Come vedi il processo democratico vi è sempre dietro con tutti i suoi difetti anche, perché vengono assunte delle verità a maggioranza che sono delle incredibili menzogne. La storia della scienza è piena di casi come questo, ma piena piena. Non vorrei fare qui un elenco.
      Tralasciamo in questo discorso che la scienza essendo fatta da uomini è soggetta a poteri, corruzioni, interessi e quant'altro. Vi sono ad oggi molte teorie e campi di studio che non è che non abbiano prove a loro sostegno o siano interessanti ma vengono ampiamente escluse dai campi di ricerca perché sovvertirebbero il pensiero dominante. Ad es. le "stranezze" dell'acqua compresa la memoria, la fusione fredda che al di là di certi imbroglioni in giro ha comunque dato dei risultati di un certo valore. No, non si può produrre energia ma qualcosa accade. E così via.
      Per finire ti ricordo che questa frase è stata detta riguardo alla medicina che non è classificata come scienza.
      D'altronde Di Bella che qui si conosce bene ne sa qualcosa della mancanza di democrazia nella scienza.

      La scienza non è democratica è una frase senza senso profferita solo da coloro che vogliono mantenere lo status quo, e che la verità non interessa.

    3. Nestor Halak 24 dicembre 2021

      Ancora un pò di confusione (più piccola). La conoscenza è spesso controversa, nella pratica non ci sono sempre prove schiaccianti e quando ci sono, neppure è detto che lo siano per sempre. E' normale che sulle questioni controverse ci sia una maggioranza che di fatto avrà più peso. Ma questa non è scienza, è politica è sociologia, sono le relazioni tra gli uomini. E' ciò che fa Burioni.
      Se mettiamo ai voti l'interpretazione Burioni della pandemia, che è quella ufficiale, vince lui. La maggioranza è d'accordo, infatti si maschera e si vaccina ancor prima di essere costretta con la forza. Noi siamo la minoranza: abbiamo ragione proprio perché la scienza non è democratica.

    4. LuxIgnis 24 dicembre 2021

      Non posso che concordare quello che dici.
      Ma ritengo che la scienza sia democratica e purtroppo come ho detto ne ha anche tutti i difetti.
      Il fatto è, e qui c'è un'altra piccola confusione, si ritiene spesso che la democrazia sia una sorta di dittatura delle maggioranza. In realtà non è così la vera democrazia è la tutela e l'ascolto delle minoranze, proprio perché possono avere ragione. Il fatto è che la democrazia non è mai esistita, almeno in Italia ma penso un po' dappertutto. Basta leggere la costituzione e ci si rende conto di quanto non sia mai stata applicata. E non solo adesso che è stata resa carta da culo.
      E lo stesso vale per la scienza, che è politica e sociologia, e fatta di relazioni umane, non può essere sconnessa dal mondo della vita. E' conoscenza e la conoscenza appartiene a tutti.
      La scienza è sempre stata manipolata dalle politiche e da interessi vari, l'ho detto che non vorrei fare l'elenco di quante volte la scienza ha imposto dei dogmi fallati.
      Forse si è un po' troppo idealizzata la scienza imperniata di positivismo (una filosofia) e con questo è diventata una religione, ed è vero che non è democratica perché le religioni non sono democratiche.
      Quindi chi dice che la scienza non è democratica sta esattamente dicendo quello che Khomeini ha detto nell'articolo. La stessa medesima cosa!

