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IL LEONE DEL DESERTO COLPITO A MORTE DALLE BELVE “DEMOCRATICHE”

DI GIUSEPPE ANGIULI
facebook.com

Il leone del deserto colpito a morte dalla belve “democratiche”. Il suo coraggio una lezione per tutti noi

Ero personalmente presente a Roma, la sera del 30 agosto 2010, alla celebre festa data da Berlusconi alla caserma di Tor di Quinto, in onore di Muhammar Gheddafi, nell’occasione dell’anniversario della firma del trattato di amicizia italo-libica.
Ascoltai con viva attenzione il discorso pronunziato dal leader libico dinanzi ad un parterre di tutto riguardo, nel quale si segnalavano alti gerarchi militari, banchieri e capitani d’industria di casa nostra, vistosamente imbarazzati dall’obbligo di sottostare ad un cerimoniale così pomposo allestito per un ospite tanto pittoresco ed ingombrante.

A seguito,“MACELLAZIONI FINALI, CARNEFICI (NATO-CNT), PLAUDENTI (BAN KI MOON, NAPOLITANO, UE…) E ASTENUTI” (Marinella Correggia)Il giorno successivo alla festa, i nostri mezzi di stampa, con i soliti toni prevenuti verso Gheddafi, dettero conto agli italiani di un “discorso di sfida” lanciato dal colonnello all’indirizzo dell’Italia e dell’Europa, raccontando però soltanto una parte del discorso del leader libico, cioè quella più consona a prestarsi alle campagne conformistiche del nostro giornalismo, tutto intento a gettare discredito sul significato dell’alleanza italo-libica: mi riferisco alla controversa questione del controllo sui flussi immigratori, che effettivamente occupò una parte importante dell’intervento del leader. Gheddafi sul punto usò un linguaggio alquanto duro e franco: “Se ci tenete a conservare il più a lungo possibile la vostra identità etnico-culturale di popoli europei – disse il colonnello – allora dovete fidarvi del mio ruolo di repressore della tratta illegale degli africani; in caso contrario – aggiunse – un’emigrazione incontrollata dei popoli dell’Africa (il continente giovane e prolifico per antonomasia) verso il vecchio continente, unitamente al vostro calo delle nascite, vi farà oggetto di una vera e propria conquista demografica”.

Questa parte del discorso poteva – e può ancora oggi – prestarsi ad interpretazioni controverse, ma quello che i mass-media di destra e di sinistra omisero totalmente di raccontare all’opinione pubblica riguardò due parti ben diverse del discorso di Gheddafi: e fu ascoltando quelle parti del discorso che mi resi conto che era stato davvero un miracolo, per il capo di una nazione del Terzo Mondo come lui, l’essere riuscito a sopravvivere per più di 40 anni ai vertici della sua nazione senza essere fatto fuori dalle potenze che governano il globo (anche se ormai sappiamo bene come andò l’incidente di Ustica nel 1980 e sospettiamo a buona ragione che Bettino Craxi potrebbe avere pagato a caro prezzo la impavida idea di avvisare il colonnello nell’imminenza del bombardamento reaganiano della sua residenza, nel 1986).

Il colonnello si rivolse agli astanti mettendo due volte il coltello nella piaga: in primo luogo, alluse al periodo fascista, alla brutale repressione delle tribù libiche messa in atto dal maresciallo Graziani (il quale, com’è noto, fece uso di gas tossici per sterminare i libici), parlò dei campi di concentramento creati da noi italiani negli anni ’30 del novecento, esaltò la figura dell’eroe Omar al-Mukhtar, il celebre “Leone del deserto” immortalato nel pluri-censurato film del 1981 con la grande interpretazione di Anthony Quinn.

Senza mezzi termini, il colonnello Gheddafi quella sera, dinanzi a fior di militari nostrani con tanto di stellette, ferì l’orgoglio di noi italiani, esortandoci a chiedere loro “scusa” per quello che i nostri padri-nonni avevano compiuto nella loro terra.
Ricordo perfettamente le sue parole: “Dovete fare conoscere ai vostri figli – infierì nelle nostre coscienze sporche – i crimini commessi da voi italiani nel periodo del colonialismo in Libia, così come io quest’oggi ho mostrato al vostro Presidente Berlusconi, che ringrazio per l’attenzione dimostratami, le foto dei campi di concentramento da voi stessi costruiti nel mio Paese”.

