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IL MITO DELL' INSOLVENZA DEL GIAPPONE

DI ELLEN HODGSON BROWN
webofdebt.wordpress.com


Il più grande “debitore” del mondo è adesso il più grande creditore del mondo

L’enorme debito pubblico del Giappone nasconde un enorme beneficio per il popolo giapponese, il che insegna molto sulla crisi debitoria degli USA.

In un articolo pubblicato su Forbes nell’aprile del 2012, intitolato “Se il Giappone È insolvente, Come Mai Sta Soccorrendo Economicamente l’Europa?””, Eamon Fingleton faceva notare come il Giappone sia il paese, al di fuori dell’Eurozona, che abbia dato di gran lunga il maggior contributo all’ultima operazione di salvataggio finanziario dell’Euro. Si tratta, scrive, dello “stesso governo che è andato in giro facendo finta di essere in bancarotta (o perlomeno, che ha evitato di opporsi sul serio quando ottusi commentatori americani e britannici hanno dipinto le finanze pubbliche giapponesi come un totale disastro).”Osservando che fu sempre il Giappone, praticamente da solo, a salvare il FMI al culmine del panico globale del 2009, Fingleton domanda:

“Com’è possibile che una nazione il cui governo si suppone sia il più indebitato tra i paesi avanzati si permetta tanta generosità? (…) L’ipotesi è che la vera finanza pubblica del Giappone sia molto più solida di quanto la stampa occidentale ci abbia fatto credere. Quello che non si può negare è che il Ministero delle Finanze giapponese sia uno dei meno trasparenti del mondo…”

Fingleton riconosce che i passivi del governo giapponese sono ingenti, ma dice che dovremmo guardare anche all’aspetto patrimoniale del bilancio:

“[I]l Ministero delle Finanze di Tokyo ottiene sempre più prestiti dai cittadini giapponesi, ma non per pazze spese statali in patria, bensì all’estero. Oltre a rimpolpare il piatto per far sopravvivere il FMI, Tokyo è ormai da tempo il prestatore di ultima istanza sia del governo statunitense sia di quello britannico. E intanto prende in prestito denaro con un tasso di appena l’1% in dieci anni, il secondo tasso più basso del mondo dopo quello svizzero.”

Per il governo giapponese è un buon affare: può farsi prestare denaro all’1% in dieci anni, e prestarlo agli USA a un tasso dell’1,6 (il tasso attuale dei titoli USA a dieci anni ), con un discreto margine di guadagno.

Il rapporto debito/PIL del Giappone è quasi del 230% , il peggiore tra i più grandi paesi del mondo. Eppure il Giappone resta il maggior creditore del mondo, con un netto di bilancio con l’estero di 3.190 miliardi di dollari. Nel 2010 il suo PIL pro capite era superiore a quello di Francia, Germania, Regno Unito e Italia. Inoltre, anche se l’economia della Cina è arrivata, a causa della sua popolazione in progressivo aumento (1,3 miliardi contro 128 milioni), a superare quella del Giappone, i 5.414 dollari di PIL pro capite dei cinesi è solo il 12% dei 45.920 dei giapponesi.

Come si spiegano queste anomalie? Un buon 95% del debito pubblico giapponese è detenuto all’interno del paese, dagli stessi cittadini.

Oltre il 20% del debito è in possesso della Japan Post Bank [1], dalla Banca centrale e da altre istituzioni statali. La Japan Post è la più grande detentrice di risparmio interno del mondo, e gli interessi li versa ai suoi clienti giapponesi. Anche se in teoria è stata privatizzata nel 2007, è pesantemente influenzata dalla politica, e il 100% delle sue azioni è in mano pubblica. La Banca centrale giapponese è posseduta dallo stato per il 55%, ed è sotto il suo controllo per il 100%.
Del debito rimanente, oltre il 60% è detenuto da banche giapponesi, compagnie assicurative e fondi pensione. Un ulteriore porzione è in mano a singoli risparmiatori. Solo il 5% è detenuto all’estero , per lo più da banche centrali. Come osserva il New York Times in un articolo del settembre 2011:

“Il governo giapponese è pieno di debiti, ma il resto del Giappone ha denaro in abbondanza.”

Il debito pubblico giapponese è il denaro dei cittadini. Si possiedono l’un l’altro e ne raccolgono insieme i frutti.

I Miti del Rapporto Debito/PIL in Giappone

Il rapporto debito pubblico/PIL del Giappone sembra davvero pessimo. Ma, come osserva l’economista Hazel Henderson , si tratta solo di una questione di procedura contabile – una procedura che lei e altri esperti ritengono fuorviante. Il Giappone è leader mondiale in parecchi settori della produzione di alta tecnologia, inclusa quella aerospaziale. Il debito che compare sull’altra colonna del suo bilancio rappresenta il premio riscosso dai cittadini giapponesi per tutta questa produttività.