      «Le verità espresse dalla ricerca scientifica non sono verità assolute e definitive ma sono approssimazioni storiche e la scienza è un movimento in continuo sviluppo. Se infatti la verità scientifiche fossero definitive ed acquisite definitivamente su un piano assoluto e metastorico, la scienza come tale avrebbe cessato di esistere. Si ha quindi che la scienza è una categoria storica, essa offre parametri di interpretazione della realtà che sono varianti e varieranno con il variare delle epoche storiche. In realtà anche la scienza è una superstruttura, una ideologia. La scienza quindi non ha una sua validità assoluta, al di là del tempo, ma rappresenta nella sua storia il reflusso di rapporti di forza reali all’interno delle classi e dei modi di produzione»

      A. Gramsci

    1. cedric 23 dicembre 2021

      la scienza non ci dice la verità, ci mostra una tecnica.

      questo è esattamente quello che gli scienziati dicondo fin dal 1930

      qual è il senso della nostra vita?La scienza non avrà mai una risposta perché non è suo compito rispondere

      anche questo è proprio quello che gli scienziati dicono fin dal 1930
      Non si capisce perchè l'umanità si ostini a cercare un senso o peggio uno scopo per la propria esistenza. L'umanità ha inventato l'escatologia per giustificare a se stessa lo scopo che si è data: spadroneggia sui tuoi simili e se non si sottomettono ammazzali.

      senza un senso (e ognuno si cerchi liberamente il suo), un uomo è una zattera senza percorso e dunque senza senso .... A quel punto, che differenza farà morire a quaranta o a novant’anni? A queste e altre domande può rispondere solo la fede.

      No!, mille volte no! Sei tu e solo tu che devi trovare una risposta da solo. Se proprio non ci riesci riempi una pipa di oppio ed annega nei fumi della fede, sappi però che ciò che troverai, e che magari ti darà uno scopo nella vita, sarà solo frutto di una boccata di oppio. Contento tu contenti tutti.

    1. gix 23 dicembre 2021

      E' natale, purtroppo, un natale di merda, se per caso qualcuno non se ne fosse accorto, e come ogni natale diviene inevitabile cadere nella trappola, quest'anno più pericolosa che mai, degli auguri ad amici e parenti, quelli che proprio non si possono evitare. Non senza qualche iniziale preoccupazione, la telefonata, inevitabile, sembrava volgere fortunatamente al termine, dopo aver parlato del più e del meno ed essersi fatti i soliti banali auguri. Ma, un istante prima di attaccare arriva la fatidica domanda: ti sei vaxinato? Un attimo di smarrimento non ha impedito il fluire spontaneo (e prepotente, forse perchè troppo represso...) di uno sbotto di verità; sarebbe bastato dire di si e tutto sarebbe finito lì, ma lui non ce l'ha fatta e, per l'appunto, ha finito per dire la verità. Solo in seguito avrà potuto rendersi conto di aver avuto forse la peggiore idea del 2021, viste le conseguenze, concretizzatesi in una serie di improperi isterici e assolutamente disinformati sul valore della scienza moderna e non solo, anche della morale, del bene comune, del rispetto per gli altri e tutte le stronzate del corredo provax che vanno per la maggiore, non ultimo l'accusa di avere paura e quindi per il proprio egoismo mettere a rischio la salute degli altri, tutte cose che nulla hanno a che vedere col metodo scientifico vero e proprio. Il peggio del peggio della manipolazione concentrato in una sola conversazione, oltretutto con un interlocutore (donna, ma non è un prerequisito...) di un certo livello intellettuale e professionale. Di fronte alla semplice constatazione del fatto che, da vaxinata, non dovrebbe temere alcunchè visto che semmai il problema sarebbe di coloro che non lo hanno fatto, la risposta è che la scienza va creduta per quello che dice nella sua autorevolezza, e non può sostenere, sia essa come anche la comunità che la segue, i costi di coloro che non le credono. Questa è la posizione di molti, compresi altri personaggi (in odore di massoneria...) che pontificano del bene comune come obiettivo da raggiungere ad ogni costo, sproloquiando su canali alternativi vari. La scienza quindi fa effettivamente il bene comune, o meglio è in grado, ha gli strumenti per farlo? Basterebbe il memento mori per affermare che no, proprio non è in grado, per cui è giusto porsi la domanda: ci conviene? non è meglio la fede? che almeno non pretende di spiegare nulla a nessuno? Che dire, se potete, evitate almeno gli auguri di buon anno...

