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IL MASSACRO DEI RANDAGI IN UCRAINA: IL CALCIO COME METAFORA

DI ALESSANDRA COLLA
asinusnovus.wordpress.com

C’era del marcio, una volta, in Danimarca …

Il marcio c’è ancora, ma si è spostato da un luogo geografico-letterario a una categoria mentale che abbraccia non soltanto molti luoghi geografici ma intere dimensioni dell’essere.

Già, l’essere. Non pensiamo a Parmenide o ad Heidegger — qui di filosofia tocca farne poca, perché siamo già scivolati nel campo della psicopatologia. Pensiamo a Fromm, piuttosto, che denunciava l’esiziale dicotomia fra essere e avere sottolineando che anche la società, oltre all’individuo, può essere malata; e che, anzi, una società malata può guastare anche individui tendenzialmente sani.

Chissà cosa direbbe oggi, Fromm, di fronte allo scandalo che sono questi campionati europei di calcio. Scandalosi, proprio — per tutti e in grazia di almeno due validi motivi che, a ben guardare, sono soltanto due aspetti di uno stesso fenomeno.

Il primo, meno appariscente, ci obbliga a fare i conti col passato: un passato così nobile e antico da sembrare più mito che storia, e invece è storia a così gran titolo da aver costituito per secoli un ineccepibile sistema di datazione.

Era il tempo di Olimpia, la città greca in cui ogni quattro anni convenivano gli atleti di tutta quanta l’Ellade a cimentarsi nelle più svariate discipline; lo spirito agonistico che animava quegli atleti e quel pubblico (oh quanto diversi dagli sportivi e dai tifosi di oggi) era tale da far sospendere perfino le guerre al cospetto della sfida leale e simmetrica fra quei ginnasti mossi soltanto dal desiderio di mostrare la propria valentìa.

Oggi, invece (e tanto per restare in Italia), la sconcezza delle calcio-scommesse è sotto gli occhi di tutti ed è cosa recentissima; non c’è neanche bisogno di essere tifosi per indignarsi. L’idea stessa che un gioco (“il gioco più bello del mondo”, come sospira certa retorica) possa snaturarsi al punto di diventare una slot-machine su scala planetaria è francamente ripugnante.

Così, anche soltanto il dubbio che questi campionati possano essere lambiti dalla pratica truffaldina delle combines avvelena irrimediabilmente il godimento di quello che dovrebbe essere (che è stato) un momento di altissima tensione ideale — l’applicazione esemplare del “vinca il migliore”.

Il secondo motivo, più massiccio e opaco, ha un nome — tornaconto. Sappiamo tutti, ormai e purtroppo, che dal 2010 le strade di Kiev sono impregnate del sangue di decine di migliaia di randagi (cani per la grandissima parte, ma anche gatti), ammazzati nei modi più barbari per consentire all’Ucraina di rifarsi il look in vista di un adeguamento agli standard dei paesi cosiddetti civili. Si sono mobilitati praticamente tutti, contro questo massacro orrendo e perpetrato con una diligente ferocia che lascia sgomenti — sospetto che se Hannah Arendt fosse ancora tra noi avrebbe da aggiungere qualcosa alle sue riflessioni sulla banalità del male.

La protesta è stata generalizzata e trasversale: singoli, associazioni, enti, europarlamentari perfino — il web ne è testimone. Ma nessuno, ai piani alti di quella colossale e ingorda macchina da soldi che è diventato il calcio, ha avuto il cuore o il fegato di prendere una posizione decisa al riguardo. Non i dirigenti, non i giocatori, non i giornalisti sportivi, non i molti prezzemoli dello spettacolo che ostentano volentieri la loro fede (!!!) calcistica — e nemmeno i tifosi. A parte qualche lodevole eccezione, da contare su assai poche dita, nessuno dei molti frequentatori di tribune negli stadi, negli studi e da casa ha sentito il bisogno di dire qualcosa sull’argomento.

Eppure la tragedia ucraina era nota da tempo, e in questo agghiacciante villaggio globale che McLuhan non sarebbe riuscito a immaginare nemmeno nei suoi incubi peggiori non è più possibile dire “non lo sapevo”.

Eppure, tutti questi blasonati campioni del non-c’ero-e-se-c’ero-dormivo sono abitualmente lestissimi a mettere la loro preziosa faccia là dove ci sia da pubblicizzare una salutare acqua minerale, una sfiziosa merendina, una pia elemosina al Terzo mondo, una questua commossa per la Santa Ricerca, un’imperdibile pay-tv — là dove ci sia, insomma qualcosa da commercializzare.