Secondo Gary Shilling in un suo articolo su Bloomberg del giugno 2012, più della metà della spesa pubblica giapponese va in servizi al debito e previdenza sociale. Il servizio al debito viene erogato sotto forma di interessi ai “risparmiatori” giapponesi. La previdenza e gli interessi sul debito pubblico non vengono inclusi nel PIL, ma in realtà si tratta della rete di sicurezza sociale e dei dividendi collettivi di un’economia altamente produttiva. Sono questi, più dell’industria bellica e dei “prodotti finanziari” che costituiscono una grossa parte del PIL degli USA, i veri frutti dell’attività economica di una nazione. Per quel che riguarda il Giappone, rappresentano il godimento da parte dei cittadini dei grandi risultati della loro base industriale ad alta tecnologia.
Shilling scrive:

“Il deficit statale si suppone serva a stimolare l’economia, eppure la composizione della spesa pubblica giapponese, sotto questo aspetto, non sembra molto utile. Si stima che il servizio al debito e la previdenza – in genere non uno stimolo per l’economia – consumeranno il 53,5% della spesa per il 2012…”

Questo è quello che sostiene la teoria convenzionale, ma in realtà la previdenza e gli interessi versati ai risparmiatori interni stimolano, eccome, l’economia. Lo fanno mettendo denaro in tasca ai cittadini, incrementando così la “domanda”. I consumatori che hanno soldi da spendere riempiono i centri commerciali, incrementando così gli ordini di ulteriori merci, e spingendo in su produzione e occupazione.

I Miti sull’Alleggerimento Quantitativo

Una parte del denaro destinato alla spesa pubblica viene ottenuto direttamente “stampando moneta” per mezzo della banca centrale, procedura nota anche come “alleggerimento quantitativo” [Quantitative easing]. Per più di un decennio la Banca del Giappone ha seguito questa procedura; e tuttavia l’iperinflazione che secondo i falchi del debito si sarebbe dovuta innescare non si è verificata. Al contrario, come osserva Wolf Richter in un articolo del 9 maggio 2012:

“I giapponesi [sono] infatti tra i pochi al mondo a godersi una vera stabilità dei prezzi, con periodi alternati di piccola inflazione o piccola deflazione – l’opposto di un’inflazione al 27% su dieci anni che la Fed si è inventata chiamandola, demenzialmente, ‘stabilità dei prezzi’”.

E cita come prova il seguente grafico diffuso dal Ministero degli Interni giapponese:

Com’è possibile? Dipende tutto da dove va a finire il denaro prodotto con l’alleggerimento quantitativo. In Giappone, il denaro preso in prestito dallo stato torna nelle tasche dei cittadini sotto forma di previdenza sociale o interessi sui loro risparmi. I soldi sui conti bancari dei consumatori stimolano la domanda, stimolando la produzione di beni e servizi, facendo aumentare l’offerta. E quando domanda e offerta aumentano insieme, i prezzi restano stabili.

I Miti sul “Decennio Perduto”

La finanza giapponese si è a lungo ammantata di segretezza, forse perché quando il paese era maggiormente disposto a stampare denaro per sostenere le proprie industrie, si è fatto coinvolgere nella II Guerra Mondiale . Nel suo libro del 2008, In the Jaws of the Dragon, Fingleton suggerisce che il Giappone abbia simulato l’insolvenza del “decennio perduto” degli anni 90 per evitare di incorrere nell’ira dei protezionisti americani a causa delle sue fiorenti esportazioni di automobili e altre merci. Smentendo le pessime cifre ufficiali, durante quel decennio le esportazioni giapponesi aumentarono del 75%, ci fu un incremento delle proprietà all’estero, e l’uso di energia elettrica aumentò del 30%, segnale rivelatore di un settore industriale in espansione. Arrivati al 2006, le esportazioni del Giappone erano diventate il triplo rispetto al 1989.

Il governo giapponese ha sostenuto la finzione di adeguarsi alle norme del sistema bancario internazionale, prendendo “in prestito” il denaro invece di “stamparlo” direttamente. Ma prendere in prestito il denaro emesso da una banca centrale proprietà dello stesso governo è l’equivalente pratico di un governo che il denaro se lo stampi, in particolare quando il debito continua a rimanere nei bilanci ma non viene mai ripagato.

