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IL MAXI CONCORSO INDETTO DA MONTI (COSIDETTO DECRETO SFASCIA SCUOLA)

DI PAOLO FRANCESCHETTI
paolofranceschetti.blogspot.it

Dopo i demenziali provvedimenti dell’IMU e del decreto salva-Italia (meglio detto “sfascia-Italia”), di recente il governo ne ha inventata una nuova, e ha varato un maxi concorso per il reclutamento di nuovi insegnanti nella scuola.

La maggior parte dei giornali ha salutato con favore questo provvedimento (che bravo il governo Monti, vedi come creano nuovi posti di lavoro, uh vedi come si interessano alla scuola). La maggior parte del personale docente invece è contraria a questo concorso, ritenendolo dannoso, inutile, ingiusto e incostituzionale, tant’è vero che circa 15.000 docenti giunti da tutta Italia qualche giorno fa hanno protestato a Roma (ovviamente la notizia è passata quasi sotto silenzio dai principali media, che spesso si sono limitati a riportare la notizia in posizioni secondarie e poco evidenti).

Il provvedimento del governo Monti è, come tutti i suoi provvedimenti del resto, semplicemente mostruoso dal punto di vista giuridico. E qui uso la parola mostruoso nel suo significato originale, quello di monstrum (in latino significa segno divino, prodigio, nel senso che un provvedimento così mal fatto è veramente un prodigio), perché vi sono più illegittimità ed errori giuridici in questo provvedimento di quelli che avrebbe potuto fare uno studente di giurisprudenza al primo anno con ritardo mentale, se fosse stato incaricato di preparare il testo del decreto.
Vediamo quali sono le assurdità giuridiche di questo provvedimento, per poi cercare di capire il fine che si propone il governo Monti con questa nuova trovata del concorso.

1)     Iniziamo dal limite di età: il bando fissa in 40 anni l’età massima dei partecipanti, ma tale limite è stato abrogato per tutti i concorsi pubblici ormai dal 1997. Un errore non di poco conto, per il quale sorge una domanda fondamentale: è possibile che i giuristi del governo abbiano potuto fare un errore così lapalissiano, idoneo ad invalidare tutta la procedura concorsuale ancora prima che inizi? No, non è possibile, infatti; ma prima continuiamo l’analisi delle idiozie di questo provvedimento.

2)     Il bando prevede l’esclusione dal concorso di alcune categorie:  a) laureati post 2002-2003; b) insegnanti già di ruolo, che avrebbero i titoli per partecipare ad altre classi di concorso.

3)     La chicca più gustosa di questo maxi concorso però sta nella prova preselettiva: si tratta di una prova uguale per tutte le materie. Sì, avete capito bene: chi si presenta per insegnare italiano dovrà superare le stesse prove di chi vuole insegnare matematica o inglese o altro.
La prova preselettiva consiste in domande di logica (tipo giochi enigmistici), estratti da una banca dati di 3500 domande. Ci si domanda se un giorno Monti non voglia trasformare l’esame da avvocato con una serie di quiz di cultura generale, su geografia, storia, matematica. In fondo pure gli avvocati devono fare i calcoli, no?

4)     La scuola non ha bisogno di nuovi concorsi. Sono migliaia infatti gli insegnanti in (in alcuni casi dal 1990) abilitati che aspettano ancora il ruolo, e aspettano solo che venga il loro turno per avere una cattedra fissa (per entrare, come si dice in gergo, di ruolo). Questo concorso quindi servirà solo a far sì che chi vince il concorso possa passare avanti di posto a persone che aspettano da anni il loro turno.

5)     Inoltre possono partecipare a questo concorso anche insegnanti già abilitati grazie alle cosiddette SIS (scuole di specializzazione); come dire che anche chi ha già vinto un concorso ad hoc, può rifarlo daccapo, come se tutti i sacrifici fatti fino ad oggi (sia economici sia di tempo) per frequentare queste SIS non valessero nulla.

6)     Aggiungiamo che i programmi sono un perfetto copia e incolla di quelli del concorso precedente, di ben 13 anni fa.

Veniamo allora al perché di questo concorso.