    2. Armin 23 dicembre 2021

      Hai descritto molto bene la realtà odierna.

    3. Bertozzi 24 dicembre 2021

      Dici bene. Questo è il canovaccio tipico. Dopo due anni ci si aspetterebbe almeno un minimo di decenza, oppure il veder contemplato qualche minimo dubbio, e invece niente, prima si scandalizzano poi cercano di farti ragionare e invocano il tuo bene prima e quello della collettività, poi; quello che noto io è che poverini molti si stanno veramente mangiando vivi con la paranoia, ti vogliono salvare e salvare il mondo e intanto loro son sempre più deboli impauriti e ridicoli. E però vogliono salvare noi più forti e per forza di cose inattaccabili e non subiamo il continuo fuoco mediatico della paura e paranoia e perciò siamo saldi come loro non saranno mai... Eppure ci vogliono salvare, e salvare il mondo, mentre loro impazziscono piano, e non se ne accorgono, e ripetono come automi discorsi e ragionamenti che spesso sono anche spontanei e altruisti, ci credono davvero in quello che vi chiedono di fare, e non se lo sono preparati, gli nasce proprio da dentro, non hanno il minimo dubbio.
      Il fatto di creare spontaneamente ragionamenti e frasi che in realtà qualcuno o qualcosa gli ha messo in testa non li sfiora minimamente. Il fatto di essere megafoni per gente come speranza Burioni bassetti e draghi non li scalfisce per niente. E l'invito a salvarsi a svegliarsi a volersi un po' più bene a smettere di avere paura rimane voce inascoltata e lontana.
      Il tutto farebbe pure tenerezza se non fosse così drammatico nelle future conseguenze.

    1. Primadellesabbie 23 dicembre 2021

      "...Se sono felici così, chi siamo noi per impedirglielo?..."

      Hai mai pensato che il cristianesimo è edificato sui martiri che spesso andavano insistentemente a cercarselo?

      Dopo questo articolo sulla scienza, un po' così, ti sottopongo questa foto:

      https://blog.ilgiornale.it/giannoni/files/2014/08/mandel.jpg

      Quello a destra è G. Mandel Khan, il maestro Sufi che ha iniziato Battiato e, forse, Edoardo A. Qui era giovane, credo a Benares, la foto si intitola 'il biku senza ombra', e apparsa in rete quando era ancora vivo, e non era tipo da 'ritocchi'.

      Vedi tu! Magari riscrivi l'articolo con qualche dubbio in più.

      Ah, dimenticavo.
      Recentemente ho letto che sembra sia stata identificata la possibilità che la materia, investita da una certa vibrazione, non costituisca più un ostacolo ai raggi luminosi, che così l'attraverserebbero.

    2. JA 23 dicembre 2021

      Uno zombi resta pur sempre uno zombi comunque lo vuoi chiamare. :)

    1. Astronauta 23 dicembre 2021

      """Il merito della fede è di aver dato, per millenni, un senso alle brutture della vita. Quello della scienza è di darci la prospettiva – non sempre suffragata dai fatti – di campare qualche anno in più, in condizioni migliori ma di smarrirne il senso, tanto che le civiltà più secolarizzate sono, puntualmente, quelle dove dilagano le patologie psichiatriche."""

      La fede da capire perché nel mondo ci sono le brutture e ti invita a non farne più cominciando da te.Poi c è fede e fede....
      La scienza attuale è una scienza temporanea per gli uomini attuali. Oltretutto dare l illusione che ti fa vivere di più pone la scienza attuale ad una pura superstizione di cui si vedono i risultati.Come può provare la scienza che si allunga la vita se non si sa il giorno in cui una persona deve morire?
       Più che altro si va verso un mondo in cui non ci si riproduce più perché la vita nemmeno la scienza sa da dove arriva.