Implicazioni per il “Precipizio Fiscale” [2]

Tutto questo ha delle implicazioni per gli americani preoccupati per un debito pubblico fuori controllo. Adeguatamente guidato e gestito, a quanto pare, il debito non deve far paura. Come il Giappone, e a differenza della Grecia e degli altri paesi dell’Eurozona, gli USA sono gli emittenti sovrani della propria valuta. Se lo volesse, il Congresso potrebbe finanziare il proprio bilancio senza ricorrere a investimenti esteri o banche private. Potrebbe farlo emettendo direttamente moneta o facendosela prestare dalla propria banca centrale, a tutti gli effetti a zero interessi, dato che la Fed versa allo stato i suoi profitti dopo averne sottratto i costi.

Un po’ di alleggerimento quantitativo può essere positivo, se il denaro arriva allo stato e ai cittadini piuttosto che nelle riserve bancarie. Lo stesso debito pubblico può essere una cosa positiva. Come testimoniò Marriner Eccles , direttore della Commissione della Federal Reserve, in un’audizione davanti alla Commissione Parlamentare Bancaria e Valutaria [ House Committee on Banking and Currency] nel 1941, il credito dello stato (o il debito) “è ciò in cui consiste il nostro sistema monetario. Se nel nostro sistema monetario non ci fosse il debito, non ci sarebbe nemmeno denaro”.

Adeguatamente gestito, il debito pubblico diventa il denaro che i cittadini possono spendere. Stimola la domanda, finendo per stimolare la produttività. Per mantenere il sistema stabile e sostenibile, il denaro deve avere origine dallo stato e i suoi cittadini, e finire nelle tasche del medesimo stato e dei medesimi cittadini.

Ellen Brown è avvocato a Los Angeles e autrice di 11 libri. In Web of Debt: The Shocking Truth about Our Money System and How We Can Break Free,mostra come un monopolio bancario abbia usurpato il potere di emettere valuta, sottraendolo alla sovranità del popolo, e come il popolo possa riappropriarsene. Altri articoli di Ellen Brown. Il suo sito personale.

Fonte: http://webofdebt.wordpress.com
Link: http://webofdebt.wordpress.com/2012/09/05/the-myth-that-japan-is-broke-the-worlds-largest-debtor-is-now-the-worlds-largest-creditor/
5.09.2012

Traduzione per www.Comedonchisciotte.org a cura di DOMENICO D’AMICO

note del traduttore

[1] Le poste giapponesi, pur diventando un vero e proprio istituto di credito, a differenza di altre banche commerciali ha come attività principale il risparmio. [Wikipedia] [2] “Fiscal Cliff: letteralmente “rupe fiscale” ma reso in italiano anche con “precipizio”, il “fiscal cliff” indica il doppio impasse che dovranno affrontare gli Stati Uniti alla fine di quest’anno, quando scadranno gli incentivi fiscali introdotti nell’era Bush e si dovrà trovare un accordo sul tetto al debito Usa per evitare tagli automatici alle spese e aumenti delle tasse. Il fiscal cliff potrebbe esercitare pressioni significative sulla crescita Usa nei primi mesi del prossimo anno. Nel peggiore dei casi si rischierebbe anche una nuova recessione. Di qui la minaccia delle agenzie di rating (ultima ieri Fitch) di abbassare il giudizio sulla solvibilità degli Stati Uniti in caso di mancato accordo al Congresso. [Il Sole 24 Ore – 30 agosto 2012 ]

Pubblicato da Davide

  • Tanita

    Quest’articolo mi sembra interessante per i detrattori dell’MMT.

  • Hamelin

    Non condivido affatto le considerazioni sul Giappone di questo articolo.
    Basterebbe solo un punto , parecchio evidente per smontarlo :

    Se il piu’ grande creditore al mondo è creditore verso un debitore Tecnicamente Insolvente , cosa se ne fa di un credito inesigibile ed impagabile ?

    Pensare che gli USA pagheranno il loro debito è come pensare di arrivare sulla luna con una barca a remi …

  • mincuo

    Non si vede cosa c’entri il Giappone colla MMT. Oltre che l’articolo è del livello solito, tarato apposta. O veramente uno non proprio a questo livello può pensare che ci siano i “miti” che sfata questo signore qui dicendo una collezione di caxxate peraltro da Novella 2000. E nel frattempo per anni su Nikkei, su cambi, su tassi, su economia, si son fatti imbrogliare tutti, hanno creduto alle favole.
    Perchè sono stupidi a Londra a Wall Street ecc…Non hanno analisti, struttura, niente. Una banca come JPM ne ha migliaia di analisti. Quello che è chiaro poi è che un lettore non ha proprio idea dei dati che ogni giorno escono da Giappone, così come dagli altri Paesi, non avrà mai visto una cosa che sia una di Bank of Japan, neanche mezza del MOF, neanche un quarto di qualcosa di minimamente decente di analisi che c’è ogni giorno, se no si metterebbe a ridere di fronte ad articoli del genere.
    Ogni giorno sono quotati CDS sovrano e CDS (rischio) per ogni azienda quotata di cui si sa vita morte e miracoli, più CDO, MBS. E swap, depositi a termine, rendimenti su ogni scadenza. Si sa alla virgola quanti volumi sono fatti, come è composto debito, chi è detentore, che duration ha, gran parte sono conti ufficiali da sempre. Non c’è un numero su produzione, lavoro, inflazione, export import, bilancia dei pagamenti ecc.. che non si abbia sotto mano. Per Giappone come per gli altri.
    Ogni settorista studia un comparto. Ci sono settoristi che fanno del Giappone solo mercato monetario e solo una parte ciascuno.
    Settoristi di azionario seguono solo 3 aziende magari e basta.
    8 10 ore al giorno. Un altro gruppo solo dati su raccolta / impieghi. Chi fa interbancario sa ogni virgola della posizione del Tesoro, delle banche, dei titoli di stato ecc…
    Reality show per la gente.

