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IL GOLPE BIANCO – IL GAULEITER DELLA TERZA REPUBBLICA

FONTE: SOLLEVAZIONE (BLOG)

La montagna questa volta ha partorito il mostro. Mario Monti si appresta a diventare Primo ministro e a formare un governo di emergenza. Con una retromarcia impensabile fino a pochi giorni fa, anche Berlusconi ha dato il via libera. Si vede che l’avviso che gli hanno mandato ieri i “mercati” (il crollo delle azioni Mediaset) ha centrato il bersaglio. La grande finanza globale, così, non ha solo fatto cadere un governo, sta imponendo il suo proprio.
Avremo un governo che coniugherà liberismo e rigore dei conti pubblici, che applicherà politiche di lacrime e sangue per salvare l’euro e l’Unione europea, quindi, in ultima istanza, il blocco imperialista occidentale.Mario Monti non è stato scelto a caso. Bocconiano, uomo di fiducia dell’eurocrazia, liberista, egli è anche presidente europeo della Commissione Trilaterale, membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg, Advisor per Goldman Sachs. Un uomo, un programma.

Monti sarà il gauleiter per conto della finanza predatoria, delle potenze imperialiste dominanti. Lo è diventato con un vero e proprio golpe bianco, imposto dall’esterno. Anche agli imbecilli dovrebbe ora essere chiaro che che l’Italia è oramai un protettorato. Neanche in Grecia si era giunti a tanto.

Ne andranno valutate tutte le pesantissime conseguenze. Se sul piano sociale si preparano misure draconiane pur di onorare il debito. Su quello politico assisteremo ad un profondo rimescolamento: non solo al riposizionamento di tutti i partiti, ma ad una loro metamorfosi. Ciò riguarderà il Pdl, il Pd, il Terzo polo, ma anche le forze di una sinistra imbelle che restavano attaccate alla sottana del Pd. Sul piano istituzionale il disegno dei “poteri forti” non è meno ambizioso: seppellire la “seconda repubblica” e dal suo grembo farne uscire una nuova, dopo un’inseminazione artificiale pilotata.

Dentro la crisi sistemica globale, si apre in Italia una fase nuova. Ognuno dovrà attrezzarsi.

Il principale fatto nuovo è che la questione sociale, quella della sovranità nazionale, e quella democratica si intrecciano in maniera indissolubile. Senza sovranità nazionale non v’è alcuna sovranità popolare possibile. Senza sovranità popolare non c’è democrazia, e senza democrazia le lotte sociali non possono che prendere forme radicali e fin’anche sovversive.

Che con il Golpe bianco si uscirà dalla crisi ne dubitiamo. L’Italia sprofonderà nella recessione e l’Unione europea non diventerà una solida costruzione solo perché al popolo italiano verranno imposti sacrifici inauditi. Né l’euro riuscirà a venir fuori dal marasma.

Ai lati del governo di emergenza sorgeranno nuove forze sociali e politiche. A destra, dalle ceneri del berlusconismo, verrà fuori un populismo aggressivo, che forse impugnerà in maniera reazionaria la questione della sovranità nazionale.

Dal lato opposto si creano le condizioni per la formazione di un fronte ampio del popolo lavoratore. Sorgerà nel suo seno una forza politica che saldi assieme difesa dei più deboli, l’uscita dall’Unione e dall’euro, il ripudio del debito, la primazia della politica e dello Stato sul mercato, la riconquista della sovranità nazionale e con essa della democrazia?

Fonte: http://sollevazione.blogspot.com
Link: http://sollevazione.blogspot.com/2011/11/il-golpe-bianco.html#more
10.11.2011

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Il vero potere ha gettato la maschera e le ultime vestigia della semi-sovranità italiana sono state demolite, nell’annus horribilis della nostra Repubblica, dopo che anche la guerra di Libia aveva svelato la disfatta di ogni autonomia nazionale. Nessuna urgenza economica al mondo può giustificare un peggioramento così repentino degli interessi del debito – oltre la soglia del non ritorno, oltre le convenzioni del default tecnico – come quello del 9 novembre 2011.