    2. Armin 23 dicembre 2021

      Sei stato molto diretto e concreto.

    1. JA 23 dicembre 2021

      Tutto nasce dall’introduzione in occidente d’una estranea superstizione medio orientale tendente all’invasato fanatismo talebano/rabbinico che andò a rimpiazzare la filosofia della natura che, dai presocratici in poi, costituiva la vera unione di sapere (scienza) fisico e metafisico dell’uomo occidentale e indo-europeo:
      “… tramontata per vari motivi tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo[2]. Prima di allora, la filosofia naturale aveva rappresentato per molti secoli l'avanguardia dell'indagine scientifica, che coniugava l'osservazione sperimentale con la riflessione filosofica.”

      Le varie scienze, che storicamente si sono sviluppate dalla filosofia, si può dire che siano sorte più specificamente dalla filosofia naturale. Nelle università di antica fondazione, le cattedre di filosofia naturale sono oggi occupate prevalentemente da professori di fisica. La nozione moderna di scienza e scienziato risale solamente al XIX secolo: prima di allora, la parola "scienza" significava semplicemente conoscenza e non esisteva l'etichetta di scienziato. Ad esempio, il trattato di Newton del 1687 è conosciuto come I principi matematici della filosofia naturale.

      In tempi recenti è stata da più parti affermata la necessità di una ripresa della riflessione filosofica sulla natura[49]. È stato argomentato che una riflessione filosofica, con delle basi ben fondate sulle moderne concezioni scientifiche del mondo fisico e biologico, è necessaria sia per un'interpretazione e una comprensione effettiva dei dati e delle teorie scientifiche, sia per l'elaborazione di concezioni antropologiche che non ne trascurino le basi fisico-biologiche.
      D'altra parte anche all'interno della comunità scientifica viene spesso rimarcata la necessità di un'elaborazione in chiave ontologica, epistemologica (e filosofica in senso generale) delle tecniche e delle teorie scientifiche utilizzate, nonché delle conseguenze pratiche del loro impiego (sull'ambiente, sui pazienti, sulla società, ecc.). In questo senso viene auspicata la rinascita di una riflessione filosofica sulla natura [un ritorno alle origini greco-romane del sapere occidentale non contaminato dalla superstizione giudeo-cristiana]
      https://it.wikipedia.org/wiki/Filosofia_della_natura

    2. Armin 23 dicembre 2021

      Hai posto e spiegato molto bene la questione. Manca appunto nell'occidente la visione del Mondo integrale, ontologica, Metafisica, del Mito dei nostri Antenati, e quindi di tutto ciò che ne deriva: La vita stessa e la sua elevatezza e completezza, non la bassezza. Senza i Valori del Mito, o senza i Nuovi Valori con il Nuovo Mito che verrà, c'è un degrado generalizzato.

    3. JA 23 dicembre 2021

      Come i virologi pagliacci dell’inno ‘sì vax’ di Natale dimostrano quotidianamente in televisione senza la minima vergogna.
      Questo perché la scienza degli antichi che serviva per conoscere la parte delle parti in natura per vivere in armonia con il Tutto cosmico, è diventata solo la conoscenza tecnica per fare più soldi.
      Le università non sono infatti più i centri di cultura ma di formazione dei nuovi operai specializzati nella moderna corsa all’oro.
      https://www.adnkronos.com/crisanti-bassetti-e-pregliasco-coro-si-vax-per-natale-video_63rF4CC8Bt4MAslmniD2XI

    4. Armin 23 dicembre 2021

      Mi è piaciuto "per vivere in armonia con il Tutto cosmico",
      sei un mistico.

      Ho visto il filmato, che segnali. Indecorosi!
      Sono di un kitsch da WC! Ma veramente non hanno dignità, onore, dovrebbero andare in qualche cabaret, forse gli tirano
      dei pomodori.