  • mincuo

    Una collezione si scemenze “il Giappone” che “stampa” la moneta. Ma quale stampa? Non voleva far sapere,….. faceva in segreto, come se non si vedessero i numeri, gli aggergati monetari, i saldi della BOJ, i mark to market OGNI GIORNO. Anzi ogni minuto.
    Andato in giro “facendo finta….di essere in bancarotta” e la gente crede anche a queste cose. Che si “possa far finta”. Rimpolpare il piatto, ma quale piatto?
    Ti dice che la monetizzazione non ha prodotto inflazione, e te credo, sono 20 anni he cercano disperatamente di uscire da una liquidity trap e da deflazione. Non hanno propio nessuna vergogna questi giornalisti. Nessuna.
    Il debito è al 230% su PIL. E non succede niente. Vede il lettore quindi che non conta. Tanto che caxxo capisce il lettore. Niente.
    Quello è gross debt, il net debt è metà neanche. E si controllano attentamente quei numeri. Le riserve valutarie sono 1300mld di dollari, le seconde al mondo. Fatte con l’export, non certo con la MMT. E sono in titoli USA.
    Se non fossero lì e uno non le vedesse bene ogni giorno, così come net debt, nel mondo reale sarebbe già fallito il Giappone o con tassi al 20% altro che frottole.
    Alla gente raccontano “uno stato sovrano con una moneta sovrana non può fallire”. Decine di paesi “sovrani” sono andati in default solo negli ultimi 50 anni. LINK [www.economics.harvard.edu]
    Tutto questo per fare la gente “tifosa di MMT o anti MMT” che è una teoria come tante altre, vecchia di 100 anni tra l’altro. Neanche fosse chissà che genialità o che scoperta.
    Il mondo della favole per la gente che deve vivere nelle favole e a cui si devono raccontare favole. favole interessate, per alcuni, peraltro.

  • mincuo

    Anche cose semplici pubbliche gratuite ufficiali.
    LINK [www.stat.go.jp]
    Una delle tante. 100 ce ne sono, per ogni cosa. Basta dare un’occhiata anche se non si capisce magari bene, ma solo per avere idea.

    Può “far finta”? “In segreto?” “Faceva credere….?”. I miti, ora sfatati…?”

    La gente trattata sempre come dei bambini o dei subnormali. E hanno ragione anche. Si farà mai la gente una domanda se questi vogliono informare o indottrinare?

