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IL MODELLO WALL STREET: UNA CREAZIONE POCO INTELLIGENTE

Cos’è veramente la bancarotta

DI PAM MARTENS

Counterpunch

Wall Street sta collassando non per i prestiti ipotecari spazzatura o per la mancanza di capitale, e meno ancora per l’eccessiva valutazione: questi sono solo sintomi. Wall Street sta collassando perché è necessario che ciò avvenga: deve crollare per consentire agli Stati Uniti di sopravvivere. L’economista Joseph Schumpeter l’ha definita distruzione creativa: una situazione in cui modelli superati spariscono per lasciare il posto a modelli innovativi.

In realtà, nell’ultimo decennio Wall Street non ha mai avuto principi finanziari di riferimento al di là credo affaristico: essere avidi è bene, essere ancora più avidi è meglio.

Che Wall Street stia collassando è una realtà. Come abbia potuto sopravvivere così a lungo nonostante la sua perversa struttura è un problema che la prossima generazione dibatterà nei libri di storia.


Pensate, ad esempio, a un modello d’affari che fissa la remunerazione degl’intermediari in base alla quantità di denaro raccolta per conto dei propri datori di lavoro di Wall Street e non in base ai risultati del portafogli clienti. La remunerazione di un intermediario di Wall Street va dal 30 e il 50% della commissione lorda calcolata sul valore delle commissioni globali, senza tenere in alcuna considerazione l’andamento dei conti dei clienti. In nessuna delle grandi società di Wall Street esiste un meccanismo interno per valutare il successo globale del portafogli che gl’intermediari gestiscono.

Il settore è stato irrimediabilmente spinto verso la corruzione, così come gl’intermediari sono stati spinti al silenzio. Il motivo per cui in queste settimane stiamo assistendo a una fuga precipitosa verso i buoni del tesoro americano è che in effetti buona parte dei soldi veniva proprio da lì, e non dai prodotti esotici per i prestiti ipotecari, dalle azioni spazzatura, dai fondi azionari o dalle rendite garantite dall’AIG. Gli intermediari piazzano “il patrimonio sicuro” dei clienti in quest’investimenti spazzatura perché gli affaristi di Wall Street offrono incentivi finanziari estremamente seducenti. Su 100.000 dollari investiti in buoni del Tesoro a lunga scadenza, un intermediario guadagna meno di 1.000$ in commissioni lorde (cioè, prima della ritenuta del 50 o 70% effettuato dalla società). La stessa somma investita in azioni spazzatura o in obbligazioni ipotecarie può far guadagnare anche più di 3.000$. In altre parole, gl’incentivi finanziari hanno creato una domanda artificiale. E, com’era inevitabile, la realtà di questa domanda sta venendo alla luce solo adesso, a causa dell’eccesso dell’offerta.

Perché le società di Wall Street pagano commissioni più elevate per alcuni prodotti piuttosto che per altri? Perché, oltre a incassare una percentuale sulle commissioni degl’intermediari, sui prodotti d’investimento più esotici caricano anche ingenti spese di emissione e di sindacazione. Le società hanno quindi sostituito i poco redditizi buoni del Tesoro con investimenti Freddie Mac e Fannie Mae sui mercati ipotecari presentati come “Fondo del governo degli Stati Uniti”. (Questa pratica scorretta e il fatto che miliardi di dollari dei soldi pubblici siano finiti in fondi dal nome ingannevole hanno di sicuro svolto un ruolo importante nella decisione del governo di nazionalizzare Freddie Mac e Fannie Mae).

Esiste dunque un modello perverso che immette sul mercato sempre nuovi affari bidone. Se guardiamo chi c’è alla guida della Wall Street che sta oggi crollando vedremo che, pur avendo cambiato poltrona di comando, ci sono le stesse controverse persone che hanno provocato in America lo scoppio della bolla NASDAQ, a causa della quale dal marzo 2000 sono evaporati 7 trilioni della ricchezza americana. Wall Street non ha nessun interesse a proporre al grande pubblico le aziende che hanno superato la prova del tempo e che hanno creato nuovi posti di lavoro e nuovi mercati per rendere gli USA più forti e competitivi a livello mondiale. Il suo unico interesse è raccogliere i fondi dei sottoscrittori e monetizzarli velocemente in pacchetti azionari privati.

E poi c’è un altro modello perverso, che consiste nell’ospitare all’interno della stessa azienda una sala operativa della società che si suppone conduca ricerche indipendenti per il pubblico. Immaginiamo, ad esempio, che XYZ Brokerage compri un pacchetto azionario della ABC Company nella sua sala operativa (il comparto che si occupa dei profitti dell’azienda) il mercoledì pomeriggio. Il venerdì pomeriggio può già assicurarsi ampi profitti pubblicando un rapporto di ricerca che fa aumentare il valore dello stock. Naturalmente può anche, all’inverso, ridurre lo stock il mercoledì ed emettere un parere negativo per far scendere il prezzo il venerdì, garantendosi comunque un profitto. A parte una qualche fantascientifica muraglia cinese, non c’è assolutamente niente da fare per bloccare questo tipo di escamotage pubblico.