A chiusura dell’intervento, il colonnello fece una riflessione prettamente geopolitica che a mio avviso costituì il punto più importante del suo discorso, senz’altro quello che fece andare in bestia gli osservatori britannici e statunitensi presenti in giacca e cravatta, sempre “vigili” e pronti ad intervenire ogniqualvolta in Italia qualcuno mostra di far sul serio in politica estera, distaccandosi dal loro padronato.

“Mi rivolgo a voi italiani ed a tutti i popoli che si affacciano sulle coste del Mediterraneo – esclamò il colonnello – E’ giunta l’ora che il Mediterraneo torni ad essere mare nostrum, nel senso che deve appartenere unicamente a quelle nazioni posizionate sulle sue rive. Non possiamo più consentire che potenze lontane geograficamente debbano conservare la loro supremazia militare e marittima sul nostro mare. Dobbiamo, prima o poi, iniziare a liberarcene perché ormai i tempi sono maturi per una svolta strategica”.

Ma guarda un po’ – pensai tra me e me – un leader di un Paese in via di sviluppo trova la forza e l’ardimento di venire in un Paese ex potenza coloniale non soltanto per rivendicare, al cospetto delle sue massime cariche, l’esigenza sacrosanta di una richiesta di scuse per le note responsabilità storiche ma perfino per esortare la medesima ex potenza coloniale (cioè la misera Italietta di questi anni) a trovare il coraggio di affrancarsi finalmente dal giogo soverchiante delle nazioni vincitrici del secondo conflitto mondiale, in primis Gran Bretagna e U.S.A.
A ripensarci adesso, dopo un anno e 2 mesi in cui è successo proprio di tutto, il discorso di quella sera di fine estate fu davvero una lezione di dignità per noi italiani, anche se probabilmente nemmeno Gheddafi era consapevole del livello di appiattimento valoriale se non di inebetimento collettivo della nostra comunità nazionale, ormai incapace anche soltanto di pensarsi libera e autonoma da quei centri di potere che, in nome dell’esportazione della democrazia, seminano guerre, crisi economiche e depressioni sociali da un capo all’altro del pianeta.
Forse ci aveva sopravvalutato – il colonnello Gheddafi – quando aveva pensato che, dopo l’infamia del colonialismo novecentesco, non saremmo stati capaci di violare ancora una volta il suolo e il diritto all’autodeterminazione del popolo libico.

Noialtri, poi, cosa abbiamo davvero capito della guerra di Libia del 2011? Noi cittadini ingannati da una classe politica di così infimo livello degna davvero di una Repubblica delle banane; noi impoveriti nelle tasche e surclassati nell’animo da un ceto dirigente che, tranne pochissime eccezioni, è totalmente vassallo di quegli stessi centri di potere finanziario di matrice anglosassone che, proprio in questi ultimi tempi, stanno portando a termine il noto programma del New World Order, che passa inevitabilmente per un azzeramento della sovranità nazionali, sia in politica che in economia; noi telebeoti, umiliati e gabbati da un ceto giornalistico che in quest’epoca di menzogne ha conservato un livello di dignità e deontologia professionale inferiore al mestiere di prostituta (senza offesa per le prostitute)!

Ebbene, mentre noi dormivamo, e ancora dormiamo su 7 cuscini, il colonnello Gheddafi aveva ben compreso i disegni dei gruppi oligarchici che dominano l’Europa e – forse ancora per poco – il mondo. Aveva sfidato i piani di dominio coloniale dell’Africa, in cui si distingue una Francia mai tanto famelica dai tempi di Napoleone, lavorando per progetti di integrazione continentale (mutuati dal modello latino-americano): Fondo Monetario Africano, una nuova moneta-dinaro sganciata dal dollaro, un satellite pan-africano. Aveva individuato proprio nella anacronistica NATO (sorta nel 1949 per contrastare, si immagini, il fantasma comunista!) e nella sua pesante presenza nel Mediterraneo, la chiave del dominio anglo-americano sul continente europeo e sui Paesi del nord-Africa. E infatti, i più informati sanno bene che alla NATO, dopo la devastazione della ex Jugoslavia e l’annientamento del popolo serbo, mancavano ancora due soli tasselli nazionali per poter dire completato il mosaico dell’alleanza atlantica nel Mediterraneo: guarda caso, proprio la Libia dell’indomito Gheddafi e la Siria del filo-russo e filo-iraniano Assad.