  • Tanita

    Uno Stato sovrano con Banca Centrale e moneta propria non fallisce: puó andare in default, come infatti é accaduto con l’Argentina. Il fallimento é un’altra cosa e non applica agli Stati, tanto meno a quelli sovrani. Vedete, “Il fallimento è un istituto giuridico rientrante nella branca del diritto commerciale. Tale disciplina spiega i suoi effetti al fine di regolare la cessazione dell’attività di un’impresa che versa in grave dissesto economico.In tale procedura si vuole evitare che ulteriori realtà economiche, creditrici dell’impresa fallita, vengano trascinate nel dissesto assieme all’impresa stessa. Serve ad evitare che la perdita sopportata dall’impresa si ripercuota interamente sui creditori anche se spesso accade che la procedura sia aperta tardi, in un momento in cui tutte le attività dell’impresa sono andate ormai dissipate. Con il fallimento dell’impresa, che viene dichiarato con sentenza del tribunale del luogo in cui l’impresa ha la propria sede principale, si apre una procedura liquidatoria, attraverso la quale si cercherà di realizzare in moneta il valore dei beni che costituiscono l’attivo residuo”. Basico basico, Wiki.
    Andare in default significa basicamente dire ai creditori che il debito non si puó pagare e quindi é necessario rinegoziarlo. Le modalitá e i risultati sono diversi asseconda delle capacitá politiche, economiche (risorse, produzione, ecc) stratigiche di quello Stato. Del suo Potere relativo.
    Molti “analisti” possono soltanto pensare in termini imposti dal Sistema e non riescono ad immaginare altro. Sono in tanti coloro che, sebbene dispongono di conoscenze tecniche profonde, hanno difficoltá a ragionare in termini politici.
    Gli Stati NON SOVRANI, quelli che non possiedono le loro Banche Centrali e non possono stampare moneta, rassomigliano invece di piú ad aziende che al posto di governi hanno “managers” (non é necessario che vi dica quali) e non politici con capacitá di negoziare in beneficio dei loro popoli. Se poi questi manager appartengono allo stesso gruppo d’interessi dei creditori dello Stato in questione, allora sí che portano avanti “liquidazioni fallimentari” come ad esempio, sta accadendo in Grecia (e lo sapete, in altri paesi, compresa l’Italia) “una procedura liquidatoria, attraverso la quale si cercherà di realizzare in moneta il valore dei beni che costituiscono l’attivo residuo”.
    Questi Stati NON SOVRANI corrono anche il rischio, come le aziende fallimentari, di scomparire come Stati. Infatti si parla degli “Stati Uniti d’Europa”, in cui il significato di Stato in termini di “Stato-Nazione” é svuotato di contenuti; anche questo lo sapete. Un “Superstato” sotto controllo… Di coloro che sono divenuti in proprietari.
    Mi esprimo in questo modo per far capire ai tanti “tecnici” che fanno analisi “accurati” in termini finanziari quanto siano piú simili ad aziende gli Stati NON SOVRANI e quindi piú passibili di subire “procedure falimentari”, ai quali NON E’ PERMESSO di andare in default. Per loro: Liquidazione dei beni a soddisfazione dei creditori. Guardate le regole del Fondo “Salva Stati” (sarebbe meglio dire “Liquida Stati”) fatte approvare dal curatore fallimentare Monti.
    Il controllo delle Corporation (quella finanziaria per prima) sugli Stati si ottiene anche inducendo a pensare soltanto in termini tecnocratici. Infatti i PIIGS, che se avessero governi indipendenti e POLITICI potrebbero fare persino un’allianza strategica, riprendersi la loro sovranitá e sancire le misure necessarie per uscire da questa crisi in beneficio dei loro popoli, sono tutti in ginocchio, trattati ad esempio come “azienda Italia” – in modo espresso, persino sui giornali – e sottomessi a procedure fallimentari con svendita dei loro patrimoni.
    Trattare di stupidi coloro che ragionano fuori dai parametri imposti é un’altro trionfo dell’elite al Potere che riescono ad imporre il “pensiero unico” e che, attraverso l’applicazione del capitalismo finanziario selvaggio, continuano le loro avventure di conquista indisturbati.
    Gira su Internet la mappa di come penserebbero di “riorganizzare” la “azienda Europa”.

  • mincuo

    Qui è il peggio del peggio, con EUR. Ecc..
    Ma quale “fallire” e “default”. Sovrano o no. Non fallisce mai uno Stato.
    Gli portano via tutto, sovrano o no, quando decidono. Non sovrano fanno prima.
    E l’Argentina i senior debts li paga tutti fino all’ultimo centesimo. Quelli ristrutturati mica sono i senior.
    All’Argentina prima gli han preso tutto. E ora che ricostruiscano pure un pò di ricchezza, che poi gliela portano via di nuovo. Sempre fatto così.
    E dietro le chiacchiere, e nonostante nazionalizzazioni, sempre quei nomi vedo io dove conta. Tu forse no, ma facciamo mestieri diversi.

  • gattocottero

    Nessuno in realtà ha scritto questo, il punto era di fare rilevare come il Giappone non è un soggetto debitore bensì un soggetto creditore.

    Questo per il semplice fatto che il debito pubblico del Giappone è un accredito dello Stato giapponese nei confronti anzitutto dei suoi cittadini.

    Il Giappone in questo modo crea cioè un circuito economico virtuoso per i suoi cittadini, le sue aziende, l’economia giapponese in generale.

  • Truman

    @Hamelin: qui si discute del debito del Giappone, e si fa presente che pur avendo un debito pubblico altissimo, riesce a prestare denaro agli altri Paesi.

    Il fatto che gli USA presumibilmente non rimborseranno il loro debito (e comunque mai dire mai diceva Bond) riguarda il debito pubblico degli USA.