La situazione che è destinata a crearsi sarà la seguente: il concorso si farà, ma sarà inevitabile la bocciatura di esso da parte della Corte Costituzionale. Se la bocciatura della Corte Costituzionale arriverà prima che il concorso venga effettivamente espletato andrà tutto bene; ma, considerando che il governo farà di tutto per ritardare la decisione della Corte (che del resto è uno strumento dei poteri forti, e non va mai contro il potere costituito, salvo nei casi più eclatanti e macroscopici), è possibile che la decisione arrivi dopo che le procedure concorsuali saranno terminate, creando malcontento, rabbia, e ulteriori ricorsi e procedure giudiziarie, in coloro che hanno partecipato alle prove e le avranno – con fatica, spesa, e perdita di tempo – superate.
Tutti contro tutti, insomma, precari contro professori di ruolo, professori di ruolo contro altri professori di ruolo, in un caos che a tutti gioverà, tranne che a professori e studenti.
Monti, e con lui la squadra tecnica che ha preparato questo concorso, non può ignorare tutto ciò, e non può ignorarlo a maggior ragione ora che da tutta Italia sono state fatte notare a chi di competenza le assurdità di questo concorso. Perché dunque insistere in un concorso che non servirà ad altro che provocare un gran caos, con un quasi sicuro annullamento da parte della Corte Costituzionale?
E’ un caso? Non se ne sono accorti?
No.
Se ne sono invece accorti benissimo, ed era esattamente lo scopo che si prefiggeva Monti.

Prima di spiegare in dettaglio il fine reale del concorso, però, dobbiamo fare due premesse per chi non conosce la massoneria e il suo modo di comunicare ed agire.

Il linguaggio mediatico-massonico

La massoneria ha, tra i suoi principi, la tolleranza, il dubbio, la paziente ricerca della perfezione tramite la levigatura della pietra grezza. Per questo motivo, quando un massone dice una cosa con enfasi e con molta sicurezza, in realtà, simbolicamente, sta comunicando il contrario.
Ciò del resto è non solo una regola massonica, ma anche un regola psicologica per cui affermare una cosa con troppa sicurezza in genere è indice di insicurezza.
Quando il massone quindi afferma con enfasi qualche cosa, sta negando. Sta dicendo (consapevolmente) il contrario, lanciando un preciso messaggio in codice a chi lo ascolta.

Alcuni esempi.

Molti politici sotto inchiesta affermano spesso enfaticamente “ho fiducia nella giustizia”; questo nonostante le evidenze di una giustizia allo sfascio e completamente impotente a risolvere qualsiasi problema del paese, da quelli minimi a quelli massimi. In questi casi il politico non è scemo, come si potrebbe pensare; sta semplicemente affermando il contrario: “Col cazzo che ho fiducia nella giustizia, risolverò la cosa in altro modo”.

Ricordo quando Fassino, nel periodo in cui era ministro della giustizia, ad un evento commemorativo riguardo alla strage di Ustica, disse: “Prenderemo i colpevoli della strage”. Detto con questa sicurezza faceva un po’ ridere, visto che in Italia abbiamo avuto decine di stragi e mai nessun colpevole. Infatti, poco tempo dopo la frase demenziale di Fassino, hanno cambiato la legge sull’abuso di ufficio (art. 323 cp)  e quei pochi generali dell’esercito che erano sotto inchiesta sono stati tutti assolti. Nessun colpevole per Ustica, quindi, e  Fassino non poteva certo non prevederlo, dato che pure mia nonna novantenne disse: “Sì, col cazzo che li prenderanno”. E se ci arrivava mia nonna, forse poteva arrivarci pure Fassino.

Mitico fu anche il PM Vigna quando disse: “Non lasceremo nulla di intentato per prendere il Mostro di Firenze”. Detto da lui – che, come ho spiegato ampiamente in tempi non sospetti, cioè due anni fa, era uno degli assassini delle coppiette – la cosa assume un valore decisamente particolare.

Abbiamo poi le frasi storiche dei vari politici presi con le mani nella marmellata, del tipo: “Dobbiamo fare pulizia. Fuori i corrotti dalla politica”. Quando a dirlo sono Fini, D’Alema, ecc., i quali sanno perfettamente che il sistema è troppo corrotto per essere cambiato in poco tempo, viene solo da ridere. Ma in realtà loro stanno dicendo il contrario, e sanno benissimo il significato di quello che dicono.

Ricordo quando, prima del ritrovamento del cadavere di Yara Gambirasio, un’autorità disse: “Per noi Yara è viva”; quel giorno una persona che ascoltava la TV mi disse: “Allora vuole dire che è morta… che tristezza”.