In tanti per fortuna hanno cominciato ad aprire gli occhi su questa ennesima carneficina “umanitaria” congegnata dall’Alleanza Atlantica, che lascerà pesanti macerie nel già traballante sistema di diritto internazionale; altri – forse – capiranno a distanza di qualche tempo cosa è davvero successo a poche centinaia di chilometri in linea d’aria da noi.

Ma al momento della sua (presunta) morte, occorre rendere onore alle doti di intrepido coraggio e di non comune fierezza del colonnello Gheddafi: ha combattuto fino alla fine, senza alcuna paura degli aggressori, incarnando il desiderio di autodeterminazione e di lotta al colonialismo per il quale sarà ricordato per generazioni da milioni di africani e, assieme a loro, da tutti i popoli sottomessi ai padroni del mondo.

Dalla relativa conoscenza che posso avere io della situazione sul campo, credo davvero difficile che i libici, ancorchè privati della loro guida, possano essere totalmente sottomessi dall’imperialismo: continueranno a combattere e, alla fine, i colonialisti dovranno tornarsene ancora una volta a casa.

Giuseppe Angiuli
Fonte: www.facebook.com
20 ottobre 2011.

Pubblicato da Davide

  • Tao

    MACELLAZIONI FINALI, CARNEFICI (NATO-CNT), PLAUDENTI (BAN KI MOON, NAPOLITANO, UE…) E ASTENUTI

    DI MARINELLA CORREGGIA

    1. Ecco la nuova Libia di Napolitano, di Ban Ki Moon, di Barroso e di tutti gli altri che hanno espresso oggi soddisfazione. Eccola in questo video atroce: fra tante altre immagini che invece erano montaggi (http://www.youtube.com/watch?v=75YhFScM5sU&feature=share&skipcontrinter=1) riprende un essere umano gravemente ferito, strattonato, circondato dalle blasfeme urla “allah u akbar” che accompagnano le esecuzioni di Al Qaeda, in Iraq come in Libia (da mesi ormai), come altrove. Le urla di soddisfazione degli esecutori si levano come gli onnipresenti colpi di fucil. Macellazione: il termine è appropriato, perché il sangue scorre e l’indifferenza per le sofferenze dei viventi scannati è la stessa che c’è nei macelli per animali. Del resto, ricordate che in Iraq, i militari americani dicevano ridacchiando di aver fatto il tiro al piccione con i soldati iracheni? In Libia, Nato e i suoi alleati del Cnt hanno fatto tabula rasa di molti civili e di moltissimi lealisti; e dire che avrebbero dovuto limitarsi a far rispettare la no-fly zone e a proteggere i civili se minacciati. Chi minacciava in civili in genere (e tanto più nel caso delle città assediate da fine agosto)? Le truppe armate del Cnt. Alleate e protette dalla Nato come se fossero civili.

    2. Allucinante, un assassinio ordinato o compiuto direttamente dalla Nato dai paesi “democratici”. Dai paesi consumisti e militaristi, anche durante la crisi. Allucinante ma non per Ban Ki Moon, per il quale questa giornata è “storica” per la Libia. Ban Ki Moon è il segretario generale delle Nazioni Unite!! Lo stesso che non ha speso un parola su questa guerra, nemmeno sui civili di Sirte assediati e uccisi (e immaginarsi se può provare pietà per i soldati libici sui quali la nato ha fatto il tiro al tacchino. E Napolitano? Anche lui contento. Napolitano è il presidente della Repubblica italiana: ci rappresenta davvero questo guerrafondaio capo (il più accanito di tutti, a parlare di “iniziativa umanitaria”)? E i capi dell’Unione Europea che si compiacciono della nuova era? Ci rappresentano? Forse sì. Questo è l’”orrore su cui si fonda il consumismo” (frase di un’amica); sì, anche in tempi di crisi.

    3. Oggi 20 ottobre vicino a Bani Walid è stato assassinato anche Sheik Ali, ottant’anni, capo tribale della tribù Warfalla. Uomo di pace, non aveva in casa nemmeno un fucile da caccia.

    4. Non si è risparmiato nulla ai perdenti, per ridicolizzarli meglio. Un pro-Cnt (di quelli che senza la Nato non avrebbero fatto un passo) mostra la “pistola d’oro” che avrebbero trovato nelle tasche di Gheddafi! E poi naturalmente, dove l’hanno trovato ferito (è poi “morto in custodia”)? Saddam lo pescarono, barbone, in una buca, per avviarlo subito alla forca. Gheddafi, dicono, si era rifugiato ferito in un tubo di cemento sporgente dalla sabbia. Così hanno cercato di annullare il fatto che sia rimasto fino all’ultimo nel luogo della Libia più pericoloso, Sirte.