    5. JA 24 dicembre 2021

      Pomodori sì, ma surgelati però. :)

    6. Bertozzi 24 dicembre 2021

      👍 👍 👍

    1. LuxIgnis 23 dicembre 2021

      Difficile argomento, ma il senso dell'articolo è abbastanza chiaro, definendo il pericolo che corre la scienza agendo in questo modo irrazionale (una bella contraddizione in termini) e ponendosi in campi che non gli competono. Il pericolo di essere rinnegata in toto.

      Bisognerebbe partire dal chiedersi cos'è la scienza e cos'è la fede.

      Innanzitutto bisognerebbe parlare di scienze, non ne esiste una sola, e casomai quello che esiste è il metodo scientifico. Il metodo scientifico può avere ampi margini di applicazione ma su molte altre assolutamente no. Come posso replicare in laboratorio un sentimento, una percezione, un'idea?
      L'unica vera scienza è la matematica, unica cosa che soddisfa abbastanza il metodo scientifico, ma anche qui ci sarebbe da dire e pensare. Se andiamo verso la matematica superiore se ne vedono delle belle.
      Tutto il resto è osservazione empirica delle cose, con tutti i suoi margini d'errore e di dubbi sui risultati ottenuti.

      La fede invece è ancora più complessa. Cosa esattamente sia nessuno lo sa. Partiamo dal significato della parola. Etimologicamente ha radici antiche, parte dal Sanscrito, passa dal Greco ed arriva al Latino ed infine giunge a noi.
      In questi passaggi la parola fede assume ben 3 diversi significati.
      Il primo è credere. Avere fede in qualcosa vuol dire credere che quel qualcosa esiste.
      Il secondo è fiducia. Avere fede in qualcuno vuol dire avere fiducia in egli.
      Il terzo è verità. Quando firmiamo lo facciamo sotto le parole "in fede". Vale a dire sottoscriviamo che io sono veramente io che lo faccio.
      Quindi credo, ho fiducia, in qualcosa che è vero. Non posso credere od avere fiducia in qualcosa che è falso. Viene da sé che questo sarebbe alquanto illogico. Così come è illogico un credo senza fiducia, o una verità a cui non si crede.
      Non vado oltre sono solo spunti di riflessione.

      C'è assolutamente interazione tra scienza o fede molto di più di quello che si crede o vogliano ammettere sia gli scienziati sia i religiosi.

      Per me la scienza si occupa, o si dovrebbe occupare del conosciuto. Conosciuto inteso anche in quello che posso osservare. Anche se non lo conosco nel momento che lo percepisco in qualche modo lo conosco altrimenti non potrei percepirlo.

      La fede invece si occupa o si dovrebbe occupare dell'inconoscibile. Quella cosa che per quanto mi sforzi non potrò mai sapere. Dio ad esempio, o la gravità, o l'amore. Posso solo farmene delle tiepide immagini ma sarebbe anche vietato dal 2° comandamento della Bibbia. :)

      Insieme, fede e scienza si occupano o si dovrebbero occupare dello sconosciuto cioè quello che al momento non conosco e non percepisco ma posso arrivare a conoscere. Qui dovrebbe essere la fede che guida la scienza. Un atto di fede verso qualcosa che non si percepisce porta alla scienza che lo rende percettibile.

      Il problema è che una scienza, o il metodo scientifico pretende di appropriarsi di tutti e tre i campi. Nasce lo scientismo che è un'imitazione grossolana e pacchiana della fede. Una nuova religione, con i suoi riti, dogmi, templi ed assolutista come tutte le religioni monoteiste della storia.
      E come tutte queste religioni sono state rifiutate nel tempo proprio per il loro assolutismo -le religioni che vediamo oggi sono un simulacro di quello che erano, una forma culturale ormai molto povera di contenuti ed imperniata di scientismo, anche la scienza sta iniziando ad avere lo stesso destino come dice l'articolo. Non credo che in fin dei conti alla gente gli andrà bene per sempre di essere portata ad essere come un robot. Perché questo la scienza sta facendo. Disumanizzando l'umano. Il transumanesimo di cui si parla ma che in realtà è un disumanesimo.