    Solo un concorso di volontà decise a imprimere una svolta rivoluzionaria poteva scatenare un attacco di questa portata, micidiale quanto un colpo di stato.
    A suggello di un giorno trionfale per la sovversione dall’alto decisa a livello di classi dominanti globali, il Presidente della Repubblica ha nominato senatore a vita Mario Monti, il tecnocrate italiano più organico all’élite planetaria, un vero cardinale del pensiero unico economico, uno dei padri nobili del feroce disastro sociale di questi anni, il babbo insensibile di tutti i precari, il fratello coltello di tutti i pensionati. L’uomo di Rockefeller e della Goldman Sachs, della Commissione Trilaterale e del Gruppo Bilderberg.

    Queste sue affiliazioni sono fuori dai radar dei grandi media, persino ora che viene visto come Presidente del Consiglio in pectore, eppure sono il tratto vero del personaggio, in tutta la sua caratura internazionale. Il centrosinistra italiano ovviamente non ne parlerà, perché sulle questioni internazionali non decide, si fa decidere. Politica estera e politica monetaria, per loro, sono una sorta di entità data, che si riceve e non si discute. Fra i 100 punti del “Wiki-PD” di Matteo Renzi, per esempio, solo due o tre parlano di questioni internazionali, e solo vaghissimamente, mentre nessuno parla di moneta. Renzi è in buona compagnia.

    Tutte le classi dirigenti italiane sono inserite in un gioco di potere sub-dominante nel quale accettano un ruolo declinante dell’Italia: decidano altri. Il nucleo cesaristico della sovranità ha il baricentro in altre capitali, e lo avrà sempre di più: aiuterà a spolpare meglio e in pochi anni ricchezze costruite in generazioni.
    Il Caimandrillo fu una volta definito dal suo medico “tecnicamente immortale”.

    Possiamo dire, politicamente, che è “tecnicamente morto”. Morendo politicamente lui, muore la cosiddetta seconda Repubblica. La Terza Repubblica è già qui, e vuole scongelare tutto quello che è stato assurdamente paralizzato dalla lunghissima gelata berlusconiana. Monti sarà sostenuto da una squadra di curatori fallimentari del Sistema Italia che passeranno la ruspa sul tenore di vita di milioni di persone. Italia avrà il volto di Equitalia.

    Così come nessuno, pur sapendosi mortale, crede fino in fondo e “davvero” alla propria inevitabile dipartita, allo stesso modo milioni di italiani, pur presi da certi inequivocabili presagi, non pensano che accadrà “davvero” anche da noi un’altra Grecia, così come fra chi sorseggiava un caffè turco nei locali di Sarajevo, nell’aprile 1992, nessuno accettava che i suoni di cannone che si udivano nelle vicinanze potessero “davvero” portare alla guerra, che invece puntualmente arrivò.
    Non sono solo metafore. Sto parlando, per ognuno dei casi citati, della sottovalutazione esiziale degli effetti indotti da un crollo di sovranità, che si accentua in presenza di classi dirigenti inette e asservite a interessi lontani. Nessuna illusione su Giorgio Napolitano (anche se tanti agnelli sacrificali ne coltivano ancora).

    Niente illusioni su Mario Monti (anche se vorranno vendercele). Esattamente due anni fa in un articolo che – a rileggerlo – suona ancora tremendamente attuale, cercai di avvertire che la fine del Caimandrillo avrebbe palesato dolorosamente l’inservibilità di un’intera classe dirigente, tanto più davanti a una crisi economica sistemica come quella che si annunciava.
    Dobbiamo costruire una classe dirigente alternativa. Dapprima in forma di un fronte sociale che difenda accanitamente ogni bene dalla rapina della tecnofinanza e rimetta in discussione l’attuale debito. Poi in forma di progetto politico consapevole di vivere in tempi rivoluzionari e inteso a conquistare sovranità in capo al popolo italiano. Siamo pronti o siamo Monti? Siamo pronti o siamo tonti? Stiamo pronti, o siamo morti. Stiamo pronti, che siamo molti.