    5. E’ stata la Nato a colpirlo? Ecco cosa dice il colonnello Lavoie in una di quelle dichiarazioni che a leggerle rivelerebbero altrettanti crimini di guerra o violazioni della risoluzione 1973 (alla quale la Nato ha continuato ad aggrapparsi): “aerei della Nato hanno colpito due veicoli militari pro-Gheddafi che facevano parte di un gruppo di veicoli militari che manovravano vicino a Sirte”. Allora ho chiesto all’ufficio stampa della Nato ([email protected]): come mai avete colpito quei veicoli?”. Loro, coda di paglia, si lanciano in una excusatio non petita: “La Nato li ha colpiti perché erano una minaccia per i civili. La Nato non prende di mira individui specifici”. Allora ho risposto: “Non vi ho chiesto quale obiettivo specifico fosse quello. Ma in che modo minacciavano i civili? Dov’erano i civili minacciati?”. Allora hanno fatto rispondere a Lavoie: “given the nature of their conduct these armed vehicles continued to represent a threat towards civilians”. “Data la natura del loro comportamento, erano una minaccia. I combattimenti sono continuati fino alla caduta di Sirte”. Il tirapiedi di Lavoie aggiunge che non può aggiungere altro. Ma è chiarissimo: visto che Lavoie si riferisce ai combattimenti, significa che gli unici civili che la Nato ha voluto proteggere sin fall’inizio del resto, erano gli armati del Cnt. Ma ciò è illegale.

    6. Dunque quando si farà un processo alla Nato sarà sempre troppo tardi.

    7. E qui, gli occidentali – anche i “movimenti” – che sanno tutto (ma anche là, gli arabi addormentati da Al Jazeera), che hanno fatto? Non ha indignato quasi nessuno, nemmeno gli indignati, il macello che dura dall’inizio delle bombe (già: prima, i famosi 10mila o seimila morti erano stati un’invenzione. Lo hanno dichiarato gli stessi che l’avevano denunciato all’Onu…). Forse perché qui è dal 1945 che il cielo non ammazza di bombe e molti difettano di immaginazione. Adesso diranno: “Eh però era meglio processarlo…”. Siamo democratici e civili, noi gli altri li processiamo gli altri (noi stessi mai). Ammazziamo solo con le bombe e la rapina economica ed ecologica. Di cui le guerre come questa sono conseguenza e causa. Ma come mai non se ne rendono conto?

    Marinella Correggia
    20.10.2010

  • s_riccardo

    Condivido e abbraccio fraternamente.

  • stefanodandrea

    Molto bello, grazie

  • ColKurtz

    Non sono d’accordo con questo articolo. Una cosa è condannare l’esecuzione, un’altra è condannare tutto quello che ci ha portato a questo epilogo.
    Con lo stesso principio, giudicando l’assassinio di Mussolini dovremmo dedurre che i partigiani erano tutti della stessa risma, che la liberazione è stata un tragico evento perpetrato da invasori ai danni di un paese sovrano. Addirittura la tragica fine di Mussolini sarebbe stata la pietra miliare di un’Italia mostruosa e peggiore di quella precedente: sciocchezze.
    Mescolare moralismi e ideologia spicciola non fa un buon servizio alla verità, questo al netto di ogni evidente interesse che ruota intorno all’affare Libia.

  • RicBo

    Capisco la frustrazione dell’anti-sistema e so che l’occidente ha la sua parte di responsabilità, ma era scritto che dovesse finire così, da quando Gadafi aveva deciso di non arrendersi e fuggire.
    Le rivolte e le rivoluzioni non sono roba per deboli di stomaco, se definite assassinio quello di Gadafi allora lo è anche quello di Mussolini, degli Zar, di Ceausescu, di Saddam e via dicendo.
    Non si può definire un assassinio come tale solo perchè è commesso dalla parte a noi avversa ideologicamente, io stesso ho inclinazioni verso l’anarchismo ma giudico assassini anche i pogrom contro il clero nella Catalogna del 1936. Li considero comprensibili dato il contesto storico e sociale in cui si svolgono. Quindi, dissento fortemente sul ‘racconto’ della Libia come paese socialmente ed economicamente più avanzato del continente. Se fosse stata davvero ‘ricca’ nessuna rivolta, pur appoggiata dall’occidente, avrebbe prosperato, se fosse stata davvero avanzata socialmente, non avremmo assistito a tanta brutalità.
    La verità è che Gadafi rappresentava un autoritarismo sanguinario e fortemente antidemocratico, che ha assassinato qualsiasi oppositore per 40 anni ed i proventi del petrolio se li teneva tutti per sè ed i suoi clan.
    Se giustamente predichiamo scetticismo verso l’informazione dei media ‘mainstream’ lo stesso dovremmo fare verso i cosiddetti antagonismi al sistema che spesso sono di facciata.