      Va beh spunti di riflessione, non avevo meglio da fare, e comunque il discorso è molto complesso ;)

    1. uparishutrachoal 23 dicembre 2021

      Scienza, fede. filosofia..sono solo sovrastrutture mentali atte a renderci la vita soddisfacente: quando non sono più utili vengono sostituite.
      Di concreto, invece, c'è la differenza tra gli uomini nel cercare soddisfazione..e da qui la lotta per l'affermazione della propria via..
      Di assoluto c'è solo l'Essere che usa l'esistere per autosvelarsi, e che è l'elemento ordinatore nel caos delle lotte per il potere esercitato da chi vive solo nel divenire..
      Tornare all'Essere, al semplice sentirsi vivi e coscienti, è la sola soluzione per silenziare la babele delle opinioni scientifiche o fideistiche, e ridurle ad approcci più o meno legittimi ma sempre transitori e contingenti.
      Il pensiero forte è questo e si basa sull'Essere non smentibile pena l'assurdo: chi può dubitare di esistere?
      L'Occidente ha dimenticato la Percezione di Esistere e il suo sviluppo nella meditazione, come la base indiscutibile( perché superiore al discorso) anche dell'agire, se vuol essere sensato..e gli effetti si vedono.
      Finché non la smettiamo con le filosofie. le morali e le scienze usate a sproposito come fondanti la vita, non usciremo mai dall'insicurezza e la paura che accompagnano un destino miserabile e inautentico..
      Primum vivere deinde philosophari, non significa fare i propri porci comodi, ma uniformarsi alla ricerca di ciò che dentro di noi è coscienza ed esistenza..e poi alla Sua Luce valutare il tutto..e pensare anche..per comunicarlo a chi non ci arriva da solo traducendolo in termini potabili a tutti per quanto è possibile, e in relazione a ognuno, per così smussare quella brama di potere che oggi sembra l'unica realtà oggettiva.

    1. gianB 23 dicembre 2021

      Strana posizione di uno che si dichiara non credente ma ritiene profondissima e verissima l'affermazione che “Dio è tutto, l’Islam è tutto” (detta da Komeini). Forse semplicemente non sa di esserlo.
      Si vorrebbe in questa esposizione negare alla scienza la capacitá di essere una fonte di veritá, e su questo possiamo essere d'accordo intendendo la veritá come qualcosa di definitivo e che esprimerebbe anche il senso della vita. Ma lo si vorrebbe certificare attribuendo tale diritto di appartenenza alla fede e magari anche alla filosofia.
      Direi a costui che la veritá si puó innanzitutto avvicinare solo con l'uso dell'umiltá, quindi farei presente che a mio umile parere, neanche fede e folosofia riescono ad esprimere la veritá assoluta ovvero a svelare il senso della vita, semplicemente anch'esse tentano, se vuoi con intensitá spirituale, ma comunque tentano e nient'altro che tentano di rispondere alla domanda su quale sia il senso della vita quindi quale sia la veritá assoluta.
      L'assoluto e il mondo oscuro che cela il senso delle cose puó essere affrontato con lo spirito del bambino che vuole scoprire le meraviglie del mondo oppure con l'arroganza di chi vuol conquistare il nuovo mondo. E questo vale per scienza, fede e filosofia, allo stesso modo (e senza far confusione con la scienza accademica, le religioni e le correnti filosofiche).

    2. Fedeledellacroce 23 dicembre 2021

      Sono d'accordo con te.
      Ma penso che l'autore dell'articolo intendeva che chi abbraccia un credo religioso o scientifico, si riempie la propria realtá di tale credo. Al punto da proclamare sentenze del tipo Allah, o il cristianesimo, sono "tutto".
      Non ha detto che lui pensa tale bestialitá.