    Pino Cabras
    Fonte: http://www.megachip.info
    Link: http://www.megachip.info/tematiche/democrazia-nella-comunicazione/7126-monti-siamo-pronti.html
    10.11.2011

  • Giancarlo54

    Non ho capito se l’ultima frase è una domanda o se è una speranza.

    Non mi è nemmeno chiaro chi dovrebbe farsi promotore di una simile iniziativa quando anche qui nel nostro piccolo, CDC, non riusciamo a metterci d’accordo su come fare l’opposizione al sistema tra fascisti, antifascisti, anti-antifascisti, rossi, bianchi, neri, nero-rossi, rossi-rossi, neri-neri, temo che subiremo, subiremo e subiremo ancora. Però ci sarà qualche fesso che sarà contento di aver salvaguardato la sua “verginità” politica e che per non essersi contaminato con quello che 65 anni fa era il suo nemico. Certe volte mi verrebbe di mandare a fare in c……. tutti.

  • AlbertoConti

    Abbiamo contro il capo dello stato, la maggioranza, l’opposizione, i media e gli “intellettuali”, a partire da Gad Lerner e Massimo Cacciari. Verrebbe da dire che abbiamo contro noi stessi, ciò che siamo diventati, e forse questa è l’osservazione più vera, per quanto paradossale. Tuttavia questa è la condizione ideale per ciò che ci vuole in questo occidente decadente: la rivoluzione! Quella vera. Ma cosa significa “quella vera”. Facciamo prima a dire ciò che non è: colorata, virtuale, violenta, pilotata, borghese, ideologica, ecc. ecc. Qualcosa di completamente nuovo, non paragonabile a nulla del passato storico. In positivo potrei definirla come “rivoluzione dell’uomo”, che diventa adulto per la prima volta nella sua storia millenaria. Purtroppo siamo costretti a volare basso, a sbarcare il lunario, a discutere di guerre e spese militari, di bugie mediatiche e truffe ideologiche. Ma è proprio da questo medioevo quotidiano che dobbiamo risollevarci, in punto di morte, come la nostra natura ci ha sempre insegnato a fare, scoprendo in noi stessi una forza inaspettata.

  • Hamelin

    Articolo da incorniciare.Qualora quest’emissario di GS dovesse prendere le redini di governo saremmo spacciati.Il problema vero è che in Italia abbiamo un governo e un capo dello stato che sono o palesemente contro i patri interessi o palesemente i piu’ fessi e ridicoli personaggi della storia…Io ci vedo del dolo e quindi credo non ci sia nessuna speranza…Dovremmo solo cercare di resistere agli anni bui di dittatura Finanziaria ed Europea che veranno.

  • Tao

    Si scaldano Tabellini, Amato, Siniscalco e Saccomanni

    Se riuscirà a insediarsi, al momento, non è dato sapere. Ma nelle convulse ore che si stanno susseguendo, l’ipotesi di un governo più o meno tecnico resta in piedi. Candidato numero uno alla sua guida è l’ex commissario europeo Mario Monti. Ma chi sono gli uomini che potrebbero affiancare l’attuale presidente della Bocconi nel ruolo di ministri? A prescindere da precisi incasellamenti, è inutile nascondere che, dietro le quinte, si sta scaldando un drappello di persone sulle quali Monti potrebbe voler puntare.