E adesso chiedetevi un poco perché, con la gran varietà di mezzi per far soldi a disposizione di Wall Street, si consente a queste società di avere una propria sala operativa e al tempo stesso di pubblicare ricerche conflittuali. Dopo gli scandali NASDAQ, in cui si è visto che Wall Street preparava ricerche truccate per profitto personale, perché non è stato tolto a queste aziende il diritto ad avere sale operative e di effettuare al tempo stesso ricerche per il pubblico? Ci sono un sacco di società di ricerca pronte a riempire i vuoti. L’unica conclusione possibile è quella che l’Europa definisce “regulatory capture” (cattura normativa) qui negli USA. È una definizione simile a quella che il 17 settembre Nancy Pelosi aveva definito “capitalismo complice”, prima di decidere di raggiungere via etere i capitalisti complici il giorno seguente e promettere una gestione bipartisan sulla causa prima di tutti i bailout [Il termine definisce una situazione in cui un organismo in bancarotta o quasi riceve liquidità supplementari per far fronte ai pagamenti a corto termine. NdT] di Wall Street.

Questo stupido modello affaristico sarebbe scoppiato e imploso già da parecchio tempo se non avesse avuto la fortuna di essere accompagnato da un altrettanto stupido modello giudiziario chiamato “arbitraggio obbligatorio”, che una volta Gloria Steinem ha definito “McJustice.” E in effetti non è dissimile dal metodo Burger King; Wall Street lo può preparare come vuole. In un sistema messo a punto dai giuristi di Wall Street, gl’intermediari non sono obbligati a rispettare la legge o la giurisprudenza consolidata, a mettere per esteso una decisione ragionata, o scegliere la giuria in un’ampia equa base, come si fa per scegliere una giuria popolare. Se ne occupano in maniera rutinaria sempre gli stessi addetti interni al settore. Se ci fosse stato un processo in un’aula di tribunale aperta al pubblico, il fenomeno dei titoli sopravvalutati e senza valore e il corrotto modello affaristico sarebbero venuti alla luce prima di portare gli USA alla bancarotta finanziaria.

Wall Street e i suoi accoliti a Washington sono ancora legati alla “regulatory capture” e la stupidità del modello è perfettamente messa in luce dalla recente fusione della Merrill Lynch, la società d’investimenti/intermediazione, con la Bank of America, la banca commerciale, e le discussioni in corso in vista della fusione della Morgan Stanley, la società d’investimenti/intermediazione, con una banca commerciale (nota per i Nemici dei contribuenti a Wall Street/Washington: si tratta di una copia del fallito modello messo a punto da Citigroup. Perché odiate gli Stati Uniti?)

E non fatevi illusioni: qualunque sia la somma che la prossima settimana verrà stanziata per comprare i debiti marci dalle banche e dalle società di Wall Street, sarà insufficiente. Si tratta solo di una benda su un tumore maligno. Il tumore maligno è il CDS (Credit Default Swaps) con oltre 60 trilioni di dollari attualmente detenuti con contratti segreti su un mercato non regolamentato che è stato creato, finanziato e posseduto dagl’ideatori del modello stupido, le aziende di Wall Street (cfr. “How Wall Street Blew Itself Up,” CounterPunch, 21 gennaio 2008.)

L’attuale amministrazione non ha un piano onesto per aiutare gli Stati Uniti e i suoi cittadini. Ha solo un piano per rallentare il collasso finanziario fino a dopo le elezioni di novembre, che consiste nel fornire al sistema liquidità in quantità politicamente accettabile, continuando a imputargli l’incendio della casa.

Se i cittadini americani permetteranno che ciò accada, si dimostreranno sostenitori di questo modello progettuale stupido. Prima che anche un solo penny delle nostre tasse venga speso in questo imbroglio, dobbiamo esigere un posto al tavolo dei negoziati (e penso che dovrebbe essere occupato da Ralph Nader) per discutere la rottura di Wall Street, la polverizzazione di questo modello, e la nascita di un nuovo modello al servizio dei singoli investitori e del mondo degli affari, che consenta ai nostri figli un futuro migliore di quello offertoci da questa repubblica delle banane.

Pam Martens ha lavorato a Wall Street per 21 anni; non ha securities position, a breve o lungo termine, in nessuna delle società citate nell’articolo. Scrive su temi d’interesse pubblico dalla sua casa nel New Hampshire e può essere raggiunta all’indirizzo [email protected]

Fonte: http://www.counterpunch.org
Link: http://www.counterpunch.org/martens09202008.html
20/21.09.08

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CARLO PAPPALARDO

Pubblicato da Davide