  • mincuo

    Credete nelle fiabe. Se vogliono l’Argentina la mettono in ginocchio domattina.
    Non c’è scopo, solo per quello. Che lavori e paghi. E faccia un pò di ricchezza.
    Sono 300 anni che fanno così, mica da ieri. E dove non bastano questi metodi si va con quegli altri.
    Come in Libia, che effettivamente era un Paese autonomo, e ricco, e forte finanziariamente, e così gli mandano le rivoluzioni pilotate, con tanto di placet ONU, “i diritti umani” e sono sempre gli stessi figuri, e poi una bella rata di missili e bombe. Che paghereranno i Libici, perchè mica è gratis neanche morire. E’ un affarone anzi per alcuni.
    Gheddafi l’unica puttanata che ha fatto è stata quella di non armarsi fino ai denti, atomiche comprese, e anzi di smantellare quel po’ che aveva.
    Sono 300 anni che fanno così. Poi tanto scrivono i libri di storia capovolti.

  • Truman

    @mincuo: dici Ogni giorno sono quotati CDS sovrano e CDS (rischio) per ogni azienda quotata di cui si sa vita morte e miracoli, più CDO, MBS e cose analoghe sulle favolose conoscenze delle banche d’affari.
    Per favore non spargere fumo. Nonostante ci siano quantità spaventose di dati, molti di questi dati non vale la pena di leggerli, sono irrilevanti perchè sono scritti da imbecilli, o peggio da yes men che scrivono solo ciò che vogliono i loro capi. E ci sono miliardi di dollari di speculazioni errate delle grandi banche che sono emerse negli ultimi anni. (Esempio http://www.manageronline.it/articoli/vedi/6569/jp-morgan-rischio-perdita-derivati-fino-a-9-mld-di-dollari/ )

  • Truman

    @mincuo: concordiamo su Gheddafi, ma non tutti sono così fessi. La Corea del Nord le atomiche le ha costruite e nessuno la tocca, anche se stranamente il suo leader è morto giovane. E l’Iran secondo me le atomiche le ha da tempo, ma se ne sta buono perchè non ne ha a sufficienza.

    Insomma la grande finanza fa quello che vuole, con due piccole limitazioni:

    – come tutte le organizzazioni basate su poteri forti tendono a riempirsi di imbecilli;
    – devono trovare altri che li lascino fare.

  • Hamelin

    Nessuno l’ha scritto in quanto è una deduzione del tutto logica.
    Un banchiere famoso diceva :

    “Se ho un debito di 10,000 USD con la Banca è un mio problema , se ho un debito di 100 milioni USD con la Banca è un problema suo .”

    Circuito economico virtuoso???!!!
    Roba da matti…

    E’ l’unico modo che hanno per stare in piedi…

    Ah ah fanno di necessità , virtu’….

  • Hamelin

    Non si puo’ fare un’analisi di questo genere prendendo una dinamica singolarmente .
    In quando è tutto interconnesso.
    Il Giappone riesce a prestare denaro agli altri in quanto ha una Bilancia Commerciale in Perpetuo e spaventoso Attivo.
    Volendo potrebbe persino abbassare il debito se “volesse” / potesse.
    Non lo abbassa perchè sa benissimo che gli Usa non possono onorare i loro debiti e perchè distruggerebbe il sistema di esportazioni che lo tiene a galla.

  • Tanita

    Ecco, “devono trovare altri che li lascino fare”.
    Se gli si lascia fare, bisogna essere disposti alla schiavitú.
    Uno dei modi in cui riescono che li lascino fare é inducendo tutti a pensare nei loro termini. In Argentina, la Banca Centrale non sono mai riusciti a farla privatizzare e lo stesso é accaduto in altri paesi latinoamericani. Quando ci tenevano a “piazza pulita” di liquiditá per “virtú” della convertibilitá 1 a 1 con il dollaro, molte province stamparono le proprie monete e le economie locali andarono avanti lo stesso. Riuscirono a fare un sacco di danni ma guarda un po’, da noi non c’é una sola base USA e neppure in Brasile, in Venezuela, in Bolivia, In Uruguay… Si sono presi il governo del Paraguay, OK; hanno Colombia, Cile, Perú. Ma negli anni novanta controllavano praticamente tutti i governi latinoamericani e oggi non é cosí.

    Da noi in Latinoamerica la “Zona Euro” per noi pensata non l’hanno potuta fare (era l’ALCA) e qui, da noi, a Mar del Plata, in un summit interamericano, i poveracci presidenti latinoamericani gli dissero in faccia di NO. E non sono venuti con i carri armati e gli aerei a bombardarci. Non é che crediamo che “abbiamo vinto” guarda, non siamo cosí scemi. Ma sappiamo che non possono controllare tutto e tutto il tempo. Se almeno i PIIGS si rendessero conto di questo (i popoli dei PIIGS); basterebbe che tutti i PIIGS insieme dichiarassero default e nazionalizzassero le loro Banche Centrali perché la loro architettura macchiavelica andasse in frantumi. Ma scegliete la subordinazione: va benissimo, se va bene a voi… Ció nonostante, questo fatto implica ulteriori gravi problemi per tutti. Vedremo.