Stavolta, invece, non si è mosso nessuno: e non c’è niente da stupirsi, perché è tutto perfettamente logico e consequenziale. Il calcio, come s’è detto, è diventato una macchina da soldi: vanta un indotto immenso in termini di visibilità mediatica e fruibilità consumistica, e metterlo in crisi significa inevitabilmente mettere in crisi l’indotto. Così, tutti zitti. Va tutto bene. Le proteste, contenutissime, sono state avanzate educatamente dai vertici quando la faccenda, essendo ormai divenuta di dominio pubblico, non poteva più essere ignorata pena un rilevante danno d’immagine.

A questo punto qualcuno — un’anima bella, Pangloss o Forrest Gump — potrebbe azzardarsi a far notare che una società in cui perfino un’attività di per sé disinteressata come lo sport privilegia i valori economici a scapito di quelli morali ha qualcosa che non va.
E avrebbe ragione, se si parlasse in astratto. Ma qui non c’è niente di astratto: questa non è Olimpia, s’è detto; e non è nemmeno Sparta, dove la durezza d’animo e la spietatezza — così urtanti per noi estenuati europei del XXI secolo — servivano fini superiori. Più terra terra, è Occidente: oh sì. Alla grande.

È l’Occidente dell’apparire che prevale sull’essere, l’Occidente del profitto ad ogni costo, del fine che giustifica ogni mezzo, della reificazione di ogni vivente purché produca un utile. È l’Occidente della morte di Dio, in cui la perdita di senso legittima ogni arbitrio e costituisce la cifra del nostro tempo.

Ma se abbiamo potuto uccidere Dio, credete forse che esista qualcosa che ci impedisca di uccidere un cane? Cani, gente! “Sono soltanto cani”. E non si dice forse “ammazzare come un cane”? — a significare che quella di un cane è una vita che non vale niente, anzi è una non-vita, è una seccatura, uno sfrido biologico di cui disfarsi a proprio piacimento come e quando si vuole.

È questo il pensiero sotteso alla nostra società malata, capace di guastare qualsiasi individuo se soltanto abbassa la guardia e allenta i pugni e si distrae un momento. La nostra società che si regge sullo sterminio diuturno e sommerso di milioni di senzienti non umani, forte della vecchia constatazione che se un morto è una tragedia, un milione di morti è una statistica. Valeva per le vittime della guerra, può valere a maggior ragione per gli animali che immoliamo quotidianamente a milioni sull’altare putrido di innumerevoli bisogni indotti, nel nome di una “realizzazione di sé” tanto più lontana quanto più materiale, accecati da una foia sanguinaria che fa di Moloch e Jahvé una coppia di patetici dilettanti.

Naturalmente, non è dei calciatori la responsabilità delle stragi di Kiev; e non è neppure dei signori della UEFA, dei commissari tecnici o dei commentatori. Però tutti costoro si sono rivelati parte integrante del meccanismo distorto che regge la civiltà contemporanea e che ha fagocitato anche il calcio facendone uno dei molti ingranaggi del tritacarne planetario (sì, tritacarne: in senso proprio e non soltanto metaforico).

Si può invertire la tendenza? Credo di sì. Non c’è meccanismo che non possa essere messo in difficoltà da un granello di polvere, un sassolino o un corpo estraneo. E quelli che non si riconoscono più — che non si vogliono più riconoscere — in questa compagine socio-culturale cominciano a essere numerosi, e cominciano a strutturarsi a vari livelli.

Sono, a tutti gli effetti, corpi disobbedienti …

Siamo — corpi estranei.

Alessandra Colla
Fonte: http://asinusnovus.wordpress.com
Link: http://asinusnovus.wordpress.com/2012/06/09/il-massacro-dei-randagi-in-ucraina-il-calcio-come-metafora/
9.06.2012

Pubblicato da Davide

19 Commenti

  1. Avanti così, continuiamo con questa capagna diffamatoria perchè gli ucraini non hanno gradito la Timoshenko e tutta la compagine dei rivoluzionari “colorati”… se volete potete continuare con questa: http://lepersoneeladignita.corriere.it/2012/06/06/inizia-euro-2012-proteggiamo-i-minori-dal-turismo-sessuale/