  • bstrnt

    Marinella sei grande!
    Sono d’accordo la NATO (Organizzazione Terroristca Nord Atlantica) dovrebbe essere sciolta e i suoi rappresentanti dovrebbero essere processati come e di più dei gerarchi nazisti, perché responsabili di ancora maggiori atrocità indegne di esseri umani (ma forse non lo sono proprio!).
    Questi avanzi da galera (intendo USA, UK ai quali si è aggiunta la Francia del perfido nano Sarkozy) hanno distrutto intere nazioni per esportare le loro plutocrazia e la loro inciviltà!

    Vedrei veramente senza alcun rammarico Stati Uniti, Regno Unito e Francia riportati indietro di 300 anni da bombardamenti umanitari.

    Spero fortemente che l’accusa a Sarkozy di crimini di guerra e contro l’umanità possa trovar accoglimento in una società non ancora completamente marcia, meno illusioni per dei farabutti come Cameron e Obama.

    Speriamo solo che i movimenti che attualmente si stanno manifestando a livello globale riescano in un modo o nell’altro eradicare dalla faccia della terra questi assassini psicopatici e soprattutto i loro mandanti e burattinai.

  • Giancarlo54

    E ti pareva se non cominciassero ad uscire fuori i difensori dei partigiani. In effetti ero sorpreso che non si fossero ancora fatti vivi, Si sono fatti vivi e cominciano a ripetere il mantra che ripetono da 66 anni.
    Fare qualcosa di più costruttivo no eh? Ragazze o mogli non ne avete?

  • Giancarlo54

    Fortemente antidemocratico eh? E chi sono i fortemente democratici, i bombardatori Obama, Sarkozy, Cameron, Berlusconi e Napolitano? Non avete proprio pudore e la storia continua a non insegnarvi mai niente, vero?

  • bysantium

    …e naturalmente i bombardatori di Dresda,Montecassino,Hiroshima e Nagasaki( tutte stragi meramente dimostrative:puro terrorismo ) che poi sono i padri degli attuali campioni della demomassoneria anglosassone. Quindi oggi scopriamo, per legge transitiva e/o trasmissione genetica, che i liberatori non erano migliori dei dittatori di allora e che, anche allora, non furono certo ispirati dai grandi ideali di cui si riempivono la bocca.

  • Giancarlo54

    Infatti. Io non l’ho detto per evitare inutile polemiche con chi sappiamo bene. Guardiamo ad oggi anche se un minimo di spirito critico dovrebbe far riflettere tutti su alcuni fatti del passato, fatti con cui alcuni hanno diviso il mondo in buoni ed in cattivi ad aeternum. Però, ripeto, lasciamo perdere il passato, e guardiamo avanti anche se il futuro è sempre più buio.

  • glab

    ma vai a ……….!
    possibile che non capisci che è la legalità che è morta!, è la legalità che è stata assassinata!
    ammesso che prima ci sia stata e non sia stata solo una parvenza recitativa.
    a mio avviso c’è solo da rabbrividire.

  • Truman

    Apprezzo sotto alcuni aspetti la posizione granitica di RicBo, che nega l’evidenza ad ogni costo, ma basta consultare un vocabolario per trovare una definizione di assassinio, ad esempio wikipedia dice:
    L’omicidio consiste nella soppressione di una vita umana ad opera di un altro essere umano. Può essere volontario o colposo a seconda che sia o meno compiuto con intenzionalità dal soggetto che lo pone in essere. Sinonimo di omicidio è assassinio, termine che, però, in certe legislazioni indica una separata fattispecie, nella quale sono fatti rientrare i casi più gravi di omicidio (ad esempio, in Francia il reato di assasinat corrisponde all’omicidio volontario premeditato dell’ordinamento italiano).

    Serve piuttosto una posizione fortemente ideologica per sostenere che un assassinio sia qualcosa di diverso. Oppure in alternativa bisogna avere un cervello completamente candeggiato dalla propaganda che ci propinano i mass media.