    Per quanto ci riguarda, chiamalo surrealismo latinoamericano se vuoi, ma noi crediamo ancora che per quanto difficile possa risultare, sono possibili altre realtá al di fuori del “pensiero unico” che si affannano tanto per imporci. Certo, il mio mestiere dev’essere diverso dal tuo. Ma non sono l’unica che non si rassegna. Chissá. Vedremo se l’Umanita evoluziona, involuziona o finisce per estinguersi. Io faccio una scelta Umanistica per la parte di vita che mi tocca vivere.
    Vedi, dell’ammount finanziario globale soltanto all’incirca il 2,5% va al sistema produttivo, il resto gira nel “mercato finanziario” e l’80% di quei fondi speculativi si negoziano e rimangono nell’emisfero nord. Nel sud noi compresi il rapporto é molto piú legato all’economia reale. Queste immense bolle non possono reggere ad infinitum. Come lo risolveranno? Faranno un’altra grande guerra? Ma il ridimensionamento finanziario é inevitabile. I default, le svalutazioni, si produrranno anzi, sono in corso. Nel frattempo con questi meccanismi si stanno comprando l’Europa. Voi AVETE scelta. Cosa sceglierete?

  • braveheart

    cosa centra il giappone con la MMT’?
    Niente,non centra niente.
    Come non centra che lo stato praticamente emetta direttamente moneta non a debito, come non centra che il rapporto debito7pil del giappone smentisca le omelie dei vari Monti & C., oppure come ottimamente detto da Zibordi, “il giappone dal 1992 circa pompa la sua economia con deficit pubblici mostruosi, anche del 10% del PIL l’anno tanto che ha accumulato un debito pubblico del 240% del PIL, diciamo che è il “modello della MMT” .

    No, non centra nulla.

  • mincuo

    INFATTI TANITA TU RAGIONI. Ma non c’entra MMT o altro, anzi su quella taccio perchè io capisco BENISSIMO cosa c’è dietro di idea, e chi e perchè la sponsorizza. Bravi ragazzi e gente non del mestiere li puoi rigirare come ti pare, ma c’è anche chi capisce.

  • Highlangher

    Quoto:” Il governo giapponese ha sostenuto la finzione di adeguarsi alle norme del sistema bancario internazionale, prendendo “in prestito” il denaro invece di “stamparlo” direttamente. Ma prendere in prestito il denaro emesso da una banca centrale proprietà dello stesso governo è l’equivalente pratico di un governo che il denaro se lo stampi, in particolare quando il debito continua a rimanere nei bilanci ma non viene mai ripagato.
    E straquoto: Adeguatamente gestito, il debito pubblico diventa il denaro che i cittadini possono spendere. Stimola la domanda, finendo per stimolare la produttività. Per mantenere il sistema stabile e sostenibile, il denaro deve avere origine dallo stato e i suoi cittadini, e finire nelle tasche del medesimo stato e dei medesimi cittadini.”
    Di mio dico solo che mi sembra estremamente semplice da capire. Il difficile e’ tornare ad avere la nostra sovranità monetaria. Che rimane l’unico modo per uscire da questa recessione inventata dalle banche centrali targate scudo rosso.

  • mincuo

    Propio niente c’entra. C’entra che il net debt del Giappone è metà intanto di 230% e quello conta. E c’entra soprattutto che hanno 1300 miliardi di dollari di riserve valutarie FATTE CON L’EXPORT. Per quello importano digli al signor Zibordi, e per quello il Giappone ha Yen forte, che lo sa anche lui, ma per Braveheart e Gattocottero vanno benissmo ste cose e le scrive. Per carità fa propaganda, fatti suoi. Non credo certo che le andrebbe a dire da altre parti.