    Come giustamente commenta un lettore del corriere: “Speriamo che questi Europei passino in fretta…. Purtroppo qualcuno mesi fa ha deciso che serviva una Ucraina debole politicamente per poterla meglio controllare (o meglio controllare il gas russo che passa sotto il suo territotio e in gran parte arriva nell’europa di Frau Merkel). Cosi’ e’ cominciata una campagna diffamatoria verso questo paese e il suo popolo. Prima con Femen, la cui credibilita’ all’interno del paese e’ meno di zero, un gruppo di ragazze ventenni, disoccupate che girano il mondo finanziate da alcuni Oligarchi che hanno interesse a promozionare la prostituzione. Invece in Europa cosa fanno i nostro giornalisti ?? Prenodno Femen come degli oracoli viventi… incredibile !! Poi arriva la storia dei cani randagi… si fa girare un video e delle foto (e sono sempre quelle da circa un anno) dicendo che stanno succedendo delle atrocita’ inaudite, che c’e’ gente che spara per le strade etc. etc. Potete chiedere a chiuque vive e lavora in Ucraina se ha mai visto qualcosa di simile e si mettera’ a ridere. Oggi leggo che i bambini vengono venduti ai pedofili stranieri…. beh se proprio vogliamo considerare la prostituzione femminile un problema allora in Ucraina hanno lo stesso problema he c’e’ in Italia, ma sulla pedofilia e’ proprio una panzana colossale !!! Mi dispiace che molti giornalisti professionisti si sono prestati a questo gioco senza conoscere minimamente la situazione o essere mai stati in Ucraina. Queste cose le ho scritte anche rispetto ad altri articoli di altre testate ma quasi sempre il mio post spariva misteriosamente. Ho anche invitato questi giornalisti a Kiev o ad avere un confronto ma ovviamente nessuno ha mai risposto. Spero proprio che il mese di giugno passi in fretta, cosi’ l’Ucraina tornera’ ad essere il paese delle badanti (a proposito perche’ mai nessuno in Italia si e’ mai scandalizzato delle migliaia di badanti irregolari che vengono tenute in tale condizione da famiglie Italiane senza scrupoli per poterle meglio sfruttare ?) e spenti i riflettori non interessera’ piu’ a nessuno sostenere che tutte le donne Ucraine sono prostitute, che sono assassini di animali e che quando non li mangiano i figli li vendono. Complimenti per la professionalità.] Speriamo che questi Europei passino in fretta…. Purtroppo qualcuno mesi fa ha deciso che serviva una Ucraina debole politicamente per poterla meglio controllare (o meglio controllare il gas russo che passa sotto il suo territotio e in gran parte arriva nell’europa di Frau Merkel). Cosi’ e’ cominciata una campagna diffamatoria verso questo paese e il suo popolo. Prima con Femen, la cui credibilita’ all’interno del paese e’ meno di zero, un gruppo di ragazze ventenni, disoccupate che girano il mondo finanziate da alcuni Oligarchi che hanno interesse a promozionare la prostituzione. Invece in Europa cosa fanno i nostro giornalisti ?? Prenodno Femen come degli oracoli viventi… incredibile !!
    Poi arriva la storia dei cani randagi… si fa girare un video e delle foto (e sono sempre quelle da circa un anno) dicendo che stanno succedendo delle atrocita’ inaudite, che c’e’ gente che spara per le strade etc. etc. Potete chiedere a chiuque vive e lavora in Ucraina se ha mai visto qualcosa di simile e si mettera’ a ridere.
    Oggi leggo che i bambini vengono venduti ai pedofili stranieri…. beh se proprio vogliamo considerare la prostituzione femminile un problema allora in Ucraina hanno lo stesso problema he c’e’ in Italia, ma sulla pedofilia e’ proprio una panzana colossale !!!
    Mi dispiace che molti giornalisti professionisti si sono prestati a questo gioco senza conoscere minimamente la situazione o essere mai stati in Ucraina. Queste cose le ho scritte anche rispetto ad altri articoli di altre testate ma quasi sempre il mio post spariva misteriosamente. Ho anche invitato questi giornalisti a Kiev o ad avere un confronto ma ovviamente nessuno ha mai risposto.
    Spero proprio che il mese di giugno passi in fretta, cosi’ l’Ucraina tornera’ ad essere il paese delle badanti (a proposito perche’ mai nessuno in Italia si e’ mai scandalizzato delle migliaia di badanti irregolari che vengono tenute in tale condizione da famiglie Italiane senza scrupoli per poterle meglio sfruttare ?) e spenti i riflettori non interessera’ piu’ a nessuno sostenere che tutte le donne Ucraine sono prostitute, che sono assassini di animali e che quando non li mangiano i figli li vendono.
    Complimenti per la professionalità.”