    Il primo della lista è Guido Tabellini, rettore della stessa università Bocconi ed economista conosciuto a livello internazionale. Del gruppo dei bocconiani Tabellini è il profilo considerato più «sicuro». Tra i più vicini a Monti, infatti, c’è anche Francesco Giavazzi, il quale però nel corso del tempo si è distinto per attacchi e censure che lo hanno reso inviso a molti ambienti. Il low profile mantenuto di Tabellini, in questo senso, rende l’attuale rettore molto più spendibile in un governo chiamato a far riemergere il paese dalle sabbie mobili della crisi.

    Altro profilo che circola è quello di Giuliano Amato. Il cui nome, a dir la verità, era stato sussurrato per ricoprire proprio la casella di presidente del consiglio. Si racconta addirittura di un incontro, avvenuto non molto tempo fa, in cui Monti avrebbe espresso la volontà di fare il ministro del Tesoro in un eventuale governo tecnico guidato da Amato. Adesso la situazione sembra essersi capovolta, ma i due rimangono assolutamente in lizza, anche se a parti invertite. Nella rosa, poi, spunta il nome di Domenico Siniscalco. L’ex ministro dell’economia, nato a Torino, ha cercato in tutti i modi di entrare nella corsa per diventare governatore della Banca d’Italia.Tentativo fallito, ma assolutamente non in grado di pregiudicare un nuovo blitz. Anzi, in alcuni settori si dice che Monti dovrà prestare attenzione a diverse istanze. Siniscalco, per esempio, negli ambienti imprenditoriali è molto stimato del concittadino Carlo De Benedetti, il quale recentemente ha raggiunto un accordo di collaborazione proprio con la Bocconi presieduta da Monti. Insomma, il presidente bocconiano si porterebbe dietro Tabellini, Amato e Siniscalco. Questi ultimi due, circostanza non di secondo piano, accomunati al primo da una certa affinità con il mondo della banche internazionali. Eh sì, perché Monti, il quale vanta un’incredibile rete internazionale di contatti che va dal think tank Bruegel al gruppo Bilderberg e al suo braccio armato, ovvero la Commissione Trilaterale, è anche international advisor di Goldman Sachs. Si tratta della banca d’affari americana della quale, in tempi e con ruoli diversi, hanno fatto parte personalità come Mario Draghi, Romano Prodi e Gianni Letta. Amato, dal canto suo, è senior advisor per l’Italia dell’istituto di credito tedesco Deutsche Bank. Siniscalco, a chiudere il cerchio, è vicepresidente di un’altra banca d’affari statunitense, la Morgan Stanley. Chissà, forse chi vede nel governo Monti il rischio di un Britannia 2, ossia di una svendita dei gioielli di stato, si basa proprio su questi legami.

    Ritornando alla composizione della squadra, assolutamente in lizza è anche il direttore generale della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni, il quale, battuto sul filo di lana nella corsa a palazzo Koch, potrebbe essere risarcito con un bel posto da ministro. Possibilità di un certo peso vengono riconosciute anche a Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro molto legato al ministro dell’economia, Giulio Tremonti. E c’è chi sostiene che Piero Ichino, magari come ministro del lavoro, e Roberto Maroni, magari confermato nel ruolo di ministro dell’interno, abbiano valide carte da giocarsi. Nel frattempo ci si organizza

    Stefano Sansonetti
    Fonte: http://www.italiaoggi.it

    Link: http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1741594&codiciTestate=1&sez=hgiornali

    3.11.2011

  • Nauseato

    Havvi pazienza, eh ..? : ) … non vorrei riportarti brutalmente alla crudissima brutale realtà che peraltro conosci come tutti benissimo. Ma dopo le enunciazioni “poetiche”, indispensabili pure loro, credo che l’unica possibilità sia avere a che fare il meno possibile con tutto …
    Poter trovare un luogo e una dimensione congeniali mollando tutto il resto. Come dici ? Niente di nuovo ?.. E’ stata già ripetuta e sentita tanto che sa di ammuffito ?.. Può darsi.
    Ma nella sua e mia limitatezza trovo questa mia posizione molto più realistica di tante altre. E non meno priva di sfide impegnative.