Ci vuole poco, allora, a capire il motivo per cui i demenziali provvedimenti montiani sono stati denominati “salva-Italia”, nonostante tutti sappiano che la situazione finanziaria è troppo drammatica e che non si possa salvare alcunché, a meno di non voler uscire dall’Euro e riformare il sistema della moneta (cosa che, ovviamente, Monti si guarderà bene dal fare): perché quello è il documento fondamentale con cui si è accellerato lo sfascio dell’Italia.

Il fine di Monti

Il fine di Monti, lo abbiamo detto spesso, è sfasciare definitivamente il paese e preparare probabilmente una dittatura futura, che sarà invocata a gran voce dagli stessi cittadini stanchi di questo caos.
Detto in altre parole, Monti deve gettare l’Italia nel caos, il che non deve stupire tenendo conto che uno dei motti della massoneria è Ordo ab chao, ordine dal caos.
Del resto il premier l’ha dichiarato espressamente: l’Europa ha bisogno di crisi per far sì che si possa migliorare e andare avanti col progetto europeo.
E lo dichiara espressamente anche quando – conoscendo il linguaggio massonico – dichiara: “La crisi terminerà nel 2013; nel 2013 ci sarà la ripresa”; in tal caso sta dicendo: “Affosserò l’Italia definitivamente nel 2013”.

A questo punto è chiaro che il provvedimento riguardo il concorso nella scuola non è affatto una svista, una cialtronata, o un evento dovuto a ignoranza.
E’ in realtà un progetto sofisticato con cui il governo attuale riceve diversi vantaggi:
1)      fa bella figura con la gente, che non capendo nulla di scuole e meccanismi concorsuali pensa che questo sia un provvedimento per creare lavoro;
2)      crea il caos nella scuola, malcontento in tutti, precari, personale di ruolo, studenti, ecc.

Il fine generale di Monti è quindi aumentare il malcontento nella classe sociale dei professori – unitamente al malcontento di imprenditori, lavoratori, disoccupati e categorie varie – affinché l’Italia precipiti nel caos.
Il concorso è solo uno dei tanti tasselli del piano dei poteri forti per l’Italia e l’Europa in generale. Per poi, un giorno, riportare l’ordine.

Ordo Ab Chao, appunto.

Questo il testo del provvedimento di minchia di Monti:

http://www.altalex.com/index.php?idnot=19365

Paolo Franceschetti
Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.it
Link: http://paolofranceschetti.blogspot.it/2012/10/il-recente-provvedimento-della-scuola.html#more
5.10.2012

Pubblicato da Davide

  • amensa

    bravo Franceschetti !!! finalmente un altro che si è accorto COME monti ci sta fregando. Ero stufo di sostenere, come lupo che ulula alla luna, di smettere di ritenere tutti questi personaggi altolocati come cretini incompetenti.
    I cretini siamo noi, che non abbiamo capito che LORO sono perfettamente consapevoli di quanto stanno facendo, solo che l’obiettivo è diverso da quello dichiarato. QUELLA è l’unica differenza !! Ma non fermiamoci a Monti. Draghi, Bernenke, Merkel e la lista è molto molto lunga, con tutti i tecnici e consiglieri dei loro staff, non stanno sbagliando, siamo noi che non capiamo il loro obiettivo e ci trastulliamo nella speranza che vogliano il NOSTRO bene. SVEGLIA !!!!!!!

  • lstrino

    Sta succedendo la stessa identica cosa anche per le forze di sicurezza tutte, dove i tagli oramai, hanno reso l’operato quasi impossibile. Con forze di sicurezza intendo tutti i corpi dello stato apparte l’esercito (quindi anche i carabinieri), Vigili dle fuoco, forestale, polizia, penitenziaria sono in condizioni pessime sia economiche che operative. Vogliono aizzare anche loro forse il prossimo provvedimento sarà volto alla realizzazione di questo obbiettivo.