  2. cioè, fammi capire: la storia dei cani randagi uccisi per rifarsi il look e della prostituzione tollerata per soddisfare i calciofili machisti è tutta una montatura per indebolire politicamente l’Ukraina?
    Via, non cadiamo nel ridicolo, dai…

  3. @ Pellegrino, premesso che non ero a conoscenza della questione (ho anche scoperto ieri che sono gia’ iniziati gli Europei di calcio…) e che non posso sbilanciarmi in alcun giudizio, a istinto mi sembra molto piu’ veritiero il tuo commento che l’articolo riportato, proprio per la ragione denunciata dall’articolo: GLI INTERESSI ECONOMICI. Detto cio’ naturalmente trovo ripugnante la violenza su qualsiasi essere vivente, in Italia come in qualunque parte del pianeta, e spero vivamente sia una delle solite montature.
    E detto anche questo, Forza Italia e Forza Ucraina!

  4. Bzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

  5. è probabile che qualcosa sia successo, ma enormemente enfatizzato attraverso i consueti canali “virali”. Del restop è difficilissimo trovare foto recenti contestualizzate ed ove sia evidente la localizzazione dello scatto…
    Detto questo, la violenza sugli animali non è accettabile, peccato che su certi media ‘illuminati’ sia più facile trovare denunce contro la violenza sugli animali che contro gli uomini (o peggio ancora, i bambimi…)

  6. Che dobbiamo fare in un paese dove il vaticano invita i vescovi a non denunciare gli abusi su minori…
    In Ucraina per presentare in modo più “civile” il paese hanno attuato una mattanza di randagi. A migliaia caro pellegrino.
    Puoi paventare tutte le teorie che vuoi rimane che hanno ucciso brutalmente degli esseri perchè bestie e troppe.
    Così si vive..
    Se avessi fatto una ricerca più accurata leggendo giornali ucraini e russi ti saresti accorto che non è una montatura.
    Poi rimane alla moralità dell’individuo giudicare quanto sia grave questo fatto.

  7. Quando si deve sovvertire (per invertire) un paese le pie anime belle (all’estero) vanno circuite propinando notizie false su:

    1- arsenali militari a portata NBC intercontinentale

    2- accuse di revisionismo/negazionismo

    3- olocausti/stragi/rappresaglie

    4- stupri e violenza di genere

    5- maltrattamento di minori

    6- discriminazioni sessuale nei confronti degli omosessuali

    7- minaccia ecologica/ambientalista

    Chi non riesce a notare nemmeno questo può pure ritornare a sintonizzarsi su Gente Falsa o l’Isola dei Penosi, per quel che mi riguarda.

  8. appunto, ecco su dei bei rappresentanti delle “anime belle”…

  9. ecco, mancava il vaticano… magari in combutta con l’iran…
    Io documenti della “mattanza di MIGLIAIA” di cani non ne ho trovato evidenze, ma una caterva di foto DECONTESTUALIZZATE di cani morti si. Ripeto, non nego che qualcosa sia accaduto, ma l’entità della questione resta incerta.

  10. Non credo che il clero iraniano inviti i suoi rappresentati a nascondere gli abusi…
    Comunque siccome tu non trovi documenti della mattanza o perchè in occidente se ne dà grande risalto questa infamia non ha importanza.
    Bravo!!
    In Ucraina hanno massacrato migliaia di randagi per gli europei.
    Se non fossero morti tanti animali ci sarebbe da ridere a leggere certi commenti.
    Te lo ripeto quando parli di una cosa abbi almeno l’attenzione d’informarti.
    In Ucraina è in corso un dibattito-scontro su questa strage tra chi sostiene che è accaduto qualcosa d’inumano e chi dice che sono bestie pericolose e comunque sono cani…
    Il primo ministro ucraino ha dato mandato al ministero che si stà occupando della “pullizia” di farlo ma con metodi più “umani”.
    Le proteste sono avvenute in occidente come in ucraina, in russia. E quì c’è lo zampino di Soros…
    La cosa che ad alcuni fà rabbia non stà solamente nell’uccidere con leggerezza questi poveri animali, quì dà noi abbiamo gli allevamenti intensivi, i laboratori,ecc. è l’eccezionalità della pratica,
    hanno massacrato per rendere le strade di ucraina più presentabili..
    Quindi se la notizia è vera e lo è, come ci sono pone di fronte a questo? La Timoshenko, Gazprom e bla bla.
    Comunque che ce frega forza Italia e daje balotelli facce 3 gol !!!!

