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IL MITO DELLA SICUREZZA PRODUCE MOSTRI

DI MIRO RENZAGLIA

Il sicuro non vuole più sicurezza. E’ l’insicuro che la invoca…

Ma l’insicuro, nell’età della sicurezza, non si sente mai rassicurato abbastanza dalle sempre nuove misure a favore della sua protezione.

Anzi, a ogni nuovo delitto dice che c’è ancora molto da fare prima di sentirsi veramente al riparo dagli accidenti della vita.

Non c’è portone blindato, doberman nel giardino, pistola nel cassetto o alla cinta dei pantaloni, poliziotto di quartiere, polizia municipale, esercito nazionale che lo faccia sentire del tutto sicuro… Lui vuole di più, sempre di più…

Vuole l’esercito della salvezza da tutti gli imprevisti della vita: reali o ipotizzabili… Eserciti contro gli immigrati, eserciti contro i delinquenti: quelli comuni e quelli politici; contro la mafia, contro i trafficanti, i pedofili, la prostituzione, i venditori ambulanti, i lavavetri, i questuanti che lo infastidiscono all’uscita dalla messa…

Vuole il poliziotto stradale che, in un autogrill, pretende di sedare un diverbio sparando nel mucchio…

E mai che gli venga in mente, all’insicuro, che è la sua idolatria della sicurezza ad agitare gli assicuratori a mano armata…

Se per dirimere una querelle da due schiaffi e via, il sistema produce e propone chi spara e ammazza un ventisettenne in gita calcistica, a quale ente metafisico dobbiamo attribuire la responsabilità se non all’idolatrato dio della sicurezza?

Per chi ha elevato questo dio a valore supremo della “civile convivenza” (mi verrebbe da ridere se non ci fosse di che piangere…); insomma, per quelli che c’hanno il pallino del poliziotto nel dna e per i quali: “l’ordine e la disciplina, prima di tutto…” varrà il concetto:

“Se Gabriele Sandri, se ne stava a casa sua, invece di andare a vedere una stupidissima partita di pallone, mica gli succedeva niente…”.

Ma noi che viviamo d’altro, vivaddio!, e qualche volta viviamo persino di calcio; noi possiamo permetterci di valutare le insurrezioni popolari e spontanee del post delitto-Sandri, i cortei sassaioli che sono seguiti alla notizia del suo assassinio, come sintomi di guarigione e di risveglio dall’incubo dell’impero della sicurezza-ad-ogni-costo.

Miro Renzaglia
Fonte: www.mirorenzaglia.com/
Link: http://www.mirorenzaglia.com/index.php?itemid=431
12..107

Pubblicato da Davide

  • alcenero

    Giusto, si parla di insicurezza, di problemi di ordine pubblico, ma tutte le statistiche mostrano che i reati da decenni sono in diminuzione a parte occasionali fluttuazioni.

    Chi invoca “sicurezza sicurezza” deve capire che, se anche si può sempre migliorare la gestione della giustizia (soprattutto dal lato del funzionamento dei processi veri e propri), emergenze non ce ne sono anche se la stampa ‘pompa’ casi di cronaca nera all’inverosimile.

    Un’ultima cosa: Platini parla di “ripulire le curve” [www.repubblica.it]. Sono d’accordo. Ma ieri negli USA dei poliziotti hanno ucciso sparando più di 20 colpi di arma da fuoco [it.notizie.yahoo.com] un ragazzino disarmato e con problemi psichici.
    Non sarà il caso che, oltre le curve, in tutto il mondo vadano anche ripulite le caserme?

  • NerOscuro

    C’è una cosa che mi dispiace sempre: buone premesse e anche stile nell’argomentare al servizio di idee francamente indecenti. Il bisogno di sicurezza è oserei dire innato, ma negli ultimi anni specialmente grazie alla “guerra al terrore” è diventato un’autentica paranoia. Miro Renzaglia lo descrive all’inizio, per cedere immediatamente ad argomenti molto discutibili. Nel calderone degli accidenti della vita ci mette la mafia, i pedofili, i trafficanti! Sono accidenti come un fulmine o un terremoto questi?! Siamo sicuri che ogni possibile applicazione dell’esercito/polizia sia da sconsigliare anche in questi casi? E poi Miro Renzaglia ci fa intravvedere la prima difesa da sinistra dei facinorosi della domenica, infatti continua con il peana delle “insurrezioni popolari spontanee” e “cortei sassaioli”. No, caro mio, hai sbagliato paio di occhiali: si tratta di Ultrà che avrebbero fatto lo stesso una sassaiola da qualche parte per motivi meno cogenti della morte assurda di un ragazzo. Gli scontri che ci sono stati non hanno nulla di concreto, non sono protesta, ma pretestuosi. Solo l’ennesima possibilità di scatenare un desiderio belluino di violenza. Tutto qui.