  • totalrec

    Siccome sono uno dei tanti docenti che parteciperanno alle prove, devo dire che l’unica cosa veritiera in questo articolo di Franceschetti è che il bando di concorso è scritto coi piedi. Cosa che, peraltro, ci si aspetta da un governo di cialtroni e assoluti analfabeti come quello in carica. Del resto, non sono del tutto certo che un governo di persone competenti e alfabetizzate avrebbe saputo redigere un bando migliore. La legislazione scolastica è ormai una giungla di norme stratificate una sull’altra, opera di governi della più varia e antitetica balordaggine, e qualunque norma concorsuale venga varata finisce inevitabilmente per contravvenire a qualche norma precedente e per offrire dunque il fianco a ricorsi. Inoltre, per poter espletare le prove concorsuali entro l’anno (e quindi poter assumere i vincitori per l’inizio del prossimo anno scolastico) era necessario che il bando venisse varato entro tempi brevissimi. Per questo motivo si è riproposto, con pochissime varianti, il bando dell’ultimo concorso per la scuola, tenutosi nel 1999. Ciò ha dato luogo ad una quantità di errori e imprecisioni, essendo la situazione scolastica profondamente mutata rispetto a 13 anni fa, ma nella situazione attuale non si poteva fare altrimenti: o così o non si faceva il concorso.

    Per il resto, l’articolo di Franceschetti contiene un’infinità di falsità e sciocchezze:

    1) Non è assolutamente vero che il bando fissi l’età massima per la partecipazione a 40 anni. Non c’è nessun limite di età. Io ho 47 anni e parteciperò al concorso. E’ invece vero che, poiché il bando scopiazza senza criterio quello del 1999, esso cita ancora come riferimento un preesistente decreto, poi dichiarato incostituzionale e abrogato, che fissava a 40 anni l’età massima per la partecipazione a tutti i concorsi pubblici. Ciò è indice di una cialtroneria clamorosa da parte del Ministero, ma non inficia certo la partecipazione al concorso di chi abbia più di 40 anni.

    2) Non è affatto vero che il bando escluda i laureati post 2002-2003. Semplicemente, trattandosi di un concorso per la scuola, per potervi partecipare non basta la laurea, ma occorre anche possedere l’abilitazione all’insegnamento. Io, in quanto abilitato, parteciperò al concorso pur essendomi laureato oltre i termini previsti dal bando. Il fatto è che il bando ha previsto delle eccezioni: può partecipare al concorso anche chi non possieda l’abilitazione, ma soltanto la laurea, purché si sia laureato entro il 2002-2003. Questo per non penalizzare chi, iscrittosi all’università con il vecchio ordinamento (cioè entro il 1998, quando per l’insegnamento bastava la laurea) si sia poi ritrovato con le carte in tavola cambiate al primo anno di corso universitario. Chi si è iscritto all’università a partire dal 1999/2000 non rientra nelle eccezioni: infatti, all’atto dell’iscrizione, sapeva già che per poter insegnare avrebbe avuto bisogno anche dell’abilitazione e che la laurea non gli sarebbe stata sufficiente. Mi sembra, tutto sommato, una regola equa.

    3) Non capisco cosa ci sia di male nell’articolare la prova preselettiva su test di logica, comprensione del testo e conoscenza delle lingue straniere. Mi sembra un elementare principio di economia che chi organizza il concorso voglia evitare di gettar via tempo e denaro e che quindi desideri ammettere alle prove vere e proprie soltanto coloro che possiedano i requisiti minimi di logica e alfabetizzazione necessari per avere qualche chance di superarle. Chi come il sottoscritto ha partecipato a qualche concorso per l’Unione Europea, sa benissimo che i test preselettivi di logica e comprensione del testo in UE sono ordinaria amministrazione (vedi concorsi EPSO). Del resto, se i quiz di logica e comprensione sono “giochini enigmistici” e sono (come qualcuno va dicendo) così sciocchi da essere addirittura “umilianti” per i docenti, perché tanti insegnanti “qualificati” se la fanno addosso al solo pensiero di affrontarli?

    4) Non è vero che la scuola non ha bisogno di nuovi concorsi. La scuola avrebbe bisogno di un concorso per docenti almeno ogni due/tre anni, come avviene in tutti i paesi civili (in Svizzera ce n’è uno all’anno). E come era previsto avvenisse anche in Italia. E’ solo la cialtroneria dei governi dell’ultimo ventennio, il loro essere impelagati in faccende che nulla hanno a che vedere con l’amministrazione del paese, che ha fatto sì che un concorso tenutosi nel 1999, anziché essere seguito da altri simili concorsi a breve termine, abbia invece generato una graduatoria di merito protrattasi per 13 anni. L’anomalia sta nell’esser rimasti 13 anni senza un concorso, non nel fatto che finalmente se ne faccia uno.

