Home / ComeDonChisciotte / IL MODELLO TEDESCO VISTO DA SOTTO

IL MODELLO TEDESCO VISTO DA SOTTO

DI MAURIZIO BLONDET
rischiocalcolato.it

Rent a Rentner”, affitta un pensionato, è un nuovo sito tedesco dove aspiranti di 67-75 anni si propongono come lavoratori. “Trasferire ai giovani la mia esperienza” è la motivazione più spesso dichiarata da questi cerca-lavoro coi capelli bianchi. Ma le difficoltà di farcela con la pensione ad arrivare alla fine del mese, è probabilmente la più vera. Nel 2011, la pensione media nei Laender della ex-Germania Ovest era di 1062 euro mensili, all’Est di 1047. E dal 2000, hanno perso il 17 % del potere d’acquisto ad Ovest, e il 22% all’Est. Quattro milioni di pensionati sono a rischio povertà. Di loro, circa 761 mila completano il loro assegno con un “mini-job” da 400 euro mensili.

www.lemonde.fr/europe/article/2012/10/16/en-allemagne-des-retraites-a-louer_1776016_3214.html

Certo, la Germania è il paese vincente dell’area euro. Ha un attivo di 100 miliardi della bilancia commerciale; è il massimo esportatore dopo la Cina.  E’ “altamente competitivo” e super-produttivo,  ha portato via quote di mercato all’Italia, alla Francia, per non parlare della Spagna.  E’ il modello che ci viene proposto: anche noi dobbiamo diventare più competitivi, aumentare la nostra produttività.  Ma il travolgente successo tedesco ha un altro aspetto visto da sotto, ossia dalla popolazione  meno favorita.

E’ vero che le paghe della Volkwagen sono ben superiori a quelle dei nostri metalmeccanici.  Ma è anche vero che 7,3 milioni di tedeschi ha quello che vien chiamato un “mini-job”: salario, 400 euro mensili. Si tratta di un occupato su 5, e due terzi sono donne.  Di questi, 3 milioni  hanno preso un “mini-job” accanto al lavoro (e salario) principale, perchè altrimenti non ce la fanno a vivere.

I mini-jobs sono la grande scoperta della riforma del lavoro varata dal cancelliere (socialista!) Schroeder: consentono insieme di mantenere basse le statistiche della disoccupazione, e di risparmiare sui sussidi di disoccupazione. Sei disoccupato, magari da lungo tempo? Accetta un mini-job da 400 euro, e il governo ti dà il sussidio meno 400 euro. Il numero dei mini-jobber è aumentato, dal 2003, di 1,6 milioni di addetti.  Lavapiatti e parrucchiere, commesse d’appoggio per ore di punta, taxisti, muratori a part-time.  Chi ha un mini-job non paga tasse né contributi,  ma la sua paga da 400 euro nemmeno contribuisce ad aumentargli la pensione. Si ha quasi il sospetto che serva a mascherare la marginalizzazione  permanente di una quota crescente di popolazione, poco istruita, poco abile e dunque inoccupabile nelle sofisticate attività post-moderne.  Nonostante il successo esportatore tedesco, infatti, la disoccupazione è piuttosto alta: 7%.  Figurarsi quanto salirebbe la percentuale, se si tenesse conto dei mini-jobbers che vorrebbero un lavoro vero.  Per il resto:

– Il 20 per cento dei salariati guadagna meno di 10,36 euro lordi l’ora.

– Solo un giovane su 5 oggi ha conseguito un titolo di studio più alto di quello di suo padre.

– Tra il 2006 e il 2010, la proporzione dei lavoratori poveri è  cresciuta di oltre il 20% nelle imprese con più di 100 occupati.

– Pare diventata pratica comune “spezzare” una mansione regolare in più mini-job, assegnati a gente che, tutta insieme, viene pagata considerevolmente meno del salario orario standard per quella mansione, come ha rivelato un rapporto dell’Università di Duisburg-Essen

www.uni-due.de/de/presse/meldung.php?id=2020

– I salari reali sono caduti del 2,9 per cento tra il 2004 e il 2011.

– Il 10% dei cittadini possiede il 53% della ricchezza tedesca, mentre la metà dei salariati si divide l’1% della medesima ricchezza.  La disparità sociale cresce in Germania più che in ogni altro paese europeo.