  • emptiness

    L’ italia diventera’ uno stato repressivo proto-fascista necessario per
    sopprimere le rivolte popolari generate dalle dure misure economiche.

  • Giancarlo54

    Vabbeh, vorrà dire che faremo una rivoluzione “proto-comunista”

  • mandal2010

    Quoto,staquoto,strariquoto,ci stanno depredando e noi qui a litigare,meraviglioso.

  • Tetris1917

    Ipotesi mia:
    piu’ o meno si trova una quadra molto instabile di governicchio tecnico, dura veramente poco. Intanto la Lega oramai a briglia sciolta, e’ l’unica che ora puo’ fare presa sul territorio con parole semplici tipo “non si toccano le pensioni”, “basta far pagare sempre al popolo padano” ecc. S’ incammina verso la secessione. Questo non e’ un capriccio politico padano; bensi’ rientra nella logica dello scorporo del ramo d’azienda. L’ha fatto pure Marchionne con Fiat, ma lo fanno sempre piu’ industriali che vogliono dismettere la parte che non serve piu’, accollandoci il debito.
    Con la secessione reale dall’italia, la Lega non avra’ piu’ debiti da pagare. Mentre per la parte restante della ex-Italia saranno cazzi. Insomma sara’ il sud ad andare nell’aceto. Ma non potendo pagare ed avendo poche risorse, chi rimarra’ col cerino in mano, saranno altri
    Sono le crisi a generare i nuovi regimi.

    Fanta politica vero?

  • Tao

    Una volta gli Stati venivano invasi e occupati con gli eserciti e le armi. Oggi sono conquistati col ricatto di superpoteri sovranazionali, a cui il popolo italiano si è colpevolmente legato mani e piedi mettendosi attorno al collo il cappio dell’Unione Europea. Gli occupanti stranieri, con la complicità del funzionario Bce e proconsole Nato Giorgio Napolitano, hanno trovato il loro servo fedele, il Quisling locale, in Mario Monti, tecnocrate di punta con un impeccabile curriculum da lobbista ai massimi livelli: advisor Goldman Sachs, presidente europeo della Commissione Trilaterale, membro direttivo del Gruppo Bilderberg, già a capo del think thank Bruegel, ex commissario Ue. Ora anche Senatore della Repubblica e, a quanto sembra, prossimo Presidente del Consiglio. Ogni parvenza di indipendenza nazionale sta finendo. C’è bisogno di una nuova Resistenza. Contro i nazisti della finanza. No euro, no debito, no schiavitù.

    Alessio Mannino
    Fonte: http://alessiomannino.blogspot.com/
    10.11.2011

  • istwine

    non credere sai, questi sono liberali, contro la censura, per lo spirito critico, per la piazza (ma con ordine), a favore dei diritti di tutti, omosessuali ed extracomunitari, per la libertà insomma.

    diciamo che il loro motto è quello che bill hicks descriveva così: you are free, to do as we tell you.

    almeno per un po’ probabilmente calmano la situazione, sai com’è, la frotta di stronzi che deve accettare l’idea che berlusconi non era il mostro/dittatore/autoritario che hanno descritto per anni (lungi da me prenderne le parti, solo dare il giusto credito alle cose), ha bisogno di tempo per trovare prima delle scuse e poi capitolare e forse ricominciare a indignarsi (un’altra parola ormai marketing come “libero mercato” al posto di “capitalismo”, “riforme strutturali” al posto di “distruzione dei diritti dei lavoratori e progressiva deflazione salariale” e “pareggio di bilancio per la crescita” al posto di “ma che cazzo di cosa fuori dalla realtà stiamo dicendo?”)

  • Truman

    Un chiarimento sul titolo

    Un Gauleiter era il capo di una sezione locale dell’NSDAP (più comunemente noto come Partito Nazista), oppure il capo di un Reichsgau (una suddivisione amministrativa dello stato). La parola tedesca Leiter significa “capo”, mentre Gau significa “regione”.