  11. deve essere molto tempo che sei abituato a parlare da solo o con gli amici/nemici immaginari, Ti ho chiesto di avere uno straccio di link con dettagli circostanziati, magari completo di documentazione non equivocabile, perchè il mio dubbio NON è sul fatto se sia o no successo qualcosa, ma quale sia la reale entità dell’accaduto (comunque esecrabile) e quanto invece la propaganda ci stia “lavorando sopra”. Quanto al calcio, forse è interesse delle tue frequentazioni, non certo mio.

    p.s. il valore e l’attendibilità delle fonti “antispeciste” (e la loro ratio) è pari ai bollettini di Damanur o della Federazione galattica, ma questo è tutto un altro discorso che affronteremo un’altra volta.

  12. beh stò in buona compagnia, pensa che c’è gente che parla da una vita con un amico immaginario, lo riverisce e gli offre anche dei doni..

    http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=uk&tl=it&u=http%3A%2F%2Fwww.newsru.ua%2Fukraine%2F29mar2012%2Fdoghj.html&anno=2

    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=dT05XhOX5TQ#

    http://ngo.donetsk.ua/news/u-donecku-zafiksuvali-masoviy-vidstril-sobak-foto

    Poi se vuoi altri documenti fatti un biglietto e vai in un ucraina.

  13. Quindi non si deve parlare di diritti umani perchè questo giova comunque al bieko imperialismo.
    Curioso modo di intendere la Realpolitik.

  14. sicuramente in sudafrica la prostituzione e’ almeno come in ukraina, pero’ il sudafrica….

  15. In Italia sono stati liberati dei beagle facendo un’irruzione e portandosi via i cani.
    Invece di sparare banalita’ basate sul pregiudizio nei confronti del calcio, tutti coloro che veramente avevano a cuore la vita dei cani potevano mobilitare le organizzazioni animaliste ed adottare i cani randagi dell’Ukraina.
    E’ molto facile (e inutile) aizzare le folle cresciute a Pippo Braccobaldo e Zanna Bianca, facendo cosi’ la bella figura “del paladino”.
    Il problema dei cani esiste anche in Romania dove da anni grazie a Brigitte Bardot i cani randagi assaltano persone e bambini anche nella capitale. Se questi paesi non hanno soldi per ospedali, case, scuole e cibo per le persone con quali soldi dovrebbero fornire vitto e alloggio e cure mediche per eliminare il problema dei randagi? Se i lavoratori guadagnano 300 euro al mese, sarebbe logico che lo stato spendesse altrettanto per un cane? Personalmente lo ritengo una follia nel senso che e’ folle pensare che un cane debba essere trattato meglio di una persona o di un bambino.
    Per quanto mi sforzi se devo scegliere tra mettere in pericolo la vita di un bambino che gioca per strada o che va a scuola e mettere da parte la coscienza ed eliminare i cani, scelgo la seconda ipotesi.
    Se qualcuno ha una soluzione alternativa a risolvere il problema e permettere alle persone di vivere in citta’ senza il pericolo di essere assaliti da bracnhi di cani affamati, la portasse avanti concretamente e risolvesse il problema invece di stare a lamentarsi sterilmente contro i calciatori cattivi che si vendono le partite……

  16. ah’ già, la “laicità”… diceva uno che quando non si crede più a dio si crede a tutto…… in ogni caso, quello che mi posti conferma quanto ho detto, è successo qualcosa, ma l’entità numerica reale della questione resta indefinita. l’articolo da notizia più che alatro delle rimostranze (soprattutto internazionali (Marzo 31 attivisti e cittadini sono fuori per le strade di Germania, Italia, Austria, Ungheria, Paesi Bassi, Croazia, Grecia, Repubblica Ceca, Francia, Spagna, Svizzera, Polonia, Russia, Bielorussia, Kazakistan e Ucraina ) ma non documenta i fatti.

  17. sono “antispecisti”, vivono una allucinazione

  18. ah, non sapevo che i cani fossero già considerati “umani”…..

  19. Quindi dovremmo radere al suolo un paese intero solo perché un/a blogger gay/lesbo si sente minacciata?

    Curioso modo di intendere l’internazionalismo socialista…