    Solo tenendo presente la capacità di riprogrammare i cervelli della propaganda ossessiva dei media si riesce a seguire il commento di RicBo, il quale prima nega l’assassinio e poi procede a ritroso per negare che la Libia sotto Gheddafi fosse il paese più avanzato del continente africano. La logica inversa di RicBo si spiega insomma col fatto che egli prima prende posizione (la posizione che qualcun altro ha deciso per lui) e poi ragiona.

  • ColKurtz

    Legalità? In una guerra civile per abbattere un monarca assoluto? Ma di che state parlando? Beata ignoranza…

  • marcopa

    L’ Onu vuole un inchiesta sulla morte di Gheddafi, con troppe versioni al di la’ della ferocia che ha ogni esucuzione.

    vedere sul sito dell’ Ansa. http://www.ansa.it

  • pemulis

    Secondo me paragonare la morte di Gheddafi a quella di Mussolini non c’entra niente.
    1) Si definisce un assassinio perchè hanno ucciso a sangue freddo e volontariamente una persona e non perchè sia pro o contro ideologicamente alla nostra posizione.
    2)Mussolini aveva trascinato l’Italia nella II guerra mondiale era quindi comprensibile un certo livello di violenza-esasperazione perpetrata da chi la violenza l’aveva dovuta subire per vent’anni.
    3)Probabilmente Gheddafi sarà anche stato estremamente autoritario contro gli oppositori interni; però uno che si rifiuta di fuggire all’estero ed andarsi a godere i proventi del petrolio accumulati nell’arco di 40 anni, per rimanere tra la sua gente e resistere fino alla sua morte, non penso lo faccia solo per il potere.
    Con questo non voglio fare un’apologia del regime di Gheddafi, anche perchè non posseggo i mezzi e le informazioni necessarie per giudicarlo obiettivamente, dico solo che almeno nei momenti finali della sua vita ha dimostrato una dignità che molti paladini della democrazia neanche si sognano.

  • RicBo

    Quello di gadafi è un assassinio brutale. punto. Al pari di tutti gli altri che vengono elencati dai commentatori qui. punto. Questa brutalità evidenzia ben altro di un paese ricco ed avanzato socialmente. Un paese ben più avanzato socialmente rispetto alla libia è il ruanda dopo il genocidio.
    Gaddafi se l’è cercata e lascio ai moralisti il giudizio se questo suicidio merita rispetto o no, personalmente credo che fosse talmente accecato dall’autostima da non conoscere per niente la rabbia accumulata contro di lui da quello che definiva il ‘suo’ popolo (in questo assomiglia a berlusconi), ma è un’opinione personale.
    Non capisco cosa c’entri tirare dentro obama, sarkozy ecc.. criminali pari a lui va bene e allora? con questi argomenti non si va da nessuna parte.

  • ranxerox

    Ma scusa, le tue fonti di informazione quali sono, di grazia? Il fatto quotidiano? Topolino? Beota ignoranza? Un consiglio: riguardati Apocalypse now, almeno una decina di volte, e poi prova a chiederti chi sia il garzone del macellaio che viene a ritirare i conti sospesi.

  • Allarmerosso

    e non dai propagandisti ma dai fatti storici reali e documentati ….

    GMR — sai cos’è ? il dinaro d’oro sai cos’è ? Il satellite Africano del costo di 400 milioni di dollari cui gheddafi ne diede 300 sai cos’è ? Sai quant’è il costo annuale che ha l’africa per l’uso dei satelliti stranieri ( non avendone di propri )
    La fondazione del fondo monetario africano e delle 3 banche africane …

    “I PROVENTI DEL PETROLIO SE LI TENEVA TUTTI PER SE ”

    No caro mio , tutto quanto sopra e anche altro è stato fatto e proposto da Gheddafi proprio grazie a questi proventi …
    Poi se preferisci che i proventi del petrolio Libico vadano ai Francesi agli inglesi o agli statunitensi allora non si chiama più ignoranza ma ipocrisia.
    Senza polemiche è . Cordialità !

  • DaniB

    Senti Kurtz è da due mesi che qui si discute della libia e tu ti salti fuori parlando di partigiani e di monarchia assoluta… hai dormito fino ad adesso? Ma lo sai chi erano gli insorti, da chi sono stati finanziati? Guerra civile? Siamo sicuri? O bella bella ciao ciaco ciao?

  • Allarmerosso

    C’entra c’entra … !!!