    Solo cinque tra i Gauleiter nazisti avevano una laurea universitaria; tra questi Joseph Goebbels (laurea in filosofia), uno dei più potenti e influenti Gerarchi del Terzo Reich.

    Gli unici Reichsgaue erano le regioni dell’Austria, i Sudeti, il Wartheland, e Danzica-Prussia Occidentale, i quali erano territori annessi alla Germania a partire dal 1938. Il resto del Reich rimaneva diviso amministrativamente in Länder.

    Il termine stava anche ad indicare, spesso con natura ironica, un capo di Stato o di governo totalmente asservito al Terzo Reich: nel 1939, durante uno dei loro colloqui, Vittorio Emanuele III irritò Benito Mussolini dicendogli che – secondo quanto gli aveva riferito un nobile tedesco – in Germania era definito il “Gauleiter per l’Italia”.

    it.wikipedia.org/wiki/Gauleiter [it.wikipedia.org]

  • AlbertoConti

    Sì è vero, sembrano enunciazioni poetiche. Anche “Egalitè, Fraternitè, Libertè” all’epoca sembravano enunciazioni poetiche. Oggi ci limitiamo a frasi molto più prosaiche, tipo “il vostro debito non lo paghiamo noi”, “siete l’1%, noi il 99%”, e via dicendo. Ma è solo l’inizio. Mi riferisco all’aria che si respira, non solo tra le elite più o meno intellettuali, e, cosa più importante di tutte, in sincronia in molte parti del mondo. Dopo aver anticipato mafia e fascismo, non sarebbe bello anticipare questa moderna rivoluzione? Mi accontenterei anche di seguire a ruota qualcun altro, tipo Islanda, sudamerica, e poi chissà…

  • walterkurtz

    Esatto, quello che penso anch’io. Nella disgrazia che si prospetta, l’unico lumicino di speranza è una presa di coscienza totale che porti anche, e a mio avviso non è poco, a seguire il modello Islanda. ce lo lasceranno fare? questo è già un altro problema

  • Nauseato

    Letto in rete, riporto:

    ===============
    E magari ora si darà del “complottista” anche a Piergiorgio Odifreddi …

    “L’altissimo merito di quest’ultimo (Monti, n.d.IxR) è di essere stato commissario europeo con deleghe economiche, dal 1994 al 1999 per nomina del primo governo Berlusconi, e dal 1999 al 2004 per nomina del primo governo D’Alema. Oltre che di essere stato presidente della *** famigerata Commissione Trilaterale, una specie di massoneria ultraliberista statunitense, europea e nipponica ispirata da David Rockefeller e Henry Kissinger ***.

    Ci voleva un ex sedicente comunista dell’area migliorista, per formalizzare attraverso la persona di Monti il ruolo extraparlamentare dell’economia liberista che sta condizionando l’Europa intera attraverso le politiche della Banca Centrale ***(oggi presieduta da Mario Draghi, ex collega di Monti come consulente della Goldman Sachs)***, del Fondo Monetario Internazionale e delle borse.

    E’ probabile che la nomina di Monti sia un giochetto da Prima Repubblica, per poter presentare a giorni la sua promozione a primo ministro come “istituzionale”. Quando invece si tratterà di un esautoramento della volontà popolare, visto che Monti avrà anche ricevuto nomine governative e presidenziali, ma certo non è mai stato eletto dagli elettori.”
    (Piergiorgio Odifreddi)

    ===============

  • illupodeicieli

    Mi chiedo se e che cosa possono fare la Chiesa cattolica e le altre confessioni religiose. Possibile che abbiano sempre e solo la lingua in bocca per parlare di bunga bunga e non per cose ,mi sembra più serie, come questa crisi? Una volta per dare addosso a Berlusconi, anche giustamente debbo dire, si citavano in anticipo considerazioni espresse da Famiglia Cristiana o da quotidiani cattolici, come Avvenire o l’Osservatore Romano: adesso invece mi pare che o gli interventi,gli articoli passati, sono serviti allo scopo oppure si preferisce non tirarli più in ballo. Come mi sembra non aver più letto , visto o sentito, la famosa frase “vediamo cosa dice al riguardo il popolo della rete”. E’ evidente che il colpo di stato è già ,da tempo, in atto. Come reagire?