– Non c’è da meravigliarsi se i consumi interni tedeschi sono bassi e non crescono, elemento non secondario del “successo  esportatore germanico”: 14 milioni di lavoratori tedeschi si spartiscono l’1’% della ricchezza prodotta. Quanta frugalità.

Maurizio Blondet
Fonte: www.rischiocalcolato.it
Link: http://www.rischiocalcolato.it/2012/10/il-modello-tedesco-visto-da-sotto-di-maurizio-blondet.html
27.10.2012

Pubblicato da Davide

  • Ercole

    C,era una volta il proletariato….e ce ancora ,ma come…. non erano scomparse la classi sociali,gli operai, viviamo nella fase post -industriale ,che siamo tutti cittadini ,che si possono conciliare gli interessi dei lavoratori ,con quelli dei padroni…. che il mondo va cambiato attraverso il voto,e non con le rivoluzioni…e fandonie di tutti i tipi …… e adesso qualcuno scopre che anche nella tanto decantata quarta potenza mondiale,esistono queste disuguaglianze sociali….e chi gli lo dice ai sedicenti sinistri ,e riformisti di tutte le risme ,soStenitori della MMT,…a quelli che sono sempre al passo con i tempi….stai a vedere che l,utopista di treviri…..aveva visto giusto…..

  • sandrez

    nel paragone mancano dei dati però…come sono da loro il potere d’acquisto e il costo della vita….se (ripeto il se, non ho dati) con 8-900 € arrivano a fine mese son cmque messi meglio di noi che con 1000-1100 facciam fatica.

  • ericvonmaan

    Anche secondo me l’analisi è parziale ed insufficiente, per avere un quadro più esaustivo della “situazione reale” da loro occorrerebbero più dati… detta così è il solito articolo parziale con una tesi già preconfezionata. Ho dei parenti in Germania (gente umile normalissima) e a quanto so qualche problema c’è anche da loro ma comunque nel sociale in confronto a noi sono anni luce avanti…

  • Jor-el

    … anni luce indietro, vuoi dire! Perchè quelli più avanti, sulla luminosa strada dell’Unione Europea, siamo noi!

  • Aironeblu

    Beh, speriamo che anche i cittadini tedeschi non riescano più a reggere il peso della culona, che lei cada sopra la sua austerity, e la riduca in briciole…

  • ilsanto

    Ora mi sembra che non ci possano essere dubbi.
    La globalizzazione ha trasferito milioni di lavoratori in asia con le multinazionali.
    Oggi queste, come apple, sono piene di soldi.
    Mentre in USA, Giappone e EU cresce la disoccupazione e la sotto-occupazione.
    Aprendoci alla Cina abbiamo fatto solo l’interesse delle multinazionali, gli stati si sono indebitati alla follia pur di non cadere nella depressione e ora ? ora si taglia e si aumenta la depressione.
    Non è possibile che la Cina e l’asia tutta si saturi e raggiunga i nostri standard invece SIAMO NOI CHE SCENDIAMO verso i loro livelli.
    L’unica salvezza è fermare o almeno limitare la globalizzazione.
    In altri termini esiste una lotta tra USA-OCCIDENTE e CINA-TERZO MONDO solo uno vincerà e NOI stiamo consegnandoci nelle loro mani per ingrassare le multinazionali che per inciso non hanno patria e segnano la fine degli stati per i loro interessi e alimentano la corruzione politica comprandosi i maledetti politici.
    Per piacere fermiamo questa follia o presto saremo distrutti nelle istituzioni, nell’economia, nella politica, finanziariamente, industrialmente, nelle tecnologie, mlitarmente e infine ridotti a schiavi se non eliminati definitivamente.

  • Primadellesabbie

    La consuetudine di avventarci a criticare gli altri e ci acceca impedendoci di cogliere qualche aspetto quasi sempre determinante. = In questo Paese é stato, per il momento, raggiunto un equilibrio che noi siamo incapaci di realizzare. Invitiamo, piuttosto, l’autore a completare l’articolo con altre osservazioni che descrivano compiutamente la ricetta!

    Ad ogni modo, nonostante la sua modestia, questo pezzo ci aiuta a capire alcune delle difficoltà che il Governo Tedesco incontra nello spiegare ai suoi cittadini di dover dirottare, quando lo facesse, grosse cifre per equilibrare i conti di alcuni Paesi associati che sembrano spendere e spandere senza ritegno.