    5) Gli insegnanti abilitati – come correttamente scrive Franceschetti – possono partecipare al concorso. Non sono certo obbligati a farlo. Se non hanno voglia di rimettersi a studiare, possono tranquillamente evitare di partecipare e conservare in ogni caso il loro posto nella graduatoria ad esaurimento, dalla quale verranno comunque prima o poi chiamati per l’assunzione, quando giungerà il loro turno. Le assunzioni dei prossimi anni, infatti, si faranno almeno al 50% da graduatoria a esaurimento, non certo solo da concorso. Il concorso è per chi vuole affrettare i tempi della propria assunzione e ritiene di avere le qualità per farcela. Non vedo cosa ci sia di osceno in ciò, almeno in teoria. Poi sappiamo come vanno, nel concreto, le cose in Italia con le procedure concorsuali: ma questo è un altro discorso e dovrebbe semmai incitare a controllare passo passo la correttezza di queste ultime, non a rifiutarle a priori.

    6) Che il bando del concorso sia un copia-incolla è vero, come si è detto, ma è appunto questo l’unico problema. D’accordo, è un problema bello grosso, indice di incompetenza dei preposti e di una situazione normativa italiana così caotica da apparire inemendabile. Ma è pur sempre un problema di forma, non di opportunità. Sarebbe bello, certo, vedere, una tantum, un concorso pubblico non concludersi in caos: ma caos o non caos, i concorsi pubblici sono necessari e si sono sempre fatti. Che c’entrano la massoneria, il mostro di Firenze e la strage di Ustica?

  • greiskelly

    per totalrec qui sopra

    credo che tu abbia frainteso il punto 1 di Franceschetti, lui evidenzia l’errore di forma, non di sostanza. Essendoci un errore di forma, può essere causa di invalidazione dell’intero documento.
    Per quanto riguarda il punto 2, al di là del fatto che c’è da aggiungere la condizione obbligatoria dell’abilitazione ai laureati post 2002/3 (non obbligatoria per i precedenti), non mi sembra una regola tanto equa, sopratutto per il fatto che l’abilitazione dovrebbe costare sui 2000-3000 euro. Tu quanto l’hai pagata?
    Per il punto 3 non capisco perchè una preselezione non debba già contenere le materie inerenti di insegnamento, si risparmierebbe un passaggio (la preselezione a quiz).
    Per il punto 4 sono vostre considerazioni personali, mentre per il punto 5 mi trovo in accordo con Franceschetti: permettere agli insegnanti già abilitati di fare un altro concorso, invece di avere la precedenza che gli spetterebbe, è come svalutare/invalidare le scuole di specializzazione SIS.

  • totalrec

    1) Franceschetti ha scritto che vi è nel bando un divieto di partecipazione al concorso per chi abbia più di 40 anni e che questo provocherà ricorsi. Ciò è semplicemente falso. Non esiste nessun divieto e non vi sarà nessun ricorso (almeno su questo punto).

    2) Anche il divieto di partecipazione per i laureati post 2003 non esiste, a patto che essi siano abilitati. Riguardo l’equità della norma che favorisce gli abilitati rispetto ai semplici laureati, mi sembra il minimo sindacale. Io l’abilitazione l’ho pagata ZERO euro. Anzi, lo Stato mi ha pagato per prenderla. Avevo moglie e figli, la mattina lavoravo, il pomeriggio frequentavo e la sera studiavo. I miei voti erano buoni, così l’ERGO mi ha concesso la borsa di studio, l’esenzione dalle tasse universitarie e la mensa pagata per tutti e due gli anni di SSIS a Parma. Quindi non è necessariamente questione di essere o non essere ricchi e privilegiati, basta rimboccarsi le maniche e aver più voglia di studiare che di ricorrere al TAR.

    3) Se la preselezione contenesse già le materie di insegnamento, non sarebbe una preselezione, bensì la selezione stessa.

    4) Ognuno può pensarla come crede, ma vista la preparazione di certi “colleghi” che ho avuto alla SSIS e che sono disgraziatamente usciti da essa con un punteggio di poco inferiore al mio, qualunque iniziativa volta a riesaminare le competenze dei docenti abilitati prima di ammetterli all’insegnamento non può che incontrare la mia piena e incondizionata approvazione.

    (GF)

  • tersite

    Conoscendone il carattere me la rischio…ma mi stupisce la laurea a 40 anni..

  • totalrec

    A 38, per l’esattezza. Che c’è di strano?

    (GF)

  • tersite

    Troppi anni per un’intelligenza così. Ma magari era una domanda troppo personale..