  • ale_b47

    Ok mi sembra appurato ora che siamo arrivati al punto di non ritorno. Ora comnceranno a spolpare la vacca grassa e gli italiani continueranno ad azzuffarsi sul bunga bunga, 2 anni di pensioni in più etc etc.
    Dunque cosa fare? forse è arrivato il momento di smetterla di parlare è cominciare ad agire. C’è qualcuno che pensa che il prossimo governo tecnico farà il bene di noi cittadini?
    Vogliamo aspettare ancora un pò? NO
    Anche se siamo una minoranza la gente lobotomizzata che ci vede comincerà a chiedersi cosa stiamo facendo e perchè.
    Trasformiamo questo blog in uno strumento attivo e basta con le cose virtuali!!

  • bysantium

    Premesso che la Chiesa, a mio avviso, non è, nonostante tutto, nel momento più nero della sua storia, è evidente che anch’essa sta subendo lo strapotere economico e mediadico – ma anche culturale – del liberalismo.
    Ultimamente è uscita una nota di dieci pagine del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, “Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale”.
    Queste dieci pagine, che pochi avranno lette, sono state rapidissimamente liquidate come “anche il Vaticano per un governo mondiale”, nessun approfondimento, nessun dibattito.
    I quali sarebbero stati pericolosi, perchè si sarebbe dovuto pur entrare nel merito e scoprire, fra gli altri, questo passaggio : ” Ma cosa ha spinto il mondo in questa direzione estremamente problematica anche per la pace?
    Anzitutto un liberismo economico senza regole e senza controlli. Si tratta di una ideologia, di una forma di « apriorismo economico », che pretende di prendere dalla teoria le leggi di funzionamento del mercato e le cosiddette leggi dello sviluppo capitalistico esasperandone alcuni aspetti. Un’ideologia economica che stabilisca a priori le leggi del funzionamento del mercato e dello sviluppo economico, senza confrontarsi con la realtà, rischia di diventare uno strumento subordinato agli interessi dei Paesi che godono di fatto di una posizione di vantaggio economico e finanziario.”

    Dovrei aggiungere molte altre considerazioni ma la regola della brevità dei post me ne consente soltanto un’ultima e cioè che tutto è discutibile, e lo è anche questa nota, ma il fatto che venga deliberatamente sottaciuta dal mainstream già è indizio che merita di essere considerata e, soltanto dopo averla letta, giudicata.

  • dana74

    “A destra, dalle ceneri del berlusconismo, verrà fuori un populismo aggressivo, che forse impugnerà in maniera reazionaria la questione della sovranità nazionale

    che cosa vuol dire?Che cosa fa presuppore che dalle ceneri del pdl nascerà un populismo aggressivo basato sulla questione della sovranità nazionale?
    Che si vuole supporre, che la sovranità anche va connotata in destra/sinistra?
    CHe c’è chi la saprà applicare in modo corretto (quale?) e chi no?
    Se sì, sulla base di cosa?

  • dana74

    sto cercando di capire come era messa l’Eu tra le due guerre…interessante come la Germania stava infastidendo i mercati di allora..soprattutto la City
    http://www.centrostudinadir.it/csn/?p=10588

  • Nauseato

    Ce lo lasceranno fare?