  • Tanita

    E che cosa capisci Mincuo? Che non c’é scelta? Non so se l’Argentina la metterebbero in ginocchio quando vorrebbero, come neppure il Brasile o il Venezuela e via dicendo. Ti sbagli sui 300 anni: L’Argentina ne ha 200 (abbiamo festeggiato il bicentenario nel 2010). Per quanto riguarda mettere in ginocchio e si, ci hanno sempre provato ma sai? Non ci sono riusciti. Persino dei politici veramente di quarta categoria che abbiamo avuto si sono piantati in parlamento per ribellarsi e dire “dichiariamo il default” e cosí abbiamo fatto e non é andata affatto cosí male, anzi. Tu dici che i “senior” l’Argentina li paga. L’Argentina ha dal 2003 governi abbastanza intelligenti che sono riusciti a fare un mucchio di cose che da voi sarebbero impensabili. E’ tra l’altro l’unico paese al mondo che invia a giudizio i responsabili CIVILI della dittatura genocida con supporto USA, Europa e Vaticano. Cose capitano, qui da noi, di cui forse non conoscete molto. Ed altre cosette. Abbiamo ancora molti poveri? Vero (anche voi, gli USA, ecc., in crescendo). Ma riceviamo (senza metterli in centri di concentrazione né rimpatriarli né cacciarli via ecc ecc) immigranti da mezza Latinoamerica e di nuovo in questi tempi, parecchi d’Europa. Non abbiamo problemi religiosi né razziali… L’unico posto che rassomiglia (purtroppo) al “Primo Mondo” é la Capitale Federale (Buenos Aires), governata da un neoliberista di quinta categoria ed é quell”Argentina (della “Capitale”) quella sulla quale voi leggete dai mainstream. Tutto il resto é un’altro mondo (in cui io vivo) di gran lunga di migliore qualitá (e senza tanti specchietti colorati) che buona parte del resto del Pianeta. Con grandi spazi, cibo eccellente e vini migliori, semplice, tanta natura imponente, poche megastrutture inutili, pochi speculatori, dove vivi senza doverti preoccupare di chiudere a chiave la porta di casa. La maggior parte della gente non ha mai indossato vestiti firmati (io si perché me li regalava mia cugina italiana ma pare che dovró farne a meno perché sta andando in fallimento, in Italia) e si puí vivere della caccia e/o della pesca per dire, cose cosí. Abbiamo meno necessitá, ma siamo i maggiori consumatori di buona carne per capita (statistiche inapellabili poiché non é che uno ne mangia cinque volte quello che ne mangia un’altro, si andrebbe molto oltre il 100%). Nelle cittadine come la mia, i ragazzini non disperano per le Nike e portano per lo piú joggins di cotone fatti dalle nostre parti, leggeri d’estate, pesanti ed affelpati d’inverno. Noi andiamo a sedere nella scrivania del nostro “ufficiale dei conti” alla Banca Privinciale (che appartiene alla nostra provincia) e si analizza cosí il credito, curando la banca che noi clienti siamo in condizione di assumere debito senza mettere a rischio i nostri beni e la nostra attivitá… I funzionari della banca ti vengono a visitare in negozio, in azienda, per seguire i tuoi affari. E’ molto difficile da raccontare e far capire, come sarebbe difficile raccontare il Brasile, Bolivia… Ma serve per riflettere sul fatto che i paradigmi imposti non costituiscono necessariamente realtá urbi et orbi. A molti cittadini del “Primo Mondo” sarebbe difficile fargli capire come mai i medici cubani girano per l’America Latina curando gente for free, insegnando, costituendo gruppi di ricerca… E nessuno chiede asilo politico da nessuna parte. La maggior parte delle provincie costruisce case per i cittadini meno abbienti (che per nulla rassomigliano gli appartamenti dello stalinismo). In grande maggioranza noi non ci sentiamo attratti per gli investimenti di carattere speculativo. Abbiamo ancora quel vecchio orgoglio che ci insegna che i guadagni devono essere frutto dello sforzo personale e familiare; che si deve studiare. Avvoltoi? Si, ne abbiamo pure. Sembra che siano in minoranza, concentrati nella Capitale e non ci sono molto simpatici. Ci sarebbe tanto da raccontare.

  • gamma5

    Il discorso fila fintanto che il Giappone ha e avrà un avanzo nella bilancia commerciale, nel caso contrario ci sarebbe una contrazione del risparmio interno che impedirebbe il rifinanziamento continuo del + grande debito del mondo, che come l’articolo ribadisce è detenuto al 100% dai cittadini giapponesi.

  • mincuo

    Ho ancora casa a Buenos Aires. E ci sono due vie in Argentina che portano il cognome mio. Grazie della lezione comunque.

  • Tanita

    Ammazzate o’!!! Quindi sai che dico il vero.

  • mincuo

    In parte sì, Tanita, ma è il vero che conosci tu. Non che sia falso, assolutamente. E s oprattutto è in buona fede, sincero, nel tuo caso. E appassionato.

  • ROE

    18. Fondamentale in tutte le guerre è lo stratagemma. 19. Quindi, se sei capace, fingi incapacità; se sei attivo, fingi inattività. 20. Se vuoi attaccare in un punto vicino, simula di dover partire per una lunga marcia; se vuoi attaccare un punto lontano, simula di essere arrivato presso il tuo obiettivo. 21. Offri al nemico un’esca per attirarlo; fingi disordine fra le truppe, e colpiscilo. 22. Quando vedi il nemico pronto, preparati contro di lui; ma evitalo, dove è forte. 23. Irrita il suo generale e disorientalo. 24. Simula inferiorità e incoraggiane l’arroganza. (http://holos.unigov.org/holosbank.com/unigov/Sun%20Tzu%20It.htm).