  • mussily

    io invece mi stupisco che tu a 47 anni e dico 47 stia ancora tentando concorsi per una cattedra. io mi stupisco perché tu a 47 anni non ti indigni per questo sistema truffaldino, c’è una graduatoria che toglie la vista a un cieco da cui prendere i docenti e immetterli in ruolo, io mi stupisco perché a 47 con un’abilitazione non ti indigni e ancora devi dimostrare le tue capacità logiche, io mi stupisco e rimango basita. ho studiato vinto concorsi abilitativi, concorsi non uno! e questo concorso è una presa per il culo, continuo a studiare e le mie competenze didattiche ed educative non le dimostro con un quiz del caz** che mi chiede se sia più lungo l’uccello di un gibbone o di un orango. credi proprio che superando il concorso entrerai in ruolo? mi stupisco, hai 47 anni e non hai ancora capito come va questo paese. buona fortuna!

  • totalrec

    L’abilitazione all’insegnamento ce l’ho solo da tre anni e insegno da cinque. Prima ho fatto mille altri diversi lavori, a partire da vent’anni. Non vedo di cosa dovrei indignarmi né cosa ci guadagnerei a farlo.

    In ogni caso, mia weltanschauung a parte, il punto è che questo articolo di Franceschetti è ricolmo di sciocchezze. Poi sul concorso ognuno la pensi pure come vuole.

    (GF)

  • tersite

    La cosa che volevo far notare – e non credo sia fuori tema con l’articolo – è che un individuo apprende meglio se nella vita ha già fatto un certo numero di esperienze, soprattutto di questi tempi in cui le menti fanno gran fatica a maturare.

  • viola10

    Ho letto l’articolo di Franceschetti e l’ho trovato interessante; credo che si volesse sottolineare come il bando sia superficiale e pieno di errori e quindi come sia facilmente impugnabile . Il bando è stato infatti scritto frettolosamente e ciò è drammaticamente evidente, tra le altre cose, dalla norma indicata che pone come limite d’età i 40 anni, norma che negli anni è stata abrogata, eppure, incredibilmente citata nel bando.

    I laureati post 2003 non possono partecipare al concorso, ovviamente vi sono dei motivi alla base di questa decisione, tuttavia sono già pronti molti ricorsi contro quest’esclusione, che molti avvocati ritengono facilmente contestabile. In ogni modo sembra ingiusto permettere ad un laureato degli anni 90 la partecipazione ad un concorso nella scuola nonostante avesse avuto la possibilità di iscriversi alle SSIS per diversi anni, mentre un giovane laureato, che non ha avuto la stessa possibilità, dovrà prima abilitarsi e solo dopo partecipare al concorso.

    I 13 anni senza i concorsi nelle scuole sono stati occupati dai concorsi delle SSIS, scuole a numero chiuso, che permettevano l’abilitazione e il cui accesso avveniva appunto tramite concorso e il cui esame finale aveva valore concorsuale.

    Questo concorso è stranamente destinato, oltre che a persone laureate prima del 2000, che molto spesso non hanno fatto un solo giorno di lezione in classe, agli abilitati, già vincitori di concorso e già presenti in graduatorie, in cui si occupano posti in base al merito, ai titoli e agli anni di servizio.
    Era veramente così utile bandire un concorso che permette di fatto uno stravolgimento delle graduatorie di precari? Era veramente così utile un concorso che permette a laureati prima del 2000, che spesso non hanno MAI insegnato, di diventare insegnanti a tempo indeterminato, mentre un docente precario (da anni sfruttato nelle scuole) può continuare ancora ad essere precario?
    Nelle scuole i docenti precari che lavorano sono tantissimi, tutti già selezionati tramite concorso e per questo abilitati; molti hanno vinto già il ricorso contro la mancata stabilizzazione dopo 3 anni di incarico. Forse sarebbe stato più giusto dare il 100% dei posti a loro, che a scuola ci vanno sempre e a scuola ci lavorano ogni anno, invece che dividerli, dandone certamente una parte a persone che fino ad ora non hanno mai messo piede in una classe. Alcuni non conoscono neanche la classe di concorso per cui poter partecipare! Ed è inutile parlare di merito, perché per superare la preselezione, il merito, lo studio, la cultura non contano. Non serve infatti studiare, bisogna solo avere il tempo per esercitarsi con prove di logica, che non riguardano le materie per cui si concorre.