    La domanda era ovviamente retorica, vero ?
    La risposta la sappiamo già: NO

    Soprattutto perché noi e l’Islanda siamo praticamente agli antipodi sotto qualsiasi aspetto. Non certo geograficamente.
    Oltre al fatto che non vedo proprio nessuno dei vari capipopolo (o presunti tali) nostrani in grado di avanzare e portare a compimento una simile iniziativa. Chi potrebbe mai essere ? Grillo, Di Pietro, Vendola, Ferrero ?.. Sì, buonasera.

  • cardisem

    Il 28 maggio in un albergo romano, con segretezza e circospezione, si sono riuniti cittadini italiani provenienti da ogni parte d’Italia e da ogni provenienza politica, tutti uniti su un solo principio: la sovranità e l’indipendenza politica come presupposto di ogni altra politica e fatte salve le specificità di ognuna delle associazioni particolari specializzate in singoli problemi. Ero fra quelli ed in una circostanza curiosa mi è capitato di scegliere il nome: Forum del LXX, per il solo fatto che per la precisione eravamo in 71. Da allora si sono avute altre riunioni ed altre se ne annunciano. I temi posti allora diventano sempre più pressanti. Anche qui si parla della necessità di recuperare la sovranità politica e con essa anche quella monetaria e militare di questo nostro disgraziato paese. Il compito è arduo, ma l’inerzia non paga e ciò che è certo è solo la morte ed un’esistenza di lacrime, sangue e miseria. Non è questo un messaggio di propaganda, ma un grido di allarme.

  • Nauseato

    Continui a veleggiare impavido nel mondo della purezza e dell’ideale, pieno di speranze. Se mi passi un’espressione che a dire il vero non convince granché neppure me; ma dovremmo esserci capiti.
    Fai anche benissimo e ti appoggio volentieri malgrado queste mie risposte poco entusiasmanti.
    Purtroppo però, nemmeno in Grecia (con una popolazione che è un decimo di quella italiana e credo non rincoglionita da lustri di propaganda televisiva …) sono riusciti ad opporsi. Subiscono impotenti. Almeno per ora.
    Non di meno dubito molto che sia pensabile non arrivare ad un confronto violento se la situazione prendesse certe pieghe. Ma non è neppure lontanamente immaginabile un nuovo ’48 o una Rivoluzione Italiana con tanto di Marsigliese nostrana per l’occasione. Oltretutto il “nemico” era allora ed è stato altre volte chiaro, fisico, tangibile … ora non si è neppure in condizioni di dire chi sia, “noi stessi” affermi neanche troppo paradossalmente.

    Perché pare che siamo tutti complici, artefici, beneficiari e vittime di questo mondo e stato di cose.

    Per quello indicavo la mia “soluzione” – personalistica e di ripiego fin che si vuole – ma almeno in teoria più fattibile. E da quanto sto raccogliendo da conoscenti vari neppure così isolata e pellegrina …

    Vedremo.

  • fabKL

    La chiesa – e la religione in generale – potrebbe fare molto, basta vedere l’importanza della finanza islamica nei paesi arabi. La finanza islamica bandisce l’interesse legato al tempo e quindi tutta la macchinazione speculativa che ne deriva. Ecco il motivo per cui per la primavera araba si e’ dovuti ricorrere ad altri sistemi tipo (dicono) facebook e twitter (in libia poi non hanno funzionato nemmeno quelli e allora…)

    Infatti gli accanimenti a dipingere terroristi o pedofili hanno il suo scopo che e’ quello di far perdere seguaci potere ad una religione che potrebbe contrastare il sistema finanziario mondiale (quale mamma manderebbe il suo bambino in chiesa?). I risultati della finanza islamica (non toccata dalla crisi della finanza mondiale) e questo accanimento nei confronti della religione (sventolando un integralismo laico) mi porta a pensare che sia la dimostrazione che e’ possibile una finanza le cui regole non sono dettate dal profitto gratuito dell’interesse

  • marco76

    “Què se vayan todos! Què no quede ni uno solo!“.