    3. gianB 24 dicembre 2021

      Ho riletto e sono ancora della mia idea..(pur rimanendo confutabile 😉)

    1. absitiniuriaverbis 23 dicembre 2021

      Vale la pena di leggere l'articolo anche se l'apertura 'la scienza ci dice la tecnica per...' mi aveva suggerito di lasciar perdere.
      Scienza e fede non sono in conflitto, sono ambiti diversi.

      Il 'conflitto' a cui l'articolo si riferisce, mi ricorda la storia del leone e del cinghiale che volevano abbeverarsi. Litigarono a lungo e ferocemente per stabilire chi dovesse soddisfare la sete per primo.
      Poi videro i corvi volteggiare in alto in attesa che l'uno o l'altro od entrambi soccombessero per potersene cibare.
      Quindi, da animali, si misero d'accordo per abbeverarsi contemporaneamente.
      Ovvero, quando si litiga, c'è sempre un terzo intetessato che ne trae vantaggio...

    1. Armin 23 dicembre 2021

      La Scienza approssima la Realtà. Un'equazione matematica,
      per quanto complessa e perfezionata, NON E' il fenomeno che descrive, è un tentativo umano di descriverlo. Da qui pretendere che un avvenimento fisico si
      deve adattare alla equazione, dimostra superficialità, invece è l'equazione che va cambiata.

    2. JA 23 dicembre 2021

      Esatto. E' un'ipotesi verosimile sulla realtà percepita dai sei sensi umani.

    1. Ghisa 23 dicembre 2021

      Mi permetto un piccolissimo contributo:
      nei purana la filofia orientale, come commento ai loro testi sacri, i Veda, forniscono tutte le risposte necessarie.
      Se ci si vuole limitare alla cultura occidentale Steiner ci ha lasciato qualche decina di libri e la trascrizione di 6000 conferenze in cui ci spiega tutto quello che serve per far fede e razionalità: scienza dello spirito.

      Purtroppo il guaio più grosso è la corrente ignoranza.
      Le risposte ci sono e forse ci sono sempre state.

    2. Fedeledellacroce 23 dicembre 2021

      Sono d'accordo.
      Scienza e fede sono i due poli, le due facce della stessa medaglia, la mente. Una é analitica e l'altra é dogmatica.
      Le culture orientali invece penetrano la dimensione della coscienza, che trascende analisi e dogma. Che é la Via.

    1. alessandro rani 23 dicembre 2021

      La FEDE non è salvare se stessi, io credo ma bevo 3lt vodka al giorno, per dire, che cazzo
      L' Ipocrisia da fastidio
      Io sono credente ma non cattolico PUNTO

    1. PietroGE 23 dicembre 2021

      La Scienza è un METODO, non è lo scientismo e tanto meno la "tecnica per realizzare qualcosa". Non ha come scopo la Verità ma la conoscenza il più possibile obiettiva, cioè riconosciuta da tutti di quello che è il mondo materiale. Il metodo serve quindi a obiettivizzare le teorie attraverso la conferma sperimentale. Inutile dire che queste 'verità' scientifiche sono in divenire, cioè vengono, se necessario, superate e assimilate in teorie aggiornate più aderenti alla realtà osservabile. La fede è altra cosa, così come è altra cosa la verità religiosa. La Scienza è nata con il metodo sperimentale di Galileo, prima non esisteva, o meglio era integrata nelle speculazioni filosofiche. Non di meno ci sono state intuizioni (più che scientifiche direi) razionali, applicate come 'prove' dell'esistenza di Dio, le quali dimostrano che oltre alla componente fideistica la religione (cristiana perché per l'islam non vale) contiene anche una dose di razionalità. Lo scientismo è l'appropriazione della scienza da parte di certa politica per sostituire con esso la religione, è una operazione di potere, qualcuno direbbe di 'egemonia', serve a cercare di colmare, senza successo, il vuoto lasciato dalle religioni e dalle identità in declino.

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